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Momenti di trascurabile felicità

Gio 28_03 ore 21:00
Sab 30_03 ore 21:00
Dom 31_03 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Daniele Luchetti
ATTORI: Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco, Vincenzo Ferrera, Franz Cantalupo, Manfredi Pannizzo
PAESE: Italia
DURATA: 93 Min
TRAMA
Lo yoga e l’Autan non sono in contraddizione? La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo? Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo? Perché il martello frangi vetro è chiuso spesso dentro una bacheca di vetro? E la frase: ti penso sempre, ma non tutti i giorni, che sembra bella, è davvero bella? A queste, e ad altre questioni fondamentali, cerca di dare una risposta Paolo (Pif), cui rimangono solo 1 ora e 32 minuti per fare i conti con i punti salienti della sua vita.

CRITICA
E' un mare a cui abbandonarsi e in cui galleggiare placidamente facendo il morto a galla Momenti di trascurabile felicità, assecondando il continuo passaggio dal presente e al passato e ascoltando la voce cantilenante di un Pif che si muove in una Palermo dove la Mafia per fortuna non c'è. E' lui il punto di vista di un film che sembrava impossibile realizzare e che invece ha una sua storia e dei personaggi ben costruiti. Regista e sceneggiatore li raccontano attraverso un cinema della leggerezza e la scelta di parlare dell’attimo prima di morire si rivela felice, perché dà al racconto una certa urgenza e un pizzico di malinconia, che però non è il dolce struggimento di alcuni brani dei libri di partenza. Se Piefrancesco Diliberto parla un po' troppo - agli altri, allo spettatore, fuori campo - sono belli i silenzi e gli sguardi di Thony, alle prese con una donna concreta, dolce e mai isterica. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Sulla mia pelle

Ven 28_03 ore 21:00
Cineforum

DATA USCITA: 12 settembre 2018
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Alessio Cremonini
ATTORI: Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora, Milvia Marigliano
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min

TRAMA
Sulla mia pelle, il film diretto da Alessio Cremonini, è l’emozionante racconto degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi (Alessandro Borghi) e della settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, in particola modo quella di sua sorella Ilaria (Jasmine Trinca). Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in più. Nei sette giorni che vanno dall’arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale incontrato da Stefano durante la detenzione che hanno spinto il regista del film, Alessio Cremonini, a raccontare la sua storia: sono numeri che fanno impressione, perché quei numeri sono persone.
Come dichiarato dallo stesso regista, Sulla mia pelle nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita.

CRITICA
Non ci sono accuse infuocate, né proclami, né violenze sbandierate, in Sulla mia pelle. C'è l'equilibrio e il pudore di chi voleva raccontare una storia terribile sulla quale ancora non esiste una verità giudiziaria, dopo nove anni. Voleva ricordare chi fosse, Stefano Cucchi, e cosa gli è successo. Mostrare l'incredibile, ovvero le innumerevoli volte che di fronte a Stefano si è fatto finta di niente, o si è voltata la testa. E, così, interrogare il pubblico sulla loro morale, in un'epoca dove il ripiegamento su sé stessi e l'egoismo la fanno da padroni. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Gauguin a Tahiti – Il paradiso perduto

Mar 26_03 ore 21:00
Mer 27_03 ore 21:00

GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Claudio Poli
ATTORI: Adriano Giannini
DURATA: 90 Min

BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)
Da Tahiti alle Isole Marchesi.
È il primo aprile del 1891 quando, a bordo della nave Océanien, Paul Gauguin lascia Marsiglia diretto a Tahiti, in Polinesia. Ha quarantatré anni e quella giornata segna l’inizio di un viaggio che porterà l’artista agli antipodi della civiltà, alla ricerca dell’alba del Tempo e dell’Uomo. Ai Tropici, Gauguin (1848-1903) resterà quasi senza intervalli fino alla morte: dodici anni di disperata e febbrile ricerca di autenticità, di immersioni sempre più profonde nella natura lussureggiante, di sensazioni, visioni e colori ogni volta più puri e accesi; l’approdo definitivo in un Eden talvolta crudele che farà di lui uno dei pittori più grandi di sempre tra quelli che si ispirarono alle Muse d’Oltremare.

Ripercorrendo le tracce di una biografia che appartiene ormai al mito e di una pittura raffinatamente primordiale, il film evento, che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, ci guiderà infatti in un percorso tra i luoghi che Gauguin scelse come sua patria d’elezione e attraverso i grandi musei americani dove sono custoditi i suoi più grandi capolavori: New York col Metropolitan Museum, Chicago con il Chicago Art Institute, Washington con la National Gallery of Art, Boston con il Museum of Fine Arts. Ad accompagnare lo spettatore gli interventi di esperti internazionali: Mary Morton, curatrice alla National Gallery of Art di Washington, Gloria Groom,curatrice all’Art Institute di Chicago, Judy Sund, docente della New York City University, Belinda Thomson, massima esperta di Gauguin, David Haziot, autore della più aggiornata e accreditata biografia su Gauguin.

GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO trasforma in immagini quel libro d’avventura che fu la vita di Gauguin, ma è anche la cronaca di un fallimento. Perché Gauguin non poté mai sfuggire alle proprie origini, alle ambizioni e ai privilegi dell’uomo moderno. Fu sempre il cittadino di una potenza coloniale: dipinse tra le palme, ma con la mente rivolta al pubblico dell’Occidente. Un paradosso che si riflette nel destino della sua opera, visto che i suoi quadri oggi sono conservati in grandi musei internazionali dove ogni anno milioni di persone si fermano di fronte alle tele di Tahiti, sognando il loro istante di paradiso, un angolo di silenzio in mezzo alla folla.

Ma chi è Paul Gauguin? E da cosa è nata la sua fascinazione per i Tropici?
Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno del 1848 dal giornalista Clovis Gauguin e da Aline Marie Chazal, la cui famiglia vive in Perù. È qui che Paul viene portato quando ha quattordici mesi. Ed è qui che prende il via l’iniziazione tropicale di un pittore che resterà sempre fiero del suo sangue sudamericano, tanto da sostenere con fermezza una sua parentela con gli Aztechi. Dopo il ritorno a Parigi, l’iniziazione alla pittura e all’Impressionismo e i viaggi come allievo pilota sul mercantile Luzitano e nella Marina Francese, Gauguin sente di dover cercare se stesso altrove, sente di dover trovare una via di uscita dall’Impressionismo. E, come sempre fa nei momenti più importanti della sua vita, parte. Lascia Parigi e una società che considera conformista, scegliendo l’asprezza e la bellezza selvaggia della costa bretone, un cuneo di roccia proteso sul vuoto dell’Oceano, presagio del volo nell’ignoto che verrà spiccato solo pochi anni dopo. Sono luoghi rudi, primitivi, malinconici e Gauguin vi si reca per purificarsi: dalla città e dalle mode artistiche parigine. E si mette alla ricerca delle forme ancestrali di una nuova pittura. È proprio qui a Pont-Aven che Gauguin dipingerà alcune delle sue opere più celebri, come il Cristo Giallo in cui riproduce un crocifisso ligneo ammirato nella cappella di Trémalo o La visione dopo il sermone, in cui il misticismo bretone trova forma nel cloisonnisme, con le sue campiture nette e stesure compatte di colore.

