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Frida. Viva la vida

Mar 26_11 ore 21:00
Mer 27_11 ore 21:00
Grande Arte
Genere: Documentario, Arte
Regia: Gianni Troilo
Paese: Italia
Anno: 2019
Durata: 85minuti
Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

Frida Kahlo è l’artista che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la sua storia: il dolore fisico, il dramma dell’amore tradito e degli aborti, l’impegno politico. Frida è diventata, dopo la sua morte, un’icona pop in grado di raccogliere centinaia di migliaia di visitatori nelle mostre a lei dedicate e di ispirare libri, fumetti, canzoni, film e persino sfilate di moda.
Ma chi era davvero Frida? E quanta energia e vitalità sprigionano le sue tele anche quando raccontano il dolore e la sofferenza?
FRIDA. VIVA LA VIDA il docu-film diretto da Giovanni Troilo  propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).
VIVA LA VIDA è un film documentario prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital in collaborazione con Sky Arte che mette in luce le due anime di Frida Kahlo (1907-1954): da una parte l’icona, simbolo del femminismo contemporaneo, dall’altra l’artista libera nonostante le costrizioni di un corpo martoriato. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Ciononostante, grazie alla sua pittura ma anche ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti. La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza grazie all’intensità e la determinazione con cui ha affrontato una vita segnata dalla sofferenza. Il dolore, pur essendo materia essenziale del suo lavoro, non basta infatti a spiegare le ragioni di un’affermazione tanto estesa e unanime: nelle opere di Frida c’è un legame perenne anche con la forza interiore e l’amore, con l’energia vitale della sua terra e dei suoi colori.
Sarà l’attrice e regista Asia Argento a condurre lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge costituito dalle parole della stessa Frida: lettere, diari e confessioni private. Lo spettatore scoprirà come l’opera della pittrice affondi le sue radici nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, oltre che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera, a Trotsky. Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti: dolore e piacere, tenebre e luce, luna e sole, la vita nella morte e la morte nella vita. Ripercorrere la vita di Frida Kahlo significherà così cercare il punto di contatto tra la sofferenza delle vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte.
Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004.
Ci saranno poi le testimonianze e gli interventi di esperti e artisti: Hilda Trujillo, che dal 2002 dirige il Museo Frida Kahlo, uno dei tre musei più visitati di Città del Messico che sorge nella Casa Azul che fu dimora della pittrice, e il Museo Anahuacalli; la fotografa messicana Graciela Iturbide; il muratore e operaio Alfredo Vilchis, divenuto artista quasi per caso dipingendo miniature; la fotografa Cristina Kahlo, pronipote di Frida; l’insegnate d’arte del Wellesley College e curatore aggiunto di arte latinoamericana al Davis Museum James Oles; Carlos Phillips, amministratore delegato del Museo Frida Kahlo, dell’Anahuacalli di Diego Rivera e del Museo Dolores Olmedo; la ballerina Laura Vargas.

Downton Abbey

Gio 21_11 ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sab 23_11 ore 21:00
Dom 24_11 ore 18:00 e ore 21:00
I biglietti di tutti le proiezioni hanno un costo di 6 euro. Non è possibile usufruire delle riduzioni.
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Michael Engler
Attori: Hugh Bonneville, Laura Carmichael, Jim Carter, Brendan Coyle, Michelle Dockery, Kevin Doyle, Joanne Froggatt, Matthew Goode, Robert James-Collier, Allen Leech, Phyllis Logan, Elizabeth McGovern, Sophie McShera, Lesley Nicol, Penelope Wilton, Maggie Smith, Imelda Staunton
Paese: Gran Bretagna
Durata: 122 min
TRAMA
Lo show televisivo Downton Abbey segue la vita della famiglia Crawley e della servitù che lavora per essa all’inizio del XX Secolo, nella loro villa di campagna in stile edoardiano. Nelle sue 6 stagioni la serie ha ottenuto 3 Golden Globe, 15 Emmy, 69 candidature complessive agli Emmy, che hanno fatto di Downton Abbey lo show televisivo non-americano più nominato nella storia degli Emmy. Downton Abbey ha inoltre ottenuto un Premio Speciale ai BAFTA e il Record nel Guinness dei Primati per la serie TV con il miglior voto della critica. Il film di Downton Abbey comprenderà il cast principale originale.

CRITICA
Il ritorno dopo tre anni del microcosmo britannico di Downton Abbey non rivoluziona le loro vicende, ma concentra dinamiche ed evoluzioni dei personaggi durante i due giorni di visita di re e regina. Fellowes è in gran forma, regala una sceneggiatura frizzante e deliziosa, con dialoghi irresistibili e gli attori sono ormai talmente a proprio agio nei panni più o meno eleganti dei loro personaggi da essere una conferma scontata. Aspettatevi anche qualche lacrima, fra le risate e i sorrisi. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Charlie says

Ven 22_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Mary Harron
Attori: Matt Smith, Hannah Murray, Sosie Bacon, Merritt Wever, Suki Waterhouse, Annabeth Gish, Marianne Rendón, Chace Crawford, Grace Van Dien, Kayli Carter, Bridger Zadina, India Ennenga, Kimmy Shields, Lindsay Farris, Matt Riedy
Paese: USA
Durata: 104 min


TRAMA
Un viaggio nella mente di Charles Manson (Matt Smith, protagonista della serie Dr Who), musicista, manipolatore e mandante degli efferati omicidi che sconvolsero gli USA nell’estate del 1969, tra cu l’assassinio di Sharon Tate. Charlie Says si addentra nella psiche del leader criminale, attraverso gli occhi di Karlene Faith, psicologa di tre giovani donne entrate a far parte della setta, dopo aver subito il lavaggio del cervello, e condannate all’ergastolo. In una escalation di follia e annullamento della volontà, viene ripercorsa la vita all’interno della “Famiglia Manson” e il rapporto di queste giovani con l’uomo che ha segnato le loro vite. Che potere aveva Charles Manson sulle sue prede? Cosa è scattato nella loro mente?

CRITICA
Tra le innumerevoli trasposizioni cinematografiche dei tragici eventi che 50 anni misero per molti fine al sogni di pace e amore degli anni Sessanta, quella interamente al femminile di Mary Harron e Guinevere Turner, ispirata a due libri meno noti sull'argomento, ha il merito di incentrarsi sulle ragazze, poco più che maggiorenne, responsabili materiali delle stragi ordinate dal loro guru, Messia, padre e padrone Charles Manson, e sull'inizio del loro percorso di "riabilitazione" in carcere con le lezioni dell'attivista e femminista Karlene Faith.
Ottimo nelle interpretazioni delle giovani attrici che rappresentano con molta verosimiglianza Leslie Van Houten, Patricia Krenwinkel e Susan Atkins e molto accurato nella ricostruzione, è un film interessante, asciutto e a tratti toccante, anche se l'epilogo non convince del tutto e avrebbe giovato alla storia una minore insistenza grafica sui delitti che le ragazze rivivono in flashback.
 (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

In programmazione / Prossimamente

DOWNTON ABBEY
21 (inglese con sottotitoli), 23, 24 novembre


CHARLIE SAYS
22 novembre
Venerdì d'essai

26-27 novembre
Grande Arte

L'uomo del labirinto

Gio 14_11 ore 21:00
Sab 16_11 ore 21:00
Dom 17_11 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Thriller, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Donato Carrisi
Attori: Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè, Luis Gnecco, Vinicio Marchioni, Stefano Rossi Giordani, Riccardo Cicogna, Caterina Shulha
Paese: Italia
Durata: 130 min

