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Un cane a processo

Giovedì 28 maggio ore 21:00
Sabato 30 maggio ore 21:00
Domenica 31 maggio ore 18:00
Domenica 31 maggio ore 21:00

Genere: Commedia Anno: 2024 Regia: Lætitia Dosch Attori: Lætitia Dosch, François Damiens, Anabela Moreira, Anne Dorval, Pierre Deladonchamps, Anouk Grinberg, Bouli Lanners Paese: Francia Durata: 85 min

TRAMA
Avril, avvocata dallo spirito libero e determinato, famosa per accettare cause apparentemente perse in partenza, è decisa a conquistare finalmente una vittoria. Ma quando Dariuch, l’ennesimo cliente senza troppe speranze, le chiede di difendere il suo inseparabile cane Cosmos, Avril non sa tirarsi indietro. Si ritrova così a immergersi nell’assurdità di rappresentare in tribunale un imputato a quattro zampe, sfidando, tra colpi di scena e arringhe appassionate, le rigidità del sistema giudiziario, facendosi portavoce dei diritti degli animali.

CRITICA
Un cane può essere processato per aver morso una donna, sfigurandola? Un paradosso fra i tanti con cui inizia questa originale, divertente e per niente banale o superficiale commedia con cui Laetitia Dosch, attrice di vero talento, esordisce come regista. Siamo in una cittadina svizzera, in cui si scatena un dibattito pubblico, fino alle tensioni sociali in strada, fra innocentisti e colpevolisti, sollecitati dall'avvocata della vittima, in campagna elettorale e pronta a chiedere la morte per il cane, colpevole soprattutto di appartenere a una razza "sbagliata", e come tale violenta. Vi ricorda qualcosa? I temi sociali e contemporanei affrontati sono molti, al di là del divertimento di una storia stralunata e ben raccontata. Ma soprattutto intelligente, che lascia l'amaro in bocca, oltre al sorriso. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Il delitto del terzo piano

Giovedì 21 maggio ore 21:00
Sabato 23 maggio ore 21:00
Domenica 24 maggio ore 18:00
Domenica 24 maggio ore 21:00

Genere: Giallo, Commedia, Drammatico Anno: 2026 Regia: Rémi Bezançon Attori: Laetitia Casta, Guillaume Gallienne, Gilles Lellouche Paese: Francia Durata: 106 min

TRAMA

l Delitto del 3° Piano racconta la storia di Colette, appassionata di cinema hitchcockiano, e di suo marito François, celebre autore di thriller. Vivono in un elegante palazzo borghese, immersi in una quotidianità raffinata ma logorata dalla routine. Passano le giornate a scrivere, correggere, limare parole… senza più riuscire a parlarsi davvero.
Finché qualcosa cambia. Dalle finestre del loro appartamento iniziano a osservare i nuovi vicini: una coppia inquieta, nervosa, sempre sul punto di esplodere. Quello che nasce come un gioco voyeuristico si trasforma presto in un’ossessione. Una scomparsa improvvisa, un orologio macchiato di sangue, occhiali spia, rumori nel cuore della notte: ogni indizio sembra gridare che qualcosa di terribile sia avvenuto proprio lì, nell’appartamento del 3° piano.
Convinti di trovarsi davanti a un vero delitto, Colette e François si spingono in un’indagine pericolosa, fatta di sospetti incrociati, fantasie noir e paure molto reali. E più si avvicinano alla verità, più il confine tra il thriller che scrivono e la vita che vivono inizia a sfumare.

CRITICA

Una coppia logorata dalla convivenza e dalla routine subisce una salutare scarica di energia dall'arrivo di una coppia di vicini. Lui scrive gialli, lei insegna il cinema di Hitchcock all'università, tanto che la realtà e la finzione, in particolare quella al centro de La finestra sul cortile, si confondono quando la donna si convince di vedere il nuovo vicino uccidere la moglie. Inizia una scatenata indagine che gronda citazionismo dell'amato Hitch e del thriller in generale, che sia romanzesco o cinematografico, in questa commedia gialla divertita a cui si perdona l'eccesso d'amore e di spiegazioni e omaggi, anche grazie a una Laetitia Casta in grande forma. (Mauro Donzelli - coming soon.it)

Nouvelle Vague

Venerdì 22 maggio ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Commedia Anno: 2025 Regia: Richard Linklater Attori: Zoey Deutch, Alix Bénézech, Guillaume Marbeck, Aubry Dullin, Adrien Rouyard, Roxane Rivière, Côme Thieulin, Jean-Jacques Le Vessier, Antoine Besson, Jonas Marmy, Laurent Mothe, Blaise Pettebone, Benjamin Clery Paese: Francia Durata: 105 min

TRAMA
Questa è la storia di Godard nel momento in cui gira “Fino all’ultimo respiro” , raccontata nello stile e nello spirito con cui Godard ha realizzato “Fino all’ultimo respiro”.