A dare il senso di una fuga impossibile dal proprio retaggio di uomo “civilizzato” contribuisce il fatto che molti dei suoi maggiori capolavori sono oggi conservati in grandi, frenetiche e iper-moderne metropoli statunitensi. Ed è proprio nei musei di queste città americane, con il vetro e l’acciaio dei grattacieli, la folla, e il traffico delle highways sullo sfondo, che lo spettatore potrà scoprire l’origine della pittura di Gauguin, nei suoi diversi periodi: gli esordi, la Bretagna, il primo periodo polinesiano, il secondo e finale soggiorno tahitiano. Un’avventura del colore che inizia con il distacco dagli Impressionisti e dalle loro pennellate frammentarie, passa per i contrasti violenti con l’amico e collega Vincent Van Gogh e approda a un cromatismo nuovo, anti-naturalistico e legato ai movimenti dell’anima come quello di opere come Ia orana Maria, Nafea faa ipoipo, Aha oe feii? o Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?.

Il racconto sarà accompagnato anche dalle parole dello stesso Gauguin, con brani tratti da testi autobiografici (come Noa Noa o Avant et après), dalle lettere a familiari e amici e alla moglie Mette, alla quale Paul scriverà: “Verrà un giorno, e presto, in cui mi rifugerò nella foresta in un’isola dell’Oceano a vivere d’arte, seguendo in pace la mia ispirazione. Circondato da una nuova famiglia, lontano da questa lotta europea per il denaro. A Tahiti, nel silenzio delle notti tropicali, potrò ascoltare il ritmo dolce e suadente del mio cuore in armonia con le presenze misteriose che mi circondano. Libero, senza problemi di denaro, potrò amare, cantare, morire”.

Beate

Ven 22_03 ore 21:00
Primavera Italiana

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Samad Zarmandili
ATTORI: Donatella Finocchiaro, Maria Roveran, Lucia Sardo, Paolo Pierobon, Eleonora Panizzo
PAESE: Italia

TRAMA
In una cittadina del Nordest, la fabbrica “Veronica” produce e vende – con successo e nonostante la crisi – biancheria intima per signore…
… Ma i proprietari vogliono delocalizzare l’attività e moltiplicare i profitti. Lasciando le poche operaie – la combattiva Armida e le sue compagne – senza lavoro.
Nel vicino “Convento del Manto Santo”, un pugno di suore abili nell’antica arte del ricamo, tutte sufficientemente “svitate” e fin troppo devote alla salma mummificata della Beata Armida, rischiano di essere trasferite...
… Perché non hanno denaro sufficiente a mettere in sicurezza l’immobile. In realtà perché,
sull’area dove sorge il convento, un aspirante sindaco senza scrupoli – anche proprietario
della “Veronica” – vuol far nascere un resort di lusso.
 Per opporsi a un destino già segnato, operaie e suore intraprendono una singolare collaborazione “a scopo di lucro” : una produzione artigianale e clandestina di lingerie. Molto ricamata e piuttosto sexy.
 Perché le cose vadano nel verso giusto, per sconfiggere i “poteri forti”, serve però un Miracolo. Quello che la Beata non ha ancora compiuto. E che la farebbe finalmente diventare “Santa Armida”...

Samad Zarmandili 
Samad Zarmandili esordisce come assistente alla regia in Vesna va veloce (1996) di Carlo Mazzacurati, cui dedicherà poi tesi di laurea (in Storia e Critica del Cinema) e la sua prima opera: il documentario per la tv Speciale Mazzacurati. Uno sguardo esterno sulla realtà prodotto e diffuso da Rai Sat Cinema. A partire dalla metà degli anni Novanta lavora intensamente nel cinema e in televisione, soprattutto come aiuto regista (tra gli altri con Salvatore Maira, Aureliano Amadei, Alessandro Piva) e poi nel team tecnico di Squadra antimafia, tra le serie più longeve e di maggior successo di Canale 5, dov’è aiuto regista nelle stagioni n. 3, 4 e 5 e, a partire dalla n. 6 e per le due successive, regista della gran parte degli episodi. Un suo cortometraggio, Due e e mezzo compreso il viaggio, è distribuito all’interno di un film dal titolo Funeral Party. Una sua sceneggiatura originale Sole rosso, è stata premiata nell’ambito de La fabbrica dei progetti-New Cinema Network del Festival del Cinema di Roma. Beate è il suo primo film per il cinema. “Beate” è per me, una moderna fiaba sociale. E, al tempo stesso, una storia di riscatto, tutta al femminile, incentrata sull’onestà e la tenacia del suo personaggio guida e dell’eterogeneo gruppo di donne, operaie e suore “unite nella lotta”, che le muovono intorno. Il filtro della commedia di costume, mi ha offerto la possibilità di avvicinare con levità temi forti e tristemente attualissimi, quali la perdita del lavoro e la sua delocalizzazione dovuta alla globalizzazione dei mercati. E di introdurre note di grottesco, trasfigurazioni non necessariamente realistiche, senza tralasciare, spero, uno sguardo vigile sulle contraddizioni del presente. Il microcosmo della provincia italiana – qui un luogo incantato e sospeso nel tempo, qual è il Delta del Po, territorio modernizzato, ma non ancora stravolto come molto altro Nordest - è stato infine la lente attraverso cui guardare con empatia i personaggi e le loro vicende. Qui, “dove i pesci nuotano più in alto di dove volano gli uccelli” ho creduto di ritrovare un tessuto antropologico e sociale che desse forza alla storia, accrescendone il valore visivo. (s.z. aprile 2018)

Non sposate le mie figlie 2

Gio 21_03 ore 21:00
Sab 23_03 ore 21:00
Dom 24_03 ore 18:00 e 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Philippe de Chauveron
ATTORI: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan, Tatiana Rojo, Claudia Tagbo
PAESE: Francia
DURATA: 99 Min
TRAMA
Dopo il grande successo di “Non sposate le mie figlie!”, fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo, tornano nelle sale italiane i coniugi Verneuil alle prese con una nuova crisi familiare… Claude e Marie sembrano ormai essersi rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid, musulmano di origini algerine, Chao, ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David e il senegalese Charles. Ma la loro tranquillità familiare viene messa ancora una volta a dura prova quando scoprono che i loro generi hanno deciso di lasciare la Francia con mogli e figli in cerca di fortuna all'estero. Come se non bastasse, atterrano in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere.

