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Mer 26_09 ore 21:00

Gio 27_09 ore 21:00
Ven 28_09 ore 21:00
Sab 29_09 ore 21:00
Dom 30_09 ore 18:00 e ore 21:00
Papa Francesco - Un uomo di parola
Gio 4_09 ore 21:00
Ven 5_09 ore 21:00
Sab 6_09 ore 21:00
Dom 7_09 ore 18:00 e 21:00


Grande Arte

Mar 23_10, Mer 24_10 – Klimt & Schiele. Eros e Psiche
Mar 27_11, Mer 28_11 – Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce
Mer 12_12 – L'uomo che rubò Banksy





La Ragazza dei Tulipani

Gio 27_09 ore 21:00
Ven 28_09 ore 21:00
Sab 29_09 ore 21:00
Dom 30_09 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2017
REGIA: Justin Chadwick
ATTORI: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Jack O'Connell, Cara Delevingne, Zach Galifianakis, Holliday Grainger, Kevin McKidd, Tom Hollander, Matthew Morrison, Joanna Scanlan
PAESE: Gran Bretagna, USA
DURATA: 107 Min

TRAMA
La Ragazza dei Tulipani, il film diretto da Justin Chadwick, è ambientato ad Amsterdam nel 1636: la città è in pieno fermento. Il commercio prospera, le arti fioriscono. Sophia (Alicia Vikander), orfana cresciuta dalle suore, viene presa in sposa da un ricco mercante, Cornelis Sandvoort (Christoph Waltz), molto più vecchio di lei. Lui desidera ardentemente un figlio, ma lei non riesce a darglielo, mettendo così in pericolo il loro matrimonio. I due decidono di posare per un ritratto che li renderà immortali, ma Sophia inizia una relazione con il pittore, un giovane e talentuoso artista: Jan Van Loos (Dane DeHaan). Tutto questo mentre la cameriera di Sophia, Maria (Holliday Grainger), scopre di aspettare un figlio dal ragazzo di cui è innamorata, che per un equivoco è fuggito via. Per salvare la situazione, le due donne escogitano un piano, apparentemente comodo per entrambe. Ma, mentre l'Olanda è preda di una follia collettiva, la febbre di possedere i bulbi di tulipani, con pennellate intense di sensualità, irresistibile desiderio, inganno, sogni e illusioni, il ritratto prende tutt'altra forma, colorando passioni per cui daresti la vita.

CRITICA
Ben quattro anni dopo la sua realizzazione, arriva in sala un film che ha avuto parecchie vicissitudini nel corso della sua produzione e distribuzione, e il risultato, purtroppo, ne risente. Nonostante l'ambientazione curata, il cast di grossi nomi e la ricostruzione di una Amsterdam del 1636, preda della follia speculativa del mercato dei bulbi di tulipano, il film che il premio Oscar Tom Stoppard ha adattato da un bestseller di Deborah Moggach non decolla mai, indeciso com'è tra dramma, commedia e romance. Inerte come una bella natura morta, si lascia vedere, ma non appassiona. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Papa Francesco - Un uomo di parola

Gio 4_10 ore 21:00
Ven 5_10 ore 21:00
Sab 6_10 ore 21:00
Dom 7_10 ore 18:00 e ore 21:00


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Wim Wenders
PAESE: USA

DURATA: 96 Min


SINOSSI

Il 13 Marzo 2013, il Cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, è diventato il 266° pontefice della Chiesa Cattolica. E’ stato il primo papa proveniente dalle Americhe e dall’emisfero sud, il primo gesuita in qualità di arcivescovo di Roma, ma prima di tutto il primo papa ad aver scelto il nome di Francesco, dopo San Francesco D’Assisi (1181-1226), uno dei più stimati santi fra i Cristiani e riformatori ad aver dedicato la propria vita alla “Sorella Povertà” e ad aver avuto un profondo amore per la natura e per tutti gli esseri viventi sulla “Sorella Madre Terra”.

PAPA FRANCESCO – UN UOMO DI PAROLA vuole essere un viaggio personale in compagnia di Papa Francesco, più che un documentario biografico relativo alla sua figura. Gli ideali del Papa ed il suo messaggio sono centrali in questo documentario, che si prefigge di presentare la sua opera di riforma e le sue risposte riguardanti alcune questioni di livello globale.

