Post

Visualizzazione dei post da 2019

Tolo Tolo

Sab 18_01 ore 18:00
Dom 19_01 ore 15:00
Genere: Commedia
Anno: 2020
Regia: Checco Zalone
Attori: Checco Zalone, Souleymane Silla, Manda Touré, Nassor Said Birya, Alexis Michalik, Arianna Scommegna, Jean Marie Godet, Antonella Attili, Nunzio Cappiello, Gianni D'Addario, Eduardo Rejón, Nicola Nocella, Fabrizio Rocchi, Diletta Acquaviva, Maurizio Bousso, Sara Putignano, Barbara Bouchet, Nicola Di Bari, Francesco Cassano
Paese: Italia

TRAMA
Tolo Tolo, il film diretto da Checco Zalone, narra la tragicomica storia di Checco (Zalone), uomo che ama sognare in quel di Spinazzola, in Puglia.
Dopo un fallimentare tentativo di trapiantare la cultura del sushi in terra carnivora, Checco fugge oberato dai debiti e tampinato da famiglia ed ex-mogli, incauti finanziatori dei suoi goffi sogni imprenditoriali.
Si rifugia da cameriere in un resort africano, a confidarsi con l'amico e collega del posto, Oumar (Souleymane Sylla), che sogna l'Italia e adora il cinema neorealista italiano.
Dentro di sé, Checco si sente più vicino ai tanti ricconi italiani che deve servire nell'hotel. Il suo equilibrio è decisamente precario, e si spezza quando la guerra civile spazza via tutto e spinge Checco e Oumar prima nel villaggio di quest'ultimo, poi direttamente sulla rotta per l'Europa: bus precari, deserto, passaggi fortunosi, momenti di pace, guerriglia, carceri e attraversamento del Mediterraneo.
Checco non vuole saperne di tornare dove lo attendono al varco debiti e fallimenti, anzi: sogna di ritornare in Europa ma di trasferirsi nel Liechtenstein!
Non avrà però altra scelta che farsi trascinare, perché si è innamorato di Idjaba (Manda Touré), anche lei in fuga in compagnia di suoi figlio Doudou (Nassor Said Birya), che lo ha preso in simpatia nonostante la sua insofferenza molto occidentale per la situazione.
In particolare, l'assenza di farmacie e adeguati cosmetici per la pelle si fa sentire. Mentre in patria pugliese lo danno per disperso e qualcuno spera persino che muoia per un colpo di spugna ai debiti, Checco attraversa realtà più e meno crudeli dell'Africa, aiutato anche da un irritante e piacione reporter francese, Alexandre Lemaitre (Alexis Michalik). Chi sarà dalla sua parte fino alla fine? Chi rimarrà con lui in Italia? Ma soprattutto: come si fa a trovare un Imodium in Africa?
(comingsoon.it)

PANORAMICA
Tolo Tolo, che in origine doveva intitolarsi "L'amico di scorta", è un film importante nella carriera di Luca Medici in arte Checco Zalone, perché segna il suo debutto alla regia, dopo quattro lungometraggi da lui scritti insieme a Gennaro Nunziante, che poi li diresse: Cado dalle nubi (2009), Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013) e Quo Vado? (2016). C'è un cambiamento sensibile anche in sceneggiatura, perché Zalone ha scritto il film con Paolo Virzì, che non collaborava al copione di un'opera non sua dai tempi di L'estate del mio primo bacio (2006), diretto poi da suo fratello Carlo. Produce il lungometraggio come sempre la Taodue di Pietro Valsecchi, effettivo scopritore dello Zalone cinematografico. Medici si fa forte per il suo esordio registico del riconfermato montatore Pietro Morana. Checco anche in Tolo Tolo si occupa naturalmente, come nei precedenti casi, delle musiche del film, ivi compreso il nuovo brano "Se t'immigra dentro il cuore". Da segnalare nel cast la partecipazione di Barbara Bouchet, attiva come non mai tra cinema e tv: di recente l'abbiamo vista in Metti la nonna in freezer. La lavorazione è stata particolarmente impegnativa e ha richiesto molti spostamenti: Marocco, Kenya, Roma, Bari, Latina, Acquaviva delle Fonti, Gravina di Puglia, Malta e Trieste. (comingsoon.it)


Mer 01_01 ore 18:00 e ore 21:00
Gio 02_01 ore 18:00 e ore 21:00
Ven 03_01 ore 18:00 e ore 21:00
Sab 04_01 ore 18:00 e ore 21:00
Dom 05_01 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00
Lun 06_01 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00
Mar 07_01  ore 21:00
Mer 08_01  ore 21:00
Gio 09_01  ore 21:00
Sab 11_01 ore 18:00 e ore 21:00
Dom 12_01 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00
Lun 13_01  ore 21:00


Last Christmas

Ven 27_12 ore 21:00
Sab 28_12 ore 18:00 e ore 21:00
Dom 29_12 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00
Lun 30_12 ore 21:00
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Paul Feig
Attori: Emilia Clarke, Henry Golding, Emma Thompson, Michelle Yeoh, Patti LuPone, Lydia Leonard, Jade Anouka
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 103 min

TRAMA
Emilia Clarke (Game of Thrones), Henry Golding (Un piccolo favore, Crazy Rich), Michelle Yeoh ed Emma Thompson sono i protagonisti di Last Christmas, una commedia romantica scandita dalle note della musica di George Michael, diretta da Paul Feig (Un piccolo favore, Spy, Le amiche della sposa) da una sceneggiatura del premio Oscar® Thompson (Ragione e sentimento, Bridget Jones’s Baby) e dall'autrice teatrale Bryony Kimmings.Kate (Emilia Clarke) arranca per le strade di Londra, un ammasso di scelte sbagliate accompagnato dal tintinnio delle campanelle sulle sue scarpe, un'altra irritante conseguenza del suo lavoro come elfo in un negozio natalizio aperto tutto l'anno. L'entrata di Tom (Henry Golding) nella sua vita, e la sua capacità di vedere attraverso le numerose barriere di Kate, le sembra qualcosa di troppo bello per essere vero. Sullo sfondo di una Londra che si trasforma per il periodo più meraviglioso dell'anno, niente sembra funzionare per questi due. A volte, però, devi lasciare che la neve cada dove vuole, devi ascoltare il tuo cuore... e devi avere fede.

CRITICA
C'è Londra addobbata a festa, c'è una protagonista vestita da Elfo che lavora in un negozio che sembra casa di Babbo Natale. Ci sono buoni sentimenti da commedia romantica, ma anche momenti di cinismo british creati dalla penna di Emma Thompson. Ci sono, poi, le canzoni di George Michael, che hanno ispirato questo curioso ibrido per le feste, che riesce a trovare il tempo anche per denunciare la Brexit e l'ostilità della Gran Bretagna di oggi nei confronti dello straniero. Ah, c'è anche e soprattutto Emilia Clarke, mossette e occhioni compresi, che gira per la città senza meta. Fino a quando non incontra Tom, naturalmente. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

In programmazione / Prossimamente

LA DEA FORTUNA
16, 18, 19 gennaio

LEONARDO. LE OPERE
Grande Arte
martedì 14 e mercoledì 15 gennaio

LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI
17 gennaio
Cineforum


TOLO TOLO
18, 19 gennaio

PROSSIMAMENTE

Il Primo Natale

Gio 19_12 ore 21:00
Sab 21_12 ore 18:00 e ore 21:00
Dom 22_12 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00
Lun 23_12 ore 21:00
Mer 25_12 ore 18:00 e ore 21:00
Gio 26_12 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Commedia
Anno: 2019
Regia: Salvatore Ficarra, Valentino Picone
Attori: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Massimo Popolizio, Roberta Mattei, Giacomo Mattia, Giovanna Marchetti
Paese: Italia
Durata: 100 min
TRAMA
Il Primo Natale, settimo film di Ficarra e Picone, vede protagonisti Salvo e Valentino in due vesti completamente contrapposte: ladro il primo, sacerdote il secondo.
Il palermitano Salvo è un ladro di sacre reliquie, ma non è affatto credente e vede nei suoi santi furti solo un'occasione di arricchimento. Valentino è un prete che esercita nel paesino siculo ed è fortemente affascinato dal presepe e dall'incanto che la sacra composizione suscita nei fedeli, tanto da realizzarne uno vivente nella sua parrocchia con una statua al posto di Gesù Bambino. Quando Salvo, mosso dal clamore suscitato dall'iniziativa di don Valentino, decide di rubare la statua, non si aspetta che il suo mondo ateo e quello cristiano si scontreranno in pieno.
I due si ritroveranno catapultati indietro nel tempo nella Palestina di oltre duemila anni fa, fino all'epoca, appunto, del primo Natale. Mentre si mettono alla ricerca di Giuseppe e Maria per fare in modo che la venuta al mondo di Gesù vada secondo la tradizione, Re Erode (Massimo Popolizio), intimorito dalla prossima nascita di quello che è stato definito il "Re dei Re", è sulle loro tracce. Questo viaggio fantastico e inaspettato si trasformerà in una vera e propria missione: salvare la vita a Gesù, ma sarà anche un'occasione per scoprire se stessi.
Salvo e Valentino cambieranno le sorti del Natale o riusciranno a salvare la festa più attesa dell'anno?

