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È l'ultima battuta?
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Mercoledì 13 maggio ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sabato 16 maggio ore 21:00
Domenica 17 maggio ore 18:00
Domenica 17 maggio ore 21:00
Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Bradley Cooper Attori: Bradley Cooper, Laura Dern, Will Arnett, Sean Hayes, Andra Day, Tom Johnson, Blake Kane, Scott Icenogle, Ciarán Hinds, Christine Ebersole, Amy Sedaris, Chloe Radcliffe, Jordan Jensen, Reggie Conquest Paese: USA Durata: 124 min
TRAMA
Mentre il loro matrimonio si sgretola silenziosamente, Alex (Will Arnett) affronta la mezza età e un imminente divorzio, cercando un nuovo scopo nella scena comica di New York, mentre Tess (Laura Dern) si confronta con i sacrifici fatti per la famiglia — costringendoli a navigare tra co-genitorialità, identità personale e la possibilità che l’amore possa assumere una nuova forma.
CRITICA
Al suo terzo film da regista, Bradley Cooper indaga sulla realizzazione personale come possibile rimedio alla fine di una relazione. Se la stand-up comedy si trasforma, con successo, in terapia (cinematografo.it)
Divine Comedy
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Venerdì 15 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Commedia Anno: 2025 Regia: Ali Asgari Attori: Bahram Ark, Sadaf Asgari, Amirreza Ranjbaran, Hossein Soleimani, Mohammad Soori Paese: Iran, Italia, Francia Durata: 98 min
TRAMA
Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.
CRITICA
Dopo Kafka a Teheran, Ali Asgari torna a raccontare l'incubo dell'Iran contemporaneo con toni satirici e paradossali, qui ancora più lievi e aerei poiché, oltre a raccontare un paese, Divine Comedy è un film che parla di cinema e del suo potere. Con un occhio al primo Woody Allen e un'altro al nostro Nanni Moretti, ma senza dimenticare la tradizione cinematografica del suo paese, Asgari racconta la storia di un regista determinato a fare una cosa molto semplice: mostrare il suo film a un pubblico. Lo fa lottando sì ma con garbo, dicendo come Bartleby "preferisco di no". Un film che parla del ruolo dell'arte, della resistenza al Potere, di un cinema che è prima di tutto una grande passione, un vero amore, ma che può forse anche intervenire nella realtà. Più grazie alla fiducia in sé e a una comicità surreale ma tagliente che coi toni tonitruanti e barricaderi. (Federico Gironi - comingsoon.it)
A cena con il dittatore
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Giovedì 7 maggio ore 21:00
Sabato 9 maggio ore 21:00
Domenica 10 maggio ore 18:00
Domenica 10 maggio ore 21:00
Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Manuel Gómez Pereira Attori: Mario Casas, Alberto San Juan, Asier Etxeandia, Nora Hernández, Oscar Lasarte, Martín Páez, Elvira Mínguez, Toni Agustí, Eleazar Ortiz, Carlos Serrano, Carmen Balagué, Antonio Resines, Sofía Kofoed, Xavi Francés, Sergio Caballero Paese: Spagna, Francia Durata: 106 min
TRAMA
Spagna, 1939. Appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile, il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente, un meticoloso capo cameriere e un gruppo di prigionieri repubblicani – oppositori del regime franchista ma dotati di grande talento in cucina – sono costretti a preparare il banchetto in tempi record. Tutto sembra procedere senza intoppi, ma i cuochi stanno pianificando non solo il banchetto… bensì anche la loro fuga.
CRITICA
La guerra civile spagnola (1936–1939), che causò circa 350 mila vittime, aprì la strada alla lunga dittatura di Francisco Franco. È in questo contesto che si inserisce A cena con il dittatore, ambientato due settimane dopo la caduta di Madrid, quando il Caudillo decide di celebrare la vittoria con un banchetto al Palace Hotel. Il soggetto, tratto da una pièce teatrale di José Luis Alonso de Santos, costruisce una situazione tanto semplice quanto efficace: i migliori cuochi della città, tutti di sinistra, vengono prelevati dal carcere e costretti a cucinare per i loro vincitori.