Il film si basa visivamente e narrativamente sull’interazione del pubblico face-to-face con il Papa, instaurando un dialogo tra lui e, letteralmente, con il mondo. Disponibile nel rispondere alle domande di persone provenienti da qualunque background, Papa Francesco risponde a contadini, lavoratori, rifugiati, bambini ed anziani, detenuti, a coloro che vivono nelle favelas e campi di rifugiati. Tutte queste voci e facce sono uno spaccato di umanità che partecipa ad una conversazione con Papa Francesco.

Mentre questa vera e propria “Sinfonia di domande” fornisce il materiale per il film, allo stesso tempo mostra il Papa nel corso dei suoi numerosi viaggi per il mondo, con immagini che lo riprendono mentre parla alle Nazioni Unite, affrontando il Congresso degli Stati Uniti, mentre si unisce al lutto per tutte le vittime a Ground Zero e presso lo Yad Vashem, il monumento in memoria dell’Olocausto. Parla ai carcerati presso i penitenziari e ai rifugiati nei campi affacciati sul Mediterraneo. Lo vediamo viaggiare in Terra Santa (Palestina ed Israele) così come in Africa, Sud America ed Asia.

Per tutto il film, Papa Francesco condivide la sua visione della Chiesa e la sua profonda preoccupazione per la situazione dei poveri, il suo coinvolgimento nelle tematiche ambientali e di giustizia sociale, e la sua invocazione di pace nelle aree di conflitti e tra diversi mondi religiosi. Nel film viene richiamata anche la figura di San Francesco, alla quale si ricollega la scelta del nome del Papa, attraverso resoconti dei momenti leggendari nella vita privata del Santo, riformatore ed ecologista.

In un’epoca di profonda sfiducia nella politica e nel potere, nel momento in cui bugie e corruzione sono all’ordine del giorno, Papa Francesco – UN UOMO DI PAROLA mostra un uomo che vive esattamente nel modo che predica e che si è guadagnato la fiducia del popolo di tutte le fedi, tradizioni e culture del mondo.

Salvador Dalì. La ricerca dell'immortalità

Mar 25_09 ore 21:00
Mer 26_09 ore 21:00



REGISTA: David Pujol
GENERE: Documentario
PAESE: Spagna
ANNO: 2018


Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità propone un viaggio esaustivo attraverso la vita e l’opera di Salvador Dalí, e anche di Gala, sua musa e collaboratrice. Il regista David Pujol ci guida, assieme a Montse Aguer Teixidor, Direttrice del Museo Dalí, e Jordi Artigas, Coordinatore delle Case Museo Dalí, in un percorso che ha inizio nel 1929, anno cruciale per l’artista sia dal punto di vista professionale che personale, fino alla sua morte, nel 1989. È nel 1929, infatti, che l’artista si unisce al gruppo surrealista, suscitando le ire di un padre che non accetta un cambiamento così radicale e tenta di allontanarlo da Cadaqués, luogo dove Dalí trascorre le estati soleggiate con la famiglia prima della rottura. Nello stesso anno l’artista incontra Gala, l’amore intenso di una vita, una donna che comprende il suo talento e le sue ossessioni, una musa che lo ispira e con cui sperimenta piaceri e divertimenti, ma che allo stesso tempo sa riportarlo alla realtà e gli restituisce l’equilibrio necessario.

Percorrendo vicende non scontate, si attraversano intere geografie vitali: l’adorata casa a Portlligat, l’officina casalinga che, dalle finestre che si ingrandiscono con i progressivi ampliamenti dell’edificio, accoglie tutti i colori della Catalogna e i paesaggi tipici delle opere di Dalí. In origine una cella di soli 22 metri quadri, proprietà di Lidia, una figura paesana che con la sua “follia plastica” e “cerebro paranoica” influenzò spiritualmente l’artista: un piccolo nido appena sufficiente per due e che negli anni si trasforma in un’enorme casa studio circondata da uliveti, frequentata da artisti, personaggi pubblici e giornalisti.  In questo viaggio tra luoghi, emozioni e arte, non può mancare Figueres, la città natale dove l’artista crea il museo-teatro Dalí, il suo testamento artistico. Proprio qui, nella Torre Galatea, Dalí decide di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una dimensione più intima con studi volti a comprendere il caos e a carpire l’agognato segreto dell’immortalità.  Púbol rimane luogo immacolato per Dalí, castello donato all’amata Gala, simbolo di un amor cortese pensato per restituirle una desiderata dimensione intima che a Portlligat si era persa, tornando a un corteggiamento quasi antico. Un luogo dove l’artista accede solo su invito scritto della stessa Gala.

