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Ted Bundy

Sab 01_06 ore 21:00
Dom 02_06 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Joe Berlinger
ATTORI: Zac Efron, Lily Collins, Haley Joel Osment, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons, Jeffrey Donovan, Angela Sarafyan, Brian Geraghty, Dylan Baker, Joe Berlinger, Terry Kinney
PAESE: USA
DURATA: 108 Min

TRAMA
L’arresto di Ted Bundy e i vari processi che ne sono seguiti dal punto di vista della sua fidanzata Liz.
Ted appare come un uomo piacente, seducente con le donne, ma sempre fedele a Liz, al punto da sembrare un bravo ragazzo e tutt’altro che un serial killer. Per Liz è quindi uno shock quando alla fine arriva la prova schiacciante della sua colpevolezza.

CRITICA
Oltre a questo film, Joe Berlinger ha realizzato una serie di documentari per Netflix in cui la storia di Ted Bundy, uno dei più atroci e insospettabili serial killer degli Stati Uniti, finito sulla sedia elettrica 30 anni fa, viene raccontata dai testimoni dell'epoca e da lui stesso, in una lunga conversazione con un giornalista.
Nel film invece si sceglie il punto di vista di Liz Koepfler, la donna che per molto tempo gli è rimasta al fianco pur sospettando di lui e che sulla sua esperienza ha scritto il libro da cui è tratta la storia.
Chi vive accanto a queste persone, può davvero non sapere? È questo che ci domandiamo, dopo aver assistito alla recita del protagonista, che nasconde un pozzo d'orrori senza fine. Il regista asseconda la sua anima di documentarista con poche concessioni allo spettacolo e nessuna alla morbosità e nel finale lascia il posto al vero Bundy. Se Lily Collins è credibile, a colpire è soprattutto la straordinaria, mimetica interpretazione di Zac Efron, una scelta di casting davvero perfetta per questa insospettabile maschera del Male. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Cafarnao

Ven 31_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Nadine Labaki
ATTORI: Nadine Labaki, Zain Alrafeea
PAESE: Libano, Francia, USA
DURATA: 123 Min


TRAMA
Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Caramel”, Nadine Labaki firma la regia di “Cafarnao – caos e miracoli” per raccontare, ancora una volta, la complessa realtà contemporanea. Candidato agli Oscar® e ai Golden Globe 2018 per il miglior film straniero e vincitore del Premio della Giuria a Cannes, il film è un’opera struggente ed emozionante. Al centro della vicenda Zain, un bambino coraggioso che decide di ribellarsi al suo destino, portando in tribunale i suoi stessi genitori…

CRITICA
Nadine Labaki, al suo terzo lungometraggio, conferma la sua profonda empatia con coloro che si trovano a vivere situazioni di disagio sociale.
Questa volta però abbandona totalmente qualsiasi riferimento o anche solo accenno alla commedia per immergerci in una dimensione di dramma che ha al centro un minore e una società che, non sempre per colpa ma comunque oggettivamente, non ha alcuna cura nei confronti di chi invece ne avrebbe maggiormente bisogno.

Per chi non lo ricordasse, il termine cafarnao definisce un luogo pieno di confusione e disordine e tale era la lavagna su cui la regista scriveva i temi che intendeva trattare nel suo film da fare. L'infanzia maltrattata, i migranti, il ruolo genitoriale, i confini tra gli stati, la necessità di avere dei documenti sei si vuole essere considerati come esseri umani a cui si possa dedicare attenzione, la Dichiarazione dei Diritti dei bambini. (Giancarlo Zappoli - mymovies)

Dentro Caravaggio

Mar 28_05 ore 21:00
Mer 29_05 ore 21:00
Grande Arte
GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Francesco Fei
PAESE: Italia
DISTRIBUZIONE: Nexo Digital
BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

A cinque secoli dalla morte, con l’infinito numero di libri e mostre a lui dedicati, i film, i fumetti, gli articoli di giornale, gli approfondimenti, cosa continua a raccontarci la figura di Caravaggio? Come mai questo personaggio riesce sempre, in maniera così densa e composita, a scuotere chi osserva le sue opere e chi legge della sua vita?

È per provare a rispondere a queste domande che, una sera d’inverno, Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano, sale le scale di Palazzo Reale a Milano per visitare la mostra Dentro Caravaggio, un’esposizione che ha presentato al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri, affiancando per la prima volta le tele di Caravaggio alle rispettive immagini radiografiche. Da questo viaggio dentro le opere e dentro l’uomo Caravaggio, prende il via il percorso del docu-film: proprio nello stesso luogo in cui, nel 1951, Roberto Longhi propose la Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi, punto fermo assoluto nella storia della riscoperta critica dell’artista.
Il viaggio condotto da Sandro Lombardi attraverserà i diversi luoghi caravaggeschi: Roma, Napoli, Malta, la Sicilia, tutte quelle terre in cui Caravaggio e le sue inquietudini hanno lasciato traccia concreta. Il docu-film farà poi tappa al Sacro Monte di Varallo, complesso devozionale affrescato da Gaudenzio Ferrari e celebre in tutto il mondo per la sensibile, emozionante rappresentazione teatrale e scenografica della Via Crucis e dei luoghi santi della storia di Cristo. Perché forse è proprio tra queste statue e tra questi affreschi che si nascondono, almeno in parte, le radici dell’arte di Caravaggio.
Ad accompagnare la visione di capolavori come Davide e Golia, Deposizione, Marta e Maria Maddalena, Sacra famiglia con Giovannino, Ragazzo morso da un ramarro sino al Seppellimento di Santa Lucia, Resurrezione di Lazzaro, Adorazione dei pastori, ci saranno gli interventi di esperti autorevoli e di artisti: Rossella Vodret, massima conoscitrice di Caravaggio e curatrice della mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale a Milano, Marco Carminati, critico e giornalista, Alessandro Morandotti, storico dell’arte e curatore della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri delle  Gallerie d’Italia di Milano, Milo Manara, celebre fumettista e autore di una biografia per immagini di Caravaggio, Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico e di Storia delle dottrine politiche alle Università di Napoli, Giovanna Cassese, storica dell’arte già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e attuale direttore dell’ISIA Faenza, Caterina Di Giacomo, Storica dell’arte, attuale direttore del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, e del Museo Bernabò Brea di Lipari, Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane e della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri e il duo di video artisti Masbedo.
Dalla Pinacoteca di Brera di Milano con la sua Cena in Emmaus alla Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, a Roma, con la Crocefissione di San Pietro e la Conversione di Saulo, sino ad arrivare al Pio Monte della Misericordia di Napoli (con un’incursione al Cimitero delle Fontanelle, luogo ideale per riflettere sulla vicenda umana di Caravaggio). E ancora la Cattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, a Malta, dove, braccato e condannato a morte, Caravaggio si rifugia con l’idea di diventare cavaliere e guadagnarsi la salvezza. Il percorso del docu-film ci porterà poi alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, a Siracusa, in Sicilia. È qui che, in fuga da Malta, dove è stato incarcerato per l’ennesima rissa, Caravaggio ripara lasciando alcune delle opere più intense e cupe del suo percorso: il Seppellimento di Santa Lucia, a Siracusa; la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Magi, a Messina.
Sulle tracce di Caravaggio e dei suoi viaggi, incontreremo così testimoni e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, appassionati e cultori, per indagare la fede e la luce, il realismo, la fuga e, ancor più, l’immensa contemporaneità di questo artista.  A coronamento del percorso, anche un’incursione nella mostra milanese L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, allestita alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, per raccontare l’influenza di Caravaggio sull’arte del Seicento.
Dentro Caravaggio è diretto da Francesco Fei, già regista di Segantini. Ritorno alla natura, che firma il soggetto assieme a Piero Maranghi, già produttore di Leonardo da Vinci. Il genio a Milano, e Jacopo Ghilardotti.

Stanlio & Ollio

Gio 23_05 ore 21:00
Sab 25_05 ore 21:00
Dom 26_05 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Jon S. Baird
ATTORI: John C. Reilly, Steve Coogan, Danny Huston, Shirley Henderson, Nina Arianda, Stephanie Hyam, Susy Kane, Rufus Jones
PAESE: Gran Bretagna, USA, Canada
DURATA: 97 Min

TRAMA
Stan Laurel e Oliver Hardy, alias Stanlio e Ollio, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.