TRAMA
«Questo è un gioco, vero?» Samantha Andretti è stata rapita una mattina d’inverno mentre andava a scuola. Quindici anni dopo, si risveglia in una stanza d’ospedale senza ricordare dove è stata né cosa le è accaduto in tutto quel tempo. Accanto a lei c’è un «profiler», il dottor Green: sostiene che l’aiuterà a recuperare la memoria e che insieme cattureranno il mostro. Ma l’avverte che la caccia non avverrà là fuori, nel mondo reale. Bensì nella sua mente. «Questo è un gioco, vero?» ripete, dubbiosa, la ragazza. Bruno Genko è un investigatore privato. Quindici anni prima è stato ingaggiato dai genitori di Samantha per ritrovare la figlia. Adesso che la ragazza è riapparsa, sente di avere un debito con lei e proverà a catturare l’uomo senza volto che l’ha rapita. Ma quella di Genko è anche una lotta contro il tempo. Perché un medico gli ha detto che gli restano due mesi di vita. E, per uno scherzo del destino, quei due mesi sono scaduti proprio nel giorno in cui Samantha è tornata indietro dal buio. Chi giungerà prima alla verità: l’investigatore o il profiler?… Ma siamo sicuri che, alla fine di tutto, ci sia un’unica verità? Perché questa non è un’indagine come le altre… Qualcuno ha un segreto, qualcuno sta mentendo. E da qualche parte, là fuori, c’è un labirinto pieno di porte. E dietro ognuna si nasconde un enigma, un inganno.
In questo gioco nella mente dello spettatore, il labirinto di cui sei prigioniero è già dentro di te.

CRITICA
Per il suo secondo film da regista, Donato Carrisi abbandona il realismo del noir classico e, in un tripudio di colori e musica, ci porta in un universo inquietante e quasi da film horror dove vanno in scena le nostre e le sue paure. Fra suggestioni kafkiane e omaggi ai thriller anni 90, lo scrittore rende l'invisibile importante quanto il visibile e procede a ritmo sostenuto. La partita si gioca fra Toni Servillo e Dustin Hoffman, sublimi come sempre e affiancati da una strepitosa Valentina Bellè. Il film, forse, è troppo pieno di cose ma il non luogo in cui si muovono i personaggi è suggestivo e denota una grandissima attenzione per la messa in scena e i dettagli. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Tutti pazzi a Tel Aviv

Ven 15_11 ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Commedia
Anno: 2018
Regia: Sameh Zoabi
Attori: Kais Nashif, Lubna Azabal, Maisa Abd Elhadi, Nadim Sawalha, Salim Dau, Yousef 'Joe' Sweid, Amer Hlehel
Paese: Lussemburgo, Belgio, Israele, Francia
Durata: 100 min

TRAMA
Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l'assistente ai dialoghi per una notissima e seguitissima soap-opera, intitolata “Tel Aviv brucia” prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiugere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia della soap ambientata a a Tel Aviv nel 1967.

CRITICA
Commedia brillante e inattesa, che ruota attorno alla realizzazione di una soap opera "politica" palestinese, Tutti pazzi a Tel Aviv fa ridere e al tempo stesso provoca una riflessione anche più efficace, su temi ancora tragicamente attuali, di molte drammatiche riflessioni sull'argomento. L'ironia, come dimostra il regista Sameh Zoabi con i suoi umanissimi personaggi, che rappresentano le vecchie e le nuove generazioni, non banalizza la realtà di un conflitto che continua a mietere vittime e a creare infelicità, ma è il detonatore che fa esplodere la "bomba" dell'assurdità di una situazione che va avanti da decenni e non ha in vista un finale in grado di accontentare tutte le parti in causa. Nel frattempo, per fortuna, si può vivere. E ridere. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Tutto il mio folle amore

Gio 7_11 ore 21:00
Sab 9_11 ore 21:00
Dom 10_11 ore 18 e ore 21:00

Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Gabriele Salvatores
Attori: Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian, Maruša Majer, Tania Garribba
Paese: Italia
Durata: 97 min
TRAMA
Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo e una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che, forse, non si erano mai detti. “Ora capisco cosa cercavi di dirmi e quanto soffrivi sapendo di avere ragione. Ma avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te”. Vincent - Don Mc Lean

CRITICA
E' un film di ritorni per Gabriele Salvatores Tutto il mio folle amore: ritorno al rock & roll, e soprattutto al road-movie un road movie, in questo caso, che di viaggi ne racconta due: uno del corpo e l'altro dell'anima. Come spesso fa, il regista adatta un romanzo e pesca dall'immaginario di qualcun altro per costruire sua personale visione dell'uomo e dei sentimenti. Il sentimento predominante qui è l'amore nelle sue varie declinazioni, anche se in primo piano c'è un rapporto padre/figlio. C'è anche la rappresentazione della malattia mentale, presa di petto e trasformata in un'esplosione di vita e di vitalità, la vitalità dell’esordiente Giorgio Pranno e di un Claudio Santamaria canterino e autoironico, e molto simile ai personaggi di Marrakech Express. Alla loro avventura anche un po' western fanno da contraltare due personaggi notturni e malinconici a cui Valeria Golino e Diego Abatantuono si abbandonano generosamente. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Quel giorno d'estate

Ven 8_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Mikhaël Hers
Attori: Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Stacy Martin, Ophélia Kolb, Marianne Basler, Jonathan Cohen, Nabiha Akkari, Greta Scacchi, Bakary Sangaré, Claire Tran, Elli Medeiros, Zoé Bruneau
Paese: Francia
Durata: 107 min
TRAMA
David vive a Parigi, dove sbarca il lunario con piccoli lavoretti occasionali. L’unico contatto familiare è rappresentato dallo stretto legame con la sorella Sandrine e la nipotina di 7 anni Amanda, cresciuta senza un padre. Durante l’estate David incontra Lena, appena trasferitasi a Parigi, e tra i due nasce presto un amore. Quando tutto sembra andare per il meglio le vite di tutti vengono sconvolte da un attacco terroristico nel cuore di Parigi, nel quale Sandrine perde la vita. Oltre a dover affrontare lo shock e il dolore della perdita, David deve ora prendersi cura della giovane nipote Amanda e trovare, insieme a Lena, una nuova serenità per ricominciare, insieme, a vivere.

CRITICA
La normale quotidianità di un ragazzo (Vincent Lacoste) che non ha voglia di scegliere cosa fare da grande viene sconvolta da un trauma, così come il suo mondo fatto di lavoretti, di una famiglia ridotta a una sorella e alla nipote di 7 anni, oltre alla bella Lena (Stacy Martin) di cui si è appena innamorato. Il francese Hers prende a prestito da Rohmer il racconto di una normalità minimale eppure coinvolgente e racconta come Parigi, ma sopratutto i parigini, sono stati negli ultimi anni sconvolti, nelle piccole cose, dagli attentati terroristici. Un piccolo film rispettoso e pieno di tenerezza, costruito intorno a una colossale performance di Vincent Lacoste, ormai in via di definitiva maturazione come uno degli attori europei di riferimento della sua generazione. Ottima anche Stacy Martin, con un piccolo viaggio a Londra che conclude magistralmente questo poetico gioiellino. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Se mi vuoi bene

Gio 31_10 ore 21:00
Sab 2_10 ore 21:00
Dom 3_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Fausto Brizzi
Attori: Claudio Bisio, Sergio Rubini, Flavio Insinna, Lucia Ocone, Maria Amelia Monti, Dino Abbrescia, Susy Laude, Lorena Cacciatore, Elena Santarelli, Valeria Fabrizi, Memo Remigi, Cochi Ponzoni, Gian Marco Tognazzi, Luca Carboni
Paese: Italia
Durata: 100 min