Ma sono anche la Parigi surrealista di Un Chien Andalou, prodotto e interpretato da Dalí e da Luis Buñuel, e la New York moderna e simbolo di speranza e risurrezione, ad essere protagoniste di Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità, un film evento capace di farci penetrare nell’animo creativo, geniale, tormentato, di colui che secondo il regista Alfred Hitchcock era “il miglior uomo in grado di rappresentare i sogni” e replicare il mondo del subconscio.

Un tour delle sue creazioni, la contemplazione della sua vita così intrecciata a quella di Gala, immagini e documenti, alcuni dei quali completamente inediti, avvicinano lo spettatore a un genio unico nella storia dell’arte. Un pittore che ha fatto di se stesso una straordinaria ed eccentrica opera, capace di assicurargli un posto tra i grandi maestri e nel mito e di regalargli quell’immortalità che ha cercato per tutta la vita. Messo allo specchio, appena nato, con la morte di un fratello che si è sempre sentito di dover riscattare e che lo ha spinto, così dichiara l’artista, a eccedere sempre nel corso della vita.

La Grande Arte al Cinema 2018-2019 Parte I


Mar 25_09, Mer 26_09 – Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità
Mar 23_10, Mer 24_10 – Klimt & Schiele. Eros e Psiche
Mar 27_11, Mer 28_11  – Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce
Mer 12_12  – L'uomo che rubò Banksy


Dogman

gio 7_6 ore 21:00,
ven 8_6 ore 21:00,
dom 10_6 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Calabria, Gianluca Gobbi
PAESE: Italia, Francia
DURATA: 102 Min

SINOSSI
In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l'unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l'amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l'intero quartiere. Dopo l'ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall'esito inaspettato.

CRITICA
Garrone azzecca tutto: la storia, le facce, gli attori, i luoghi, la fotografia. Fa una scelta intelligente e dribbla la truculenza delle sevizie per raccontare qualcosa di ancora più tremendo. Il suo è un film potente, che ti prende alla gola e allo stomaco e ti toglie il fiato per la violenza, l'abbandono, la solitudine e la mancanza di speranza che racconta. E riesce a tenerti con gli occhi incollati allo schermo anche quando vorresti girare lo sguardo, e scappare via. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Hotel Gagarin

gio 31_5 ore 21:00,
ven 1_6 ore 21:00,
sab 2_6 ore 21:00,
dom 3_6 ore 18:00 e 21:00


ANNO: 2018
REGIA: Simone Spada
ATTORI: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D'amico, Philippe Leroy, Caterina Shulha, Tommaso Ragno, Simone Colombari, Marco Todisco, Hovhannes Azoyan, Paolo De Vita, Marjan Avetisyan
PAESE: Italia
DURATA: 93 Min
TRAMA
I protagonisti della  storia sono cinque italiani squattrinati che, in cerca di successo, vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Purtroppo i loro sogni di gloria vengono infranti appena raggiungono il freddo e isolato Hotel Gagarin, quando scoppia una guerra e il produttore sparisce con tutti i soldi. Una situazione spiacevole e grottesca come questa si rivela, però, un'occasione di ritrovare la spensieratezza e la gioia perdute. Scegliendo di usare il cinema come motivo scatenante dell'intreccio narrativo e un gruppo di sventurati come eroi, Spada ricalca la commedia all'italiana di una volta con l'intento di far sorridere ed emozionare gli spettatori, racchiudendo il senso profondo dell'intero film e della vita stessa nella frase di Lev Tolstoj: "Se vuoi essere felice, comincia".

CRITICA
Confinando un pugno di sfortunati personaggi in un hotel di lusso fra le nevi dell'Armenia, Simone Spada si appoggia al sicuro potenziale drammatico dell'unità di luogo e delle dinamiche di gruppo, ma dopo una commedia dagli inizi tutto sommato prevedibili approda a qualcosa di nuovo, poetico, surreale, incantato: un film sul potere dei sogni, dell'immaginazione e sul sempiterno fascino del cinema. Con l'aiuto della bella fotografia di Maurizio Calvesi e la solida recitazione di Battiston, Argentero, Bobulova e Battiston, il neoregista gira un buon film, intriso anche di una malinconica nostalgia per un'Italia migliore di quella attuale, che non mantiene le promesse fatte e che e invita alla fuga. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Sconnessi

gio 24_5 ore 21,00,
dom 27_5 ore 18,00 e 21,00

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Christian Marazziti
ATTORI: Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Eugenio Franceschini, Antonia Liskova, Benedetta Porcaroli, Giulia Elettra Gorietti, Maurizio Mattioli, Lorenzo Zurzolo, Daniela Poggi
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min

