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In Programmazione

Cinema di Marzo
Beate
Primavera Italiana
Ven 22_03 ore 21:00
ospiti della serata: Samad Zarmandili (regista) - Eleonora Panizzo (attrice)

Canova
Arte al Cinema
Mar 19_03 ore 21:00
Mer 20_03 ore 21:00

Non sposate le mie figlie 2
Gio 21_03 ore 21:00
Sab 23_03 ore 21:00
Dom 24_03 ore 18:00 e ore 21:00

Prossimamente

Momenti di trascurabile felicità
Gio 28_03 ore 21:00
Sab 30_03 ore 21:00
Dom 31_03 ore 18:00 e ore 21:00

La promessa dell'alba
Gio 04_04 ore 21:00
Sab 06_04 ore 21:00
Dom 07_04 ore 18:00 e ore 21:00

Una giusta causa
Gio 11_04 ore 21:00
Sab 13_04 ore 21:00
Dom 14_04 ore 18:00 e ore 21:00

Tutta la programmazione de la Grande Arte

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Beate

Ven 22_03 ore 21:00
Primavera Italiana

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Samad Zarmandili
ATTORI: Donatella Finocchiaro, Maria Roveran, Lucia Sardo, Paolo Pierobon, Eleonora Panizzo
PAESE: Italia

TRAMA
In una cittadina del Nordest, la fabbrica “Veronica” produce e vende – con successo e nonostante la crisi – biancheria intima per signore…
… Ma i proprietari vogliono delocalizzare l’attività e moltiplicare i profitti. Lasciando le poche operaie – la combattiva Armida e le sue compagne – senza lavoro.
Nel vicino “Convento del Manto Santo”, un pugno di suore abili nell’antica arte del ricamo, tutte sufficientemente “svitate” e fin troppo devote alla salma mummificata della Beata Armida, rischiano di essere trasferite...
… Perché non hanno denaro sufficiente a mettere in sicurezza l’immobile. In realtà perché,
sull’area dove sorge il convento, un aspirante sindaco senza scrupoli – anche proprietario
della “Veronica” – vuol far nascere un resort di lusso.
 Per opporsi a un destino già segnato, operaie e suore intraprendono una singolare collaborazione “a scopo di lucro” : una produzione artigianale e clandestina di lingerie. Molto ricamata e piuttosto sexy.
 Perché le cose vadano nel verso giusto, per sconfiggere i “poteri forti”, serve però un Miracolo. Quello che la Beata non ha ancora compiuto. E che la farebbe finalmente diventare “Santa Armida”...

Samad Zarmandili 
Samad Zarmandili esordisce come assistente alla regia in Vesna va veloce (1996) di Carlo Mazzacurati, cui dedicherà poi tesi di laurea (in Storia e Critica del Cinema) e la sua prima opera: il documentario per la tv Speciale Mazzacurati. Uno sguardo esterno sulla realtà prodotto e diffuso da Rai Sat Cinema. A partire dalla metà degli anni Novanta lavora intensamente nel cinema e in televisione, soprattutto come aiuto regista (tra gli altri con Salvatore Maira, Aureliano Amadei, Alessandro Piva) e poi nel team tecnico di Squadra antimafia, tra le serie più longeve e di maggior successo di Canale 5, dov’è aiuto regista nelle stagioni n. 3, 4 e 5 e, a partire dalla n. 6 e per le due successive, regista della gran parte degli episodi. Un suo cortometraggio, Due e e mezzo compreso il viaggio, è distribuito all’interno di un film dal titolo Funeral Party. Una sua sceneggiatura originale Sole rosso, è stata premiata nell’ambito de La fabbrica dei progetti-New Cinema Network del Festival del Cinema di Roma. Beate è il suo primo film per il cinema. “Beate” è per me, una moderna fiaba sociale. E, al tempo stesso, una storia di riscatto, tutta al femminile, incentrata sull’onestà e la tenacia del suo personaggio guida e dell’eterogeneo gruppo di donne, operaie e suore “unite nella lotta”, che le muovono intorno. Il filtro della commedia di costume, mi ha offerto la possibilità di avvicinare con levità temi forti e tristemente attualissimi, quali la perdita del lavoro e la sua delocalizzazione dovuta alla globalizzazione dei mercati. E di introdurre note di grottesco, trasfigurazioni non necessariamente realistiche, senza tralasciare, spero, uno sguardo vigile sulle contraddizioni del presente. Il microcosmo della provincia italiana – qui un luogo incantato e sospeso nel tempo, qual è il Delta del Po, territorio modernizzato, ma non ancora stravolto come molto altro Nordest - è stato infine la lente attraverso cui guardare con empatia i personaggi e le loro vicende. Qui, “dove i pesci nuotano più in alto di dove volano gli uccelli” ho creduto di ritrovare un tessuto antropologico e sociale che desse forza alla storia, accrescendone il valore visivo. (s.z. aprile 2018)