CRITICA

Richard Linklater, che è un regista di grande intelligenza, non ha pensato nemmeno per un istante, in Nouvelle Vague, di mettersi al livello del genio e del capolavoro che racconta (Godard e Fino all'ultimo respiro). Non ha avuto nemmeno, Linklater, la voglia e l’arroganza di mettersi a fare il cinefilo pensoso, l’autore altezzoso, quello che oltre a una storia vuole mettere sullo schermo una teoria, un rispecchiamento, una parafrasi ideologica. No, Nouvelle Vague racconta una storia, e la racconta nel migliore dei modi possibili: senza tirarsela, con efficacia, con una semplicità che è sintomo di capacità, e non di inadeguatezza. Il merito più grande di Linklater, però, è quello di aver donato a Nouvelle Vague una grande leggerezza, una giocosa spensieratezza. Che sono fondamentali, mi permetto di credere, per fare cinema e per ogni approccio creativo, perché diventano da sole grande libertà mentale e intellettuale. E allora ecco che Nouvelle Vague è anche il film che ricorda a tutti noi magari il cinema non lo facciamo, ma che lo vediamo e ne parliamo per passione o professione, che ci si può rapportare ai capolavori con leggerezza e semplicità, e non solo con aria pensosa e letture ardite e profonde. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Divine Comedy

Venerdì 15 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Commedia Anno: 2025 Regia: Ali Asgari Attori: Bahram Ark, Sadaf Asgari, Amirreza Ranjbaran, Hossein Soleimani, Mohammad Soori Paese: Iran, Italia, Francia Durata: 98 min

TRAMA
Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.

CRITICA
Dopo Kafka a Teheran, Ali Asgari torna a raccontare l'incubo dell'Iran contemporaneo con toni satirici e paradossali, qui ancora più lievi e aerei poiché, oltre a raccontare un paese, Divine Comedy è un film che parla di cinema e del suo potere. Con un occhio al primo Woody Allen e un'altro al nostro Nanni Moretti, ma senza dimenticare la tradizione cinematografica del suo paese, Asgari racconta la storia di un regista determinato a fare una cosa molto semplice: mostrare il suo film a un pubblico. Lo fa lottando sì ma con garbo, dicendo come Bartleby "preferisco di no". Un film che parla del ruolo dell'arte, della resistenza al Potere, di un cinema che è prima di tutto una grande passione, un vero amore, ma che può forse anche intervenire nella realtà. Più grazie alla fiducia in sé e a una comicità surreale ma tagliente che coi toni tonitruanti e barricaderi. (Federico Gironi - comingsoon.it)

A cena con il dittatore

Giovedì 7 maggio ore 21:00
Sabato 9 maggio ore 21:00
Domenica 10 maggio ore 18:00
Domenica 10 maggio ore 21:00

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Manuel Gómez Pereira Attori: Mario Casas, Alberto San Juan, Asier Etxeandia, Nora Hernández, Oscar Lasarte, Martín Páez, Elvira Mínguez, Toni Agustí, Eleazar Ortiz, Carlos Serrano, Carmen Balagué, Antonio Resines, Sofía Kofoed, Xavi Francés, Sergio Caballero Paese: Spagna, Francia Durata: 106 min

TRAMA
Spagna, 1939. Appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile, il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente, un meticoloso capo cameriere e un gruppo di prigionieri repubblicani – oppositori del regime franchista ma dotati di grande talento in cucina – sono costretti a preparare il banchetto in tempi record. Tutto sembra procedere senza intoppi, ma i cuochi stanno pianificando non solo il banchetto… bensì anche la loro fuga.

CRITICA

La guerra civile spagnola (1936–1939), che causò circa 350 mila vittime, aprì la strada alla lunga dittatura di Francisco Franco. È in questo contesto che si inserisce A cena con il dittatore, ambientato due settimane dopo la caduta di Madrid, quando il Caudillo decide di celebrare la vittoria con un banchetto al Palace Hotel. Il soggetto, tratto da una pièce teatrale di José Luis Alonso de Santos, costruisce una situazione tanto semplice quanto efficace: i migliori cuochi della città, tutti di sinistra, vengono prelevati dal carcere e costretti a cucinare per i loro vincitori.
Da qui nasce una commedia nera che si muove nella tradizione spagnola di raccontare la tragedia attraverso il grottesco, trovando nel rapporto tra il tenente Medina e il maître Genaro il suo centro emotivo. Il regista Manuel Gómez Pereira firma una tragicommedia elegante che alterna tensione e ironia, sostenuta dalle interpretazioni solide di Mario Casas e Alberto San Juan. Il film mantiene coerenza narrativa e si concede anche una rappresentazione caricaturale di Franco, ma il registro comico sembra non riesca sempre a bilanciare la durezza delle scene più crude. Spontaneità e irriverenza sono messe in ombra dall’eleganza formale della messinscena, il film risulta comunque un’opera intelligente e ben costruita. (Antonio Bracco - comingsoon.it)

