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Conta su di me

Gio 13_12 ore 21
Sab 15_12 ore 21
Dom 16_12 ore 18 e ore 21

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Marc Rothemund
ATTORI: Elyas M'Barek, Philip Noah Schwarz, Nadine Wrietz, Uwe Preuss, Karin Thaler, Lisa Bitter, Lena Meckel
PAESE: Germania
DURATA: 106 Min
TRAMA
Lenny è un trentenne scapestrato che pensa solo a divertirsi, mentre David un quindicenne con una grave malformazione cardiaca, la cui quotidianità ruota attorno a cliniche e sale operatorie. Il papà di Lenny, famoso cardiologo, costringe il figlio a prendersi cura di David, suo paziente. Per rendere meno noioso il suo compito, Lenny decide di far stilare a David una lista di desideri semplici e a volte folli. Tra i due nascerà una bellissima amicizia, intensa e senza freni, vissuta pienamente in ogni suo singolo momento.

CRITICA
Il rischio maggiore, nelle storie che mettono in scena il rapporto tra un individuo sano e naturalmente egoista e una persona malata, è quello di diventare ricattatorie e far sentire migliori gli spettatori che in una situazione del genere, che non hanno mai sperimentato, sono portati a riconoscersi in via vicaria.
Soprattutto quando chi è affetto da una patologia mortale è un bambino o un ragazzo è difficile tenersi lontani dal pietismo fine a se stesso. A scongiurare questo rischio, in Conta su di me, tratto da una storia vera, contribuiscono il tono umoristico e la naturale alchimia tra i due bravi protagonisti, che rendono credibile la loro amicizia. Anche se probabilmente dietro una vicenda del genere c'è l'abbellimento, connaturato alla finzione cinematografica, di una realtà molto più drammatica, il cinema tedesco si rivela ancora una volta capace di raccontare storie di rapporti umani non banali e di colpire al cuore soprattutto i più giovani ai quali guarda il film, non a caso premiato al festival di Giffoni nella sezione Generation + 13. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)



Lucky

Ven 14_12 ore 21:00
Venerdì d'essai
 GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: John Carroll Lynch
ATTORI: Harry Dean Stanton, David Lynch, Ron Livingston, Ed Begley Jr., Tom Skerritt, Beth Grant, Yvonne Huff, Hugo Armstrong, James Darren, Barry Shabaka Henley, Bertila Damas
PAESE: USA
DURATA: 88 Min


TRAMA
Lucky segue il viaggio spirituale di un ateo novantenne e dei singolari personaggi che abitano nella sua cittadina sperduta nell’entroterra degli Stati Uniti. Sopravvissuto a tutti gli amici di una vita, Lucky si trova davanti al precipizio della sua esistenza, pronto a un ultimo viaggio alla scoperta di se stesso, e forse a un passo da un vero stato di “illuminazione”.
Esordio alla regia dello straordinario caratterista John Carroll Lynch, Lucky è una lettera d’amore alla carriera di oltre mezzo secolo e alla vita del geniale Harry Dean Stanton, recentemente scomparso, volto e corpo iconico amato da registi come David Lynch (che partecipa anche al film in un ruolo secondario) e Wim Wenders, ma anche una riflessione intima e poetica sulla mortalità, la solitudine, la spiritualità e le connessioni umane

CRITICA
Quando in un film tutto è prevedibile, ma il fatto che lo sia non ha alcuna importanza. Lucky è un film di attori, anzi di attore: un Harry Dean Stanton alle prese con la performance di una vita, in cui infonde elementi autobiografici e schegge delle maschere indossate in passato. Una parabola sulla paura della morte e su come affrontarla per ritrovare interesse e stupore nella vita.

Un omaggio cinefilo a un'icona del cinema, la cui associazione con il deserto, che circonda la cittadina in cui il film è ambientato, rimanda immediatamente a Paris, Texas. (mymovies.it)

L’uomo che rubò Banksy

Mer 12_12 ore 21:00
Grande Arte


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Marco Proserpio
PAESE: Italia
DURATA: 93 Min
DISTRIBUZIONE: Nexo Digital
BIGLIETTI: intero: 10,00 € - ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com
 


Dopo il successo del Tribeca Film Festival, arriva nelle sale italiane il film evento narrato da Iggy Pop su uno dei più grandi esponenti della Street Art. È l’artista capace di scombinare opera dopo opera tutte le regole dell’arte contemporanea.

È il 2007. Banksy e la sua squadra si introducono nei territori occupati e firmano a modo loro case e muri di cinta. I palestinesi però non gradiscono. Il murale del soldato israeliano che chiede i documenti all’asino li manda su tutte le furie: passi l’essersi introdotto nei territori e l’aver agito senza nemmeno presentarsi alla comunità, ma essere dipinti come asini davanti al resto del mondo è davvero troppo. A vendicare l’affronto con un occhio al bilancio ci pensano un imprenditore locale, Maikel Canawati, e soprattutto Walid, palestrato taxista del posto. Con un flessibile ad acqua e l’aiuto della comunità, Walid decide di tagliare il muro della discordia. Obiettivo dichiarato: rivenderlo al maggior offerente.

È da qui che prende il via L’UOMO CHE RUBO’ BANKSY di Marco Proserpio narrato da Iggy Pop. Il film racconta la storia dello sguardo palestinese su un’arte di strada di matrice occidentale e sui messaggi che la Street Art veicola sul muro che separa Israele dalla West Bank. Ma è anche il racconto della nascita di un mercato parallelo, tanto illegale quanto spettacolare, di opere di Street Art prelevate dalla strada senza il consenso degli artisti.

Sono passati sette anni da allora e l’asta per quel pezzo di muro non si è ancora conclusa: per oltre centomila dollari una tonnellata di muro di uno degli artisti più celebri è stata trasferita in Scandinavia e ora pensa a volare oltreoceano. Partendo da alcuni casi concreti di opere finite sul mercato all’insaputa dei loro autori, L’UOMO CHE RUBO’ BANKSY affronta tematiche di attualità legate alla comparsa della speculazione nel mercato della Street Art, al diritto d’autore, al confronto tra culture diverse in un’ottica post-coloniale e al recupero di opere percepite come delle vere e proprie sfide tecnologiche anche da restauratori specializzati nello stacco di affreschi rinascimentali.

Il film evento alterna riprese fatte in strada in diversi paesi e interviste ad esperti –giornalisti, professori universitari, galleristi, avvocati– e a personaggi chiave del mercato parallelo della Street Art. Una testimonianza straordinaria che dà voce, per la prima volta, a Walid, lasciandogli la possibilità di spiegare la sua scelta di segare, per venderli, i muri offerti da Banksy al popolo palestinese, lasciando decidere al pubblico chi sono i buoni e i cattivi in questa storia, perché, come spesso accade, anche qui è solo una questione di punti di vista.


Widows - Eredità Criminale

Gio 6_12 ore 21:00
Sab 8_12 ore 21:00
Dom 9_12 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Thriller, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Steve McQueen
ATTORI: Elizabeth Debicki, Colin Farrell, Viola Davis, Michelle Rodriguez, Liam Neeson, Jon Bernthal, Robert Duvall, Daniel Kaluuya, Carrie Coon, Garret Dillahunt, Lukas Haas, Jacki Weaver, Brian Tyree Henry, Kevin J. O'Connor, Manuel Garcia-Rulfo, Michael Harney, Cynthia Erivo, Molly Kunz
PAESE: USA, Gran Bretagna
DURATA: 128 Min
TRAMA
Ambientato nella Chicago dei nostri giorni, in un periodo di agitazione e tumulti, quattro donne, senza nulla in comune tranne il debito lasciato dalle attività criminali dei mariti, uccisi durante un colpo andato male, decidono di unirsi e prendere in mano le redini dei loro destini.