SINOSSI
Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, in occasione del suo compleanno porta tutta la famiglia nel suo chalet in montagna, e cerca di creare finalmente un legame tra i suoi due figli, Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso, con la sua seconda moglie, la bella, giovane e un po’ ‘naif’ Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore. Arrivati allo chalet, trovano Olga (Antonia Liskova), l’affidabilissima tata ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. A sorpresa arriva anche Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo.
Quando il gruppo rimane improvvisamente senza connessione internet, tutti entrano nel panico...e le conseguenze saranno rocambolesche. I segreti e le convinzioni dei protagonisti verranno presto ribaltate, la “sconnessione” li metterà di fronte a tutte le loro insicurezze e dovranno resettare e ripartire.

CRITICA
Non è un film solamente sulla nomofobia e sulle nefaste conseguenze dell'ossessione per smartphone, Internet e social Sconnessi, ma un sincero ritratto della famiglia, luogo dove ricostruire rapporti sinceri, sani, reali e non virtuali. Quella descritta in una commedia che mescola bene il divertimento e il dramma non è mai caricaturale e si libera dai cliché con cui vengono rappresentati tanto i coatti quanto i radical chic per diventare autentica, con personaggi più a fuoco e altri meno approfonditi. Pur contenendo un messaggio di speranza, il film contempla l'alienazione a cui ci ha ridotto la rivoluzione digitale e punta su un terzetto comico d'eccezione, composto da Carolina Crescentini, Ricky Memphis e Stefano Fresi. Bentivoglio fa il suo e Antonia Liskova ci regala una governante russa in apparenza dura e un po' chiusa ma dal cuore inaspettatamente tenero. (Carola Proto - Comingsoon.it)

La casa sul mare

Ven 25_05 ore 21:00
Cineforum

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Robert Guédiguian
ATTORI: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin
PAESE: Francia
DURATA: 107 Min
TRAMA
In una pittoresca villa affacciata sul mare di Marsiglia tre fratelli si ritrovano attorno all’anziano padre: Angela fa l'attrice e si è trasferita a Parigi, Joseph è un aspirante scrittore innamorato di una ragazza che ha la metà dei suoi anni, e Armand, l’unico a vivere ancora in paese, gestisce il piccolo ristorante di famiglia. Il tempo passato insieme è l'occasione per fare un bilancio, tra ideali ed emozioni, aspirazioni e nostalgie. Finché un arrivo imprevisto, dal mare, porterà scompiglio nelle vite di tutti.

CRITICA
Con La casa sul mare Guédiguian fa il punto, torna ai suoi temi, alla sua gente, ai suoi luoghi e alla sua luce. Lo fa con nostalgia, che è una costante del suo cinema, ma senza paternalismi, senza retorica a buon mercato e costruendo un’opera tenace e rigorosa. Capace di sintetizzare con grande intelligenza il cinema privato di cui si diceva con uno sguardo politico centrato sul presente, per nulla passatista o malinconico (lorenzo rossi cineforum.it)

Loro 2

gio 15_5 ore 21:00
sab 19_5 ore 21:00
dom 20_5 ore 18:00 e 21:00

ANNO: 2018
REGIA: Paolo Sorrentino
ATTORI: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon, Roberto Herlitzka
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min
TRAMA
In questa seconda parte la crisi tra Silvio e Veronica (Elena Sofia Ricci) si fa ancora più profonda, e Berlusconi, rispolverando le sue vecchie ma immutate doti di straordinario venditore, le utilizza per manovre politiche che condurranno alla caduta del governo della sinistra e al suo ritorno sulla poltrona di Presidente del Consiglio. Ma la sua passione per le giovani donne, e per le "cene eleganti" lo condurranno inevitabilmente verso il baratro, rompendo l'incantesimo dell'innamoramento col quale aveva conquistato la moglie e gli italiani. E la caduta di Silvio va di pari passo con quella di un paese ridotto in macerie.

