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Andrea Chénier

Martedì 11 Giugno ore 20:15
In diretta al cinema

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Genere: Lirica Musica: Umberto Giordano Direttore d’orchestra: Antonio Pappano Regia: David McVicar 

Andrea Chénier Jonas Kaufmann
Maddalena Di Coigny Sondra Radvanovsky
Carlos Gérard Amartuvshin Enkhbat
Bersi Katia Ledoux
The Incredibile Alexander Kravets
Roucher Ashley Riches
Madelon Elena Zilio
Contessa Di Coigny Rosalind Plowright
Pietro Fléville William Dazeley
The Abbé Aled Hall

Drammatica, romantica e incredibilmente epica: sarà così la spettacolare messa in scena di Andrea Chénier con la regia di David McVicar che vedremo al cinema il prossimo 11 giugno. In questa occasione il pubblico dei cinema troverà per l’ultima volta il leggendario maestro Antonio Pappano sul podio del Covent Garden in qualità di direttore musicale della Royal Opera.
Questo emozionante dramma storico sul potere, l’amore contrastato e il tradimento sarà interpretato da un cast sensazionale guidato da Jonas Kaufmann, Sondra Radvanovsky e Amartuvshin Enkhbat.
La potente musica senza tempo di Umberto Giordano accompagna con slancio le passioni amorose e rivoluzionarie su cui è incentrata l’opera, mentre la scenografia di Robert Jones, i costumi di Jenny Tiramani e le luci di Adam Silverman trasportano il pubblico nel cuore della tensione e del terrore dei giorni della Rivoluzione francese.


C’era una volta in Bhutan

Giovedì 6 Giugno ore 21:00
Venerdì 7 Giugno ore 21:00

Genere:  Commedia, Drammatico Anno: 2023 Regia: Pawo Choyning Dorji Attori: Tandin Wangchuk, Deki Lhamo, Pema Zangmo Sherpa, Tandin Sonam, Harry Einhorn, Choeying Jatsho, Tandin Phubz, Yuphel Lhendup Selden, Kelsang Choejay Paese: Bhutan, Taiwan, Francia, USA Durata: 107 min

TRAMA

C'era una volta in Bhutan, film diretto da Pawo Choyning Dorji, è ambientato nel 2006, anno in cui il Regno del Bhutan ha dato inizio alla sua transizione in favore della democrazia, segnando a una vera e propria svolta storica per il Paese. Questo dramma corale segue monaci, abitanti dei villaggi e delle città e le avventure di uno sfortunato straniero in questa democrazia neonata, che non ha mai conosciuto un'elezione e deve educare il popolo al voto. Un popolo, quello del Bhutan, in cui le persone non sanno neppure la loro data di nascita e si ritrovano ora a dover essere censite.
Vengono raccontate diverse storie: dal monaco (Tandin Wangchuk), che è incaricato di procurarsi delle pistole, a Benji (Tandin Sonam), che accetta di lavorare come interprete per Ron (Harry Einhorn), un collezionista americano di armi antiche, giunto nel Paese per acquistare un fucile risalente al XIX secolo.

CRITICA

Fa riflettere il fatto che nell’ancestrale, ultra-monarchico Buthan la democrazia sia arrivata solo nel 2006. E con lei la tv, internet, il cinema. Insomma, tutti i simulacri consumistici e non della modernità occidentale. Eppure è così. E non è detto che sia un bene.

In fondo deve ancora metabolizzarlo anche Pawo Choyning Dorji, già regista candidato all’Oscar con Lunana: i suoi candidi protagonisti, monaci, insegnanti, banconisti, perfino il Lama (tutti attori per necessità, non per professione) abituati da secoli ad affidarsi alla Luna e al Re, diffidano delle elezioni. A poco o nulla servono i messi del governo inviati nella sperduta città di Ura per ammaestrarli e persuaderli a farsi politici di sé stessi con delle elezioni simulate, in vista di quelle vere.

Più che alla svolta politica, infatti, i locali sono interessati alla tv: si ammassano nei bar davanti allo schermo - esattamente come facevano i nostri neodemocratici nonni durante il boom -, sorseggiando quella strana “acqua marrone” (Coca-Cola di là dal Pacifico) per godersi le mitragliate di James Bond, versione Quantum of Solace. Cinema e fucili, non coscienza civile è ciò che chiedono all’America.