Due Procuratori

Venerdì 8 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Drammatico, Biografico, Thriller Anno: 2025 Regia: Sergei Loznitsa Attori: Alexander Kuznetsov, Anatoliy Belyy, Aleksandr Filippenko, Vytautas Kaniusonis, Valentin Novopolskij, Ivgeny Terletsky Paese: Francia, Germania, Olanda Durata: 117 min

TRAMA
Unione Sovietica, 1937. Migliaia di lettere di detenuti ingiustamente accusati dal regime vengono bruciate in una cella di prigione. Contro ogni previsione, una di queste richieste d’aiuto giunge a destinazione, sulla scrivania del procuratore locale appena nominato, Aleksandr Kornev. Il giovane Kornev fa del suo meglio per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD. Bolscevico convinto e integro, il giovane procuratore sospetta una serie di abusi e illegalità. La sua ricerca di giustizia lo porterà fino all’ufficio del Procuratore Generale a Mosca…

CRITICA
Loznitsa torna alla finzione per raccontare le purghe staliniane, a partire da un romanzo di Georgy Demidov, fisico che ha scontato diciotto anni di ingiusta prigionia. L'esito della vicenda è scontato, ma questo non è un problema: un’altra risoluzione non era possibile, e l'intento di Loznitsa, che parla chiaramente del passato perché le suocere del presente intendano, è quello di raccontare non tanto l'orrore e l’ingiustizia, quanto il clima e il sistema e la scientificità del suo dispiegarsi. Non ci sono scene sensazionali, in Two Prosecutors. Non c’è esibizione della violenza, delle torture, della spietatezza. C’è, e c’è praticamente da subito, da quando il protagonista entra nel carcere e viene sottoposto a stremanti attese e a conversazioni cariche di allusioni sottili e inquietanti, il dispiegamento di quella che potremmo chiamare la burocrazia della repressione. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Sirat

Venerdì 24 aprile ore 21:00
Venerdì d’essai

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Óliver Laxe Attori: Sergi López, Bruno Núñez, Jade Oukid, Richard Bellamy, Stefania Gadda, Joshua Liam Herderson, Tonin Janvier Paese: Spagna, Francia Durata: 115 min

TRAMA
Un uomo in cerca della figlia scomparsa raggiunge un rave nel deserto marocchino insieme a suo figlio. Quando i due si uniscono a un gruppo di raver diretto a un’altra misteriosa festa, la loro ricerca si trasforma in un’odissea inimmaginabile.

CRITICA
Una ragazza scomparsa, e padre e fratellino che la cercano. La scena dei rave illegali e la musica techno. Il deserto del Marocco e i monti dell’Atlante. Con l'esclusione di Sergi Lopez, un cast di non professionisti realmente appartenenti alla rave culture.
Non è che Oliver Laxe fosse partito da premesse poco interessanti, per il suo nuovo Sirat: ma il film mette totalmente da parte la vicenda della ragazza scomparsa per tramutarsi in una sorta di dieci piccoli indiani raver nel deserto, in una lotta per la sopravvivenza in un ambiente ostile che, per Laxe, è metaforone (anche) del nostro presente.
Il viaggio dei protagonisti di questo film attraverso il deserto assume chiari e ingombranti significati metaforico-mistici, che Laxe mette sullo schermo con un occhio sicuramente notevole e attento a inquadrature e panorami, ma che affastella situazioni narrative che, più che sorprendere come dovrebbero, lasciano interdetti. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Sorry, Baby

Venerdì 17 Aprile ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Eva Victor Attori: Eva Victor, Naomi Ackie, Louis Cancelmi, Kelly McCormack, Lucas Hedges, John Carroll Lynch Paese: USA, Spagna, Francia Durata: 103 min

TRAMA
Agnes è una giovane docente universitaria ironica, capace e brillante. Quando subisce una molestia da parte di una persona fidata, il suo mondo va in pezzi, ma tutto succede improvvisamente e senza clamore, quasi in punta di piedi. Ci vorrebbe tempo, ma la vita va avanti, almeno per tutti gli altri. Solo trovando la forza di elaborare l’accaduto e grazie al solido e sincero supporto dell’amica di sempre Lydie, Agnes potrà trovare la chiave per rinascere. Eva Victor, straordinaria nuova voce del cinema indipendente americano, dirige e interpreta un’esplorazione delicata e ironica sul tema del superamento di un abuso; un’opera sincera, genuina e irresistibilmente divertente, premiata per la Miglior sceneggiatura al Sundance e celebrata a Cannes.

