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Ermitage - Il potere dell’Arte

Mar 22_10 ore 21:00
Mer 23_10 ore 21:00
Grande Arte
Genere: Documentario
Anno: 2019
Regia: Michele Mally
Attori: Toni Servillo
Paese: Italia
Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. È a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte.
Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij per raccontare il museo in maniera inedita ed emozionante, attraverso i secoli della storia Russa e le vicende culturali che hanno portato allo sviluppo delle sue collezioni nel cuore della città.
A guidarci in questo viaggio l’attore Toni Servillo. Sarà lui a farci respirare lo spirito di questi luoghi e delle sue anime baltiche e a presentarci le bellezze dell’Ermitage e di San Pietroburgo, a recitare brani tratti da poesie e romanzi, a narrare le grandi storie che hanno attraversato quelle strade, dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del 1917 fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari ci porteranno nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Visiteremo i laboratori di restauro e conservazione di Staraya Derevna, i suoi tesori archeologici e la sezione di Arte Moderna e Contemporanea dell’Edificio dello Stato Maggiore, che custodisce le straordinarie collezioni Shchukin e Morozov, con la più grande raccolta di Matisse al mondo.
Per raccontarne visivamente lo sviluppo urbano e architettonico, la città verrà presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti: la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, Gogol e Caterina la Grande (amica di penna di Diderot e Voltaire), le dimore nobiliari che si affacciano sui canali. I grandi architetti italiani che disegnarono San Pietroburgo – Trezzini, Rastrelli, Quarenghi – sono i progettisti dei palazzi più belli; ma l’anima di San Pietroburgo e della Russia è sfuggente e prova a raccontarla anche una coppia di Roofers, giovani in cerca d’infinito che si arrampicano sui tetti della città offrendo prospettive sorprendenti.
Era il 1764 quando la zarina Caterina II acquistò a Berlino la collezione da cui sarebbe nato il primo germe dell’Ermitage. Da quel momento prese il via l’arricchimento sistematico di un patrimonio che già dieci anni dopo vantava oltre 2.000 tele e che implementava via via di disegni, pietre intagliate, sculture, capolavori dell’arte decorativa ed applicata. Dentro l’Ermitage si percorre così la grande arte europea, da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens, da Tiziano a Rembrandt e Caravaggio. Fuori dall’Ermitage, la storia passa per luoghi ricchi di memorie. La Fortezza di Pietro e Paolo è il primo edificio costruito a San Pietroburgo: è teatro di avvenimenti celebri, come la grazia a Dostoevskij davanti al plotone di esecuzione, e ospita le tombe degli Zar.  Ma la leggenda di San Pietroburgo passa anche per la grande letteratura con Alexandr Pushkin – primo tra tutti – e il suo fondamentale contributo allo sviluppo della poesia e della lingua letteraria russa. Il docufilm mostra gli ambienti della casa-museo in cui è conservato il divano in cui morì e quelli del Caffè Letterario in cui bevve il suo ultimo caffè. Della vita e dell’opera di Fedor Dostoevskij è ancora testimonianza l’abitazione dalla quale lo scrittore poteva osservare la vita della Neva, ambientazione dei suoi romanzi, tra i quali Le notti bianche, il suo inno d’amore a San Pietroburgo.
Dall’Otto al Novecento, da Oriente a Occidente i mondi dell’arte, della letteratura e della musica orbitano intorno all’Ermitage. Da Nikolaj Gogol, citato attraverso brani de La Prospettiva Nevskij, ai poeti e gli scrittori del ‘900: Anna Achmatova e Vladimir Nabokov sono più vivi che mai nei loro luoghi simbolo, mentre l’Hotel Angleterre conserva ancora la camera in cui morì Sergeij Esenin. Rivivremo le difficili condizioni degli intellettuali delusi dalla Rivoluzione e l’assedio di Leningrado, in uno dei momenti più tragici della storia della città. Il capitolo buio del regime di Stalin sarà evocato a partire dalla cessione di importanti opere dell’Ermitage a collezionisti stranieri: capolavori di Raffaello, Botticelli, Van Eyck, Perugino. San Pietroburgo è inoltre la culla della grande musica russa. Da Michail Glinka a Sergej Prokofev, da Piotr Caikovskij a Nikolaj Rimskij-Korsakov a Dimitrij Shostakovich: autori che hanno cercato attraverso la musica il suono autentico della Russia. Le loro note sono interpretate dal soprano Anastasiya Snyatovskaya e dal maestro Dmitry Igorevich Myachin. Infine, le immagini de Il Lago dei Cigni, in programma al Teatro dell’Ermitage, ci porteraranno alle radici del balletto russo.
Dentro e fuori dall’Ermitage, scrigno dell’anima russa, scorre l’identità complessa di San Pietroburgo, città giovanissima eppure da subito protagonista della storia. Ad arricchire il suo ritratto composito e sfaccettato così come quello del suo museo c’è Aleksandr Sokurov, che con il film Arca Russa ha interpretato l’Ermitage come un luogo sospeso nel mondo e nel tempo, in perenne navigazione sul mare della storia. Oltre a lui e al Direttore Generale del Museo Statale Ermitage Michail Piotrovskij, intervengono nel docu-film lo scrittore Orlando Figes, il Direttore dell’Accademia Russa di Belle Arti Semyon Michailovsky, la Curatrice del Dipartimento Arte Fiamminga dell’Ermitage Irina Sokolova, lo Storico della Letteratura Evgeniy Anisimov, la Curatrice del Dipartimento di Arte Veneta dell’Ermitage Irina Artemieva, lo Storico dell’Arte Ilia Doronchenkov, il Curatore della Library of Congress di Washington Harold Leich e il Direttore della National Gallery di Londra Gabriele Finaldi.