Da qui nasce una commedia nera che si muove nella tradizione spagnola di raccontare la tragedia attraverso il grottesco, trovando nel rapporto tra il tenente Medina e il maître Genaro il suo centro emotivo. Il regista Manuel Gómez Pereira firma una tragicommedia elegante che alterna tensione e ironia, sostenuta dalle interpretazioni solide di Mario Casas e Alberto San Juan. Il film mantiene coerenza narrativa e si concede anche una rappresentazione caricaturale di Franco, ma il registro comico sembra non riesca sempre a bilanciare la durezza delle scene più crude. Spontaneità e irriverenza sono messe in ombra dall’eleganza formale della messinscena, il film risulta comunque un’opera intelligente e ben costruita. (Antonio Bracco - comingsoon.it)
Due Procuratori
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Venerdì 8 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Drammatico, Biografico, Thriller Anno: 2025 Regia: Sergei Loznitsa Attori: Alexander Kuznetsov, Anatoliy Belyy, Aleksandr Filippenko, Vytautas Kaniusonis, Valentin Novopolskij, Ivgeny Terletsky Paese: Francia, Germania, Olanda Durata: 117 min
TRAMA
Unione Sovietica, 1937. Migliaia di lettere di detenuti ingiustamente accusati dal regime vengono bruciate in una cella di prigione. Contro ogni previsione, una di queste richieste d’aiuto giunge a destinazione, sulla scrivania del procuratore locale appena nominato, Aleksandr Kornev. Il giovane Kornev fa del suo meglio per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD. Bolscevico convinto e integro, il giovane procuratore sospetta una serie di abusi e illegalità. La sua ricerca di giustizia lo porterà fino all’ufficio del Procuratore Generale a Mosca…
CRITICA
Loznitsa torna alla finzione per raccontare le purghe staliniane, a partire da un romanzo di Georgy Demidov, fisico che ha scontato diciotto anni di ingiusta prigionia. L'esito della vicenda è scontato, ma questo non è un problema: un’altra risoluzione non era possibile, e l'intento di Loznitsa, che parla chiaramente del passato perché le suocere del presente intendano, è quello di raccontare non tanto l'orrore e l’ingiustizia, quanto il clima e il sistema e la scientificità del suo dispiegarsi. Non ci sono scene sensazionali, in Two Prosecutors. Non c’è esibizione della violenza, delle torture, della spietatezza. C’è, e c’è praticamente da subito, da quando il protagonista entra nel carcere e viene sottoposto a stremanti attese e a conversazioni cariche di allusioni sottili e inquietanti, il dispiegamento di quella che potremmo chiamare la burocrazia della repressione. (Federico Gironi - comingsoon.it)
L'isola dei ricordi
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Giovedì 30 aprile ore 21:00
Venerdì 1 maggio ore 21:00
Sabato 2 maggio ore 21:00
Domenica 3 maggio ore 18:00
Domenica 3 maggio ore 21:00
Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Fatih Akin Attori: Jasper Billerbeck, Laura Tonke, Lisa Hagmeister, Diane Kruger, Detlev Buck, Hark Bohm, Matthias Schweighöfer, Steffen Wink, Lars Jessen Paese: Germania Durata: 93 min
TRAMA
Negli ultimi e duri giorni della Seconda Guerra Mondiale, sull’isola di Amrum, il dodicenne Nanning intraprende un commovente e coraggioso percorso di crescita per aiutare la madre. Tra le onde, la sabbia e il silenzio, la sua infanzia si intreccia con la durezza del dopoguerra e con la fragile bellezza di un’umanità che tenta di sopravvivere. Ma la fine del conflitto porta con sé un’ombra inattesa, che costringerà Nanning a guardare oltre l’orizzonte dell’innocenza. Presentato all’ultimo Festival di Cannes, il film è firmato dal pluripremiato regista Fatih Akin.
