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In programmazione / Prossimamente

In Programmazione

Red Joan
Dom 19_05 ore 18:00 e ore 21:00

Prossimamente

Mar 21_05 ore 21:00
Mer 22_05 ore 21:00
Grande Arte
Stanlio & Ollio
Gio 23_05 ore 21:00
Sab 25_05 ore 21:00
Dom 26_05 ore 18:00 e ore 21:00

Il colpevole
Ven 24 ore 21:00
Venerdì d'essai
Ted Bundy
Sab 01_06 ore 21:00
Dom 02_06 ore 18:00 e ore 21:00

Tutta la programmazione de la Grande Arte

Tutta la programmazione del Venerdì d'essai


Stanlio & Ollio

Gio 23_05 ore 21:00
Sab 25_05 ore 21:00
Dom 26_05 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Biografico, Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Jon S. Baird
ATTORI: John C. Reilly, Steve Coogan, Danny Huston, Shirley Henderson, Nina Arianda, Stephanie Hyam, Susy Kane, Rufus Jones
PAESE: Gran Bretagna, USA, Canada
DURATA: 97 Min

TRAMA
Stan Laurel e Oliver Hardy, alias Stanlio e Ollio, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.

CRITICA
Gli uomini, con tutti i limiti, gli errori e le imperfezioni della natura umana, dietro ai personaggi. Un film crepuscolare ma mai patetico, e spesso comico, su cosa significhi aver lavorato assieme per una vita, su come la coppia artistica diventi simile a una coppia di fatto, e ancor di più su come si affronta la fine di una storia, di un percorso professionale, ma non personale e d'amicizia. Steve Coogan e John C. Reilly sono bravissimi. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

il colpevole - The guilty

Ven 24_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Thriller
ANNO: 2018
REGIA: Gustav Möller
ATTORI: Jakob Cedergren, Jessica Dinnage, Jacob Lohmann, Omar Shargawi, Johan Olsen, Laura Bro, Morten Suurballe
PAESE: Danimarca

DURATA: 85 Min


TRAMA
Asger Holm, ex-agente di polizia e operatore telefonico ad un centralino per le emergenze, riceve una chiamata da una donna che è stata rapita. Quando la conversazione improvvisamente si interrompe, comincia la ricerca della donna e del suo sequestratore.
Con a disposizione soltanto il telefono, Asger dà inizio ad una corsa contro il tempo per salvare la vittima. Presto però comprende di avere di fronte un crimine ben più grave di quanto inizialmente pensasse.

CRITICA
Realizzato in un unico ambiente e con un (quasi) unico protagonista, poteva essere solo un bell'esercizio di stile e invece è un film con un'anima, con una sceneggiatura a prova di bomba, una regia mai teatrale e statica e un interprete capace di far passare sul suo viso tutte le espressioni di una montante angoscia e frustrazione. È una storia molto nordica, che parla di senso di colpa, riscatto e sacrificio, e della necessità di ascoltare e un thriller telefonico teso come la corda di un violino, dove un attore superbo dialoga con voci che trasmettono tutto il senso di un dramma in corso di svolgimento. E ad un'opera prima non potremmo davvero chiedere di più. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Palladio

Mar 21_05 ore 21:00
Mer 22_05 ore 21:00
Regia: Giacomo Gatti
Anno: 2018
Durata: 97 minuti
Paese: Italia
Genere: Documentario

BIGLIETTI: intero: 10,00 €
ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

SINOSSI
Palladio è un progetto cinematografico dedicato all’architetto Andrea Palladio, che con la sua opera divenne il punto di riferimento per la costruzione dei più importanti edifici del potere nel mondo. È un viaggio alla scoperta dell’universo antico di Palladio, ma al contempo della sua modernissima eredità: infatti, Wall Street - come d’altra parte anche la Casa Bianca e il Congresso - è stata costruita seguendo le indicazioni che il maestro ha lasciato scritto quattrocentocinquanta anni fa.
 Il docu-film è un viaggio tra New York, la Virginia, Washington D.C., il Veneto delle grandi ville e la Roma dei templi classici. Immagini rigorose ed evocative portano sul grande schermo edifici iconici come Villa La Rotonda, Villa Foscari, la Chiesa del Redentore a Venezia, la Casa Bianca, il Campidoglio, il Pantheon e i fori romani.