CRITICA
Gli uomini, con tutti i limiti, gli errori e le imperfezioni della natura umana, dietro ai personaggi. Un film crepuscolare ma mai patetico, e spesso comico, su cosa significhi aver lavorato assieme per una vita, su come la coppia artistica diventi simile a una coppia di fatto, e ancor di più su come si affronta la fine di una storia, di un percorso professionale, ma non personale e d'amicizia. Steve Coogan e John C. Reilly sono bravissimi. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

il colpevole - The guilty

Ven 24_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Thriller
ANNO: 2018
REGIA: Gustav Möller
ATTORI: Jakob Cedergren, Jessica Dinnage, Jacob Lohmann, Omar Shargawi, Johan Olsen, Laura Bro, Morten Suurballe
PAESE: Danimarca

DURATA: 85 Min


TRAMA
Asger Holm, ex-agente di polizia e operatore telefonico ad un centralino per le emergenze, riceve una chiamata da una donna che è stata rapita. Quando la conversazione improvvisamente si interrompe, comincia la ricerca della donna e del suo sequestratore.
Con a disposizione soltanto il telefono, Asger dà inizio ad una corsa contro il tempo per salvare la vittima. Presto però comprende di avere di fronte un crimine ben più grave di quanto inizialmente pensasse.

CRITICA
Realizzato in un unico ambiente e con un (quasi) unico protagonista, poteva essere solo un bell'esercizio di stile e invece è un film con un'anima, con una sceneggiatura a prova di bomba, una regia mai teatrale e statica e un interprete capace di far passare sul suo viso tutte le espressioni di una montante angoscia e frustrazione. È una storia molto nordica, che parla di senso di colpa, riscatto e sacrificio, e della necessità di ascoltare e un thriller telefonico teso come la corda di un violino, dove un attore superbo dialoga con voci che trasmettono tutto il senso di un dramma in corso di svolgimento. E ad un'opera prima non potremmo davvero chiedere di più. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Palladio

Mar 21_05 ore 21:00
Mer 22_05 ore 21:00
Regia: Giacomo Gatti
Anno: 2018
Durata: 97 minuti
Paese: Italia
Genere: Documentario

BIGLIETTI: intero: 10,00 €
ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

SINOSSI
Palladio è un progetto cinematografico dedicato all’architetto Andrea Palladio, che con la sua opera divenne il punto di riferimento per la costruzione dei più importanti edifici del potere nel mondo. È un viaggio alla scoperta dell’universo antico di Palladio, ma al contempo della sua modernissima eredità: infatti, Wall Street - come d’altra parte anche la Casa Bianca e il Congresso - è stata costruita seguendo le indicazioni che il maestro ha lasciato scritto quattrocentocinquanta anni fa.
 Il docu-film è un viaggio tra New York, la Virginia, Washington D.C., il Veneto delle grandi ville e la Roma dei templi classici. Immagini rigorose ed evocative portano sul grande schermo edifici iconici come Villa La Rotonda, Villa Foscari, la Chiesa del Redentore a Venezia, la Casa Bianca, il Campidoglio, il Pantheon e i fori romani.

Red Joan

Gio 16_05 ore 21:00
Sab 18_05 ore 21:00
Dom 19_05 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Trevor Nunn
ATTORI: Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Tereza Srbova, Laurence Spellman, Robin Soans, Kevin Fuller, Simon Ludders, Ciaran Owens, Jamie Yeates, Stephen Boxer, Ben Miles
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 101 Min

TRAMA
Nel 2000 la tranquilla vita di pensionata di Joan Stanley viene bruscamente sconvolta dall’MI5 che la arresta con l’accusa di spionaggio e alto tradimento ai danni della Corona: avrebbe consegnato segreti militari all’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel serrato interrogatorio che segue l’arresto emergerà, dopo oltre 40 anni, la vera identità dell’ “Agente Lotto”, ma soprattutto, le ragioni che la mossero a tradire. Cambridge 1938. Joan, studentessa di fisica, si innamora dell’affascinante Leo Galich, giovane comunista, che le farà vedere il mondo sotto una nuova luce. Assunta poco dopo in una struttura di ricerca nucleare top secret, durante la Seconda Guerra Mondiale, Joan si rende conto che la distruzione totale sta divenendo pericolosamente attuale. Quale prezzo pagheresti per la pace? Joan deve scegliere se tradire il proprio paese ed i propri affetti oppure salvarli.

CRITICA
Red Joan di Trevor Nunn rilegge la storia vera della spia comunista Melita Norwood, passando da un romanzo che già la rielaborava, firmato da Jennie Rooney. Il risultato è un dramma sentimentale a sfondo bellico piuttosto convenzionale nella struttura e dalla regia poco inventiva, per lo meno interessante nella sua curiosa miscela di ideologia pacifista e realpolitik rischiosa, miscela incarnata dalla particolare eroina Joan, "diversamente patriottica". L'uso di Judi Dench, icona dell'inglesità, vaporizza i dubbi di filocomunismo (rivendicato invece dalla vera Melita). (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Copperman

Ven 17_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Eros Puglielli
ATTORI: Luca Argentero, Galatea Ranzi, Fortunato Cerlino, Antonia Truppo, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno
PAESE: Italia
DURATA: 94 Min

TRAMA
Questa è la storia di Anselmo, un uomo speciale. Attraverso i suoi occhi la realtà assume i colori delle fiabe, la purezza dei bambini e la forza magica dei supereroi. Cresciuto senza imparare a diffidare degli altri, nonostante la durezza della vita, riuscirà comunque a mantenere la sua limpida e particolare visione del mondo.

CRITICA
Copperman è un film che vive di illustri ispirazioni, pescando soprattutto nello stile di Jean-Pierre Jeunet e guardando a un cinema italiano proiettato oltre i confini nazionali, per una lettura trasparente come il suo protagonista. La confezione è all'altezza dell'ambizione, per cura di immagine, montaggio, interpretazioni e musiche. Luca Argentero è adeguato, Eros Puglielli amalgama i contributi convinti dei collaboratori. Il limite più evidente è un calo di ritmo nella seconda metà, a causa di una certa ripetitività, però l'operazione intera ha un suo perché. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

In programmazione / Prossimamente

Il cinema è in pausa estiva. Riprenderemo a settembre!



I fratelli Sisters

Gio 09_05 ore 21:00
Sab 11_05 ore 21:00
Dom 12_05 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Western
ANNO: 2018
REGIA: Jacques Audiard
ATTORI: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane, Creed Bratton, Duncan Lacroix, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Niels Arestrup
PAESE: USA, Francia, Romania, Spagna
DURATA: 122 Min

TRAMA
È il 1851, e Charlie ed Eli Sisters (Joaquin Phoenix e John C. Reilly) sono due fratelli e assassini, cresciuti in un mondo selvaggio e ostile. Hanno le mani sporche di sangue: sangue di criminali, sangue di vittime innocenti ... sono dei pistoleri e quella è l'unica vita che conoscono. Il più anziano dei due, l'introspettivo Eli (Reilly) continua ad uccidere su commissione insieme al fratello più giovane, ma sogna una vita normale. Il più giovane dei due, Charlie (Phoenix) che è un grande bevitore, ha preso entusiasta il controllo del duo nell'esecuzione dei cruenti mandati. Ciascuno di loro mette però in discussione il metodo dell'altro e la loro vita è un continuo battibecco. Durante un viaggio nei territori del Nord Ovest, i fratelli Sisters giugnono sulle montagne dell'Oregon, poi in un pericoloso bordello nella piccola città di Mayfield e, infine, nella California della febbre dell'oro. Il viaggio metterà a dura prova il legame tra i due fratelli basato sulla loro attività omicida, ma potrebbe anche trasformarsi nell'occasione per riscoprire ciò che resta della loro umanità?

CRITICA
Un western serio, e drammatico. Ma anche una commedia. Audiard ha messo in piedi un racconto che è tanto capace d’intrattenimento a livello superficiale, quanto di costruire, nelle pieghe, una dialettica quasi esistenziale, dove al centro di tutto ci sono le piccole cose che danno senso alla vita, e la domanda su cosa si voglia fare di questa stessa vita. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Cold War

Ven 10_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Pawel Pawlikowski
ATTORI: Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Slavko Sobin
PAESE: Polonia, Francia, Gran Bretagna
DURATA: 88 Min

TRAMA
Dopo Ida (premio Oscar 2015), Pawlikowski torna a girare in un magnifico bianco e nero, raccontando la storia struggente di un amore impossibile. Un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante, fatalmente destinati ad appartenersi, vivono un amore tormentato in un’epoca difficile. Sulle note di una splendida colonna sonora, la guerra fredda della Polonia staliniana lascia il passo a quella sentimentale che vivono i due protagonisti, interpretati da Joanna Kulig e Tomasz Kot (due attori in stato di grazia).
Europa dell’Est, Yugoslavia, Parigi: queste le tappe di un viaggio intenso ed elegantissimo, un immaginario perduto che prende vita sul grande schermo e ci offre un nuovo classico senza tempo. Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes, il film è il candidato della Polonia per la corsa agli Oscar e ha ottenuto il più alto numero di nomination agli EFA.