CRITICA
Adattamento di una serie inglese degli anni Ottanta firmato dall'artista prestatosi al cinema Steve McQueen e da Gillian Flynn (scrittice e sceneggiatrice: è quella di Gone Girl), Widows è un curioso heist movie nel quale all'ordito del cinema di genere più puro vengono mescolate trame narrative nel segno del femminismo e della lotta al potere economico e politico di stampo patriarcale. Il tutto, raccontato con quello stile formale tra l'elegante, l'algido e il patinato che McQueen aveva mostrato nel suo cinema precedente. Molto brave tutte le attrici protagoniste. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

BlacKkKlansman

Ven 07_12 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Biografico, Commedia, Drammatico, Thriller
ANNO: 2018
REGIA: Spike Lee
ATTORI: John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Corey Hawkins, Laura Harrier, Ryan Eggold, Jasper Pääkkönen, Ashlie Atkinson, Michael Buscemi, Paul Walter Hauser, Harry Belafonte, Alec Baldwin
PAESE: USA
DURATA: 128 Min

TRAMA
Sono i primi anni ’70, un periodo di grandi sconvolgimenti sociali mentre negli Stati Uniti infuria la lotta per i diritti civili. Ron Stallworth (John David Washington) è il primo detective afroamericano del dipartimento di polizia di Colorado Springs, ma il suo arrivo è accolto con scetticismo ed ostilità dai membri di tutte le sezioni del dipartimento. Imperterrito, Stallworth decide di farsi un nome e di fare la differenza nella sua comunità. Si imbarca quindi in una missione molto pericolosa: infiltrarsi nel Ku Klux Klan ed esporne i crimini.
Fingendosi un estremista razzista, Stallworth contatta il gruppo e presto penetra all’interno della sua cerchia più ristretta. Coltiva anche una relazione con il Gran Maestro del Klan, David Duke (Topher Grace), che elogia l’impegno di Ron ai fini del progresso dell’America Bianca. Man mano che l’indagine sotto copertura procede, diventando sempre più complessa, il collega di Stallworth, Flip Zimmerman (Adam Driver), partecipa insieme a Ron agli incontri privati con membri del gruppo razzista, vendendo così a conoscenza dei dettagli di un complotto mortale. Stallworth e Zimmerman fanno squadra e uniscono gli sforzi per riuscire a distruggere l’organizzazione il cui vero obiettivo è modificare la propria retorica violenta per ottenere il consenso della massa.

CRITICA
Tutto è chiaro ed evidente, in questo nuovo film di Spike Lee. E non perché quella di Ron Stallworth è una storia vera, realmente accaduta, per quanto incredibile: perché fratello Spike di peli sulla lingua non ne ha mai avuti, e oggi più che mai, in America e nel mondo, è necessario parlare chiaro del razzismo. Del suo orrore, e della sua idiozia. Per questo, per la prima volta, con la militanza energica e indignata, Lee mette assieme l'umorismo e il sarcasmo sfacciati. Il risultato è, letteralmemte, esplosivo. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

In programmazione / Prossimamente

In Programmazione


L'uomo che rubò Banksy
Grande Arte
Mer 12_12 ore 21:00 


Lucky
venerdì d'essai
Ven 14_12 ore 21:00

Conta su di me
Gio 13_12 ore 21
Sab 15_12 ore 21
Dom 16_12 ore 18 e ore 21



Tutta la programmazione de la Grande Arte

Tutta la programmazione de il Venerdì d'essai




Notti Magiche

Gio 29_11 ore 21:00
Sab 1_12  ore 21:00
Dom 2_12 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Paolo Virzì
ATTORI: Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Roberto Herlitzka, Marina Rocco, Paolo Sassanelli, Eugenio Marinelli, Emanuele Salce, Andrea Roncato, Giulio Berruti, Ferruccio Soleri, Paolo Bonacelli, Ludovica Modugno, Giulio Scarpati, Simona Marchini, Ornella Muti, Giancarlo Giannini, Fabrizio Berruti

TRAMA
Italia '90: la notte in cui la Nazionale viene eliminata ai rigori dall’Argentina, un noto produttore cinematografico viene trovato morto nelle acque del Tevere. I principali sospettati dell’omicidio sono tre giovani aspiranti sceneggiatori, chiamati a ripercorrere la loro versione al Comando dei Carabinieri. Notti Magiche è il racconto della loro avventura trepidante nello splendore e nelle miserie dell’ultima stagione gloriosa del Cinema Italiano.

CRITICA
Mente l'Italia perde i Mondiali (del 1990), il cinema italiano muore. Forse. Un Virzì autobiografico firma una sua personale e amarcordistica e cinefila versione della Grande Bellezza, in una Roma che è identificata col cinema (o viceversa), e che gli passa tutti i suoi difetti. I grandi del cinema italiano sono raccontati con affetto, senza nasconderne cattiveria e spigolosità, mentre tre giovani aspiranti vedranno la loro illusione trasformarsi in amara presa di coscienza di un mondo al crepuscolo. Come si faceva ai tempi d'oro, e come ha sempre fatto, il livornese cerca di mettere assieme risate e amarezza, ma non sempre sta in equilibrio sulla pellicola tesa davanti a lui. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Toglimi un dubbio

Ven 30_11 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Carine Tardieu
ATTORI: Cécile de France, François Damiens, Guy Marchand, André Wilms, Alice de Lencquesaing, Lyès Salem, Sam Karmann, Brigitte Roüan, Julie Debazac
PAESE: Francia, Belgio
DURATA: 100 Min



TRAMA
Quando Erwan, artificiere ultra-quarantenne, scopre per caso che l’uomo che l’ha cresciuto non è il suo vero padre, comincia la ricerca del suo genitore biologico. Individua Joseph, un eccentrico settantenne, vecchia conoscenza di sua madre. Erwan cede presto alla simpatia dell’uomo e si invaghisce dell’impetuosa Anna, una donna che scopriremo avere un legame con entrambi. I conflitti famigliari si complicano ulteriormente quando Juliette, figlia di Erwan, scopre di essere incinta, ma non sa e non vuole sapere chi è il padre del nascituro.

CRITICA
Una commedia sentimentale declinata nei tanti rivoli in cui il sentimento si insinua. Toglimi un dubbio racconta di un quarantacinquenne grande e grosso, il caratterista François Damiens, alle prese con una notizia che sconvolge la sua vita, lo porta a ricercare il padre biologico, a conoscere meglio la storia della sua famiglia, e fare meno errori con la figlia. Tutti sbagliano, ma imparano ad accettarsi, in uno sguardo agrodolce fra tre generazioni che vogliono ascoltarsi, prendendo atto come i rapporti famigliari non sono scritti su un documento ma si scelgono ogni giorno. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Le ninfee di Monet - Un incantesimo di acqua e di luce

mar 27_11 ore 21:00
mer 28_11 ore 21:00
GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Giovanni Troilo
ATTORI: Elisa Lasowski
PAESE: Italia
DURATA: 80 Min


Quando l’ex Primo Ministro Francese George Clemenceau si reca a Giverny, trova parecchie tele accatastate nella cantina della ricca abitazione in cui è ospite. Numerose rappresentano fiori esotici, presentati per la prima volta all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Il giardino, lo stagno, le tele che rendono unica tra tutte quella casa sono opere sue: di Claude Monet, il padre dell’Impressionismo. E quei fiori dai petali carnosi, che galleggiano sulla superficie dell’acqua ed estendono le proprie radici nelle acque paludose, sono nénuphar, ma per Monet saranno sempre e soltanto Nymphéas, Ninfee.

