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In programmazione / Prossimamente

In Programmazione

Bernini
Grande Arte
mar 13_11 ore 21:00
mer 14_11 ore 21:00

Il primo uomo
gio 15_11 ore 21:00 Versione in lingua originale con sottotitoli
sab 17_11 ore 21:00
dom 18_11 ore 15:00, 18:00 e 21:00

Manuel
Venerdì d'essai
ven 16_11 ore 21:00

Prossimamente

Tutti lo sanno
Gio 22_11 ore 21:00 
Sab 24_11 ore 21:00
Dom  25_11 ore 18:00 e 21:00

Dont' worry
Venerdì d'essai
Ven 23_11 ore 21:00 

Le ninfee di Monet
Grande Arte
mar 27_11 ore 21,00  
mer 28_11  ore 21,00  

Notti Magiche
Gio 29_11 ore 21:00
Sab 1_12  ore 21:00
Dom 2_12 ore 18:00 e 21:00 

Widows
Gio 6_12 ore 21:00
Sab 8_12 ore 21:00
Dom 9_12 ore 18:00 e 21:00

Tutta la programmazione de la Grande Arte

Tutta la programmazione de il Venerdì d'essai




FIRST MAN - Il primo uomo

gio 15_11 ore 21:00 Versione in lingua originale con sottotitoli
sab 17_11 ore 21:00
dom 18_11 ore 15:00, 18:00 e 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Damien Chazelle
ATTORI: Ryan Gosling, Claire Foy, Jon Bernthal, Pablo Schreiber, Jason Clarke, Kyle Chandler, Shea Whigham, Patrick Fugit, Corey Stoll, Lukas Haas, Cory Michael Smith, Brian d'Arcy James, Brady Smith
PAESE: USA
DURATA: 138 Min

TRAMA
Sulla scia del grande successo di La La Land, vincitore di sei premi Oscar, il regista premio Oscar Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film First Man della Universal Pictures, che narra l’avvincente storia della prima missione della NASA sulla luna, focalizzandosi sulla figura di Neil Armostrong e sui dieci anni che precedono la storica missione dell’Apollo 11. Resoconto intimo e viscerale raccontato dal punto di vista di Armstrong, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo – per Armstrong, per la sua famiglia e per l’intera nazione stessa – di una delle missioni più pericolose della storia.

CRITICA
Spazi chiusi e claustrofobici, anche mentali, e lo Spazio infinito. Il piccolo passo per un uomo che è un gigantesco balzo per l'umanità, ma che Chazelle tramuta anche nel gigantesco ed eroico superamento del più terribile tra i lutti. Gioca sui contrasti, l'autore di La La Land, anche tra i generi, e si appoggia ai silenzi di Ryan Gosling, laconico come non mai. Artigianato della scienza e del cinema si mescolano in un film dove astronauti e razzi spaziali sono raccontati come marinai e velieri dello spazio. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Manuel

Ven 16_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Dario Albertini
ATTORI: Andrea Lattanzi, Francesca Antonelli, Renato Scarpa, Giulia Elettra Gorietti, Raffaella Rea, Giulio Beranek, Luciano Miele, Alessandro Di Carlo, Frank Murgia
PAESE: Italia
DURATA: 98 Min

TRAMA
Un ragazzo di diciott'anni esce da un istituto per minori privi di sostegno famigliare e per la prima volta assapora il gusto dolce amaro della libertà.
Una madre chiusa in carcere che vorrebbe tanto tornare indietro e ricominciare. Questi i personaggi strappati dalla realtà e trasportati dentro un film che è prima di tutto un pedinamento sull'uomo, sulle sue speranze e le sue piccole viltà. Ma è anche la storia di un'attesa, un giro a vuoto dell'anima, un racconto di formazione dentro un contesto periferico desolato e opprimente che diventa esso stesso personaggio.