CRITICA
Alle prese con il loro primo film di Natale vero e proprio, Ficarra e Picone abbracciano senza remore la natura popolare e inoffensiva del loro cinema e della loro comicità, smorzando quasi del tutto la vena satirica più pungente del precedente L'ora legale. Il loro è un film rassicurante e onesto, nei modi come nelle intenzioni. Un pizzico di coraggio e di voglia di osare in più non avrebbe fatto male: ma si parla del Natale, del Natale al cinema (italiano) e le cose vanno per forza così. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Un Giorno di Pioggia a New York

Gio 12_12 ore 21:00 (in lingua originale 🇬🇧️ con sottotitoli in italiano)
Sab 14_12 ore 21:00
Dom 15_12 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Commedia, Sentimentale
Anno: 2019
Regia: Woody Allen
Attori: Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Kelly Rohrbach, Suki Waterhouse, Rebecca Hall, Cherry Jones, Annaleigh Ashford, Griffin Newman, Taylor Black, Kathryn Leigh Scott, Natasha Romanova, Jacob Berger
Paese: USA
Durata: 92 min

TRAMA
Woody Allen torna a Manhattan con Un giorno di pioggia a New York, una commedia romantica che racconta la storia di due fidanzatini del college, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning), i cui piani per un weekend romantico da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo a New York, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto.
CRITICA
Come sempre, Woody Allen parla del destino. E questa volta di un destino che fa andare le cose come devono andare e permette la possibilità del riscatto e dell'espressione personale, se si è in grado di essere sinceri con sé stessi e il mondo e di apprezzare e inseguire la sua bellezza.
Proprio quando le circostanze potrebbero giustificare un abbandono al pessimismo, Allen apre la porta alla speranza. Il suo discorso e di una chiarezza serena e rasserenante, ma al tempo stesso lo spessore di quello che dice aumenta. Un giorno di pioggia a New York è quasi il suo racconto zen. (Federico Gironi - Comingsoon.it)


Sarah & Saleem

Ven 13_12 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico, Sentimentale
Anno: 2018
Regia: Muayad Alayan
Attori: Silvane Kretchner, Adeeb Safadi, Maisa Abd Elhadi, Ishai Golan, Kamel El Basha, Hanan Hillo, Jan Kuhne, Mohammad Eid
Paese: Palestina, Germania, Olanda
Durata: 127 min

TRAMA
Sarah & Saleem, il film diretto da Muayad Alayan, segue la storia extraconiugale tra Sarah (Silvane Kretchner) proprietaria di un caffè ebraico e Saleem (Adeeb Safadi) fattorino arabo. La passione segreta tra i due avrà delle conseguenze ben più importanti della crisi dei loro matrimoni, in una Gerusalemme in cui anche una storia privata tra due persone scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile.

CRITICA
Come Romeo e Giulietta trapiantati nella Gerusalemme dei giorni nostri, Sarah e Saleem sono i protagonisti di un una love-story che vira verso il dramma sociale, un melò in cui a un certo punto i protagonisti sono chiamati a scegliere fra sé e l'altro, fra politica e sentimento. Non giudica i suoi personaggi Muayad Alayan, e sposa le ragioni di ognuno: di chi inganna e di chi è ingannato, e rispetta la dignità di ciascuno, guadando con dolcezza e ammirazione alle donne. Lo stile è naturalistico, ma il regista muove bene la sua camera a mano, sempre più in fretta e riempiendo le sue inquadrature con un numero sempre maggiore di individui, mentre tutti si spostano e l’agitazione diventa metafora di un mondo dove regna la confusione e sta affievolendo ogni lucina-guida. (Carola Proto - Comingsoon.it)

L'ufficiale e la spia

Gio 05_12 ore 21:00
Sab 07_12 ore 21:00
Dom 08_12 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Drammatico, Thriller, Biografico
Anno: 2019
Regia: Roman Polanski
Attori: Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric, Melvil Poupaud, Damien Bonnard, Denis Podalydès, Vincent Grass, Grégory Gadebois, Wladimir Yordanoff, Didier Sandre
Paese: Francia
Durata:126 min
TRAMA
Il 5 gennaio 1895, il Capitano Alfred Dreyfus, promettente ufficiale, viene degradato e condannato all’ergastolo all’Isola del Diavolo con l’accusa di spionaggio per conto della Germania. Fra i testimoni di questa umiliazione c’è Georges Picquart, che viene promosso a capo della Sezione di statistica, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ma quando Picquart scopre che tipo di segreti stavano per essere consegnati ai tedeschi, viene trascinato in una pericolosa spirale di inganni e corruzione che metteranno a rischio non solo il suo onore ma la sua vita.

CRITICA
Quello di Polanski è un cinema di un'eleganza pulita e rigorosa, senza facili dimostrazione di bravura e grande attenzione a tutti quei dettagli che fanno la differenza. L'accumulo di personaggi e sottotrame è gestito con abilità e non pregiudica mai la scorrevolezza. Nel raccontare l'affaire Dreyfus, il regista polacco trova modo di elaborare le sue classiche ossessioni tematiche, e di imporre allo stesso tempo all'attenzione del suo spettatore un chiaro atto d'accusa nei confronti di tutti i nuovi maccartismi e le rinnovate cacce alle streghe che affliggono la nostra contemporaneità. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Edison – l'uomo che illuminò il mondo

Ven 06_12 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Biografico, Drammatico
Anno: 2017
Regia: Alfonso Gomez-Rejon
Attori: Benedict Cumberbatch, Katherine Waterston, Tom Holland, Nicholas Hoult, Michael Shannon, Tuppence Middleton, Matthew Macfadyen, Tom Bell, Ekow Quartey, Tom Sweet
Paese: USA
Durata: 105 min
TRAMA
Benedict Cumberbatch, nei panni di Thomas Edison, e Michael Shannon in quelli di George Westinghouse sono i protagonisti di Edison – L’uomo che illuminò il mondo. La storia della competizione epica e spietata tra i due più grandi inventori dell’era industriale per stabilire quale dei due sistemi elettrici avrebbe dominato il nuovo secolo. Sostenuto da J.P. Morgan, Edison abbaglia il mondo illuminando Manhattan, ma Westinghouse, aiutato da Nikola Tesla, riuscì a individuare alcuni terribili difetti nel sistema a corrente diretta di Edison. Scatenando una vera “guerra di correnti” , Westinghouse e Tesla puntano tutto sul sistema a corrente alternata, una scelta rischiosa e pericolosa. Diretto da Alfonso Gomez-Rejon (Quel Fantastico Peggior Anno della Mia Vita) e scritto dal drammaturgo Michael Mitnick (“Sex Lives of Our Parents”), Edison – L’uomo che illuminò il mondo annovera nel cast anche Katherine Waterston, Nicholas Hoult, Tom Holland, Matthew Macfayden e Tuppence Middleton.