CRITICA
Formula simile, dialoghi scorretti e divertenti, per il sequel di Non sposate le mie figlie, commedia francese di maggior successo di questi anni. Nel primo abbiamo imparato come il minimo comune denominatore che ci unisce tutti sia il razzismo, questa volta è addirittura la Francia, con i suoi valori repubblicani, a venire messa in discussione dalle figlie (e generi), che decidono di emigrare, in blocco, verso i quattro angoli del mondo. Inaccettabile per i genitori, che organizzeranno una rappresentazione delle meraviglie della Francia di campagna, odore di letame compreso. I cattivoni, isterici e intolleranti, sono semmai a Parigi. Spunti e trovate superiori rispetto all'originale. Primo film in cui si citano i gilet gialli. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

In programmazione / Prossimamente

In Programmazione


Momenti di trascurabile felicità
Gio 28_03 ore 21:00
Sab 30_03 ore 21:00
Dom 31_03 ore 18:00 e ore 21:00

Grande Arte
Mar 26_03 ore 21:00
Mer 27_03 ore 21:00

Sulla mia pelle
Cineforum
Ven 29_03 ore 21:00

Prossimamente


La promessa dell'alba
Gio 04_04 ore 21:00
Sab 06_04 ore 21:00
Dom 07_04 ore 18:00 e ore 21:00

Una giusta causa
Gio 11_04 ore 21:00
Sab 13_04 ore 21:00
Dom 14_04 ore 18:00 e ore 21:00

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Canova

Mar 19_03 ore 21:00
Mer 20_03 ore 21:00
L'arte al cinema


Regia: Francesco Invernizzi
Scritto da: Stefano Paolo Giussani
Direttore della Fotografia: Massimiliano Gatti
Montaggio: Luca Gallucci
Anno: 2019
Durata: 96 minuti
Nazionalità: Italiana
Genere: Documentario

SINOSSI
Ci sono uomini che hanno creato opere capaci di illuminare lo sguardo di chi le osserva. Da oltre due secoli, Antonio Canova è uno di questi e con un documentario cinematografico rispondiamo al perché lo scultore sia riconosciuto come il maestro del neoclassicismo e l'ultimo grande artista italiano di livello mondiale. Ripercorriamo la storia che, dalla Venezia che ha visto nascere il suo talento, tocca Francia, Inghilterra, Russia attraverso i fastosi palazzi dell’epoca, ma soprattutto rimane imperniata su Roma.
Lo faremo però senza mai lasciare Possagno, perché se le sue opere sono giunte a Parigi, Londra, Vienna, New York, Washington, Berlino, San Pietroburgo, i bozzetti e i modelli originali sono gelosamente custoditi nel paese natale dell’artista, dove giunsero con un epico trasferimento voluto dal fratellastro in nave e su carri da Roma dopo la sua scomparsa.

Pane dal Cielo

Ven 15_03 ore 21:00
Primavera Italiana
ospiti della serata: Giovanni Badeschi (regista) - Donatella Bartoli (attrice) - Sergio Leone (attore)

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Giovanni Bedeschi
ATTORI: Donatella Bartoli, Sergio Leone, Paola Pitagora, Gigi Piola
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min


TRAMA
In una gelida notte milanese, Lilli e Annibale, ospiti abituali della mensa dei poveri, si preparano ad andare a riposare, cercando un rifugio di fortuna, quando all'improvviso sentono dei vagiti e scoprono un neonato abbandonato in un cassonetto. Il problema è che quel bambino lo vedono solo loro e quelli che, come loro, vivono in un luogo abbandonato vicino alla stazione Greco-Pirelli. Comincia così una storia straordinaria fatta di povertà e riscatto, credenti veri e fasulli, mentre si diffonde un messaggio di speranza e cambiamento.

La paranza dei bambini

Gio 14_03 ore 21:00
Sab 16_03 ore 21:00
Dom 17_03 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Claudio Giovannesi
ATTORI: Francesco Di Napoli, Ar Tem, Alfredo Turitto, Ciro Pellecchia, Ciro Vecchione, Mattia Piano Del Balzo, Viviana Aprea, Pasquale Marotta, Carmine Pizzo, Luca Nacarlo, Renato Carpentieri
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min

TRAMA
Sei quindicenni – Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ, Briatò – vogliono fare soldi, comprare vestiti firmati e motorini nuovi. Giocano con le armi e corrono in scooter alla conquista del potere nel Rione Sanità. Con l'illusione di portare giustizia nel quartiere inseguono il bene attraverso il male. Sono come fratelli, non temono il carcere né la morte, e sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Nell'incoscienza della loro età vivono in guerra e la vita criminale li porterà ad una scelta irreversibile: il sacrificio dell'amore e dell'amicizia.

CRITICA
Claudio Giovannesi adatta il romanzo omonimo di Roberto Saviano per raccontare nel modo più nuovo e personale possibile una storia già nota. Lo fa trovando una misura esemplare nel mescolare il registro realistico con quello del cinema di genere, e nel raccontare i sentimenti dei protagonisti senza essere troppo invadente né nei confronti loro, né in quelli di chi guarda il film. E grazie a interpreti e volti azzeccati e in grado di supportare e arricchire il suo progetto. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Il primo re

Gio 07_03  ore 21:00
Sab 09_03 ore 21:00
Dom 10_03 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico, Avventura
ANNO: 2019
REGIA: Matteo Rovere
ATTORI: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Michael Schermi, Emilio De Marchi, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Florenzo Mattu, Martinus Tocchi
PAESE: Italia
DURATA: 127 Min

TRAMA
Due fratelli, soli, nell’uno la forza dell’altro, in un mondo antico e ostile sfideranno il volere implacabile degli Dei. Dal loro sangue nascerà una città, Roma, il più grande impero che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda.

CRITICA
Nell'avvicinarsi alla storia della nascita di Roma, Matteo Rovere non solo ha privilegiato il punto di vista di Remo ma ha obbedito a un fondamentale imperativo categorico: essere realistici. Ha avuto grande coraggio il regista, e percorrendo un genere poco frequentato, ha affrontato temi complessi come la religione, il libero arbitrio e il destino, non dimenticando mai di dare un cuore al film parlando di amore fraterno e sacrificio, di dubbi e di dolore. Illuminato dalla bella fotografia di Daniele Ciprì, il film si fregia della grande interpretazione di Alessandro Borghi e Alessio Lapice e di sequenze belle e complesse. Il latino arcaico, preferito all'italiano, è un valore aggiunto. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Il vizio della speranza

Ven 08_03 ore 21:00
Rassegna Primavera Italiana
Ospite in sala: Massimiliano Rossi, attore

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Edoardo De Angelis
ATTORI: Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Odette Gomis, Juliet Esey Joseph, Mariangela Robustelli, Jane Bobkova, Demi Licata, Marcello Romolo
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min
TRAMA
Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto.
Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.
Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine.
È proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa.
Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni.

CRITICA
Ambienta ancora una volta una sua storia a Castel Volturno Edoardo De Angelis, che torna a raccontare il corpo femminile mercificato e si concentra su un protagonista unico, nonostante intorno alla sua Maria si muovano diversi personaggi secondari. Scendendo all’Inferno con la sua macchina da presa e il suo stile personalissimo, o forse solamente al Purgatorio, il regista costruisce un racconto ancestrale e potente in cui si interroga sul mistero della nascita e auspica alla rivoluzione del sentimento, o meglio della speranza, lusso che, nella miserie e in una dura terra di confine che è la riproduzione in piccolo della nostra Italia, in pochi si possono permettere. Meno a fuoco di Indivisibili, il film ha una grande forza visiva, e una potenza deflagrante che trae alimento dalla bellissima colonna sonora di Enzo Avitabile. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Un uomo tranquillo

Gio 28_02 ore 21:00
Sab 02_03 ore 21:00
Dom 03_03 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Azione, Drammatico, Thriller
ANNO: 2019
REGIA: Hans Petter Moland
ATTORI: Liam Neeson, Tom Bateman, Emmy Rossum, William Forsythe, Laura Dern, Julia Jones, Domenick Lombardozzi, Aleks Paunovic, John Doman, Victor Zinck Jr., Benjamin Hollingsworth
PAESE: Gran Bretagna, USA, Norvegia, Canada
DURATA: 118 Min

TRAMA
Nels Coxman (Liam Neeson) è un uomo semplice, fiero di essere un diligente cittadino della sua città nel Colorado, dove ha vinto il premio dell’anno per l’impegno nel suo lavoro di spazzaneve. Improvvisamente, la sua vita viene sconvolta quando il figlio viene ucciso da un potente boss della droga locale soprannominato il Vichingo. Alimentato dal bisogno di vendetta e armato di artiglieria pesante, questo improbabile eroe si propone di smantellare il cartello con estrema precisione, nel tentativo di arrivare al vertice della catena che ha ucciso suo figlio.

