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Cinema all'aperto

Gio 30_07 - TUTTO IL MIO FOLLE AMORE di Gabriele Salvatores

Il film verranno proiettati all'aperto nel giardino di Villa Bassini (ingresso dal Patronato del Duomo). 
biglietto unico 5 euro (no riduzioni)

Tutto il mio folle amore

Gio 30_07 ore 21:15
Arena estiva
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Gabriele Salvatores
Attori: Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian, Maruša Majer, Tania Garribba
Paese: Italia
Durata: 97 min 
Il film verrà proiettato all'aperto nel giardino di Villa Bassini (ingresso dal Patronato del Duomo). 
biglietto unico 5 euro (no riduzioni)

TRAMA
Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo e una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che, forse, non si erano mai detti. “Ora capisco cosa cercavi di dirmi e quanto soffrivi sapendo di avere ragione. Ma avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te”. Vincent - Don Mc Lean

CRITICA
E' un film di ritorni per Gabriele Salvatores Tutto il mio folle amore: ritorno al rock & roll, e soprattutto al road-movie un road movie, in questo caso, che di viaggi ne racconta due: uno del corpo e l'altro dell'anima. Come spesso fa, il regista adatta un romanzo e pesca dall'immaginario di qualcun altro per costruire sua personale visione dell'uomo e dei sentimenti. Il sentimento predominante qui è l'amore nelle sue varie declinazioni, anche se in primo piano c'è un rapporto padre/figlio. C'è anche la rappresentazione della malattia mentale, presa di petto e trasformata in un'esplosione di vita e di vitalità, la vitalità dell’esordiente Giorgio Pranno e di un Claudio Santamaria canterino e autoironico, e molto simile ai personaggi di Marrakech Express. Alla loro avventura anche un po' western fanno da contraltare due personaggi notturni e malinconici a cui Valeria Golino e Diego Abatantuono si abbandonano generosamente. (Carola Proto - Comingsoon.it)

The Farewell - Una bugia buona

Gio 23_07 ore 21:15
Arena Estiva
Genere: Commedia, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Lulu Wang
Attori: Awkwafina, Shuzhen Zhao, X Mayo, Tzi Ma, Yang Xuejian, Diana Lin, Becca Khalil, Yongbo Jiang, Han Chen, Aoi Mizuhara
Paese: USA
Durata: 100 min

Il film verrà proiettato all'aperto nel giardino di Villa Bassini (ingresso dal Patronato del Duomo). 
biglietto unico 5 euro (no riduzioni)
TRAMA
Una famiglia cinese scopre che alla nonna è rimasto solo poco tempo da vivere e decide di tenerla all’oscuro, programmando un matrimonio da celebrare prima della sua morte.

CRITICA
Un trama che dovrebbe essere drammatica (e lo è) eppure si veste da divertente commedia. E ancora il confronto tra le culture, quello tra la verità e la bugia: quello di Lulu Wang è un film tutto basato sul gioco tra opposti che si mescolano fino a farsi sostanzialmente indistinguibili.
Un indie americano che si allontana dagli stereotipi dell'indie americano, e che racconta con leggerezza e originalità una storia di commovente semplicità, divertendo e allungandosi verso la commozione in modo obliquo e semplice, evitando ogni patetismo e ogni ricatto. Occhio alla sorpresa del finale. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Solo cose belle

Gio 16_07 ore 21:15
Arena estiva
Genere: Commedia
Anno: 2019
Regia: Kristian Gianfreda
Attori: Idamaria Recati, Luigi Navarra, Giorgio Borghetti, Carlo Maria Rossi, Barbara Abbondanza, Marco Brambini, Patrizia Bollini, Riccardo Trentadue, Erica Zambelli, Caterina Gramaglia, Federica Pocaterra, Daniele Romualdi
Paese: Italia