Dall’America è giunto il collezionista Roy (Harry Rorton), l’occhio straniero e straniato su un mondo arcaico, fedele alle leggi naturali, diffidente della modernità. Il ragazzo vuole mettere le mani su un fucile del XIX secolo, un cimelio per cui è disposto a ricoprire di dollari il montanaro ignaro che lo custodisce, imbarazzato davanti a tutti quei quattrini. Così, finisce per donarlo al locale assistente del Lama: la guida spirituale del villaggio ne ha bisogno per la cerimonia collettiva della Luna Piena, mentre il collezionista freme per riportarlo in America.

Nell’elastico tra modernizzazione e ruralità, tra consumismo armato e pacifismo naturalista, Choyning Dorji si diverte, tramite badilate di sarcasmo e puntate umoristiche, a rovesciare il nostro pacchetto di valori politici, morali, economici. Gioca sul paradosso, insiste sul capovolgimento di sguardi, ammicca al no sense grottesco, cerca la commedia, giunge al sarcasmo per mostrare come l’Occidente armato non modernizza, ma ammala l’Oriente.

Tra antropologia di un popolo in bilico tra due epoche e spassosa, satira antimilitare (dunque antiamericana), di soppiatto, il regista spiazza e cerca l’azzardo: ci sussurra che il denaro non ha valore in sé, che la democrazia americana forse non val bene una monarchia ultra centenaria, che la tv né è il braccio armato e non è progresso, perfino che gli States in fondo non sono democrazia, ma “il paese con più armi che persone”. Insomma, in Bhutan non tutti sono democratici, ma sanno perfettamente che se vis pacem non para bellum, sed pacem.

Sui titoli di coda, però, resta uno schematismo binario di discorso (l’Oriente come corpo sano, l’America come morbo infettante) che serve forse a rendere fumosa, manichea la polemica, mantenendo comunque intatto il tono da fiaba realista.

Perché C’era una volta in Bhutan in realtà è una commedia corrosiva a un primo sguardo, reazionaria ad uno più profondo (com’è uno dei tre partiti che si presenta alle false elezioni), sicuramente esterofoba, su come la democrazia non sia il migliore dei sistemi politici, ma è comunque da costruire in tempi lunghissimi, fondandola su una coscienza civile che per attuarsi ha bisogno di decenni (secoli per guardare in casa nostra).

Ad ogni modo, oltre la coralità di protagonisti e la varietà dei sentieri narrativi (sceneggiatura dello stesso regista) rimane l'arditezza, non scontata, di denuncia e il rimpianto conservativo verso un patrimonio di tradizioni destinato a scomparire a suon di Coca Cola e film di James Bond. (Davide Maria Zazzini - Cinematografo)

The Fall Guy

Giovedì 30 Maggio ore 21:00
Sabato 1 Giugno ore 21:00
Domenica 2 Giugno ore 18:00
Domenica 2 Giugno ore 21:00

Genere: Azione, Commedia Anno: 2024 Regia: David Leitch Attori: Ryan Gosling, Emily Blunt, Hannah Waddingham, Aaron Taylor-Johnson, Stephanie Hsu, Teresa Palmer, Winston Duke, Lee Majors Paese: USA Durata: 125 min

TRAMA

Colt Seavers è uno stuntman e, come ogni stuntman che si rispetti, è pronto a tutto: farsi saltare in aria e sparare, schiantarsi, lanciarsi dalle finestre e da ogni altezza possibile. Tutto per il nostro divertimento.

Ora però, reduce da un incidente che ha quasi messo fine alla sua carriera, si troverà davanti alla prova più difficile della sua vita: ritrovare una star del cinema scomparsa, smascherare una cospirazione e cercare di riconquistare l’amore della sua vita, pur continuando a svolgere quotidianamente il suo lavoro. Sarà pronto a essere l’eroe?

CRITICA

The Fall Guy è il miglior film realizzato da Leitch fino a questo momento. Migliore perché il più sincero, il più sfacciato, il più scemo, il più divertito. Il film che dice a sé stesso di essere nudo, lui, e tutto quello che rappresenta: ovvero il cinema di Leitch, certo, che però è parte esemplare, punta dell’iceberg, sineddoche di tutto un (non) pensiero cinematografico.