Martin Eden

Gio 17_10 ore 21:00
Sab 19_10 ore 21:00
Dom 20_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pietro Marcello
Attori: Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Carlo Cecchi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, Autilia Ranieri, Lana Vlady, Chiara Francini, Aniello Arena, Rinat Khismatouline, Pietro Ragusa
Paese: Italia
Durata: 129 min
TRAMA
Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la  bella sorella di Arturo, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese...

CRITICA
Pietro Marcello, alchimista del cinema italiano, gira il suo primo film di finzione, ma invece di moderare il suo stile per adattarlo a una narrazione tradizionale, lo esalta rendendolo perfettamente funzionale. Di autori liberi, ambiziosi e coraggiosi come lui ce ne sono pochi, e lo dimostra ambientando la storia scritta da Jack London in una Napoli senza tempo dove tutto il Novecento vive simultaneamente, ammiccando allo sceneggiato e superandolo, utilizzando i materiali d'archivio in maniera evocativa e profonda. Luca Marinelli è, al solito, bravissimo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

I figli del fiume giallo

Ven 18_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico, Sentimentale
Anno: 2018
Regia: Zhangke Jia
Attori: Zhao Tao, Liao Fan, Yi Nan Diao
Paese: Cina, Francia, Giappone
Durata: 136 min

TRAMA
Il nuovo film di Jia Zhangke, regista cinese autore de IL TOCCO DEL PECCATO (Miglior Sceneggiatura a Cannes 2013), del Leone d’Oro STILL LIFE e dell’acclamato AL DI LÀ DELLE MONTAGNE, racconta la storia di Qiao (Zhao Tao), una ballerina innamorata di un gangster, Bin (Liao Fan), che, trovandosi coinvolta in un combattimento tra bande locali, per difenderlo spara un colpo di pistola. Per questo finirà cinque anni in carcere. Dopo il suo rilascio Qiao cercherà Bin per riprendere la sua vita con lui. Ma non tutto è rimasto come prima.