CRITICA
Attrice, specializzata in video comici, Eva Victor esordisce alla sceneggiatura e alla regia con un piccolo film sorprendente: Sorry, Baby è tutto dentro quello che è un nuovo filone di cinema al femminile e femminista ma che evita le prese di posizione barricadere e aggressive, o al contrario vittimiste e nevrotiche. La storia che racconta, che ha un fondo di autobiografismo, è quella di una violenza subita, ma il fuoco è tutto sul superamento del trauma, che è raccontato con toni drammatici sì ma senza esagerare, sempre stemperati da una costante tensione verso l'ironia amara e la commedia dai toni strampalati. Decisamente più vicina ai toni sospesi e intelligenti di una Miranda July che non a quelli nevrotici e da Instagram di una Greta Gerwig, Victor scrive bene, gira bene, e sa scegliere e guidare il suo cast. Ne sentiremo ancora parlare. (Federico Gironi - comingsoon.it)

La mattina scrivo

Giovedì 9 Aprile ore 21:00
Sabato 11 Aprile ore 21:00
Domenica 12 Aprile ore 18:00
Domenica 12 Aprile ore 21:00

Genere: Biografico, Drammatico Anno: 2025 Regia: Valérie Donzelli Attori: Virginie Ledoyen, Bastien Bouillon, Marie Rivière, André Marcon Paese: Francia Durata: 92 min

TRAMA
Paul ha quarant’anni e ha lasciato il suo lavoro per inseguire la vocazione di scrittore. Quando i risparmi finiscono, è costretto a iscriversi a una piattaforma di lavori occasionali, passando le giornate a svuotare cantine e falciare erba per pochi euro. Mentre lotta per trovare il tempo e la forza di scrivere, si scontra con i pregiudizi della società e della sua famiglia, che vede la sua scelta come un fallimento. Ma, tra sacrifici e rinunce, Paul riuscirà a trovare l’ispirazione e a scoprire il valore del proprio tempo.

CRITICA
Valérie Donzelli realizza il suo film migliore in equilibrio sottile fra dolcezza e poeticità di racconto e sguardo sociale partecipe, anche senza urlare o lasciarsi andare a proclami. Una storia di oggi che ripudia semplificazioni, alla ricerca della felicità con candore e disinsteressandosi del cinismo imperante, mettendo in evidenza come un’attività artistica risponda a un bisogno irrefrenabile. Paul non può farne a meno di scrivere, e di ritagliarsi il tempo per farlo. La sua è una passione, magari silenziosa e poco spettacolare, ma inarrestabile. Il suo è un bisogno di creare, costi quel che costi. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Tutto in un'estate!

Venerdì 20 Marzo ore 21:00
Cineforum '26

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2024 Regia: Louise Courvoisier Attori: Clément Favreau, Maïwene Barthelemy, Luna Garret, Mathis Bernard, Dimitri Baudry Paese: Francia Durata: 92 min

TRAMA

Tutto in un’estate! è un film coraggioso che racconta il passaggio all’età adulta di Totone, un diciottenne ribelle della Francia rurale. Dopo la morte del padre, Totone cerca di ristabilire un equilibrio prendendosi cura della sorellina Claire e puntando a vincere con il formaggio Comté. Tra prime responsabilità, amori acerbi e sfide, scoprirà il valore degli affetti e del fare con impegno.

CRITICA

L'esordiente Louise Courvoisier prende una trama che in qualche modo è o può suonare abbastanza tipica per un certo tipo di cinema, soprattutto francese e francofono, un cinema contrassegnato da un naturalismo abbastanza spoglio ma sempre pronto a mettere - magari blandamente - l'accento sul dramma, e la trama in modo diverso. Tutto in un'estate l'accento, quando lo mette, lo mette in maniera quasi contro intuitiva sui sorrisi e suoi piccoli successi, più che sui drammi, e la regista ha voluto dare, ed è stata capace di dare al suo film un tono che arriverei quasi a definire pop Quello che ci portiamo a casa sono le piccole e grandi conquiste, i sorrisi, i baci, il fare l’amore in mezzo al fieno, gli sguardi che sanciscono la pace con quegli amici del cuore, e con quella ragazza speciale. Il calore tenue di un'estate che rigenera, e spinge a una vita nuova. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Crossing Istanbul

Venerdì 6 Marzo ore 21:00
Cineforum '26

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Levan Akin Attori: Mzia Arabuli, Lucas Kankava, Deniz Dumanli Paese: Svezia, Danimarca, Francia Durata: 106 min

TRAMA
Crossing Istanbul è un road movie delicato e toccante che vede come protagonista Lia (Mzia Arabuli), un’insegnante in pensione che dalla Georgia si mette in viaggio verso Istanbul per esaudire l’ultimo desiderio della sorella: ritrovare Tekla, la figlia perduta. L’incontro con un avvocato che si batte per i diritti delle persone transgender le farà scoprire un mondo nuovo. Un film di piccoli gesti, inno alla solidarietà e all’accettazione dell’altro.