Biglietto unico: 5 euro ( no riduzioni)
TRAMA
Solo cose belle è la storia di Benedetta, una popolare ragazza sedicenne figlia del sindaco, e del suo incontro con una bizzarra casa famiglia, appena arrivata nel suo piccolo paese dell’entroterra riminese.
La casa famiglia, rumorosa e stravagante, conta un papà e una mamma, un immigrato, una ex-prostituta e sua figlia piccola, un ragazzo in pena alternativa, due ragazzi con gravi disabilità e un figlio naturale.
È proprio Benedetta – anche attraverso la sua storia d’amore con Kevin, uno dei ragazzi della casa – a guidarci in questo mondo ai margini, in cui tutti sembrano “sbagliati” o “difettosi”, ma in realtà sono solo davvero umani.
Ed è poi l’intero paese, che si prepara con passione alle prossime elezioni comunali, a essere coinvolto e sconvolto da questo incontro, tra momenti divertenti e altri drammatici, tra balli, risa, lacrime, barchette di carta, piadine e sgomberi, finché, in una notte difficile, tutto precipita e sembra perduto. In realtà, al di là delle scelte dei singoli, nulla potrà più essere come prima.

L’IDEA
Un film tratto dalla vita vera
Solo cose belle è un film dedicato all’attenzione per gli altri e al rispetto della diversità e parte dall’esperienza dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi nel 1968. La Comunità è un’associazione diffusa su tutto il territorio nazionale e internazionale, nota per il suo impegno a favore degli ultimi e degli emarginati. Il film rappresenta la ricchezza di questo mondo e ne coglie gli aspetti più interessanti e attuali. È proprio per questo che i ruoli delle persone con disabilità sono interpretati da persone realmente disabili.
Il film ruota attorno alla storia di una Casa Famiglia della Comunità, famiglie speciali in cui mamme e papà donano la propria vita 24 ore su 24, sette giorni su sette a bambini, disabili, persone sole e abbandonate, anziani e chiunque necessiti di essere accolto, aiutato e amato ogni giorno.
La produzione del film è stata quindi, attenta e rispettosa nei confronti di storie, situazioni e persone in difficoltà; perciò ex carcerati, ex prostitute, ex tossicodipendenti ed ex senza fissa dimora hanno collaborato al film a supporto della produzione.

Sorry, we missed you

gio 02_07 ore 21:00
cinema all'aperto
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Ken Loach
Attori: Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone, Katie Proctor
Paese: Gran Bretagna, Francia, Belgio
Durata: 100 min

TRAMA
Newcastle. Ricky e la sua famiglia combattono contro i debiti dopo il crack finanziario del 2008. Una nuova opportunità appare all’orizzonte grazie a un furgone nuovo che offre a Ricky la possibilità di lavorare come corriere per una ditta in franchise. Si tratta di un lavoro duro, ma quello della moglie come badante non è da meno. L’unità familiare è forte ma quando entrambi prendono strade diverse tutto sembra andare verso un inevitabile punto di rottura.

CRITICA
Quella ritratta da Ken Loach è una realtà formata da persone che nel non voler comparire denunciano implicitamente la condizione di precarietà in cui operano. Ci sarà probabilmente chi affermerà che siamo di fronte all'ennesimo comizio di un regista che non ha mai nascosto da quale parte batte il suo cuore. Bene, se questo è un comizio lo erano anche, sul piano letterario, "I miserabili" di Victor Hugo o l'"Oliver Twist" di Charles Dickens (solo per fare un esempio).

Loach non scrive romanzi, dirige film ma lo fa con la stessa passione e anche, perché no, con la stessa forma di indignazione. Non si tratta mai con lui di pauperismo, di commiserazione e tantomeno di populismo. A un certo punto del film c'è una reazione verbale da parte di uno dei protagonisti che, se non fosse che al cinema ci si comporta diversamente che a teatro, spingerebbe all'applauso. In quel momento ti accorgi di come Loach abbia saputo leggere non solo nella psicologia dei personaggi (che nel suo cinema sono sempre 'persone') ma pure in quella dello spettatore (mymovies.it)

Cattive Acque

Gio 27_02 ore 21:00
Sab 29_02 ore 21:00
Dom 01_03 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Todd Haynes
Attori: Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins, Bill Camp, Victor Garber, Mare Winningham, William Jackson Harper, Bill Pullman, Louisa Krause, Kevin Crowley, Daniel R. Hill, Denise Dal Vera
Paese: USA
Durata: 126 min