TRAMA
Diego (Claudio Bisio) è un avvocato di successo, un depresso cronico. Un giorno incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere che non vende nulla se non appunto conversazioni. Ed è proprio chiacchierando con lui che Diego capisce qual è la soluzione per uscire dalla sua palude emotiva: fare del bene a tutti i suoi cari. Diego individua chirurgicamente i problemi che secondo lui affliggono sua madre, suo padre, suo fratello, sua figlia, i suoi amici, perfino la sua ex moglie e, con la precisione di un cecchino bendato, finisce per rovinare l’esistenza ad ognuno di loro. Ma non tutto è perduto…

CRITICA
Brizzi è tornato, e lascia da parte la comicità natalizia per tornare a raccontare una commedia sentimentale in cui si ride, ma ci si confronta anche con note malinconiche e drammatiche e i personaggi, ancora una volta una dozzina almeno, sono omaggiati di un percorso di crescita che li rende interessanti. Meno citazioni anni '80, qualche nostalgia in meno, a parte Luca Carboni in apparizione con occhiali da sole d'ordinanza, per un film compiuto, divertente e non solo. La miglior commedia per Brizzi da una decina d'anni. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it):

Pavarotti - genio per sempre

Lun 28_10 ore 21:00
Mar 29_10 ore 21:00
Mer 30_10 ore 21:00
Evento Speciale
Regista: Ron Howard
Genere: Documentario, Biografico
Anno: 2019
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 114 min

SCHEDA
Firmato dal regista Premio Oscar® Ron Howard, PAVAROTTI è realizzato con filmati mai visti prima e immagini delle performance più iconiche del tenore che offrono un ritratto intimo ed emozionante dell’artista e dell’uomo, il più amato cantante d’opera di tutti i tempi con oltre 100 milioni di dischi venduti nel corso della sua carriera.

La Coppa del Mondo del 1990 in Italia è stata l’occasione in cui l’opera ha conquistato il grande pubblico: in quell’occasione, sul palco di Roma, Pavarotti si è unito ai colleghi tenori Placido Domingo e José Carreras, esibendosi per un pubblico mondiale di 1,4 miliardi di persone. La loro potente interpretazione di “Nessun Dorma” vive ancora oggi come uno dei brani musicali più conosciuti al mondo: una performance con cui Pavarotti ha coronato definitivamente il suo sogno di portare l’opera nelle case del grande pubblico.

Ron Howard ha scelto un approccio intimo per raccontare la storia di Pavarotti: si è spinto oltre l’iconica figura pubblica per rivelare l’uomo. Grazie alla partnership con Decca Records e all’accesso esclusivo agli archivi di famiglia e al vasto materiale musicale ripreso dal vivo, il documentario evento fa emergere la storia personale dell’artista: dalle sue umili origini nel Nord Italia fino allo status di superstar mondiale. Attraverso le immagini e alla musica di PAVAROTTI, gli spettatori viaggeranno in tutto il mondo in compagnia del tenore. Lo conosceranno come marito e padre, filantropo instancabile e soprattutto artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con un successo senza precedenti.

Gemini Man

Gio 24_10 ore 21:00
Sab 26_10 ore 21:00
Dom 27_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Azione, Drammatico, Fantascienza
Anno: 2019
Regia: Ang Lee
Attori: Will Smith, Ilia Volokh, Clive Owen, Mary Elizabeth Winstead, Benedict Wong, Ralph Brown, Linda Emond, Douglas Hodge, Theodora Miranne, E.J. Bonilla
Paese:USA
Durata: 117 min


TRAMA
Henry Brogen è un uomo di mezz'età che ha deciso di ritirarsi a vita privata per lasciarsi alle spalle la violenza del suo lavoro quotidiano. Tuttavia prima di potersi godere la tranquillità, dovrà eliminare un ultimo target, un avversario che sembra anticipare ogni sua mossa. Henry scopre che si tratta di un suo clone creato venticinque anni fa dal suo stesso DNA e per sconfiggerlo dovrà affrontare le sue paure.

CRITICA
Gemini Man è un tour de force tecnico da apprezzare in High Frame Rate 3D, ma ha ben poco da offrire dal punto di vista dei contenuti, a causa di una sceneggiatura superficiale e di un racconto potenzialmente intrigante smorzato da un'ironia incongrua da B-movie. Dopo Billy Lynn: Un giorno da eroe, Ang Lee fa comunque di tutto per sfidare lo spettatore a rivedere le sue abitudini percettive, tra High Frame Rate, 3D e la prima simulazione in CGI di una grande star, uno Will Smith ventenne che affronta il se stesso attuale. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Il traditore

Ven 25_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Marco Bellocchio
Attori: Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi, Giovanni Calcagno, Bruno Cariello, Nicola Calì, Alberto Storti, Vincenzo Pirrotta, Goffredo Bruno, Gabriele Cicirello, Paride Cicirello, Alessio Praticò, Elia Schilton, Pier Giorgio Bellocchio, Antonio Orlando, Rosario Palazzolo, Ada Nisticò, Federica Butera, Filippo Parisi
Paese: Italia
Durata: 148 minuti

TRAMA
Nei primi anni '80 è in corso una vera e propria guerra tra i boss della mafia siciliana per il controllo sul traffico della droga. Tommaso Buscetta, conosciuto come il “Boss dei due mondi”, fugge per nascondersi in Brasile e da lontano, assiste impotente all’uccisione di due suoi figli e del fratello a Palermo; ora lui potrebbe essere il prossimo. Arrestato ed estradato in Italia dalla polizia brasiliana, Buscetta prende una decisione che cambierà tutto per la mafia: decide di incontrare il giudice Giovanni Falcone e tradire l'eterno voto fatto a Cosa Nostra.

CRITICA
Marco Bellocchio prende Tommaso Buscetta e ne fa un personaggio tragico shakespeariano, una figura fatta di ombre e drammi che racconta con stile lineare e cronachistico. Nelle pieghe del racconto e nei chiaroscuri del personaggio, il regista piazza i suoi tocchi più personali, elevando così il film. Ottimo il cast: Favino, certo, ma anche Fabrizio Ferracane e tutti i comprimari, con scene come quella del confronto al maxiprocesso tra Buscetta e Calò davvero superlative. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Ermitage - Il potere dell’Arte

