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Due Procuratori

Venerdì 8 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Drammatico, Biografico, Thriller Anno: 2025 Regia: Sergei Loznitsa Attori: Alexander Kuznetsov, Anatoliy Belyy, Aleksandr Filippenko, Vytautas Kaniusonis, Valentin Novopolskij, Ivgeny Terletsky Paese: Francia, Germania, Olanda Durata: 117 min

TRAMA
Unione Sovietica, 1937. Migliaia di lettere di detenuti ingiustamente accusati dal regime vengono bruciate in una cella di prigione. Contro ogni previsione, una di queste richieste d’aiuto giunge a destinazione, sulla scrivania del procuratore locale appena nominato, Aleksandr Kornev. Il giovane Kornev fa del suo meglio per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD. Bolscevico convinto e integro, il giovane procuratore sospetta una serie di abusi e illegalità. La sua ricerca di giustizia lo porterà fino all’ufficio del Procuratore Generale a Mosca…

CRITICA
Loznitsa torna alla finzione per raccontare le purghe staliniane, a partire da un romanzo di Georgy Demidov, fisico che ha scontato diciotto anni di ingiusta prigionia. L'esito della vicenda è scontato, ma questo non è un problema: un’altra risoluzione non era possibile, e l'intento di Loznitsa, che parla chiaramente del passato perché le suocere del presente intendano, è quello di raccontare non tanto l'orrore e l’ingiustizia, quanto il clima e il sistema e la scientificità del suo dispiegarsi. Non ci sono scene sensazionali, in Two Prosecutors. Non c’è esibizione della violenza, delle torture, della spietatezza. C’è, e c’è praticamente da subito, da quando il protagonista entra nel carcere e viene sottoposto a stremanti attese e a conversazioni cariche di allusioni sottili e inquietanti, il dispiegamento di quella che potremmo chiamare la burocrazia della repressione. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Il sentiero azzurro

Venerdì 13 Marzo ore 21:00
Cineforum '26

Genere: Avventura, Drammatico, Fantasy Anno: 2025 Regia: Gabriel Mascaro Attori: Denise Weinberg, Rodrigo Santoro, Miriam Socarras, Adanilo Paese: Brasile, Messico, Olanda, Cile Durata: 85 min

TRAMA
Tereza, 77 anni, ha trascorso tutta la sua vita in una piccola città industrializzata del Brasile, fino a quando un giorno riceve un ordine ufficiale dal governo che le impone di trasferirsi in una colonia residenziale per anziani. La colonia è un’area isolata dove gli anziani vengono portati a “godersi” gli ultimi anni della loro vita, liberando le giovani generazioni dal loro accudimento per potere concentrarsi completamente su produttività e crescita. Tereza si rifiuta di accettare questo destino imposto e decide di fuggire per intraprendere un viaggio di riscoperta attraverso il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti, per esaudire un ultimo desiderio prima che le venga tolta la libertà: una decisione che cambierà per sempre il suo futuro.

CRITICA
Si capisce subito che Gabriel Mascaro è uno che ha qualcosa da dire - oltre che con la storia che sta andando a raccontare - anche con quello che mette sullo schermo. E poteva venire solo dal Sudamerica, questo Il Sentiero Azzurro, perché è uno di questi film (di quei libri, di quei testi) che, come da tradizione letteraria e cinematografica, non si accontenta della realtà e va alla costante ricerca dell’incanto, della magia. L'odissea surreale e psichedelica di un'anziana protagonista è comica e affascinante. Mascaro, che è artista visuale oltre che regista, mette nel film la forza evocativa di un’installazione, della videoarte. L'ancestralità senza tempo dell'Amazzonia è il teatro perfetto per raccontare una storia e un personaggio che travalicano i loro confini fisici e sono imbevuti di una vitalità irredenta e gioiosa, magica e trascinante. Bellissima da vedere e godere con gli occhi e i sensi, prima ancora che con la ragione. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