CRITICA
Crossing Istanbul si rivela un road movie con tutte le carte in regola per piacere e farai apprezzare, forte anche di tre personaggi protagonisti che riescono a catturare l'attenzione ognuno nell'ostinazione di una propria missione che finisce per convergere in una medesima ricerca.
Il film di Levan Akin ha fatto da apripista alla sezione Panorama del Festival di Berlino 74, ricevendo una positività accoglienza di critica e pubblico.

il mago del Cremlino - le origini di Putin

Giovedì 26 Febbraio ore 21:00
Sabato 28 Febbraio ore 21:00
Domenica 01 Marzo ore 18:00
Domenica 01 Marzo ore 21:00

Genere: Drammatico, Thriller Anno: 2025 Regia: Olivier Assayas Attori: Jude Law, Paul Dano, Alicia Vikander, Jeffrey Wright, Zach Galifianakis, Tom Sturridge, Will Keen, Matthew Baunsgard, Dan Cade, Alexander Johnson, Magne-Håvard Brekke Paese: USA, Gran Bretagna, Francia Durata: 120 min

TRAMA
Russia, primi anni ‘90. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese in ricostruzione, Vadim Baranov, un giovane uomo dall’intelligenza brillante, si sta facendo strada. Ex artista d’avanguardia nonché produttore di un reality show televisivo, Baranov diventa il braccio destro di un uomo che ha lavorato nel KGB e che è destinato a conquistare il potere assoluto: Vladimir Putin, altrimenti detto «lo zar». Profondo conoscitore del sistema politico, Baranov diventa lo spin doctor della nuova Russia: confeziona discorsi, crea scenari, cattura percezioni. Tuttavia, c’è un’unica persona che sfugge al suo controllo: Ksenia, uno spirito libero, una donna indipendente e avulsa dai meccanismi del potere e del controllo politico. Dopo quindici anni di silenzio, lontano dalla scena politica, Baranov accetta di parlare. Le sue rivelazioni confondono i confini fra verità e finzione, realtà e strategia. Il mago del Cremlino esplora gli oscuri meandri del potere, in cui ogni parola diventa lo strumento di un preciso disegno politico.

CRITICA
Un uomo nell'ombra, ormai ritirato a vita privata ma stimolato da uno studioso americano a rievocare la sua avventura a Mosca come ben più di un consigliere, di un mago del Cremlino. L'uomo che ha contribuito a creare il sistema di potere di Putin, a rivoluzionare la propaganda e spingere verso l'estrema il concetto di fake news. Un adattamento splendido di Olivier Assayas di uno dei libri più significativi sulla politica, oltre che un appassionante romanzo, uscito negli ultimi anni. Accurata ricostruzione dagli anni '90, dal caos post sovietico all'avvento della confusione degli oligarchi e della loro gara ad arricchirsi. Brutale e istruttivo, un racconto su come i rapporti fra potere e elettori, ma anche fra stati, sia stato corrotto a partire da un uomo nell'ombra senza scrupoli. (comingsoon.it - Mauro Donzelli)

Father Mother Sister Brother

Giovedì 12 Febbraio ore 21:00
Sabato 14 Febbraio ore 21:00
Domenica 15 Febbraio ore 18:00
Domenica 15 Febbraio ore 21:00

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Jim Jarmusch Attori: Tom Waits, Adam Driver, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Mayim Bialik, Sarah Greene, Indya Moore, Vicky Krieps, Luka Sabbat Paese: USA, Italia, Francia Durata: 110 min

TRAMA
Tre storie che raccontano le relazioni tra figli adulti, i loro genitori piuttosto distanti e tra fratelli. Ognuna delle tre parti è ambientata nel presente e ciascuna in un paese diverso. FATHER è ambientato nel Nord-Est degli Stati Uniti, MOTHER a Dublino, e SISTER BROTHER a Parigi. Una serie di ritratti intimi, osservati senza giudizio, in cui la commedia è attraversata da sottili momenti di malinconia.