Mar 22_10 ore 21:00
Mer 23_10 ore 21:00
Grande Arte
Genere: Documentario
Anno: 2019
Regia: Michele Mally
Attori: Toni Servillo
Paese: Italia
Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. È a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte.
Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij per raccontare il museo in maniera inedita ed emozionante, attraverso i secoli della storia Russa e le vicende culturali che hanno portato allo sviluppo delle sue collezioni nel cuore della città.
A guidarci in questo viaggio l’attore Toni Servillo. Sarà lui a farci respirare lo spirito di questi luoghi e delle sue anime baltiche e a presentarci le bellezze dell’Ermitage e di San Pietroburgo, a recitare brani tratti da poesie e romanzi, a narrare le grandi storie che hanno attraversato quelle strade, dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del 1917 fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari ci porteranno nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Visiteremo i laboratori di restauro e conservazione di Staraya Derevna, i suoi tesori archeologici e la sezione di Arte Moderna e Contemporanea dell’Edificio dello Stato Maggiore, che custodisce le straordinarie collezioni Shchukin e Morozov, con la più grande raccolta di Matisse al mondo.
Per raccontarne visivamente lo sviluppo urbano e architettonico, la città verrà presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti: la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, Gogol e Caterina la Grande (amica di penna di Diderot e Voltaire), le dimore nobiliari che si affacciano sui canali. I grandi architetti italiani che disegnarono San Pietroburgo – Trezzini, Rastrelli, Quarenghi – sono i progettisti dei palazzi più belli; ma l’anima di San Pietroburgo e della Russia è sfuggente e prova a raccontarla anche una coppia di Roofers, giovani in cerca d’infinito che si arrampicano sui tetti della città offrendo prospettive sorprendenti.
Era il 1764 quando la zarina Caterina II acquistò a Berlino la collezione da cui sarebbe nato il primo germe dell’Ermitage. Da quel momento prese il via l’arricchimento sistematico di un patrimonio che già dieci anni dopo vantava oltre 2.000 tele e che implementava via via di disegni, pietre intagliate, sculture, capolavori dell’arte decorativa ed applicata. Dentro l’Ermitage si percorre così la grande arte europea, da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens, da Tiziano a Rembrandt e Caravaggio. Fuori dall’Ermitage, la storia passa per luoghi ricchi di memorie. La Fortezza di Pietro e Paolo è il primo edificio costruito a San Pietroburgo: è teatro di avvenimenti celebri, come la grazia a Dostoevskij davanti al plotone di esecuzione, e ospita le tombe degli Zar.  Ma la leggenda di San Pietroburgo passa anche per la grande letteratura con Alexandr Pushkin – primo tra tutti – e il suo fondamentale contributo allo sviluppo della poesia e della lingua letteraria russa. Il docufilm mostra gli ambienti della casa-museo in cui è conservato il divano in cui morì e quelli del Caffè Letterario in cui bevve il suo ultimo caffè. Della vita e dell’opera di Fedor Dostoevskij è ancora testimonianza l’abitazione dalla quale lo scrittore poteva osservare la vita della Neva, ambientazione dei suoi romanzi, tra i quali Le notti bianche, il suo inno d’amore a San Pietroburgo.
Dall’Otto al Novecento, da Oriente a Occidente i mondi dell’arte, della letteratura e della musica orbitano intorno all’Ermitage. Da Nikolaj Gogol, citato attraverso brani de La Prospettiva Nevskij, ai poeti e gli scrittori del ‘900: Anna Achmatova e Vladimir Nabokov sono più vivi che mai nei loro luoghi simbolo, mentre l’Hotel Angleterre conserva ancora la camera in cui morì Sergeij Esenin. Rivivremo le difficili condizioni degli intellettuali delusi dalla Rivoluzione e l’assedio di Leningrado, in uno dei momenti più tragici della storia della città. Il capitolo buio del regime di Stalin sarà evocato a partire dalla cessione di importanti opere dell’Ermitage a collezionisti stranieri: capolavori di Raffaello, Botticelli, Van Eyck, Perugino. San Pietroburgo è inoltre la culla della grande musica russa. Da Michail Glinka a Sergej Prokofev, da Piotr Caikovskij a Nikolaj Rimskij-Korsakov a Dimitrij Shostakovich: autori che hanno cercato attraverso la musica il suono autentico della Russia. Le loro note sono interpretate dal soprano Anastasiya Snyatovskaya e dal maestro Dmitry Igorevich Myachin. Infine, le immagini de Il Lago dei Cigni, in programma al Teatro dell’Ermitage, ci porteraranno alle radici del balletto russo.
Dentro e fuori dall’Ermitage, scrigno dell’anima russa, scorre l’identità complessa di San Pietroburgo, città giovanissima eppure da subito protagonista della storia. Ad arricchire il suo ritratto composito e sfaccettato così come quello del suo museo c’è Aleksandr Sokurov, che con il film Arca Russa ha interpretato l’Ermitage come un luogo sospeso nel mondo e nel tempo, in perenne navigazione sul mare della storia. Oltre a lui e al Direttore Generale del Museo Statale Ermitage Michail Piotrovskij, intervengono nel docu-film lo scrittore Orlando Figes, il Direttore dell’Accademia Russa di Belle Arti Semyon Michailovsky, la Curatrice del Dipartimento Arte Fiamminga dell’Ermitage Irina Sokolova, lo Storico della Letteratura Evgeniy Anisimov, la Curatrice del Dipartimento di Arte Veneta dell’Ermitage Irina Artemieva, lo Storico dell’Arte Ilia Doronchenkov, il Curatore della Library of Congress di Washington Harold Leich e il Direttore della National Gallery di Londra Gabriele Finaldi.


Martin Eden

Gio 17_10 ore 21:00
Sab 19_10 ore 21:00
Dom 20_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pietro Marcello
Attori: Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Carlo Cecchi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, Autilia Ranieri, Lana Vlady, Chiara Francini, Aniello Arena, Rinat Khismatouline, Pietro Ragusa
Paese: Italia
Durata: 129 min
TRAMA
Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la  bella sorella di Arturo, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese...

CRITICA
Pietro Marcello, alchimista del cinema italiano, gira il suo primo film di finzione, ma invece di moderare il suo stile per adattarlo a una narrazione tradizionale, lo esalta rendendolo perfettamente funzionale. Di autori liberi, ambiziosi e coraggiosi come lui ce ne sono pochi, e lo dimostra ambientando la storia scritta da Jack London in una Napoli senza tempo dove tutto il Novecento vive simultaneamente, ammiccando allo sceneggiato e superandolo, utilizzando i materiali d'archivio in maniera evocativa e profonda. Luca Marinelli è, al solito, bravissimo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

I figli del fiume giallo

Ven 18_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico, Sentimentale
Anno: 2018
Regia: Zhangke Jia
Attori: Zhao Tao, Liao Fan, Yi Nan Diao
Paese: Cina, Francia, Giappone
Durata: 136 min

TRAMA
Il nuovo film di Jia Zhangke, regista cinese autore de IL TOCCO DEL PECCATO (Miglior Sceneggiatura a Cannes 2013), del Leone d’Oro STILL LIFE e dell’acclamato AL DI LÀ DELLE MONTAGNE, racconta la storia di Qiao (Zhao Tao), una ballerina innamorata di un gangster, Bin (Liao Fan), che, trovandosi coinvolta in un combattimento tra bande locali, per difenderlo spara un colpo di pistola. Per questo finirà cinque anni in carcere. Dopo il suo rilascio Qiao cercherà Bin per riprendere la sua vita con lui. Ma non tutto è rimasto come prima.

CRITICA
Tre segmenti ambientati in tre anni (2001, 2006 e 2018) e in due luoghi (Datong nello Shanxi e Fengjie nella regione di Chongqing e delle Tre Gole), che rappresentano altrettanti rimandi a momenti precedenti della filmografia di Jia. Al 2001 di Unknown Pleasures - ambientato a Datong - segue il 2006 di Still Life - ambientato a Fengjie - con situazioni e personaggi che ritornano sotto vesti solo lievemente differenti.
I figli del fiume giallo non si limita a una semplice riproposizioni di tempi e luoghi, è come se rivisitasse quelle opere e quelle sensazioni, forse - ma non è dato sapersi con certezza - recuperando anche del girato inedito. Anche dal punto di vista tecnico e stilistico, infatti, il regista alterna pellicola e digitale, dando la sensazione anche visiva di attraversare l'arco temporale della narrazione. La peregrinazione di Qiao nel segmento centrale di Fengjie ricorda da vicino il percorso della stessa interprete - sempre Zhao Tao, musa e moglie del regista - in Still Life, oggi come allora in cerca di un uomo che non si presenta a un appuntamento. Come se I figli del fiume giallo rappresentasse una raccolta di "non detti", il completamento di fili mai riannodati in passato. Un arco temporale di 17 anni in cui sono cambiati irreversibilmente la Cina, il cinema, Jia e la sua musa: e di cui il film diviene una sorta di testimonianza, benché fittizia, romanzata e alterata nel contenuto, che traspone il tutto in una vicenda di jianghu, come da titolo originale (che traslitterato significa Jianghu Er Nv, "Figli e figlie del jianghu").
Emanuele Sacchi mymovies.it

Dolor y Gloria

Ven 11_10 ore 21:00
Venerdì d'essai 
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pedro Almodovar
Attori: Antonio Banderas, Penélope Cruz, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Susi Sánchez, Julieta Serrano, Eva Martin, Julián López
Paese: Spagna
Durata: 113 min

TRAMA
Dolor y Gloria racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.