È proprio per raccontare questa storia, questa passione, questa ossessione, che arriva al cinema Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e di luce, il film evento condurrà il pubblico a Parigi, tra il Musée Marmottan, il Musée de l’Orangerie e il Musée D’Orsay, a Giverny con la Fondation Monet, la casa e il giardino dell’artista, e tra i magnifici panorami di Étretat. A guidare gli spettatori alla scoperta dei luoghi, delle opere e delle vicende del maestro, ci sarà Elisa Lasowski (Trono di Spade e Versailles), mentre la consulenza scientifica sarà affidata allo storico e scrittore Ross King, autore del best seller Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna, edito in Italia da Rizzoli. Tra gli altri interventi preziosi che getteranno nuova luce sulla figura di Monet e del suo lavoro anche quello della fotografa fiamminga Sanne De Wilde e quello della giardiniera della Fondation Monet, Claire Hélène Marron. La colonna sonora originale del film è firmata da Remo Anzovino.

Attraverso tutte queste voci e suoni, scopriremo così come Claude Monet riemerga dalla depressione che lo ha portato ad abbandonare la pittura e decida di dedicarsi anima e corpo alla sua impresa più colossale: la Grand Décoration. Enormi pannelli raffiguranti il suo stagno di ninfee, talmente avvolgenti che lo sguardo dello spettatore si perde in un’atmosfera di serenità e pace.

Seguendo il percorso della Senna, partiremo da Le Havre dove Monet trascorre il primo periodo della sua vita artistica, risalendo il fiume verso gli altri paesi dove ha dimorato, per dimostrare quanto innovativo, radicale e moderno sia il suo approccio all’arte e quanto spasmodica la sua ricerca dell’elemento acquatico: Poissy, Argenteuil, Vétheuil, Giverny. Qui, recluso nel suo giardino, mentre piovono le bombe della Prima Guerra Mondiale, Monet insegue ossessivamente il suo sogno di eterna gloria, e dipinge senza tregua la sua opera di resistenza e di pace. A Parigi, nel Musée de L’Orangerie, la sua speranza trova finalmente il giusto compimento, nelle magnifiche sale ovali da lui stesso disegnate. Qui, nel maggio del 1927, l’amico George Clemenceau inaugura finalmente il museo dedicato alla Grand Décoration.

Ma Claude Monet è morto appena cinque mesi prima. Non vedrà mai la sua opera compiuta, né conoscerà l’impatto che ha avuto sul pubblico. Ma l’opera più ardita di Monet, quella nella quale ha profuso gli ultimi dodici anni della sua vita e le sue ultime energie, viene accolta con disprezzo dai francesi. Solo trent’anni più tardi, le Ninfee di Monet varcheranno uno stagno più grande, l’Oceano Atlantico, e invaderanno gli Stati Uniti, insieme a tutta la sua produzione, decretando così – questa volta per sempre – il successo di uno straordinario genio.


Tutti lo sanno

Gio 22_11 ore 21:00
Sab 24_11 ore 21:00
Dom  25_11 ore 18:00 e 21:00
ANNO: 2018
REGIA: Asghar Farhadi
ATTORI: Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín, Eduard Fernández, Bárbara Lennie, Inma Cuesta, Elvira Mínguez, Ramón Barea, Roger Casamajor, JoséÁngel Egido
PAESE: Spagna, Francia, Italia
DURATA: 132 Min



TRAMA
In occasione del matrimonio della sorella, Laura torna con i figli nel proprio paese natale, nel cuore di un vigneto spagnolo. Ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno facendo riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto.

CRITICA
Cambiamento di lingua (spagnolo), di genere (noir) e di attori (Javier Bardem e Penélope Cruz) per il regista iraniano Asghar Farhadi, che esce dai sentieri battuti restando fedele al suo universo e ai suoi temi (il sospetto, la colpa, le crepe familiari). (Mymovies.it)


Dont' worry

Ven 23_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Gus Van Sant
ATTORI: Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Jonah Hill, Jack Black, Mark Webber, Udo Kier, Rebecca Rittenhouse, Beth Ditto, Kim Gordon, Carrie Brownstein, Emilio Rivera, Ronnie Adrian, Angelique Rivera, Rebecca Field
PAESE: USA
DURATA: 113 Min

 TRAMA
La storia vera del celebre fumettista John Callahan rimasto paralizzato dopo un incidente automobilistico all’età di 21 anni. L’incidente, che poteva segnare la fine della sua vita, si rivelerà l’inizio di un nuovo meraviglioso percorso.

CRITICA
Gus Van Sant insiste a portare avanti il discorso che gli è sempre stato a cuore, quello relativo all’affermazione della propria individualità, per quanto eccentrica o anomala, alla liberazione da costrizioni, legacci, dogmi. Nella storia di John Callahan trova un terreno ideale, mescolando i piani temporali, e affidandosi tanto al talento di Joaquin Phoenix quanto ai cartoon del vero Callahan, raccontandone caduta e risalita senza patetismi e con grande leggerezza, e non nascondendo l'amore che prova per questo protagonista. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

FIRST MAN - Il primo uomo

gio 15_11 ore 21:00 Versione in lingua originale con sottotitoli
sab 17_11 ore 21:00
dom 18_11 ore 15:00, 18:00 e 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Damien Chazelle
ATTORI: Ryan Gosling, Claire Foy, Jon Bernthal, Pablo Schreiber, Jason Clarke, Kyle Chandler, Shea Whigham, Patrick Fugit, Corey Stoll, Lukas Haas, Cory Michael Smith, Brian d'Arcy James, Brady Smith
PAESE: USA
DURATA: 138 Min

TRAMA
Sulla scia del grande successo di La La Land, vincitore di sei premi Oscar, il regista premio Oscar Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film First Man della Universal Pictures, che narra l’avvincente storia della prima missione della NASA sulla luna, focalizzandosi sulla figura di Neil Armostrong e sui dieci anni che precedono la storica missione dell’Apollo 11. Resoconto intimo e viscerale raccontato dal punto di vista di Armstrong, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo – per Armstrong, per la sua famiglia e per l’intera nazione stessa – di una delle missioni più pericolose della storia.