Non sposate le mie figlie 2

Gio 21_03 ore 21:00
Sab 23_03 ore 21:00
Dom 24_03 ore 18:00 e 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Philippe de Chauveron
ATTORI: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan, Tatiana Rojo, Claudia Tagbo
PAESE: Francia
DURATA: 99 Min
TRAMA
Dopo il grande successo di “Non sposate le mie figlie!”, fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo, tornano nelle sale italiane i coniugi Verneuil alle prese con una nuova crisi familiare… Claude e Marie sembrano ormai essersi rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid, musulmano di origini algerine, Chao, ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David e il senegalese Charles. Ma la loro tranquillità familiare viene messa ancora una volta a dura prova quando scoprono che i loro generi hanno deciso di lasciare la Francia con mogli e figli in cerca di fortuna all'estero. Come se non bastasse, atterrano in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere.

CRITICA
Formula simile, dialoghi scorretti e divertenti, per il sequel di Non sposate le mie figlie, commedia francese di maggior successo di questi anni. Nel primo abbiamo imparato come il minimo comune denominatore che ci unisce tutti sia il razzismo, questa volta è addirittura la Francia, con i suoi valori repubblicani, a venire messa in discussione dalle figlie (e generi), che decidono di emigrare, in blocco, verso i quattro angoli del mondo. Inaccettabile per i genitori, che organizzeranno una rappresentazione delle meraviglie della Francia di campagna, odore di letame compreso. I cattivoni, isterici e intolleranti, sono semmai a Parigi. Spunti e trovate superiori rispetto all'originale. Primo film in cui si citano i gilet gialli. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Canova

Mar 19_03 ore 21:00
Mer 20_03 ore 21:00
L'arte al cinema


Regia: Francesco Invernizzi
Scritto da: Stefano Paolo Giussani
Direttore della Fotografia: Massimiliano Gatti
Montaggio: Luca Gallucci
Anno: 2019
Durata: 96 minuti
Nazionalità: Italiana
Genere: Documentario

SINOSSI
Ci sono uomini che hanno creato opere capaci di illuminare lo sguardo di chi le osserva. Da oltre due secoli, Antonio Canova è uno di questi e con un documentario cinematografico rispondiamo al perché lo scultore sia riconosciuto come il maestro del neoclassicismo e l'ultimo grande artista italiano di livello mondiale. Ripercorriamo la storia che, dalla Venezia che ha visto nascere il suo talento, tocca Francia, Inghilterra, Russia attraverso i fastosi palazzi dell’epoca, ma soprattutto rimane imperniata su Roma.
Lo faremo però senza mai lasciare Possagno, perché se le sue opere sono giunte a Parigi, Londra, Vienna, New York, Washington, Berlino, San Pietroburgo, i bozzetti e i modelli originali sono gelosamente custoditi nel paese natale dell’artista, dove giunsero con un epico trasferimento voluto dal fratellastro in nave e su carri da Roma dopo la sua scomparsa.