Red Joan

Gio 16_05 ore 21:00
Sab 18_05 ore 21:00
Dom 19_05 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Trevor Nunn
ATTORI: Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Tereza Srbova, Laurence Spellman, Robin Soans, Kevin Fuller, Simon Ludders, Ciaran Owens, Jamie Yeates, Stephen Boxer, Ben Miles
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 101 Min

TRAMA
Nel 2000 la tranquilla vita di pensionata di Joan Stanley viene bruscamente sconvolta dall’MI5 che la arresta con l’accusa di spionaggio e alto tradimento ai danni della Corona: avrebbe consegnato segreti militari all’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel serrato interrogatorio che segue l’arresto emergerà, dopo oltre 40 anni, la vera identità dell’ “Agente Lotto”, ma soprattutto, le ragioni che la mossero a tradire. Cambridge 1938. Joan, studentessa di fisica, si innamora dell’affascinante Leo Galich, giovane comunista, che le farà vedere il mondo sotto una nuova luce. Assunta poco dopo in una struttura di ricerca nucleare top secret, durante la Seconda Guerra Mondiale, Joan si rende conto che la distruzione totale sta divenendo pericolosamente attuale. Quale prezzo pagheresti per la pace? Joan deve scegliere se tradire il proprio paese ed i propri affetti oppure salvarli.

CRITICA
Red Joan di Trevor Nunn rilegge la storia vera della spia comunista Melita Norwood, passando da un romanzo che già la rielaborava, firmato da Jennie Rooney. Il risultato è un dramma sentimentale a sfondo bellico piuttosto convenzionale nella struttura e dalla regia poco inventiva, per lo meno interessante nella sua curiosa miscela di ideologia pacifista e realpolitik rischiosa, miscela incarnata dalla particolare eroina Joan, "diversamente patriottica". L'uso di Judi Dench, icona dell'inglesità, vaporizza i dubbi di filocomunismo (rivendicato invece dalla vera Melita). (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Copperman

Ven 17_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Eros Puglielli
ATTORI: Luca Argentero, Galatea Ranzi, Fortunato Cerlino, Antonia Truppo, Gianluca Gobbi, Tommaso Ragno
PAESE: Italia
DURATA: 94 Min

TRAMA
Questa è la storia di Anselmo, un uomo speciale. Attraverso i suoi occhi la realtà assume i colori delle fiabe, la purezza dei bambini e la forza magica dei supereroi. Cresciuto senza imparare a diffidare degli altri, nonostante la durezza della vita, riuscirà comunque a mantenere la sua limpida e particolare visione del mondo.

CRITICA
Copperman è un film che vive di illustri ispirazioni, pescando soprattutto nello stile di Jean-Pierre Jeunet e guardando a un cinema italiano proiettato oltre i confini nazionali, per una lettura trasparente come il suo protagonista. La confezione è all'altezza dell'ambizione, per cura di immagine, montaggio, interpretazioni e musiche. Luca Argentero è adeguato, Eros Puglielli amalgama i contributi convinti dei collaboratori. Il limite più evidente è un calo di ritmo nella seconda metà, a causa di una certa ripetitività, però l'operazione intera ha un suo perché. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

I fratelli Sisters

Gio 09_05 ore 21:00
Sab 11_05 ore 21:00
Dom 12_05 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Western
ANNO: 2018
REGIA: Jacques Audiard
ATTORI: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane, Creed Bratton, Duncan Lacroix, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Niels Arestrup
PAESE: USA, Francia, Romania, Spagna
DURATA: 122 Min