CRITICA
Spazi chiusi e claustrofobici, anche mentali, e lo Spazio infinito. Il piccolo passo per un uomo che è un gigantesco balzo per l'umanità, ma che Chazelle tramuta anche nel gigantesco ed eroico superamento del più terribile tra i lutti. Gioca sui contrasti, l'autore di La La Land, anche tra i generi, e si appoggia ai silenzi di Ryan Gosling, laconico come non mai. Artigianato della scienza e del cinema si mescolano in un film dove astronauti e razzi spaziali sono raccontati come marinai e velieri dello spazio. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Manuel

Ven 16_11 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Dario Albertini
ATTORI: Andrea Lattanzi, Francesca Antonelli, Renato Scarpa, Giulia Elettra Gorietti, Raffaella Rea, Giulio Beranek, Luciano Miele, Alessandro Di Carlo, Frank Murgia
PAESE: Italia
DURATA: 98 Min

TRAMA
Un ragazzo di diciott'anni esce da un istituto per minori privi di sostegno famigliare e per la prima volta assapora il gusto dolce amaro della libertà.
Una madre chiusa in carcere che vorrebbe tanto tornare indietro e ricominciare. Questi i personaggi strappati dalla realtà e trasportati dentro un film che è prima di tutto un pedinamento sull'uomo, sulle sue speranze e le sue piccole viltà. Ma è anche la storia di un'attesa, un giro a vuoto dell'anima, un racconto di formazione dentro un contesto periferico desolato e opprimente che diventa esso stesso personaggio.

CRITICA
Esordio da segnalare, quello del documentarista Dario Albertini, che mette a frutto in Manuel il suo amore per Truffaut, nel raccontare la figura del giovane ragazzo protagonista, e dei fratelli Dardenne, nel pedinarlo con discrezione e umanità. Una storia periferica senza compiacimenti, in cui farsi forza il doppio è la soluzione per vivere a pieno la libertà riconquistata dopo essere uscito a 18 anni da una casa famiglia. La madre è in carcere, ma Manuel non si scoraggerà, anche se rimane, nonostante tutto, un ragazzo in cerca di attenzioni e affetto. Il giovane Andrea Lattanzi (Manuel) è un nome da segnarsi per il futuro. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

A quiet passion

gio 8_11 ore 21:00  - Versione in lingua originale con sottotitoli
ven 9_11  ore 21:00 - Venerdì d'essai
sab 10_11  ore 21:00

DOMENICA 11 NOVEMBRE (SAN MARTINO) CINEMA CHIUSO

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Terence Davies
ATTORI: Cynthia Nixon, Emma Bell, Rose Williams, Keith Carradine, Annette Badland, Jennifer Ehle
PAESE: Gran Bretagna, Belgio
DURATA: 125 Min

TRAMA
La storia della celebre poetessa statunitense Emily Dickinson dagli anni della trasgressiva giovinezza alla vita adulta di auto reclusione. La poetica silenziosamente ribelle di Terence Davies trova nel poliedrico e controverso personaggio di Emily Dickinson, un ottimo spunto per mettere a frutto il suo passato di fine conoscitore dell’animo femminile dando vita ad alcune sequenze che rasentano il sublime. Un preciso ritratto dell’artista americana, privata del mito e definita unicamente come essere umano.

“Un artista che ha ottenuto una fama postuma e credo che questo sia molto ingiusto. Non so quale grande artista possa sopportarlo. Lei merita di essere celebrata per sempre”.

Terence Davies


CRITICA
Biopic sulla poetessa americana Emily Dickinson, sfortunata e sconosciuta in vita, tanto protagonista di una meritata popolarità postuma, in particolare negli ulitimi decenni. Grande esponente di un cinema indipendente amante dei dettagli e al servizio dell'emozione, Terence Davies riesce a cogliere il genio e la fragilità, l'ironia a tratti altezzosa come il genio puro dei versi dell'artista del New England. Un costante dualismo l'accompagnò, su tutti la conquista dell'amore, solo artistico, come sentimento supremo e l'elaborazione della morte, non priva di ironia, come testimone ultima e inevitabile. Toccante e magnetico. (Mauro Donzelli)


Bernini

Grande Arte
mar 13_11 ore 21:00
mer 14_11 ore 21:00

BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)



GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Francesco Invernizzi
PAESE: Italia
DURATA: 87 Min

La selezione di oltre 60 capolavori dai più prestigiosi musei del mondo, in mostra nella cornice incantata di Villa Borghese, è stata definita dagli esperti d’arte come il ritorno a casa di Bernini. Sono trascorsi cinque secoli dalla nascita dei gruppi scultorei di questo artista. Le immagini, nella più alta definizione oggi disponibile e con angolazioni mai ammirate in precedenza se non dallo stesso Gian Lorenzo Bernini, sono accompagnate dal commento degli ideatori e dei protagonisti della mostra.

Con opere provenienti (tra gli altri) da: Musée du Louvre (Paris, Francia) – Chrysler Museum of Art (Norfolk, USA) – Colecciones Reales (Madrid, Spagna) – Collection Art Gallery of Ontario (Toronto, Canada) – Collezione Eredi Bernini – Fondazione Accademia Carrara (Bergamo, Italia) – Galleria Nazionali d’Arte Antica (Roma, Italia) – Paul Getty Museum (Los Angeles, USA) – Metropolitan Museum of Art (New York, USA) – Musei Vaticani (Città del Vaticano) – National Gallery (London, UK) – Staatliche Museen zu Berlin (Berlin, Germany)

Il Verdetto - The Children Act

Gio 1_11 ore 21:00
Sab 3_11 ore 21:00
Dom 4_11 ore 18 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Richard Eyre
ATTORI: Emma Thompson, Stanley Tucci, Fionn Whitehead, Ben Chaplin, Rupert Vansittart, Jason Watkins, Nikki Amuka-Bird, Nicholas Jones, Anthony Calf, Rosie Cavaliero
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 105 Min

TRAMA
Fiona Maye è un'importante giudice di Londra che gestisce sapientemente numerosi casi di diritto familiare. Il suo lavoro è tutto e il rapporto con il marito Jack è ormai agli sgoccioli. Mentre affronta le difficoltà del suo privato, Fiona si ritrova a dover seguire il caso di Adam, un brillante ragazzo che rifiuta di sottoporsi alla trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita. A tre mesi dal suo diciottesimo compleanno, Adam è per la legge ancora un bambino. Fiona gli fa visita in ospedale ma non sa che quel incontro sarà decisivo per entrambi.

CRITICA
Un romanzo adattato mantenendone intatte le qualità. Non è frequente che accada, specie quando è lo stesso scrittore, non troppo fortunato con i suoi adattamenti al cinema, a prendersi cura della sceneggiatura. Il talento in questione è quello di Ian McEwan con una storia che fonde con giustezza riflessione, ma soprattutto agire, etico con un ritratto dell'amore di coppia fra ultracinquantenni, portandoci in maniera inedita nell'intimità di una giudice, normalmente vista solo sullo scranno, come un simbolo. Magnifica Emma Thompson, ben spalleggiata da Stanley Tucci, con la regia del veterano Richard Eyre che dona eleganza a un film sempre misurato. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Un affare di famiglia

Ven 02_11 ore 21:00
Venerdi d'essai


GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Hirokazu Kore-Eda
ATTORI: Kirin Kiki, Lily Franky, Sôsuke Ikematsu, Mayu Matsuoka, Sakura Andô, Jyo Kairi, Kengo Kôra, Akira Emoto
PAESE: Giappone
DURATA: 121 Min



TRAMA
Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu (Lily Franky) e suo figlio s'imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

CRITICA
Il nuovo film di Hirokazu Kore-Eda è come un fiore.
Del fiore ha la bellezza mai banale e del tutto naturale, e la delicatezza. Del fiore ha la capacità di nascere, e di portare questa sua bellezza, anche nei luoghi più grigi. Del fiore, più di ogni altra cosa, ha la capacità di dischiudersi lentamente, di trasformarsi, rivelandosi in tutta la sua complessità, in tutte le sue parti, che non sono solo quelle più evidenti.
Quello che vediamo all’inizio di Shoplifters, infatti, quello che siamo portati a credere per via dell’abitudine e di quei concetti della morale comune che Kore-Eda mette dolcemente in discussione, non è quello che sembra. E il film, e i suoi personaggi, e i loro rapporti, si disveleranno in maniera lenta ma inesorabile davanti ai nostri occhi, assumendo forme diverse, e appunto più complesse, come complesse diventano le questioni tirate in ballo dal regista.