Pane dal Cielo

Ven 15_03 ore 21:00
Primavera Italiana
ospiti della serata: Giovanni Badeschi (regista) - Donatella Bartoli (attrice) - Sergio Leone (attore)

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Giovanni Bedeschi
ATTORI: Donatella Bartoli, Sergio Leone, Paola Pitagora, Gigi Piola
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min


TRAMA
In una gelida notte milanese, Lilli e Annibale, ospiti abituali della mensa dei poveri, si preparano ad andare a riposare, cercando un rifugio di fortuna, quando all'improvviso sentono dei vagiti e scoprono un neonato abbandonato in un cassonetto. Il problema è che quel bambino lo vedono solo loro e quelli che, come loro, vivono in un luogo abbandonato vicino alla stazione Greco-Pirelli. Comincia così una storia straordinaria fatta di povertà e riscatto, credenti veri e fasulli, mentre si diffonde un messaggio di speranza e cambiamento.

La paranza dei bambini

Gio 14_03 ore 21:00
Sab 16_03 ore 21:00
Dom 17_03 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2019
REGIA: Claudio Giovannesi
ATTORI: Francesco Di Napoli, Ar Tem, Alfredo Turitto, Ciro Pellecchia, Ciro Vecchione, Mattia Piano Del Balzo, Viviana Aprea, Pasquale Marotta, Carmine Pizzo, Luca Nacarlo, Renato Carpentieri
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min

TRAMA
Sei quindicenni – Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ, Briatò – vogliono fare soldi, comprare vestiti firmati e motorini nuovi. Giocano con le armi e corrono in scooter alla conquista del potere nel Rione Sanità. Con l'illusione di portare giustizia nel quartiere inseguono il bene attraverso il male. Sono come fratelli, non temono il carcere né la morte, e sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Nell'incoscienza della loro età vivono in guerra e la vita criminale li porterà ad una scelta irreversibile: il sacrificio dell'amore e dell'amicizia.

CRITICA
Claudio Giovannesi adatta il romanzo omonimo di Roberto Saviano per raccontare nel modo più nuovo e personale possibile una storia già nota. Lo fa trovando una misura esemplare nel mescolare il registro realistico con quello del cinema di genere, e nel raccontare i sentimenti dei protagonisti senza essere troppo invadente né nei confronti loro, né in quelli di chi guarda il film. E grazie a interpreti e volti azzeccati e in grado di supportare e arricchire il suo progetto. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Il primo re

Gio 07_03  ore 21:00
Sab 09_03 ore 21:00
Dom 10_03 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico, Avventura
ANNO: 2019
REGIA: Matteo Rovere
ATTORI: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Michael Schermi, Emilio De Marchi, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Florenzo Mattu, Martinus Tocchi
PAESE: Italia
DURATA: 127 Min

TRAMA
Due fratelli, soli, nell’uno la forza dell’altro, in un mondo antico e ostile sfideranno il volere implacabile degli Dei. Dal loro sangue nascerà una città, Roma, il più grande impero che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda.

CRITICA
Nell'avvicinarsi alla storia della nascita di Roma, Matteo Rovere non solo ha privilegiato il punto di vista di Remo ma ha obbedito a un fondamentale imperativo categorico: essere realistici. Ha avuto grande coraggio il regista, e percorrendo un genere poco frequentato, ha affrontato temi complessi come la religione, il libero arbitrio e il destino, non dimenticando mai di dare un cuore al film parlando di amore fraterno e sacrificio, di dubbi e di dolore. Illuminato dalla bella fotografia di Daniele Ciprì, il film si fregia della grande interpretazione di Alessandro Borghi e Alessio Lapice e di sequenze belle e complesse. Il latino arcaico, preferito all'italiano, è un valore aggiunto. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Il vizio della speranza

Ven 08_03 ore 21:00
Rassegna Primavera Italiana
Ospite in sala: Massimiliano Rossi, attore

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Edoardo De Angelis
ATTORI: Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Odette Gomis, Juliet Esey Joseph, Mariangela Robustelli, Jane Bobkova, Demi Licata, Marcello Romolo
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min
TRAMA
Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto.
Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.
Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine.
È proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa.
Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni.