CRITICA
Da un lato c'è Benedict Cumberbatch nei panni di Edison, personaggio geniale e megalomane, pronto a tutto per far entrare il suo nome nella Storia, anche e soprattutto a contraddirsi e a contravvenire ai propri principi; dall'altro lato Michael Shannon, George Westinghouse, più silenzioso e posato, portatore di un approccio morale alla scienza e alla competizione, anche in virtù di un passato che lo ha drammaticamente già messo alla prova. Nonostante la distribuzione italiana, nella scelta del titolo, dia maggior risalto alla figura di Edison, sfruttando la maggior notorietà del suo interprete, non c'è dubbio che il film segua più da vicino la vicenda biografica di Westinghouse, che ne sottolinei la maggior umanità, e che Shannon offra, sotto i baffi, una performance più incisiva e romantica. (mymovies.it)

Attraverso i miei occhi

Gio 28_11 ore 21:00
Sab 30_11 ore 21:00
Dom 01_12 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Simon Curtis
Attori: Milo Ventimiglia, Amanda Seyfried, Kevin Costner, Gary Cole, Gigi Proietti, Kathy Baker, McKinley Belcher III, Martin Donovan, Karen Holness, Al Sapienza, Ryan Kiera Armstrong, Aliza Vellani, Andres Joseph
Paese: USA
Durata: 109 min
TRAMA
Attraverso i miei occhi è tratto dal romanzo "L'arte di correre sotto la pioggia" di Garth Stein. È la storia del pilota da corsa Danny (Milo Ventimiglia), raccontata con gli occhi del suo cane, il Golden Retriever Enzo. Tra i due è stato subito feeling. Sin da cucciolo, Enzo ha imparato le lezioni di vita del suo proprietario, vivendo passo dopo passo accanto a lui; lo ha visto correre in pista, insegnare a nuovi piloti e innamorarsi di Eva (Amanda Seyfried). Enzo è il migliore amico, il compagno ideale e il testimone di nozze di Danny, i due insieme hanno affrontato le gioie e i dolori, cercando di sorridere sempre senza mai abbattersi.
Il cane è lì a ogni vittoria sul podio o quando Eva dà alla luce la piccola Zoe, la figlia di Danny, ma è anche un sostegno morale durante le sconfitte del suo padrone e in uno dei momenti più tragici della sua vita, quando l'uomo deve lottare con la malattia e la morte, che improvvisamente irrompono e destabilizzano la sua esistenza. Mentre Danny cerca di superare i tristi eventi e i conseguenti ostacoli, il suo fedele amico è sempre pronto, a suo modo, a ricordargli che non deve smettere di combattere. Rimanendo al suo fianco, Enzo lo porterà a credere di nuovo in se stesso, ma neanche una forte amicizia, come la loro, può durare per sempre...

CRITICA
E' un film dal mood spirituale Attraverso i miei occhi, perché il cane a cui affida la narrazione e il punto di vista crede nella reincarnazione e infonde un messaggio di speranza a chi ha perso qualcuno che amava. E tuttavia, la vicenda della famiglia alla quale l'animale si lega, e in particolare del suo padrone Denny, è molto triste, per non dire struggente, e a una prima parte comica e tenera fa seguire una serie di eventi drammatici, anche se evita di cadere nella trappola della retorica. La regia di Simon Curtis è attenta e a cavarsela bene sono anche gli attori a 4 zampe, che ci ricordano che, se tutti amassero incondizionatamente come fanno loro, i rapporti umani migliorerebbero di gran lunga. Il film, che parla di corse automobilistiche, è anche una metafora della vita, piena di curve, incidenti e percorsi scivolosi. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Beautiful boy

Ven 29_11 ore 21:00
Venerdì d'essai 
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Felix van Groeningen
Attori: Steve Carell, Timothée Chalamet, Amy Ryan, Maura Tierney, Kaitlyn Dever, Timothy Hutton, Stefanie Scott, Jack Dylan Grazer, Christian Convery, Oakley Bull
Paese: USA
Durata: 112 minuti
TRAMA
Nicolas Sheff ha 18 anni ed è un bravo studente: scrive per il giornale della scuola, recita nello spettacolo teatrale di fine anno e fa parte della squadra di pallanuoto. Ama leggere e possiede una spiccata sensibilità artistica; in autunno andrà al college. Da quando ha 12 anni però, ama sperimentare le droghe; da qualche tempo ha provato la metamfetamina e, come lui stesso dichiara, “Il mondo, da bianco e nero, improvvisamente è diventato in Technicolor”. In breve tempo Nic, da semplice adolescente che fa uso sporadico di stupefacenti, si trasforma in un vero e proprio tossicodipendente. Beautiful Boy è la storia, tanto onesta quanto spietata, di una famiglia che accompagna il proprio figlio nella lotta contro l’assuefazione. Basato sull’omonimo bestseller del noto giornalista David Sheff e sull’apprezzata autobiografia di suo figlio Nic, il film descrive il potere distruttivo della droga e la forza rigenerante dell’amore. Angosciante, struggente, ma anche ricco di gioia, di amore e di speranza, Beautiful Boy racconta il baratro in cui Nic sprofonda, le sue assenze, le promesse tradite, la rabbia, e il modo in cui David si adopera per salvare il suo “bellissimo figlio” dalle conseguenze della dipendenza.

CRITICA
Un'impotenza angosciante come quella di un padre che non riesce ad aiutare il figlio tossicodipendente a uscire dalla sua maledizione, è al centro del primo film americano del belga Felix von Groeningen, autore del melodramma altrettanto doloroso Alabama Monroe. Steve Carell è sempre più maturo anche come attore drammatico, qui in un'interpretazione misurata e struggente. Chalamet conferma la sue capacità. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Frida. Viva la vida

Mar 26_11 ore 21:00
Mer 27_11 ore 21:00
Grande Arte
Genere: Documentario, Arte
Regia: Gianni Troilo
Paese: Italia
Anno: 2019
Durata: 85minuti
Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

Frida Kahlo è l’artista che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la sua storia: il dolore fisico, il dramma dell’amore tradito e degli aborti, l’impegno politico. Frida è diventata, dopo la sua morte, un’icona pop in grado di raccogliere centinaia di migliaia di visitatori nelle mostre a lei dedicate e di ispirare libri, fumetti, canzoni, film e persino sfilate di moda.
Ma chi era davvero Frida? E quanta energia e vitalità sprigionano le sue tele anche quando raccontano il dolore e la sofferenza?
FRIDA. VIVA LA VIDA il docu-film diretto da Giovanni Troilo  propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).
VIVA LA VIDA è un film documentario prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital in collaborazione con Sky Arte che mette in luce le due anime di Frida Kahlo (1907-1954): da una parte l’icona, simbolo del femminismo contemporaneo, dall’altra l’artista libera nonostante le costrizioni di un corpo martoriato. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Ciononostante, grazie alla sua pittura ma anche ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti. La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza grazie all’intensità e la determinazione con cui ha affrontato una vita segnata dalla sofferenza. Il dolore, pur essendo materia essenziale del suo lavoro, non basta infatti a spiegare le ragioni di un’affermazione tanto estesa e unanime: nelle opere di Frida c’è un legame perenne anche con la forza interiore e l’amore, con l’energia vitale della sua terra e dei suoi colori.
Sarà l’attrice e regista Asia Argento a condurre lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge costituito dalle parole della stessa Frida: lettere, diari e confessioni private. Lo spettatore scoprirà come l’opera della pittrice affondi le sue radici nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, oltre che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera, a Trotsky. Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti: dolore e piacere, tenebre e luce, luna e sole, la vita nella morte e la morte nella vita. Ripercorrere la vita di Frida Kahlo significherà così cercare il punto di contatto tra la sofferenza delle vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte.
Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004.
Ci saranno poi le testimonianze e gli interventi di esperti e artisti: Hilda Trujillo, che dal 2002 dirige il Museo Frida Kahlo, uno dei tre musei più visitati di Città del Messico che sorge nella Casa Azul che fu dimora della pittrice, e il Museo Anahuacalli; la fotografa messicana Graciela Iturbide; il muratore e operaio Alfredo Vilchis, divenuto artista quasi per caso dipingendo miniature; la fotografa Cristina Kahlo, pronipote di Frida; l’insegnate d’arte del Wellesley College e curatore aggiunto di arte latinoamericana al Davis Museum James Oles; Carlos Phillips, amministratore delegato del Museo Frida Kahlo, dell’Anahuacalli di Diego Rivera e del Museo Dolores Olmedo; la ballerina Laura Vargas.