Si tratta però di una complessità paradossalmente semplice, naturale, quasi spontanea. Come quella di un fiore, appunto. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Nureyev


Nureyev
Grande Arte
Lun 29_10 ore 21:00
Mar 30_10 ore 21:00


in occasione delle celebrazioni del 25esimo anniversario della scomparsa del più grande ballerino di tutti i tempi

BIGLIETTI
intero: 12,00 € - ridotto 10,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)

NUREYEV
Il genio ribelle che danzava per la libertà
Solo il
29 – 30 Ottobre 2018 al cinema Marconi!
Il commovente film evento dedicato all’uomo che ha saputo rivoluzionare il concetto di danza, trasformandosi in un’icona della cultura pop del tempo.


A 25 anni dalla morte, arriva nelle sale solo il 29 e il 30 ottobre un film evento sorprendente e commovente dedicato al più grande ballerino di tutti i tempi: Rudolf Nureyev (Irkutsk, 1938 – Parigi, 1993). In Nureyev i registi candidati al BAFTA, Jacqui e David Morris, ripercorrono la vita straordinaria dell’uomo che ha trasformato il mondo della danza diventando un’icona della cultura pop del tempo.

Il film evento racconta la vita dell’artista: dalle umili origini alla relazione con l’amata compagna di ballo, Margot Fonteyn, la più famosa Prima Ballerina del Royal Ballet, dal suo rapporto con i Kennedy alle celebri feste con Liza Minnelli allo Studio 54 di New York. Sino ad arrivare, naturalmente, alla rocambolesca fuga in Occidente, evento che ha scioccato il mondo intero trovando spazio ed eco sui media di tutto il mondo. In un’epoca in cui la guerra fredda tra Russia e Occidente imperversava, Nureyev si è così trasformato in un fenomeno culturale globale.

Unendo filmati mai visti prima, la colonna sonora originale del pluripremiato compositore Alex Baranowski e una serie affascinante di esclusivi tableaux di danza moderna diretti da Russell Maliphant del Royal Ballett, Nureyev propone un’esperienza cinematografica diversa da qualunque altro film biografico mai realizzato prima sull’artista, chiamato dagli amici più cari ma anche da moltissimi dei suoi fan con il soprannome di “Rudy”.

The Wife – Vivere nell'ombra

Gio 25_10 ore 21:00
Sab 27_10 ore 21:00
Dom 28_10 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Björn Runge
ATTORI: Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Annie Starke, Elizabeth McGovern, Max Irons, Harry Lloyd, Alix Wilton Regan
PAESE: Svezia, USA
DURATA: 100 Min

TRAMA
Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna. Peccato che molto spesso sia costretta a vivere nell’ombra.

Questa è la storia di Joan Castleman, interpretata dalla 6 volte candidata al premio Oscar® Glenn Close, una donna che per quarant’anni sacrifica il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe (Jonathan Pryce), si impadronisca della paternità delle sue opere. Joan assiste, per amore, alla sfavillante e gloriosa carriera dell’uomo, sopportando di buon grado tutte le menzogne e i tradimenti. Emozionante e commovente, The Wife è un viaggio di emancipazione e riscoperta, una celebrazione della forza e della grandezza di tutte le donne.

CRITICA
In The Wife c'è tutto il forte messaggio a favore dell'emancipazione femminile. Era lecito e doveroso aspettarselo, ma la sorpresa è trovarsi di fronte a qualcosa di più. The Wife è un film che esplora l'oscuro mondo del compromesso per trovare la propria vocazione. E' un film che si stupisce con tenerezza di fronte a un lungo rapporto d'amore che non avrebbe ragione di esistere eppure è solido. E' un film che ci invita a non considerare mai l'arte come qualcosa di facilmente interpretabile, a camere stagne. Le molteplici chiavi di lettura fanno bene all'anima, nè sminuiscono le forze e le debolezze dei protagonisti, ai quali Glenn Close e Jonathan Pryce danno corpo con una performance all'altezza delle sfumature. (Domenico Misciagna - Comingsoon.it)

Tito e gli alieni

Ven 26_10 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Commedia, Fantascienza
ANNO: 2018
REGIA: Paola Randi
ATTORI: Valerio Mastandrea, Clémence Poésy, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera, John Keogh, Gianfelice Imparato
PAESE: Italia
DURATA: 92 Min

TRAMA
Il Professore (Valerio Mastandrea) da quando ha perso la moglie, vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all’Area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.
Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e gli affida i suoi figli, andranno a vivere in America con lui.

Anita 16 anni e Tito 7, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni…

CRITICA
Evviva il cinema che rifiuta le scorciatoie didascaliche per volare con la fantasia, con le immagini. Paola Randi disegna un notevole viaggio poetico fino al deserto del Nevada per elaborare un lutto, attraverso l'energia e la fiducia nell'umanità con cui, magari involontariamente, due ragazzini affrontano la loro perdita del padre. Giocoso e commovente, dimostra come la fantasia possa salvare il (nostro) mondo.(Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

Cosa dirà la gente

Ven 19_10 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Iram Haq
ATTORI: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha, Lalit Parimoo, Nokokure Dahl, Isak Lie Harr
PAESE: Norvegia, Germania, Svezia
DURATA: 106 Min

TRAMA
La sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici è una normale adolescente norvegese.
Quando però il padre sorprende Nisha in intimità col suo ragazzo, i due mondi della ragazza entrano violentemente in collisione: i suoi stessi genitori la rapiscono per portarla a casa di alcuni parenti in Pakistan.
Lì, in un Paese in cui non è mai stata prima, Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura di suo padre e di sua madre.

CRITICA
Iram Haq, regista norvegese di origini pakistane, mette in scena una storia che è molto vicina a quella da lei realmente vissuta, e che parla di questioni scottanti, al giorno d'oggi, come quelle legate alle relazioni tra persone di culture (e fedi religiose) differenti. Rispetto alle retoriche usate dalla politica e dal giornalismo, qui si aprono praterie per un dibattito troppo spesso congelato dagli opposti estremismi. Se la "storia vera" è un vantaggio in termini d'intensità narrativa, è anche vero che non sempre la vita applicata al cinema funziona come si spera. Occhio al papà della protagonista, che è un personaggio chiave. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

L'isola dei cani

Ven 12_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Animazione, Avventura, Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Wes Anderson
ATTORI: Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Jeff Goldblum, Tilda Swinton, Edward Norton, Bill Murray, Bob Balaban, Greta Gerwig, Kunichi Nomura, Frances McDormand, Hakira Takayama, Harvey Keitel
PAESE: USA
DURATA: 101 Min

TRAMA
Ambientato in Giappone nel 2037, L'isola dei cani racconta la dolce epopea del dodicenne Atari Kobayashi alla ricerca del suo amato cane. Quando a causa di una contagiosa influenza canina, il governo decide di mandare in esilio tutti i cani di Megasaki City in una vasta discarica chiamata Trash Island, Atari parte da solo nel suo Junior-Turbo Prop e vola attraverso il fiume per ritrovare Spots, il suo cane da guardia. Una volta atterrato, con l'aiuto di un branco di nuovi amici, inizia un viaggio epico che deciderà il futuro dell'intera città.

