Giovedì 6 Novembre ore 21:00 Sabato 8 Novembre ore 21:00 Domenica 9 Novembre ore 18:00 Domenica 9 Novembre ore 21:00
Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Isabel Coixet Attori: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Francesco Carril, Giorgio Colangeli Paese: Italia, Spagna Durata: 120 min
TRAMA Dopo quello che sembrava un banale litigio, Marta e Antonio si lasciano. Marta reagisce alla rottura chiudendosi in sé stessa. L’unico sintomo che non può ignorare è la sua improvvisa mancanza di appetito. Antonio, chef in rampa di lancio, si butta sul lavoro. Eppure, sebbene sia stato lui a lasciare Marta, non riesce a dimenticarla. Quando Marta scopre che la mancanza di appetito ha più a che fare con la propria salute che con il dolore della separazione, tutto cambia: il sapore del cibo, la musica, il desiderio, la certezza delle scelte fatte.
CRITICA Marta e Antonio si lasciano, dopo anni. Lui soffre e anche lei, ma la perdita di peso sembra nascondere altro, oltre al dolore per la separazione. Adattamento del libro di Michela Murgia coraggioso e intenso, che da una serie di racconti e protagonisti isola due personaggi e una coppia. Storia di presa di consapevolezza del sé oltre al noi, di come la malattia possa dare nuove prospettive di vita, portando ad aprirsi al mondo e agli altri. Regalare. insomma, anche qualche elemento arricchente, per paradossale che possa sembrare. Senza troppi svolazzi spirituali, con una dose di salvifica ironia e una storia appassionante e ben interpretata, anche al di là di qualche sbavatura estetica tipica dello stile indie di maniera della regista (Mauro Donzelli - comingsoon.it)
Giovedì 16 Gennaio ore 21:00 Sabato 18 Gennaio ore 21:00 Domenica 19 Gennaio ore 18:00 Domenica 19 Gennaio ore 21:00
Genere: Biografico, Drammatico Anno: 2024 Regia: Pablo Larraín Attori: Angelina Jolie, Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Kodi Smit-McPhee, Valeria Golino, Haluk Bilginer, Caspar Phillipson, Alessandro Bressanello, Jeremy Wheeler Paese: Germania, USA, Italia Durata: 124 min
TRAMA Maria è il racconto della vita tumultuosa, bella e tragica della più grande cantante d’opera del mondo, rivissuta e reimmaginata durante i suoi ultimi giorni nella Parigi degli anni Settanta.
CRITICA Gli ultimi anni di vita di una diva del Novecento, la più straordinaria voce della lirica, ma anche regina del jet set, mediaticamente sempre in prima pagina, con la sua vita magnifica eppure dolorosa, e i suoi amori tragici e sofferti. Larrain chiude in gloria la sua trilogia su alcune grandi donne del secolo scorso con il capitolo più compiuto. Toccante, grande ritmo, regala la più grande interpretazione della carriera a una Angelina Jolie magnifica, in pieno capace di cogliere i tormenti di una diva impossibilitata a fuggire dal suo status. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)
Mercoledì 25 Dicembre ore 21:00 Sabato 28 Dicembre ore 21:00 Mercoledì 1 Gennaio ore 18:00 Venerdì 3 Gennaio ore 21:00 Lunedì 6 Gennaio ore 18:00
Genere: Drammatico, Sentimentale Anno: 2023 Regia: Stéphane Brizé Attori: Guillaume Canet, Alba Rohrwacher, Marie Drucker, Sharif Andoura, Emmy Boissard Paumelle, Lucette Beudin, Gilberte Bellus, Hugo Dillon, Johnny Rasse, Jean Boucault Paese: Francia Durata: 115 min
TRAMA Laurent e Alice un tempo erano innamorati, una storia intensa e appassionata finita bruscamente. Oggi, quindici anni dopo, lui è un attore famoso che cerca rifugio dalle sue insicurezze, lei un’insegnante di pianoforte che ha bisogno di una nuova luce. Si ritrovano casualmente nell’hotel di lusso di una località balneare semideserta, un incontro fuori stagione. Sarà una seconda occasione dolce e imperdibile per fare i conti con la loro relazione e trasformare le incomprensioni in complicità. Dal maestro Stéphane Brizé, una commedia romantica tenera e invernale sulle occasioni perse e ritrovate con Alba Rohrwacher (L’amica geniale) e Guillaume Canet (La Belle Époque).