CRITICA
Dalla farsa venata di tragedia di Loro 1, alla tragedia che assume sfumature farsesche: perché qui c'è il crollo, la caduta, la disillusione di un uomo che non riesce più a vendere (né a vendersi) il suo sogno. Di un venditore che si tramuta in un piazzista, che lascia scendere in campo la tristezza e la solitudine, e non si accorge del patetismo del suo teatrino. Di un uomo che non capisce più, e davvero, perché quelli che si erano inopinatamente innamorati di lui (la moglie, ma anche gli italiani) ora non vogliano più avere a che fare con lui, recuperando una tardiva dignità. Sorrentino non giudica, né redime, né perdona, ma mostra - cerca di mostrare - quello che c'era e c'è sotto alla maschera, dietro la megalomania, quello che alimentava i complessi. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Oltre la notte

ven 18_5 ore 21:00
Cinema d'essai


GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Fatih Akin
ATTORI: Diane Kruger, Johannes Krisch, Numan Acar, Denis Moschitto, Ulrich Tukur, Samia Muriel Chancrin, Ulrich Brandhoff, Hanna Hilsdorf, Rafael Santana, Hartmut Loth, Ioannis Economides
PAESE: Germania, Francia
DURATA: 106 Min

TRAMA
La vita di Katja viene improvvisamente sconvolta dalla morte del marito Nuri e del figlioletto Rocco, rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba.
Grazie al sostegno di amici e familiari, Katja riesce ad affrontare il funerale e ad andare avanti. Ma la ricerca ossessiva degli assassini e delle ragioni di quelle morti insensate la tormenta, riaprendo ferite e sollevando dubbi. 
Danilo, avvocato e miglior amico di Nuri, rappresenta Katja nel processo finale contro i due sospetti: una giovane coppia appartenente a un’organizzazione neonazista. Il processo è un’esperienza durissima per Katja, che però non si arrende. Vuole giustizia.

CRITICA
Il terrorismo viene raccontato da ogni punto di vista, in questi anni. Quello scelto da Fatih Akin è interno, bianco e para nazista, mettendo in scena una biondissima Diane Kruger, alla prima performance nella lingua madre, la cui vita è sconvolta dalla morte per bomba di marito di origine turca e figlio. Oltre la notte conferma le difficoltà del regista a rinnovare i fasti pieni d'energia dell'orso d'oro La sposa turca, mettendo in scena una vendetta brutale e costruita con l'intento di scioccare, eticamente discutibile e sbrigativa. Una delusione per stanchezza narrativa, con finale imperdonabile. (Mauro Donzelli)

Loro 1

gio 10_5 ore 21:00
sab 12_5 ore 21:00
dom 13_5 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Paolo Sorrentino
ATTORI: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Lorenzo Gioielli, Ricky Memphis, Alice Pagani, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Caroline Tillette, Roberto Herlitzka
PAESE: Italia
DURATA: 104 Min
TRAMA
Loro 1 è la prima parte del nuovo film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi.  Il film è un racconto di finzione, in costume, che narra di fatti verosimili o inventati, in Italia, tra il 2006 e il 2010. Attraverso una serie di personaggi, il film vuole tratteggiare un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale.

CRITICA
Una realtà alternativa, un universo parallelo, quello di Loro 1, dove ciò che è stato e ciò che poteva essere (ed è stato immaginato da Sorrentino) convivono spalla a spalla. Come convivono, spalla a spalla, il ritratto acidissimo e volgare del berlusconismo come quello morbido e quasi sentimentale dell'uomo Berlusconi così come il regista napoletano lo ha ritratto, colmando con la sua fantasia il buco nero di ciò che non sapremo mai. Come convivono il sesso e l'amore, e il Sorrentino più manierista, grottesco e stilizzato e uno inedito, più disteso, molle e perfino tenero. Un prologo, forse, ma più che intrigante, in attesa di vedere come verranno tirate le fila in Loro 2. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Foxtrot

ven 11_5 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Samuel Maoz
ATTORI: Lior Ashkenazi, Sarah Adler, Shira Hass, Yonatan Shiray
PAESE: Israele, Francia, Germania, Svizzera
DURATA: 113 Min



SINOSSI
FOXTROT, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Venezia, è scritto e diretto dall’israeliano Samuel Maoz, il regista di LEBANON Leone d’Oro a Venezia nel 2009.  Foxtrot è la danza di un uomo con il suo destino. È una parabola filosofica che analizza il concetto misterioso di fato attraverso la storia di un padre e di un figlio. Che sono fisicamente lontani ma che nonostante la distanza riusciranno a cambiare l’uno il destino dell’altro. Tre atti, come in una tragedia greca, per mettere in discussione un intero mondo, le sue convinzioni, i suoi sensi di colpa atavici.