CRITICA
L'ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità, se non il migliore, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori, reali e immaginari, che fa i conti con i propri errori del passato, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent'anni, trovandosi sotto casa il suo primo, grande amore, e tornando con la mente all'infanzia di provincia, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c'è anche la Cruz), asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato, perdonami? (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)


Yesterday

Gio 10_10 ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sab 12_10 ore 21:00
Dom 13_10 ore 18:00 e  ore 21:00
Genere: Commedia
Anno: 2019
Regia: Danny Boyle
Attori: Himesh Patel, Lily James, Kate McKinnon, Ana de Armas, Ed Sheeran, Lamorne Morris, Joel Fry, Camille Chen, Meera Syal, Alexander Arnold, Harry Michell, Vincent Franklin, Sanjeev Bhaskar
Paese: Gran Bretagna
Durata: 116 min
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: Christopher Ross
Montaggio: Jon Harris

TRAMA
Ieri tutti conoscevano i Beatles. Oggi, solo Jack si ricorda le loro canzoni, e grazie a questo sta per diventare una star. Dal regista premio Oscar® Danny Boyle (The Millionaire, Trainspotting, 28 giorni dopo) e Richard Curtis, lo sceneggiatore premio Oscar® di Quattro matrimoni e un funerale, Love Actually - L'amore davvero e Notting Hill, arriva una commedia tutta rock'n'roll sulla musica, i sogni, l'amicizia e la lunga e tortuosa strada che porta all'amore di una vita.
Jack Malik (Himesh Patel, Eastenders) è un cantautore emergente in una piccola cittadina costiera inglese che vede i sogni di fama svanire rapidamente nonostante la sua accanita devozione e il supporto della sua migliore amica dai tempi dell'infanzia, Ellie (Lily James, Mamma Mia! Ci risiamo). In seguito ad un assurdo scontro con un autobus causato da un misterioso blackout globale, Jack si sveglia e scopre che i Beatles non sono mai esistiti... e si ritrova a che fare con un dilemma davvero molto complicato.
Esibendosi con le canzoni della band più grande della storia per un mondo che non li ha mai sentiti, e con l'aiuto di Debra (la vincitrice dell'Emmy, Kate McKinnon), la sua agente americana dal cuore d'acciaio, Jack riscuote un enorme ed improvviso successo. Ma nella sua ascesa alla gloria il cantante rischia di perdere Ellie — l'unica persona che ha sempre creduto in lui. Con la porta tra la sua vecchia vita e la nuova che sta per chiudersi, Jack dovrà tornare alle origini e dimostrare che... "all you need is love", tutto quello di cui hai bisogno di lavoro.

CRITICA
Il cuore del film sono le musiche e le canzoni dei Beatles e da questo punto di vista Yesterday è un film unico nel suo riuscire a a farcele sentire davvero come se fosse la prima volta. Quante volte abbiamo fantasticato con i nostri pensieri e abbiamo provato ad immaginare come devono essersi sentiti i fortunati che hanno avuto il privilegio di assistere, per primi, ad un film epocale, o vedere un quadro che avrebbe fatto la storia o, appunto, ascoltare una canzone che sarebbe entrata nei cuori del mondo intero? Il film di Danny Boyle riesce a regalarci questa sensazione magica in più di un'occasione, e ci lascia intuire che quello che si sprigiona dalla musica dei Fab Four non è solo arte, ma puro amore. i tratta forse del regalo e del messaggio più bello che si possa chiedere ad un film del genere.

Il sindaco del rione Sanità

Mar 08_10 ore 21:00
Mer 09_10 ore 21:00
Regista: Mario Martone
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Paese: Italia
Durata: 115 min

 TRAMA
Antonio Barracano, “uomo d’onore” che sa distinguere tra “gente per bene e gente carogna”, è “Il Sindaco” del rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio, riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi. Mario Martone porta al cinema Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo con un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male.

CRITICA
Il Sindaco del Rione Sanità è una delle opere teatrali più potenti e difficili create da Eduardo De Filippo perché mettono in luce una realtà sociale dove niente viene dato per scontato e in cui emergono forti tematiche attuali riconducibili alla nostra epoca. Con il film Martone dimostra che teatro e cinema possono fondersi, creando uno stage variopinto di attori dove ognuno può identificarsi. Tutti noi facciamo parte di un microcosmo chiamato società.

L'ospite - un viaggio sui divani degli altri

Gio 03_10 ore 21:00
Ven 04_10 ore 21:00 
Sab 05_10 ore 21:00
Dom 06_10 ore 18:00 e ore 21:00

Purtroppo il regista del film non potrà essere presente venerdì in sala per impegni sopravvenuti.

Regista: Duccio Chiarini
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2018
Paese: Italia
Durata: 94 minuti

TRAMA
Guido pensava di avere una vita tranquilla fino a quando, in un pomeriggio d’inverno, un imprevisto sotto alle lenzuola non arriva a turbare la sua relazione con la fidanzata Chiara. Diretti in farmacia per comprare la pillola del giorno dopo, Guido le propone di non prenderla e Chiara si trova costretta a confessare i suoi recenti dubbi sul loro rapporto. È l’inizio della crisi e Guido è presto costretto a fare le valigie e ad andarsene di casa, ma per andare dove? Incapace di stare da solo, chiede ospitalità nelle case dei genitori e degli amici più cari trovandosi a naufragare da un divano all’altro nell’insolito ruolo di testimone delle loro vite e dei loro grovigli amorosi…

CRITICA
Poteva essere un film banalmente generazionale sulla precarietà della vita e dei sentimenti; un melodramma urlato e recriminante; una farsa acre e grottesca sul rapporto tra i sessi. E invece quello di Duccio Chiarini, che finalmente arriva al cinema, è un film che trova nella misura e nell'equilibrio la sua forza e la sua personalità, e che è carico di sentimenti e virtù quali la tenerezza e la pietà (nel senso nobile del termine): che poi sono quelli di cui oggi abbiamo più bisogno. Andatelo a vedere. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Aquile Randagie

Mar 1_10 ore 21:00
Mer 2_10 ore 21:00

Regia: Gianni Aureli.
Attori: Teo Guarini, Alessandro Intini, Matteo Andrea Barbaria, Pietro De Silva, Marc Fiorini
Genere: Drammatico
Paese: Italia
Anno: 2019
Durata: 100 minuti
BIGLIETTI: intero 6 € - ridotto "fazzolettone" 4,5 € (per coloro che si presenteranno al cinema con il fazzolettone scout)

NOTA
La proiezione del 2 ottobre avrà come ospite il consigliere generale AGESCI della zona Padova Colle-Mare e prevede la partecipazione dei gruppi scout della Saccisica (Brugine 1, Piove di Sacco 1, Piove di Sacco 2). La proiezione del 2 ottobre è comunque aperta al pubblico (come ovviamente quella del 1 ottobre).

TRAMA
Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l'associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia. Ostacoli e violenze non fermano però le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra.