CRITICA Il film è anche un elogio al ruolo apparentemente non essenziale, ma "eroico" dell'artista - che sia un attore o musicista - che si preoccupa del nutrimento dell'anima, nobilitando le nostre vite al di là del sostentamento. Un elogio della fragilità, del non negarsi all'altro per i difetti, imparando a conoscersi attraverso i punti deboli. Straziante e commovente, autentico e impagabile. Un Brizé che ci conduce in territori inattesi e in cui vorremmo restare, fuori stagione, insieme a Mathieu e Alice. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)
Genere: Animazione Anno: 2022 Regia: Jean-Christophe Roger, Julien Chheng Attori: Claudio Bisio, Alba Rohrwacher, Lambert Wilson, Pauline Brunner, Paolo Marchese, Stefanella Marrama, Emanuela Ionica, Luigi Ferraro, Roberto Stocchi Paese: Francia, Lussemburgo Durata: 80 min
TRAMA Dopo la candidatura agli Oscar® Ernest e Celestine sono tornati per una nuova entusiasmante avventura: la loro amicizia unica e il loro amore per la musica li porteranno a scoprire mondi fantastici, in una storia poetica e commovente che affascinerà grandi e piccini. Per riparare il loro violino rotto, Ernest e Celestine iniziano un viaggio verso il lontano paese natale dell’orso, una terra magica dove da sempre si esibiscono i migliori musicisti del mondo e incredibili melodie riempiono l’aria di gioia. Al loro arrivo, i nostri eroi scoprono però una realtà completamente diversa: tutte le forme di musica sono state bandite! Ernest e Celestine non riescono proprio ad immaginare una vita senza musica. Insieme ai loro amici e a un misterioso fuorilegge mascherato, faranno di tutto per riportare la felicità nella Terra degli Orsi.
CRITICA Tornano dopo dieci anni Ernest & Celestine e ci sono mancati. Ci era mancato il loro magico equilibrio di suspense, emozioni reali, con umorismo e comicità gentili. Ci era mancato anche quello stile grafico tutto a mano libera, fatto di animazioni dal tratto non continuo, quasi istintive, e la poesia di acquerelli accennati, che dipingono luoghi nei quali vorresti vivere. Una boccata d'aria fresca, che per i più grandi garantisce qualche intelligente riflessione sulle derive delle chiusure mentali, nel nostro mondo reale che non manca di dittature ma non ha abbastanza orsi e topolini che fraternizzano. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)
Gio 14_10 ore 21:00 Ven 15_10 ore 21:00 Sab 16_10 ore 21:00 Dom 17_10 ore 18:00 e ore 21:00
Genere: Drammatico
Anno: 2021
Regia: Nanni Moretti
Attori: Margherita Buy, Nanni Moretti, Alessandro Sperduti, Riccardo Scamarcio, Elena Lietti, Chiara Abalsamo, Giulia Coppari, Gea Dall’orto, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Alice Adamu, Letizia Arnò, Denise Tantucci, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Stefano Dionisi, Tommaso Ragno
Paese: Italia, Francia
Durata: 119 min
TRAMA
Al primo piano di una palazzina vivono Lucio, Sara e la loro bambina di sette anni, Francesca. Nell’appartamento accanto ci sono Giovanna e Renato, che spesso fanno da babysitter alla bambina. Una sera, Renato, a cui è stata affidata Francesca, scompare con la bambina per molte ore. Quando finalmente i due vengono ritrovati, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile. La sua paura si trasforma in una vera e propria ossessione. Al secondo piano vive Monica, alle prese con la prima esperienza di maternità. Suo marito Giorgio è un ingegnere e trascorre lunghi periodi all’estero per lavoro. Monica combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e la paura di diventare un giorno come sua madre, ricoverata in clinica per disturbi mentali. Giorgio capisce che non potrà più allontanarsi da sua moglie e sua figlia. Forse però è troppo tardi. Dora è una giudice, come suo marito Vittorio. Abitano all’ultimo piano insieme al figlio di vent’anni, Andrea. Una notte il ragazzo, ubriaco, investe e uccide una donna. Sconvolto, chiede ai genitori di fargli evitare il carcere. Vittorio pensa che suo figlio debba essere giudicato e condannato per quello che ha fatto. La tensione tra padre e figlio esplode, fino a creare una frattura definitiva tra i due. Vittorio costringe Dora a una scelta dolorosa: o lui o il figlio.