TRAMA
Questa è la vera storia di Robert Bilott (Mark Ruffalo) l'avvocato ambientalista protagonista di una estenuante battaglia legale durata ben 19 anni contro il colosso chimico DuPont e di come, da uomo tenace e combattivo, ha rappresentato 70mila cittadini dell'Ohio e della Virginia, la cui acqua potabile era stata contaminata dallo sversamento incontrollato di PFOA (acido perfluorooctanico). Grazie ad uno studio tossicologico sulle vittime, Bilott riuscirà a dimostrare i rischi per la salute associati alla contaminazione delle acque e otterrà per loro un importante risarcimento. La pellicola diretta da Todd Haynes, si ispira ad una vicenda realmente accaduta e portata alla ribalta internazionale da un articolo del New York Times. Dai produttori di Green Book e Il Caso Spotlight una storia di impegno civile, una lotta di Davide contro Golia supportata da un grande cast composto da Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins e Bill Pullman.

CRITICA
Una grossa multinazionale contro singoli individui. I produttori di Cattive acque sono gli stessi de Il caso Spotlight, e i due film hanno un'atmosfera e un rigore simili. Inedito lavoro di Todd Haynes, che di solito l'America rurale la racconta nel suo passato e nei suoi intrighi privati, amorosi e famigliari, mentre questa volta racconta dei buoni americani in lotta contro il "sistema", una corporation diabolica e l'eterno nemico interno, il governo, che non li protegge. L'ossessione, sana, eticamente impeccabile, di un avvocato per la giustizia, in un film che omaggia il cinema liberal anni '70 e racconta molto dell'America da ieri a oggi, non solo una storia particolare. Città contro campagne, le due Americhe ancora una volta contro. Appassionante e per appassionati del genere. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Judy

Gio 20_02 ore 21:00 in lingua originale con sottotitoli in italiano
Sab 22_02 ore 21:00
Dom 23_02 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Biografico, Drammatico, Musicale
Anno: 2019
Regia: Rupert Goold
Attori: Renée Zellweger, Finn Wittrock, Rufus Sewell, Michael Gambon, Jessie Buckley, Bella Ramsey, Richard Cordery, Andy Nyman, Royce Pierreson, Darci Shaw, Daniel Cerqueira, Lewin Lloyd
Paese: Gran Bretagna
Durata: 118 min

TRAMA
Il film racconta l’ultimo periodo della vita della grande attrice e cantante Judy Garland, sul finire di una carriera sfolgorante iniziata giovanissima con la Dorothy del Mago di Oz. Un mix di fama e successo, fra Oscar® e Golden Globe, e poi la battaglia con il suo management, i rapporti con i musicisti, i fan, i suoi amori tormentati e il dramma familiare che la spinse a fare i bagagli e a trasferirsi a Londra. In quegli anni ci ha regalato alcune delle performance più iconiche della sua carriera.

CRITICA
Con una performance straordinaria di Renée Zellweger, per cui l'Oscar dovrebbe essere d'obbligo, torna in vita nella triste fase finale della sua carriera la grande attrice e cantante Judy Garland, cresciuta dalla crudele madre hollywoodiana quando gli attori erano proprietà dello Studio con cui erano sotto contratto. Tra ricordi del suo lontano passato e il backstage dei suoi concerti londinesi del 1969, pochi mesi prima della sua morte, questo biopic tratto da un'opera teatrale è totalmente asservito alla sua protagonista, che rende lo spirito e il dolore di una donna celebre che voleva solo pace, amore e la custodia dei suoi figli, ma era ormai - e non per sua colpa - irrimediabilmente danneggiata. Commovente, triste e non consolatorio, è un film da vedere muniti di fazzoletti. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Qualcosa di meraviglioso

Ven 21_02 ore 21:00
Cineforum
Genere: Biografico, Drammatico
Anno: 2019
Regia: Pierre-François Martin-Laval
Attori: Gérard Depardieu, Ahmed Assad, Isabelle Nanty, Pierre-François Martin-Laval, Pierre Gommé, Didier Flamand
Paese: Francia
Durata: 107 min
TRAMA
Costretti a fuggire dal Bangladesh, Fahim e suo padre partono alla volta di Parigi. Al loro arrivo, cominciano una vera e propria corsa a ostacoli per ottenere asilo politico, con la minaccia di venire espulsi dalla Francia in qualsiasi momento. Grazie al suo dono per gli scacchi, Fahim incontra Sylvain, uno dei migliori allenatori di scacchi francesi che lo porterà al campionato nazionale dove si giocherà la possibilità di rimanere nel paese che ha accolto lui e suo padre.

