29/09/10

Mangia Prega Ama

sabato 02_10 ore 21,15
domenica 03_10 ore 18,00 - 21,00


REGIA: Ryan Murphy
ATTORI: Julia Roberts, James Franco, Billy Crudup, Javier Bardem, Richard Jenkins,
FOTOGRAFIA: Robert Richardson
MUSICHE: Dario Marianelli
PAESE: USA 2010
GENERE: Drammatico
DURATA: 133 Min







Liz Gilbert (Julia Roberts) ha tutto ciò che una donna moderna può sognare – un marito, una casa e una carriera di successo – ma come tante altre donne, è insoddisfatta, confusa ed è alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita. Appena divorziata, trovandosi ad un bivio, Liz decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto e, per dare un cambiamento radicale alla sua vita, intraprende un viaggio intorno al mondo, un percorso per ritrovare se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

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27/09/10

Miral

venerdì 1_10 ore 21.15

REGIA: Julian Schnabel
SCENEGGIATURA: Rula Jebreal
ATTORI: Freida Pinto, Willem Dafoe, Alexander Siddig, Hiam Abbass, Omar Metwally, Makram Khoury, Yasmine Al Masri, Ruba Blal,
FOTOGRAFIA: Eric Gautier
MONTAGGIO: Juliette Welfling
PAESE: Francia, Gran Bretagna, Israele, USA 2010
GENERE: Drammatico
DURATA: 112 Min







Gerusalemme, 1948. Mentre sta andando al lavoro, Hind, una giovane donna palestinese incontra un gruppo di bambini vittime di un attacco israeliano e decide di prendersene cura. Così nacque l'istituto Dar Al Tifel. 30 anni dopo, la piccola Miral di 7 anni, dopo il suicidio di sua madre, viene affidata da suo padre all'Istituto. Gli anni passano. Miral ha ora 17 anni e si trova davanti al momento delle grandi scelte: impegnarsi a tutti i costi nella causa della difesa del suo popolo o seguire l'insegnamento di Hind per la quale l'unica soluzione è l'istruzione?

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22/09/10

Veneri d'essai | rassegna del venerdì



Il Cinema Marconi dedica al pubblico femminile la prima rassegna della nuova stagione:
Veneri d'essai, il cinema al femminile.

Cinque venerdì, a partire dal 1° fino al 29 ottobre 2010, con inizio alle ore 21.15, che vedono la presentazione del film a cura dei volontari di Arte del Sogno. Cinque film che alternano il dramma alla commedia, la poesia alla cronaca, pensati non solo per le donne ma anche per chi ama il cinema di qualità e proposte di approfondimento, mai scontate.

Questa la programmazione

1 ottobre
Miral
di Julian Schnabel.
India, Israele, Francia, Italia 2010

8 ottobre
An Education
di Lone Scherfig
Gran Bretagna 2009

15 ottobre
Affetti & dispetti (la Nana)
di Sebastián Silva
Cile, Messico 2009

22 ottobre
Bright star
di Jane Campion
Gran Bretagna, Australia, Francia 2009

29 ottobre
Donne senza uomini
di Shirin Nesha
Iran 2009

20/09/10

il segreto dei suoi occhi

sabato 25_09 ore 21.15
domenica 26_09 ore 18 e 21


REGIA: Juan José Campanella
SCENEGGIATURA: Juan José Campanella, Eduardo Sacheri
ATTORI: Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino,
PAESE: Spagna, Argentina 2009
GENERE: Drammatico, Thriller, Romantico, Mystery
DURATA: 129 Min










OSCAR 2010 COME MIGLIOR FILM STRANIERO

Benjamín Esposito è un assistente del Pubblico Ministero in pensione. Dopo una vita passata a rincorrere assassini decide di dedicarsi completamente alla stesura di un romanzo. Per farlo ripensa al vecchio caso Morales degli anni Settanta, archiviato dalla polizia negli scaffali polverosi dello stato, ma per lui rimasto sospeso in un tessuto di pensieri senza possibilità di scioglimento. La morte della ragazza, stuprata e uccisa brutalmente da un conoscente che rimarrà impunito, lascia nello sconforto Ricardo Morales, il novello marito, apparentemente tranquillo ma in fondo assetato di vendetta. Nel percorso all’indietro di Esposito, si inserisce anche l’amore per Irene, segretaria del Pubblico Ministero, sentimento nato e negato, mai vissuto.
Intrappolare Il segreto dei suoi occhi in un solo genere ben codificato sarebbe un’operazione semplicistica e fuorviante. Il film di Juan José Campanella è un thriller dalle implicazioni legali, ma è anche un’opera sentimentale sull’amore impossibile, oltre che una storia politica di denuncia morale. La complessità del racconto, tesa alla dimostrazione dell’impotenza dell’uomo di fronte alla morte, non soffoca però le emozioni ma le incanala in un ingranaggio di sequenze che svela, attraverso i dettagli, la profondità delle trepidazioni dell’anima.
L’assassinio di una giovane sposina innocente apre ferite laceranti a chi rimane in vita. E finisce per trasformarsi in un’ossessione non solo per il marito rimasto vedovo, ma anche per Esposito, in qualche modo anch’esso vedovo di un amore sfiorato ma non posseduto. Ritmato dalla presenza di fotografie rivelatrici (Eros e Thanatos negli occhi di chi è ritratto), l’andamento narrativo stempera la gravità del tema della morte, inserendo momenti di leggerezza di grande raffinatezza stilistica, dettati dall’ironia.
Gli avvenimenti si concatenano l’uno con l’altro, scorrono lungo la via del tempo, mettendo a fuoco un particolare momento storico (la dittatura militarista argentina tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta) ma, nell’operazione, si inserisce anche la volontà di rappresentare una storia piccola, tenuta in piedi da pochi personaggi, per riflettere sul comportamento umano universale.
Questo equilibrio tra privato e pubblico è la forza del film, un contenitore di emozioni che rimane nascosto dentro le mura di stanze buie e palazzi squadrati (le scene importanti sono girate in luoghi chiusi, ad esclusione del piano sequenza allo stadio), ambientazioni simboliche - prigioni più che case ospitali – che racchiudono l’ansia del vivere, in attesa di essere raccontata. Anche attraverso la scrittura di un libro. Nicoletta Dose