CRITICA
Volti noti e amati che palesemente si sono divertiti nel prestarsi a questi racconti fra la commedia e la malinconia che solo anni di incomprensioni in famiglia possono generare. Lo stesso Jarmusch sembra voler mettere le mani avanti, spiegando nelle note di regia come sia una sorta “di anti film d’azione, dallo stile tranquillo, attentamente costruito per permettere a piccoli dettagli di accumularsi”. Non c’è dubbio che sia così, è uno di quei film silenti che danno il tempo alle frasi e agli sguardi di depositarsi nella stanza, riecheggiano il clima formale che si rinnova nelle famiglie quando si consolidano anni di incontri sporadici, fra compleanni e feste comandate. Se ritornano riferimenti a un Rolex “mitologico”, vero o meno che sia, e il modo di dire “Bob’s your uncle”, che oltremanica rimanda a qualcosa come “ecco fatto”, è il terzo e ultimo episodio a espandere l’universo emotivo della storia. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

La stanza di Mariana

Martedì 27 gennaio ore 21:00 - Giornata della Memoria - in collaborazione con il comune di Piove di Sacco
Sabato 31 Gennaio ore 21:00
Domenica 1 Febbraio ore 21:00

Film in lingua originale sottotitolato in italiano

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Emmanuel Finkiel Attori: Melanie Thierry, Artem Kyryk, Anastasia Fein, Yona Rozenkier, Olga Radchuk, Olena Khokhlatkina, Minou Monfared, Julia Goldberg Paese: Francia, Israele, Ungheria, Belgio Durata: 131 min

TRAMA
La Stanza di Mariana è un film sulla sopravvivenza: un bambino nascosto, una donna ai margini, una guerra fuori dalla porta. Tratto da Fiori nelle tenebre di Aharon Appelfeld, segue Hugo, costretto a vivere nell’ombra per oltre un anno, mentre fuori si consuma l’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Nella stanza di Mariana, tra paura, silenzi e gesti quotidiani, nasce un legame intimo e contraddittorio che segnerà per sempre entrambi.

CRITICA
Un intenso dramma storico che esplora la guerra dal punto di vista di un bambino recluso in un armadio, tra silenzi, attesa e immagini suggerite.

Primavera

Sabato 24 gennaio ore 18:00
Domenica 25 gennaio ore 15:00

Genere: Biografico, Storico, Musicale Anno: 2025 Regia: Damiano Michieletto Attori: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi Paese: Italia, Francia Durata: 110 min

TRAMA

Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.

CRITICA

Tutt'altro che film clone di Gloria!, nonostante le evidenti analogie, Primavera è un film dalla personalità molto diversa, testimonianza delle tante sfumature che la lingua del cinema può assumere. Niente pop, niente eversione gioiosa, ma un classicismo moderno declinato con eleganza allo scopo di raccontare una storia di patimenti e sofferenze, e della tiepida speranza in una felicità lontana che solo la musica aiuta a sentire più vicina.

Michieletto, che viene dalla lirica, sa come si usa la musica a scopo drammatico e drammaturgico, ma non ne abusa, e lavora con grande attenzione sulle immagini, con la fondamentale collaborazione di Daria d'Antonio alla fotografia e di Ludovica Rampoldi alla sceneggiatura. Elegante e composto, sì, ma anche passionale e commovente, Primavera è classico, nella stessa accezione di una musica che significa cultura, universalità e eternità. (comingsoon.it - Federico Gironi)




Proiezioni precedenti

Giovedì 15 gennaio ore 21:00
Sabato 17 gennaio ore 21:00
Domenica 18 gennaio ore 18:00 e ore 21:00


C'era una volta mia madre

Giovedì 18 Dicembre ore 21:00
Sabato 20 Dicembre ore 21:00
Domenica 21 Dicembre ore 18:00
Domenica 21 Dicembre ore 21:00 

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Ken Scott Attori: Leïla Bekhti, Jonathan Cohen, Josephine Japy, Sylvie Vartan, Jeanne Balibar, Lionel Dray, Anne Le Ny, David Ayala, Milo Machado-Graner, Naël Rabia Paese: Francia Durata: 102 min

TRAMA
Nel 1963, l’eccentrica, irresistibile e generosa Esther (Leïla Bekhti) dà alla luce Roland. Il piccolo nasce con un piede torto che gli impedisce di stare in piedi. Contro il parere di tutti, Esther gli promette che camminerà come gli altri e che avrà una vita favolosa. Da quel momento in poi, questa madre inarrestabile non smetterà mai di fare tutto il possibile per mantenere la sua promessa. Dal romanzo autobiografico di Roland Perez, un ritratto divertente, tenero e travolgente di una donna incredibilmente autentica e fuori dagli schemi. Nel cast di altissimo livello Jonathan Cohen, Naïm Naji e Sylvie Vartan nel ruolo di se stessa.