CRITICA
Ambienta ancora una volta una sua storia a Castel Volturno Edoardo De Angelis, che torna a raccontare il corpo femminile mercificato e si concentra su un protagonista unico, nonostante intorno alla sua Maria si muovano diversi personaggi secondari. Scendendo all’Inferno con la sua macchina da presa e il suo stile personalissimo, o forse solamente al Purgatorio, il regista costruisce un racconto ancestrale e potente in cui si interroga sul mistero della nascita e auspica alla rivoluzione del sentimento, o meglio della speranza, lusso che, nella miserie e in una dura terra di confine che è la riproduzione in piccolo della nostra Italia, in pochi si possono permettere. Meno a fuoco di Indivisibili, il film ha una grande forza visiva, e una potenza deflagrante che trae alimento dalla bellissima colonna sonora di Enzo Avitabile. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Un uomo tranquillo

Gio 28_02 ore 21:00
Sab 02_03 ore 21:00
Dom 03_03 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Azione, Drammatico, Thriller
ANNO: 2019
REGIA: Hans Petter Moland
ATTORI: Liam Neeson, Tom Bateman, Emmy Rossum, William Forsythe, Laura Dern, Julia Jones, Domenick Lombardozzi, Aleks Paunovic, John Doman, Victor Zinck Jr., Benjamin Hollingsworth
PAESE: Gran Bretagna, USA, Norvegia, Canada
DURATA: 118 Min

TRAMA
Nels Coxman (Liam Neeson) è un uomo semplice, fiero di essere un diligente cittadino della sua città nel Colorado, dove ha vinto il premio dell’anno per l’impegno nel suo lavoro di spazzaneve. Improvvisamente, la sua vita viene sconvolta quando il figlio viene ucciso da un potente boss della droga locale soprannominato il Vichingo. Alimentato dal bisogno di vendetta e armato di artiglieria pesante, questo improbabile eroe si propone di smantellare il cartello con estrema precisione, nel tentativo di arrivare al vertice della catena che ha ucciso suo figlio.

CRITICA
Hans Petter Moland riambienta il suo "In ordine di sparizione" (2014) nel Colorado, spostando il ruolo del protagonista da Stellan Skarsgaard a Liam Neeson. La scelta di quest'ultimo, ultimamente protagonista di tanti film di genere piuttosto standard, alimenta il gioco del regista che vuole spiazzare lo spettatore, alternando dramma, thriller e sprazzi demenziali di humor nero totale. C'è coraggio nel giocare con questi registri, ma così l'unica immedesimazione che rimane è quella intellettuale, nell'indole beffarda dell'autore. La volontà di sorprendere, sul lungo termine, diventa piuttosto fine a se stessa e ci manca un minimo di sintonia emotiva con i personaggi. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Tintoretto - Un ribelle a Venezia

Mar 26_02 ore 21:00
Mer 27_02 ore 21:00
Grande Arte
GENERE: Documentario
ANNO: 2019
REGIA: Giuseppe Domingo Romano
ATTORI: Stefano Accorsi, Peter Greenaway
PAESE: Italia
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)
Il docu-film sul genio furioso e rivoluzionario che ha cambiato la storia dell’arte, ideato da Melania G. Mazzucco e narrato da Stefano Accorsi, con la partecipazione straordinaria di Peter Greenaway.


Ha costruito la sua carriera come proto-rock star _David Bowie
Il primo regista della storia. _Jean-Paul Sartre


In occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale cinematografiche italiane Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, un nuovo esclusivo docu-film firmato da Sky Arte dedicato alla figura di un pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato.

Figlio di un tintore, da cui il suo nome d’arte, Tintoretto (1519-1594) è infatti l’unico grande pittore del Rinascimento a non aver mai abbandonato Venezia, nemmeno negli anni della peste. Immergendoci nella Venezia del Rinascimento e attraversando alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, dall’Archivio di Stato a Palazzo Ducale, da Piazza San Marco alla Chiesa di San Rocco, verremo così guidati attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l’affascinante fase della formazione della sua bottega, luogo in cui lavorano anche alcuni dei suoi figli, Domenico, che erediterà l’impresa del padre, e l’amatissima Marietta, talentuosa pittrice. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film sarà narrato dalla voce di Stefano Accorsi.