CRITICA
Hans Petter Moland riambienta il suo "In ordine di sparizione" (2014) nel Colorado, spostando il ruolo del protagonista da Stellan Skarsgaard a Liam Neeson. La scelta di quest'ultimo, ultimamente protagonista di tanti film di genere piuttosto standard, alimenta il gioco del regista che vuole spiazzare lo spettatore, alternando dramma, thriller e sprazzi demenziali di humor nero totale. C'è coraggio nel giocare con questi registri, ma così l'unica immedesimazione che rimane è quella intellettuale, nell'indole beffarda dell'autore. La volontà di sorprendere, sul lungo termine, diventa piuttosto fine a se stessa e ci manca un minimo di sintonia emotiva con i personaggi. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Tintoretto - Un ribelle a Venezia

Mar 26_02 ore 21:00
Mer 27_02 ore 21:00
Grande Arte
GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Giuseppe Domingo Romano
ATTORI: Stefano Accorsi, Peter Greenaway
PAESE: Italia
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)
Il docu-film sul genio furioso e rivoluzionario che ha cambiato la storia dell’arte, ideato da Melania G. Mazzucco e narrato da Stefano Accorsi, con la partecipazione straordinaria di Peter Greenaway.


Ha costruito la sua carriera come proto-rock star _David Bowie
Il primo regista della storia. _Jean-Paul Sartre


In occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale cinematografiche italiane Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, un nuovo esclusivo docu-film firmato da Sky Arte dedicato alla figura di un pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato.

Figlio di un tintore, da cui il suo nome d’arte, Tintoretto (1519-1594) è infatti l’unico grande pittore del Rinascimento a non aver mai abbandonato Venezia, nemmeno negli anni della peste. Immergendoci nella Venezia del Rinascimento e attraversando alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, dall’Archivio di Stato a Palazzo Ducale, da Piazza San Marco alla Chiesa di San Rocco, verremo così guidati attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l’affascinante fase della formazione della sua bottega, luogo in cui lavorano anche alcuni dei suoi figli, Domenico, che erediterà l’impresa del padre, e l’amatissima Marietta, talentuosa pittrice. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film sarà narrato dalla voce di Stefano Accorsi.

Attraversando la vita del pittore, un artista spregiudicato e inquieto caratterizzato da un’infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà, Tintoretto. Un Ribelle a Venezia delineerà i tratti della Venezia del 1500, un secolo culturalmente rigoglioso che vede tra i suoi protagonisti altri due giganti della pittura come Tiziano e Veronese, eterni rivali di Tintoretto in un’epoca in cui la Serenissima conferma il suo dominio marittimo diventando uno dei porti mercantili più potenti d’Europa e affronta la drammatica peste del 1575-77, che stermina gran parte della popolazione lasciando un segno indelebile nella Laguna. È proprio durante la peste che Tintoretto crea il suo ciclo più importante. In una Venezia deserta, cupa e spettrale, con i cadaveri degli appestati lungo i canali, Tintoretto rimarrà in città per continuare la sua più grande opera: il ciclo di dipinti della Scuola Grande di San Rocco, una serie di teleri che coprono la maggior parte delle pareti dell’edificio intitolato alla celebre confraternita. Nessuno all’epoca, nemmeno Michelangelo nella Cappella Sistina, vantava di aver firmato ogni dipinto all’interno di un edificio.

Ad accompagnare lo spettatore attraverso le vicende di Tintoretto, saranno chiamati numerosi esperti come gli storici dell’arte Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, i co-curatori della mostra Tintoretto 1519-2019 di Palazzo Ducale, Frederick Ilchman e Tom Nichols, le scrittrici Melania G. Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie di Tintoretto.

Il documentario osserverà infatti anche le analisi dettagliate che permetteranno a una squadra italiana di restaurare due capolavori di Tintoretto: “Maria in meditazione” (1582 – 1583) e “Maria in lettura” (1582 – 1583). Grazie al sostegno di Sky Arte, le due tele saranno infatti restaurate prima di essere esposte all’interno della mostra monografica di Tintoretto alla National Gallery of Art di Washington, in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di Tintoretto, che avverrà nel 2019.

Up & Down - un film normale

Ven 01_03 ore 21:00
Cineforum

GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Paolo Ruffini
ATTORI: Paolo Ruffini
PAESE: Italia
DURATA: 76 Min

Che cosa significa essere normali? Quali caratteristiche esattamente dovremmo avere per definirci così?

Questo film è un’indagine sulla normalità, raccontata attraverso gli occhi incantati di attori straordinari.

Cinque attori con Sindrome di Down e uno autistico, accompagnati in un viaggio lungo un anno intero dall’amico Paolo Ruffini.

È la storia di un sogno che si trasforma in un’avventura, la storia di una compagnia teatrale che vuole compiere un’impresa “normale”: realizzare un grande spettacolo – scorretto, esilarante, irriverente – e portarlo in tournée nei più prestigiosi teatri d’Italia.

Federico, Andrea, Erika, Giacomo, Simone e David sono i protagonisti di questa impresa, sono i super eroi “sbagliati” con il poter inconsapevole di compiere l’impossibile.

E come quell’insetto che è in grado di volare solo perché non sa di non poter sostenere il proprio peso, così questi ragazzi possono portare in scena uno strepitoso happening comico, spezzare i pregiudizi del pubblico, emozionarlo, commuoverlo, e lasciare a tutti l’illusione di essere normali. Addirittura l’illusione che la normalità esista davvero.

Spesso il concetto di normalità viene schiacciato su quello di perfezione, ma ogni volta che questo succede la vita ci dimostra di non avere la stessa ridicola pretesa. Ci ricorda l’umiltà nell’essere fragili, la meraviglia nell’essere diversi, la magia nell’essere imperfetti e l’emozione di essere ultimi.

Il teatro, come il cinema, come la vita, non chiede di essere normali, al contrario, punta una luce sulla diversità. È esattamente ciò che riesce a realizzare Paolo Ruffini in questo film, prendendo per mano questi attori e guidandoli in un mondo dove ci sono alberi di tela, cieli di cartapesta e diamanti di vetro.

Anche se il teatro non è la realtà, tutto quello che accade li dentro è pieno di verità.

