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Divine Comedy

Venerdì 15 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Commedia Anno: 2025 Regia: Ali Asgari Attori: Bahram Ark, Sadaf Asgari, Amirreza Ranjbaran, Hossein Soleimani, Mohammad Soori Paese: Iran, Italia, Francia Durata: 98 min

TRAMA
Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.

CRITICA
Dopo Kafka a Teheran, Ali Asgari torna a raccontare l'incubo dell'Iran contemporaneo con toni satirici e paradossali, qui ancora più lievi e aerei poiché, oltre a raccontare un paese, Divine Comedy è un film che parla di cinema e del suo potere. Con un occhio al primo Woody Allen e un'altro al nostro Nanni Moretti, ma senza dimenticare la tradizione cinematografica del suo paese, Asgari racconta la storia di un regista determinato a fare una cosa molto semplice: mostrare il suo film a un pubblico. Lo fa lottando sì ma con garbo, dicendo come Bartleby "preferisco di no". Un film che parla del ruolo dell'arte, della resistenza al Potere, di un cinema che è prima di tutto una grande passione, un vero amore, ma che può forse anche intervenire nella realtà. Più grazie alla fiducia in sé e a una comicità surreale ma tagliente che coi toni tonitruanti e barricaderi. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Un semplice incidente

Giovedì 20 Novembre ore 21:00
Sabato 22 Novembre ore 21:00
Domenica 23 Novembre ore 18:00
Domenica 23 Novembre ore 21:00

Genere: Thriller, Drammatico Anno: 2025 Regia: Jafar Panahi Attori: Vahid Mobasseri, Ebrahim Azizi, Mariam Afshari, Hadis Pakbaten, Majid Panahi, Mohamad Ali Elyasmehr Paese: Iran, Francia Durata: 105 min

TRAMA
Girato clandestinamente, senza il permesso ufficiale delle autorità iraniane, il film conferma l’impegno di Panahi a difendere l’integrità artistica e l’indipendenza creativa. Un semplice incidente unisce dramma e ironia, muovendosi sul sottile confine tra tragedia e grottesco. L’ironia dissacrante, cifra distintiva del suo cinema, diventa lo strumento attraverso cui Panahi mette in scena l’assurdità dei meccanismi di potere e la fragilità dei giudizi morali.

CRITICA
Il ritorno di Panahi è un altro gioiello di semplicità e straordinaria profondità che vanno avanti a braccetto. Una capacità di mettere in scena persone comuni e avvenimenti apparentemente banali e quotidiani che innescano una cascata di avvenimenti capaci di mettere in discussione la convivenza sociale dell'Iran, ma sempre più di noi tutti. Una scelta morale, in un contesto sempre più autoritario in tutto il mondo sono al centro del film più politico del regista, in cui si pone frontalmente contro chi applica la violenza e le torture di un regime liberticida. La prima scena e l'ultima sono l'emblema della grandezza di un vero maestro delle piccole cose. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Il seme del fico sacro

Giovedì 20 Marzo ore 21:00
Sabato 22 Marzo ore 21:00
Domenica 23 Marzo ore 18:00
Domenica 23 Marzo ore 21:00


Genere: Drammatico Anno: 2024 Regia: Mohammad Rasoulof Attori: Soheila Golestani, Missagh Zareh, Setareh Maleki, Mahsa Rostami, Niousha Akhshi, Reza Akhlaghirad, Shiva Ordooie Paese: Iran Durata: 167 min

TRAMA
Teheran. I festeggiamenti per la promozione di Iman a giudice istruttore del Tribunale della Guardia Rivoluzionaria coincidono con il movimento di protesta popolare a seguito della morte di una giovane donna. Iman è alle prese con il peso psicologico del suo nuovo ruolo. Mentre le sue figlie, Rezvan e Sana, sono scioccate e, allo stesso tempo, elettrizzate dagli eventi, la moglie Najmeh cerca di fare del suo meglio per tenere insieme la famiglia. Quando Iman scopre che la sua pistola d’ordinanza è sparita, sospetta delle tre donne. Spaventato dal rischio di rovinare la sua reputazione e di perdere il  lavoro, diventa sempre più paranoico e inizia, in casa propria, un’indagine in cui vengono oltrepassati tutti confini, uno dopo l’altro…

CRITICA
Prima di tutto, Il Seme del Fico Sacro, è un ottimo esempio di cinema fra dramma e paranoia, lungo quel crinale scosceso in cui facilmente piccole situazioni apparentemente marginali possono portare una famiglia a deragliare completamente, portando con sé una figura patriarcale che evidentemente rappresenta anche il sistema di potere dei mullah, paranoico e chiuso all’esterno, lontano da ogni esigenza e richiesta di un popolo giovane e vitale, sempre più stufo di accettare imposizioni che restringono la sfera di ogni libertà, privata e ancora più pubblica. Se il nucleo di prima organizzazione di ogni società è la famiglia, Rasoulof racconta di un padre, di una madre e moglie e delle tre giovani figlie, impegnate fra scuola superiore e università. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Il mio giardino persiano

Sabato 1 Marzo ore 21:00
Domenica 2 Marzo ore 18:00
Domenica 2 Marzo ore 21:00

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2024 Regia: Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha Attori: Lili Farhadpour, Esmaeel Mehrabi, Mansoore Ilkhani, Soraya Orang, Homa Mottahedin, Sima Esmaeili Paese: Iran, Francia, Svezia Durata: 97 min

TRAMA
Il film più amato del Festival di Berlino, diretto dagli iraniani Maryam Moghaddan e Bentash Sanaeeha, arriva finalmente in sala il 23 gennaio. Un pomeriggio, dopo un pranzo con le amiche, Mahin decide di rompere la sua routine solitaria e di riaprirsi all’amore. Un incontro inaspettato si trasformerà in una serata indimenticabile e il desiderio, almeno per una notte, avrà la meglio sulle regole della vita e sulle leggi del regime iraniano.