CRITICA
Esordio da segnalare, quello del documentarista Dario Albertini, che mette a frutto in Manuel il suo amore per Truffaut, nel raccontare la figura del giovane ragazzo protagonista, e dei fratelli Dardenne, nel pedinarlo con discrezione e umanità. Una storia periferica senza compiacimenti, in cui farsi forza il doppio è la soluzione per vivere a pieno la libertà riconquistata dopo essere uscito a 18 anni da una casa famiglia. La madre è in carcere, ma Manuel non si scoraggerà, anche se rimane, nonostante tutto, un ragazzo in cerca di attenzioni e affetto. Il giovane Andrea Lattanzi (Manuel) è un nome da segnarsi per il futuro. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

A quiet passion

gio 8_11 ore 21:00  - Versione in lingua originale con sottotitoli
ven 9_11  ore 21:00 - Venerdì d'essai
sab 10_11  ore 21:00

DOMENICA 11 NOVEMBRE (SAN MARTINO) CINEMA CHIUSO

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Terence Davies
ATTORI: Cynthia Nixon, Emma Bell, Rose Williams, Keith Carradine, Annette Badland, Jennifer Ehle
PAESE: Gran Bretagna, Belgio
DURATA: 125 Min

TRAMA
La storia della celebre poetessa statunitense Emily Dickinson dagli anni della trasgressiva giovinezza alla vita adulta di auto reclusione. La poetica silenziosamente ribelle di Terence Davies trova nel poliedrico e controverso personaggio di Emily Dickinson, un ottimo spunto per mettere a frutto il suo passato di fine conoscitore dell’animo femminile dando vita ad alcune sequenze che rasentano il sublime. Un preciso ritratto dell’artista americana, privata del mito e definita unicamente come essere umano.

“Un artista che ha ottenuto una fama postuma e credo che questo sia molto ingiusto. Non so quale grande artista possa sopportarlo. Lei merita di essere celebrata per sempre”.

Terence Davies


CRITICA
Biopic sulla poetessa americana Emily Dickinson, sfortunata e sconosciuta in vita, tanto protagonista di una meritata popolarità postuma, in particolare negli ulitimi decenni. Grande esponente di un cinema indipendente amante dei dettagli e al servizio dell'emozione, Terence Davies riesce a cogliere il genio e la fragilità, l'ironia a tratti altezzosa come il genio puro dei versi dell'artista del New England. Un costante dualismo l'accompagnò, su tutti la conquista dell'amore, solo artistico, come sentimento supremo e l'elaborazione della morte, non priva di ironia, come testimone ultima e inevitabile. Toccante e magnetico. (Mauro Donzelli)


Bernini

Grande Arte
mar 13_11 ore 21:00
mer 14_11 ore 21:00

BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)



GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Francesco Invernizzi
PAESE: Italia
DURATA: 87 Min

La selezione di oltre 60 capolavori dai più prestigiosi musei del mondo, in mostra nella cornice incantata di Villa Borghese, è stata definita dagli esperti d’arte come il ritorno a casa di Bernini. Sono trascorsi cinque secoli dalla nascita dei gruppi scultorei di questo artista. Le immagini, nella più alta definizione oggi disponibile e con angolazioni mai ammirate in precedenza se non dallo stesso Gian Lorenzo Bernini, sono accompagnate dal commento degli ideatori e dei protagonisti della mostra.

Con opere provenienti (tra gli altri) da: Musée du Louvre (Paris, Francia) – Chrysler Museum of Art (Norfolk, USA) – Colecciones Reales (Madrid, Spagna) – Collection Art Gallery of Ontario (Toronto, Canada) – Collezione Eredi Bernini – Fondazione Accademia Carrara (Bergamo, Italia) – Galleria Nazionali d’Arte Antica (Roma, Italia) – Paul Getty Museum (Los Angeles, USA) – Metropolitan Museum of Art (New York, USA) – Musei Vaticani (Città del Vaticano) – National Gallery (London, UK) – Staatliche Museen zu Berlin (Berlin, Germany)

Il Verdetto - The Children Act

Gio 1_11 ore 21:00
Sab 3_11 ore 21:00
Dom 4_11 ore 18 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Richard Eyre
ATTORI: Emma Thompson, Stanley Tucci, Fionn Whitehead, Ben Chaplin, Rupert Vansittart, Jason Watkins, Nikki Amuka-Bird, Nicholas Jones, Anthony Calf, Rosie Cavaliero
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 105 Min

TRAMA
Fiona Maye è un'importante giudice di Londra che gestisce sapientemente numerosi casi di diritto familiare. Il suo lavoro è tutto e il rapporto con il marito Jack è ormai agli sgoccioli. Mentre affronta le difficoltà del suo privato, Fiona si ritrova a dover seguire il caso di Adam, un brillante ragazzo che rifiuta di sottoporsi alla trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita. A tre mesi dal suo diciottesimo compleanno, Adam è per la legge ancora un bambino. Fiona gli fa visita in ospedale ma non sa che quel incontro sarà decisivo per entrambi.