Downton Abbey

Gio 21_11 ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sab 23_11 ore 21:00
Dom 24_11 ore 18:00 e ore 21:00
I biglietti di tutti le proiezioni hanno un costo di 6 euro. Non è possibile usufruire delle riduzioni.
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Michael Engler
Attori: Hugh Bonneville, Laura Carmichael, Jim Carter, Brendan Coyle, Michelle Dockery, Kevin Doyle, Joanne Froggatt, Matthew Goode, Robert James-Collier, Allen Leech, Phyllis Logan, Elizabeth McGovern, Sophie McShera, Lesley Nicol, Penelope Wilton, Maggie Smith, Imelda Staunton
Paese: Gran Bretagna
Durata: 122 min
TRAMA
Lo show televisivo Downton Abbey segue la vita della famiglia Crawley e della servitù che lavora per essa all’inizio del XX Secolo, nella loro villa di campagna in stile edoardiano. Nelle sue 6 stagioni la serie ha ottenuto 3 Golden Globe, 15 Emmy, 69 candidature complessive agli Emmy, che hanno fatto di Downton Abbey lo show televisivo non-americano più nominato nella storia degli Emmy. Downton Abbey ha inoltre ottenuto un Premio Speciale ai BAFTA e il Record nel Guinness dei Primati per la serie TV con il miglior voto della critica. Il film di Downton Abbey comprenderà il cast principale originale.

CRITICA
Il ritorno dopo tre anni del microcosmo britannico di Downton Abbey non rivoluziona le loro vicende, ma concentra dinamiche ed evoluzioni dei personaggi durante i due giorni di visita di re e regina. Fellowes è in gran forma, regala una sceneggiatura frizzante e deliziosa, con dialoghi irresistibili e gli attori sono ormai talmente a proprio agio nei panni più o meno eleganti dei loro personaggi da essere una conferma scontata. Aspettatevi anche qualche lacrima, fra le risate e i sorrisi. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Charlie says

Ven 22_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Mary Harron
Attori: Matt Smith, Hannah Murray, Sosie Bacon, Merritt Wever, Suki Waterhouse, Annabeth Gish, Marianne Rendón, Chace Crawford, Grace Van Dien, Kayli Carter, Bridger Zadina, India Ennenga, Kimmy Shields, Lindsay Farris, Matt Riedy
Paese: USA
Durata: 104 min


TRAMA
Un viaggio nella mente di Charles Manson (Matt Smith, protagonista della serie Dr Who), musicista, manipolatore e mandante degli efferati omicidi che sconvolsero gli USA nell’estate del 1969, tra cu l’assassinio di Sharon Tate. Charlie Says si addentra nella psiche del leader criminale, attraverso gli occhi di Karlene Faith, psicologa di tre giovani donne entrate a far parte della setta, dopo aver subito il lavaggio del cervello, e condannate all’ergastolo. In una escalation di follia e annullamento della volontà, viene ripercorsa la vita all’interno della “Famiglia Manson” e il rapporto di queste giovani con l’uomo che ha segnato le loro vite. Che potere aveva Charles Manson sulle sue prede? Cosa è scattato nella loro mente?

CRITICA
Tra le innumerevoli trasposizioni cinematografiche dei tragici eventi che 50 anni misero per molti fine al sogni di pace e amore degli anni Sessanta, quella interamente al femminile di Mary Harron e Guinevere Turner, ispirata a due libri meno noti sull'argomento, ha il merito di incentrarsi sulle ragazze, poco più che maggiorenne, responsabili materiali delle stragi ordinate dal loro guru, Messia, padre e padrone Charles Manson, e sull'inizio del loro percorso di "riabilitazione" in carcere con le lezioni dell'attivista e femminista Karlene Faith.
Ottimo nelle interpretazioni delle giovani attrici che rappresentano con molta verosimiglianza Leslie Van Houten, Patricia Krenwinkel e Susan Atkins e molto accurato nella ricostruzione, è un film interessante, asciutto e a tratti toccante, anche se l'epilogo non convince del tutto e avrebbe giovato alla storia una minore insistenza grafica sui delitti che le ragazze rivivono in flashback.
 (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

L'uomo del labirinto

Gio 14_11 ore 21:00
Sab 16_11 ore 21:00
Dom 17_11 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Thriller, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Donato Carrisi
Attori: Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè, Luis Gnecco, Vinicio Marchioni, Stefano Rossi Giordani, Riccardo Cicogna, Caterina Shulha
Paese: Italia
Durata: 130 min

TRAMA
«Questo è un gioco, vero?» Samantha Andretti è stata rapita una mattina d’inverno mentre andava a scuola. Quindici anni dopo, si risveglia in una stanza d’ospedale senza ricordare dove è stata né cosa le è accaduto in tutto quel tempo. Accanto a lei c’è un «profiler», il dottor Green: sostiene che l’aiuterà a recuperare la memoria e che insieme cattureranno il mostro. Ma l’avverte che la caccia non avverrà là fuori, nel mondo reale. Bensì nella sua mente. «Questo è un gioco, vero?» ripete, dubbiosa, la ragazza. Bruno Genko è un investigatore privato. Quindici anni prima è stato ingaggiato dai genitori di Samantha per ritrovare la figlia. Adesso che la ragazza è riapparsa, sente di avere un debito con lei e proverà a catturare l’uomo senza volto che l’ha rapita. Ma quella di Genko è anche una lotta contro il tempo. Perché un medico gli ha detto che gli restano due mesi di vita. E, per uno scherzo del destino, quei due mesi sono scaduti proprio nel giorno in cui Samantha è tornata indietro dal buio. Chi giungerà prima alla verità: l’investigatore o il profiler?… Ma siamo sicuri che, alla fine di tutto, ci sia un’unica verità? Perché questa non è un’indagine come le altre… Qualcuno ha un segreto, qualcuno sta mentendo. E da qualche parte, là fuori, c’è un labirinto pieno di porte. E dietro ognuna si nasconde un enigma, un inganno.
In questo gioco nella mente dello spettatore, il labirinto di cui sei prigioniero è già dentro di te.

CRITICA
Per il suo secondo film da regista, Donato Carrisi abbandona il realismo del noir classico e, in un tripudio di colori e musica, ci porta in un universo inquietante e quasi da film horror dove vanno in scena le nostre e le sue paure. Fra suggestioni kafkiane e omaggi ai thriller anni 90, lo scrittore rende l'invisibile importante quanto il visibile e procede a ritmo sostenuto. La partita si gioca fra Toni Servillo e Dustin Hoffman, sublimi come sempre e affiancati da una strepitosa Valentina Bellè. Il film, forse, è troppo pieno di cose ma il non luogo in cui si muovono i personaggi è suggestivo e denota una grandissima attenzione per la messa in scena e i dettagli. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Tutti pazzi a Tel Aviv

Ven 15_11 ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Commedia
Anno: 2018
Regia: Sameh Zoabi
Attori: Kais Nashif, Lubna Azabal, Maisa Abd Elhadi, Nadim Sawalha, Salim Dau, Yousef 'Joe' Sweid, Amer Hlehel
Paese: Lussemburgo, Belgio, Israele, Francia
Durata: 100 min

TRAMA
Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l'assistente ai dialoghi per una notissima e seguitissima soap-opera, intitolata “Tel Aviv brucia” prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiugere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia della soap ambientata a a Tel Aviv nel 1967.