CRITICA
Dopo lo straziante Ida, un altro gioiello per Pawel Pawlikowski, che continua a indagare le ferite di un continente e di un secolo intero raccontando i mille ostacoli vissuti dalla storia d'amore fra i genitori. Sono loro i veri combattenti di questa intima guerra fredda, fra fine anni '40 e anni '60: uno di quegli amori a cui si fugge per tornare regolarmente indietro, senza poterci fare niente. Si segue tutto d'un fiato, si sospira per l'empatia e si ispira per la meraviglia. Per non parlare delle lacrime. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il Giovane Picasso

Mar 07_05 ore 21:00
Mer 08_05 ore 21:00
Grande Arte


REGIA: Phil Grabsky
GENERE: Documentario, Arte
PAESE: Gran Bretagna
ANNO 2019
DURATA 85 minuti
BIGLIETTI: intero: 10,00 €
ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


SCHEDA
Quando si legge “Picasso”, o semplicemente “Pablo”, non si hanno dubbi. È lui, Pablo Picasso, uno dei nomi più famosi della storia dell’arte. Un volto noto a tutti, opere che sono diventate icone mondiali.

Ma chi era Pablo prima di diventare l’artista conosciuto in tutto il pianeta? Nasce da qui Il Giovane Picasso, il film diretto da Phil Grabsky, prossimo appuntamento de la Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. In programma nelle sale solo per tre giorni, il  7 e 8 maggio, Il Giovane Picasso ci condurrà nella vita di Picasso come in una detective story, svelando passo dopo passo i fatti che portarono un ragazzo proveniente dal sud della Spagna alla notorietà mondiale.

Il docu-film indaga il ruolo fondamentale che nella vita dell’artista ebbero Málaga, Barcellona e Parigi, ricordando perché ciascuna di esse fu così significativa nel corso della sua formazione. La prima, Malaga, è la città natale di Pablo, quella dove Picasso y Ruiz nacque il 25 ottobre 1881 e si appassionò all’arte, dipingendo all’età di otto anni il suo primo quadro: una corrida, naturalmente. L’amore per la pittura era un’eredità ricevuta dal padre, Josè Ruiz, artista e poi professore di disegno, ma anche dal nonno don Diego Ruiz, guantaio con un innato istinto per il disegno e la musica. La seconda, Barcellona, è il luogo dove Picasso cominciò la Scuola di Belle Arti e ne contrastò subito l’accademismo, innamorandosi invece dell’architettura della città e dell’eclettismo di Gaudì. Dopo alcuni soggiorni nella capitale spagnola, Madrid, dove frequenta l’Academia Real di San Fernando, Picasso tornerà a Barcellona per inserirsi nell’ambiente stimolante del caffè Els Quatre Gats, simbolo del Modernismo architettonico catalano e luogo di incontro privilegiato dei giovani artisti e intellettuali della città. Il suo stile si andrà evolvendo fino a toccare un simbolismo che prelude al periodo Blu. Attratto dai Preraffaeliti, Picasso deciderà poi di recarsi a Londra, ma non la raggiungerà mai. Perché la tappa intermedia a Parigi diventerà cruciale: qui, gli incontri con artisti e collezionisti saranno fondamentali per la sua attività artistica, alimentando l’indole del pittore, naturalmente volta alla sperimentazione.

Realizzato in stretta collaborazione con cinque grandi musei europei situati nelle città fulcro della sua vita – il Museo Picasso e la Fundación Picasso-Museo Casa Natal di Málaga; il Museu Picasso de Barcelona, dove è conservata la più ampia collezione dei suoi primi lavori; il Museu Nacional d’Art de Catalunya, sempre a Barcellona, e il Musée national Picasso di Parigi, nella città che Picasso chiamò “casa” – Il Giovane Picasso vede la partecipazione straordinaria del nipote di Picasso, Olivier Widmaier Picasso, e offre scorci unici all’interno dei capolavori dell’artista, intervallati da approfondimenti di storici dell’arte e curatori e dalla lettura di lettere ad amici e amanti del pittore.

Il documentario, filmato nell’arco di due anni, include due fasi essenziali della vita di Picasso – il periodo Blu e quello Rosa – ma non si lascia sfuggire gli anni precedenti. Anni molto meno conosciuti, ma fondamentali per la sua formazione e per il suo successo.  Il film si chiude infatti a New York, al Museum of Modern Art, dove uno dei capolavori di Picasso è esposto sin dagli anni Trenta: Les Demoiselles d’Avignon. Dipinta nel 1907, quando Picasso aveva solo 25 anni, l’opera, a cui l’artista approdò dopo una serie di schizzi, bozzetti e ripensamenti, è ancor oggi considerata pioneristica. Molti contemporanei, scossi dalla violenta decostruzione delle regole convenzionali della figurazione artistica di cui si era reso artefice Picasso con quest’opera, non ne compresero il valore, e molti la rifiutarono e derisero. In realtà, col passare dei mesi, ne intuirono l’importanza e intravvidero in essa l’annuncio della futura rivoluzione cubista.

Malén Gual, Curatrice Senior al Museu Picasso de Barcelona, commenta: “Questo film mostra la solida formazione artistica di Picasso e quali straordinari dipinti produsse sin dalla giovane età. Ho lavorato per decenni su Picasso e sono sempre stata colpita e fortemente emozionata nel vedere i suoi lavori, e dalla sua stessa appassionante storia, ora svelata sul grande schermo”.

Ma cosa ci dice il cervello

Gio 02_05 ore 21:00
Sab 04_05 ore 21:00
Dom 05_05 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Riccardo Milani
ATTORI: Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi, Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Ricky Memphis, Emanuele Armani, Giampaolo Morelli, Chiara Luzzi, Alessandro Roia, Carla Signoris
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min

TRAMA
Giovanna (Paola Cortellesi) è una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero, gli impegni scolastici di sua figlia Martina e gli sfottò della sua esuberante mamma (Carla Signoris). Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi), tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

CRITICA
Vizi e virtù degli italiani, anno 2019. Un serbatoio infinito per la commedia che Riccardo Milani utilizza ancora, dopo il grande successo di Come un gatto in tangenziale. Questa volta aumenta ancora il lato da commedia morale, cercando di mantenere le risate grazie alla solita poliedrica Paola Cortellesi e a un gruppo di attori efficaci e in parte. Doppia vita, per la protagonista, scialba impiegata e agente segreta sul campo, in un alternarsi non sempre equilibrato che decolla quando entrano in gioco quattro vecchi compagni di scuola, vessati da vendicare. Tanti temi, le risate arrivano dopo un inizio di rodaggio. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Se la strada potesse parlare

Ven 03_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Sentimentale, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Barry Jenkins
ATTORI: KiKi Layne, Stephan James, Pedro Pascal, Ed Skrein, Dave Franco, Diego Luna, Regina King, Finn Wittrock, Ethan Barret, Michael Beach, Emily Rios, Aunjanue Ellis, Brian Tyree Henry, Colman Domingo, Teyonah Parris
PAESE: USA
DURATA: 117 Min

TRAMA
Anni’70, quartiere di Harlem, Manhattan. Uniti da sempre, la diciannovenne Tish e il fidanzato Alonzo, detto Fonny, sognano un futuro insieme. Quando Fonny viene arrestato per un crimine che non ha commesso, Tish, che ha da poco scoperto di essere incinta, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori. Senza più un compagno al suo fianco, Tish deve affrontare l’inaspettata prospettiva della maternità. Mentre le settimane diventano mesi, la ragazza non perde la speranza, supportata dalla propria forza interiore e dall’affetto della famiglia, disposta a tutto per il bene della figlia e del futuro genero.

CRITICA
Barry Jenkins dimostra come il successo di Moonlight non sia stato un caso con un adattamento di uno degli autori cruciali per la cultura afroamericana del XX secolo: James Baldwin. Una storia d’amore fra una giovane coppia in quella New York dei primi anni settanta che regalava speranze a tutti i sognatori, anche se per i neri comprare una casa, uscire la sera senza essere fermati dalla polizia o costruirsi una vita insieme era ancora una corsa ad ostacoli. Due splendidi attori, un’atmosfera elegante e colorata come fossimo nella Hong Kong storica di Wong Kar Wai, Se la strada potesse parlare evita il pietismo e sposa la fiducia dei due protagonisti nell’amore e nella forza della comunità. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il campione

Gio 25_04 ore 21:00
Sab 27_04 ore 21:00
Dom 28_04 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Leonardo D'Agostini
ATTORI: Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Anita Caprioli, Camilla Semino Favro
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min
TRAMA
Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è IL CAMPIONE, una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo. Valerio, solitario e schivo, con problemi economici da gestire e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando - dopo l’ennesima bravata - il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina, attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età, l’esame di maturità. I due, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.