CRITICA
Una storia vera per un feel good movie da manuale, impreziosito però dall'assenza di tirate moralistiche o lezioni di qualsiasi tipo. Nonostante il titolo italiano roboante e caramelloso, la storia di un bambino del Bangladesh grande talento degli scacchi, pronto a dimostrarlo anche in Francia, ma privo di documenti, è ben calibrata. Depardieu sembra fatto dal sarto per il ruolo del burbero insegnante segnato dall'ossessione per quello sport, ma anche dai suoi insuccessi, che nasconde un cuore grande e timido. Il piccolo Fahmi e i suoi coetanei conquistano per la simpatia e la naturalezza. Se volete rimanere spiazzati dalle svolte narrative rivolgetevi altrove, altrimenti se siete in cerca di una storia edificante e nel suo genere con tutto al punto giusto allora ecco il film che fa per voi. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Fabrizio De André e PFM – Il concerto ritrovato

Mar 18_02 ore 21:00
Mer 19_02 ore 21:00
Genere: Documentario
Anno: 2019
Regia: Walter Veltroni
Paese: Italia
Biglietti: intero: 12,00 € - ridotto 10,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

Mentre si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio De André (1940-1999) diverse generazioni di appassionati avranno l’opportunità unica di ritrovarsi nelle sale per assistere allo storico concerto del 1979.
Lo storico filmato del concerto di Fabrizio De André con la PFM, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito per oltre 40 anni dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese, diventerà un docufilm , dedicato appunto a quella indimenticabile pagina della storia della musica italiana.
Dopo un lungo periodo di ricerca il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato e grazie al regista Piero Frattari, che lo ha salvato e conservato nel corso dei decenni, è stato recentemente possibile restaurarlo.
“Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, il 18 e il 19 febbraio 2020 al cinema Marconi,  ricostruirà quell’epoca indimenticabile che ha segnato un momento storico – l’irripetibile sodalizio artistico tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo – partendo soprattutto dalla ritrovata registrazione video completa del concerto di Genova del 3 gennaio 1979,  un documento veramente straordinario visto che si tratta delle uniche immagini di quell’incredibile tournée.
“Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese – commenta Dori Ghezzi – Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”. E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi… vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.”
Il filmato restaurato del concerto diventerà il fulcro del docufilm; le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata.
Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock. Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album “La buona novella”, un’amicizia che porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’agosto del 1978.
Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa.
Walter Veltroni, chiamato a realizzare il docufilm, non ha potuto che accettare l’invito, emozionato dalle immagini uniche ritrovate dopo 40 anni: “È un documento inedito di grande valore musicale e culturale, sottratto alla distruzione, che mostreremo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti gli spettatori viaggeranno nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”.

Lourdes

Lun 24_02 ore 21:00
Mar 25_02 ore 15:30 e 21:00
Regista: Thierry Demaizière, Alban Teurlai
Genere: Documentario
Anno: 2019
Paese: Francia
Durata: 95 min
Data di uscita: 24 febbraio 2020
Distribuzione: 102 Distribution

TRAMA
La roccia della grotta di Lourdes viene accarezzata ogni anno da milioni di persone di origine e condizione diversa che lasciano il proprio segno, le proprie speranze, sogni, aspettative e dolori. A Lourdes convergono tutte le fragilità e tutta la povertà delle persone. Il santuario è un rifugio per i pellegrini che, spogliandosi degli orpelli della vita di tutti i giorni, si mettono letteralmente a nudo nelle piscine dove si immergono, metaforicamente in un rapporto diretto, quasi carnale, con la Vergine.
I registi Thierry Demaizière e Alban Teurlai, sono andati ad incontrare questi pellegrini: pazienti ricoverati, malati, zingari, soldati e prostitute. Hanno ascoltato le loro preghiere sussurrate e documentato le loro vite tormentate da lunghi calvari. Al di là della fede, hanno ripreso Lourdes come un grande teatro antropologico dove si intersecano storie profondamente struggenti.