Con The Fall Guy David Leitch si è divertito a smontare il giocattolo, a farci vedere il meccanismo, e a rimontare il tutto un po' a casaccio, e a modo suo, tanto il giocattolo funziona lo stesso, con un po' di fantasia e d'immaginazione. C'è del bel romanticismo, in tutto questo. E non parlo della storia d'amore. Parlo del cinema. O di come lo vogliamo chiamare. Romanticismo e, diciamolo pure, del bel divertimento. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Il cielo sopra Berlino

Venerdì 31 Maggio ore 21:00

Genere: Drammatico, Sentimentale, Fantasy Anno: 1987 Regia: Wim Wenders Attori: Bruno Ganz, Solveig Dommartin, Otto Sander, Curt Bois, Peter Falk, Bernard Eisenschitz, Teresa Harder, Scott Kirby, Hans Martin Stier, Elmar Wilms, Sigurd Rachman, Beatrice Manowski, Daniela Nasimcova, Bruno Rosaz Paese: Germania Occidentale, Francia Durata: 130 min

TRAMA
Il cielo sopra Berlino è abitato da angeli. Condividono lo spazio, ma non il tempo, né il colore, con gli umani. Wenders firma la sceneggiatura con Peter Handke. Due anni dopo sarebbe caduto il Muro. "L'idea è sorta contemporaneamente da diverse fonti. Anzitutto dalla lettura delle Elegie duinesi di Rilke. Poi tempo addietro dai quadri di Paul Klee. Anche dall'Angelo della storia di Walter Benjamin. D'un tratto ascoltai anche un brano dei Cure che parlava di ‘fallen angels' [...]. Riflettevo anche su come in questa città convivano, si sovrappongano i mondi del presente e del passato, immagini doppie nel tempo e nello spazio, a cui venivano ad affiancarsi ricordi d'infanzia, di angeli in veste di osservatori onnipresenti e invisibili" (Wim Wenders).

CRITICA
Un purissimo atto d’amore verso il Cinema e verso l’uomo. Miglior regia al Festival di Cannes. (sentieriselvaggi.it)

Confidenza

Giovedì 23 Maggio ore 21:00
Venerdì 24 Maggio ore 21:00
Sabato 25 Maggio ore 21:00
Domenica 26 Maggio ore 21:00

Genere: Drammatico Anno: 2024 Regia: Daniele Luchetti Attori: Elio Germano, Federica Rosellini, Vittoria Puccini, Pilar Fogliati, Isabella Ferrari, Elena Arvigo, Giordano De Plano, Luca Gallone, Bruno Orlando Paese: Italia Durata: 136 min

TRAMA

Di cosa ha più vergogna Pietro, del segreto inconfessabile che racconta a Teresa, la donna che dice di amare, o della sua intera esistenza, costruita per sembrare migliore di quello che è?
Confidenza ci offre il ritratto perfetto del maschio contemporaneo, un uomo in fuga dalle sue debolezze che può soltanto sperare di essere, finalmente, smascherato.

CRITICA

Daniele Luchetti adatta per la terza volta un romanzo di Domenico Starnone dirigendo un thriller dei sentimenti su un uomo intossicato dal narcisismo che vive di paura e porta una maschera per tutta la vita. Nel film la forma rende giustizia ed esalta in contenuto, scegliendo la profondità di campo e insistendo su un'inquietudine sottile suggerita dagli elementi scenografici. Elio Germano e Federica Rosellini si muovono agevolmente in un sistema complesso, mentre la sceneggiatura di Francesco Piccolo e dello stesso Luchetti rende credibili i loro personaggi: unici ma con qualcosa di archetipico. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Back to Black

Giovedì 16 Maggio ore 21:00
Sabato 18 Maggio ore 21:00
Domenica 19 Maggio ore 18:00
Domenica 19 Maggio ore 21:00
Domenica 26 Maggio ore 18:00

Genere: Biografico, Drammatico, Musicale Anno: 2024 Regia: Sam Taylor-Johnson Attori: Marisa Abela, Jack O'Connell, Eddie Marsan, Lesley Manville, Ryan O'Doherty, Ansu Kabia, Bronson Webb, Juliet Cowan Paese: USA, Gran Bretagna Durata: 122 min

TRAMA

Back to Black è uno sguardo inedito sulla rapida ascesa di Amy Winehouse e sulla pubblicazione del suo rivoluzionario album Back to Black. Raccontato dal punto di vista di Amy, il film è uno sguardo senza veli sulla donna dietro il fenomeno e sulla relazione che ha ispirato uno degli album più leggendari di tutti i tempi.