CRITICA
Il campione e il professore. Il campione è quel fenomeno di Andrea Carpenzano, che il film se lo porta tutto sulle spalle con nonchalance, mentre il professore è uno Stefano Accorsi che ha l'umiltà e l'intelligenza di fargli da spalla, da gregario. Il calcio è ricostruito con attenzione nel suo backstage, in quel versante business che comina tutto, ma al centro di tutto ci sono i sentimenti, quelli veri. Certo, ci sono stereotipi, e la struttura del racconto procede in maniera un po' meccanica e ovvia, ma questo qui è il cinema commerciale che serve e che manca in Italia. Complimenti a chi ha saputo prendere e portare al cinema temi, storie e personaggi che stavano lì ad aspettare da tempo che qualcuno lo facesse. (Federico Gironi -Comingsoon.it)

Un valzer tra gli scaffali

Ven 26_03 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Thomas Stuber
ATTORI: Franz Rogowski, Sandra Hüller, Peter Kurth, Henning Peker, Matthias Brenner, Gerdy Zint, Michael Specht
PAESE: Germania
DURATA: 125 Min

TRAMA
Già presentato con successo alla scorsa edizione del Festival di Berlino, IN DEN GÄNGEN ha colpito al cuore la Giuria del Napoli Film Festival che gli ha conferito il Vesuvio Award come Miglior Film Europeo per l'intensità e poeticità della sua storia.
 Interpretato da Franz Rogowski (Premio Lola Miglior Attore del cinema tedesco) e Sandra Hüller (l'intensa protagonista di Toni Erdmann), il film  racconta una delicata storia d'amore nata tra gli scaffali di un supermercato e il microcosmo pieno di umanità rappresentato dalle persone che vi lavorano.

CRITICA
Tratto da un racconto di Clemens Meyer, cosceneggiatore del film, In den Gängen è il racconto esatto della vita ripetitiva dei lavoratori che trovano amicizia, amore, orgoglio e dignità tra gli scaffali del supermercato. Un diario delle giornate, che indistintamente scorrono una dopo l'altra, tutte uguali da non rendersi più conto del tempo. Finire il lavoro la sera tardi e tornare a casa solo per riposare quelle poche ore prima di ricominciare una giornata uguale a quella precedente, è il ritmo quotidiano nella provincia tedesca. Eppure Stuber riesce a far sentire il suono dell'oceano in quello del carrello elevatore, a far nascere una storia d'amore tra sguardi, silenzi e sorrisi. Se poi proviamo a immaginare la vita quotidiana sulle note di Danubio Blu in sottofondo, il realismo può diventare magico.
Sandra Hüller, l'eccezionale manager stressata in Vi presento Toni Erdmann, e Franz Rogowski conducono una coreografia di sguardi tra scatole di cioccolata, inviti non detti alla macchinetta del caffè e desideri mai soddisfatti in una tenera storia d'amore. Suddiviso in capitoli e raccontato in prima persona da Christian, In den Gängen esplora nevrosi, manie, abitudini, sogni, passioni e segreti dei lavoratori che formano un microcosmo dell'umanità, colta nell'attività che occupa la maggior parte della loro vita. (Francesca Ferri - mymovies.it)

Il Viaggio di Yao

Gio 18_04 ore 21:00
Dom 21_04 ore 18:00 e ore 21:00
Lun 22_04 ore 18:00 e 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Philippe Godeau
ATTORI: Omar Sy, Lionel Louis Basse, Gwendolyn Gourvenec, Fatoumata Diawara, Germaine Acogny, Abdoulaye Diop
PAESE: Francia
DURATA: 103 Min

TRAMA
Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure. Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, attore francese di grande successo in visita in Senegal. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino, decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per l’attore un ritorno alle sue radici.

CRITICA
Non cerca di essere migliore di quello che è, il film che segna l'esordio al cinema nella terra dei suoi avi di Omar Sy. Ingenuo e candido come alcuni angoli rurali d'Africa, ha il sapore ancestrale di quella terra e di una storia sulla paternità. Un tredicenne e il suo idolo, un famoso attore francese, nero solo fuori come un bounty, in preda a un male di vivere molto occidentale. Un viaggio classicamente prima interiore che fisico, scandito da un conteggio del tempo diverso dal nostro, un film fatto di incontri, in cui si affaccia inattesa la spiritualità. Onesto, con un pudore che è quello del suo protagonista, in un film della maturità per lui diverso dagli altri. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il museo del Prado | La corte delle meraviglie

Mar 16_04 ore 21:00
Mer 17_04 ore 21:00

GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Valeria Parisi
ATTORI: Jeremy Irons
DURATA: 90 Min
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

Capolavori straordinari che raccontano la storia della Spagna e di un intero continente. Ci troviamo in uno dei templi dell’arte mondiale, un luogo di memoria e uno specchio del presente con 1700 opere esposte e un tesoro di altre 7000 conservate. Una collezione che racconta le vicende di re, regine, dinastie, guerre, sconfitte, vittorie. Ma anche la storia dei sentimenti e delle emozioni degli uomini e delle donne di ieri e di oggi, lei cui vite sono intrecciate a quella del museo: regnanti, pittori, artisti, architetti, collezionisti, curatori, intellettuali, visitatori.

In questo 2019 che ne celebra il duecentesimo anniversario, raccontare il Prado di Madrid dal giorno della sua “fondazione” – quel 19 novembre 1819 in cui per la prima volta si parlò di Museo Real de Pinturas – significa percorrere non solo questi ultimi 200 anni, ma almeno sei secoli di storia, perché la vita della collezione del Prado ha inizio con la nascita della Spagna come nazione e con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Un’unione che sancisce l’avvio del grande impero spagnolo. Eppure, per molto tempo nel corso dei secoli, la pittura è stata una lingua universale, che non ha conosciuto frontiere. E se c’è un museo dove si rende evidente che la pittura non è stata toccata dai nazionalismi, questo è proprio il Prado, con le sue collezioni eclettiche e sfaccettate capaci di raccontare come l’arte non abbia passaporti limitanti, ma sia al contrario un viatico universale in grado di comprendere e raccontare i pensieri e i sentimenti degli esseri umani.

Per questo protagonisti de IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE sono i suoi capolavori, i grandi maestri che li hanno realizzati, le teste coronate che li hanno raccolti, ma anche l’ispirazione europea e libertaria di un museo che è uno scrigno di tesori e di storie. È questo il fil rouge che si snoda nel nuovo docu-film scritto da Sabina Fedeli e diretto da Valeria Parisi.

IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE, vede tra l’altro una novità d’eccezione: la partecipazione straordinaria del Premio Oscar® Jeremy Irons (ll mistero Von Bulow, Il danno, Mission, Io ballo da sola, La casa degli spiriti, La Corrispondenza…), che guiderà gli spettatori alla scoperta di un patrimonio di bellezza e di arte a partire dal Salon de Reinos, un’architettura volutamente spoglia che si anima di vita, luci, proiezioni, riportando il visitatore al glorioso  passato della monarchia spagnola e al Siglo de Oro quando alle pareti erano appesi molti dei capolavori oggi esposti al Prado. Allora in questo spazio si danzava, si svolgevano feste e spettacoli teatrali. Questo era uno dei cuori pulsanti di Madrid e della Spagna intera, così come lo furono il Barrio de las Letras, dove abitavano scrittori e artisti del Siglo de Oro, e, nel Novecento, la Residencia de Estudiantes, dove si incontravano gli intellettuali della Generazione del ‘27, da Buñuel a Lorca sino a Dalí.