NOTE DI REGIA
“Con nostro grande stupore, non era mai stato fatto un documentario su Lourdes.
C’erano stati film e numerosi reportage televisivi per via dell’aspetto commerciale ma niente sui pellegrini, niente sulle loro motivazioni ; perché vengono fino a qui? Che cosa sperano ? Che cosa rappresenta per loro la Vergine? Le riprese ci hanno coinvolto per quasi un anno. I primi giorni, eravamo sbalorditi. Lourdes presenta un’organizzazione militare, con migliaia di persone e orari calcolati al millimetro.
In quel luogo si possono mettere da parte le proprie convinzioni private per individuare un «qualcosa» di straordinario. È questo «qualcosa» che ci incuriosiva - spiegano – avevamo l’intuizione che Lourdes dovesse essere un crogiolo di umanità dove accadeva «qualcosa» di eccezionale sulla condizione umana, qualcosa» che superava persino la fede e che ci portava ad interrogarci su nostro rapporto con la sofferenza e la morte. Siamo tutti condannati ma a Lourdes la questione è molto più urgente e fondamentale, poiché la maggior parte dei malati è spesso di fronte a aspettative di vita molto brevi. Alcuni vengono sperando di trovare una guarigione laddove la medicina non può più far nulla ed è d’altronde questo che rende così ricca e intensa la personalità di questi pellegrini”.
Thierry Demaizière e Alban Teurlai

Odio l'estate

Gio 13_02 ore 21:00
Sab 15_02 ore 21:00
Dom 16_02 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Commedia
Anno: 2020
Regia: Massimo Venier
Attori: Aldo, Giovanni, Giacomo, Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase, Massimo Ranieri, Davide Calgaro, Ilary Marzo, Michele Placido, Sabrina Martina, Melissa Marzo
Paese: Italia
Durata: 110 min

TRAMA
Le regole per una vacanza perfetta: non si parte senza il canotto, non si parte senza il cane, ma soprattutto non si prenota la stessa casa. Aldo Giovanni e Giacomo partono per le vacanze estive, non si conoscono e non potrebbero avere delle famiglie e delle vite più diverse: il precisetto organizzatissimo ma con un’attività in proprio fallimentare, il medico di successo alle prese con un figlio in piena crisi preadolescenziale, l’ipocondriaco nullafacente con un cane di nome Brian e la passione per Massimo Ranieri.
Tre vite lontanissime che si incontrano accidentalmente in una piccola isola della costa italiana: stessa spiaggia, stesso mare, ma soprattutto stessa casa in affitto. Lo scontro è inevitabile e spassosissimo: abitudini diverse, due figli che si innamorano, tre mogli che partono col piede sbagliato ma finiscono per ballare insieme in una sera d’estate e tre nuovi amici alla ricerca di un figlio in fuga. Aldo Giovanni e Giacomo ci raccontano una storia di amicizia e sentimenti come nella loro tradizione cinematografica più amata.

CRITICA
4 anni dopo quell'oggetto misterioso che era Fuga da Reuma Park, i festeggiamenti per i 25 anni di attività e l'esordio di Aldo Baglio da solo, che temevamo preludesse ad un addio, a sorpresa esce un nuovo film del trio che riporta i nostri amati protagonisti nel solco di una commedia più solida e matura, capace di parlare al cuore dei vecchi fan ma di conquistarne anche di nuovi. Dolceamara riflessione sul tempo che passa e sul rischio di dimenticare chi siamo, ben scritto, divertente e a tratti perfino commovente, il film si avvale dell'innesto di tre inattese first lady, perfettamente a loro agio nel loro incontro con Aldo Giovanni e Giacomo, e del ritorno del loro regista storico, che sa ancora come sfruttarne al meglio le potenzialità. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Effetto Domino

Ven 14_02 ore 21:00
Cineforum
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Alessandro Rossetto
Attori: Diego Ribon, Mirko Artuso, Maria Roveran, Nicoletta Maragno, Roberta Da Soller, Olivier Rabourdin, Lucia Mascino, Marco Paolini, Andrew C. NG, Shi Yang Shi, Stefano Scandaletti, Valerio Mazzucato, Silvio Comis, Cristina Chinaglia
Paese: Italia
Durata: 104 min
TRAMA
Entro il 2030, nei paesi ricchi, gli abitanti di più di 65 anni supereranno il 30% del totale della popolazione. Nel 2050, per la prima volta nella storia del genere umano, la popolazione anziana sarà più numerosa di quella giovane.
In una cittadina termale che resiste al turismo di massa, un impresario edile e il suo sodale geometra, avviano un progetto ambizioso: convertire venti alberghi abbandonati in residenze di lusso per pensionati facoltosi. Il venire meno del sostegno finanziario di banche e investitori scatena un effetto domino nel destino dei protagonisti che sovverte per sempre la realtà.

