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Elisa

Venerdì 23 Gennaio ore 21:00
Cineforum ‘26

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Leonardo Di Costanzo Attori: Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino, Giorgio Montanini, Hippolyte Girardot, Monica Codena, Roberta Da Soller, Marco Brinzi, Nadia Kibout Paese: Italia, Svizzera

TRAMA
Elisa, 35 anni, è in carcere da dieci anni, condannata per avere, senza motivi apparenti, ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere. Sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato. Ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inesorabile i ricordi iniziano a prendere forma, e nel dolore di accettare fino in fondo la sua colpa Elisa intravede, forse, il primo passo di una possibile redenzione.

CRITICA
Una donna è in carcere da dieci anni, ne dovrà scontare ancora molti. Ha ucciso la sorella e ha dato fuoco al cadavere. Barbara Ronchi interpreta con grande spirito di identificazione, per lo più in francese, il ruolo di un colpevole che ha compiuto un crimine terribile senza apparente ragione. Di Costanzo torna dopo Ariaferma a ragionare sulla reclusione e sul carcere, questa volta scava in profondità sulla colpa e sulla possibile redenzione, in un film intenso e un po' freddo, pieno di dialoghi in cui un criminologo cerca di far emergere l'umanità in lei. (comingsoon.it - Mauro Donzelli)

Siccità

Giovedì 13_10 ore 21:00
Venerdì 14_10 ore 21:00
Sabato 15_10 ore 21:00
Domenica 16_10 ore 18:00 e ore 21:00


Genere: Commedia Anno: 2022 Regia: Paolo Virzì Attori: Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Elena Lietti, Tommaso Ragno, Claudia Pandolfi, Vinicio Marchioni, Monica Bellucci, Diego Ribon, Max Tortora, Emanuela Fanelli, Gabriel Montesi, Sara Serraiocco, Emma Fasano, Emanuele Maria Di Stefano, Malich Cissè, Paola Tiziana Cruciani, Gianni Di Gregorio, Andrea Renzi, Giovanni Franzoni, Federico D'Ovidio, Federico Maria Sardelli Paese: Italia Durata: 124 min

TRAMA
A Roma non piove da tre anni e la mancanza d’acqua stravolge regole e abitudini. Nella città che muore di sete e di divieti si muove un coro di personaggi, giovani e vecchi, emarginati e di successo, vittime e approfittatori. Le loro esistenze sono legate in un unico disegno, mentre cercano ognuno la propria redenzione.

CRITICA
Si ride, sorride e ci si ritrova in uno spaesamento in cui l'ironia è un’arma. Alcuni episodi funzionano meglio di altri, cosa che riguarda anche i personaggi, come sempre in un film corale che sfiora la struttura a episodi, ma che mantiene il filo di un discorso collettivo e regala un percorso a ognuno di essi. Che sia consolatorio è un altro discorso, ma del resto certi problemi non li può certo risolvere il cinema, ma è salutare che li metta in evidenza. Se con l'ironia amara e l’umanesimo di Siccità è ancora meglio. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

The Italian Banker

 Ven 18_02 ore 21:00
Cineforum

Sarà presente il regista in sala

Genere: Drammatico
Anno: 2021
Regia: Alessandro Rossetto
Attori: Fabio Sartor, Sandra Toffolatti, Mirko Artuso, Diego Ribon, Valerio Mazzucato
Paese: Italia
Durata: 80 min


TRAMA
Nei saloni di una grande villa veneta, si sta svolgendo una festa esclusiva: uomini in giacca blu, signore in abito lungo. Molti di loro hanno perso milioni a causa del crollo della Banca Popolare del Nordest.
Fra una coppa di champagne e un giro di ballo, le tensioni personali si intrecciano alla frustrazione collettiva. La violenza esplode in concomitanza con l'arrivo dell'ex direttore della banca, deciso a raccontare la sua verità sul crack. Ma con l'alba arriverà la buona notizia dell'esito felice dell'operazione su una bambina.

CRITICA
Tratto dalla storia vera, legata al crollo finanziario di Wall Street che ha provocato il collasso di tante piccole banche, il film è una trasposizione dell’opera teatrale Una banca popolare di Romolo Bugaro, sceneggiatore insieme ad Alessandro Rossetto e ancora una volta collaboratore stretto del regista, dopo le sue prime due precedenti opere di finzione. A proposito del passato, Alessandro Rossetto sta segnando un solco ben preciso sul suo cammino di autore, che al sottoscritto piace molto, soprattutto dopo averlo “scoperto” alla sua seconda regia, Effetto Domino del 2019, che seguiva Piccola Patria del 2013. Stavolta Luis Buñuel non può restare innominabile perché è alquanto evidente il richiamo espressivo e narrativo, a parte qualsiasi altra influenza stilistica nostrana, anche sull’utilizzo del bianco e nero in una vicenda di decadenza umana.
Traiettorie di ascese e fallimenti che Alessandro Rossetto sa davvero tracciare, con un fare non propriamente canonico. È davvero un autore necessario quindi, ancora di più, nella sua grande capacità di raccontare per immagini, sempre cariche di umanità, ma allo stesso tempo di folgorante astrattezza impalpabile, un fenomeno unico del nostro territorio: l’incompiutezza dello sguardo sulle rovine dell’uomo e sulla rigida e miserabile condizione umana. Rossetto, come pochi in Italia, trova nell’incompiutezza stavolta di luoghi dell’abbondanza, una condizione di feconda apertura, verso cui il cinema, e probabilmente qualsiasi altra espressione artistica, dovrebbe aspirare. Potrebbe essere tacciato di manierismo o addirittura di inconcludente prosopopea, ma è proprio in quell’apparente girare a vuoto che il nostro sguardo trova una traccia da seguire, un proprio percorso da difendere dagli attacchi della sorda collettività. “Cose al posto di altre cose”, le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore. (www.sentieriselvaggi.it)