I dipinti del Prado riflettono un’epopea unica nel suo genere, che ha dato origine ad uno dei musei più importanti del mondo. Una raccolta “fatta più con il cuore che con la ragione”; perché re e regine hanno scelto solo ciò che amavano. Un inventario di gusto e di piacere che narra vicende pubbliche, dinastie, porporati, guerre e coalizioni. E un inventario di questioni private: un matrimonio, una tavola imbandita, la pazzia di una regina. È un intreccio di teste coronate, hidalgos, majas y caballeros, tutti con le loro vite, le loro verità, i loro messaggi. È la storia di un’epoca di grande mecenatismo, di amore dei monarchi spagnoli per i grandi maestri, come Goya, presente al Prado con un corpus ricchissimo di oltre novecento opere, compresi gran parte dei disegni e delle lettere, come la corrispondenza con l’amico d’infanzia Martin Zapater. L’arte di Goya ha influenzato molti artisti moderni. Come nel caso di 3 maggio 1808, dipinto che narra l’effetto della rivolta degli spagnoli contro l’esercito francese. Un’opera che diventerà simbolo di tutte le guerre e che ispirerà Picasso per la sua Guernica. Come Picasso, anche Dalì e Garcia Lorca rimasero ammaliati dal museo mentre lo scrittore e pittore Antonio Saura, che tornava qui di continuo per calarsi nell’atmosfera di un ambiente magico, definì il Prado “un tesoro di intensità”. Dunque, un’arte che illumina il presente e che ci interroga: che cosa è stato il Museo del Prado in questi duecento anni, che cos’è oggi e che cosa continuerà a rappresentare per le generazioni future questo museo vivo, questo museo che è stato un faro per tutti gli spagnoli nei momenti bui della dittatura, una patria a cui tornare per artisti e intellettuali in esilio?

L’obiettivo delle autrici è stato dunque quello di raccontare non solo la bellezza formale e il fascino della collezione del Prado ma anche quanto attuali siano i temi trattati dalle opere esposte, capaci di narrare attraverso la storia dell’arte, anche quella della società, coi suoi ideali, i suoi pregiudizi, i vizi, le nuove concezioni, le scoperte scientifiche, la psicologia umana, le mode.

IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE non è solo la narrazione delle sue straordinarie opere, che saranno il cuore del documentario, ma anche il paesaggio delle architetture Reali che sono state teatro e custodi della nascita e dello sviluppo delle collezioni d’arte. Un patrimonio universale che comprende non soltanto le opere di Vélazquez, Rubens, Tiziano, Mantegna, Bosch, Goya, El Greco conservate al Prado, ma anche l’Escorial, Pantheon dei reali, il Palazzo Reale di Madrid, il Convento de Las Descalzas Reales, il Salon de Reinos. Un affresco che contrappone interni ed esterni, quadri e palazzi, pennellate e giardini. La nascita del Museo del Prado è una storia avvincente. Nel 1785 Carlo III di Borbone, incaricò l’architetto di corte Juan de Villanueva di disegnare un edificio per ospitare il Gabinete de Historia Natural. Non lo diventerà mai. L’edificio verrà infatti trasformato nel Museo che oggi conosciamo. Camminare in questo luogo di bellezza, significa lasciarsi stupire, snidare pregiudizi e contraddizioni, scoprire i miti e i simboli di un mondo meraviglioso, a volte rivoluzionario. Significa confrontarsi con se stessi, attraverso la storia dell’arte. Significa rimanere estasiati di fronte a capolavori come la deposizione del fiammingo Van der Weyden, l’Adamo ed Eva di Tiziano, le pitture nere dell’ultimo Goya, Les Meninas di Vélasquez (“L’aria contenuta ne Las Meninas è l’aria di migliore qualità che esista”, sentenziò Dalì), le figure ritorte, allungate, fuori dagli schemi di El Greco, Il giardino delle delizie di Bosch, che risveglia nei visitatori di qualsiasi nazionalità e di qualsiasi cultura, curiosità, aspettativa, attenzione, o l’opera della fiamminga Clara Peters, che ha il coraggio di dipingere dei micro-autoritratti all’interno delle sue tele e rivendicare il ruolo femminile dell’arte o ancora la Donna barbuta di Ribera, dove una donna con il volto coperto da una folta barba allatta al seno il neonato che porta in braccio.

Lo sviluppo del docu-film intreccerà quindi alla narrazione d’arte anche lo studio dell’architettura e l’analisi di preziosi materiali d’archivio e verrà scandita dalle testimonianze dei vari esperti del Museo intervistati: Miguel Falomir, Direttore del Prado, e i Conservatori Andrés Úbeda de los Cobos, Vicedirettore Conservazione Museo del Prado; Javier Portús, Curatore Capo Pittura Spagnola fino al 1800 Museo del Prado,  Manuela Mena, Conservatore Capo Pittura 1800 e Goya Museo del Prado; Enrique Quintana,  Coordinatore Capo Conservazione Museo del Prado; Alejandro Vergara, Conservatore Capo Pittura Fiamminga fino al 1700 e Scuole Nord Europa Museo del Prado; Almudena Sánchez, Restauratrice pittura Museo del Prado; Leticia Ruiz, Capo Dipartimento Pittura Spagnola fino al 1700 Museo del Prado;  José Manuel Matilla, Conservatore Capo Stampe e Disegni Museo del Prado; José de la  Fuente, Restauratore Tavole Pittura Lignea Museo del Prado. Inoltre, interverranno Lord Norman Foster, architetto del progetto del Salón de Reinos (premio Priztker), Helena Pimenta, Direttrice della Compañía Nacional de Teatro Clásico di Madrid; Laura Garcia Lorca, Presidente della Fondazione intitolata allo zio, il poeta Federico Garcia Lorca; Marina Saura, attrice e figlia del Pittore Antonio Saura; Olga Pericet, ballerina; Pilar Pequeno, fotografa.

Una Giusta Causa

Gio 11_04 ore 21:00
Sab 13_04 ore 21:00
Dom 14_04 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Mimi Leder
ATTORI: Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux, Cailee Spaeny, Kathy Bates, Stephen Root, Sam Waterston, Francis X. McCarthy
PAESE: USA
DURATA: 120 Min

TRAMA
La candidata all’Oscar Felicity Jones è Ruth Bader Ginsburg, una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin Ginsburg (Armie Hammer) e dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon (il premio Oscar Kathy Bates), accetta un controverso caso di discriminazione di genere. Contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli Stati Uniti sul fronte della parità dei diritti.

Un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata Giudice alla Corte Suprema; un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare.

CRITICA
La giudice Ruth Bader Ginsburg, seconda donna ad essere ammessa alla Corte Suprema, è una figura leggendaria negli Stati Uniti, molto meno conosciuta da noi. A 85 anni è ancora una portavoce dei diritti delle donne, al cui sviluppo legale ha concretamente contribuito. Scritto da suo nipote e diretto dalla specialista in action Mimi Leder, questo film biografico-omaggio a lei dedicato non riesce a comunicare la forza della sua enorme personalità e popolarità, affidando il compito a un'attrice indubbiamente brava ma che non ha l'esperienza e le spalle abbastanza forti per rappresentarla.
Forse più interessante per gli avvocati, l'impressione che se ne ricava è quella di un Bignamino scolastico, un'introduzione alla vita e alla carriera di un personaggio che è stato raccontato (meglio) anche in forma documentaristica. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Copia Originale

Ven 12_04 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Biografico, Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Marielle Heller
ATTORI: Melissa McCarthy, Anna Deavere Smith, Julie Ann Emery, Richard E. Grant, Dolly Wells, Joanna P. Adler, Marc Evan Jackson, Christian Navarro, Alice Kremelberg, Jane Curtin
PAESE: USA
DURATA: 106 Min

TRAMA
Quando gli editori si orientano su libri sempre più semplici e corrivi, la scrittrice Lee Israel si trova senza lavoro. I suoi tanti volumi dedicati, tra gli altri, a Katharine Hepburn ed Estée Lauder, non la salvano dal tracollo economico. Passa allora a redditizie truffe letterarie: falsifica lettere di celebrità decedute. Falso e originale, copia e collezionismo, riproducibilità intellettuale più che tecnica.

CRITICA
Lee Israel aveva paura a esporsi, nascondeva il suo talento scrivendo autobiografie su commissione, fino a che il suo caratteraccio la emarginò lasciandola senza un soldo. Marielle Heller costruisce con bravura l'atmosfera malinconica, oltre che dinamica, della New York dei primi anni Novanta. Melissa McCarthy e Richard E. Grant duettano ad altissimi livelli fra ironia alcolica e cinismo esilarante, nella storia (vera) del talento sprecato di una scrittrice che non riconosce più l'epoca in cui vive. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

La promessa dell'alba

Gio 04_04 ore 21:00
Sab 06_04 ore 21:00
Dom 07_04 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2017
REGIA: Eric Barbier
ATTORI: Pierre Niney, Charlotte Gainsbourg, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack, Finnegan Oldfield, Zoe Boyle
PAESE: Francia
DURATA: 131 Min

TRAMA
Dalla difficile infanzia in Polonia passando per l’adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale… Romain Gary ha vissuto una vita straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore è merito di Nina (Charlotte Gainsbourg), sua madre. Sarà proprio il folle amore di questa madre possessiva ed eccentrica che lo porterà a diventare uno dei più grandi romanzieri del ventesimo secolo, e a condurre una vita piena di rocamboleschi colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell’amore materno senza freni sarà anche un fardello per tutta la sua vita. Dall’omonimo romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary, un film appassionante e commovente.