All We Imagine as Light - Amore a Mumbai

Giovedì 31 Ottobre ore 21:00
Sabato 2 Novembre ore 21:00
Domenica 3 Novembre ore 18:00
Domenica 3 Novembre ore 21:00

Genere: Drammatico Anno: 2024 Regia: Payal Kapadia Attori: Kani Kusruti, Divya Prabha, Chhaya Kadam, Hridhu Haroon Paese: Francia, India, Olanda, Italia

TRAMA
Prabha è un’infermiera nel reparto ginecologico di un caotico ospedale di Mumbai. Tramite un matrimonio combinato ha sposato senza conoscerlo un uomo che subito dopo si è trasferito in Germania, senza farsi praticamente più sentire. La donna divide un microappartamento con un’infermiera più giovane, Anu, che è innamorata di Shiaz, un ragazzo musulmano inaccettabile agli occhi della sua famiglia indù (così come lei è inaccettabile per la famiglia di Shiaz). La terza protagonista è la città di Mumbai, metropoli sovraffollata “costruita dalle mani della povera gente” e punteggiata da condomini alveari in cui ognuno ha poco spazio per sé ma coltiva grandi sogni, perché “bisogna credere nelle illusioni, altrimenti si impazzisce”. Una città che annulla le singole individualità e dove il lusso sfrenato è riservato a pochi privilegiati, così come è discriminante la società indiana che attraverso le sue regole rigide e millenarie esercita una pressione incontestabile sulle vite delle persone, soprattutto (ma non solo) quelle di sesso femminile.

CRITICA
Leggero e delicato racconto spaziale di Mumbai e dell’India attraverso gli occhi di due donne, le loro speranze ed il loro bisogno d’amore. Grand Prix Speciale della Giuria al 77° Festival di Cannes (sentieriselvaggi.it)

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 Venerdì 14 Aprile ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Drammatico Anno: 2022 Regia: Lukas Dhont Attori: Eden Dambrine, Gustav De Waele, Émilie Dequenne, Léa Drucker, Léon Bataille, Kevin Janssens, Igor van Dessel, Marc Weiss Paese: Belgio, Olanda, Francia Durata: 105 min

TRAMA
Il film racconta la storia di un'amicizia, quella nata anni prima tra i tredicenni Léo e Rémi. I due sono molto legati e abituati a dimostrarsi affetto in pubblico genuinamente, senza preoccuparsi di cosa possa pensare chi li vede da fuori.
Un giorno, mentre sono scuola, una loro coetanea davanti l'intera classe chiede loro se sono una coppia, insospettita dalla vicinanza dei due. Nonostante Léo specifichi che il loro rapporto è solamente di amicizia e quasi fraterno, il loro forte e duraturo legame viene improvvisamente e bruscamente interrotto. Léo inizia a evitare il suo amico, timoroso che la loro amicizia possa essere fraintesa. Dal canto suo, Rémi si sente ferito e non riesce a capire il vero motivo del perché il suo migliore amica abbia cambiato atteggiamento nei suoi confronti.
Quello che Léo non si aspetta, però, è che la sua vita verrà colpita da una tragedia totalmente inaspettata, che lo porterà ad affrontare le conseguenze della sua scelta...

CRITICA
Con un occhio ai (soliti) 400 colpi di Truffaut e una sensibilità ammirevole, il regista belga ci racconta la storia di una cesura fra un prima e un dopo nella vita di queste famiglie, raccontando con infinita delicatezza le tappe del distacco, con metafore magari non troppo originali ma sempre in equilibrio e con grande commozione. Personaggi sempre credibili, poche parole e una sintesi visiva convincente. Impressionanti sono le interpretazioni dei due esordienti, soprattutto di Eden Dambrine (Léo), ma anche dei genitori, su tutti le due madri, Émilie Dequenne e Lea Drucker. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Anna Frank e il diario segreto