TRAMA
È il 1851, e Charlie ed Eli Sisters (Joaquin Phoenix e John C. Reilly) sono due fratelli e assassini, cresciuti in un mondo selvaggio e ostile. Hanno le mani sporche di sangue: sangue di criminali, sangue di vittime innocenti ... sono dei pistoleri e quella è l'unica vita che conoscono. Il più anziano dei due, l'introspettivo Eli (Reilly) continua ad uccidere su commissione insieme al fratello più giovane, ma sogna una vita normale. Il più giovane dei due, Charlie (Phoenix) che è un grande bevitore, ha preso entusiasta il controllo del duo nell'esecuzione dei cruenti mandati. Ciascuno di loro mette però in discussione il metodo dell'altro e la loro vita è un continuo battibecco. Durante un viaggio nei territori del Nord Ovest, i fratelli Sisters giugnono sulle montagne dell'Oregon, poi in un pericoloso bordello nella piccola città di Mayfield e, infine, nella California della febbre dell'oro. Il viaggio metterà a dura prova il legame tra i due fratelli basato sulla loro attività omicida, ma potrebbe anche trasformarsi nell'occasione per riscoprire ciò che resta della loro umanità?

CRITICA
Un western serio, e drammatico. Ma anche una commedia. Audiard ha messo in piedi un racconto che è tanto capace d’intrattenimento a livello superficiale, quanto di costruire, nelle pieghe, una dialettica quasi esistenziale, dove al centro di tutto ci sono le piccole cose che danno senso alla vita, e la domanda su cosa si voglia fare di questa stessa vita. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Cold War

Ven 10_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Pawel Pawlikowski
ATTORI: Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Slavko Sobin
PAESE: Polonia, Francia, Gran Bretagna
DURATA: 88 Min

TRAMA
Dopo Ida (premio Oscar 2015), Pawlikowski torna a girare in un magnifico bianco e nero, raccontando la storia struggente di un amore impossibile. Un musicista in cerca di libertà e una giovane cantante, fatalmente destinati ad appartenersi, vivono un amore tormentato in un’epoca difficile. Sulle note di una splendida colonna sonora, la guerra fredda della Polonia staliniana lascia il passo a quella sentimentale che vivono i due protagonisti, interpretati da Joanna Kulig e Tomasz Kot (due attori in stato di grazia).
Europa dell’Est, Yugoslavia, Parigi: queste le tappe di un viaggio intenso ed elegantissimo, un immaginario perduto che prende vita sul grande schermo e ci offre un nuovo classico senza tempo. Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes, il film è il candidato della Polonia per la corsa agli Oscar e ha ottenuto il più alto numero di nomination agli EFA.

CRITICA
Dopo lo straziante Ida, un altro gioiello per Pawel Pawlikowski, che continua a indagare le ferite di un continente e di un secolo intero raccontando i mille ostacoli vissuti dalla storia d'amore fra i genitori. Sono loro i veri combattenti di questa intima guerra fredda, fra fine anni '40 e anni '60: uno di quegli amori a cui si fugge per tornare regolarmente indietro, senza poterci fare niente. Si segue tutto d'un fiato, si sospira per l'empatia e si ispira per la meraviglia. Per non parlare delle lacrime. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il Giovane Picasso

Mar 07_05 ore 21:00
Mer 08_05 ore 21:00
Grande Arte


REGIA: Phil Grabsky
GENERE: Documentario, Arte
PAESE: Gran Bretagna
ANNO 2019
DURATA 85 minuti
BIGLIETTI: intero: 10,00 €
ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


SCHEDA
Quando si legge “Picasso”, o semplicemente “Pablo”, non si hanno dubbi. È lui, Pablo Picasso, uno dei nomi più famosi della storia dell’arte. Un volto noto a tutti, opere che sono diventate icone mondiali.

Ma chi era Pablo prima di diventare l’artista conosciuto in tutto il pianeta? Nasce da qui Il Giovane Picasso, il film diretto da Phil Grabsky, prossimo appuntamento de la Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. In programma nelle sale solo per tre giorni, il  7 e 8 maggio, Il Giovane Picasso ci condurrà nella vita di Picasso come in una detective story, svelando passo dopo passo i fatti che portarono un ragazzo proveniente dal sud della Spagna alla notorietà mondiale.