CRITICA
Tre segmenti ambientati in tre anni (2001, 2006 e 2018) e in due luoghi (Datong nello Shanxi e Fengjie nella regione di Chongqing e delle Tre Gole), che rappresentano altrettanti rimandi a momenti precedenti della filmografia di Jia. Al 2001 di Unknown Pleasures - ambientato a Datong - segue il 2006 di Still Life - ambientato a Fengjie - con situazioni e personaggi che ritornano sotto vesti solo lievemente differenti.
I figli del fiume giallo non si limita a una semplice riproposizioni di tempi e luoghi, è come se rivisitasse quelle opere e quelle sensazioni, forse - ma non è dato sapersi con certezza - recuperando anche del girato inedito. Anche dal punto di vista tecnico e stilistico, infatti, il regista alterna pellicola e digitale, dando la sensazione anche visiva di attraversare l'arco temporale della narrazione. La peregrinazione di Qiao nel segmento centrale di Fengjie ricorda da vicino il percorso della stessa interprete - sempre Zhao Tao, musa e moglie del regista - in Still Life, oggi come allora in cerca di un uomo che non si presenta a un appuntamento. Come se I figli del fiume giallo rappresentasse una raccolta di "non detti", il completamento di fili mai riannodati in passato. Un arco temporale di 17 anni in cui sono cambiati irreversibilmente la Cina, il cinema, Jia e la sua musa: e di cui il film diviene una sorta di testimonianza, benché fittizia, romanzata e alterata nel contenuto, che traspone il tutto in una vicenda di jianghu, come da titolo originale (che traslitterato significa Jianghu Er Nv, "Figli e figlie del jianghu").
Emanuele Sacchi mymovies.it

Dolor y Gloria

Ven 11_10 ore 21:00
Venerdì d'essai 
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pedro Almodovar
Attori: Antonio Banderas, Penélope Cruz, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Susi Sánchez, Julieta Serrano, Eva Martin, Julián López
Paese: Spagna
Durata: 113 min

TRAMA
Dolor y Gloria racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.

CRITICA
L'ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità, se non il migliore, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori, reali e immaginari, che fa i conti con i propri errori del passato, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent'anni, trovandosi sotto casa il suo primo, grande amore, e tornando con la mente all'infanzia di provincia, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c'è anche la Cruz), asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato, perdonami? (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)


Yesterday

Gio 10_10 ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sab 12_10 ore 21:00
Dom 13_10 ore 18:00 e  ore 21:00
Genere: Commedia
Anno: 2019
Regia: Danny Boyle
Attori: Himesh Patel, Lily James, Kate McKinnon, Ana de Armas, Ed Sheeran, Lamorne Morris, Joel Fry, Camille Chen, Meera Syal, Alexander Arnold, Harry Michell, Vincent Franklin, Sanjeev Bhaskar
Paese: Gran Bretagna
Durata: 116 min
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: Christopher Ross
Montaggio: Jon Harris

TRAMA
Ieri tutti conoscevano i Beatles. Oggi, solo Jack si ricorda le loro canzoni, e grazie a questo sta per diventare una star. Dal regista premio Oscar® Danny Boyle (The Millionaire, Trainspotting, 28 giorni dopo) e Richard Curtis, lo sceneggiatore premio Oscar® di Quattro matrimoni e un funerale, Love Actually - L'amore davvero e Notting Hill, arriva una commedia tutta rock'n'roll sulla musica, i sogni, l'amicizia e la lunga e tortuosa strada che porta all'amore di una vita.
Jack Malik (Himesh Patel, Eastenders) è un cantautore emergente in una piccola cittadina costiera inglese che vede i sogni di fama svanire rapidamente nonostante la sua accanita devozione e il supporto della sua migliore amica dai tempi dell'infanzia, Ellie (Lily James, Mamma Mia! Ci risiamo). In seguito ad un assurdo scontro con un autobus causato da un misterioso blackout globale, Jack si sveglia e scopre che i Beatles non sono mai esistiti... e si ritrova a che fare con un dilemma davvero molto complicato.
Esibendosi con le canzoni della band più grande della storia per un mondo che non li ha mai sentiti, e con l'aiuto di Debra (la vincitrice dell'Emmy, Kate McKinnon), la sua agente americana dal cuore d'acciaio, Jack riscuote un enorme ed improvviso successo. Ma nella sua ascesa alla gloria il cantante rischia di perdere Ellie — l'unica persona che ha sempre creduto in lui. Con la porta tra la sua vecchia vita e la nuova che sta per chiudersi, Jack dovrà tornare alle origini e dimostrare che... "all you need is love", tutto quello di cui hai bisogno di lavoro.