CRITICA
Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan, autobiografia di Roland Perez, diventa un racconto intimo sull’amore materno e sulla ricerca dell’identità che si muove tra dramma e commedia (Giulia Lucchini - cinematografo.it)

I colori del tempo

Giovedì 11 Dicembre ore 21:00
Sabato 13 Dicembre ore 21:00
Domenica 14 Dicembre ore 18:00
Domenica 14 Dicembre ore 21:00

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Cédric Klapisch Attori: Suzanne Lindon, Philippine Leroy-Beaulieu, Cécile de France, Vincent Perez, Vassili Schneider, François Berléand, Julia Piaton, Sara Giraudeau, Vincent Macaigne, Paul Kircher, Zinedine Soualem, Fred Testot, Raïka Hazanavicius, Pomme Paese: Francia Durata: 126 min

TRAMA
Nella Francia di oggi un gruppo di sconosciuti viene convocato per discutere una misteriosa eredità: sono infatti tutti discendenti da un’unica donna, Adèle Meunier, che alla fine dell’Ottocento aveva lasciato la Normandia per cercare la madre a Parigi. Frugando tra vecchie foto, lettere e dipinti, quattro degli eredi riescono a ricostruire gli amori e le incredibili vicende della loro antenata, vissuta nel cuore della Belle Époque e della trionfale stagione dell’Impressionismo.

CRITICA
Un viaggio nel tempo senza intenti pedanti o ambizioni fantascientifiche. Klapisch racconta della vita come scoperta basata sui legami d'amore e di amicizia, a prescindere dall'età, in questo curioso divertissement che ci porta nel 1895, anno cruciale fra l'irruzione della fotografia come possibile soppiantatrice addirittura della pittura, e l'impressionismo che stava nascendo, così come il cinema. Tutto parte da una donna, come sempre, anche il viaggio nel tempo di un gruppo di giovani e meno giovani, uomini e donne, con in comune il DNA di una giovane che in quell'anno cruciale partì dalla provincia per scoprire Parigi. Divertente senza prendersi sul serio, con attori palesemente a proprio agio come Cécile De France e Vincent Macaigne. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Un semplice incidente

Giovedì 20 Novembre ore 21:00
Sabato 22 Novembre ore 21:00
Domenica 23 Novembre ore 18:00
Domenica 23 Novembre ore 21:00

Genere: Thriller, Drammatico Anno: 2025 Regia: Jafar Panahi Attori: Vahid Mobasseri, Ebrahim Azizi, Mariam Afshari, Hadis Pakbaten, Majid Panahi, Mohamad Ali Elyasmehr Paese: Iran, Francia Durata: 105 min

TRAMA
Girato clandestinamente, senza il permesso ufficiale delle autorità iraniane, il film conferma l’impegno di Panahi a difendere l’integrità artistica e l’indipendenza creativa. Un semplice incidente unisce dramma e ironia, muovendosi sul sottile confine tra tragedia e grottesco. L’ironia dissacrante, cifra distintiva del suo cinema, diventa lo strumento attraverso cui Panahi mette in scena l’assurdità dei meccanismi di potere e la fragilità dei giudizi morali.

CRITICA
Il ritorno di Panahi è un altro gioiello di semplicità e straordinaria profondità che vanno avanti a braccetto. Una capacità di mettere in scena persone comuni e avvenimenti apparentemente banali e quotidiani che innescano una cascata di avvenimenti capaci di mettere in discussione la convivenza sociale dell'Iran, ma sempre più di noi tutti. Una scelta morale, in un contesto sempre più autoritario in tutto il mondo sono al centro del film più politico del regista, in cui si pone frontalmente contro chi applica la violenza e le torture di un regime liberticida. La prima scena e l'ultima sono l'emblema della grandezza di un vero maestro delle piccole cose. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Duse

Giovedì 16 Ottobre ore 21:00
Sabato 18 Ottobre ore 21:00
Domenica 19 Ottobre ore 18:00
Domenica 19 Ottobre ore 21:00

Genere: Biografico Anno: 2025 Regia: Pietro Marcello Attori: Noémie Merlant, Valeria Bruni Tedeschi, Vincenzo Nemolato, Fausto Russo Alesi, Giovanni Morassutti, Vincenzo Pirrotta, Marcello Mazzarella, Federico Pacifici, Noémie Lvovsky, Fanni Wrochna, Iacopo Fanelli, Gaja Masciale, Vincenza Modica Paese: Italia, Francia Durata: 122 min

TRAMA
Negli anni brutali tra la Prima Guerra Mondiale e l'ascesa del fascismo, Eleonora Duse sceglie di tornare dove la sua vita ha avuto inizio: sul palco. Costantemente in lotta con la brutalità degli eventi e del potere, trasforma la sua arte in un atto rivoluzionario, anche a costo di sacrificare salute e affetti.