CRITICA

Back to Black è certamente un atto d'amore verso Amy Winehouse e una celebrazione della sua musica, ma sceglie di concentrarsi sul suo legame infelice con il seducente e maledetto Blake Fielder-Civil e sulla sua dipendenza da alcol e droga, lasciando da parte la sua difficoltà a gestire il successo e le colpe del suo entourage. Il film aggiunge poco a ciò che sappiamo o amiamo della favolosa cantante jazz, anche se la performance di Marisa Abela è sorprendente, in particolare nelle scene drammatiche. Buona la regia di Sam Taylor-Johnson, che tuttavia non osa né formalmente né contenutisticamente. La bella sorpresa del film è il personaggio di nonna Cynthia, a cui Lesley Manville conferisce infinita dolcezza. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Appuntamento a Land's End

Venerdì 17 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Drammatico Anno: 2021 Regia: Gillies MacKinnon Attori: Timothy Spall, Phyllis Logan, Natalie Mitson, Ben Ewing, Patricia Panther, Steven Duffy, Saskia Ashdown, Scott Campbell, Anne Kidd, Aila Gavin, Matt Costello, Adam Mitchell, Colin McCredie Paese: Gran Bretagna

TRAMA

Il novantenne pensionato Tom lascia la casa dove ha vissuto sessant’anni, nell’estremo Nord Est, a John O’Groats, per mantenere una promessa fatta alla moglie: percorrere tutta la Gran Bretagna fino al punto più a sud ovest, Land’s End. Con gli acciacchi dell’età, a Tom non resta che viaggiare con l’autobus: sarà l’occasione per scoprire e meravigliarsi di un intero Paese che non ha mai vissuto.

NOTE DALLA REGIA

Durante la mia prima lettura della sceneggiatura di Joe Ainsworth, mi è piaciuta l’idea di un road movie per un anziano, il dover viaggiare in autobus con l’abbonamento per pensionati. In effetti, si tratta del suo ultimo viaggio in assoluto: le 874 miglia dal punto più settentrionale della Scozia (John O’Groats) a quello più meridionale, in Inghilterra (Land’s End) lungo tutta la Gran Bretagna.

Dopo la morte di Mary, sua moglie, Tom Harper si propone di ricreare nei minimi dettagli il viaggio che hanno compiuto loro due insieme sessant’anni prima, ma in ordine inverso, utilizzando le stesse linee di autobus e relative fermate. Questo sarà il suo rituale, che seguirà fedelmente, finchè la vita non lo porterà fuori rotta.

Ha importanti ragioni personali per fare questo viaggio, che aggiungono uno strato altamente emotivo alla sua storia. E il tempo sta per scadere per Tom, che si oppone contro ogni previsione per mantenere le sue promesse.

Al di là della sua missione attentamente pianificata c’è qualcosa per cui non è veramente preparato: la vita stessa, con tutti i suoi problemi, ostacoli e tappe più gradite. La vita e le persone che incontrerà a volte lo sconcerteranno, finendo anche per arricchire il suo viaggio in molti modi differenti.

Volevo lavorare con Phyllis Logan da quando l’ho vista in “Another Time, Another Place” e qui, finalmente è arrivata l’occasione perfetta.

Mentre ero nella giuria del Torino Film Festival, ho incontrato Timothy Spall e gli ho raccontato la storia del film. Il suo l’interesse è stato immediato e, sebbene Tim sia molto più giovane del personaggio Tom, ho avuto la fortissima sensazione che fosse nelle sue corde.

Tim ha portato una fisicità straordinaria nel ruolo e il resto lo ha fatto la nostra straordinaria truccatrice, Christine Cant, che ha saputo invecchiare Tim con pochi tocchi e senza l’uso di alcuna protesi.

Il resto del vasto cast è stato trovato a Glasgow. Molti dei quali erano attori con cui ho lavorato negli ultimi trent’anni, il che è stato un ulteriore piacere.