Mio fratello rincorre i dinosauri

Gio 26_09 ore 21:00
Ven 27_09 ore 21:00
Sab 28_09 ore 21:00
Dom 29_09 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Stefano Cipani
Attori: Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese, Rossy de Palma, Francesco Gheghi, Lorenzo Sisto, Arianna Becheroni, Roberto Nocchi, Gea Dall'Orto, Maria Vittoria Dallasta, Saul Nanni, Edoardo Pagliai, Gabriele Scopel, Victoria Perga Cerone, Elena Minichiello, Luca Morello, Antonio Uras, Andrea Timpanelli, Ivan Sanchez
Paese: Italia
Durata: 101 min

TRAMA
Jack ha un fratello, Gio, che ha la sindrome di Down. Da piccolo, Jack ha creduto alla tenera bugia che gli hanno raccontato i suoi genitori, ovvero che Gio è un bambino “speciale”, dotato di incredibili super-poteri, come un eroe dei fumetti. Ora, che sta per andare al liceo, però, Jack non crede più che suo fratello sia un super-eroe, anzi, quasi si vergogna di lui, soprattutto da quando ha conosciuto Arianna, la prima “cotta” della sua vita. Jack non può permettersi di fare una brutta impressione con la ragazza dei suoi sogni e badare Gio, con i suoi comportamenti bizzarri e imprevedibili, diventa ben presto un fardello troppo pesante, al punto che Jack finge di non avere un fratello, nascondendo l’esistenza di Gio agli occhi dei suoi nuovi compagni di classe e, soprattutto, di Arianna. Ma non si può pretendere di essere amati da qualcuno per come si è, se non si è in grado per primi di amare qualcuno nonostante i suoi difetti, e questa è una lezione di vita che Jack dovrà apprendere, a sue spese: sarà proprio suo fratello Gio ad insegnargliela, con i suoi modi spicci, il suo originale punto di vista sul mondo e le sue parole semplici, ma sorprendentemente sagge.

CRITICA
Troppo spesso inteso in senso limitato, il genere non deve solo far paura o raccontare una storia thriller o solo comica. C'è un genere, poco frequentato e spesso schifato dalla critica, che rientra in un grande calderone denominato cinema per famiglie. Storie che fanno bene al cuore, come quelle che i quotidiani mettono in rilievo dicendo che 'stanno facendo commuovere il mondo' o frasi del genere. Come questa storia raccontata da Giacomo Mazzariol, che racconta il fratello affetto da sindrome di down e la sua famiglia eccentrica eppure così normale da ricercare semplicemente più felicità possibile. Gassmann e Ragonese sono genitori con i ritmi giusti, gli altri ragazzi conquistano, per un film dedicato a chi non si vergogna di sorridere. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Blinded by the Light – Travolto dalla musica

Gio 19_09 ore 21:00
Ven 20_09 ore 21:00
Sab 21_09 ore 21:00
Dom 22_09 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Biografico, Commedia, Drammatico, Musicale
Anno: 2019
Regia: Gurinder Chadha
Attori: Viveik Kalra, Kulvinder Ghir, Meera Ganatra, Nell Williams, Aaron Phagura, Hayley Atwell, Rob Brydon, Dean-Charles Chapman, Sally Phillips
Paese: Gran Bretagna
Durata: 114 min

SINOSSI
Dalla sceneggiatrice/regista/produttrice Gurinder Chadha (“Sognando Beckham”), arriva il drama “Blinded by the Light – Travolto dalla musica”, ispirato dalla musica e dai testi delle canzoni senza tempo di Bruce Springsteen.
“Blinded by the Light – Travolto dalla musica”, vincitore alla 49° edizione del Giffoni Film Festival nella categoria Generator +13, è una gioiosa storia di coraggio, amore, speranza, famiglia e della capacità unica della musica nell’elevare lo spirito umano. Il film racconta la storia di Javed (Viveik Kalra), adolescente britannico di discendenza pakistana che vive nella città di Luton, Inghilterra, nel 1987. Nel mezzo dei tumulti razziali ed economici dell’epoca, scrive poesie come mezzo per sfuggire all’intolleranza della sua città e all’inflessibilità tradizionalista di suo padre (Kulvinder Ghir). Ma quando un suo compagno di classe (Aaron Phagura) gli fa conoscere la musica del “Boss”, Javed scopre dei parallelismi con la sua vita da classe operaia nei potenti testi di Springsteen. Mentre Javed scopre una via d’uscita catartica ai suoi sogni repressi, comincia anche a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce unica.
Ispirato ad una storia vera, basata sulle fortunate memorie di Sarfraz Manzoor, Greetings from Bury Park: Race, Religion and Rock’N’Roll, “Blinded by the Light”  è diretto da Gurinder Chadha da una sceneggiatura di Manzoor, Chadha e Paul Mayeda Berges.

La storia è scandita dalla musica e dai testi poetici di Springsteen, che ha dato a Chadha la sua benedizione sin dall’inizio della creazione del film.

Van Gogh e il Giappone

Mar 17_9 ore 21:00
Mer 18_9 ore 21:00
Grande Arte

REGIA: David Bickerstaff
GENERE: Arte, Documentario
PAESE: Gran Bretagna
ANNO: 2019
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

SCHEDA
Si apre con Van Gogh e il Giappone i prossimi  17 e 18 settembre la nuova stagione della Grande Arte al Cinema. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.

Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti. Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

Ted Bundy

Sab 01_06 ore 21:00
Dom 02_06 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Joe Berlinger
ATTORI: Zac Efron, Lily Collins, Haley Joel Osment, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons, Jeffrey Donovan, Angela Sarafyan, Brian Geraghty, Dylan Baker, Joe Berlinger, Terry Kinney
PAESE: USA
DURATA: 108 Min

TRAMA
L’arresto di Ted Bundy e i vari processi che ne sono seguiti dal punto di vista della sua fidanzata Liz.
Ted appare come un uomo piacente, seducente con le donne, ma sempre fedele a Liz, al punto da sembrare un bravo ragazzo e tutt’altro che un serial killer. Per Liz è quindi uno shock quando alla fine arriva la prova schiacciante della sua colpevolezza.

CRITICA
Oltre a questo film, Joe Berlinger ha realizzato una serie di documentari per Netflix in cui la storia di Ted Bundy, uno dei più atroci e insospettabili serial killer degli Stati Uniti, finito sulla sedia elettrica 30 anni fa, viene raccontata dai testimoni dell'epoca e da lui stesso, in una lunga conversazione con un giornalista.
Nel film invece si sceglie il punto di vista di Liz Koepfler, la donna che per molto tempo gli è rimasta al fianco pur sospettando di lui e che sulla sua esperienza ha scritto il libro da cui è tratta la storia.
Chi vive accanto a queste persone, può davvero non sapere? È questo che ci domandiamo, dopo aver assistito alla recita del protagonista, che nasconde un pozzo d'orrori senza fine. Il regista asseconda la sua anima di documentarista con poche concessioni allo spettacolo e nessuna alla morbosità e nel finale lascia il posto al vero Bundy. Se Lily Collins è credibile, a colpire è soprattutto la straordinaria, mimetica interpretazione di Zac Efron, una scelta di casting davvero perfetta per questa insospettabile maschera del Male. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Cafarnao

Ven 31_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Nadine Labaki
ATTORI: Nadine Labaki, Zain Alrafeea
PAESE: Libano, Francia, USA
DURATA: 123 Min


TRAMA
Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Caramel”, Nadine Labaki firma la regia di “Cafarnao – caos e miracoli” per raccontare, ancora una volta, la complessa realtà contemporanea. Candidato agli Oscar® e ai Golden Globe 2018 per il miglior film straniero e vincitore del Premio della Giuria a Cannes, il film è un’opera struggente ed emozionante. Al centro della vicenda Zain, un bambino coraggioso che decide di ribellarsi al suo destino, portando in tribunale i suoi stessi genitori…

CRITICA
Nadine Labaki, al suo terzo lungometraggio, conferma la sua profonda empatia con coloro che si trovano a vivere situazioni di disagio sociale.
Questa volta però abbandona totalmente qualsiasi riferimento o anche solo accenno alla commedia per immergerci in una dimensione di dramma che ha al centro un minore e una società che, non sempre per colpa ma comunque oggettivamente, non ha alcuna cura nei confronti di chi invece ne avrebbe maggiormente bisogno.