CRITICA Mai prima d'ora Moretti - da sempre caustico critico della sua generazione e della sua classe sociale, e dell'Italia tutta - era stato così severo. Così algido e livido, così determinato a non concedere nulla a nessuno. A sé stesso e al suo ego; allo spettatore; ai suoi personaggi. Tutto è in sottrazione, fino alle estreme conseguenze, per raccontare del fallimento di una borghesia ripiegata su sé stessa e sulle proprie regole al punto di smettere di esser viva, e di tradire o deludere i propri figli. Ma è grazie a loro, e all'irrompere imprevisto della vita, che Tre piani sembra lasciar intravedere una speranza per il futuro. E forse, anche un nuovo inizio cinematografico per l'autore. (Federico Gironi - Comingsoon.it)
Gio 01_10 ore 21:00 Ven 02_10 ore 21:00 Sab 03_10 ore 21:00 Dom 04_10 ore 18:00
Genere: Drammatico Anno: 2020 Regia: Daniele Luchetti Attori: Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Giovanna Mezzogiorno, Silvio Orlando, Adriano Giannini, Linda Caridi, Francesca De Sapio Paese: Italia Durata: 100 min
TRAMA
Napoli, primi anni ‘80: il matrimonio di Aldo e Vanda entra in crisi quando Aldo si innamora della giovane Lidia. Trent’anni dopo, Aldo e Vanda sono ancora sposati. Un giallo sui sentimenti, una storia di lealtà ed infedeltà, di rancore e vergogna. Un tradimento, il dolore, una scatola segreta, la casa devastata, un gatto, la voce degli innamorati e quella dei disamorati. Dal romanzo di Domenico Starnone, per il New York Times uno dei 100 migliori libri del 2017, il nuovo film di Daniele Luchetti.
NOTE DEL REGISTA
Quando ho letto per la prima volta LACCI di Domenico Starnone ho trovato domande che mi riguardavano e personaggi nei quali era difficile non identificarsi. Attraverso una storia familiare che dura trent’anni, due generazioni, legami che somigliano più al filo spinato che a lacci amorosi, si finisce di leggere il libro con una domanda: hai permesso alla tua vita di farsi governare dall’amore?
Lacci è un film sulle forze segrete che ci legano.
Non è solo l’amore ad unire le persone, ma anche ciò che resta quando l’amore non c’è più. Si può restare assieme per rancore, nella vergogna, nel disonore, nel folle tentativo di tener fede alla parola data. Lacci racconta i danni che l’amore causa quando ci fa improvvisamente cambiare strada e quelli – peggiori – che produce quando smette di accompagnarci.
È qualche tempo che, prima di tutto da spettatore, sono tornato a capire che ciò che mi interessa, nella narrazione, sono le relazioni. Per questo, ogni volta che da regista mi scopro ad affrontare questi temi, sento di non tradire ciò che è alla base della mia passione.
Le relazioni, che siano più esplicitamente inserite sullo sfondo di un contesto sociale o politico, o strette in spazi privati e circoscritti, sono un modo di raccontare non semplicemente noi stessi, ma noi stessi nel tempo in cui viviamo.
Con Francesco Piccolo e Domenico Starnone abbiamo scritto una sceneggiatura che non aveva paura delle parole, anzi, del parlare. Per questo, girando, ho adottato un suono pulito, senza disturbi, che ricordasse il cinema classico, perché quasi tutto, nel film, passa attraverso la voce dei personaggi.
In questo viaggio ho voluto essere accompagnato da attori che amo. Con alcuni è stato un felice ritorno, con altri una felicissima prima volta. Li ho tormentati con la vicinanza della macchina da presa, per scavare nelle loro reazioni, e trattando i volti come paesaggi da esplorare.
Un tempo pensavo che la macchina da presa fosse il centro del mio lavoro. Ora mi accorgo che ciò che riusciamo a creare nel lavoro tra testo, regista e attore capovolge le mie priorità. Non cerco la perfezione nel lavoro degli attori: cerco le smagliature, le distrazioni, una qualche verità. Dico loro, a volte, scherzando, di essere un regista imperfezionista. Il risultato che preferisco è quello imprevisto, che mi coglie di sorpresa, e questo accade quando si hanno attori aperti, che si fidano di te. Avere l'attore al centro, significa porre tenere fisso lo sguardo sulle nostre emozioni, cioè tutto ciò che abbiamo. Si raccontano le relazioni per provare a mettere ordine tra le smagliature delle nostre vite, per capirle meglio e per illuderci che possano essere comprese, accettate, risolte.
Negli ultimi tempi abbiamo avuto paura che il cinema potesse estinguersi. E invece durante la quarantena ci ha dato conforto, come una luce accesa in una caverna. Oggi abbiamo una consapevolezza in più: i film, le serie, i romanzi, sono indispensabili nelle nostre vite. Lunga vita ai festival, dunque, che permettono di celebrare tutti assieme il senso vero del nostro lavoro. Se qualcuno ha pensato che fare cinema potesse rivelarsi inutile, ora sa che è un bene di tutti. Con Lacci sono onorato di aprire le danze del primo grande festival di un tempo imprevisto