Cattiverie a domicilio

Giovedì 9 Maggio ore 21:00
Sabato 11 Maggio ore 21:00
Domenica 12 Maggio ore 18:00
Domenica 12 Maggio ore 21:00

Genere: Commedia Anno: 2023 Regia: Thea Sharrock Attori: Olivia Colman, Jessie Buckley, Alisha Weir, Timothy Spall, Gemma Jones, Joanna Scanlan, Eileen Atkins, Lolly Adefope, Hugh Skinner, Anjana Vasan, Malachi Kirby Paese: Gran Bretagna, Francia Durata: 102 min

TRAMA

Inghilterra, anni ’20. I residenti di una piccola cittadina sono sconvolti da un simpatico scandalo: ricevono piccole e malvagie letterine anonime. Basato su una simpatica e strana storia vera, WICKED LITTLE LETTERS segue due vicine di casa: Edith Swan (Olivia Colman), profondamente conservatrice, e la turbolenta migrante irlandese Rose Gooding (Jessie Buckley). Quando Edith e gli altri residenti iniziano a ricevere lettere piene di parolacce e involontariamente esilaranti, la sboccata Rose viene accusata del crimine. Le lettere anonime suscitano scalpore a livello nazionale e ne consegue un processo. Tuttavia, quando le donne della città, guidate dall'agente di polizia Gladys Moss (Anjana Vasan), iniziano a indagare sul crimine, sospettano che qualcosa non va e che Rose potrebbe non essere la colpevole.

CRITICA

Mistery un po' alla Agatha Christie un po' alla Hitchcock prima maniera, Cattiverie a domicilio guarda al presente pur essendo ambientato nell'Inghilterra di cento anni fa. Le lettere piene di insulti che scandalizzano una cittadina di provincia somigliano ai post e ai gesti degli haters, e non mancano temi scottanti come l'empowerment femminile, la sorellanza e il patriarcato. Ma la vera forza di una commedia anche un po' amara sono le protagoniste Olivia Colman e Jessie Buckley, che rappresentano l'infrazione delle regole familiari e sociali. La fantasia sta invece nel favoloso turpiloquio delle missive dal mittente anonimo: vintage, creativo, irresistibilmente buffo, politicamente scorretto. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Estranei

Venerdì 10 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai
sarà ospite Arianna Prevedello

Genere: Drammatico, Sentimentale Anno: 2023 Regia: Andrew Haigh Attori: Andrew Scott, Paul Mescal, Carter John Grout, Jamie Bell, Claire Foy Paese: USA, Gran Bretagna Durata: 105 min

TRAMA
In questa storia inquietante, struggente e provocatoria su amore, famiglia e fantasmi del nostro passato, Adam (Andrew Scott) conduce una vita solitaria finché, una sera, un misterioso vicino (Paul Mescal) gli fa visita risvegliando in lui emozioni e ricordi a lungo rimossi. Mentre i due trovano un'intesa e un'innegabile attrazione, Adam si ritrova nella casa della sua infanzia, dove i genitori (Claire Foy e Jamie Bell) sembrano vivere, a 30 anni dalla loro morte. Cosa diresti - e cosa scopriresti - se potessi vivere un altro giorno con le persone alle quali hai voluto più bene? Scritto e diretto da Andrew Haigh, "Estranei" è tratto dal romanzo di Taichi Yamada.

CRITICA
Il nuovo film di Andrew Haigh è bellissimo, da innumerevoli punti di vista. Interpretato da un cast ristretto ma notevole, nel quale svetta Andrew Scott (la sua è una interpretazione sontuosa), è un film che parla di amore, solitudine, dolore, traumi in maniera al tempo stesso legata allo specifico omosessuale e universale. Un film di fantasmi, letterali e metaforici, capace di bordate emotive portate a segno con la precisione che solo la dolcezza, il contegno, la discrezione e la pudicizia (morale, prima di ogni altra cosa) possono permettere. Un film dalla costruzione formale impeccabile, che parla una lingua cinematografica elegantissima, dove la precisione e la composizione della forma sono sempre specchio di un contenuto commovente e lacerante. (Federico Gironi - Comingsoon.it)


Food for Profit

Mercoledì 8 Maggio ore 21:00
in collaborazione con Piove Sostenibile.
ci sarà un momento di confronto al termine della proiezione.

Genere: Documentario Anno: 2024 Regia: Pablo D'Ambrosi, Giulia Innocenzi Paese: Italia Durata: 90 min

SCHEDA

è il primo documentario che mostra il filo che lega l’industria della carne, le lobby e il potere politico. Al centro ci sono i miliardi di euro che l’Europa destina agli allevamenti intensivi, che maltrattano gli animali, inquinano l’ambiente e rappresentano un pericolo per future pandemie.