CRITICA
Liberamente ispirato al romanzo omonimo di Romolo Bugaro, Effetto domino è il secondo lungometraggio di finzione del documentarista Alessandro Rossetto dopo Piccola patria e racconta nel dettaglio una realtà ampiamente documentata dalle cronache e la corsa a creare qualcosa di falso pensando di ottenere guadagni veri.

Il racconto, sceneggiato insieme a Caterina Serra, sta fra il saggio di antropologia, l'osservazione entomologica e la messa a nudo della dimensione grottesca, "sorrentiniana", del potere e dell'umiliazione cui si espone chi il potere non ce l'ha. Effetto domino affronta di petto alcuni "elefanti in salotto" della contemporaneità: l'invecchiamento progressivo dei Paesi occidentali e la conseguente nascita del "business della vecchiaia"; il crollo dell'edilizia, settore trainante dell'economia e in alcune zone attività primaria; la globalizzazione come epitome dell'etica (si fa per dire) del cane mangia cane, secondo una piramide di sopraffazione in cui ognuno si scopre contemporaneamente vittima e carnefice. (mymovies.it)

Impressionisti Segreti

Mar 11_02 ore 21:00
Mer 12_02 ore 21:00
Grande Arte
Genere: Documentario
Anno: 2020
Regia: Daniele Pini
Paese: Italia
Biglietti: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


Come guardavano il mondo gli impressionisti? Che rapporto avevano con la tecnica, con il colore, con la luce e con l’universo di forme che componeva la realtà davanti ai loro occhi? Come furono accolte le loro opere? Come sono passate dall’essere rifiutate da critica e pubblico a diventare in pochi anni tra le più amate nel mondo?

Per scoprirlo, arriva al cinema solo l'11 e 12 febbraio Impressionisti segreti, il docu-film prodotto da Ballandi e Nexo Digital e diretto da Daniele Pini, ideato per raccontare la rivoluzione artistica del movimento impressionista attraverso cinquanta tesori nascosti esposti da per la prima volta a Roma a Palazzo Bonaparte in occasione della mostra realizzata e prodotta da Arthemisia.  Impressionisti segreti è un viaggio immersivo all’interno dell’intimità degli impressionisti e dei loro quadri che si propone di offrire una visita “privilegiata” che stimoli la curiosità degli spettatori e regali loro una prospettiva sulle opere complementare all’esperienza dal vivo, permettendo agli spettatori in sala di immergersi nel lavoro dei pittori e coglierne dettagli inediti.

Le due curatrici della mostra –Claire Durand-Ruel (storica dell’arte esperta di Camille Pissarro e pro-nipote del celebre mercante d’arte Paul Durand-Ruel) e Marianne Mathieu (esperta di Berthe Morisot e direttrice scientifica delle collezioni del Musée Marmottan Monet di Parigi)- accompagneranno gli spettatori in un percorso articolato, dove immagini di ampio respiro troveranno il loro contrappunto ideale nelle analisi compiute da esperti, storici, artisti e altre figure legate al mondo della pittura moderna e della cultura visuale. I quadri della mostra, opere di Manet, Caillebotte, Monet, Berthe Morisot, Cézanne, Sisley, Signac, saranno sia il punto di partenza che quello di arrivo nell’approfondimento dei percorsi dei singoli autori e delle peculiarità del movimento. All’interno del film troveranno spazio anche il racconto dell’allestimento della mostra e quello dell’inaugurazione, un focus su Palazzo Bonaparte, luogo di grande fascino che aprirà per la prima volta le sue porte agli spettatori per quest’occasione speciale, e un approfondimento sulle figure del curatore e del collezionista, per porre l’accento sui molteplici aspetti del lavoro che ha portato alla realizzazione dell’ambizioso progetto Gli Impressionisti segreti.