CRITICA
Un romanzo adattato mantenendone intatte le qualità. Non è frequente che accada, specie quando è lo stesso scrittore, non troppo fortunato con i suoi adattamenti al cinema, a prendersi cura della sceneggiatura. Il talento in questione è quello di Ian McEwan con una storia che fonde con giustezza riflessione, ma soprattutto agire, etico con un ritratto dell'amore di coppia fra ultracinquantenni, portandoci in maniera inedita nell'intimità di una giudice, normalmente vista solo sullo scranno, come un simbolo. Magnifica Emma Thompson, ben spalleggiata da Stanley Tucci, con la regia del veterano Richard Eyre che dona eleganza a un film sempre misurato. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Un affare di famiglia

Ven 02_11 ore 21:00
Venerdi d'essai


GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Hirokazu Kore-Eda
ATTORI: Kirin Kiki, Lily Franky, Sôsuke Ikematsu, Mayu Matsuoka, Sakura Andô, Jyo Kairi, Kengo Kôra, Akira Emoto
PAESE: Giappone
DURATA: 121 Min



TRAMA
Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu (Lily Franky) e suo figlio s'imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

CRITICA
Il nuovo film di Hirokazu Kore-Eda è come un fiore.
Del fiore ha la bellezza mai banale e del tutto naturale, e la delicatezza. Del fiore ha la capacità di nascere, e di portare questa sua bellezza, anche nei luoghi più grigi. Del fiore, più di ogni altra cosa, ha la capacità di dischiudersi lentamente, di trasformarsi, rivelandosi in tutta la sua complessità, in tutte le sue parti, che non sono solo quelle più evidenti.
Quello che vediamo all’inizio di Shoplifters, infatti, quello che siamo portati a credere per via dell’abitudine e di quei concetti della morale comune che Kore-Eda mette dolcemente in discussione, non è quello che sembra. E il film, e i suoi personaggi, e i loro rapporti, si disveleranno in maniera lenta ma inesorabile davanti ai nostri occhi, assumendo forme diverse, e appunto più complesse, come complesse diventano le questioni tirate in ballo dal regista.

Si tratta però di una complessità paradossalmente semplice, naturale, quasi spontanea. Come quella di un fiore, appunto. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Nureyev


Nureyev
Grande Arte
Lun 29_10 ore 21:00
Mar 30_10 ore 21:00


in occasione delle celebrazioni del 25esimo anniversario della scomparsa del più grande ballerino di tutti i tempi

BIGLIETTI
intero: 12,00 € - ridotto 10,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

NUREYEV
Il genio ribelle che danzava per la libertà
Solo il
29 – 30 Ottobre 2018 al cinema Marconi!
Il commovente film evento dedicato all’uomo che ha saputo rivoluzionare il concetto di danza, trasformandosi in un’icona della cultura pop del tempo.


A 25 anni dalla morte, arriva nelle sale solo il 29 e il 30 ottobre un film evento sorprendente e commovente dedicato al più grande ballerino di tutti i tempi: Rudolf Nureyev (Irkutsk, 1938 – Parigi, 1993). In Nureyev i registi candidati al BAFTA, Jacqui e David Morris, ripercorrono la vita straordinaria dell’uomo che ha trasformato il mondo della danza diventando un’icona della cultura pop del tempo.

Il film evento racconta la vita dell’artista: dalle umili origini alla relazione con l’amata compagna di ballo, Margot Fonteyn, la più famosa Prima Ballerina del Royal Ballet, dal suo rapporto con i Kennedy alle celebri feste con Liza Minnelli allo Studio 54 di New York. Sino ad arrivare, naturalmente, alla rocambolesca fuga in Occidente, evento che ha scioccato il mondo intero trovando spazio ed eco sui media di tutto il mondo. In un’epoca in cui la guerra fredda tra Russia e Occidente imperversava, Nureyev si è così trasformato in un fenomeno culturale globale.

