Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta come

COM'É FATTO ... IL FILM! CAP 5


COM’È FATTO … IL FILM!

Cap V



I movimenti di macchina

Il cinema si fonda sul movimento, sia quello degli oggetti filmati che quello generato dalla macchina da presa. 

Attraverso i suoi spostamenti, la macchina da presa non solo modifica angolazioni, distanze e altezze, ma guida anche lo spettatore nell’esplorazione dello spazio rappresentato, offrendo nuove prospettive e rivelando dettagli nascosti. I due principali tipi di movimenti della camera sono le panoramiche e le carrellate, ciascuna con caratteristiche uniche e possibilità di combinazione.


Le panoramiche sono movimenti rotatori della macchina da presa sul proprio asse, simili a quelli che compiamo nella vita reale ruotando la testa e lo sguardo. Possono essere orizzontali, quando lo spostamento avviene da destra a sinistra o viceversa, o verticali, quando il movimento va dall’alto al basso o dal basso all’alto. Esistono anche panoramiche oblique, che tracciano una diagonale, e panoramiche circolari, capaci di descrivere un intero giro intorno al proprio asse. 

In alcuni casi, le panoramiche diventano rapidissime, come quelle a schiaffo, in cui l’immagine appare sfocata, o filate, che seguono un personaggio in movimento, sfumando lo sfondo. Un tipo particolare è la rotazione completa sul proprio asse orizzontale, che crea un effetto vertiginoso.


Le carrellate, invece, implicano lo spostamento fisico della macchina da presa nello spazio, spesso grazie all’uso di binari o al movimento manuale dell’operatore. Questo tipo di movimento corrisponde a quello di una persona che cammina senza ruotare il capo. 

A seconda della direzione e dello scopo, la carrellata può avvicinarsi al soggetto, come nel caso della carrellata in avanti, oppure allontanarsi, come nella carrellata indietro. Può anche accompagnare il movimento di un soggetto, precedendolo o seguendolo, mantenendo una distanza costante. Altre varianti includono carrellate laterali, verticali o circolari, in cui la camera si muove intorno al soggetto descrivendo un arco.


Accanto a questi movimenti fisici si trova lo zoom, un effetto ottico che simula il movimento di avvicinamento o allontanamento senza spostare la macchina da presa. Lo zoom in consente di passare da un'inquadratura ampia a un dettaglio più ristretto, mentre lo zoom out fa l’opposto, ampliando la visione. Particolare è l’effetto Vertigo, che combina zoom e carrellata per creare un’illusione visiva: il soggetto rimane invariato, ma lo sfondo cambia drasticamente, generando una sensazione di disorientamento.


Oltre a queste tecniche, esistono movimenti compositi che uniscono carrellate e panoramiche grazie a strumenti specifici. La camera a mano o a spalla, per esempio, conferisce alle riprese un effetto volutamente mosso e realistico, mentre la steadycam, montata su un’imbracatura, garantisce fluidità anche in situazioni dinamiche, come scale o corse. Il dolly, un braccio mobile su binari, e la gru, che offre un ampio raggio di movimento verticale e orizzontale, permettono di ottenere riprese fluide e spettacolari. Per le scene aeree si usano invece elicotteri e droni, mentre le riprese all’interno di veicoli sono realizzate con la tecnica del cameracar.


I movimenti della macchina da presa possono seguire i personaggi, sottolineandone l’azione, o essere indipendenti da essi, concentrandosi sull’ambiente o creando effetti estetici particolari. Nel cinema classico, i movimenti sono generalmente motivati da esigenze narrative, volti a chiarire la storia e a comunicare informazioni allo spettatore. Nel cinema moderno, invece, si è spesso optato per movimenti non motivati, in cui la macchina da presa rivendica una propria autonomia creativa, enfatizzando l’aspetto visivo e sperimentale piuttosto che strettamente narrativo.


Beatrice

Com'è fatto ... il FILM! Cap II

Com’è fatto … il FILM!

Cap II




L’ambiente

Ed eccoci al secondo appuntamento con Com'è fatto … il FILM! 

Oggi approfondiremo il tema dell’ambiente e vedremo come può variare a seconda delle scelte del regista.

Nel capitolo precedente abbiamo definito questo termine come un elemento in relazione con il personaggio. In queste poche battute cercheremo di delinearne al meglio i concetti e sue declinazioni.


L’ambiente in un film è l’insieme di tutti gli elementi profilmici che fanno da sfondo alla vicenda.

Prima di girare una scena, il regista sceglie gli elementi dell’ambiente che gli permettono di costruire l’azione e di definirla in modo preciso, come la situazione e il contesto. L’ambiente, perciò, può essere ricco o povero, ma anche storico e generico e la sua costruzione dipende direttamente dallo spazio e dal tempo.