Attraverso un approfondimento che è anche una confessione intima, verranno evocati i caratteri più riservati e meno noti degli impressionisti, anche grazie agli interventi di esperti come gli storici dell’arte Alain Tapié e Sergio Gaddi, la scrittrice e saggista Melania Mazzucco, il fotografo e regista Fabio Lovino, l’artista Giuliano Giuman e il collezionista Scott Black.

Il Diritto di Opporsi

Gio 06_02 ore 21:00
Sab 08_02 ore 21:00
Dom 09_02 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Drammatico
Anno: 2020
Regia: Destin Daniel Cretton
Attori: Michael B. Jordan, Jamie Foxx, Brie Larson, Karan Kendrick, O’Shea Jackson Jr., Tim Blake Nelson, Rafe Spall, Rob Morgan, Claire Bronson
Paese: USA
Durata: 137 min

TRAMA
“Il diritto di opporsi” segue il giovane avvocato Bryan Stevenson (Jordan) e la sua storica battaglia per la giustizia. Dopo essersi laureato ad Harvard, Bryan avrebbe potuto scegliere fin da subito di svolgere dei lavori redditizi. Al contrario, si dirige in Alabama con l’intento di difendere persone condannate ingiustamente, con il sostegno dell’avvocatessa locale Eva Ansley (Larson). Uno dei suoi primi casi, nonché il più controverso, è quello di Walter McMillian (Foxx), che nel 1987 viene condannato a morte per il famoso omicidio di una ragazza di 18 anni, nonostante la preponderanza di prove che dimostrano la sua innocenza, e il fatto che l’unica testimonianza contro di lui sia quella di un criminale con un movente per mentire. Negli anni che seguono, Bryan si ritroverà in un labirinto di manovre legali e politiche, di razzismo palese e sfacciato, mentre combatte per Walter, e altri come lui, con le probabilità – e il sistema – contro.

CRITICA
Non è un legal o procedural drama Il Diritto di Opporsi, ma una dura condanna, che passa attraverso la storia vera di un avvocato afroamericano, del razzismo che dilagava nell'America del Sud di fine anni ’80 e che ancora è una delle piaghe di certa parte del paese della democrazia e delle grandi opportunità. Con passo tranquillo e due grandi protagonisti, Michael B. Jordan e Jamie Foxx, Destin Daniel Cretton rinuncia ai misteri di un thriller e, svelando subito la verità, entra direttamente nel braccio della morte di un carcere, per mostrare l’insensatezza della pena capitale e le falle di una giustizia che, se può, salva i bianchi. E’ un film potente Il Diritto di Opporsi, e necessario. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Light of My Life

Ven 07_02 ore 21:00
Cineforum
Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Casey Affleck
Attori: Casey Affleck, Anna Pniowsky, Tom Bower, Elisabeth Moss, Hrothgar Mathews, Timothy Webber, Michael Ching, Thelonius Serrell-Freed, Jesse James Pierce, Dee Jay Jackson
Paese: USA
Durata: 119 min

TRAMA
E’ la storia di un padre e di sua figlia Rag di dieci anni, che sono costretti ad una vita nomade dopo essere sopravvissuti a un’epidemia che ha decimato la popolazione mondiale sterminando, quasi totalmente, quella femminile. In questo contesto apocalittico si sviluppa la storia di un padre che cerca di proteggere la figlia dal mondo intero.

CRITICA
Alla sua opera seconda dopo il brillante mockumentary I Am Still Here, cronaca dell'anno "folle" del cognato Joaquin Phoenix, Casey Affleck torna alla regia confermando il suo talento. C'è la distopia, c'è il post-apocalittico, c'è un minimalismo mai formalista, ma ci sono soprattutto riflessioni interessanti sulla rapacità e la violenza maschile e ancora di più sulla paternità, e sulla difficoltà di conciliare la voglia e la necessità di proteggere i propri figli, e quelle di riconoscere e accettare l'arrivo del momento in cui i figli bisogna lasciarli andare. Intenso e commovente. (Federico Gironi - Comingsoon.it)