CRITICA
Il cuore del film sono le musiche e le canzoni dei Beatles e da questo punto di vista Yesterday è un film unico nel suo riuscire a a farcele sentire davvero come se fosse la prima volta. Quante volte abbiamo fantasticato con i nostri pensieri e abbiamo provato ad immaginare come devono essersi sentiti i fortunati che hanno avuto il privilegio di assistere, per primi, ad un film epocale, o vedere un quadro che avrebbe fatto la storia o, appunto, ascoltare una canzone che sarebbe entrata nei cuori del mondo intero? Il film di Danny Boyle riesce a regalarci questa sensazione magica in più di un'occasione, e ci lascia intuire che quello che si sprigiona dalla musica dei Fab Four non è solo arte, ma puro amore. i tratta forse del regalo e del messaggio più bello che si possa chiedere ad un film del genere.

Il sindaco del rione Sanità

Mar 08_10 ore 21:00
Mer 09_10 ore 21:00
Regista: Mario Martone
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Paese: Italia
Durata: 115 min

 TRAMA
Antonio Barracano, “uomo d’onore” che sa distinguere tra “gente per bene e gente carogna”, è “Il Sindaco” del rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio, riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi. Mario Martone porta al cinema Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo con un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male.

CRITICA
Il Sindaco del Rione Sanità è una delle opere teatrali più potenti e difficili create da Eduardo De Filippo perché mettono in luce una realtà sociale dove niente viene dato per scontato e in cui emergono forti tematiche attuali riconducibili alla nostra epoca. Con il film Martone dimostra che teatro e cinema possono fondersi, creando uno stage variopinto di attori dove ognuno può identificarsi. Tutti noi facciamo parte di un microcosmo chiamato società.

L'ospite - un viaggio sui divani degli altri

Gio 03_10 ore 21:00
Ven 04_10 ore 21:00 
Sab 05_10 ore 21:00
Dom 06_10 ore 18:00 e ore 21:00

Purtroppo il regista del film non potrà essere presente venerdì in sala per impegni sopravvenuti.

Regista: Duccio Chiarini
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2018
Paese: Italia
Durata: 94 minuti

TRAMA
Guido pensava di avere una vita tranquilla fino a quando, in un pomeriggio d’inverno, un imprevisto sotto alle lenzuola non arriva a turbare la sua relazione con la fidanzata Chiara. Diretti in farmacia per comprare la pillola del giorno dopo, Guido le propone di non prenderla e Chiara si trova costretta a confessare i suoi recenti dubbi sul loro rapporto. È l’inizio della crisi e Guido è presto costretto a fare le valigie e ad andarsene di casa, ma per andare dove? Incapace di stare da solo, chiede ospitalità nelle case dei genitori e degli amici più cari trovandosi a naufragare da un divano all’altro nell’insolito ruolo di testimone delle loro vite e dei loro grovigli amorosi…

CRITICA
Poteva essere un film banalmente generazionale sulla precarietà della vita e dei sentimenti; un melodramma urlato e recriminante; una farsa acre e grottesca sul rapporto tra i sessi. E invece quello di Duccio Chiarini, che finalmente arriva al cinema, è un film che trova nella misura e nell'equilibrio la sua forza e la sua personalità, e che è carico di sentimenti e virtù quali la tenerezza e la pietà (nel senso nobile del termine): che poi sono quelli di cui oggi abbiamo più bisogno. Andatelo a vedere. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Aquile Randagie