Per chi non lo ricordasse, il termine cafarnao definisce un luogo pieno di confusione e disordine e tale era la lavagna su cui la regista scriveva i temi che intendeva trattare nel suo film da fare. L'infanzia maltrattata, i migranti, il ruolo genitoriale, i confini tra gli stati, la necessità di avere dei documenti sei si vuole essere considerati come esseri umani a cui si possa dedicare attenzione, la Dichiarazione dei Diritti dei bambini. (Giancarlo Zappoli - mymovies)

Dentro Caravaggio

Mar 28_05 ore 21:00
Mer 29_05 ore 21:00
Grande Arte
GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Francesco Fei
PAESE: Italia
DISTRIBUZIONE: Nexo Digital
BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

A cinque secoli dalla morte, con l’infinito numero di libri e mostre a lui dedicati, i film, i fumetti, gli articoli di giornale, gli approfondimenti, cosa continua a raccontarci la figura di Caravaggio? Come mai questo personaggio riesce sempre, in maniera così densa e composita, a scuotere chi osserva le sue opere e chi legge della sua vita?

È per provare a rispondere a queste domande che, una sera d’inverno, Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano, sale le scale di Palazzo Reale a Milano per visitare la mostra Dentro Caravaggio, un’esposizione che ha presentato al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri, affiancando per la prima volta le tele di Caravaggio alle rispettive immagini radiografiche. Da questo viaggio dentro le opere e dentro l’uomo Caravaggio, prende il via il percorso del docu-film: proprio nello stesso luogo in cui, nel 1951, Roberto Longhi propose la Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi, punto fermo assoluto nella storia della riscoperta critica dell’artista.
Il viaggio condotto da Sandro Lombardi attraverserà i diversi luoghi caravaggeschi: Roma, Napoli, Malta, la Sicilia, tutte quelle terre in cui Caravaggio e le sue inquietudini hanno lasciato traccia concreta. Il docu-film farà poi tappa al Sacro Monte di Varallo, complesso devozionale affrescato da Gaudenzio Ferrari e celebre in tutto il mondo per la sensibile, emozionante rappresentazione teatrale e scenografica della Via Crucis e dei luoghi santi della storia di Cristo. Perché forse è proprio tra queste statue e tra questi affreschi che si nascondono, almeno in parte, le radici dell’arte di Caravaggio.
Ad accompagnare la visione di capolavori come Davide e Golia, Deposizione, Marta e Maria Maddalena, Sacra famiglia con Giovannino, Ragazzo morso da un ramarro sino al Seppellimento di Santa Lucia, Resurrezione di Lazzaro, Adorazione dei pastori, ci saranno gli interventi di esperti autorevoli e di artisti: Rossella Vodret, massima conoscitrice di Caravaggio e curatrice della mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale a Milano, Marco Carminati, critico e giornalista, Alessandro Morandotti, storico dell’arte e curatore della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri delle  Gallerie d’Italia di Milano, Milo Manara, celebre fumettista e autore di una biografia per immagini di Caravaggio, Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico e di Storia delle dottrine politiche alle Università di Napoli, Giovanna Cassese, storica dell’arte già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e attuale direttore dell’ISIA Faenza, Caterina Di Giacomo, Storica dell’arte, attuale direttore del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, e del Museo Bernabò Brea di Lipari, Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane e della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri e il duo di video artisti Masbedo.
Dalla Pinacoteca di Brera di Milano con la sua Cena in Emmaus alla Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, a Roma, con la Crocefissione di San Pietro e la Conversione di Saulo, sino ad arrivare al Pio Monte della Misericordia di Napoli (con un’incursione al Cimitero delle Fontanelle, luogo ideale per riflettere sulla vicenda umana di Caravaggio). E ancora la Cattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, a Malta, dove, braccato e condannato a morte, Caravaggio si rifugia con l’idea di diventare cavaliere e guadagnarsi la salvezza. Il percorso del docu-film ci porterà poi alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, a Siracusa, in Sicilia. È qui che, in fuga da Malta, dove è stato incarcerato per l’ennesima rissa, Caravaggio ripara lasciando alcune delle opere più intense e cupe del suo percorso: il Seppellimento di Santa Lucia, a Siracusa; la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Magi, a Messina.
Sulle tracce di Caravaggio e dei suoi viaggi, incontreremo così testimoni e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, appassionati e cultori, per indagare la fede e la luce, il realismo, la fuga e, ancor più, l’immensa contemporaneità di questo artista.  A coronamento del percorso, anche un’incursione nella mostra milanese L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, allestita alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, per raccontare l’influenza di Caravaggio sull’arte del Seicento.
Dentro Caravaggio è diretto da Francesco Fei, già regista di Segantini. Ritorno alla natura, che firma il soggetto assieme a Piero Maranghi, già produttore di Leonardo da Vinci. Il genio a Milano, e Jacopo Ghilardotti.

Stanlio & Ollio

Gio 23_05 ore 21:00
Sab 25_05 ore 21:00
Dom 26_05 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Jon S. Baird
ATTORI: John C. Reilly, Steve Coogan, Danny Huston, Shirley Henderson, Nina Arianda, Stephanie Hyam, Susy Kane, Rufus Jones
PAESE: Gran Bretagna, USA, Canada
DURATA: 97 Min

TRAMA
Stan Laurel e Oliver Hardy, alias Stanlio e Ollio, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.

CRITICA
Gli uomini, con tutti i limiti, gli errori e le imperfezioni della natura umana, dietro ai personaggi. Un film crepuscolare ma mai patetico, e spesso comico, su cosa significhi aver lavorato assieme per una vita, su come la coppia artistica diventi simile a una coppia di fatto, e ancor di più su come si affronta la fine di una storia, di un percorso professionale, ma non personale e d'amicizia. Steve Coogan e John C. Reilly sono bravissimi. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

il colpevole - The guilty

Ven 24_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Thriller
ANNO: 2018
REGIA: Gustav Möller
ATTORI: Jakob Cedergren, Jessica Dinnage, Jacob Lohmann, Omar Shargawi, Johan Olsen, Laura Bro, Morten Suurballe
PAESE: Danimarca

DURATA: 85 Min


TRAMA
Asger Holm, ex-agente di polizia e operatore telefonico ad un centralino per le emergenze, riceve una chiamata da una donna che è stata rapita. Quando la conversazione improvvisamente si interrompe, comincia la ricerca della donna e del suo sequestratore.
Con a disposizione soltanto il telefono, Asger dà inizio ad una corsa contro il tempo per salvare la vittima. Presto però comprende di avere di fronte un crimine ben più grave di quanto inizialmente pensasse.

