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Visualizzazione dei post con l'etichetta Woody Harrelson

Campioni

Venerdì 16 Giugno ore 21:00
Sabato 17 Giugno ore 21:00
Domenica 18 Giugno ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2023 Regia: Bobby Farrelly Attori: Woody Harrelson, Ernie Hudson, Cheech Marin, Matt Cook, Kaitlin Olson, Madison Tevlin, Joshua Felder, Kevin Iannucci, Ashton Gunning, Matthew Von Der Ahe, Tom Sinclair, James Day Keith, Alex Hintz, Casey Metcalfe, Bradley Edens, Alicia Johnston Paese: USA Durata: 124 min


TRAMA
Woody Harrelson è il protagonista dell’esilarante e commovente storia di un ex allenatore di basket di serie B che, dopo una serie di passi falsi, viene incaricato dal tribunale di gestire una squadra di giocatori con disabilità intellettive. Ben presto si rende conto che, nonostante i suoi dubbi, questa squadra può andare più lontano di quanto abbia mai immaginato.

CRITICA
Il remake dello spagnolo Non ci resta che vincere è rassicurante e affettuoso, ma Bobby Farrelly non è banale nel far incrociare lo sguardo scorretto con il feel-good movie (Lorenzo Ciofani - cinematografo.it)

Triangle of Sadness

Venerdì 10 Marzo ore 21:00
Cineforum

Genere: Drammatico, Commedia Anno: 2022 Regia: Ruben Östlund Attori: Harris Dickinson, Charlbi Dean, Woody Harrelson, Zlatko Buric, Oliver Ford Davies, Iris Berben, Hanna Oldenburg, Arvin Kananian, Sunnyi Melles Paese: Svezia, Gran Bretagna, USA, Francia Durata: 149 min

TRAMA
Una coppia di modelli, Carl e Yaya (Harris Dickinson e Charlbi Dean), partecipa a una crociera di lusso insieme a un bizzarro gruppo di super ricchi e a un comandante (Woody Harrelson) con il debole per gli alcolici e Karl Marx. Tutto all’inizio sembra piacevole e “instagrammabile”, ma un evento catastrofico trasforma il viaggio in un’avventura in cui ogni gerarchia viene capovolta.

CRITICA
Ci sono sia Forza maggiore che The Square, i suoi lavori precedenti, dentro al nuovo film di Ruben Östlund, che con Triangle of Sadness torna a proporre il suo sguardo tagliente e satirico sulle questioni dell'oggi concentrandosi su varie questioni, macro e micro. Quella di Triangle of Sadness - che è un film lungo, pure troppo, e sicuramente molto compiaciuto, più ancora di The Square, ma che ha momenti molto alti, e altri esilaranti e irresistibili - è una satira di grana grossa sulle ingiustizie sociali dei nostri tempi, sul capitalismo e sul denaro e sulle classi sociali. L'operazione dello svedese è molto più sottile, e più riuscita, invece, quando parla di ruoli, di genere, di relazioni interpersonali, arrivando a dissolvere nell'acido della sua decostruzione le dinamiche di coppia e le piccole, grandi ipocrisie del quotidiano. (Federico Gironi - Comingsoon.it)