Unendo filmati mai visti prima, la colonna sonora originale del pluripremiato compositore Alex Baranowski e una serie affascinante di esclusivi tableaux di danza moderna diretti da Russell Maliphant del Royal Ballett, Nureyev propone un’esperienza cinematografica diversa da qualunque altro film biografico mai realizzato prima sull’artista, chiamato dagli amici più cari ma anche da moltissimi dei suoi fan con il soprannome di “Rudy”.

The Wife – Vivere nell'ombra

Gio 25_10 ore 21:00
Sab 27_10 ore 21:00
Dom 28_10 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Björn Runge
ATTORI: Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Annie Starke, Elizabeth McGovern, Max Irons, Harry Lloyd, Alix Wilton Regan
PAESE: Svezia, USA
DURATA: 100 Min

TRAMA
Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna. Peccato che molto spesso sia costretta a vivere nell’ombra.

Questa è la storia di Joan Castleman, interpretata dalla 6 volte candidata al premio Oscar® Glenn Close, una donna che per quarant’anni sacrifica il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe (Jonathan Pryce), si impadronisca della paternità delle sue opere. Joan assiste, per amore, alla sfavillante e gloriosa carriera dell’uomo, sopportando di buon grado tutte le menzogne e i tradimenti. Emozionante e commovente, The Wife è un viaggio di emancipazione e riscoperta, una celebrazione della forza e della grandezza di tutte le donne.

CRITICA
In The Wife c'è tutto il forte messaggio a favore dell'emancipazione femminile. Era lecito e doveroso aspettarselo, ma la sorpresa è trovarsi di fronte a qualcosa di più. The Wife è un film che esplora l'oscuro mondo del compromesso per trovare la propria vocazione. E' un film che si stupisce con tenerezza di fronte a un lungo rapporto d'amore che non avrebbe ragione di esistere eppure è solido. E' un film che ci invita a non considerare mai l'arte come qualcosa di facilmente interpretabile, a camere stagne. Le molteplici chiavi di lettura fanno bene all'anima, nè sminuiscono le forze e le debolezze dei protagonisti, ai quali Glenn Close e Jonathan Pryce danno corpo con una performance all'altezza delle sfumature. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Tito e gli alieni

Ven 26_10 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Commedia, Fantascienza
ANNO: 2018
REGIA: Paola Randi
ATTORI: Valerio Mastandrea, Clémence Poésy, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera, John Keogh, Gianfelice Imparato
PAESE: Italia
DURATA: 92 Min

TRAMA
Il Professore (Valerio Mastandrea) da quando ha perso la moglie, vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all’Area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.
Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e gli affida i suoi figli, andranno a vivere in America con lui.

Anita 16 anni e Tito 7, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni…

CRITICA
Evviva il cinema che rifiuta le scorciatoie didascaliche per volare con la fantasia, con le immagini. Paola Randi disegna un notevole viaggio poetico fino al deserto del Nevada per elaborare un lutto, attraverso l'energia e la fiducia nell'umanità con cui, magari involontariamente, due ragazzini affrontano la loro perdita del padre. Giocoso e commovente, dimostra come la fantasia possa salvare il (nostro) mondo.(Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Cosa dirà la gente

Ven 19_10 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Iram Haq
ATTORI: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha, Lalit Parimoo, Nokokure Dahl, Isak Lie Harr
PAESE: Norvegia, Germania, Svezia
DURATA: 106 Min

TRAMA
La sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici è una normale adolescente norvegese.
Quando però il padre sorprende Nisha in intimità col suo ragazzo, i due mondi della ragazza entrano violentemente in collisione: i suoi stessi genitori la rapiscono per portarla a casa di alcuni parenti in Pakistan.
Lì, in un Paese in cui non è mai stata prima, Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura di suo padre e di sua madre.