CRITICA
Il regista costruisce il film sul contrasto tra la semplicità delle azioni del bambino e la progressiva consapevolezza di appartenere a una famiglia che la storia condannerà. La messinscena è delicata e poetica nel valorizzare il paesaggio dell’isola (le distese sabbiose, i chiari di luna, il respiro delle maree) come spazio di un’innocenza destinata a incrinarsi. Seguendo Nanning nelle sue esplorazioni e nei suoi tentativi di procurare pane, burro o miele per i familiari, il film suggerisce lentamente il momento in cui il ragazzo comprenderà chi sono davvero gli antagonisti del mondo in cui vive. Ed è proprio in quel passaggio che nasce il dubbio più doloroso... se l’amore per sua madre possa resistere alla scoperta della verità. (Antonio Bracco - comingsoon.it)
The Drama
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Giovedì 23 aprile ore 21:00
Sabato 25 aprile ore 21:00
Domenica 26 aprile ore 18:00
Domenica 26 aprile ore 21:00
Genere: Sentimentale Anno: 2026 Regia: Kristoffer Borgli Attori: Robert Pattinson, Zendaya, Alana Haim, Mamoudou Athie, Michael Abbott Jr., Jordyn Curet, YaYa Gosselin, Peyton Jackson, Echo Campbell, Doria Bramante, Greer Cohen Paese: USA Durata: 105 min
TRAMA
Conosci davvero chi ami? Emma e Charlie sono una coppia felicemente fidanzata. Ma, nel pieno dei preparativi per il loro matrimonio da favola, l’inaspettata rivelazione di un segreto sconvolgerà ogni equilibrio. Zendaya (Euphoria, Challengers, Spider-Man: No Way Home) e Robert Pattinson (The Batman, Tenet, saga di Twilight), per la prima volta insieme sul grande schermo, sono gli affiatati protagonisti di una commedia romantica unica e imprevedibile, un’intensa storia di amore e segreti rivelati su cosa significa amare davvero chi abbiamo accanto.
CRITICA
Retroscena di un matrimonio, Zendaya e Pattinson vanno a nozze con un post-romance vagamente bergmaniano. Spoiler: non è una storia d’amore ma l’amore come storia (cinematografo.it)
Sirat
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Venerdì 24 aprile ore 21:00
Venerdì d’essai
Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Óliver Laxe Attori: Sergi López, Bruno Núñez, Jade Oukid, Richard Bellamy, Stefania Gadda, Joshua Liam Herderson, Tonin Janvier Paese: Spagna, Francia Durata: 115 min
TRAMA
Un uomo in cerca della figlia scomparsa raggiunge un rave nel deserto marocchino insieme a suo figlio. Quando i due si uniscono a un gruppo di raver diretto a un’altra misteriosa festa, la loro ricerca si trasforma in un’odissea inimmaginabile.
CRITICA
Una ragazza scomparsa, e padre e fratellino che la cercano. La scena dei rave illegali e la musica techno. Il deserto del Marocco e i monti dell’Atlante. Con l'esclusione di Sergi Lopez, un cast di non professionisti realmente appartenenti alla rave culture.
Non è che Oliver Laxe fosse partito da premesse poco interessanti, per il suo nuovo Sirat: ma il film mette totalmente da parte la vicenda della ragazza scomparsa per tramutarsi in una sorta di dieci piccoli indiani raver nel deserto, in una lotta per la sopravvivenza in un ambiente ostile che, per Laxe, è metaforone (anche) del nostro presente.