CRITICA
Igombrante come solo una mamma ebrea, che cresce (sola) il suo piccolo e unico figlio con il mito della Francia e con l'obiettivo di diventare un grande scrittore. Se pensiamo che la storia, molto autobiografica, è quella di Romain Gary, uno dei grandi della letteratura del XX secolo, sappiamo che la missione si compierà. Ma è il viaggio ad essere interessante, quello in un secolo in cui succede di tutto, dall'inverno polacco alla Parigi intellettuale, per finire nell'Africa in guerra. Epico e divertente, mette al centro la ricerca d'identità in anni in cui se non ce l'avevi eri il nemico, fra bugie a fin di bene e un rapporto di sconfinato amore e ingombrante assiduità, quello fra madre e figlio. Niney e la Gainsbourg lo incarnano magistralmente. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Mary Poppins

Dom  07_04 ore 15:00
Ingresso gratuito

GENERE: Fantasy
ANNO: 1964
REGIA: Robert Stevenson, Hamilton Luske
ATTORI: Julie Andrews, Dick Van Dyke, David Tomlinson, Glynis Johns, Karen Dotrice, Matthew Garber, Hermione Baddeley, Elsa Lanchester, Reginald Owen, Reta Shaw, Ed Wynn, Arthur Treacher
PAESE: USA
DURATA: 140 Min

Domenica 7 aprile  al cinema Marconi e in altre Sale cinematografiche parrocchiali di Veneto e Trentino torna in contemporanea la magia di Mary Poppins, il primo indimenticato film Disney del 1964 in versione recentemente restaurata. L’iniziativa è sponsorizzata e coordinata dall’Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) del Triveneto che quest’anno compie 70 anni e ha deciso di festeggiare con un open day (ingresso gratuito per tutti) delle Sale della Comunità questo importante traguardo associativo.

 “Acec – spiega don Alessio Graziani, presidente della sezione triveneta dell’associazione e vicepresidente nazionale - nacque a Roma nel 1949 come associazione di categoria dei cinema parrocchiali diffusi in tutto il territorio nazionale. Oggi queste sale, che abbiamo ribattezzato Sale della Comunità, sono ancora più di 500 in Italia, di cui un’ottantina nel Triveneto. Si tratta di veri e propri centri culturali, gestiti da centinaia di volontari generosi e preparati, che animano culturalmente il territorio con proposte non solo cinematografiche di qualità, ma anche proponendo rassegne teatrali, concerti, conferenze e presentazione di libri. Domenica 7 aprile nel pomeriggio 38 di queste Sale (nelle province di Padova, Verona, Vicenza, Treviso e Trento) apriranno gratuitamente le porte per un momento di festa costruito attorno alla visione di un classico Disney che ha fatto sognare generazioni di bambini e di famiglie e che ancora oggi ci fa sperimentare la gioia di stare insieme. Questa infatti è la missio delle Sale parrocchiali: costruire comunità, relazioni buone, attorno a tutto ciò che è bello e fa crescere la nostra umanità”.

Recentissima la notizia che Julie Andrews riceverà il Leone d’oro alla carriera durante la prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019).

Le Sale Acec censite in Triveneto nel 2018 erano 78 per un totale di quasi 900 mila biglietti staccati. Dati in crescita rispetto al 2017 e dunque in controtendenza rispetto all’andamento del mercato cinematografico nazionale. Nell’era del cinema digitale, di Netflix e delle multisale, le Sale parrocchiali hanno saputo dunque rinnovarsi e fidelizzare pubblico e volontari, anche grazie al sostegno di molte istituzioni locali e singoli cittadini. Cinema non è solo film, ma rito sociale ed esperienza comunitaria: un sogno che Acec vuole continui

Roma

Ven 05_04 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Alfonso Cuarón
ATTORI: Marina de Tavira, Yalitza Aparicio, Nancy García García
PAESE: Messico, USA
DURATA: 135 Min

TRAMA
Roma, il film diretto da Alfonso Cuaron, racconta un anno turbolento della vita di una famiglia borghese nella Città del Messico degli anni 70, attraverso le vicende della domestica Cleo (Yalitza Aparicio) e della sua collaboratrice Adela (Nancy García García), entrambi di discendenza mixteca, che lavorano per una piccola famiglia borghese nel quartiere Roma a Città del Messico, una famiglia guidata da Sofia (Marina de Tavira), madre di quattro figli, che deve fare i conti con l'assenza del marito, mentre Cleo affronta una notizia devastante che rischia di distrarla dal prendersi cura dei bambini di Sofia, che lei ama come se fossero i propri.
Roma è un ritratto di vita vera, intimo e toccante, raccontato attraverso le vicende di una famiglia che cerca di preservare il proprio equilibrio in un momento di lotta personale, sociale e politica.

CRITICA
Racconta di una fine, e di un nuovo inizio, Roma. Di un matriarcato che ha cresciuto e accudito il regista, che così ringrazia. Alfonso Cuarón muove la macchina da presa agile e liquida attorno a tanti personaggi, dentro ascenografie che ricostruiscono il passato in maniera sontuosa, cercando di arginare con l'eleganza ossessiva della forma il trasporto del sentimento, finendo a tratti col soffocarlo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Momenti di trascurabile felicità

Gio 28_03 ore 21:00
Sab 30_03 ore 21:00
Dom 31_03 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Daniele Luchetti
ATTORI: Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco, Vincenzo Ferrera, Franz Cantalupo, Manfredi Pannizzo
PAESE: Italia
DURATA: 93 Min
TRAMA
Lo yoga e l’Autan non sono in contraddizione? La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo? Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo? Perché il martello frangi vetro è chiuso spesso dentro una bacheca di vetro? E la frase: ti penso sempre, ma non tutti i giorni, che sembra bella, è davvero bella? A queste, e ad altre questioni fondamentali, cerca di dare una risposta Paolo (Pif), cui rimangono solo 1 ora e 32 minuti per fare i conti con i punti salienti della sua vita.

CRITICA
E' un mare a cui abbandonarsi e in cui galleggiare placidamente facendo il morto a galla Momenti di trascurabile felicità, assecondando il continuo passaggio dal presente e al passato e ascoltando la voce cantilenante di un Pif che si muove in una Palermo dove la Mafia per fortuna non c'è. E' lui il punto di vista di un film che sembrava impossibile realizzare e che invece ha una sua storia e dei personaggi ben costruiti. Regista e sceneggiatore li raccontano attraverso un cinema della leggerezza e la scelta di parlare dell’attimo prima di morire si rivela felice, perché dà al racconto una certa urgenza e un pizzico di malinconia, che però non è il dolce struggimento di alcuni brani dei libri di partenza. Se Piefrancesco Diliberto parla un po' troppo - agli altri, allo spettatore, fuori campo - sono belli i silenzi e gli sguardi di Thony, alle prese con una donna concreta, dolce e mai isterica. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Sulla mia pelle

Ven 28_03 ore 21:00
Cineforum

DATA USCITA: 12 settembre 2018
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Alessio Cremonini
ATTORI: Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora, Milvia Marigliano
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min

TRAMA
Sulla mia pelle, il film diretto da Alessio Cremonini, è l’emozionante racconto degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi (Alessandro Borghi) e della settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, in particola modo quella di sua sorella Ilaria (Jasmine Trinca). Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in più. Nei sette giorni che vanno dall’arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale incontrato da Stefano durante la detenzione che hanno spinto il regista del film, Alessio Cremonini, a raccontare la sua storia: sono numeri che fanno impressione, perché quei numeri sono persone.
Come dichiarato dallo stesso regista, Sulla mia pelle nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita.

CRITICA
Non ci sono accuse infuocate, né proclami, né violenze sbandierate, in Sulla mia pelle. C'è l'equilibrio e il pudore di chi voleva raccontare una storia terribile sulla quale ancora non esiste una verità giudiziaria, dopo nove anni. Voleva ricordare chi fosse, Stefano Cucchi, e cosa gli è successo. Mostrare l'incredibile, ovvero le innumerevoli volte che di fronte a Stefano si è fatto finta di niente, o si è voltata la testa. E, così, interrogare il pubblico sulla loro morale, in un'epoca dove il ripiegamento su sé stessi e l'egoismo la fanno da padroni. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Gauguin a Tahiti – Il paradiso perduto

Mar 26_03 ore 21:00
Mer 27_03 ore 21:00

GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Claudio Poli
ATTORI: Adriano Giannini
DURATA: 90 Min

BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)
Da Tahiti alle Isole Marchesi.
È il primo aprile del 1891 quando, a bordo della nave Océanien, Paul Gauguin lascia Marsiglia diretto a Tahiti, in Polinesia. Ha quarantatré anni e quella giornata segna l’inizio di un viaggio che porterà l’artista agli antipodi della civiltà, alla ricerca dell’alba del Tempo e dell’Uomo. Ai Tropici, Gauguin (1848-1903) resterà quasi senza intervalli fino alla morte: dodici anni di disperata e febbrile ricerca di autenticità, di immersioni sempre più profonde nella natura lussureggiante, di sensazioni, visioni e colori ogni volta più puri e accesi; l’approdo definitivo in un Eden talvolta crudele che farà di lui uno dei pittori più grandi di sempre tra quelli che si ispirarono alle Muse d’Oltremare.