CRITICA
Una favola, quella di Wes Anderson, dove il sottotesto politico c'è, volendo, ma che passa in secondo piano rispetto alla capacità di affabulare col racconto e con la messa in scena, attraverso una semplicità lineare solo apparente, e capace invece di svilupparsi nella profondità di una terza dimensione. Leggero ma non vacuo, divertente, perfino commovente, L'isola dei cani racconta personagg (cani, pupazzi) più umani degli umani, incrocia sentimenti e ed è sempre in movimento, regalando sempre sorprendenti nuovi scenari (anche emotivi) ogni volta che le coordinate verticali e orizzontali formano una nuova facciata di questo esaltante cubo di Rubick in versione cinema. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Klimt & Schiele – Eros e psiche

Mar 23_10 ore 21
Mer 24_10 ore 21
Grande Arte


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Michele Mally
ATTORI: Lorenzo Richelmy
PAESE: Italia


1918. Mentre i boati della prima guerra mondiale si vanno spegnendo, a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa, un’epoca dorata è ormai al tramonto. L’impero austro-ungarico comincia a disgregarsi. È il 31 ottobre. Quella notte, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime causate dall’influenza spagnola. Se ne va guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni. Solo pochi mesi prima, il salone principale del palazzo della Secessione si era aperto alle sue opere: 19 oli e 29 disegni. La sua unica mostra di successo, celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell’uomo. Qualche mese prima era morto il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall’inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell’arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione viennese. Oggi i suoi capolavori attirano visitatori da tutto il mondo o diventano star al cinema in film come Woman in Gold, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent’anni dopo, le opere di questi artisti visionari – tra Jugendstil ed espressionismo– tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca, insieme a quelle del designer e pittore Koloman Moser e dell’architetto Otto Wagner, morti in quello stesso 1918 nella stessa Vienna.

Nasce da qui, prendendo spunto da alcune delle numerose mostre organizzate in occasione del centenario, il film evento scritto da Arianna Marelli e diretto da Michele Mally, Klimt & Schiele. Eros e Psiche, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo e con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Richelmy.  Un appuntamento all’interno della Stagione della Grande Arte al Cinema, ideato per guidare lo spettatore tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum, ripercorrendo un periodo straordinario: un momento magico per arte, letteratura e musica, in cui circolano nuove idee, si scoprono con Freud i moti della psiche e le donne cominciano a rivendicare la loro indipendenza.

“A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. È il motto che campeggia a lettere d’oro sull’ingresso del palazzo della Secessione e inaugura un tempo nuovo. Proprio quest’epoca rivive in Klimt & Schiele. Eros e Pische, raccontata dalla voce dell’attore Lorenzo Richelmy: una città negli anni in cui per le strade o nei caffè si potevano incontrare Hugo von Hofmannsthal, il giovane Ludwig Wittgenstein, i futuri registi Fritz Lang e Erich von Stroheim, a teatro andavano in scena i drammi di Arthur Schnitzler e all’opera si assisteva alla prima de La vedova allegra come alla Salomè di Richard Strauss. Il documentario si arricchirà così di immagini di straordinaria forza, con le decorazioni ammalianti e avvolgenti proprie dei quadri di Klimt fino alle tormentate linee di Egon Schiele. Nei suoi nudi magnetici e nelle figure contorte esplode un erotismo invincibile eppure sofferto. Un tema-scandalo – proprio negli anni in cui si sviluppava la psicoanalisi – che causò al pittore un’incarcerazione e un processo nella cittadina di Neulengbach.

Proprio l’erotismo è il filo segreto di questa storia. Dal simbolico 1900 della pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, l’inconscio sale prepotentemente in superficie. La psicoanalisi, con le sue dirompenti teorie sulla sessualità infantile e le emozioni represse o rimosse, scuote una società benpensante che comincia ad aprire gli occhi sulla natura profonda dell’io. In letteratura la Traumnovelle (Doppio sogno) di Arthur Schnitzler – l’opera da cui Stanley Kubrick nel ‘99 ha tratto il suo film Eyes Wide Shut – descrive una Vienna notturna, fatta di perturbanti balli in maschera e di sogni intrisi di sessualità. Hermine Hug-Hellmuth, una delle prime donne ad essere ammessa alla Società Psicoanalitica di Vienna, pubblica il Diario di una giovinetta (1919) – scritto in realtà da lei stessa – sulla vita sessuale di una ragazzina: “un piccolo gioiello”, come lo definiva Freud. Una vicenda molto discussa, quella di Hermine Hug-Hellmuth, destinata a diventare anche caso di cronaca: nel 1924 la studiosa verrà trovata morta, uccisa proprio dal nipote Rolf che a lungo aveva non solo educato ma anche – queste le accuse di lui – psicoanalizzato. Le donne, del resto, sono sempre più al centro della vita pubblica: il salotto di Berta Zuckerkandl è un crocevia d’artisti, come lo studio di Dora Kallmus, la più famosa fotografa della capitale.

Un mondo di voci inconfondibili, che entreranno nel documentario attraverso letture dell’attrice e modella Lily Cole e interviste internazionali: dal Nobel per la medicina e neuroscienziato Eric Kandel, che potrà svelarci le connessioni tra inconscio, mente e creatività, agli storici dell’arte Alfred Weidinger e Jane Kallir che racconteranno Klimt, Schiele e gli altri, e spiegheranno perché i loro quadri ci parlano ancora. E poi la Vienna della musica, tra il ritmo dei valzer degli Strauss padre e figlio che risuona nelle piazze e nei caffè e il ricordo dei giganti del passato, Mozart, Beethoven, Schubert e Brahms. Da questa tradizione parte il giovane Arnold Schönberg, destinato a sovvertire – proprio come i pittori del tempo – la propria arte con la dodecafonia, come ci potranno spiegare il musicologo Bryan Gilliam e il pianista Rudolf Buchbinder. Vienna, una città in cui rivive la storia, tra i mastri pasticcieri che si tramandano la ricetta della Sachertorte e i gioiellieri che riprendono il design liberty, tra i balli di società – come quelli di carnevale – in cui danzano oggi come allora i giovani delle famiglie viennesi e le marionette che a Schönbrunn incantano i bambini con Il Pipistrello di Strauss. Il bacio dell’arte che ha sfiorato un’intera città, senza più lasciarla, influenzando artisti di tutto il mondo. In Italia, Gaetano Previati partecipa alle atmosfere oniriche della nuova arte. È proprio di fronte alla sua Danza delle ore – realizzata nel 1899, appartenente alla Collezione Fondazione Cariplo ed esposta alle Gallerie d’Italia -Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano – che si chiude il film, scandendo il ritmo del tempo che passa, un’epoca che si chiude per volgere inesorabilmente verso il Novecento.