Mar 1_10 ore 21:00
Mer 2_10 ore 21:00

Regia: Gianni Aureli.
Attori: Teo Guarini, Alessandro Intini, Matteo Andrea Barbaria, Pietro De Silva, Marc Fiorini
Genere: Drammatico
Paese: Italia
Anno: 2019
Durata: 100 minuti
BIGLIETTI: intero 6 € - ridotto "fazzolettone" 4,5 € (per coloro che si presenteranno al cinema con il fazzolettone scout)

NOTA
La proiezione del 2 ottobre avrà come ospite il consigliere generale AGESCI della zona Padova Colle-Mare e prevede la partecipazione dei gruppi scout della Saccisica (Brugine 1, Piove di Sacco 1, Piove di Sacco 2). La proiezione del 2 ottobre è comunque aperta al pubblico (come ovviamente quella del 1 ottobre).

TRAMA
Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l'associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia. Ostacoli e violenze non fermano però le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra.

Mio fratello rincorre i dinosauri

Gio 26_09 ore 21:00
Ven 27_09 ore 21:00
Sab 28_09 ore 21:00
Dom 29_09 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Stefano Cipani
Attori: Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese, Rossy de Palma, Francesco Gheghi, Lorenzo Sisto, Arianna Becheroni, Roberto Nocchi, Gea Dall'Orto, Maria Vittoria Dallasta, Saul Nanni, Edoardo Pagliai, Gabriele Scopel, Victoria Perga Cerone, Elena Minichiello, Luca Morello, Antonio Uras, Andrea Timpanelli, Ivan Sanchez
Paese: Italia
Durata: 101 min

TRAMA
Jack ha un fratello, Gio, che ha la sindrome di Down. Da piccolo, Jack ha creduto alla tenera bugia che gli hanno raccontato i suoi genitori, ovvero che Gio è un bambino “speciale”, dotato di incredibili super-poteri, come un eroe dei fumetti. Ora, che sta per andare al liceo, però, Jack non crede più che suo fratello sia un super-eroe, anzi, quasi si vergogna di lui, soprattutto da quando ha conosciuto Arianna, la prima “cotta” della sua vita. Jack non può permettersi di fare una brutta impressione con la ragazza dei suoi sogni e badare Gio, con i suoi comportamenti bizzarri e imprevedibili, diventa ben presto un fardello troppo pesante, al punto che Jack finge di non avere un fratello, nascondendo l’esistenza di Gio agli occhi dei suoi nuovi compagni di classe e, soprattutto, di Arianna. Ma non si può pretendere di essere amati da qualcuno per come si è, se non si è in grado per primi di amare qualcuno nonostante i suoi difetti, e questa è una lezione di vita che Jack dovrà apprendere, a sue spese: sarà proprio suo fratello Gio ad insegnargliela, con i suoi modi spicci, il suo originale punto di vista sul mondo e le sue parole semplici, ma sorprendentemente sagge.

CRITICA
Troppo spesso inteso in senso limitato, il genere non deve solo far paura o raccontare una storia thriller o solo comica. C'è un genere, poco frequentato e spesso schifato dalla critica, che rientra in un grande calderone denominato cinema per famiglie. Storie che fanno bene al cuore, come quelle che i quotidiani mettono in rilievo dicendo che 'stanno facendo commuovere il mondo' o frasi del genere. Come questa storia raccontata da Giacomo Mazzariol, che racconta il fratello affetto da sindrome di down e la sua famiglia eccentrica eppure così normale da ricercare semplicemente più felicità possibile. Gassmann e Ragonese sono genitori con i ritmi giusti, gli altri ragazzi conquistano, per un film dedicato a chi non si vergogna di sorridere. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Blinded by the Light – Travolto dalla musica

Gio 19_09 ore 21:00
Ven 20_09 ore 21:00
Sab 21_09 ore 21:00
Dom 22_09 ore 18:00 e ore 21:00