D’altronde, esiste un sogno normale o un’emozione normale?

Il manifesto del film sembra spingerci verso una direzione: come sarebbe un “Normale mondo Down”? Sicuramente più semplice, sorridente, felice. Sarebbe un mondo Up.

Per raccontare tutto questo soltanto la meraviglia del cinema poteva essere d’aiuto. Ecco perché “UP&DOWN” è un film normale. O forse no.

CRITICA
Un po' backstage, un po' film on the road, un po' documentario, Up & Down rovescia i nostri statici e tristi punti di vista sulla disabilità, raccontando l'esperienza di una compagnia teatrale composta quasi interamente da attori con la sindrome di Down, protagonisti di una tournée di successo sui palcoscenici di tutta Italia al fianco di Paolo Ruffini. Non c'è distanza, né paternalismo né pietismo verso questi straordinari interpreti, ma uno scambio alla pari di affetto e tenerezza, senza retorica, che dimostra tra risate e commozione che la peculiarità migliore degli esseri umani è la diversità e che la normalità, nell'arte e nella vita, è solo . come diceva Alda Merini - l'ìinvenzione di chi non ha fantasia. Un piccolo film anarchico e amabilmente confusionario, a cui non si può non voler bene.(Daniela Catelli - Comingsoon.it)

10 giorni senza mamma

Gio 21_02 ore 21:00
Sab 23_02 ore 21:00
Dom 24_02 ore  15:30, 18:00 e ore 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Alessandro Genovesi
ATTORI: Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Angelica Elli, Matteo Castellucci, Bianca Usai, Diana Del Bufalo, Niccolò Senni, Antonio Catania
PAESE: Italia
DURATA: 112 Min

TRAMA
Cosa succede se una mamma sempre presente decide di partire per dieci giorni lasciando i tre figli con un papà fino ad allora praticamente assente? Una sequela di disastrosi ed esilaranti eventi che travolgeranno Carlo (Fabio De Luigi) obbligato a fare il “mammo” a tempo pieno.
Carlo e Giulia (Valentina Lodovini) hanno tre figli: lui è un papà distratto e assorbito dal lavoro, lei è una mamma che si è dedicata alla famiglia rinunciando alla sua carriera. I figli sono Camilla, un’adolescente ribelle di 13 anni in pieno sviluppo ormonale e sentimentale, Tito 10 anni, furbo e sempre pronto a fare scherzi “innocui”, la piccola Bianca di 2 anni che non parla, usa i gesti e si prende ciò che vuole. Giulia, stanca della routine, comunica alla famiglia che sta per partire per dieci giorni di vacanza.
Trovandosi da solo, Carlo si ritrova all’improvviso in un vero e proprio incubo!
Tra cene da preparare, inserimento all’asilo, confidenze imbarazzanti della più grande, giochi sfrenati con gli amici del figlio, liti, disastri sfiorati e appuntamenti saltati al lavoro, Carlo sopravvive a questi dieci interminabili giorni anche grazie al prezioso aiuto di una “Mary Poppins” molto particolare (Diana Del Bufalo).
Sarà servito questo tempo per conoscere meglio i propri figli e riavvicinare la famiglia? Alla fine fare il mammo è poi una cosa così tremenda?
Una cosa importante però è successa: Bianca ha finalmente detto PAPÀ!

CRITICA
Quella di Genovesi è una commedia commerciale per famiglie leggera ma non cretina; mai volgare; che non sbraita e non sbraca; che ha cose da dire sulla famiglia e sui ruoli materni e paterni, e sul mondo del lavoro, e le dice con semplicità umile, senza arringare o dare patenti o condannare, e senza ideologie; nella quale i bambini sono diretti come di deve, e i protagonisti adulti fanno il loro senza gigionerie. Nel panorama attuale, un mezzo miracolo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

L'albero del vicino


Ven 22_02 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Hafsteinn Gunnar Sigurðsson
ATTORI: Steinþór Hróar Steinþórsson, Edda Björgvinsdóttir, Porsteinn Bachmann, Selma Björnsdóttir, Dóra Jóhannsdóttir
PAESE: Islanda
DURATA: 89 Min TRAMA
Agnes caccia di casa Atli e non vuole che lui veda più la loro figlia Ása. L'uomo si trasferisce dai genitori, coinvolti in un’amara disputa riguardante il loro grande e magnifico albero, che fa ombra al giardino dei vicini. Mentre Atli lotta per ottenere il diritto di vedere la figlia, la lite con i vicini si intensifica: la proprietà subisce danni, animali scompaiono nel nulla, vengono installate telecamere di sicurezza e gira voce che il vicino sia stato visto con una motosega in mano.

CRITICA
Dalla esigua cinematografia islandese arrivano negli ultimi anni film interessanti, come è successo negli anni scorsi con Rams e Virgin Mountain. Quest'anno tocca a L'albero del vicino, passato con successo a Venezia e Toronto, in cui l'impiento da dark comedy finisce schiacchiato dall'accumulo di situazioni e temi più cupi, in una (ovvia) metafora plumbea e senza redenzione della condizione umana contemporanea.
Se non mancano scene che strappano un sogghigno amaro, alla fine della visione si esce stremati e un po' depressi, pur riconoscendo all'autore un punto di vista interessante su un paese così lontano eppure così vicino a noi, che affronta le stesse incomprensioni e la stessa barbara ferocia da cui il mondo intero sembra oggi contagiato. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Green Book

Gio 14_02 ore 21:00 (versione in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Sab 16_02 ore 21:00
Dom 17_02 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Peter Farrelly
ATTORI: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark, P.J. Byrne, Sebastian Maniscalco, Brian Stepanek, Nick Vallelonga
PAESE: USA
DURATA: 130 Min

TRAMA
Nel 1962, dopo la chiusura di uno dei migliori club di New York in cui lavorava, il buttafuori italoamericano Tony Lip deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley e decide si seguirlo in tour nel sud degli Stati Uniti. Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra i due si instaurerà una forte amicizia.

Vincitore del Premio del Pubblico al Toronto Film Festival 2018, Green Book è un progetto carico di passione, emotività e vanta interpretazioni straordinarie firmate dal candidato all’Oscar Viggo Mortensen e dal Premio Oscar Mahershala Ali.

CRITICA
Grande sorpresa dell'anno, questo Green Book, con Peter Farrelly che ha abbandonato il fratello e il demenziale per una commedia sulla conoscenza di chi è molto lontano da noi che rimanda ai classici del genere. Una commedia on the road con un italo americano che fa da guida a un pianista nero nel sud razzista degli Stati Uniti del 1962. Percorso di conoscenza pieno di imprevisti spesso divertenti, a tratti teneri e troppe volte pronti a suscitare sdegno e rabbia. Scritto alla grande, si poggia sull'interpretazione da premio di Viggo Mortensen e del sempre più convincente Mahershala Ali. Se non avrete voglia di scagliare un paio di pugni e non sarete inteneriti vuol dire che siete dei replicanti. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Rosso istria

Ven 15_02 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Drammatico, Storico
ANNO: 2018
REGIA: Maximiliano Hernando Bruno
ATTORI: Selene Gandini, Geraldine Chaplin, Franco Nero, Sandra Ceccarelli, Vincenzo Bocciarelli, Maximiliano Hernando Bruno, Diego Pagotto, Andrea Pergolesi, Alvaro Gradella, Vasco Mirandola, Antonio Scarpa, Vittorio Boscolo
PAESE: Italia
DURATA: 150 Min

Red Land (Rosso Istria), il film diretto da Maximiliano Hernando Bruno, è ambientato nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo–americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando. L’esercito non sa più chi è il nemico e chi l’alleato. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una
furia anti-italiana. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto (Selene Gandini), giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana. A Norma Cossetto venne conferita la medaglia d’oro al valor civile dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Una targa in suo ricordo è presente all’interno del Palazzo Bò dell’Università di Padova.