A star is born

Gio 11_10 ore 21:00
Sab 13_10 ore 21:00
Dom 14_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00

Gio 18_10 ore 21:00 (in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Sab 20_10 ore 21:00
Dom 21_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico, Musicale, Sentimentale
ANNO: 2018
REGIA: Bradley Cooper
ATTORI: Bradley Cooper, Lady Gaga, Michael Harney, Sam Elliott, Bonnie Somerville, Greg Grunberg, Dave Chappelle, Rafi Gavron, Andrew Dice Clay, Willam Belli, Eddie Griffin, Rebecca Field, Anthony Ramos, Michael D. Roberts
PAESE: USA
DURATA: 135 Min

TRAMA
Protagonista di “A Star is Born” è il quattro volte candidato al premio Oscar, Bradley Cooper (“American Sniper”, “American Hustle”, “Il Lato Positivo”) e la pluripremiata superstar della musica e candidata all’Oscar Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista in un film. Il film vede anche il debutto alla regia per Cooper.In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta il musicista di successo Jackson Maine che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally (Gaga). Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante… fin quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.



CRITICA
Ritorna un classico della commedia musicale a Hollywood, il sogno del successo in passato incarnato anche da Judy Garland e Barbra Streisand. La buona notizia è che Lady Gaga non sfigura, tutt'altro, dimostra come il suo carisma ben si presta anche al cinema, mentre sulle doti da cantante nessuno aveva dubbi. Meno scontata era la capacità di Bradley Cooper di essere all'altezza del suo ruolo anche dal punto di vista canoro. Un esordio alla regia, per lui, nobilitato dai due protagonisti, tanto da riuscire a coinvolgere più di quanto la sua storia convenzionale (e convenzionalmente girata) avrebbe potuto far immaginare. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

La Ragazza dei Tulipani

Gio 27_09 ore 21:00
Ven 28_09 ore 21:00
Sab 29_09 ore 21:00
Dom 30_09 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2017
REGIA: Justin Chadwick
ATTORI: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Jack O'Connell, Cara Delevingne, Zach Galifianakis, Holliday Grainger, Kevin McKidd, Tom Hollander, Matthew Morrison, Joanna Scanlan
PAESE: Gran Bretagna, USA
DURATA: 107 Min

TRAMA
La Ragazza dei Tulipani, il film diretto da Justin Chadwick, è ambientato ad Amsterdam nel 1636: la città è in pieno fermento. Il commercio prospera, le arti fioriscono. Sophia (Alicia Vikander), orfana cresciuta dalle suore, viene presa in sposa da un ricco mercante, Cornelis Sandvoort (Christoph Waltz), molto più vecchio di lei. Lui desidera ardentemente un figlio, ma lei non riesce a darglielo, mettendo così in pericolo il loro matrimonio. I due decidono di posare per un ritratto che li renderà immortali, ma Sophia inizia una relazione con il pittore, un giovane e talentuoso artista: Jan Van Loos (Dane DeHaan). Tutto questo mentre la cameriera di Sophia, Maria (Holliday Grainger), scopre di aspettare un figlio dal ragazzo di cui è innamorata, che per un equivoco è fuggito via. Per salvare la situazione, le due donne escogitano un piano, apparentemente comodo per entrambe. Ma, mentre l'Olanda è preda di una follia collettiva, la febbre di possedere i bulbi di tulipani, con pennellate intense di sensualità, irresistibile desiderio, inganno, sogni e illusioni, il ritratto prende tutt'altra forma, colorando passioni per cui daresti la vita.

CRITICA
Ben quattro anni dopo la sua realizzazione, arriva in sala un film che ha avuto parecchie vicissitudini nel corso della sua produzione e distribuzione, e il risultato, purtroppo, ne risente. Nonostante l'ambientazione curata, il cast di grossi nomi e la ricostruzione di una Amsterdam del 1636, preda della follia speculativa del mercato dei bulbi di tulipano, il film che il premio Oscar Tom Stoppard ha adattato da un bestseller di Deborah Moggach non decolla mai, indeciso com'è tra dramma, commedia e romance. Inerte come una bella natura morta, si lascia vedere, ma non appassiona. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Papa Francesco - Un uomo di parola

Gio 4_10 ore 21:00
Ven 5_10 ore 21:00
Sab 6_10 ore 21:00
Dom 7_10 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00

Biglietti: intero 7 € - ridotto 5 €


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Wim Wenders
PAESE: USA
DURATA: 96 Min



SINOSSI

Il 13 Marzo 2013, il Cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, è diventato il 266° pontefice della Chiesa Cattolica. E’ stato il primo papa proveniente dalle Americhe e dall’emisfero sud, il primo gesuita in qualità di arcivescovo di Roma, ma prima di tutto il primo papa ad aver scelto il nome di Francesco, dopo San Francesco D’Assisi (1181-1226), uno dei più stimati santi fra i Cristiani e riformatori ad aver dedicato la propria vita alla “Sorella Povertà” e ad aver avuto un profondo amore per la natura e per tutti gli esseri viventi sulla “Sorella Madre Terra”.

PAPA FRANCESCO – UN UOMO DI PAROLA vuole essere un viaggio personale in compagnia di Papa Francesco, più che un documentario biografico relativo alla sua figura. Gli ideali del Papa ed il suo messaggio sono centrali in questo documentario, che si prefigge di presentare la sua opera di riforma e le sue risposte riguardanti alcune questioni di livello globale.

Il film si basa visivamente e narrativamente sull’interazione del pubblico face-to-face con il Papa, instaurando un dialogo tra lui e, letteralmente, con il mondo. Disponibile nel rispondere alle domande di persone provenienti da qualunque background, Papa Francesco risponde a contadini, lavoratori, rifugiati, bambini ed anziani, detenuti, a coloro che vivono nelle favelas e campi di rifugiati. Tutte queste voci e facce sono uno spaccato di umanità che partecipa ad una conversazione con Papa Francesco.

Mentre questa vera e propria “Sinfonia di domande” fornisce il materiale per il film, allo stesso tempo mostra il Papa nel corso dei suoi numerosi viaggi per il mondo, con immagini che lo riprendono mentre parla alle Nazioni Unite, affrontando il Congresso degli Stati Uniti, mentre si unisce al lutto per tutte le vittime a Ground Zero e presso lo Yad Vashem, il monumento in memoria dell’Olocausto. Parla ai carcerati presso i penitenziari e ai rifugiati nei campi affacciati sul Mediterraneo. Lo vediamo viaggiare in Terra Santa (Palestina ed Israele) così come in Africa, Sud America ed Asia.

Per tutto il film, Papa Francesco condivide la sua visione della Chiesa e la sua profonda preoccupazione per la situazione dei poveri, il suo coinvolgimento nelle tematiche ambientali e di giustizia sociale, e la sua invocazione di pace nelle aree di conflitti e tra diversi mondi religiosi. Nel film viene richiamata anche la figura di San Francesco, alla quale si ricollega la scelta del nome del Papa, attraverso resoconti dei momenti leggendari nella vita privata del Santo, riformatore ed ecologista.

In un’epoca di profonda sfiducia nella politica e nel potere, nel momento in cui bugie e corruzione sono all’ordine del giorno, Papa Francesco – UN UOMO DI PAROLA mostra un uomo che vive esattamente nel modo che predica e che si è guadagnato la fiducia del popolo di tutte le fedi, tradizioni e culture del mondo.