Genere: Biografico, Commedia, Drammatico, Musicale
Anno: 2019
Regia: Gurinder Chadha
Attori: Viveik Kalra, Kulvinder Ghir, Meera Ganatra, Nell Williams, Aaron Phagura, Hayley Atwell, Rob Brydon, Dean-Charles Chapman, Sally Phillips
Paese: Gran Bretagna
Durata: 114 min

SINOSSI
Dalla sceneggiatrice/regista/produttrice Gurinder Chadha (“Sognando Beckham”), arriva il drama “Blinded by the Light – Travolto dalla musica”, ispirato dalla musica e dai testi delle canzoni senza tempo di Bruce Springsteen.
“Blinded by the Light – Travolto dalla musica”, vincitore alla 49° edizione del Giffoni Film Festival nella categoria Generator +13, è una gioiosa storia di coraggio, amore, speranza, famiglia e della capacità unica della musica nell’elevare lo spirito umano. Il film racconta la storia di Javed (Viveik Kalra), adolescente britannico di discendenza pakistana che vive nella città di Luton, Inghilterra, nel 1987. Nel mezzo dei tumulti razziali ed economici dell’epoca, scrive poesie come mezzo per sfuggire all’intolleranza della sua città e all’inflessibilità tradizionalista di suo padre (Kulvinder Ghir). Ma quando un suo compagno di classe (Aaron Phagura) gli fa conoscere la musica del “Boss”, Javed scopre dei parallelismi con la sua vita da classe operaia nei potenti testi di Springsteen. Mentre Javed scopre una via d’uscita catartica ai suoi sogni repressi, comincia anche a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce unica.
Ispirato ad una storia vera, basata sulle fortunate memorie di Sarfraz Manzoor, Greetings from Bury Park: Race, Religion and Rock’N’Roll, “Blinded by the Light”  è diretto da Gurinder Chadha da una sceneggiatura di Manzoor, Chadha e Paul Mayeda Berges.

La storia è scandita dalla musica e dai testi poetici di Springsteen, che ha dato a Chadha la sua benedizione sin dall’inizio della creazione del film.

Pavarotti - genio per sempre

Lun 28_10 ore 21:00
Mar 29_10 ore 21:00
Mer 30_10 ore 21:00
Evento Speciale
Regista: Ron Howard
Genere: Documentario, Biografico
Anno: 2019
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 114 min

SCHEDA
Firmato dal regista Premio Oscar® Ron Howard, PAVAROTTI è realizzato con filmati mai visti prima e immagini delle performance più iconiche del tenore che offrono un ritratto intimo ed emozionante dell’artista e dell’uomo, il più amato cantante d’opera di tutti i tempi con oltre 100 milioni di dischi venduti nel corso della sua carriera.

La Coppa del Mondo del 1990 in Italia è stata l’occasione in cui l’opera ha conquistato il grande pubblico: in quell’occasione, sul palco di Roma, Pavarotti si è unito ai colleghi tenori Placido Domingo e José Carreras, esibendosi per un pubblico mondiale di 1,4 miliardi di persone. La loro potente interpretazione di “Nessun Dorma” vive ancora oggi come uno dei brani musicali più conosciuti al mondo: una performance con cui Pavarotti ha coronato definitivamente il suo sogno di portare l’opera nelle case del grande pubblico.

Ron Howard ha scelto un approccio intimo per raccontare la storia di Pavarotti: si è spinto oltre l’iconica figura pubblica per rivelare l’uomo. Grazie alla partnership con Decca Records e all’accesso esclusivo agli archivi di famiglia e al vasto materiale musicale ripreso dal vivo, il documentario evento fa emergere la storia personale dell’artista: dalle sue umili origini nel Nord Italia fino allo status di superstar mondiale. Attraverso le immagini e alla musica di PAVAROTTI, gli spettatori viaggeranno in tutto il mondo in compagnia del tenore. Lo conosceranno come marito e padre, filantropo instancabile e soprattutto artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con un successo senza precedenti.