CRITICA
Commedia brillante e inattesa, che ruota attorno alla realizzazione di una soap opera "politica" palestinese, Tutti pazzi a Tel Aviv fa ridere e al tempo stesso provoca una riflessione anche più efficace, su temi ancora tragicamente attuali, di molte drammatiche riflessioni sull'argomento. L'ironia, come dimostra il regista Sameh Zoabi con i suoi umanissimi personaggi, che rappresentano le vecchie e le nuove generazioni, non banalizza la realtà di un conflitto che continua a mietere vittime e a creare infelicità, ma è il detonatore che fa esplodere la "bomba" dell'assurdità di una situazione che va avanti da decenni e non ha in vista un finale in grado di accontentare tutte le parti in causa. Nel frattempo, per fortuna, si può vivere. E ridere. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Tutto il mio folle amore

Gio 7_11 ore 21:00
Sab 9_11 ore 21:00
Dom 10_11 ore 18 e ore 21:00

Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Gabriele Salvatores
Attori: Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian, Maruša Majer, Tania Garribba
Paese: Italia
Durata: 97 min
TRAMA
Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo e una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che, forse, non si erano mai detti. “Ora capisco cosa cercavi di dirmi e quanto soffrivi sapendo di avere ragione. Ma avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te”. Vincent - Don Mc Lean

CRITICA
E' un film di ritorni per Gabriele Salvatores Tutto il mio folle amore: ritorno al rock & roll, e soprattutto al road-movie un road movie, in questo caso, che di viaggi ne racconta due: uno del corpo e l'altro dell'anima. Come spesso fa, il regista adatta un romanzo e pesca dall'immaginario di qualcun altro per costruire sua personale visione dell'uomo e dei sentimenti. Il sentimento predominante qui è l'amore nelle sue varie declinazioni, anche se in primo piano c'è un rapporto padre/figlio. C'è anche la rappresentazione della malattia mentale, presa di petto e trasformata in un'esplosione di vita e di vitalità, la vitalità dell’esordiente Giorgio Pranno e di un Claudio Santamaria canterino e autoironico, e molto simile ai personaggi di Marrakech Express. Alla loro avventura anche un po' western fanno da contraltare due personaggi notturni e malinconici a cui Valeria Golino e Diego Abatantuono si abbandonano generosamente. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Quel giorno d'estate

Ven 8_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Mikhaël Hers
Attori: Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Stacy Martin, Ophélia Kolb, Marianne Basler, Jonathan Cohen, Nabiha Akkari, Greta Scacchi, Bakary Sangaré, Claire Tran, Elli Medeiros, Zoé Bruneau
Paese: Francia
Durata: 107 min
TRAMA
David vive a Parigi, dove sbarca il lunario con piccoli lavoretti occasionali. L’unico contatto familiare è rappresentato dallo stretto legame con la sorella Sandrine e la nipotina di 7 anni Amanda, cresciuta senza un padre. Durante l’estate David incontra Lena, appena trasferitasi a Parigi, e tra i due nasce presto un amore. Quando tutto sembra andare per il meglio le vite di tutti vengono sconvolte da un attacco terroristico nel cuore di Parigi, nel quale Sandrine perde la vita. Oltre a dover affrontare lo shock e il dolore della perdita, David deve ora prendersi cura della giovane nipote Amanda e trovare, insieme a Lena, una nuova serenità per ricominciare, insieme, a vivere.

CRITICA
La normale quotidianità di un ragazzo (Vincent Lacoste) che non ha voglia di scegliere cosa fare da grande viene sconvolta da un trauma, così come il suo mondo fatto di lavoretti, di una famiglia ridotta a una sorella e alla nipote di 7 anni, oltre alla bella Lena (Stacy Martin) di cui si è appena innamorato. Il francese Hers prende a prestito da Rohmer il racconto di una normalità minimale eppure coinvolgente e racconta come Parigi, ma sopratutto i parigini, sono stati negli ultimi anni sconvolti, nelle piccole cose, dagli attentati terroristici. Un piccolo film rispettoso e pieno di tenerezza, costruito intorno a una colossale performance di Vincent Lacoste, ormai in via di definitiva maturazione come uno degli attori europei di riferimento della sua generazione. Ottima anche Stacy Martin, con un piccolo viaggio a Londra che conclude magistralmente questo poetico gioiellino. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Se mi vuoi bene

Gio 31_10 ore 21:00
Sab 2_10 ore 21:00
Dom 3_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Fausto Brizzi
Attori: Claudio Bisio, Sergio Rubini, Flavio Insinna, Lucia Ocone, Maria Amelia Monti, Dino Abbrescia, Susy Laude, Lorena Cacciatore, Elena Santarelli, Valeria Fabrizi, Memo Remigi, Cochi Ponzoni, Gian Marco Tognazzi, Luca Carboni
Paese: Italia
Durata: 100 min

TRAMA
Diego (Claudio Bisio) è un avvocato di successo, un depresso cronico. Un giorno incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere che non vende nulla se non appunto conversazioni. Ed è proprio chiacchierando con lui che Diego capisce qual è la soluzione per uscire dalla sua palude emotiva: fare del bene a tutti i suoi cari. Diego individua chirurgicamente i problemi che secondo lui affliggono sua madre, suo padre, suo fratello, sua figlia, i suoi amici, perfino la sua ex moglie e, con la precisione di un cecchino bendato, finisce per rovinare l’esistenza ad ognuno di loro. Ma non tutto è perduto…

CRITICA
Brizzi è tornato, e lascia da parte la comicità natalizia per tornare a raccontare una commedia sentimentale in cui si ride, ma ci si confronta anche con note malinconiche e drammatiche e i personaggi, ancora una volta una dozzina almeno, sono omaggiati di un percorso di crescita che li rende interessanti. Meno citazioni anni '80, qualche nostalgia in meno, a parte Luca Carboni in apparizione con occhiali da sole d'ordinanza, per un film compiuto, divertente e non solo. La miglior commedia per Brizzi da una decina d'anni. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it):

Pavarotti - genio per sempre

Lun 28_10 ore 21:00
Mar 29_10 ore 21:00
Mer 30_10 ore 21:00
Evento Speciale
Regista: Ron Howard
Genere: Documentario, Biografico
Anno: 2019
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 114 min

SCHEDA
Firmato dal regista Premio Oscar® Ron Howard, PAVAROTTI è realizzato con filmati mai visti prima e immagini delle performance più iconiche del tenore che offrono un ritratto intimo ed emozionante dell’artista e dell’uomo, il più amato cantante d’opera di tutti i tempi con oltre 100 milioni di dischi venduti nel corso della sua carriera.

La Coppa del Mondo del 1990 in Italia è stata l’occasione in cui l’opera ha conquistato il grande pubblico: in quell’occasione, sul palco di Roma, Pavarotti si è unito ai colleghi tenori Placido Domingo e José Carreras, esibendosi per un pubblico mondiale di 1,4 miliardi di persone. La loro potente interpretazione di “Nessun Dorma” vive ancora oggi come uno dei brani musicali più conosciuti al mondo: una performance con cui Pavarotti ha coronato definitivamente il suo sogno di portare l’opera nelle case del grande pubblico.

Ron Howard ha scelto un approccio intimo per raccontare la storia di Pavarotti: si è spinto oltre l’iconica figura pubblica per rivelare l’uomo. Grazie alla partnership con Decca Records e all’accesso esclusivo agli archivi di famiglia e al vasto materiale musicale ripreso dal vivo, il documentario evento fa emergere la storia personale dell’artista: dalle sue umili origini nel Nord Italia fino allo status di superstar mondiale. Attraverso le immagini e alla musica di PAVAROTTI, gli spettatori viaggeranno in tutto il mondo in compagnia del tenore. Lo conosceranno come marito e padre, filantropo instancabile e soprattutto artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con un successo senza precedenti.

Gemini Man

Gio 24_10 ore 21:00
Sab 26_10 ore 21:00
Dom 27_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Azione, Drammatico, Fantascienza
Anno: 2019
Regia: Ang Lee
Attori: Will Smith, Ilia Volokh, Clive Owen, Mary Elizabeth Winstead, Benedict Wong, Ralph Brown, Linda Emond, Douglas Hodge, Theodora Miranne, E.J. Bonilla
Paese:USA
Durata: 117 min


TRAMA
Henry Brogen è un uomo di mezz'età che ha deciso di ritirarsi a vita privata per lasciarsi alle spalle la violenza del suo lavoro quotidiano. Tuttavia prima di potersi godere la tranquillità, dovrà eliminare un ultimo target, un avversario che sembra anticipare ogni sua mossa. Henry scopre che si tratta di un suo clone creato venticinque anni fa dal suo stesso DNA e per sconfiggerlo dovrà affrontare le sue paure.