Il docu-film indaga il ruolo fondamentale che nella vita dell’artista ebbero Málaga, Barcellona e Parigi, ricordando perché ciascuna di esse fu così significativa nel corso della sua formazione. La prima, Malaga, è la città natale di Pablo, quella dove Picasso y Ruiz nacque il 25 ottobre 1881 e si appassionò all’arte, dipingendo all’età di otto anni il suo primo quadro: una corrida, naturalmente. L’amore per la pittura era un’eredità ricevuta dal padre, Josè Ruiz, artista e poi professore di disegno, ma anche dal nonno don Diego Ruiz, guantaio con un innato istinto per il disegno e la musica. La seconda, Barcellona, è il luogo dove Picasso cominciò la Scuola di Belle Arti e ne contrastò subito l’accademismo, innamorandosi invece dell’architettura della città e dell’eclettismo di Gaudì. Dopo alcuni soggiorni nella capitale spagnola, Madrid, dove frequenta l’Academia Real di San Fernando, Picasso tornerà a Barcellona per inserirsi nell’ambiente stimolante del caffè Els Quatre Gats, simbolo del Modernismo architettonico catalano e luogo di incontro privilegiato dei giovani artisti e intellettuali della città. Il suo stile si andrà evolvendo fino a toccare un simbolismo che prelude al periodo Blu. Attratto dai Preraffaeliti, Picasso deciderà poi di recarsi a Londra, ma non la raggiungerà mai. Perché la tappa intermedia a Parigi diventerà cruciale: qui, gli incontri con artisti e collezionisti saranno fondamentali per la sua attività artistica, alimentando l’indole del pittore, naturalmente volta alla sperimentazione.

Realizzato in stretta collaborazione con cinque grandi musei europei situati nelle città fulcro della sua vita – il Museo Picasso e la Fundación Picasso-Museo Casa Natal di Málaga; il Museu Picasso de Barcelona, dove è conservata la più ampia collezione dei suoi primi lavori; il Museu Nacional d’Art de Catalunya, sempre a Barcellona, e il Musée national Picasso di Parigi, nella città che Picasso chiamò “casa” – Il Giovane Picasso vede la partecipazione straordinaria del nipote di Picasso, Olivier Widmaier Picasso, e offre scorci unici all’interno dei capolavori dell’artista, intervallati da approfondimenti di storici dell’arte e curatori e dalla lettura di lettere ad amici e amanti del pittore.

Il documentario, filmato nell’arco di due anni, include due fasi essenziali della vita di Picasso – il periodo Blu e quello Rosa – ma non si lascia sfuggire gli anni precedenti. Anni molto meno conosciuti, ma fondamentali per la sua formazione e per il suo successo.  Il film si chiude infatti a New York, al Museum of Modern Art, dove uno dei capolavori di Picasso è esposto sin dagli anni Trenta: Les Demoiselles d’Avignon. Dipinta nel 1907, quando Picasso aveva solo 25 anni, l’opera, a cui l’artista approdò dopo una serie di schizzi, bozzetti e ripensamenti, è ancor oggi considerata pioneristica. Molti contemporanei, scossi dalla violenta decostruzione delle regole convenzionali della figurazione artistica di cui si era reso artefice Picasso con quest’opera, non ne compresero il valore, e molti la rifiutarono e derisero. In realtà, col passare dei mesi, ne intuirono l’importanza e intravvidero in essa l’annuncio della futura rivoluzione cubista.

Malén Gual, Curatrice Senior al Museu Picasso de Barcelona, commenta: “Questo film mostra la solida formazione artistica di Picasso e quali straordinari dipinti produsse sin dalla giovane età. Ho lavorato per decenni su Picasso e sono sempre stata colpita e fortemente emozionata nel vedere i suoi lavori, e dalla sua stessa appassionante storia, ora svelata sul grande schermo”.