Troppa grazia

Ven 08_02 ore 21:00
Cineforum

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Gianni Zanasi
ATTORI: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Daniele De Angelis, Valerio Mastandrea
PAESE: Italia
DURATA: 110 Min

TRAMA
Lucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre continua il suo lavoro, viene interrotta da quella che le sembra una giovane "profuga". Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, nella cucina di casa sua, la rivede all’improvviso, davanti a lei. La "profuga" la fissa e le dice: "Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa..."

CRITICA
Dopo Non pensarci e La felicità è un sistema complesso, Gianni Zanasi ritorna col suo cinema personalissimo e originale, quello che è più vicino di tutti, in Italia, alle sensibilità del nuovo cinema indipendente americano, raccontando con leggerezza e disincanto di questioni spesso molto serie. Troppa grazia è un film coraggioso e sorprendente, la cui grazia - quella della regia, e della scrittura - non è mai troppa, nemmeno per sbaglio. Ed è un film che dimostra come Alba Rohrwacher dovrebbe sottrarsi più spesso agli stereotipi in cui il nostro cinema più autoriale l'ha rinchiusa, abbracciando senza timori il suo grande talento per la commedia. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

La Favorita

Gio 07_02 ore 21:00
Sab 09_02 ore 21:00
Dom 10_02 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Storico
ANNO: 2018
REGIA: Yorgos Lanthimos
ATTORI: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn, Mark Gatiss, Jenny Rainsford, James Smith, Basil Eidenbenz
PAESE: Irlanda, Gran Bretagna, USA
DURATA: 119 Min

TRAMA
Primi anni del XVIII secolo. L’Inghilterra è in guerra contro la Francia. Ciò nonostante, le corse delle anatre e il consumo di ananas vanno per la maggiore. Una fragile regina Anna (Olivia Colman) siede sul trono mentre l’amica intima Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz) governa il paese in sua vece e, al tempo stesso, si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando l’affascinante Abigail Masham (Emma Stone) arriva a corte, si fa benvolere da Sarah, che la prende sotto la sua ala protettiva. Per Abigail è l’occasione di tornare alle radici aristocratiche da cui discende. Mentre gli impegni politici legati alla guerra richiedono a Sarah un maggiore dispendio di tempo, Abigail si insinua nella breccia lasciata aperta, diventando la confidente della sovrana. Grazie all’amicizia sempre più stretta con Anna, Abigail ha la possibilità di realizzare tutte le sue ambizioni e non permetterà a niente e a nessuno – donna, uomo, politica, coniglio – di intralciarle la strada.

La Favorita si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria e la Coppa Volpi alla Migliore Attrice per la magistrale interpretazione di Olivia Colman alla 75° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

CRITICA
Yorgos Lanthimos, il cinico e algido demiurgo greco, si mette per la prima volta alla stessa altezza dei suoi personaggi, sporca il suo sguardo e il suo cinema con la materia del racconto, e stempera la sua affilata crudeltà con l'ironia letteraria e il sarcasmo più ricercato. Così, La favorita diventa un film modernissimo sul Potere e le sue manipolazioni, sull'Amore e le sue storture, con tre interpreti straordinarie: per quanto possano esser brave Stone e Weisz, Olivia Colman è regale, e regala la performance femminile dell'anno. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Mia e il leone bianco

Gio 31_01 ore 21:00
Sab 02_02 ore 21:00
Dom 03_02 ore 15:30, ore 18:00 e ore 21:00
Dom 10_02 ore 15:30

GENERE: Drammatico, Family
ANNO: 2018
REGIA: Gilles de Maistre
ATTORI: Daniah De Villiers, Mélanie Laurent, Langley Kirkwood, Ryan Mac Lennan, Lionel Newton, Tessa Jubber, Brandon Auret
PAESE: Francia
DURATA: 98 Min

TRAMA
Mia è solo una bambina quando stringe una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell’allevamento di felini dei genitori in Sudafrica. Per anni, i due crescono insieme e condividono ogni cosa. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il padre ha intenzione di vendere Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, ad alcuni bracconieri senza scrupoli. Determinata a salvare il suo migliore amico, non ha altra scelta che scappare con lui per raggiungere la riserva naturale di Timbavati, dove il leone sarà protetto per sempre.

Il film è stato girato nel corso di 3 anni, permettendo alla protagonista e al cucciolo di leone di crescere e lavorare insieme. Estremamente coinvolgente ed emozionante, è una storia che, insegnando il rispetto per la Natura, toccherà il cuore di tutti.

CRITICA
Storia ecologica che ha il merito di sensibilizzare su una pratica di caccia deplorevole, Mia e il Leone Bianco non garantisce sempre il pathos adeguato, in sceneggiatura e interpreti. Nonostante questo, colpisce per il coraggio del regista Gilles De Maistre nel mettere in scena il rapporto tra la giovane protagonista e il leone bianco senza ricorrere a effetti digitali, con la consulenza di Kevin Richardson, zoologo esperto di animali selvaggi. Per tematiche e spavalderia realizzativa, il film riesce perciò ad avere una sua dignità. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Summer (Leto)

Ven 01_02 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Biografico, Musicale, Sentimentale
ANNO: 2018
REGIA: Kirill Serebrennikov
ATTORI: Teo Yoo, Irina Starshenbaum, Roman Bilyk
PAESE: Russia, Francia
DURATA: 126 Min

TRAMA
Leningrado, anni Ottanta. In barba alla censura della Russia Sovietica, Mike e la sua band hanno una passione sfrenata per il rock che arriva illegalmente dagli Stati Uniti. Un giorno d’estate, fra birre, chitarre e falò, Mike e sua moglie Natasha conoscono Viktor, musicista emergente. È un colpo di fulmine: Mike lo prende sotto la sua ala, mentre fra Viktor e Natasha nasce un delicato gioco di emozioni contrastanti. Kirill Serebrennikov ripercorre la storia di due band che hanno fatto la storia del rock russo, gli Zoopark e i Kino. Applaudito al Festival di Cannes, Summer è un film romantico che riporta l’incanto di un mondo sospeso, in cui una generazione piena di ideali si affacciava al mondo cercando, forse in modo naïf, di cambiarlo.