CRITICA
Gemini Man è un tour de force tecnico da apprezzare in High Frame Rate 3D, ma ha ben poco da offrire dal punto di vista dei contenuti, a causa di una sceneggiatura superficiale e di un racconto potenzialmente intrigante smorzato da un'ironia incongrua da B-movie. Dopo Billy Lynn: Un giorno da eroe, Ang Lee fa comunque di tutto per sfidare lo spettatore a rivedere le sue abitudini percettive, tra High Frame Rate, 3D e la prima simulazione in CGI di una grande star, uno Will Smith ventenne che affronta il se stesso attuale. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Il traditore

Ven 25_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Marco Bellocchio
Attori: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi, Giovanni Calcagno, Bruno Cariello, Nicola Calì, Alberto Storti, Vincenzo Pirrotta, Goffredo Bruno, Gabriele Cicirello, Paride Cicirello, Alessio Praticò, Elia Schilton, Pier Giorgio Bellocchio, Antonio Orlando, Rosario Palazzolo, Ada Nisticò, Federica Butera, Filippo Parisi
Paese: Italia
Durata: 148 minuti

TRAMA
Nei primi anni '80 è in corso una vera e propria guerra tra i boss della mafia siciliana per il controllo sul traffico della droga. Tommaso Buscetta, conosciuto come il “Boss dei due mondi”, fugge per nascondersi in Brasile e da lontano, assiste impotente all’uccisione di due suoi figli e del fratello a Palermo; ora lui potrebbe essere il prossimo. Arrestato ed estradato in Italia dalla polizia brasiliana, Buscetta prende una decisione che cambierà tutto per la mafia: decide di incontrare il giudice Giovanni Falcone e tradire l'eterno voto fatto a Cosa Nostra.

CRITICA
Marco Bellocchio prende Tommaso Buscetta e ne fa un personaggio tragico shakespeariano, una figura fatta di ombre e drammi che racconta con stile lineare e cronachistico. Nelle pieghe del racconto e nei chiaroscuri del personaggio, il regista piazza i suoi tocchi più personali, elevando così il film. Ottimo il cast: Favino, certo, ma anche Fabrizio Ferracane e tutti i comprimari, con scene come quella del confronto al maxiprocesso tra Buscetta e Calò davvero superlative. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Ermitage - Il potere dell’Arte

Mar 22_10 ore 21:00
Mer 23_10 ore 21:00
Grande Arte
Genere: Documentario
Anno: 2019
Regia: Michele Mally
Attori: Toni Servillo
Paese: Italia
Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. È a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte.
Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij per raccontare il museo in maniera inedita ed emozionante, attraverso i secoli della storia Russa e le vicende culturali che hanno portato allo sviluppo delle sue collezioni nel cuore della città.
A guidarci in questo viaggio l’attore Toni Servillo. Sarà lui a farci respirare lo spirito di questi luoghi e delle sue anime baltiche e a presentarci le bellezze dell’Ermitage e di San Pietroburgo, a recitare brani tratti da poesie e romanzi, a narrare le grandi storie che hanno attraversato quelle strade, dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del 1917 fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari ci porteranno nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Visiteremo i laboratori di restauro e conservazione di Staraya Derevna, i suoi tesori archeologici e la sezione di Arte Moderna e Contemporanea dell’Edificio dello Stato Maggiore, che custodisce le straordinarie collezioni Shchukin e Morozov, con la più grande raccolta di Matisse al mondo.
Per raccontarne visivamente lo sviluppo urbano e architettonico, la città verrà presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti: la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, Gogol e Caterina la Grande (amica di penna di Diderot e Voltaire), le dimore nobiliari che si affacciano sui canali. I grandi architetti italiani che disegnarono San Pietroburgo – Trezzini, Rastrelli, Quarenghi – sono i progettisti dei palazzi più belli; ma l’anima di San Pietroburgo e della Russia è sfuggente e prova a raccontarla anche una coppia di Roofers, giovani in cerca d’infinito che si arrampicano sui tetti della città offrendo prospettive sorprendenti.
Era il 1764 quando la zarina Caterina II acquistò a Berlino la collezione da cui sarebbe nato il primo germe dell’Ermitage. Da quel momento prese il via l’arricchimento sistematico di un patrimonio che già dieci anni dopo vantava oltre 2.000 tele e che implementava via via di disegni, pietre intagliate, sculture, capolavori dell’arte decorativa ed applicata. Dentro l’Ermitage si percorre così la grande arte europea, da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens, da Tiziano a Rembrandt e Caravaggio. Fuori dall’Ermitage, la storia passa per luoghi ricchi di memorie. La Fortezza di Pietro e Paolo è il primo edificio costruito a San Pietroburgo: è teatro di avvenimenti celebri, come la grazia a Dostoevskij davanti al plotone di esecuzione, e ospita le tombe degli Zar.  Ma la leggenda di San Pietroburgo passa anche per la grande letteratura con Alexandr Pushkin – primo tra tutti – e il suo fondamentale contributo allo sviluppo della poesia e della lingua letteraria russa. Il docufilm mostra gli ambienti della casa-museo in cui è conservato il divano in cui morì e quelli del Caffè Letterario in cui bevve il suo ultimo caffè. Della vita e dell’opera di Fedor Dostoevskij è ancora testimonianza l’abitazione dalla quale lo scrittore poteva osservare la vita della Neva, ambientazione dei suoi romanzi, tra i quali Le notti bianche, il suo inno d’amore a San Pietroburgo.
Dall’Otto al Novecento, da Oriente a Occidente i mondi dell’arte, della letteratura e della musica orbitano intorno all’Ermitage. Da Nikolaj Gogol, citato attraverso brani de La Prospettiva Nevskij, ai poeti e gli scrittori del ‘900: Anna Achmatova e Vladimir Nabokov sono più vivi che mai nei loro luoghi simbolo, mentre l’Hotel Angleterre conserva ancora la camera in cui morì Sergeij Esenin. Rivivremo le difficili condizioni degli intellettuali delusi dalla Rivoluzione e l’assedio di Leningrado, in uno dei momenti più tragici della storia della città. Il capitolo buio del regime di Stalin sarà evocato a partire dalla cessione di importanti opere dell’Ermitage a collezionisti stranieri: capolavori di Raffaello, Botticelli, Van Eyck, Perugino. San Pietroburgo è inoltre la culla della grande musica russa. Da Michail Glinka a Sergej Prokofev, da Piotr Caikovskij a Nikolaj Rimskij-Korsakov a Dimitrij Shostakovich: autori che hanno cercato attraverso la musica il suono autentico della Russia. Le loro note sono interpretate dal soprano Anastasiya Snyatovskaya e dal maestro Dmitry Igorevich Myachin. Infine, le immagini de Il Lago dei Cigni, in programma al Teatro dell’Ermitage, ci porteraranno alle radici del balletto russo.
Dentro e fuori dall’Ermitage, scrigno dell’anima russa, scorre l’identità complessa di San Pietroburgo, città giovanissima eppure da subito protagonista della storia. Ad arricchire il suo ritratto composito e sfaccettato così come quello del suo museo c’è Aleksandr Sokurov, che con il film Arca Russa ha interpretato l’Ermitage come un luogo sospeso nel mondo e nel tempo, in perenne navigazione sul mare della storia. Oltre a lui e al Direttore Generale del Museo Statale Ermitage Michail Piotrovskij, intervengono nel docu-film lo scrittore Orlando Figes, il Direttore dell’Accademia Russa di Belle Arti Semyon Michailovsky, la Curatrice del Dipartimento Arte Fiamminga dell’Ermitage Irina Sokolova, lo Storico della Letteratura Evgeniy Anisimov, la Curatrice del Dipartimento di Arte Veneta dell’Ermitage Irina Artemieva, lo Storico dell’Arte Ilia Doronchenkov, il Curatore della Library of Congress di Washington Harold Leich e il Direttore della National Gallery di Londra Gabriele Finaldi.