Ma cosa ci dice il cervello

Gio 02_05 ore 21:00
Sab 04_05 ore 21:00
Dom 05_05 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Riccardo Milani
ATTORI: Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi, Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Ricky Memphis, Emanuele Armani, Giampaolo Morelli, Chiara Luzzi, Alessandro Roia, Carla Signoris
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min

TRAMA
Giovanna (Paola Cortellesi) è una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero, gli impegni scolastici di sua figlia Martina e gli sfottò della sua esuberante mamma (Carla Signoris). Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi), tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

CRITICA
Vizi e virtù degli italiani, anno 2019. Un serbatoio infinito per la commedia che Riccardo Milani utilizza ancora, dopo il grande successo di Come un gatto in tangenziale. Questa volta aumenta ancora il lato da commedia morale, cercando di mantenere le risate grazie alla solita poliedrica Paola Cortellesi e a un gruppo di attori efficaci e in parte. Doppia vita, per la protagonista, scialba impiegata e agente segreta sul campo, in un alternarsi non sempre equilibrato che decolla quando entrano in gioco quattro vecchi compagni di scuola, vessati da vendicare. Tanti temi, le risate arrivano dopo un inizio di rodaggio. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Se la strada potesse parlare

Ven 03_05 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Sentimentale, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Barry Jenkins
ATTORI: KiKi Layne, Stephan James, Pedro Pascal, Ed Skrein, Dave Franco, Diego Luna, Regina King, Finn Wittrock, Ethan Barret, Michael Beach, Emily Rios, Aunjanue Ellis, Brian Tyree Henry, Colman Domingo, Teyonah Parris
PAESE: USA
DURATA: 117 Min

TRAMA
Anni’70, quartiere di Harlem, Manhattan. Uniti da sempre, la diciannovenne Tish e il fidanzato Alonzo, detto Fonny, sognano un futuro insieme. Quando Fonny viene arrestato per un crimine che non ha commesso, Tish, che ha da poco scoperto di essere incinta, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori. Senza più un compagno al suo fianco, Tish deve affrontare l’inaspettata prospettiva della maternità. Mentre le settimane diventano mesi, la ragazza non perde la speranza, supportata dalla propria forza interiore e dall’affetto della famiglia, disposta a tutto per il bene della figlia e del futuro genero.

CRITICA
Barry Jenkins dimostra come il successo di Moonlight non sia stato un caso con un adattamento di uno degli autori cruciali per la cultura afroamericana del XX secolo: James Baldwin. Una storia d’amore fra una giovane coppia in quella New York dei primi anni settanta che regalava speranze a tutti i sognatori, anche se per i neri comprare una casa, uscire la sera senza essere fermati dalla polizia o costruirsi una vita insieme era ancora una corsa ad ostacoli. Due splendidi attori, un’atmosfera elegante e colorata come fossimo nella Hong Kong storica di Wong Kar Wai, Se la strada potesse parlare evita il pietismo e sposa la fiducia dei due protagonisti nell’amore e nella forza della comunità. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il campione

Gio 25_04 ore 21:00
Sab 27_04 ore 21:00
Dom 28_04 ore 18:00 e ore 21:00
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Leonardo D'Agostini
ATTORI: Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Anita Caprioli, Camilla Semino Favro
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min
TRAMA
Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è IL CAMPIONE, una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo. Valerio, solitario e schivo, con problemi economici da gestire e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando - dopo l’ennesima bravata - il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina, attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età, l’esame di maturità. I due, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.

CRITICA
Il campione e il professore. Il campione è quel fenomeno di Andrea Carpenzano, che il film se lo porta tutto sulle spalle con nonchalance, mentre il professore è uno Stefano Accorsi che ha l'umiltà e l'intelligenza di fargli da spalla, da gregario. Il calcio è ricostruito con attenzione nel suo backstage, in quel versante business che comina tutto, ma al centro di tutto ci sono i sentimenti, quelli veri. Certo, ci sono stereotipi, e la struttura del racconto procede in maniera un po' meccanica e ovvia, ma questo qui è il cinema commerciale che serve e che manca in Italia. Complimenti a chi ha saputo prendere e portare al cinema temi, storie e personaggi che stavano lì ad aspettare da tempo che qualcuno lo facesse. (Federico Gironi -Comingsoon.it)

Un valzer tra gli scaffali

Ven 26_03 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Thomas Stuber
ATTORI: Franz Rogowski, Sandra Hüller, Peter Kurth, Henning Peker, Matthias Brenner, Gerdy Zint, Michael Specht
PAESE: Germania
DURATA: 125 Min

TRAMA
Già presentato con successo alla scorsa edizione del Festival di Berlino, IN DEN GÄNGEN ha colpito al cuore la Giuria del Napoli Film Festival che gli ha conferito il Vesuvio Award come Miglior Film Europeo per l'intensità e poeticità della sua storia.
 Interpretato da Franz Rogowski (Premio Lola Miglior Attore del cinema tedesco) e Sandra Hüller (l'intensa protagonista di Toni Erdmann), il film  racconta una delicata storia d'amore nata tra gli scaffali di un supermercato e il microcosmo pieno di umanità rappresentato dalle persone che vi lavorano.

