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No other land

Venerdì 9 Maggio ore 21:00
Maggio d'essai

Genere: Documentario Anno: 2024 Regia: Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor Paese: Palestina, Norvegia Durata: 92 min

TRAMA
Basel Adra, un giovane attivista palestinese di Masafer Yatta, combatte fin dall’infanzia contro l’espulsione di massa della sua comunità da parte dell’occupazione israeliana. Basel documenta la graduale cancellazione di Masafer Yatta, mentre i soldati dell'IDF distruggono le case delle famiglie: il più grande atto di trasferimento forzato mai effettuato nella Cisgiordania occupata. Nel dramma, Basel incrocia il suo cammino con Yuval, un giornalista israeliano che si unisce alla sua lotta, e per oltre mezzo decennio combattono insieme contro l’espulsione, avvicinandosi sempre di più. Il legame è segnato dalla profonda disuguaglianza tra loro: Basel, che vive sotto una brutale occupazione militare, e Yuval, libero e senza restrizioni. 

CRITICA
Quattro anni di riprese, dal '19 al '23, quattro anni di case distrutte che somigliano sempre di più a baracche e continuamente ricostruite, sempre con maggiore difficoltà. Siamo in una comunità palestinese nella zona della Cisgiordania ancora occupata da Israele, in cui la popolazione locale rivendica quella che "da sempre" è casa, mentre per Israele è zona militare. Un documentario militante sull'insopportabile opera di demolizione della quotidianità palestinese sotto l'ombra di un'occupazione che sembra sempre più cavalcare la furia violenta dei coloni, complice un governo criminale che da troppi anni disonora Israele. Ma anche, ed è la cosa che lo distingue, una bella storia di amicizia fra due giovani coetanei, anche autori del film vincitore dell'Oscar, un militante palestinese e un giornalista israeliano. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

200 Metri

Ven 02_12 ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Avventura, Drammatico Anno: 2020 Regia: Ameen Nayfeh Attori: Ali Suliman, Anna Unterberger, Motaz Malhees Paese: Palestina, Giordania, Qatar, Italia, Svizzera Durata: 96 min

TRAMA
Mustafa e sua moglie Salwa vivono in Palestina, in due paesi distanti solo duecento metri, ma divisi dalla barriera di separazione israeliana. Alla sera, quando tutto diventa buio, Mustafa accende una luce sul suo balcone per augurare la buonanotte alla moglie e ai figli che sono dall’altra parte e che, a loro volta, rispondono con un segnale. Quando però uno dei suoi figli è vittima di un incidente, all’uomo non resta che precipitarsi al checkpoint dove gli viene negato l’accesso, senza margine di trattativa. Disperato, chiede aiuto a un contrabbandiere per oltrepassare il muro: i duecento metri si trasformano in un’odissea di duecento chilometri, alla quale si uniscono altri viaggiatori determinati a superare e sconfiggere quella barriera.

CRITICA
Ciò che più si apprezza nel film, come indirettamente dichiarato in una “scena nella scena”, è che il regista non sia affatto intenzionato a fare un film che scuota le coscienze, spiattellando con rabbia al mondo che li ha dimenticati quali soprusi si accettino in quell’area. L’intento programmatico è piuttosto quello di dimostrare con discrezione quanto inaccettabile sia forzare la scissione di una famiglia o più semplicemente pensare sia possibile costruire barriere fisiche per demarcare un territorio (hotcorn.com)