Van Gogh e il Giappone

Mar 17_9 ore 21:00
Mer 18_9 ore 21:00
Grande Arte

REGIA: David Bickerstaff
GENERE: Arte, Documentario
PAESE: Gran Bretagna
ANNO: 2019
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

SCHEDA
Si apre con Van Gogh e il Giappone i prossimi  17 e 18 settembre la nuova stagione della Grande Arte al Cinema. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.

Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti. Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

Ted Bundy

Sab 01_06 ore 21:00
Dom 02_06 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Joe Berlinger
ATTORI: Zac Efron, Lily Collins, Haley Joel Osment, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons, Jeffrey Donovan, Angela Sarafyan, Brian Geraghty, Dylan Baker, Joe Berlinger, Terry Kinney
PAESE: USA
DURATA: 108 Min

TRAMA
L’arresto di Ted Bundy e i vari processi che ne sono seguiti dal punto di vista della sua fidanzata Liz.
Ted appare come un uomo piacente, seducente con le donne, ma sempre fedele a Liz, al punto da sembrare un bravo ragazzo e tutt’altro che un serial killer. Per Liz è quindi uno shock quando alla fine arriva la prova schiacciante della sua colpevolezza.

CRITICA
Oltre a questo film, Joe Berlinger ha realizzato una serie di documentari per Netflix in cui la storia di Ted Bundy, uno dei più atroci e insospettabili serial killer degli Stati Uniti, finito sulla sedia elettrica 30 anni fa, viene raccontata dai testimoni dell'epoca e da lui stesso, in una lunga conversazione con un giornalista.
Nel film invece si sceglie il punto di vista di Liz Koepfler, la donna che per molto tempo gli è rimasta al fianco pur sospettando di lui e che sulla sua esperienza ha scritto il libro da cui è tratta la storia.
Chi vive accanto a queste persone, può davvero non sapere? È questo che ci domandiamo, dopo aver assistito alla recita del protagonista, che nasconde un pozzo d'orrori senza fine. Il regista asseconda la sua anima di documentarista con poche concessioni allo spettacolo e nessuna alla morbosità e nel finale lascia il posto al vero Bundy. Se Lily Collins è credibile, a colpire è soprattutto la straordinaria, mimetica interpretazione di Zac Efron, una scelta di casting davvero perfetta per questa insospettabile maschera del Male. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Cafarnao

Ven 31_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Nadine Labaki
ATTORI: Nadine Labaki, Zain Alrafeea
PAESE: Libano, Francia, USA
DURATA: 123 Min


TRAMA
Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Caramel”, Nadine Labaki firma la regia di “Cafarnao – caos e miracoli” per raccontare, ancora una volta, la complessa realtà contemporanea. Candidato agli Oscar® e ai Golden Globe 2018 per il miglior film straniero e vincitore del Premio della Giuria a Cannes, il film è un’opera struggente ed emozionante. Al centro della vicenda Zain, un bambino coraggioso che decide di ribellarsi al suo destino, portando in tribunale i suoi stessi genitori…

CRITICA
Nadine Labaki, al suo terzo lungometraggio, conferma la sua profonda empatia con coloro che si trovano a vivere situazioni di disagio sociale.
Questa volta però abbandona totalmente qualsiasi riferimento o anche solo accenno alla commedia per immergerci in una dimensione di dramma che ha al centro un minore e una società che, non sempre per colpa ma comunque oggettivamente, non ha alcuna cura nei confronti di chi invece ne avrebbe maggiormente bisogno.

Per chi non lo ricordasse, il termine cafarnao definisce un luogo pieno di confusione e disordine e tale era la lavagna su cui la regista scriveva i temi che intendeva trattare nel suo film da fare. L'infanzia maltrattata, i migranti, il ruolo genitoriale, i confini tra gli stati, la necessità di avere dei documenti sei si vuole essere considerati come esseri umani a cui si possa dedicare attenzione, la Dichiarazione dei Diritti dei bambini. (Giancarlo Zappoli - mymovies)