CRITICA
Tratto da un racconto di Clemens Meyer, cosceneggiatore del film, In den Gängen è il racconto esatto della vita ripetitiva dei lavoratori che trovano amicizia, amore, orgoglio e dignità tra gli scaffali del supermercato. Un diario delle giornate, che indistintamente scorrono una dopo l'altra, tutte uguali da non rendersi più conto del tempo. Finire il lavoro la sera tardi e tornare a casa solo per riposare quelle poche ore prima di ricominciare una giornata uguale a quella precedente, è il ritmo quotidiano nella provincia tedesca. Eppure Stuber riesce a far sentire il suono dell'oceano in quello del carrello elevatore, a far nascere una storia d'amore tra sguardi, silenzi e sorrisi. Se poi proviamo a immaginare la vita quotidiana sulle note di Danubio Blu in sottofondo, il realismo può diventare magico.
Sandra Hüller, l'eccezionale manager stressata in Vi presento Toni Erdmann, e Franz Rogowski conducono una coreografia di sguardi tra scatole di cioccolata, inviti non detti alla macchinetta del caffè e desideri mai soddisfatti in una tenera storia d'amore. Suddiviso in capitoli e raccontato in prima persona da Christian, In den Gängen esplora nevrosi, manie, abitudini, sogni, passioni e segreti dei lavoratori che formano un microcosmo dell'umanità, colta nell'attività che occupa la maggior parte della loro vita. (Francesca Ferri - mymovies.it)

Il Viaggio di Yao

Gio 18_04 ore 21:00
Dom 21_04 ore 18:00 e ore 21:00
Lun 22_04 ore 18:00 e 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Philippe Godeau
ATTORI: Omar Sy, Lionel Louis Basse, Gwendolyn Gourvenec, Fatoumata Diawara, Germaine Acogny, Abdoulaye Diop
PAESE: Francia
DURATA: 103 Min

TRAMA
Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure. Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, attore francese di grande successo in visita in Senegal. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino, decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per l’attore un ritorno alle sue radici.

CRITICA
Non cerca di essere migliore di quello che è, il film che segna l'esordio al cinema nella terra dei suoi avi di Omar Sy. Ingenuo e candido come alcuni angoli rurali d'Africa, ha il sapore ancestrale di quella terra e di una storia sulla paternità. Un tredicenne e il suo idolo, un famoso attore francese, nero solo fuori come un bounty, in preda a un male di vivere molto occidentale. Un viaggio classicamente prima interiore che fisico, scandito da un conteggio del tempo diverso dal nostro, un film fatto di incontri, in cui si affaccia inattesa la spiritualità. Onesto, con un pudore che è quello del suo protagonista, in un film della maturità per lui diverso dagli altri. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il museo del Prado | La corte delle meraviglie

Mar 16_04 ore 21:00
Mer 17_04 ore 21:00

GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Valeria Parisi
ATTORI: Jeremy Irons
DURATA: 90 Min
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

Capolavori straordinari che raccontano la storia della Spagna e di un intero continente. Ci troviamo in uno dei templi dell’arte mondiale, un luogo di memoria e uno specchio del presente con 1700 opere esposte e un tesoro di altre 7000 conservate. Una collezione che racconta le vicende di re, regine, dinastie, guerre, sconfitte, vittorie. Ma anche la storia dei sentimenti e delle emozioni degli uomini e delle donne di ieri e di oggi, lei cui vite sono intrecciate a quella del museo: regnanti, pittori, artisti, architetti, collezionisti, curatori, intellettuali, visitatori.