CRITICA
Iram Haq, regista norvegese di origini pakistane, mette in scena una storia che è molto vicina a quella da lei realmente vissuta, e che parla di questioni scottanti, al giorno d'oggi, come quelle legate alle relazioni tra persone di culture (e fedi religiose) differenti. Rispetto alle retoriche usate dalla politica e dal giornalismo, qui si aprono praterie per un dibattito troppo spesso congelato dagli opposti estremismi. Se la "storia vera" è un vantaggio in termini d'intensità narrativa, è anche vero che non sempre la vita applicata al cinema funziona come si spera. Occhio al papà della protagonista, che è un personaggio chiave. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

L'isola dei cani

Ven 12_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Animazione, Avventura, Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Wes Anderson
ATTORI: Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Jeff Goldblum, Tilda Swinton, Edward Norton, Bill Murray, Bob Balaban, Greta Gerwig, Kunichi Nomura, Frances McDormand, Hakira Takayama, Harvey Keitel
PAESE: USA
DURATA: 101 Min

TRAMA
Ambientato in Giappone nel 2037, L'isola dei cani racconta la dolce epopea del dodicenne Atari Kobayashi alla ricerca del suo amato cane. Quando a causa di una contagiosa influenza canina, il governo decide di mandare in esilio tutti i cani di Megasaki City in una vasta discarica chiamata Trash Island, Atari parte da solo nel suo Junior-Turbo Prop e vola attraverso il fiume per ritrovare Spots, il suo cane da guardia. Una volta atterrato, con l'aiuto di un branco di nuovi amici, inizia un viaggio epico che deciderà il futuro dell'intera città.

CRITICA
Una favola, quella di Wes Anderson, dove il sottotesto politico c'è, volendo, ma che passa in secondo piano rispetto alla capacità di affabulare col racconto e con la messa in scena, attraverso una semplicità lineare solo apparente, e capace invece di svilupparsi nella profondità di una terza dimensione. Leggero ma non vacuo, divertente, perfino commovente, L'isola dei cani racconta personagg (cani, pupazzi) più umani degli umani, incrocia sentimenti e ed è sempre in movimento, regalando sempre sorprendenti nuovi scenari (anche emotivi) ogni volta che le coordinate verticali e orizzontali formano una nuova facciata di questo esaltante cubo di Rubick in versione cinema. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Klimt & Schiele – Eros e psiche

Mar 23_10 ore 21
Mer 24_10 ore 21
Grande Arte


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Michele Mally
ATTORI: Lorenzo Richelmy
PAESE: Italia


1918. Mentre i boati della prima guerra mondiale si vanno spegnendo, a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa, un’epoca dorata è ormai al tramonto. L’impero austro-ungarico comincia a disgregarsi. È il 31 ottobre. Quella notte, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime causate dall’influenza spagnola. Se ne va guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni. Solo pochi mesi prima, il salone principale del palazzo della Secessione si era aperto alle sue opere: 19 oli e 29 disegni. La sua unica mostra di successo, celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell’uomo. Qualche mese prima era morto il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall’inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell’arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione viennese. Oggi i suoi capolavori attirano visitatori da tutto il mondo o diventano star al cinema in film come Woman in Gold, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent’anni dopo, le opere di questi artisti visionari – tra Jugendstil ed espressionismo– tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca, insieme a quelle del designer e pittore Koloman Moser e dell’architetto Otto Wagner, morti in quello stesso 1918 nella stessa Vienna.

Nasce da qui, prendendo spunto da alcune delle numerose mostre organizzate in occasione del centenario, il film evento scritto da Arianna Marelli e diretto da Michele Mally, Klimt & Schiele. Eros e Psiche, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo e con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Richelmy.  Un appuntamento all’interno della Stagione della Grande Arte al Cinema, ideato per guidare lo spettatore tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum, ripercorrendo un periodo straordinario: un momento magico per arte, letteratura e musica, in cui circolano nuove idee, si scoprono con Freud i moti della psiche e le donne cominciano a rivendicare la loro indipendenza.