CRITICA
Un nuovo, ennesimo film iraniano che racconta il disagio della società di quel paese schivando le maglie del regime. Il punto di vista è quello di una donna di 70 anni, da tempo ormai sola e abituata a vivere senza particolari emozioni e slanci sociali. A un certo punto inizia a rivendicare un risveglio, a cercare un dialogo addirittura con degli uomini, scatenando lo sdegno dei vicini bigotti. Come l'Iran di un regime che porta a rimpiangere un passato in cui la città accoglieva musica e balli, ma soprattutto la speranza di un futuro da costruire, non solo per i giovani, quelli che hanno vissuto solo l'oppressione del regime. Malinconica e garbata storia che dietro una superficie di leggerezza racconta di una società soffocata. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Kafka a Teheran

Venerdì 26 Gennaio ore 21:00
Cineforum - cinedizionario

Genere: Drammatico Anno: 2023 Regia: Ali Asgari, Alireza Khatami Attori: Bahram Ark, Arghavan Shabani, Servin Zabetian, Sadaf Asgari, Faezeh Rad, Hossein Soleymani, Majid Salehi, Farzin Mohades, Gouhar Kheir Andish, Ardeshir Kazemi Paese: Iran Durata: 77 min

TRAMA
Kafka a Teheran racconta la storia di persone comuni di ogni provenienza sociale che si scontrano con barriere culturali, religiose e istituzionali imposte dalle varie autorità locali. Sono storie ironiche e commoventi di persone che si trovano ad affrontare avversità che compongono insieme il ritratto, pieno di sfaccettature, della complessa società iraniana.

CRITICA
Dal dramma della condizione femminile agli arresti dei suoi più importanti registi, quello dell'Iran contemporaneo è un regime antidemocratico e oscurantista di cui troppo poco si parla. Questo film trova il modo per farlo mettendo in risalto l'assurdo di quella che per gli iraniani è una condizione quotidiana. Dodici quadretti esemplari nei quali dei personaggi si trovano a andare a sbattere contro la natura paradossale, rigidamente ideologica e squisitamente liberticida di un potere che può assumere varie forme (dalla preside di una scuola a un possibile datore di lavoro, da un funzionario dell'anagrafe alla commessa di un negozio, passando per burocrati vari) ma che è accomunato dall’essere ottuso, irremovibile e invisibile. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Un Eroe

Ven 6_05 ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Drammatico
Anno: 2021
Regia: Asghar Farhadi
Attori: Amir Jadidi, Mohsen Tanabandeh, Sarina Farhadi, Fereshteh Sadre Orafaiy
Paese: Iran
Durata: 127 min

TRAMA
l nuovo film del regista Asghar Farhadi (due volte Premio Oscar con Una separazione e Il cliente), vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2021.
Rahim è in prigione a causa di un debito che non è riuscito a ripagare. Approfittando di un permesso di due giorni, cerca di convincere il suo creditore a ritirare la denuncia per una parte della somma dovuta. Ma le cose non vanno secondo i piani…

CRITICA
Farhadi torna dunque a casa e torna al suo cinema e ritrova la sua posizione davanti alle cose centrando il suo sguardo sui dilemmi morali che da sempre lo interessano. Torna all’essenza insomma. Ora che si è ritrovato attraverso un film chiaro (benché un po’ verboso e reiterato) che lo ha rimesso a proprio agio potrebbe fare un passo avanti. (cineforum.it)

Figli del sole

Ven 5_11 ore 21:00
Venerdì d’essai

Genere: Drammatico
Anno: 2020
Regia: Majid Majidi
Attori: Roohollah Zamani, Ali Nassirian, Javad Ezati, Tannaz Tabatabaei, Safar Mohammadi, Mohammad Mahdi Mousavifar, Shamila Shirzad, Abolfazl Shirzad, Mani Ghafouri
Paese: Iran
Durata: 99 min

TRAMA
FIGLI DEL SOLE è la storia del dodicenne ALI e dei suoi tre amici. Insieme, lavorano sodo per sopravvivere e sostenere le proprie famiglie, tra lavoretti in garage e piccoli reati per fare velocemente due soldi.

Con un colpo di scena quasi miracoloso, ad Ali viene affidata la responsabilità di recuperare un tesoro nascosto sottoterra. Il giovane quindi recluta la sua banda, ma per ottenere l’accesso al tunnel, i bambini dovranno prima iscriversi alla Sun School, un istituto di beneficenza volto a formare ragazzi di strada e bambini lavoratori, situato vicino al tesoro nascosto.

CRITICA
Figli del sole unisce i codici del cinema d’avventura a una profonda radicazione nel contesto sociale in cui è ambientato, presentato senza edulcorazioni o false prospettive illusorie. La ricerca del tesoro, che passa dallo scavare continuamente, è metaforicamente quel processo di emancipazione necessario a far diventare i più giovani gli artefici del nostro destino. Non a caso, è proprio la scuola il luogo eletto, l’unica speranza in una realtà in cui i genitori sono assenti e le (altre) istituzioni sembrano indifferenti al grido di dolore di chi non ha, e non avrà mai, la possibilità di diventare qualcuno. (madmass.it)