In questo 2019 che ne celebra il duecentesimo anniversario, raccontare il Prado di Madrid dal giorno della sua “fondazione” – quel 19 novembre 1819 in cui per la prima volta si parlò di Museo Real de Pinturas – significa percorrere non solo questi ultimi 200 anni, ma almeno sei secoli di storia, perché la vita della collezione del Prado ha inizio con la nascita della Spagna come nazione e con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Un’unione che sancisce l’avvio del grande impero spagnolo. Eppure, per molto tempo nel corso dei secoli, la pittura è stata una lingua universale, che non ha conosciuto frontiere. E se c’è un museo dove si rende evidente che la pittura non è stata toccata dai nazionalismi, questo è proprio il Prado, con le sue collezioni eclettiche e sfaccettate capaci di raccontare come l’arte non abbia passaporti limitanti, ma sia al contrario un viatico universale in grado di comprendere e raccontare i pensieri e i sentimenti degli esseri umani.

Per questo protagonisti de IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE sono i suoi capolavori, i grandi maestri che li hanno realizzati, le teste coronate che li hanno raccolti, ma anche l’ispirazione europea e libertaria di un museo che è uno scrigno di tesori e di storie. È questo il fil rouge che si snoda nel nuovo docu-film scritto da Sabina Fedeli e diretto da Valeria Parisi.

IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE, vede tra l’altro una novità d’eccezione: la partecipazione straordinaria del Premio Oscar® Jeremy Irons (ll mistero Von Bulow, Il danno, Mission, Io ballo da sola, La casa degli spiriti, La Corrispondenza…), che guiderà gli spettatori alla scoperta di un patrimonio di bellezza e di arte a partire dal Salon de Reinos, un’architettura volutamente spoglia che si anima di vita, luci, proiezioni, riportando il visitatore al glorioso  passato della monarchia spagnola e al Siglo de Oro quando alle pareti erano appesi molti dei capolavori oggi esposti al Prado. Allora in questo spazio si danzava, si svolgevano feste e spettacoli teatrali. Questo era uno dei cuori pulsanti di Madrid e della Spagna intera, così come lo furono il Barrio de las Letras, dove abitavano scrittori e artisti del Siglo de Oro, e, nel Novecento, la Residencia de Estudiantes, dove si incontravano gli intellettuali della Generazione del ‘27, da Buñuel a Lorca sino a Dalí.

I dipinti del Prado riflettono un’epopea unica nel suo genere, che ha dato origine ad uno dei musei più importanti del mondo. Una raccolta “fatta più con il cuore che con la ragione”; perché re e regine hanno scelto solo ciò che amavano. Un inventario di gusto e di piacere che narra vicende pubbliche, dinastie, porporati, guerre e coalizioni. E un inventario di questioni private: un matrimonio, una tavola imbandita, la pazzia di una regina. È un intreccio di teste coronate, hidalgos, majas y caballeros, tutti con le loro vite, le loro verità, i loro messaggi. È la storia di un’epoca di grande mecenatismo, di amore dei monarchi spagnoli per i grandi maestri, come Goya, presente al Prado con un corpus ricchissimo di oltre novecento opere, compresi gran parte dei disegni e delle lettere, come la corrispondenza con l’amico d’infanzia Martin Zapater. L’arte di Goya ha influenzato molti artisti moderni. Come nel caso di 3 maggio 1808, dipinto che narra l’effetto della rivolta degli spagnoli contro l’esercito francese. Un’opera che diventerà simbolo di tutte le guerre e che ispirerà Picasso per la sua Guernica. Come Picasso, anche Dalì e Garcia Lorca rimasero ammaliati dal museo mentre lo scrittore e pittore Antonio Saura, che tornava qui di continuo per calarsi nell’atmosfera di un ambiente magico, definì il Prado “un tesoro di intensità”. Dunque, un’arte che illumina il presente e che ci interroga: che cosa è stato il Museo del Prado in questi duecento anni, che cos’è oggi e che cosa continuerà a rappresentare per le generazioni future questo museo vivo, questo museo che è stato un faro per tutti gli spagnoli nei momenti bui della dittatura, una patria a cui tornare per artisti e intellettuali in esilio?