“A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. È il motto che campeggia a lettere d’oro sull’ingresso del palazzo della Secessione e inaugura un tempo nuovo. Proprio quest’epoca rivive in Klimt & Schiele. Eros e Pische, raccontata dalla voce dell’attore Lorenzo Richelmy: una città negli anni in cui per le strade o nei caffè si potevano incontrare Hugo von Hofmannsthal, il giovane Ludwig Wittgenstein, i futuri registi Fritz Lang e Erich von Stroheim, a teatro andavano in scena i drammi di Arthur Schnitzler e all’opera si assisteva alla prima de La vedova allegra come alla Salomè di Richard Strauss. Il documentario si arricchirà così di immagini di straordinaria forza, con le decorazioni ammalianti e avvolgenti proprie dei quadri di Klimt fino alle tormentate linee di Egon Schiele. Nei suoi nudi magnetici e nelle figure contorte esplode un erotismo invincibile eppure sofferto. Un tema-scandalo – proprio negli anni in cui si sviluppava la psicoanalisi – che causò al pittore un’incarcerazione e un processo nella cittadina di Neulengbach.

Proprio l’erotismo è il filo segreto di questa storia. Dal simbolico 1900 della pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, l’inconscio sale prepotentemente in superficie. La psicoanalisi, con le sue dirompenti teorie sulla sessualità infantile e le emozioni represse o rimosse, scuote una società benpensante che comincia ad aprire gli occhi sulla natura profonda dell’io. In letteratura la Traumnovelle (Doppio sogno) di Arthur Schnitzler – l’opera da cui Stanley Kubrick nel ‘99 ha tratto il suo film Eyes Wide Shut – descrive una Vienna notturna, fatta di perturbanti balli in maschera e di sogni intrisi di sessualità. Hermine Hug-Hellmuth, una delle prime donne ad essere ammessa alla Società Psicoanalitica di Vienna, pubblica il Diario di una giovinetta (1919) – scritto in realtà da lei stessa – sulla vita sessuale di una ragazzina: “un piccolo gioiello”, come lo definiva Freud. Una vicenda molto discussa, quella di Hermine Hug-Hellmuth, destinata a diventare anche caso di cronaca: nel 1924 la studiosa verrà trovata morta, uccisa proprio dal nipote Rolf che a lungo aveva non solo educato ma anche – queste le accuse di lui – psicoanalizzato. Le donne, del resto, sono sempre più al centro della vita pubblica: il salotto di Berta Zuckerkandl è un crocevia d’artisti, come lo studio di Dora Kallmus, la più famosa fotografa della capitale.

Un mondo di voci inconfondibili, che entreranno nel documentario attraverso letture dell’attrice e modella Lily Cole e interviste internazionali: dal Nobel per la medicina e neuroscienziato Eric Kandel, che potrà svelarci le connessioni tra inconscio, mente e creatività, agli storici dell’arte Alfred Weidinger e Jane Kallir che racconteranno Klimt, Schiele e gli altri, e spiegheranno perché i loro quadri ci parlano ancora. E poi la Vienna della musica, tra il ritmo dei valzer degli Strauss padre e figlio che risuona nelle piazze e nei caffè e il ricordo dei giganti del passato, Mozart, Beethoven, Schubert e Brahms. Da questa tradizione parte il giovane Arnold Schönberg, destinato a sovvertire – proprio come i pittori del tempo – la propria arte con la dodecafonia, come ci potranno spiegare il musicologo Bryan Gilliam e il pianista Rudolf Buchbinder. Vienna, una città in cui rivive la storia, tra i mastri pasticcieri che si tramandano la ricetta della Sachertorte e i gioiellieri che riprendono il design liberty, tra i balli di società – come quelli di carnevale – in cui danzano oggi come allora i giovani delle famiglie viennesi e le marionette che a Schönbrunn incantano i bambini con Il Pipistrello di Strauss. Il bacio dell’arte che ha sfiorato un’intera città, senza più lasciarla, influenzando artisti di tutto il mondo. In Italia, Gaetano Previati partecipa alle atmosfere oniriche della nuova arte. È proprio di fronte alla sua Danza delle ore – realizzata nel 1899, appartenente alla Collezione Fondazione Cariplo ed esposta alle Gallerie d’Italia -Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano – che si chiude il film, scandendo il ritmo del tempo che passa, un’epoca che si chiude per volgere inesorabilmente verso il Novecento.