Ripercorrendo le tracce di una biografia che appartiene ormai al mito e di una pittura raffinatamente primordiale, il film evento, che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, ci guiderà infatti in un percorso tra i luoghi che Gauguin scelse come sua patria d’elezione e attraverso i grandi musei americani dove sono custoditi i suoi più grandi capolavori: New York col Metropolitan Museum, Chicago con il Chicago Art Institute, Washington con la National Gallery of Art, Boston con il Museum of Fine Arts. Ad accompagnare lo spettatore gli interventi di esperti internazionali: Mary Morton, curatrice alla National Gallery of Art di Washington, Gloria Groom,curatrice all’Art Institute di Chicago, Judy Sund, docente della New York City University, Belinda Thomson, massima esperta di Gauguin, David Haziot, autore della più aggiornata e accreditata biografia su Gauguin.

GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO trasforma in immagini quel libro d’avventura che fu la vita di Gauguin, ma è anche la cronaca di un fallimento. Perché Gauguin non poté mai sfuggire alle proprie origini, alle ambizioni e ai privilegi dell’uomo moderno. Fu sempre il cittadino di una potenza coloniale: dipinse tra le palme, ma con la mente rivolta al pubblico dell’Occidente. Un paradosso che si riflette nel destino della sua opera, visto che i suoi quadri oggi sono conservati in grandi musei internazionali dove ogni anno milioni di persone si fermano di fronte alle tele di Tahiti, sognando il loro istante di paradiso, un angolo di silenzio in mezzo alla folla.

Ma chi è Paul Gauguin? E da cosa è nata la sua fascinazione per i Tropici?
Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno del 1848 dal giornalista Clovis Gauguin e da Aline Marie Chazal, la cui famiglia vive in Perù. È qui che Paul viene portato quando ha quattordici mesi. Ed è qui che prende il via l’iniziazione tropicale di un pittore che resterà sempre fiero del suo sangue sudamericano, tanto da sostenere con fermezza una sua parentela con gli Aztechi. Dopo il ritorno a Parigi, l’iniziazione alla pittura e all’Impressionismo e i viaggi come allievo pilota sul mercantile Luzitano e nella Marina Francese, Gauguin sente di dover cercare se stesso altrove, sente di dover trovare una via di uscita dall’Impressionismo. E, come sempre fa nei momenti più importanti della sua vita, parte. Lascia Parigi e una società che considera conformista, scegliendo l’asprezza e la bellezza selvaggia della costa bretone, un cuneo di roccia proteso sul vuoto dell’Oceano, presagio del volo nell’ignoto che verrà spiccato solo pochi anni dopo. Sono luoghi rudi, primitivi, malinconici e Gauguin vi si reca per purificarsi: dalla città e dalle mode artistiche parigine. E si mette alla ricerca delle forme ancestrali di una nuova pittura. È proprio qui a Pont-Aven che Gauguin dipingerà alcune delle sue opere più celebri, come il Cristo Giallo in cui riproduce un crocifisso ligneo ammirato nella cappella di Trémalo o La visione dopo il sermone, in cui il misticismo bretone trova forma nel cloisonnisme, con le sue campiture nette e stesure compatte di colore.

A dare il senso di una fuga impossibile dal proprio retaggio di uomo “civilizzato” contribuisce il fatto che molti dei suoi maggiori capolavori sono oggi conservati in grandi, frenetiche e iper-moderne metropoli statunitensi. Ed è proprio nei musei di queste città americane, con il vetro e l’acciaio dei grattacieli, la folla, e il traffico delle highways sullo sfondo, che lo spettatore potrà scoprire l’origine della pittura di Gauguin, nei suoi diversi periodi: gli esordi, la Bretagna, il primo periodo polinesiano, il secondo e finale soggiorno tahitiano. Un’avventura del colore che inizia con il distacco dagli Impressionisti e dalle loro pennellate frammentarie, passa per i contrasti violenti con l’amico e collega Vincent Van Gogh e approda a un cromatismo nuovo, anti-naturalistico e legato ai movimenti dell’anima come quello di opere come Ia orana Maria, Nafea faa ipoipo, Aha oe feii? o Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?.

Il racconto sarà accompagnato anche dalle parole dello stesso Gauguin, con brani tratti da testi autobiografici (come Noa Noa o Avant et après), dalle lettere a familiari e amici e alla moglie Mette, alla quale Paul scriverà: “Verrà un giorno, e presto, in cui mi rifugerò nella foresta in un’isola dell’Oceano a vivere d’arte, seguendo in pace la mia ispirazione. Circondato da una nuova famiglia, lontano da questa lotta europea per il denaro. A Tahiti, nel silenzio delle notti tropicali, potrò ascoltare il ritmo dolce e suadente del mio cuore in armonia con le presenze misteriose che mi circondano. Libero, senza problemi di denaro, potrò amare, cantare, morire”.

Beate

Ven 22_03 ore 21:00
Primavera Italiana

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Samad Zarmandili
ATTORI: Donatella Finocchiaro, Maria Roveran, Lucia Sardo, Paolo Pierobon, Eleonora Panizzo
PAESE: Italia

TRAMA
In una cittadina del Nordest, la fabbrica “Veronica” produce e vende – con successo e nonostante la crisi – biancheria intima per signore…
… Ma i proprietari vogliono delocalizzare l’attività e moltiplicare i profitti. Lasciando le poche operaie – la combattiva Armida e le sue compagne – senza lavoro.
Nel vicino “Convento del Manto Santo”, un pugno di suore abili nell’antica arte del ricamo, tutte sufficientemente “svitate” e fin troppo devote alla salma mummificata della Beata Armida, rischiano di essere trasferite...
… Perché non hanno denaro sufficiente a mettere in sicurezza l’immobile. In realtà perché,
sull’area dove sorge il convento, un aspirante sindaco senza scrupoli – anche proprietario
della “Veronica” – vuol far nascere un resort di lusso.
 Per opporsi a un destino già segnato, operaie e suore intraprendono una singolare collaborazione “a scopo di lucro” : una produzione artigianale e clandestina di lingerie. Molto ricamata e piuttosto sexy.
 Perché le cose vadano nel verso giusto, per sconfiggere i “poteri forti”, serve però un Miracolo. Quello che la Beata non ha ancora compiuto. E che la farebbe finalmente diventare “Santa Armida”...

Samad Zarmandili 
Samad Zarmandili esordisce come assistente alla regia in Vesna va veloce (1996) di Carlo Mazzacurati, cui dedicherà poi tesi di laurea (in Storia e Critica del Cinema) e la sua prima opera: il documentario per la tv Speciale Mazzacurati. Uno sguardo esterno sulla realtà prodotto e diffuso da Rai Sat Cinema. A partire dalla metà degli anni Novanta lavora intensamente nel cinema e in televisione, soprattutto come aiuto regista (tra gli altri con Salvatore Maira, Aureliano Amadei, Alessandro Piva) e poi nel team tecnico di Squadra antimafia, tra le serie più longeve e di maggior successo di Canale 5, dov’è aiuto regista nelle stagioni n. 3, 4 e 5 e, a partire dalla n. 6 e per le due successive, regista della gran parte degli episodi. Un suo cortometraggio, Due e e mezzo compreso il viaggio, è distribuito all’interno di un film dal titolo Funeral Party. Una sua sceneggiatura originale Sole rosso, è stata premiata nell’ambito de La fabbrica dei progetti-New Cinema Network del Festival del Cinema di Roma. Beate è il suo primo film per il cinema. “Beate” è per me, una moderna fiaba sociale. E, al tempo stesso, una storia di riscatto, tutta al femminile, incentrata sull’onestà e la tenacia del suo personaggio guida e dell’eterogeneo gruppo di donne, operaie e suore “unite nella lotta”, che le muovono intorno. Il filtro della commedia di costume, mi ha offerto la possibilità di avvicinare con levità temi forti e tristemente attualissimi, quali la perdita del lavoro e la sua delocalizzazione dovuta alla globalizzazione dei mercati. E di introdurre note di grottesco, trasfigurazioni non necessariamente realistiche, senza tralasciare, spero, uno sguardo vigile sulle contraddizioni del presente. Il microcosmo della provincia italiana – qui un luogo incantato e sospeso nel tempo, qual è il Delta del Po, territorio modernizzato, ma non ancora stravolto come molto altro Nordest - è stato infine la lente attraverso cui guardare con empatia i personaggi e le loro vicende. Qui, “dove i pesci nuotano più in alto di dove volano gli uccelli” ho creduto di ritrovare un tessuto antropologico e sociale che desse forza alla storia, accrescendone il valore visivo. (s.z. aprile 2018)