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05/09/10

Somewhere

sab_18_09 ore 21,15
dom_19_09 ore 18,00 - 21,00


REGIA: Sofia Coppola
SCENEGGIATURA: Sofia Coppola
ATTORI: Stephen Dorff, Elle Fanning, Chris Pontius, Michelle Monaghan, Laura Ramsey, Robert Schwartzman, Caitlin Keats, Jo Champa, Laura Chiatti, Simona Ventura,
FOTOGRAFIA: Harris Savides
PAESE: USA 2010
GENERE: Commedia, Drammatico
DURATA: 98 Min






Johnny Bravo vive in un appartamento dell'hotel Chateau Marmont. Tra spettacoli erotici di dubbia eleganza e avventure amorose brevi e disimpegnate , trascorre le giornate in un'apatia ovattata e silenziosamente distruttiva. L'inaspettata permanenza della figlia Cleo impone un cambiamento nel ritmo quotidiano dell'attore. Videogiochi, nuotate, esposizioni al sole e un'incursione alla serata dei Telegatti italiani riempiono le giornate dei due famigliari. L'equilibrio apparente dura fino alla partenza di Cleo per il campeggio. E il ritorno alla vita di Johnny.
Dopo il pernottamento a Tokyo di Lost in Translation, Sofia Coppola sposta l'attenzione su un altro hotel, il famoso Chateau Marmont, residenza alternativa di molte star hollywoodiane. Siamo a Los Angeles, in un posto riconoscibile e leggendario, ma i luoghi del film (stanze, piscine, studi televisivi) sono fondamentalmente ‘non luoghi', ambienti senza radici, che, allo stesso tempo, assumono il ruolo di deposito di emozioni forti ma taciute. Le abitudini edoniste del protagonista assicurano l'illusione del successo ma sono così portate all'estremo da trasformare l'eccitazione in indifferenza. Lo sguardo sottile della regista (anche sceneggiatrice del film) ci introduce al personaggio con delicata tenerezza. Non condanna la sua pacata amoralità né giudica l'impacciata ricerca di incontri sessuali; preferisce invece svelare la sostanziale cifra di quei comportamenti, drammaticamente sconsolati e privi di vitalità. Lo stile di ripresa, fatto di lunghi silenzi, inquadrature ferme (dove spesso è uno zoom lentamente graduato ad avvicinarsi al soggetto) e piani-sequenza densi di suggestioni, mettono in luce le contraddizioni esistenziali di Johnny. La regista mostra gli opposti in gioco con un senso dell'ironia seduttivo. L'arrivo discreto della figlia scombina questo piano narrativo e diventa lei la responsabile della riconquista emotiva del padre. È la piccola Cleo il personaggio attivo che ‘pattina' con grazia sulla strada sottosopra del genitore.
Il circuito chiuso della scena iniziale, dove una Ferrari corre in moto perpetuo, è la rappresentazione visiva dell'aridità umana dell'attore. La scarsità di parole dei dialoghi bilancia la ruvidità del rombo del motore o del chiasso delle festicciole private, per dire che l'affetto, per manifestarsi, non ha bisogno di fare rumore. Il cinema della Coppola, ancora una volta, predilige l'omissione alle dichiarazioni esplicite e in questa rarefatta rinascita del rapporto tra padre e figlia chiede agli attori una gestualità posatissima ma, al tempo stesso, ricca di microespressioni che svelano l'amarezza interiore. Il trash abbonda (l'Italia televisiva è un paese dal quale scappare di corsa) e si insinua nelle camere d'albergo come nell'intimità delle persone, ma rimane, in questo caso, a coprire il ruolo di comparsa. Come Benicio Del Toro in ascensore o Laura Chiatti a Milano. Figuranti di uno spettacolo che va in scena da ‘qualche parte', ovunque e in nessun luogo. Nicoletta Dose


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