Il viaggio dei protagonisti di questo film attraverso il deserto assume chiari e ingombranti significati metaforico-mistici, che Laxe mette sullo schermo con un occhio sicuramente notevole e attento a inquadrature e panorami, ma che affastella situazioni narrative che, più che sorprendere come dovrebbero, lasciano interdetti. (Federico Gironi - comingsoon.it)
...Che Dio Perdona a Tutti
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Giovedì 16 aprile ore 21:00
Sabato 18 aprile ore 21:00
Domenica 19 aprile ore 18:00
Domenica 19 aprile ore 21:00
Genere: Commedia Anno: 2026 Regia: Pif Attori: Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore Paese: Italia Durata: 113 min
TRAMA
Sicilia, oggi. Arturo è un agente immobiliare quasi infallibile nel suo lavoro, molto meno nella vita sentimentale. Vive da solo, è piuttosto sfiduciato e coltiva un’unica, incrollabile passione: i dolci. La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella. Flora è perfetta: bella, divertente, gentile, brillante… ed è pure pasticciera. Tra loro nasce un amore immediato e travolgente. A dividerli, però, c’è una presenza invisibile ma potentissima: Dio. Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e con la verità. Questa volta, però, non è solo: ad accompagnarlo c’è un complice davvero inatteso, il Papa.
CRITICA
Una commedia romantica solamente in superficie, ...Che Dio perdona a tutti passa per l’incontro fra Arturo e Flora e si infila con leggerezza in un terreno ben più scivoloso: fede, ipocrisie culturali e abitudini italiane. Pif mette in piedi un film dai modi semplici ma pungente nel tono. La leggerezza di fondo, però, nasconde una critica precisa e la storia d’amore serve soprattutto a raccontare fragilità, contraddizioni e certezze che funzionano finché qualcuno non prova davvero a metterle alla prova. (cinema.everyeye.it)
Sorry, Baby
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Venerdì 17 Aprile ore 21:00
Venerdì d'essai
Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Eva Victor Attori: Eva Victor, Naomi Ackie, Louis Cancelmi, Kelly McCormack, Lucas Hedges, John Carroll Lynch Paese: USA, Spagna, Francia Durata: 103 min
TRAMA
Agnes è una giovane docente universitaria ironica, capace e brillante. Quando subisce una molestia da parte di una persona fidata, il suo mondo va in pezzi, ma tutto succede improvvisamente e senza clamore, quasi in punta di piedi. Ci vorrebbe tempo, ma la vita va avanti, almeno per tutti gli altri. Solo trovando la forza di elaborare l’accaduto e grazie al solido e sincero supporto dell’amica di sempre Lydie, Agnes potrà trovare la chiave per rinascere. Eva Victor, straordinaria nuova voce del cinema indipendente americano, dirige e interpreta un’esplorazione delicata e ironica sul tema del superamento di un abuso; un’opera sincera, genuina e irresistibilmente divertente, premiata per la Miglior sceneggiatura al Sundance e celebrata a Cannes.
CRITICA
Attrice, specializzata in video comici, Eva Victor esordisce alla sceneggiatura e alla regia con un piccolo film sorprendente: Sorry, Baby è tutto dentro quello che è un nuovo filone di cinema al femminile e femminista ma che evita le prese di posizione barricadere e aggressive, o al contrario vittimiste e nevrotiche. La storia che racconta, che ha un fondo di autobiografismo, è quella di una violenza subita, ma il fuoco è tutto sul superamento del trauma, che è raccontato con toni drammatici sì ma senza esagerare, sempre stemperati da una costante tensione verso l'ironia amara e la commedia dai toni strampalati. Decisamente più vicina ai toni sospesi e intelligenti di una Miranda July che non a quelli nevrotici e da Instagram di una Greta Gerwig, Victor scrive bene, gira bene, e sa scegliere e guidare il suo cast. Ne sentiremo ancora parlare. (Federico Gironi - comingsoon.it)
La mattina scrivo
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Giovedì 9 Aprile ore 21:00
Sabato 11 Aprile ore 21:00
Domenica 12 Aprile ore 18:00
Domenica 12 Aprile ore 21:00
Genere: Biografico, Drammatico Anno: 2025 Regia: Valérie Donzelli Attori: Virginie Ledoyen, Bastien Bouillon, Marie Rivière, André Marcon Paese: Francia Durata: 92 min
TRAMA
Paul ha quarant’anni e ha lasciato il suo lavoro per inseguire la vocazione di scrittore. Quando i risparmi finiscono, è costretto a iscriversi a una piattaforma di lavori occasionali, passando le giornate a svuotare cantine e falciare erba per pochi euro. Mentre lotta per trovare il tempo e la forza di scrivere, si scontra con i pregiudizi della società e della sua famiglia, che vede la sua scelta come un fallimento. Ma, tra sacrifici e rinunce, Paul riuscirà a trovare l’ispirazione e a scoprire il valore del proprio tempo.