In questo documentario investigativo con approccio cinematografico, Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi ci guidano in un viaggio illuminante e scioccante in giro per l’Europa, dove si confronteranno con allevatori, multinazionali e politici. Con loro una squadra di investigatori che ha lavorato sotto copertura negli allevamenti dei principali paesi europei, svelando la realtà che si cela dietro le eccellenze della produzione di carne e formaggio. A Bruxelles, un lobbista è riuscito a portare con sé una telecamera nascosta là dove le decisioni vengono prese, raccogliendo informazioni sconvolgenti.

Food For Profit | Trailer ITA from Mescalito Film on Vimeo.

Civil War

Giovedì 2 Maggio ore 21:00
Sabato 4 Maggio ore 21:00
Domenica 5 Maggio ore 18:00
Domenica 5 Maggio ore 21:00

Genere: Azione, Drammatico Anno: 2024 Regia: Alex Garland Attori: Kirsten Dunst, Cailee Spaeny, Wagner Moura, Jesse Plemons, Nick Offerman, Sonoya Mizuno, Jefferson White, Karl Glusman, Stephen Henderson, Alexa Mansour, Juani Feliz, Melissa Saint-Amand, Jojo T. Gibbs, Nelson Lee Paese: USA, Gran Bretagna Durata: 119 min

TRAMA

In un'America sull'orlo del collasso, attraverso terre desolate e città distrutte dall’esplosione di una guerra civile, un gruppo di reporter intraprende un viaggio in condizioni estreme, mettendo a rischio le proprie vite per raccontare la verità.

CRITICA

Azione, politica, sentimento, giornalismo, teoria dello sguardo.
C'è di tutto dentro questo nuovo, potentissimo film scritto e diretto dall'inglese Alex Garland che racconta - con intelligenza, spettacolarità e equilibrio - qualcosa di assai più vicino alla realtà di quanto si pensi.
Leggibile con uguale soddisfazione come puro prodotto di intrattenimento, ammonimento sul presente, ragionamento sul ruolo delle élite nelle società polarizzate contemporanee, Civil War è un film potente sia nelle sua immagini sia nel suo contenuto. Una trama semplice e dei personaggi esemplari per qualcosa che non ha a che fare con la politica fatta di partigianerie, ma con la sua essenza più nonile, o con l'assenza di questa stessa essenza. Soprattutto, un film sulla responsabilità dello sguardo, tra testimonianza e partecipazione, che pone domande cruciali alle quali la risposta non è data, ma lasciata a chi guarda.(Federico Gironi - Comingsoon.it)

Dieci minuti

Venerdì 3 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Drammatico Anno: 2024 Regia: Maria Sole Tognazzi Attori: Barbara Ronchi, Fotinì Peluso, Margherita Buy, Alessandro Tedeschi, Anna Ferruzzo, Marcello Mazzarella, Mattia Garaci, Barbara Chichiarelli, Matteo Cecchi Paese: Italia Durata: 102 min 

TRAMA
Dieci minuti al giorno possono cambiare il corso della giornata. Dieci minuti facendo qualcosa di completamente nuovo, possono cambiare il corso di una vita. Questo è quello che scoprirà Bianca nel pieno di una crisi esistenziale. Nuovi incontri, la scoperta di legami speciali e l’ascolto di chi ci ha sempre voluto bene. A volte basta poco per ricominciare e questo film ce lo insegna, attraverso un racconto caldo e appassionante di rinascita.

CRITICA
Maria Sole Tognazzi continua a mettere al centro dei suoi film le figure femminili, ma si rivolge anche agli uomini dando loro uno strumento per capire le donne. Portando al cinema il celebre libro di Chiara Gamberale "Per 10 minuti", diventato una sceneggiatura di Francesca Archibugi, la regista entra nel dolore di una donna in crisi e individua nell'apertura agli altri un potente strumento di guarigione. Dieci Minuti affronta anche il tema della sorellanza e quello della vita immaginaria dell'artista, e se è pieno di verità, il merito è anche della protagonista Barbara Ronchi e di Margherita Buy e Fotinì Peluso. La regia è elegante e la musica sopraffina. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Carmen | The Royal Opera

Mercoledì 1 Maggio ore 19:45
In diretta al cinema

Genere: Lirica Musica: Georges Bizet Direttore d’orchestra: Antonello Manacorda Regia: Damiano Michiele Cast Aigul Akhmetshina, Piotr Beczala, Olga Kulchynska, Kostas Smoriginas 