Attraversando la vita del pittore, un artista spregiudicato e inquieto caratterizzato da un’infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà, Tintoretto. Un Ribelle a Venezia delineerà i tratti della Venezia del 1500, un secolo culturalmente rigoglioso che vede tra i suoi protagonisti altri due giganti della pittura come Tiziano e Veronese, eterni rivali di Tintoretto in un’epoca in cui la Serenissima conferma il suo dominio marittimo diventando uno dei porti mercantili più potenti d’Europa e affronta la drammatica peste del 1575-77, che stermina gran parte della popolazione lasciando un segno indelebile nella Laguna. È proprio durante la peste che Tintoretto crea il suo ciclo più importante. In una Venezia deserta, cupa e spettrale, con i cadaveri degli appestati lungo i canali, Tintoretto rimarrà in città per continuare la sua più grande opera: il ciclo di dipinti della Scuola Grande di San Rocco, una serie di teleri che coprono la maggior parte delle pareti dell’edificio intitolato alla celebre confraternita. Nessuno all’epoca, nemmeno Michelangelo nella Cappella Sistina, vantava di aver firmato ogni dipinto all’interno di un edificio.

Ad accompagnare lo spettatore attraverso le vicende di Tintoretto, saranno chiamati numerosi esperti come gli storici dell’arte Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, i co-curatori della mostra Tintoretto 1519-2019 di Palazzo Ducale, Frederick Ilchman e Tom Nichols, le scrittrici Melania G. Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie di Tintoretto.

Il documentario osserverà infatti anche le analisi dettagliate che permetteranno a una squadra italiana di restaurare due capolavori di Tintoretto: “Maria in meditazione” (1582 – 1583) e “Maria in lettura” (1582 – 1583). Grazie al sostegno di Sky Arte, le due tele saranno infatti restaurate prima di essere esposte all’interno della mostra monografica di Tintoretto alla National Gallery of Art di Washington, in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di Tintoretto, che avverrà nel 2019.

Up & Down - un film normale

Ven 01_03 ore 21:00
Cineforum

GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Paolo Ruffini
ATTORI: Paolo Ruffini
PAESE: Italia
DURATA: 76 Min

Che cosa significa essere normali? Quali caratteristiche esattamente dovremmo avere per definirci così?

Questo film è un’indagine sulla normalità, raccontata attraverso gli occhi incantati di attori straordinari.

Cinque attori con Sindrome di Down e uno autistico, accompagnati in un viaggio lungo un anno intero dall’amico Paolo Ruffini.

È la storia di un sogno che si trasforma in un’avventura, la storia di una compagnia teatrale che vuole compiere un’impresa “normale”: realizzare un grande spettacolo – scorretto, esilarante, irriverente – e portarlo in tournée nei più prestigiosi teatri d’Italia.

Federico, Andrea, Erika, Giacomo, Simone e David sono i protagonisti di questa impresa, sono i super eroi “sbagliati” con il poter inconsapevole di compiere l’impossibile.

E come quell’insetto che è in grado di volare solo perché non sa di non poter sostenere il proprio peso, così questi ragazzi possono portare in scena uno strepitoso happening comico, spezzare i pregiudizi del pubblico, emozionarlo, commuoverlo, e lasciare a tutti l’illusione di essere normali. Addirittura l’illusione che la normalità esista davvero.

Spesso il concetto di normalità viene schiacciato su quello di perfezione, ma ogni volta che questo succede la vita ci dimostra di non avere la stessa ridicola pretesa. Ci ricorda l’umiltà nell’essere fragili, la meraviglia nell’essere diversi, la magia nell’essere imperfetti e l’emozione di essere ultimi.

Il teatro, come il cinema, come la vita, non chiede di essere normali, al contrario, punta una luce sulla diversità. È esattamente ciò che riesce a realizzare Paolo Ruffini in questo film, prendendo per mano questi attori e guidandoli in un mondo dove ci sono alberi di tela, cieli di cartapesta e diamanti di vetro.