Quando degli ufficiali dell’esercito si presentano alla porta di casa e annunciano la morte del figlio Jonathan, la vita di Michael e Dafna viene sconvolta. Tutto appare incredibile e forse lo è: qualcosa di terribile è accaduto nell’isolato posto di guardia in cui il ragazzo prestava servizio sotto le armi – ma cosa, come, quando e perché? Tre atti, fra squarci di rabbia e lampi di ironia surreale, in cui la verità si avvicina beffarda a passo di danza ma il destino conserva per ultimo il suo scherzo più crudele.

CRITICA
La guerra non si combatte solo sul campo di battaglia, ma anche tra le mura casalinghe, dove ogni genitore attende angosciato il ritorno del figlio. La morte è una presenza costante in Foxtrot, una tragedia in tre atti che unisce stili diversi in un tripudio di musiche e colori. Il regista Samuel Maoz gira un film coraggioso, intimista, che non ha paura di attaccare una società fondata sulla violenza. Lui è stato un carrista nel 1982, durante l’invasione del Libano da parte di Israele, come ci aveva raccontato con Lebanon. Questa esperienza di gioventù, l’ha reso un militante che usa la macchina da presa per denunciare l’assurdità di ogni conflitto. (cinematografo.it)

Cézanne - Ritratti di una vita

mer 09_05 ore 21:00
Grande Arte

BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


REGIA Phil Grabsky.
ANNO: 2017
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 85 minuti.
I volti delle persone che ha incontrato, l’inedito racconto dei momenti personali e delle confessioni più intime di uno dei giganti assoluti dell’arte moderna. Nei cinema italiani il tour nella grande mostra della National Portrait Gallery di Londra dedicata agli straordinari ritratti del pittore.
Ambientato a Londra, Parigi, Washington D.C. e in Provenza, quel sud della Francia in cui Cézanne nacque e si spense, il film ripercorre la vita di uno dei più grandi artisti mai esistiti. Un viaggio attraverso gli spazi e le lettere private che ne segnarono l’esistenza e che aiutano lo spettatore ad avvicinarsi ancor di più all’animo e al pensiero di colui che per Picasso e Matisse fu “il padre di noi tutti”.
La macchina da presa mostra così le immagini di “Cézanne’s portraits”, l’esposizione che raggruppa ben cinquanta ritratti del pittore di Aix-en-Provence: opere che hanno viaggiato dalla National Portrait Gallery di Londra, al MoMA di New York, alla National Gallery of Art a Washington DC, fino al Musée d’Orsay a Parigi. Curatori ed esperti legati a queste istituzioni hanno prestato il volto e la voce per arricchire i contenuti del film, guidando lo spettatore all’interno della mostra e della vita di Cézanne.
Oltre a quadri entrati nella leggenda, come quelli dedicati alla Montagna Sainte Victoire o alle sue amatissime mele, Cézanne ha realizzato circa 200 ritratti: le persone che fecero parte alla sua vita sono immortalate proprio lì, con il suo tratto e le sue pennellate, e molte di loro furono scelte come soggetto più di una volta, poiché condivisero con l’artista momenti diversi della sua esistenza. Assieme ai ritratti veri e propri, si contano poi una trentina di autoritratti: un numero davvero impressionante nella storia dell’arte. Anche il pronipote del pittore, Philippe Cézanne, ha preso parte al progetto rendendo unico questo contenuto cinematografico, costituito da opere, luoghi e voci di esperti e familiari.

io sono tempesta

gio 03_05 ore 21:00
sab 05_05 ore 21:00
dom 06_05 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Daniele Luchetti
ATTORI: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Luciano Curreli
PAESE: Italia
DURATA: 97 Min


TRAMA
Marco Giallini è Numa Tempesta, un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro. Alla fine, come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

CRITICA
Daniele Luchetti racconta la realtà preferendo al cinema del dolore e al realismo e neorealismo l'opera buffa, la farsa, la tragicommedia. Citando Shining e ricordandosi di Bertolt Brecht, il regista non dichiara guerra ai suoi personaggi, ma in fondo - e moralmente - non salva nessuno. A non salvarsi, in primis da una grande confusione, è lo stesso film, che in un caleidoscopio di personaggi e situazioni (e di linguaggi e citazioni) dimentica di approfondire le psicologie e non rende giustizia ai suoi bravi interpreti. Laddove invece sorprende piacevolmente è nella regia e nei suoi luoghi, che la bella fotografia rende suggestivi, "sospesi". (Carola Proto - Comingsoon.it)