CRITICA
Tra tanti ingredienti mescolati alla perfezione, la vera protagonista di Summer è la musica. Le canzoni di Mike Naumenko e Viktor Coj invadono ogni scena, accompagnate da omaggi ai monumenti del rock occidentale, dai Beatles a Iggy Pop passando per David Bowie, Andy Warhol e Blondie, passione di Mike. Nonostante Roman Bilyk, nota pop star e responsabile del montaggio sonoro, abbia ammesso di essersi trovato in difficoltà a dover scegliere senza potersi confrontare col regista, la fluidità con cui la musica si intreccia con le immagini rende Summer un'opera rock vivida e coinvolgente.
Leto, la title track eseguita sulla spiaggia da Mike sulla spiaggia, è un inno alla bellezza, alla gioventù, all'amore, alla sensualità. Coerentemente con questa premessa, Kirill Serebrennikov mantiene un rispettoso distacco dai suoi personaggi permettendo loro di cercare la propria identità, lasciandoli liberi di essere in un regime oppressivo e soffocante che vorrebbe controllarli. Summer è un grido di libertà, ma anche un augurio nella speranza che nuovi Viktor Coj trovino la forza di far sentire la propria voce in un paese che ancora è ben lontano dall'essere libero. (movieplayer.it)

Degas | Passione e perfezione

Mar 29_01 ore 21:00
Mer 30_01 ore 21:00
Grande Arte
REGIA David Bickerstaff
GENERE: Documentario
PAESE: Gran Bretagna
ANNO: 2019
DURATA: 85 minuti.

Ballerine sinuose, interni di caffè, corse di cavalli, ritratti di famiglia, eleganti nudi femminili. Ricerca costante, studio dei maestri del passato, visite continue al Museo del Louvre.

In programma il 29 e 30 gennaio, DEGAS-PASSIONE E PERFEZIONE ci farà attraversare le sale del Fitzwilliam Museum di Cambridge, sede della più ampia collezione di Degas del Regno Unito, per spostarsi quindi a Parigi e in Italia, dove Degas trascorse gli anni della formazione e dove ebbe modo di ricongiungersi anche col nonno paterno, René Hilaire De Gas, trasferitosi a Napoli a seguito della Rivoluzione francese.

Il film evento offrirà una visione unica sulla vita personale e creativa di Degas, indagando la sua relazione con il movimento impressionista, la sua fascinazione per la danza e i problemi di vista che lo attanagliarono sin dagli anni novanta. Gli spettatori scopriranno così la storia della sua ossessiva ricerca della perfezione attraverso la sperimentazione di nuove tecniche e lo studio dei maestri del passato, tra cui artisti del Rinascimento italiano e pittori contemporanei come Ingres e Delacroix. Uno studio che cominciò sin dal suo personale Grand Tour in Italia e che si sviluppò anno dopo anno grazie alle continue frequentazione di gallerie e musei parigini, primo tra tutti il Louvre.

Come spiega lo storico francese Daniel Halévy, Edgar Degas (1834-1917) era un lavoratore indefesso e quasi sempre insoddisfatto che teneva la maggior parte delle sue opere nascoste in scatole: le estraeva solo quando era costretto a venderle per vivere. Degas, che gli amici descrivevano come un uomo brillante capace di sprigionare allegria ma anche terrore in chi gli stava vicino, era un artista interessato più al processo artistico in sé che al risultato finale, tanto da essere noto per l’ossessiva rielaborazione delle opere. Una mania che, in alcune occasioni, lo spinse persino a chiedere ai committenti di riavere i suoi quadri per poterli ulteriormente ritoccare anche dopo averli consegnati.

Per raccontare il quotidiano che tanto lo colpiva -la vita nei caffè parigini (dal celebre Café Guerbois al Nouvelle Athènes), le corse di cavalli, i ritratti di famiglia, i nudi femminili- Degas non si limitò alla pittura ma realizzò anche numerose statue, prediligendo però la cera o l’argilla: sosteneva di non poter lasciare nulla dietro di sé in bronzo perché “il metallo era per l’eternità”. Il mercante d’arte Ambroise Vollard raccontò come un giorno Degas gli avesse mostrato una ballerina che aveva ritoccato per la ventesima volta esclamando: “Non scambierei nemmeno con un secchio d’oro il piacere che sento nel distruggerla e nel ricominciare da capo“.

Alla morte di Degas, nel 1917, più di 150 sculture in cera, argilla e plastilina furono trovate nel suo studio, molte delle quali conservate proprio al Fitzwilliam Museum. Saranno queste sculture, assieme allo studio di alcuni dei suoi quadri più celebri, ai racconti di chi gli stava vicino e alle sue stesse lettere a rivelare la complessa interiorità di uno degli artisti più influenti e amati dell’impressionismo.


Non ci resta che il crimine

Gio 24_01 ore 21:00
Sab 26_01 ore 21:00
Dom 27_01 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Massimiliano Bruno
ATTORI: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, Massimiliano Bruno, Daniele Trombetti, Daniele Blando, Emanuel Bevilacqua, Sara Baccarini, Lorenzo Lucchi
PAESE: Italia
DURATA: 102 Min

 TRAMA
E se improvvisamente, per destino o per caso, vi ritrovaste negli anni’80? E’ quello che succede a tre improbabili amici che hanno fatto dell’arte di arrangiarsi uno stile di vita. Siamo a Roma nel 2018 e tre amici di lungo corso, con scarsi mezzi ma un indomabile talento creativo, decidono di organizzare un "Tour Criminale" di Roma alla scoperta dei luoghi simbolo della Banda della Magliana. L’idea è di Moreno e, senza dubbio, sarà una miniera di soldi. Abiti d’epoca, jeans a zampa, giubbotti di pelle, stivaletti e Ray-Ban specchiati, ed è fatta…sono pronti per lanciarsi nella nuova impresa. Se non fosse che, per un imprevedibile scherzo del destino, vengono catapultati nel 1982 nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna e si ritrovano faccia a faccia con Renatino, capo della Banda che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio. Come fare per tornare indietro? I tre amici vorrebbero infatti ritornare al futuro senza rinunciare alla ghiotta occasione di fare un po’ di soldi con le scommesse, come suggerisce Moreno. Potrebbero puntare su Giuseppe, che è un vero Wikipedia dei Mondiali ed un pozzo di scienza calcistica? Potrebbe forse aiutarli Gianfranco, il nerd della scuola che ha incredibilmente fatto fortuna? Oppure la svolta potrebbe arrivare dalla Donna del Boss, la dirompente e ambigua ballerina che rischia di sconvolgere l’equilibrio sentimentale di Sebastiano? Intrappolati dal loro stesso gioco, nessuno di loro avrebbe mai immaginato di ritrovarsi in una intricata quanto beffarda avventura criminale.