Venerdì 27 Gennaio ore 21:00 - cineforum
Sabato 28 Gennaio ore 17:30 (proiezione dedicata ai genitori e ai ragazzi dagli 8 anni in sù)

Genere: Animazione, Storico, Drammatico Anno: 2021 Regia: Ari Folman Attori: Emily Carey Paese: Belgio, Francia, Olanda, Lussemburgo, Israele Durata: 109 min

TRAMA
Dopo Valzer con Bashir, acclamato a livello internazionale, Ari Folman, vincitore del Golden Globe e candidato all’Oscar®, ritorna con un adattamento del celeberrimo Diario di Anna Frank.
Il film segue la storia di Kitty, con la quale Anna Frank conversa nel suo Diario, che prende magicamente vita nella Amsterdam dei nostri giorni. Kitty è decisa a ritrovare Anna: sarà l’inizio di un viaggio avventuroso.

CRITICA
Dopo il bellissimo Valzer con Bashir e The Congress, Ari Folman torna all'animazione con un film diretto ai più piccoli, che racconta in modo inedito la storia del diario di Anna Frank ,attraverso gli occhi della sua amica immaginaria, Kitty, che ne ricostruisce la vicenda. Bellissimo a vedersi, con l'animazione in 2D innestata su ambienti reali, un film che parla un linguaggio adatto agli spettatori più giovani, spinti a riflettere su una storia purtroppo ancora attuale. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Il mio Rembrandt

Mar 07_06 ore 21:00
Mer 08_06 ore 21:00
Grande Arte

Genere: Documentario
Anno: 2019
Regia: Oeke Hoogendijk
Paese: Olanda
Durata: 97 min

Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


SCHEDA

Mentre collezionisti d’arte come Eijk e Rose-Marie De Mol van Otterloo, l’americano Thomas Kaplan e lo scozzese Duca di Buccleuch mostrano il legame speciale che hanno con i “loro” Rembrandt, il banchiere Eric de Rothschild mette due Rembrandt in vendita, innescando una dura battaglia politica tra il Rijksmuseum e il Louvre. Il film segue anche l’aristocratico mercante d’arte olandese Jan Six sulle tracce di due “nuovi” dipinti di Rembrandt: uno snervante viaggio di scoperta che pare la realizzazione del suo più grande sogno d’infanzia. Ma quando è accusato di avere violato l’accordo con un altro mercante d’arte, il suo mondo collassa.
Seguendo tutte queste storie, IL MIO REMBRANDT mostra cosa rende il lavoro del pittore olandese così speciale e perché le sue opere tocchino le persone tanto profondamente. Dopo il successo del pluripremiato documentario THE NEW, la regista di RIJKSMUSEUM (2014), Oeke Hoogendijk, affronta nuovamente un grande soggetto per raccontarci una storia che parla di e per gli amanti dell’arte.
Spiega Oeke Hoogendijk: “C’è qualcosa di curioso in Rembrandt; è come se il suo lavoro avesse una veridicità, un’emotività e un’empatia così straordinarie che chiunque guardi un suo dipinto vada alla ricerca di se stesso. Questo è ciò che ha reso Rembrandt così speciale anche per i cittadini della Amsterdam del XVII secolo che facevano la fila per farsi ritrarre da lui: Rembrandt ha guardato sotto la superficie e ha mostrato chi fossero veramente le persone che disegnava. Non lusingava i suoi committenti, pur avendo un occhio per la vanità e la raffinatezza dell’ambiente sociale che dipingeva. E ha applicato questo metodo senza pietà anche a se stesso. I suoi autoritratti, specialmente quelli tardi, sono esplorazioni incredibilmente oneste del tributo psicologico che paghiamo nel corso delle nostre vite. Nei suoi ultimi ritratti, Rembrandt pare rassegnato. “Accettami come sono”, sembra voler dire. Il suo modo di dipingere ti fa capire che la vita non è perfetta e che ognuno ha i suoi difetti e questo è ciò che ci rende umani. È così che, dal XVII secolo, Rembrandt alza uno specchio per noi contemporanei, uno specchio che stuzzica e solletica. Come ha giustamente messo Taco Dibbits: Rembrandt è un omaggio all’umanità”.