Non sposate le mie figlie 2

Gio 21_03 ore 21:00
Sab 23_03 ore 21:00
Dom 24_03 ore 18:00 e 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Philippe de Chauveron
ATTORI: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan, Tatiana Rojo, Claudia Tagbo
PAESE: Francia
DURATA: 99 Min
TRAMA
Dopo il grande successo di “Non sposate le mie figlie!”, fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo, tornano nelle sale italiane i coniugi Verneuil alle prese con una nuova crisi familiare… Claude e Marie sembrano ormai essersi rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid, musulmano di origini algerine, Chao, ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David e il senegalese Charles. Ma la loro tranquillità familiare viene messa ancora una volta a dura prova quando scoprono che i loro generi hanno deciso di lasciare la Francia con mogli e figli in cerca di fortuna all'estero. Come se non bastasse, atterrano in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere.

CRITICA
Formula simile, dialoghi scorretti e divertenti, per il sequel di Non sposate le mie figlie, commedia francese di maggior successo di questi anni. Nel primo abbiamo imparato come il minimo comune denominatore che ci unisce tutti sia il razzismo, questa volta è addirittura la Francia, con i suoi valori repubblicani, a venire messa in discussione dalle figlie (e generi), che decidono di emigrare, in blocco, verso i quattro angoli del mondo. Inaccettabile per i genitori, che organizzeranno una rappresentazione delle meraviglie della Francia di campagna, odore di letame compreso. I cattivoni, isterici e intolleranti, sono semmai a Parigi. Spunti e trovate superiori rispetto all'originale. Primo film in cui si citano i gilet gialli. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Canova

Mar 19_03 ore 21:00
Mer 20_03 ore 21:00
L'arte al cinema


Regia: Francesco Invernizzi
Scritto da: Stefano Paolo Giussani
Direttore della Fotografia: Massimiliano Gatti
Montaggio: Luca Gallucci
Anno: 2019
Durata: 96 minuti
Nazionalità: Italiana
Genere: Documentario

SINOSSI
Ci sono uomini che hanno creato opere capaci di illuminare lo sguardo di chi le osserva. Da oltre due secoli, Antonio Canova è uno di questi e con un documentario cinematografico rispondiamo al perché lo scultore sia riconosciuto come il maestro del neoclassicismo e l'ultimo grande artista italiano di livello mondiale. Ripercorriamo la storia che, dalla Venezia che ha visto nascere il suo talento, tocca Francia, Inghilterra, Russia attraverso i fastosi palazzi dell’epoca, ma soprattutto rimane imperniata su Roma.
Lo faremo però senza mai lasciare Possagno, perché se le sue opere sono giunte a Parigi, Londra, Vienna, New York, Washington, Berlino, San Pietroburgo, i bozzetti e i modelli originali sono gelosamente custoditi nel paese natale dell’artista, dove giunsero con un epico trasferimento voluto dal fratellastro in nave e su carri da Roma dopo la sua scomparsa.

Pane dal Cielo

Ven 15_03 ore 21:00
Primavera Italiana
ospiti della serata: Giovanni Badeschi (regista) - Donatella Bartoli (attrice) - Sergio Leone (attore)

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Giovanni Bedeschi
ATTORI: Donatella Bartoli, Sergio Leone, Paola Pitagora, Gigi Piola
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min


TRAMA
In una gelida notte milanese, Lilli e Annibale, ospiti abituali della mensa dei poveri, si preparano ad andare a riposare, cercando un rifugio di fortuna, quando all'improvviso sentono dei vagiti e scoprono un neonato abbandonato in un cassonetto. Il problema è che quel bambino lo vedono solo loro e quelli che, come loro, vivono in un luogo abbandonato vicino alla stazione Greco-Pirelli. Comincia così una storia straordinaria fatta di povertà e riscatto, credenti veri e fasulli, mentre si diffonde un messaggio di speranza e cambiamento.

La paranza dei bambini

Gio 14_03 ore 21:00
Sab 16_03 ore 21:00
Dom 17_03 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Claudio Giovannesi
ATTORI: Francesco Di Napoli, Ar Tem, Alfredo Turitto, Ciro Pellecchia, Ciro Vecchione, Mattia Piano Del Balzo, Viviana Aprea, Pasquale Marotta, Carmine Pizzo, Luca Nacarlo, Renato Carpentieri
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min

TRAMA
Sei quindicenni – Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ, Briatò – vogliono fare soldi, comprare vestiti firmati e motorini nuovi. Giocano con le armi e corrono in scooter alla conquista del potere nel Rione Sanità. Con l'illusione di portare giustizia nel quartiere inseguono il bene attraverso il male. Sono come fratelli, non temono il carcere né la morte, e sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Nell'incoscienza della loro età vivono in guerra e la vita criminale li porterà ad una scelta irreversibile: il sacrificio dell'amore e dell'amicizia.

CRITICA
Claudio Giovannesi adatta il romanzo omonimo di Roberto Saviano per raccontare nel modo più nuovo e personale possibile una storia già nota. Lo fa trovando una misura esemplare nel mescolare il registro realistico con quello del cinema di genere, e nel raccontare i sentimenti dei protagonisti senza essere troppo invadente né nei confronti loro, né in quelli di chi guarda il film. E grazie a interpreti e volti azzeccati e in grado di supportare e arricchire il suo progetto. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Il primo re

Gio 07_03  ore 21:00
Sab 09_03 ore 21:00
Dom 10_03 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico, Avventura
ANNO: 2019
REGIA: Matteo Rovere
ATTORI: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Michael Schermi, Emilio De Marchi, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Florenzo Mattu, Martinus Tocchi
PAESE: Italia
DURATA: 127 Min

TRAMA
Due fratelli, soli, nell’uno la forza dell’altro, in un mondo antico e ostile sfideranno il volere implacabile degli Dei. Dal loro sangue nascerà una città, Roma, il più grande impero che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda.

CRITICA
Nell'avvicinarsi alla storia della nascita di Roma, Matteo Rovere non solo ha privilegiato il punto di vista di Remo ma ha obbedito a un fondamentale imperativo categorico: essere realistici. Ha avuto grande coraggio il regista, e percorrendo un genere poco frequentato, ha affrontato temi complessi come la religione, il libero arbitrio e il destino, non dimenticando mai di dare un cuore al film parlando di amore fraterno e sacrificio, di dubbi e di dolore. Illuminato dalla bella fotografia di Daniele Ciprì, il film si fregia della grande interpretazione di Alessandro Borghi e Alessio Lapice e di sequenze belle e complesse. Il latino arcaico, preferito all'italiano, è un valore aggiunto. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Il vizio della speranza

Ven 08_03 ore 21:00
Rassegna Primavera Italiana
Ospite in sala: Massimiliano Rossi, attore

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Edoardo De Angelis
ATTORI: Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Odette Gomis, Juliet Esey Joseph, Mariangela Robustelli, Jane Bobkova, Demi Licata, Marcello Romolo
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min
TRAMA
Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto.
Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.
Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine.
È proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa.
Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni.

CRITICA
Ambienta ancora una volta una sua storia a Castel Volturno Edoardo De Angelis, che torna a raccontare il corpo femminile mercificato e si concentra su un protagonista unico, nonostante intorno alla sua Maria si muovano diversi personaggi secondari. Scendendo all’Inferno con la sua macchina da presa e il suo stile personalissimo, o forse solamente al Purgatorio, il regista costruisce un racconto ancestrale e potente in cui si interroga sul mistero della nascita e auspica alla rivoluzione del sentimento, o meglio della speranza, lusso che, nella miserie e in una dura terra di confine che è la riproduzione in piccolo della nostra Italia, in pochi si possono permettere. Meno a fuoco di Indivisibili, il film ha una grande forza visiva, e una potenza deflagrante che trae alimento dalla bellissima colonna sonora di Enzo Avitabile. (Carola Proto - Comingsoon.it)