L’obiettivo delle autrici è stato dunque quello di raccontare non solo la bellezza formale e il fascino della collezione del Prado ma anche quanto attuali siano i temi trattati dalle opere esposte, capaci di narrare attraverso la storia dell’arte, anche quella della società, coi suoi ideali, i suoi pregiudizi, i vizi, le nuove concezioni, le scoperte scientifiche, la psicologia umana, le mode.

IL MUSEO DEL PRADO. LA CORTE DELLE MERAVIGLIE non è solo la narrazione delle sue straordinarie opere, che saranno il cuore del documentario, ma anche il paesaggio delle architetture Reali che sono state teatro e custodi della nascita e dello sviluppo delle collezioni d’arte. Un patrimonio universale che comprende non soltanto le opere di Vélazquez, Rubens, Tiziano, Mantegna, Bosch, Goya, El Greco conservate al Prado, ma anche l’Escorial, Pantheon dei reali, il Palazzo Reale di Madrid, il Convento de Las Descalzas Reales, il Salon de Reinos. Un affresco che contrappone interni ed esterni, quadri e palazzi, pennellate e giardini. La nascita del Museo del Prado è una storia avvincente. Nel 1785 Carlo III di Borbone, incaricò l’architetto di corte Juan de Villanueva di disegnare un edificio per ospitare il Gabinete de Historia Natural. Non lo diventerà mai. L’edificio verrà infatti trasformato nel Museo che oggi conosciamo. Camminare in questo luogo di bellezza, significa lasciarsi stupire, snidare pregiudizi e contraddizioni, scoprire i miti e i simboli di un mondo meraviglioso, a volte rivoluzionario. Significa confrontarsi con se stessi, attraverso la storia dell’arte. Significa rimanere estasiati di fronte a capolavori come la deposizione del fiammingo Van der Weyden, l’Adamo ed Eva di Tiziano, le pitture nere dell’ultimo Goya, Les Meninas di Vélasquez (“L’aria contenuta ne Las Meninas è l’aria di migliore qualità che esista”, sentenziò Dalì), le figure ritorte, allungate, fuori dagli schemi di El Greco, Il giardino delle delizie di Bosch, che risveglia nei visitatori di qualsiasi nazionalità e di qualsiasi cultura, curiosità, aspettativa, attenzione, o l’opera della fiamminga Clara Peters, che ha il coraggio di dipingere dei micro-autoritratti all’interno delle sue tele e rivendicare il ruolo femminile dell’arte o ancora la Donna barbuta di Ribera, dove una donna con il volto coperto da una folta barba allatta al seno il neonato che porta in braccio.

Lo sviluppo del docu-film intreccerà quindi alla narrazione d’arte anche lo studio dell’architettura e l’analisi di preziosi materiali d’archivio e verrà scandita dalle testimonianze dei vari esperti del Museo intervistati: Miguel Falomir, Direttore del Prado, e i Conservatori Andrés Úbeda de los Cobos, Vicedirettore Conservazione Museo del Prado; Javier Portús, Curatore Capo Pittura Spagnola fino al 1800 Museo del Prado,  Manuela Mena, Conservatore Capo Pittura 1800 e Goya Museo del Prado; Enrique Quintana,  Coordinatore Capo Conservazione Museo del Prado; Alejandro Vergara, Conservatore Capo Pittura Fiamminga fino al 1700 e Scuole Nord Europa Museo del Prado; Almudena Sánchez, Restauratrice pittura Museo del Prado; Leticia Ruiz, Capo Dipartimento Pittura Spagnola fino al 1700 Museo del Prado;  José Manuel Matilla, Conservatore Capo Stampe e Disegni Museo del Prado; José de la  Fuente, Restauratore Tavole Pittura Lignea Museo del Prado. Inoltre, interverranno Lord Norman Foster, architetto del progetto del Salón de Reinos (premio Priztker), Helena Pimenta, Direttrice della Compañía Nacional de Teatro Clásico di Madrid; Laura Garcia Lorca, Presidente della Fondazione intitolata allo zio, il poeta Federico Garcia Lorca; Marina Saura, attrice e figlia del Pittore Antonio Saura; Olga Pericet, ballerina; Pilar Pequeno, fotografa.