Anche se il teatro non è la realtà, tutto quello che accade li dentro è pieno di verità.

D’altronde, esiste un sogno normale o un’emozione normale?

Il manifesto del film sembra spingerci verso una direzione: come sarebbe un “Normale mondo Down”? Sicuramente più semplice, sorridente, felice. Sarebbe un mondo Up.

Per raccontare tutto questo soltanto la meraviglia del cinema poteva essere d’aiuto. Ecco perché “UP&DOWN” è un film normale. O forse no.

CRITICA
Un po' backstage, un po' film on the road, un po' documentario, Up & Down rovescia i nostri statici e tristi punti di vista sulla disabilità, raccontando l'esperienza di una compagnia teatrale composta quasi interamente da attori con la sindrome di Down, protagonisti di una tournée di successo sui palcoscenici di tutta Italia al fianco di Paolo Ruffini. Non c'è distanza, né paternalismo né pietismo verso questi straordinari interpreti, ma uno scambio alla pari di affetto e tenerezza, senza retorica, che dimostra tra risate e commozione che la peculiarità migliore degli esseri umani è la diversità e che la normalità, nell'arte e nella vita, è solo . come diceva Alda Merini - l'ìinvenzione di chi non ha fantasia. Un piccolo film anarchico e amabilmente confusionario, a cui non si può non voler bene.(Daniela Catelli - Comingsoon.it)

10 giorni senza mamma

Gio 21_02 ore 21:00
Sab 23_02 ore 21:00
Dom 24_02 ore  15:30, 18:00 e ore 21:00
GENERE: Commedia
ANNO: 2019
REGIA: Alessandro Genovesi
ATTORI: Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Angelica Elli, Matteo Castellucci, Bianca Usai, Diana Del Bufalo, Niccolò Senni, Antonio Catania
PAESE: Italia
DURATA: 112 Min

TRAMA
Cosa succede se una mamma sempre presente decide di partire per dieci giorni lasciando i tre figli con un papà fino ad allora praticamente assente? Una sequela di disastrosi ed esilaranti eventi che travolgeranno Carlo (Fabio De Luigi) obbligato a fare il “mammo” a tempo pieno.
Carlo e Giulia (Valentina Lodovini) hanno tre figli: lui è un papà distratto e assorbito dal lavoro, lei è una mamma che si è dedicata alla famiglia rinunciando alla sua carriera. I figli sono Camilla, un’adolescente ribelle di 13 anni in pieno sviluppo ormonale e sentimentale, Tito 10 anni, furbo e sempre pronto a fare scherzi “innocui”, la piccola Bianca di 2 anni che non parla, usa i gesti e si prende ciò che vuole. Giulia, stanca della routine, comunica alla famiglia che sta per partire per dieci giorni di vacanza.
Trovandosi da solo, Carlo si ritrova all’improvviso in un vero e proprio incubo!
Tra cene da preparare, inserimento all’asilo, confidenze imbarazzanti della più grande, giochi sfrenati con gli amici del figlio, liti, disastri sfiorati e appuntamenti saltati al lavoro, Carlo sopravvive a questi dieci interminabili giorni anche grazie al prezioso aiuto di una “Mary Poppins” molto particolare (Diana Del Bufalo).
Sarà servito questo tempo per conoscere meglio i propri figli e riavvicinare la famiglia? Alla fine fare il mammo è poi una cosa così tremenda?
Una cosa importante però è successa: Bianca ha finalmente detto PAPÀ!

CRITICA
Quella di Genovesi è una commedia commerciale per famiglie leggera ma non cretina; mai volgare; che non sbraita e non sbraca; che ha cose da dire sulla famiglia e sui ruoli materni e paterni, e sul mondo del lavoro, e le dice con semplicità umile, senza arringare o dare patenti o condannare, e senza ideologie; nella quale i bambini sono diretti come di deve, e i protagonisti adulti fanno il loro senza gigionerie. Nel panorama attuale, un mezzo miracolo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