CRITICA
Aiutato da Nicola Guaglianone, che è uno degli autori della sceneggiatura, Massimiliano Bruno mescola i generi e accosta alla commedia il poliziesco, passando per il fantasy e citando Ritorno al futuro e Non ci resta che piangere. Il mix gli riesce bene, anche se il film prende quota pian piano e in misura maggiore quando subentra l'azione ed entra in scena un farabutto con il volto di Edoardo Leo. Si ride per la sua aggressività e per il contrasto che nasce fra uomini di oggi e di ieri, mentre si fa strada la consapevolezza che ieri si stava meglio. Ritmato e ben girato, Non ci resta che il crimine regala un personaggio tridimensionale a Gianmarco Tognazzi che passa con disinvoltura dalla risata al dramma, dalla goffaggine all'eroismo. (Carola Proto - Comingsoon.it)

1945

Ven 25_01 ore 21:00
Cineforum - Giornata della Memoria

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Ferenc Torok
ATTORI: Péter Rudolf, Eszter Nagy-Kalozy, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel, Dóra Sztarenki, Ági Szirtes, Jozsef Szarvas
PAESE: Ungheria
DURATA: 91 Min


TRAMA
Nell'estate del 1945, durante i preparativi di un matrimonio in un villaggio ungherese. Arpad, figlio dell'influente segretario comunale Istvan Szentes, sta per sposare Kisrozsi, fidanzata del suo amico Jancsi. Tutti credono che Jancsi sia stato ucciso. Ma quando due misteriosi stranieri vestiti in nero, arrivano al villaggio, portando con se delle casse di legno, la vita del villaggio in poche ore cambierà del tutto.

CRITICA
L'Ungheria torna a parlare di Olocausto, nonostante o proprio per una deriva politica interna molto preoccupante e molto smemorata. 1945 disegna con senso geometrico preciso e un'atmosfera da punizione divina l'arrivo in un piccolo paesino di due ebrei ortodossi, i primi dopo i rastrellamenti di alcuni anni prima. L'occasione scatena gli abitanti del luogo, con i loro sensi di colpa e le loro paure per aver approfittato biecamente dei beni dei deportati. Potente e originale sguardo su una piccola realtà rappresentativa delle piccolezze umane e della dimensione globale della tragedia della Shoah. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Mathera - L'ascolto dei sassi

Mar 22_01 ore 21:00
Mer 23_01 ore 21:00

REGIA: Francesco Invernizzi
PAESE: USA
ANNO: 2018
DURATA: 90 Minuti

BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)
L’ascolto dei sassi
“Mettetevi in ascolto e i muri vi racconteranno la storia”
Antonio Acito, architetto

Matera è un messaggio per tutto il Mediterraneo, per tutti i paesi del mondo, per tutti i villaggi, per il recupero di tutti i luoghi abbandonati. È un messaggio per l’Europa intera”
Pietro Laureano, storico dell’arte

Mathera è un film documentario dedicato alla Capitale della Cultura 2019. Voci autorevoli del mondo della storia dell’arte e dell’architettura si alternano alle testimonianze di chi ha scelto di vivere nei Sassi o di lavorarci. Ne emerge un quadro struggente, di una città che è una delle più antiche del mondo ancora abitate e che – oggi più che mai – continua a incantare e attrarre turisti da tutto il mondo.

Nell’arco della giornata, tra l’alba lucana che bagna di luce la cascata di edifici verso la gravina e il tramonto che trasforma le corti in un presepe, le riprese ad 8K dal suolo e dal drone accompagnano lo spettatore in un viaggio indimenticabile tra cultura, arte e storia. Un’esperienza che porta alla riflessione di quanto il passato sia un’esperienza di cui fare tesoro per incoraggiare a guardare il futuro in un’ottica di rispetto e sostenibilità.

Girl

Ven 18_01 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Lukas Dhont
ATTORI: Victor Polster, Arieh Worthalter, Katelijne Damen, Oliver Bodart, Valentijn Dhaenens, Tijmen Govaerts, Magali Elali, Alice de Broqueville, Alexia Depicker
PAESE: Belgio
DURATA: 105 Min

TRAMA
Film rivelazione  al Festival di Cannes 2018, con lunghe code alle proiezioni e ben quattro premi ottenuti, Girl è stato uno dei casi cinematografici della stagione. Protagonista del film è Lara, adolescente con la passione della danza classica: insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un’altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo… Ispirato a una storia vera, il film segna il clamoroso debutto alla regia del ventisettenne Lukas Dhont (premiato con la Caméra d’Or), nonché l’esordio a dir poco sensazionale del giovanissimo protagonista Victor Polster, premiato come Miglior attore al Certain Regard.

CRITICA
Sorpresa dello scorso Festival di Cannes, è un film doloroso quanto l'adolescenza vista con lo sgomento di chi, un ragazzo in cura ormonale per cambiare sesso, vede il suo corpo cedere sotto la pressione di una duplice volontà: quella di vivere con il genere che desidera e quella di primeggiare nella danza. Uno sforzo enorme che lo spettatore vive con trasporto, in uno degli esordi più interessanti dell'anno, capace di raccontare tematiche molto attuali con intelligenza e rigore. Straordinario il giovanissimo protagonista, Victor Polster. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità

Gio 17_01 ore 21:00
Sab 19_01 ore 21:00
Dom 20_01 ore 15:30, ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Julian Schnabel
ATTORI: Willem Dafoe, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Rupert Friend, Mathieu Amalric, Niels Arestrup, Stella Schnabel, Patrick Chesnais
PAESE: Gran Bretagna, Francia, USA
DURATA: 110 Min
TRAMA
22 anni dopo Basquiat, Julian Schnabel, regista di Prima che sia notte e Lo scafandro e la farfalla, torna a parlarci della grande arte e lo fa portando al cinema gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh. Il genio “maledetto” di Vincent Van Gogh raccontato attraverso gli occhi di un artista contemporaneo, con la collaborazione di Jean-Claude Carriere per la sceneggiatura. Ad interpretare l’irrequieto pittore olandese Willem Dafoe, premiato alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia con la Coppa Volpi per il Miglior attore.
Dal burrascoso rapporto con Gauguin a quello viscerale con il fratello, fino al misterioso colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Tra conflitti esterni e solitudine, un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero. Un film sulla creatività e sui sacrifici del genio olandese, sull’intensità febbrile della sua arte, sulla sua visione del mondo e della realtà.

CRITICA
Più che la biografia e i fatti, è la forma a interessare Schnabel, l’intensità febbrile del gesto artistico, il tratto nervoso e tendente all’astratto della pennellata, la visione del mondo e della realtà di un genio tormentato. Cerca di restituire col cinema quella mente e quella pittura, e ci riesce, rimanendo però in superficie. Il suo film non riesce a catturare l'essenza profonda dell'uomo e dell'artista, e finisce col risultare vagamente manierista. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

La donna elettrica

Gio 10_01 ore 21:00
Sab 12_01 ore 21:00
Dom 13_01 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Benedikt Erlingsson
ATTORI: Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, David Thor Jonsson, Magnús Trygvason Eliasen, Omar Gudjonsson, Jörundur Ragnarsson
PAESE: Islanda, Francia, Ucraina
DURATA: 101 Min
DISTRIBUZIONE: Teodora Film

TRAMA
La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande… Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.

CRITICA
Un po' commedia, un po' eco-thriller, un po' melodramma trattenuto, quello di Benedikt Erlingsson, sceneggiatore e regista, è un film stratificato ma mai pomposo, scanzonato eppure complesso. Al centro di tutto, più che la brava protagonista (un'icona della recitazione islandese), la Natura e il suo dominio, le sue priorità, e la voglia di raccontare un mondo dove la generosità e l'altruismo sono ancora possibili. Notevole l'intuizione di far apparire in scena a più riprese i musicisti che hanno scritto e suonano "live" la colonna sonora. (Federico Gironi - Comingsoon.it)