CRITICA
Realizzato in un unico ambiente e con un (quasi) unico protagonista, poteva essere solo un bell'esercizio di stile e invece è un film con un'anima, con una sceneggiatura a prova di bomba, una regia mai teatrale e statica e un interprete capace di far passare sul suo viso tutte le espressioni di una montante angoscia e frustrazione. È una storia molto nordica, che parla di senso di colpa, riscatto e sacrificio, e della necessità di ascoltare e un thriller telefonico teso come la corda di un violino, dove un attore superbo dialoga con voci che trasmettono tutto il senso di un dramma in corso di svolgimento. E ad un'opera prima non potremmo davvero chiedere di più. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Palladio

Mar 21_05 ore 21:00
Mer 22_05 ore 21:00
Regia: Giacomo Gatti
Anno: 2018
Durata: 97 minuti
Paese: Italia
Genere: Documentario

BIGLIETTI: intero: 10,00 €
ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

SINOSSI
Palladio è un progetto cinematografico dedicato all’architetto Andrea Palladio, che con la sua opera divenne il punto di riferimento per la costruzione dei più importanti edifici del potere nel mondo. È un viaggio alla scoperta dell’universo antico di Palladio, ma al contempo della sua modernissima eredità: infatti, Wall Street - come d’altra parte anche la Casa Bianca e il Congresso - è stata costruita seguendo le indicazioni che il maestro ha lasciato scritto quattrocentocinquanta anni fa.
 Il docu-film è un viaggio tra New York, la Virginia, Washington D.C., il Veneto delle grandi ville e la Roma dei templi classici. Immagini rigorose ed evocative portano sul grande schermo edifici iconici come Villa La Rotonda, Villa Foscari, la Chiesa del Redentore a Venezia, la Casa Bianca, il Campidoglio, il Pantheon e i fori romani.

Red Joan

Gio 16_05 ore 21:00
Sab 18_05 ore 21:00
Dom 19_05 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Trevor Nunn
ATTORI: Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Tereza Srbova, Laurence Spellman, Robin Soans, Kevin Fuller, Simon Ludders, Ciaran Owens, Jamie Yeates, Stephen Boxer, Ben Miles
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 101 Min

TRAMA
Nel 2000 la tranquilla vita di pensionata di Joan Stanley viene bruscamente sconvolta dall’MI5 che la arresta con l’accusa di spionaggio e alto tradimento ai danni della Corona: avrebbe consegnato segreti militari all’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel serrato interrogatorio che segue l’arresto emergerà, dopo oltre 40 anni, la vera identità dell’ “Agente Lotto”, ma soprattutto, le ragioni che la mossero a tradire. Cambridge 1938. Joan, studentessa di fisica, si innamora dell’affascinante Leo Galich, giovane comunista, che le farà vedere il mondo sotto una nuova luce. Assunta poco dopo in una struttura di ricerca nucleare top secret, durante la Seconda Guerra Mondiale, Joan si rende conto che la distruzione totale sta divenendo pericolosamente attuale. Quale prezzo pagheresti per la pace? Joan deve scegliere se tradire il proprio paese ed i propri affetti oppure salvarli.

CRITICA
Red Joan di Trevor Nunn rilegge la storia vera della spia comunista Melita Norwood, passando da un romanzo che già la rielaborava, firmato da Jennie Rooney. Il risultato è un dramma sentimentale a sfondo bellico piuttosto convenzionale nella struttura e dalla regia poco inventiva, per lo meno interessante nella sua curiosa miscela di ideologia pacifista e realpolitik rischiosa, miscela incarnata dalla particolare eroina Joan, "diversamente patriottica". L'uso di Judi Dench, icona dell'inglesità, vaporizza i dubbi di filocomunismo (rivendicato invece dalla vera Melita). (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Copperman

Ven 17_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Eros Puglielli
ATTORI: Luca Argentero, Galatea Ranzi, Fortunato Cerlino, Antonia Truppo, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno
PAESE: Italia
DURATA: 94 Min

TRAMA
Questa è la storia di Anselmo, un uomo speciale. Attraverso i suoi occhi la realtà assume i colori delle fiabe, la purezza dei bambini e la forza magica dei supereroi. Cresciuto senza imparare a diffidare degli altri, nonostante la durezza della vita, riuscirà comunque a mantenere la sua limpida e particolare visione del mondo.

CRITICA
Copperman è un film che vive di illustri ispirazioni, pescando soprattutto nello stile di Jean-Pierre Jeunet e guardando a un cinema italiano proiettato oltre i confini nazionali, per una lettura trasparente come il suo protagonista. La confezione è all'altezza dell'ambizione, per cura di immagine, montaggio, interpretazioni e musiche. Luca Argentero è adeguato, Eros Puglielli amalgama i contributi convinti dei collaboratori. Il limite più evidente è un calo di ritmo nella seconda metà, a causa di una certa ripetitività, però l'operazione intera ha un suo perché. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

I fratelli Sisters

Gio 09_05 ore 21:00
Sab 11_05 ore 21:00
Dom 12_05 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Western
ANNO: 2018
REGIA: Jacques Audiard
ATTORI: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane, Creed Bratton, Duncan Lacroix, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Niels Arestrup
PAESE: USA, Francia, Romania, Spagna
DURATA: 122 Min

TRAMA
È il 1851, e Charlie ed Eli Sisters (Joaquin Phoenix e John C. Reilly) sono due fratelli e assassini, cresciuti in un mondo selvaggio e ostile. Hanno le mani sporche di sangue: sangue di criminali, sangue di vittime innocenti ... sono dei pistoleri e quella è l'unica vita che conoscono. Il più anziano dei due, l'introspettivo Eli (Reilly) continua ad uccidere su commissione insieme al fratello più giovane, ma sogna una vita normale. Il più giovane dei due, Charlie (Phoenix) che è un grande bevitore, ha preso entusiasta il controllo del duo nell'esecuzione dei cruenti mandati. Ciascuno di loro mette però in discussione il metodo dell'altro e la loro vita è un continuo battibecco. Durante un viaggio nei territori del Nord Ovest, i fratelli Sisters giugnono sulle montagne dell'Oregon, poi in un pericoloso bordello nella piccola città di Mayfield e, infine, nella California della febbre dell'oro. Il viaggio metterà a dura prova il legame tra i due fratelli basato sulla loro attività omicida, ma potrebbe anche trasformarsi nell'occasione per riscoprire ciò che resta della loro umanità?

CRITICA
Un western serio, e drammatico. Ma anche una commedia. Audiard ha messo in piedi un racconto che è tanto capace d’intrattenimento a livello superficiale, quanto di costruire, nelle pieghe, una dialettica quasi esistenziale, dove al centro di tutto ci sono le piccole cose che danno senso alla vita, e la domanda su cosa si voglia fare di questa stessa vita. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Cold War

Ven 10_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Pawel Pawlikowski
ATTORI: Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Slavko Sobin
PAESE: Polonia, Francia, Gran Bretagna
DURATA: 88 Min

TRAMA
Dopo Ida (premio Oscar 2015), Pawlikowski torna a girare in un magnifico bianco e nero, raccontando la storia struggente di un amore impossibile. Un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante, fatalmente destinati ad appartenersi, vivono un amore tormentato in un’epoca difficile. Sulle note di una splendida colonna sonora, la guerra fredda della Polonia staliniana lascia il passo a quella sentimentale che vivono i due protagonisti, interpretati da Joanna Kulig e Tomasz Kot (due attori in stato di grazia).
Europa dell’Est, Yugoslavia, Parigi: queste le tappe di un viaggio intenso ed elegantissimo, un immaginario perduto che prende vita sul grande schermo e ci offre un nuovo classico senza tempo. Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes, il film è il candidato della Polonia per la corsa agli Oscar e ha ottenuto il più alto numero di nomination agli EFA.

CRITICA
Dopo lo straziante Ida, un altro gioiello per Pawel Pawlikowski, che continua a indagare le ferite di un continente e di un secolo intero raccontando i mille ostacoli vissuti dalla storia d'amore fra i genitori. Sono loro i veri combattenti di questa intima guerra fredda, fra fine anni '40 e anni '60: uno di quegli amori a cui si fugge per tornare regolarmente indietro, senza poterci fare niente. Si segue tutto d'un fiato, si sospira per l'empatia e si ispira per la meraviglia. Per non parlare delle lacrime. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)