Martin Eden

Gio 17_10 ore 21:00
Sab 19_10 ore 21:00
Dom 20_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pietro Marcello
Attori: Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Carlo Cecchi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, Autilia Ranieri, Lana Vlady, Chiara Francini, Aniello Arena, Rinat Khismatouline, Pietro Ragusa
Paese: Italia
Durata: 129 min
TRAMA
Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la  bella sorella di Arturo, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese...

CRITICA
Pietro Marcello, alchimista del cinema italiano, gira il suo primo film di finzione, ma invece di moderare il suo stile per adattarlo a una narrazione tradizionale, lo esalta rendendolo perfettamente funzionale. Di autori liberi, ambiziosi e coraggiosi come lui ce ne sono pochi, e lo dimostra ambientando la storia scritta da Jack London in una Napoli senza tempo dove tutto il Novecento vive simultaneamente, ammiccando allo sceneggiato e superandolo, utilizzando i materiali d'archivio in maniera evocativa e profonda. Luca Marinelli è, al solito, bravissimo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

I figli del fiume giallo

Ven 18_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico, Sentimentale
Anno: 2018
Regia: Zhangke Jia
Attori: Zhao Tao, Liao Fan, Yi Nan Diao
Paese: Cina, Francia, Giappone
Durata: 136 min

TRAMA
Il nuovo film di Jia Zhangke, regista cinese autore de IL TOCCO DEL PECCATO (Miglior Sceneggiatura a Cannes 2013), del Leone d’Oro STILL LIFE e dell’acclamato AL DI LÀ DELLE MONTAGNE, racconta la storia di Qiao (Zhao Tao), una ballerina innamorata di un gangster, Bin (Liao Fan), che, trovandosi coinvolta in un combattimento tra bande locali, per difenderlo spara un colpo di pistola. Per questo finirà cinque anni in carcere. Dopo il suo rilascio Qiao cercherà Bin per riprendere la sua vita con lui. Ma non tutto è rimasto come prima.

CRITICA
Tre segmenti ambientati in tre anni (2001, 2006 e 2018) e in due luoghi (Datong nello Shanxi e Fengjie nella regione di Chongqing e delle Tre Gole), che rappresentano altrettanti rimandi a momenti precedenti della filmografia di Jia. Al 2001 di Unknown Pleasures - ambientato a Datong - segue il 2006 di Still Life - ambientato a Fengjie - con situazioni e personaggi che ritornano sotto vesti solo lievemente differenti.
I figli del fiume giallo non si limita a una semplice riproposizioni di tempi e luoghi, è come se rivisitasse quelle opere e quelle sensazioni, forse - ma non è dato sapersi con certezza - recuperando anche del girato inedito. Anche dal punto di vista tecnico e stilistico, infatti, il regista alterna pellicola e digitale, dando la sensazione anche visiva di attraversare l'arco temporale della narrazione. La peregrinazione di Qiao nel segmento centrale di Fengjie ricorda da vicino il percorso della stessa interprete - sempre Zhao Tao, musa e moglie del regista - in Still Life, oggi come allora in cerca di un uomo che non si presenta a un appuntamento. Come se I figli del fiume giallo rappresentasse una raccolta di "non detti", il completamento di fili mai riannodati in passato. Un arco temporale di 17 anni in cui sono cambiati irreversibilmente la Cina, il cinema, Jia e la sua musa: e di cui il film diviene una sorta di testimonianza, benché fittizia, romanzata e alterata nel contenuto, che traspone il tutto in una vicenda di jianghu, come da titolo originale (che traslitterato significa Jianghu Er Nv, "Figli e figlie del jianghu").
Emanuele Sacchi mymovies.it

Dolor y Gloria

Ven 11_10 ore 21:00
Venerdì d'essai 
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pedro Almodovar
Attori: Antonio Banderas, Penélope Cruz, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Susi Sánchez, Julieta Serrano, Eva Martin, Julián López
Paese: Spagna
Durata: 113 min

TRAMA
Dolor y Gloria racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.

CRITICA
L'ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità, se non il migliore, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori, reali e immaginari, che fa i conti con i propri errori del passato, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent'anni, trovandosi sotto casa il suo primo, grande amore, e tornando con la mente all'infanzia di provincia, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c'è anche la Cruz), asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato, perdonami? (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)


Yesterday

Gio 10_10 ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sab 12_10 ore 21:00
Dom 13_10 ore 18:00 e  ore 21:00
Genere: Commedia
Anno: 2019
Regia: Danny Boyle
Attori: Himesh Patel, Lily James, Kate McKinnon, Ana de Armas, Ed Sheeran, Lamorne Morris, Joel Fry, Camille Chen, Meera Syal, Alexander Arnold, Harry Michell, Vincent Franklin, Sanjeev Bhaskar
Paese: Gran Bretagna
Durata: 116 min
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: Christopher Ross
Montaggio: Jon Harris

TRAMA
Ieri tutti conoscevano i Beatles. Oggi, solo Jack si ricorda le loro canzoni, e grazie a questo sta per diventare una star. Dal regista premio Oscar® Danny Boyle (The Millionaire, Trainspotting, 28 giorni dopo) e Richard Curtis, lo sceneggiatore premio Oscar® di Quattro matrimoni e un funerale, Love Actually - L'amore davvero e Notting Hill, arriva una commedia tutta rock'n'roll sulla musica, i sogni, l'amicizia e la lunga e tortuosa strada che porta all'amore di una vita.
Jack Malik (Himesh Patel, Eastenders) è un cantautore emergente in una piccola cittadina costiera inglese che vede i sogni di fama svanire rapidamente nonostante la sua accanita devozione e il supporto della sua migliore amica dai tempi dell'infanzia, Ellie (Lily James, Mamma Mia! Ci risiamo). In seguito ad un assurdo scontro con un autobus causato da un misterioso blackout globale, Jack si sveglia e scopre che i Beatles non sono mai esistiti... e si ritrova a che fare con un dilemma davvero molto complicato.
Esibendosi con le canzoni della band più grande della storia per un mondo che non li ha mai sentiti, e con l'aiuto di Debra (la vincitrice dell'Emmy, Kate McKinnon), la sua agente americana dal cuore d'acciaio, Jack riscuote un enorme ed improvviso successo. Ma nella sua ascesa alla gloria il cantante rischia di perdere Ellie — l'unica persona che ha sempre creduto in lui. Con la porta tra la sua vecchia vita e la nuova che sta per chiudersi, Jack dovrà tornare alle origini e dimostrare che... "all you need is love", tutto quello di cui hai bisogno di lavoro.

CRITICA
Il cuore del film sono le musiche e le canzoni dei Beatles e da questo punto di vista Yesterday è un film unico nel suo riuscire a a farcele sentire davvero come se fosse la prima volta. Quante volte abbiamo fantasticato con i nostri pensieri e abbiamo provato ad immaginare come devono essersi sentiti i fortunati che hanno avuto il privilegio di assistere, per primi, ad un film epocale, o vedere un quadro che avrebbe fatto la storia o, appunto, ascoltare una canzone che sarebbe entrata nei cuori del mondo intero? Il film di Danny Boyle riesce a regalarci questa sensazione magica in più di un'occasione, e ci lascia intuire che quello che si sprigiona dalla musica dei Fab Four non è solo arte, ma puro amore. i tratta forse del regalo e del messaggio più bello che si possa chiedere ad un film del genere.

Il sindaco del rione Sanità

Mar 08_10 ore 21:00
Mer 09_10 ore 21:00
Regista: Mario Martone
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Paese: Italia
Durata: 115 min

 TRAMA
Antonio Barracano, “uomo d’onore” che sa distinguere tra “gente per bene e gente carogna”, è “Il Sindaco” del rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio, riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi. Mario Martone porta al cinema Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo con un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male.

CRITICA
Il Sindaco del Rione Sanità è una delle opere teatrali più potenti e difficili create da Eduardo De Filippo perché mettono in luce una realtà sociale dove niente viene dato per scontato e in cui emergono forti tematiche attuali riconducibili alla nostra epoca. Con il film Martone dimostra che teatro e cinema possono fondersi, creando uno stage variopinto di attori dove ognuno può identificarsi. Tutti noi facciamo parte di un microcosmo chiamato società.

