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Il supplente

Venerdì 1 Dicembre ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Drammatico, Thriller Anno: 2022 Regia: Diego Lerman Attori: Juan Minujín, Alfredo Castro, Bárbara Lennie, Renata Lerman, Rita Cortese, Belen Enguidanos, María Merlino Paese: Argentina, Messico, Spagna, Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna Durata: 112 min

TRAMA
 Lucio, un giovane professore universitario, accetta l’incarico di supplente in un liceo del quartiere in cui è cresciuto, nella periferia di Buenos Aires. Raccontando del senso e del valore della letteratura, cerca di suggerire ai suoi studenti una possibile alternativa alla dura realtà della loro vita quotidiana. Ma dovrà presto spingersi al di là della sua missione di insegnante per aiutare Dilan, un ragazzo preso di mira da un boss locale della droga. 

CRITICA
In equilibrio tra scrittura, cronaca e immersione in una realtà mai artefatta, un pregevole film che sa lavorare su un materiale narrativamente ricco e approfondire la figura del protagonista. (www.sentieriselvaggi.it)

Maternal

Ven 25_06 ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Drammatico
Anno: 2019
Regia: Maura Delpero
Attori: Lidiya Liberman, Agustina Malale, Denise Carrizo
Paese: Italia, Argentina
Durata: 91 min

TRAMA

L’Hogar, un centro religioso italo-argentino per ragazze madri, è un luogo paradossale in cui la maternità precoce di giovani madri adolescenti convive con il voto di castità delle suore che le hanno accolte, tra regole rigide e amore cristiano.

Suor Paola è una giovane suora appena arrivata a Buenos Aires dall’Italia per finire il noviziato e prendere i voti perpetui. Lu e Fati, entrambe diciassettenni, sono bambine bruscamente trasformate in madri. Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le proprie vite e il proprio rapporto con la maternità.

CRITICA

La maternità è una cosa complessa. E Maternal, l’opera prima della documentarista Maura Delpero, bene ci descrive le contraddizioni e le ambivalenze dell’essere madre. All’interno di un Hogar (casa famiglia per ragazze di estrazione sociale bassa in cui giovani adolescenti sono accolte con i loro bambini) a Buenos Aires convivono queste ragazze madri insieme a delle suore, che hanno fatto voto di castità e che di conseguenza non avranno mai figli.

Si dice che “Chi ha Dio nulla le manca”. Non è il caso di Suor Paola (Lidiya Liberman) che inizia a sentire il desiderio di essere madre di fronte alla piccola Nina, una dolce bambina di quattro anni che è stata abbandonata dalla mamma Lu (Agustina Malale). C’è chi, come Lu scappa dall’Hogar alla ricerca della propria libertà e in fuga dalle proprie responsabilità, e chi invece, come Suor Paola, scopre di desiderare di essere una madre reale, e non solo spirituale.

Tra deodoranti spruzzati nella biancheria intima e casti abiti bianchi da suora, tra depilazioni fatte con lo scotch e capelli tenuti rigorosamente coperti sotto il velo, Delpero ci descrive con grande spirito di osservazione, attraverso la quotidianità dei gesti e il movimento dei corpi, due donne apparentemente così diverse, ma nel profondo tanto simili.

Entrambe desiderano. Tutte e due trasgrediscono: la prima, diciassettenne bruscamente trasformata in madre, mal sopporta quest’impegno, la seconda, appena arrivata a Buenos Aires per finire il noviziato e prendere i voti perpetui, desidera prendersi cura di Nina, dormire con lei e giocarci sotto le lenzuola.

Perennemente in bilico tra generosità ed egoismo, amore e rifiuto, responsabilità e libertà è questo l’essere madre. La Delpero ce lo svela e ci libera da una mistica della maternità sottolineandone con estrema delicatezza anche il suo lato nascosto e oscuro.

Liberi dai tabù la famiglia modello, anzi “modella” come dice un bambino nel film, può essere di tanti tipi: l’importante è che ci si prenda cura dell’altro. Un piccolo gioiello, da vedere. (www.cinematografo.it - Giulia Lucchini)