La Royal Opera House è lieta di portare nei cinema di tutto il mondo il prossimo 1° maggio la nuova straordinaria produzione di Carmen con la regia di Damiano Michieletto.
La storia ci porta sotto il calore ardente del sole andaluso, dove la spregiudicata gitana Carmen si compiace del suo potere di seduzione.
Il mezzosoprano Aigul Akhmentshina, stella nascente della lirica, canterà il ruolo eponimo mentre sul podio il direttore Antonello Manacorda darà vita all’appassionata partitura di Bizet che comprende la famosissima e sensuale Habanera di Carmen (“L’amour est un oiseau rebelle”) e la travolgente aria del “Toreador” Escamillo.
Con le scenografie di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti, Carmen racconta le violente passioni che infiammano i protagonisti di questa vicenda di amore e morte, sullo sfondo di una Spagna focosa popolata di sigaraie, gendarmi, contrabbandieri e toreri.

Non volere volare

Giovedì 25 Aprile ore 21:00
Sabato 27 Aprile ore 21:00
Domenica 28 Aprile ore 18:00
Domenica 28 Aprile ore 21:00

Genere: Commedia Anno: 2023 Regia: Hafsteinn Gunnar Sigurðsson Attori: Lydia Leonard, Timothy Spall, Ella Rumpf, Nick Blakeley, Gina Bramhill, Rob Delaney, Svandis Dora Einarsdottir, Emun Elliott, Sverrir Gudnason, Björn Hlynur Haraldsson, Naveed Khan, Simon Manyonda Paese: Islanda, Gran Bretagna, Germania Durata: 97 min

TRAMA
Paura di volare? Nessun problema, l’agenzia Viaggiatori Impavidi organizza corsi per sconfiggere ogni timore e librarsi leggeri nel cielo. È la soluzione scelta da quattro intrepidi (aspiranti) viaggiatori: una donna in carriera, una fashion influencer, il suo goffo fidanzato e un veterano di guerra ancora piuttosto combattivo. Cosa potrebbe andare storto? Per esempio il volo di prova potrebbe essere posticipato. Per esempio, potrebbe esserci un malfunzionamento al motore. Per esempio, i nostri quattro eroi e il loro inesperto accompagnatore potrebbero trovarsi bloccati… in Islanda. Le conseguenze e le reazioni non tarderanno a manifestarsi, con esiti imprevedibili ed esilaranti

CRITICA
Un racconto corale che dalle paure dei personaggi riesce a costruire un affresco della società. Un buon ritmo fa dimenticare degli eccessi di scrittura e l’estrema volatilità dei protagonisti.

La sala professori

Venerdì 26 Aprile ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Drammatico Anno: 2023 Regia: Ilker Çatak Attori: Leonie Benesch, Leonard Stettnisch, Eva Löbau, Michael Klammer, Anne-Kathrin Gummich, Kathrin Wehlisch, Sarah Bauerett, Rafael Stachowiak, Uygar Tamer Paese: Germania Durata: 98 min

TRAMA
Carla Nowak (Leonie Benesch) è una giovane e promettente insegnante al suo primo incarico. Tutto sembra andare bene, fino a quando una serie di piccoli furti all’interno della scuola mette in subbuglio l’istituto. Quando i sospetti cadono su uno dei suoi studenti, Carla decide di andare di indagare personalmente, scatenando una serie inarrestabile di reazioni a catena.

CRITICA
İlker Çatak e Johannes Duncker (regista il primo, sceneggiatori entrambi) volevano raccontare la scuola, dove per scuola si intende molto di più del luogo dove si vanno a imparare nozioni di varie materie. La scuola di questo film è, vorrebbe essere, un luogo di educazione alla vita e alla convivenza sociale. E specchio della società finisce per l'esserlo anche nei modi e nei risvolti meno edificanti. Il risultato di tutto questo è un film che apre numerosi interrogativi, e che interpella direttamente la morale e l'etica degli spettatori riguardo il mondo della scuola e quello fuori da essa. Su quel che è giusto, e quel che è giustizia.
Tutto è preciso e affilato: scrittura, regia, l'interpretazione di Leonie Benesch. E La sala professori si fa thriller psicologico senza sconti: né per i suoi protagonisti (giovani e adulti), né per noi che guardiamo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)