CRITICA
Valérie Donzelli realizza il suo film migliore in equilibrio sottile fra dolcezza e poeticità di racconto e sguardo sociale partecipe, anche senza urlare o lasciarsi andare a proclami. Una storia di oggi che ripudia semplificazioni, alla ricerca della felicità con candore e disinsteressandosi del cinismo imperante, mettendo in evidenza come un’attività artistica risponda a un bisogno irrefrenabile. Paul non può farne a meno di scrivere, e di ritagliarsi il tempo per farlo. La sua è una passione, magari silenziosa e poco spettacolare, ma inarrestabile. Il suo è un bisogno di creare, costi quel che costi. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)
Ultimo schiaffo
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Venerdì 10 Aprile ore 21:00
Venerdì d’essai
Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Matteo Oleotto Attori: Adalgisa Manfrida, Massimiliano Motta, Giuseppe Battiston, Giovanni Ludeno, Davide Iacopini, Carla Manzon, Rossana Mortara Paese: Italia, Slovenia Durata: 100 min
TRAMA
C’è il Natale che tutti conosciamo, quello rassicurante, quello con il presepio, le lucine, l’abete, e poi c’è il Natale di Petra e Jure, decisamente lontano da ogni possibile forma di tepore (sentimentale, spirituale, meteorologico).I due fratelli vivono sottozero, ci sono abituati, ma la gelida temperatura del paesello e dei suoi pochi abitanti comincia a essere un problema: esiste una via di fuga per gente come loro? Esiste un’ipotesi di futuro per una coppia di giovani e scalcagnati tuttofare di montagna? Soldi. Servono soldi. E la provvidenziale scomparsa del cane Marlowe, con relativa garanzia di “lauta ricompensa”, pare promettere meglio dei tanti espedienti quotidiani. Leciti e meno leciti…
CRITICA
A più di dieci anni di distanza dal precedente Zoran - Il mio nipote scemo (ma in mezzo c'è stata tanta tv), Matteo Oleotto torna al cinema con un film che pare una cosa e diventa un’altra, che gioca coi cliché del Natale ma non con quelli del cinema italiano standard, finendo per assomigliare un sacco a certi film dei Coen se i Coen fossero stati friulani. L’inizio è da commedia, seppur ruvida, aspra e sboccata, e le peripezie dei protagonisti Petra e Jure fanno più ridere che altro; ma poi qualcosa cambia, e in maniera tanto studiata quanto apparentemente naturale, e quindi quasi impercettibile, seguendo i personaggi più che guidandoli, Oleotto finisce col cambiare di segno al suo film, che pur contrassegnato sempre dall’umorismo lo vede diventare sempre più nero, andando così incontro a un finale che si fa addirittura amaro, compostamente drammatico. Ultimo schiaffo un film sincero e con una sua chiara idea di libertà, che l’autore, gli autori, hanno governato senza (farsi) imbrigliare troppo da aspettative e pregiudizi. (Federico Gironi - comingsoon.it)
Mio Fratello è un Vichingo - The Last Viking
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TRAMA
Attraverso una galleria di personaggi "fuori fase", dominata da un Mads Mikkelsen straordinariamente comico e "keatoniano" (nel senso di Buster), Anders Thomas Jensen racconta fragilità umane, autoillusioni e strategie dell'inconscio che non riguardano solo chi ha una patologia conclamata, ma tutti noi. Jensen miscela con precisione e talento il grottesco, la commedia nera e il noir, mettendo sullo schermo l'idea di uno strano ma confortante, socialismo esistenziale: se la sanità mentale è un'utopia e stiamo tutti male, allora non sta male nessuno. Tra citazioni dei Beatles e violenza surreale, la via per la serenità passa per l’accettazione della propria identità: anche se questa prevede un elmetto con le corna in testa.