L'ospite - un viaggio sui divani degli altri

Gio 03_10 ore 21:00
Ven 04_10 ore 21:00 
Sab 05_10 ore 21:00
Dom 06_10 ore 18:00 e ore 21:00

Purtroppo il regista del film non potrà essere presente venerdì in sala per impegni sopravvenuti.

Regista: Duccio Chiarini
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2018
Paese: Italia
Durata: 94 minuti

TRAMA
Guido pensava di avere una vita tranquilla fino a quando, in un pomeriggio d’inverno, un imprevisto sotto alle lenzuola non arriva a turbare la sua relazione con la fidanzata Chiara. Diretti in farmacia per comprare la pillola del giorno dopo, Guido le propone di non prenderla e Chiara si trova costretta a confessare i suoi recenti dubbi sul loro rapporto. È l’inizio della crisi e Guido è presto costretto a fare le valigie e ad andarsene di casa, ma per andare dove? Incapace di stare da solo, chiede ospitalità nelle case dei genitori e degli amici più cari trovandosi a naufragare da un divano all’altro nell’insolito ruolo di testimone delle loro vite e dei loro grovigli amorosi…

CRITICA
Poteva essere un film banalmente generazionale sulla precarietà della vita e dei sentimenti; un melodramma urlato e recriminante; una farsa acre e grottesca sul rapporto tra i sessi. E invece quello di Duccio Chiarini, che finalmente arriva al cinema, è un film che trova nella misura e nell'equilibrio la sua forza e la sua personalità, e che è carico di sentimenti e virtù quali la tenerezza e la pietà (nel senso nobile del termine): che poi sono quelli di cui oggi abbiamo più bisogno. Andatelo a vedere. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Aquile Randagie

Mar 1_10 ore 21:00
Mer 2_10 ore 21:00

Regia: Gianni Aureli.
Attori: Teo Guarini, Alessandro Intini, Matteo Andrea Barbaria, Pietro De Silva, Marc Fiorini
Genere: Drammatico
Paese: Italia
Anno: 2019
Durata: 100 minuti
BIGLIETTI: intero 6 € - ridotto "fazzolettone" 4,5 € (per coloro che si presenteranno al cinema con il fazzolettone scout)

NOTA
La proiezione del 2 ottobre avrà come ospite il consigliere generale AGESCI della zona Padova Colle-Mare e prevede la partecipazione dei gruppi scout della Saccisica (Brugine 1, Piove di Sacco 1, Piove di Sacco 2). La proiezione del 2 ottobre è comunque aperta al pubblico (come ovviamente quella del 1 ottobre).

TRAMA
Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l'associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia. Ostacoli e violenze non fermano però le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra.

Mio fratello rincorre i dinosauri

Gio 26_09 ore 21:00
Ven 27_09 ore 21:00
Sab 28_09 ore 21:00
Dom 29_09 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Stefano Cipani
Attori: Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese, Rossy de Palma, Francesco Gheghi, Lorenzo Sisto, Arianna Becheroni, Roberto Nocchi, Gea Dall'Orto, Maria Vittoria Dallasta, Saul Nanni, Edoardo Pagliai, Gabriele Scopel, Victoria Perga Cerone, Elena Minichiello, Luca Morello, Antonio Uras, Andrea Timpanelli, Ivan Sanchez
Paese: Italia
Durata: 101 min

TRAMA
Jack ha un fratello, Gio, che ha la sindrome di Down. Da piccolo, Jack ha creduto alla tenera bugia che gli hanno raccontato i suoi genitori, ovvero che Gio è un bambino “speciale”, dotato di incredibili super-poteri, come un eroe dei fumetti. Ora, che sta per andare al liceo, però, Jack non crede più che suo fratello sia un super-eroe, anzi, quasi si vergogna di lui, soprattutto da quando ha conosciuto Arianna, la prima “cotta” della sua vita. Jack non può permettersi di fare una brutta impressione con la ragazza dei suoi sogni e badare Gio, con i suoi comportamenti bizzarri e imprevedibili, diventa ben presto un fardello troppo pesante, al punto che Jack finge di non avere un fratello, nascondendo l’esistenza di Gio agli occhi dei suoi nuovi compagni di classe e, soprattutto, di Arianna. Ma non si può pretendere di essere amati da qualcuno per come si è, se non si è in grado per primi di amare qualcuno nonostante i suoi difetti, e questa è una lezione di vita che Jack dovrà apprendere, a sue spese: sarà proprio suo fratello Gio ad insegnargliela, con i suoi modi spicci, il suo originale punto di vista sul mondo e le sue parole semplici, ma sorprendentemente sagge.

CRITICA
Troppo spesso inteso in senso limitato, il genere non deve solo far paura o raccontare una storia thriller o solo comica. C'è un genere, poco frequentato e spesso schifato dalla critica, che rientra in un grande calderone denominato cinema per famiglie. Storie che fanno bene al cuore, come quelle che i quotidiani mettono in rilievo dicendo che 'stanno facendo commuovere il mondo' o frasi del genere. Come questa storia raccontata da Giacomo Mazzariol, che racconta il fratello affetto da sindrome di down e la sua famiglia eccentrica eppure così normale da ricercare semplicemente più felicità possibile. Gassmann e Ragonese sono genitori con i ritmi giusti, gli altri ragazzi conquistano, per un film dedicato a chi non si vergogna di sorridere. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Blinded by the Light – Travolto dalla musica

Gio 19_09 ore 21:00
Ven 20_09 ore 21:00
Sab 21_09 ore 21:00
Dom 22_09 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Biografico, Commedia, Drammatico, Musicale
Anno: 2019
Regia: Gurinder Chadha
Attori: Viveik Kalra, Kulvinder Ghir, Meera Ganatra, Nell Williams, Aaron Phagura, Hayley Atwell, Rob Brydon, Dean-Charles Chapman, Sally Phillips
Paese: Gran Bretagna
Durata: 114 min

SINOSSI
Dalla sceneggiatrice/regista/produttrice Gurinder Chadha (“Sognando Beckham”), arriva il drama “Blinded by the Light – Travolto dalla musica”, ispirato dalla musica e dai testi delle canzoni senza tempo di Bruce Springsteen.
“Blinded by the Light – Travolto dalla musica”, vincitore alla 49° edizione del Giffoni Film Festival nella categoria Generator +13, è una gioiosa storia di coraggio, amore, speranza, famiglia e della capacità unica della musica nell’elevare lo spirito umano. Il film racconta la storia di Javed (Viveik Kalra), adolescente britannico di discendenza pakistana che vive nella città di Luton, Inghilterra, nel 1987. Nel mezzo dei tumulti razziali ed economici dell’epoca, scrive poesie come mezzo per sfuggire all’intolleranza della sua città e all’inflessibilità tradizionalista di suo padre (Kulvinder Ghir). Ma quando un suo compagno di classe (Aaron Phagura) gli fa conoscere la musica del “Boss”, Javed scopre dei parallelismi con la sua vita da classe operaia nei potenti testi di Springsteen. Mentre Javed scopre una via d’uscita catartica ai suoi sogni repressi, comincia anche a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce unica.
Ispirato ad una storia vera, basata sulle fortunate memorie di Sarfraz Manzoor, Greetings from Bury Park: Race, Religion and Rock’N’Roll, “Blinded by the Light”  è diretto da Gurinder Chadha da una sceneggiatura di Manzoor, Chadha e Paul Mayeda Berges.

La storia è scandita dalla musica e dai testi poetici di Springsteen, che ha dato a Chadha la sua benedizione sin dall’inizio della creazione del film.

Van Gogh e il Giappone

Mar 17_9 ore 21:00
Mer 18_9 ore 21:00
Grande Arte

REGIA: David Bickerstaff
GENERE: Arte, Documentario
PAESE: Gran Bretagna
ANNO: 2019
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

SCHEDA
Si apre con Van Gogh e il Giappone i prossimi  17 e 18 settembre la nuova stagione della Grande Arte al Cinema. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.

Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti. Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.