CRITICA
Il respiro del film è quello di una donna affaticata e dolorante, che alterna momenti di lucida lungimiranza con un pessimismo cosmico, mentre intorno a lei, a muoversi nell’orbita come pianeti bramosi di attenzione, ci sono la figlia Enrichetta (una convincente Noémie Merlant) e la sua sodale e tuttofare Desirée (una sorprendente Fanni Wrochna).
Fra costumi e luoghi in cui la bellezza regna, Duse cerca la traccia della grandezza nell'ostinazione di una donna coraggiosa e incapace di arrendersi, ma al massimo di poggiarsi su una sedia prima di ritornare a rivendicare la sua arte più sfrontata di prima, come faceva sul palcoscenico. In questo senso si assorbono anche momenti di toni alti e nevrastenici, come l’ultimo incontro con l’amato e odiato D’Annunzio. Pagine ancora vitali di un’arte in azione per nobilitare un mondo in guerra, che riecheggiano nei funesti tempi attuali. (di Mauro Donzelli - comingsoon.it)


I Vitelloni

Venerdì 17 Ottobre ore 21:00
Venerdì d'essai
in versione restaurata

Genere: Commedia Anno: 1953 Regia: Federico Fellini Attori: Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Eleonora Ruffo, Jean Brochard, Claude Farell, Carlo Romano, Lída Baarová, Arlette Sauvage, Enrico Viarisio, Paola Borboni, Vira Silenti, Maja Nipora, Achille Majeroni, Silvio Bagolini, Guido Martufi, Giovanna Galli, Franca Gandolfi, Gigetta Morano, Rosalba Neri, Ottavia Piccolo, Massimo Bonini, Alberto Anselmi, Milvia Chianelli, Gustavo De Nardo, Graziella De Roc, Gondrano Trucchi, Lino Toffolo Paese: Italia, Francia Durata: 115 min

TRAMA
Quattro trentenni di una piccola città di mare, vivono nell’eterna attesa di diventare adulti. Durante le stagioni invernali, si trascinano fra il biliardo e il caffé, fra velleità letterarie, scherzi goliardici e facili avventure erotiche, in una dimensione di ozio irresponsabile. Li segue con ingenua ammirazione il più giovane Moraldo, che gradatamente si libera dall’influenza di Fausto, dongiovanni da strapazzo e decide di abbandonare il tepore protettivo del borgo per affrontare il viaggio alla volta di Roma. Fellini intreccia le vicende dei quattro vitelloni (interpretati magistralmente da Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste e dal fratello Riccardo), adottando una narrazione vivacemente frammentaria che culmina in sequenze di sottile amarezza (l’atmosfera disfatta del dopo Carnevale) e in situazioni beffarde (la tentata seduzione di Leopoldo da parte di un vecchio guitto omosessuale). Per la prima e unica volta nel cinema felliniano, il mondo degli adulti (i genitori dei vitelloni) è rappresentato come un modello etico, senza ambiguità. Le riprese si svolsero per lo più a Ostia e, nelle prime copie del film, i distributori non vollero figurasse il nome di Sordi, che a quell’epoca ritenevano fosse sgradito al pubblico.

CRITICA
“I vitelloni riconferma la vena satirica più viva che oggi conti il nostro cinema; che l’atmosfera grigia della provincia (quelle strade notturne, per le quali echeggiano i canti e le battute sciocche dei vitelloni; quelle case povere, modeste o comode, in ogni caso onorate, in cui l’inutilità professionale di quei giovinastri trova rifugio ogni notte dopo l’ozioso girovagare; quel mare squallido; quei periodici sussulti di euforia artificiosa: la festa col concorso di bellezza, il veglione) ed alcune psicologie (quella del bellimbusto Fausto, quella del giullare Alberto, assai pittorescamente interpretato da Sordi, quella del “signorino” Moraldo) appaiono interpretate da un osservatore e psicologo assai acuto. Il quale, da buon moralista, sa spremere alla fine un senso dal suo racconto, che non vuol certo essere un semplice “divertissement”.

Troppi “leoni” al lido, (Giulio Cesare Castello “Cinema” (nuova serie), a. VI, n. 116, 31 agosto 1953)

“La freschezza non manca certo alla gamma di Fellini. Il suo maggiore merito è proprio quello di non badare al macchinoso, al prestabilito; ma di abbandonarsi a ciò che sente e risente, a momenti e stati d’animo apparentemente trascurabili o di secondo piano. Invece, in quei momenti è artista; e tutto rivela allora una vibrazione e un significato”. (Mario Gromo, “La Stampa”, 9 ottobre, 1953)

“Anche se non conoscessimo la sua attività passata […], basterebbero poche inquadrature per far chiaro che Federico Fellini è un umorista. Ma un umorista malinconico, ci sia o no contraddizione. Sorride, ma con amarezza. E’ chiaro che il piccolo mondo neghittoso e turbolento ch’egli descrive gli dà la stessa sgradevole impressione che dà a noi, un mondo di creature sciupate, di superflue esistenze. Lo comprende, lo studia; non direi lo schernisca; piuttosto lo commisera, ma è evidente che cerca con ironia il contrasto tra il molto presumere e lo squallido essere. (Arturo Lanocita, “Corriere della Sera”, 28 agosto 1953)