La torta del presidente
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Giovedì 26 Marzo ore 21:00
Sabato 28 Marzo ore 21:00
Domenica 29 Marzo ore 18:00
Domenica 29 Marzo ore 21:00
Mentre la popolazione dell’Iraq degli anni ’90 lotta per sopravvivere alla guerra e alla carestia, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio preparare una torta per festeggiare il compleanno del Presidente Saddam Hussein. Nonostante le sue preghiere di non essere scelta, la piccola Lamia di 9 anni viene sorteggiata per questo ‘prestigioso’ compito. Giunta in città con la nonna, sfuggirà al suo controllo per cercare gli ingredienti necessari per la torta. Insieme al suo amico Saeed e al suo gallo andrà incontro a una serie di peripezie a volte avventurose a volte pericolose, ma anche buffe riuscendo alla fine – forse – nel suo intento.
CRITICA
Lamia ha 9 anni e vive nella paludi antiche dell'Iraq meridionale, la terra d'elezione delle civiltà babilonese e sumeriche. Gli anni '90 sono appena iniziati e Saddam Hussein impoverisce il paese, e dove non ci riesci lui ci pensano le sanzioni internazionali. La piccola protagonista - straordinariamente credibile - viene sorteggiata per cucinare una torta per il compleanno del presidente. Rito che accade ogni anno, e che la porta a intraprendere un viaggio fino a Baghdad per rimediare gli ingredienti, insieme alla nonna, unico familiare, e il suo migliore amico. Fra il viaggio di Pinocchio contro adulti più spesso perfidi che empatici e una favola di impronta neorealistica, il film è tanto semplice quanto appassionante, tenero e pieno di pudore. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)
L'Anno Nuovo che non arriva
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Venerdì 27 Marzo ore 21:00
Cineforum '26
TRAMA
È il 20 dicembre 1989 e il regime di Ceaușescu è agli sgoccioli. L’esercito reprime violentemente una rivolta a Timișoara, ma le notizie che arrivano a Bucarest sono scarse e filtrate. Sei persone si trovano nell’occhio del ciclone senza rendersene conto. Un regista televisivo deve trovare un modo per salvare il suo show di Capodanno dopo che l’attrice principale è fuggita. La soluzione sta in un’attrice teatrale in crisi che non riesce a contattare il suo ex fidanzato a Timișoara. Nel frattempo, il figlio del regista, uno studente, pianifica di fuggire in Jugoslavia nuotando attraverso il Danubio. A sorvegliarlo c’è un ufficiale della polizia segreta Securitate, che cerca di trasferire la madre dalla casa destinata alla demolizione a un nuovo appartamento che lei detesta. Il trasloco è eseguito da un operaio, che va nel panico dopo che il figlio scrive una lettera a Babbo Natale in cui rivela che il padre vuole la morte di Ceaușescu. Tutte queste vite, sotto la costante e invisibile sorveglianza della Securitate, si intrecciano in una tragicommedia che culmina con lo scoppio di un petardo nelle mani di una coppia improbabile, dando il via alla rivoluzione.
CRITICA
L’anno nuovo che non arriva si prende il suo tempo - siamo a 138 minuti - ma il tempo non lo spreca, e lo manipola, lo comprime, lo dilata, intrecciando con maestria le vicende dei suoi protagonisti e facendo di ognuna delle singole melodie una vera e propria sinfonia narrativa. Il paragone musicale non sta qui per caso, perché l’andamento del film di Mureșanu è dichiaratamente, esplicitamente di quel tipo. Musicale, appunto. Con un crescendo finale irresistibile, nel quale l’inevitabile accade, le immagini della finzione si intrecciano a quelle documentaristiche, e la partitura di Mureșanu - che parla appunto di “sviluppo sinfonico” - con quella di Ravel e del suo Bolero. (Federico Gironi - comingsoon.it)









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