Esso svolge un ruolo cruciale nel trasmettere atmosfere, emozioni e significati e può appartenere ad una precisa corrente da cui prendere ispirazione.


Gli studiosi hanno classificato la tipologia di ambienti in tre categorie:

Il cinema impressionista;  i registi che prediligono questa modalità di rappresentazione tendono a privilegiare l'atmosfera e le sensazioni soggettive, spesso utilizzando luci naturali e colori vibranti per creare un senso di realismo e profondità.  Un esempio, può essere un film come "I giorni del cielo" di Terrence Malick, in cui impiegano la luce naturale per creare un'atmosfera onirica e poetica, catturando l'essenza emotiva delle scene. 


Il cinema realista; questa corrente ha l’obiettivo di rappresentare la realtà in modo fedele e senza idealizzazioni. I registi realisti scelgono spesso luoghi autentici e scenografie minimaliste per riflettere la vita quotidiana e le condizioni sociali dei personaggi. Un esempio emblematico è il movimento neorealista italiano, con film come "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica, il quale utilizza ambientazioni urbane reali per raccontare storie di vita comune, enfatizzando l'autenticità e la verosimiglianza.


Il cinema espressionista; nato in Germania agli inizi del XX secolo, si caratterizza per l'uso di scenografie distorte, ombre marcate e atmosfere cupe per esprimere stati d'animo interiori e temi psicologici. Nel cinema, questa corrente ha dato vita a opere come "Il gabinetto del dottor Caligari" di Robert Wiene, dove l'ambientazione surreale e le prospettive angolari riflettono la tensione psicologica e l'alienazione dei personaggi. L'espressionismo ha influenzato anche il cinema noir e horror, contribuendo a creare atmosfere inquietanti e suggestive. 


L'ambientazione cinematografica, dunque, è fondamentale nel creare l'atmosfera e nel comunicare le emozioni di un film. La comprensione e l'applicazione di questi stili permettono ai registi di arricchire la narrazione visiva, offrendo al pubblico esperienze cinematografiche profonde, memorabili e, soprattutto, meravigliose!


Detto questo vi aspettiamo alle prossime proiezioni di “Diamanti”, “Le occasioni dell’amore” e “L’orchestra stonata”.

Auguriamo a tutti i nostri spettatori e lettori buone feste e un felice anno nuovo!


Beatrice


Progetto: Come è fatto...il film!

Com’è fatto … il FILM!






Ci sono delle novità!


Com’è fatto … il Film! È il nuovo progetto istituito al Cinema Marconi sull'analisi e e la critica del film e della sua realizzazione.

Si tratta di una collaborazione che vuole introdurre ai nostri cari spettatori un argomento tanto ampio quanto interessante, attraverso una divulgazione via internet e fisica.



Perché nasce?

La visione dei grandi film dei grandi registi regala sempre ancora più grandi emozioni, e i nostri spettatori lo sanno molto bene!

Tuttavia crediamo che attraverso un percorso di promulgazione di piccole nozioni e approfondimenti sulla realizzazione del film e i suoi significati nascosti, possa dare la possibilità non solo di vedere dalle nostre comode poltrone, ma di attraversare lo schermo e toccare con mano esperta le varie tecniche.

Insomma, desideriamo offrirvi degli strumenti in più per comprendere al meglio i grandi e piccoli lavori di produzione dei film, anche quelli che vedrete dal vostro divano.



Cosa tratterà?

Gli argomenti di analisi e critica che vi verranno proposti saranno approfonditi con descrizioni dettagliate, esempi pratici di film e sequenze, commenti dei registi e attori, curiosità e indovinelli in riferimento ai film che troverete al nostro cinema.

Tra i vari temi troverete inquadrature, movimenti di macchina, linguaggio dell’attore e molto altro!



Come e quando si svolgerà?

Ogni settimana sarà a tema di un determinato argomento, il quale verrà trattato in tre diversi ambiti:

  • Pubblicazione sul nostro sito e profili social con descrizione approfondita, in cui troverete anche un piccolo indovinello a cui potrete rispondere nei commenti;

  • Introduzione al film che verrà proposto in serata subito prima della sua proiezione con qualche piccola curiosità inedita e riferimento al tema della settimana e risposta all'indovinello; 

  • Incontri mirati suddivisi un ciclo di quattro incontri serali per chi fosse interessato a mettersi alla prova e insieme analizzare alcune sequenze con discussioni e interventi trattato durante il progetto, per essere dei veri e propri critici anche sul comodo divano di casa nostra, o sull'accogliente poltrona del nostro amato Cinema Marconi. 



In conclusione speriamo di vedervi numerosi sia in web che in sala, e non perdetevi le prossime proiezioni di:

  • Giurato Numero 2, sabato 14 ore 21, domenica 15 ore 18 e 21

  • La storia di Souleymane, venerdì 13 ore 21




Beatrice