A star is born

Gio 11_10 ore 21:00
Sab 13_10 ore 21:00
Dom 14_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00

Gio 18_10 ore 21:00 (in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Sab 20_10 ore 21:00
Dom 21_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico, Musicale, Sentimentale
ANNO: 2018
REGIA: Bradley Cooper
ATTORI: Bradley Cooper, Lady Gaga, Michael Harney, Sam Elliott, Bonnie Somerville, Greg Grunberg, Dave Chappelle, Rafi Gavron, Andrew Dice Clay, Willam Belli, Eddie Griffin, Rebecca Field, Anthony Ramos, Michael D. Roberts
PAESE: USA
DURATA: 135 Min

TRAMA
Protagonista di “A Star is Born” è il quattro volte candidato al premio Oscar, Bradley Cooper (“American Sniper”, “American Hustle”, “Il Lato Positivo”) e la pluripremiata superstar della musica e candidata all’Oscar Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista in un film. Il film vede anche il debutto alla regia per Cooper.In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta il musicista di successo Jackson Maine che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally (Gaga). Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante… fin quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.



CRITICA
Ritorna un classico della commedia musicale a Hollywood, il sogno del successo in passato incarnato anche da Judy Garland e Barbra Streisand. La buona notizia è che Lady Gaga non sfigura, tutt'altro, dimostra come il suo carisma ben si presta anche al cinema, mentre sulle doti da cantante nessuno aveva dubbi. Meno scontata era la capacità di Bradley Cooper di essere all'altezza del suo ruolo anche dal punto di vista canoro. Un esordio alla regia, per lui, nobilitato dai due protagonisti, tanto da riuscire a coinvolgere più di quanto la sua storia convenzionale (e convenzionalmente girata) avrebbe potuto far immaginare. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

La Ragazza dei Tulipani

Gio 27_09 ore 21:00
Ven 28_09 ore 21:00
Sab 29_09 ore 21:00
Dom 30_09 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2017
REGIA: Justin Chadwick
ATTORI: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Jack O'Connell, Cara Delevingne, Zach Galifianakis, Holliday Grainger, Kevin McKidd, Tom Hollander, Matthew Morrison, Joanna Scanlan
PAESE: Gran Bretagna, USA
DURATA: 107 Min

TRAMA
La Ragazza dei Tulipani, il film diretto da Justin Chadwick, è ambientato ad Amsterdam nel 1636: la città è in pieno fermento. Il commercio prospera, le arti fioriscono. Sophia (Alicia Vikander), orfana cresciuta dalle suore, viene presa in sposa da un ricco mercante, Cornelis Sandvoort (Christoph Waltz), molto più vecchio di lei. Lui desidera ardentemente un figlio, ma lei non riesce a darglielo, mettendo così in pericolo il loro matrimonio. I due decidono di posare per un ritratto che li renderà immortali, ma Sophia inizia una relazione con il pittore, un giovane e talentuoso artista: Jan Van Loos (Dane DeHaan). Tutto questo mentre la cameriera di Sophia, Maria (Holliday Grainger), scopre di aspettare un figlio dal ragazzo di cui è innamorata, che per un equivoco è fuggito via. Per salvare la situazione, le due donne escogitano un piano, apparentemente comodo per entrambe. Ma, mentre l'Olanda è preda di una follia collettiva, la febbre di possedere i bulbi di tulipani, con pennellate intense di sensualità, irresistibile desiderio, inganno, sogni e illusioni, il ritratto prende tutt'altra forma, colorando passioni per cui daresti la vita.

CRITICA
Ben quattro anni dopo la sua realizzazione, arriva in sala un film che ha avuto parecchie vicissitudini nel corso della sua produzione e distribuzione, e il risultato, purtroppo, ne risente. Nonostante l'ambientazione curata, il cast di grossi nomi e la ricostruzione di una Amsterdam del 1636, preda della follia speculativa del mercato dei bulbi di tulipano, il film che il premio Oscar Tom Stoppard ha adattato da un bestseller di Deborah Moggach non decolla mai, indeciso com'è tra dramma, commedia e romance. Inerte come una bella natura morta, si lascia vedere, ma non appassiona. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)