L'albero del vicino


Ven 22_02 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Hafsteinn Gunnar Sigurðsson
ATTORI: Steinþór Hróar Steinþórsson, Edda Björgvinsdóttir, Porsteinn Bachmann, Selma Björnsdóttir, Dóra Jóhannsdóttir
PAESE: Islanda
DURATA: 89 Min TRAMA
Agnes caccia di casa Atli e non vuole che lui veda più la loro figlia Ása. L'uomo si trasferisce dai genitori, coinvolti in un’amara disputa riguardante il loro grande e magnifico albero, che fa ombra al giardino dei vicini. Mentre Atli lotta per ottenere il diritto di vedere la figlia, la lite con i vicini si intensifica: la proprietà subisce danni, animali scompaiono nel nulla, vengono installate telecamere di sicurezza e gira voce che il vicino sia stato visto con una motosega in mano.

CRITICA
Dalla esigua cinematografia islandese arrivano negli ultimi anni film interessanti, come è successo negli anni scorsi con Rams e Virgin Mountain. Quest'anno tocca a L'albero del vicino, passato con successo a Venezia e Toronto, in cui l'impiento da dark comedy finisce schiacchiato dall'accumulo di situazioni e temi più cupi, in una (ovvia) metafora plumbea e senza redenzione della condizione umana contemporanea.
Se non mancano scene che strappano un sogghigno amaro, alla fine della visione si esce stremati e un po' depressi, pur riconoscendo all'autore un punto di vista interessante su un paese così lontano eppure così vicino a noi, che affronta le stesse incomprensioni e la stessa barbara ferocia da cui il mondo intero sembra oggi contagiato. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Green Book

Gio 14_02 ore 21:00 (versione in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Sab 16_02 ore 21:00
Dom 17_02 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Peter Farrelly
ATTORI: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark, P.J. Byrne, Sebastian Maniscalco, Brian Stepanek, Nick Vallelonga
PAESE: USA
DURATA: 130 Min

TRAMA
Nel 1962, dopo la chiusura di uno dei migliori club di New York in cui lavorava, il buttafuori italoamericano Tony Lip deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley e decide si seguirlo in tour nel sud degli Stati Uniti. Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra i due si instaurerà una forte amicizia.

Vincitore del Premio del Pubblico al Toronto Film Festival 2018, Green Book è un progetto carico di passione, emotività e vanta interpretazioni straordinarie firmate dal candidato all’Oscar Viggo Mortensen e dal Premio Oscar Mahershala Ali.

CRITICA
Grande sorpresa dell'anno, questo Green Book, con Peter Farrelly che ha abbandonato il fratello e il demenziale per una commedia sulla conoscenza di chi è molto lontano da noi che rimanda ai classici del genere. Una commedia on the road con un italo americano che fa da guida a un pianista nero nel sud razzista degli Stati Uniti del 1962. Percorso di conoscenza pieno di imprevisti spesso divertenti, a tratti teneri e troppe volte pronti a suscitare sdegno e rabbia. Scritto alla grande, si poggia sull'interpretazione da premio di Viggo Mortensen e del sempre più convincente Mahershala Ali. Se non avrete voglia di scagliare un paio di pugni e non sarete inteneriti vuol dire che siete dei replicanti. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Rosso istria

Ven 15_02 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Drammatico, Storico
ANNO: 2018
REGIA: Maximiliano Hernando Bruno
ATTORI: Selene Gandini, Geraldine Chaplin, Franco Nero, Sandra Ceccarelli, Vincenzo Bocciarelli, Maximiliano Hernando Bruno, Diego Pagotto, Andrea Pergolesi, Alvaro Gradella, Vasco Mirandola, Antonio Scarpa, Vittorio Boscolo
PAESE: Italia
DURATA: 150 Min

Red Land (Rosso Istria), il film diretto da Maximiliano Hernando Bruno, è ambientato nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo–americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando. L’esercito non sa più chi è il nemico e chi l’alleato. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una
furia anti-italiana. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto (Selene Gandini), giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana. A Norma Cossetto venne conferita la medaglia d’oro al valor civile dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Una targa in suo ricordo è presente all’interno del Palazzo Bò dell’Università di Padova.