Jazz Noir - Indagine sulla Misteriosa Morte del Leggendario Chet

 Ven 04_03 ore 21:00
Cineforum

Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Rolf van Eijk
Attori: Steve Wall, Gijs Naber, Raymond Thiry, Arjan Ederveen, Lynsey Beauchamp, Paloma Aguilera Valdebenito, Tibo Vandenborre, Medina Schuurman, Antony Acheampong, Luca Simonelli
Paese: Olanda
Durata: 83 min


TRAMA
Amsterdam, 1988. Il detective Lucas è incaricato di indagare sulla misteriosa morte della leggenda del jazz Chet Baker. Ripercorrendo gli ultimi giorni di Baker viene trascinato in un oscuro viaggio musicale in cui incontra Sarah, l’ultima amante, Simon, l’amico silenzioso e Doctor Feelgood, l’ambiguo ammiratore. Mentre si addentra nella mente del famigerato trombettista, Lucas affronta contemporaneamente i propri demoni e le proprie ombre.

CRITICA
Jazz Noir si concentra sui sentimenti trattenuti, sul tormento dell’artista davanti alla sua opera. Rolf van Eijk evita i virtuosismi di Born to Be Blue, dove Baker era Ethan Hawke e dietro la macchina da presa c’era Robert Budreau. Aggira le trappole del biopic e realizza un ritratto testamentario, cupo, che segue linee narrative diverse. Baker non è la leggenda, il mito. E’ già una stella al tramonto, spenta da alcool e droghe, in una storia d’amore impossibile, di romantico sconforto.

Quo vadis, Aida?

Ven 28_01 ore 21:00
Cineforum


Genere: Drammatico
Anno: 2020
Regia: Jasmila Zbanic
Attori: Jasna Djuricic, Johan Heldenbergh, Raymond Thiry, Boris Isakovic, Joes Brauers, Emir Hadzihafizbegovic, Teun Luijkx, Reinout Bussemaker, Izudin Bajrovic, Alban Ukaj, Ermin Bravo, Juda Goslinga, Boris Ler, Ermin Sijamija, Micha Hulshof
Paese: Bosnia-Erzegovina, Austria, Romania, Olanda
Durata: 101 min


TRAMA
Bosnia, luglio 1995. Aida è un’interprete che lavora con l’Organizzazione delle Nazioni Unite nella cittadina di Srebrenica. Quando l’esercito serbo occupa la città, la sua famiglia è tra le migliaia di cittadini che cercano rifugio nell’accampamento delle Nazioni Unite.Come persona informata sulle trattative, Aida ha accesso a informazioni cruciali per le quali è richiesto il suo ruolo di interprete. Cosa si profila all’orizzonte per la sua famiglia e la sua gente? La salvezza o la morte? Quali passi dovrà intraprendere?

CRITICA
Quo vadis, Aida? è un film che vuole sì portarci a riflettere sull’orrore dell’evento che mette in scena e di conseguenza sulle dinamiche insensate e disumane della guerra, ma dall’altro lato è anche un racconto incredibilmente personale per la regista bosniaca. Figlia di genitori bosgnacchi e sopravvissuta all’assedio di Sarajevo, Jasmila Žbanić ha lavorato alla realizzazione dell’opera per diversi anni, raccogliendo numerose testimonianze su quanto accaduto a Srebrenica. Quo vadis, Aida? è un’impresa eccezionale se pensiamo allo stato della semi-inesistente industria cinematografica bosniaca, un’opera dai grandi valori produttivi e soprattutto diretta e sceneggiata senza alcuna sbavatura.