Salvador Dalì. La ricerca dell'immortalità

Mar 25_09 ore 21:00
Mer 26_09 ore 21:00



REGISTA: David Pujol
GENERE: Documentario
PAESE: Spagna
ANNO: 2018


Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità propone un viaggio esaustivo attraverso la vita e l’opera di Salvador Dalí, e anche di Gala, sua musa e collaboratrice. Il regista David Pujol ci guida, assieme a Montse Aguer Teixidor, Direttrice del Museo Dalí, e Jordi Artigas, Coordinatore delle Case Museo Dalí, in un percorso che ha inizio nel 1929, anno cruciale per l’artista sia dal punto di vista professionale che personale, fino alla sua morte, nel 1989. È nel 1929, infatti, che l’artista si unisce al gruppo surrealista, suscitando le ire di un padre che non accetta un cambiamento così radicale e tenta di allontanarlo da Cadaqués, luogo dove Dalí trascorre le estati soleggiate con la famiglia prima della rottura. Nello stesso anno l’artista incontra Gala, l’amore intenso di una vita, una donna che comprende il suo talento e le sue ossessioni, una musa che lo ispira e con cui sperimenta piaceri e divertimenti, ma che allo stesso tempo sa riportarlo alla realtà e gli restituisce l’equilibrio necessario.

Percorrendo vicende non scontate, si attraversano intere geografie vitali: l’adorata casa a Portlligat, l’officina casalinga che, dalle finestre che si ingrandiscono con i progressivi ampliamenti dell’edificio, accoglie tutti i colori della Catalogna e i paesaggi tipici delle opere di Dalí. In origine una cella di soli 22 metri quadri, proprietà di Lidia, una figura paesana che con la sua “follia plastica” e “cerebro paranoica” influenzò spiritualmente l’artista: un piccolo nido appena sufficiente per due e che negli anni si trasforma in un’enorme casa studio circondata da uliveti, frequentata da artisti, personaggi pubblici e giornalisti.  In questo viaggio tra luoghi, emozioni e arte, non può mancare Figueres, la città natale dove l’artista crea il museo-teatro Dalí, il suo testamento artistico. Proprio qui, nella Torre Galatea, Dalí decide di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una dimensione più intima con studi volti a comprendere il caos e a carpire l’agognato segreto dell’immortalità.  Púbol rimane luogo immacolato per Dalí, castello donato all’amata Gala, simbolo di un amor cortese pensato per restituirle una desiderata dimensione intima che a Portlligat si era persa, tornando a un corteggiamento quasi antico. Un luogo dove l’artista accede solo su invito scritto della stessa Gala.

Ma sono anche la Parigi surrealista di Un Chien Andalou, prodotto e interpretato da Dalí e da Luis Buñuel, e la New York moderna e simbolo di speranza e risurrezione, ad essere protagoniste di Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità, un film evento capace di farci penetrare nell’animo creativo, geniale, tormentato, di colui che secondo il regista Alfred Hitchcock era “il miglior uomo in grado di rappresentare i sogni” e replicare il mondo del subconscio.

Un tour delle sue creazioni, la contemplazione della sua vita così intrecciata a quella di Gala, immagini e documenti, alcuni dei quali completamente inediti, avvicinano lo spettatore a un genio unico nella storia dell’arte. Un pittore che ha fatto di se stesso una straordinaria ed eccentrica opera, capace di assicurargli un posto tra i grandi maestri e nel mito e di regalargli quell’immortalità che ha cercato per tutta la vita. Messo allo specchio, appena nato, con la morte di un fratello che si è sempre sentito di dover riscattare e che lo ha spinto, così dichiara l’artista, a eccedere sempre nel corso della vita.

La Grande Arte al Cinema 2018-2019 Parte I


Mar 25_09, Mer 26_09 – Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità
Mar 23_10, Mer 24_10 – Klimt & Schiele. Eros e Psiche
Mar 27_11, Mer 28_11  – Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce
Mer 12_12  – L'uomo che rubò Banksy


Dogman

gio 7_6 ore 21:00,
ven 8_6 ore 21:00,
dom 10_6 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Calabria, Gianluca Gobbi
PAESE: Italia, Francia
DURATA: 102 Min

SINOSSI
In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l'unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l'amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l'intero quartiere. Dopo l'ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall'esito inaspettato.

CRITICA
Garrone azzecca tutto: la storia, le facce, gli attori, i luoghi, la fotografia. Fa una scelta intelligente e dribbla la truculenza delle sevizie per raccontare qualcosa di ancora più tremendo. Il suo è un film potente, che ti prende alla gola e allo stomaco e ti toglie il fiato per la violenza, l'abbandono, la solitudine e la mancanza di speranza che racconta. E riesce a tenerti con gli occhi incollati allo schermo anche quando vorresti girare lo sguardo, e scappare via. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Hotel Gagarin

gio 31_5 ore 21:00,
ven 1_6 ore 21:00,
sab 2_6 ore 21:00,
dom 3_6 ore 18:00 e 21:00


ANNO: 2018
REGIA: Simone Spada
ATTORI: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D'amico, Philippe Leroy, Caterina Shulha, Tommaso Ragno, Simone Colombari, Marco Todisco, Hovhannes Azoyan, Paolo De Vita, Marjan Avetisyan
PAESE: Italia
DURATA: 93 Min
TRAMA
I protagonisti della  storia sono cinque italiani squattrinati che, in cerca di successo, vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Purtroppo i loro sogni di gloria vengono infranti appena raggiungono il freddo e isolato Hotel Gagarin, quando scoppia una guerra e il produttore sparisce con tutti i soldi. Una situazione spiacevole e grottesca come questa si rivela, però, un'occasione di ritrovare la spensieratezza e la gioia perdute. Scegliendo di usare il cinema come motivo scatenante dell'intreccio narrativo e un gruppo di sventurati come eroi, Spada ricalca la commedia all'italiana di una volta con l'intento di far sorridere ed emozionare gli spettatori, racchiudendo il senso profondo dell'intero film e della vita stessa nella frase di Lev Tolstoj: "Se vuoi essere felice, comincia".

CRITICA
Confinando un pugno di sfortunati personaggi in un hotel di lusso fra le nevi dell'Armenia, Simone Spada si appoggia al sicuro potenziale drammatico dell'unità di luogo e delle dinamiche di gruppo, ma dopo una commedia dagli inizi tutto sommato prevedibili approda a qualcosa di nuovo, poetico, surreale, incantato: un film sul potere dei sogni, dell'immaginazione e sul sempiterno fascino del cinema. Con l'aiuto della bella fotografia di Maurizio Calvesi e la solida recitazione di Battiston, Argentero, Bobulova e Battiston, il neoregista gira un buon film, intriso anche di una malinconica nostalgia per un'Italia migliore di quella attuale, che non mantiene le promesse fatte e che e invita alla fuga. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Sconnessi

gio 24_5 ore 21,00,
dom 27_5 ore 18,00 e 21,00

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Christian Marazziti
ATTORI: Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Eugenio Franceschini, Antonia Liskova, Benedetta Porcaroli, Giulia Elettra Gorietti, Maurizio Mattioli, Lorenzo Zurzolo, Daniela Poggi
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min

SINOSSI
Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, in occasione del suo compleanno porta tutta la famiglia nel suo chalet in montagna, e cerca di creare finalmente un legame tra i suoi due figli, Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso, con la sua seconda moglie, la bella, giovane e un po’ ‘naif’ Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore. Arrivati allo chalet, trovano Olga (Antonia Liskova), l’affidabilissima tata ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. A sorpresa arriva anche Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo.
Quando il gruppo rimane improvvisamente senza connessione internet, tutti entrano nel panico...e le conseguenze saranno rocambolesche. I segreti e le convinzioni dei protagonisti verranno presto ribaltate, la “sconnessione” li metterà di fronte a tutte le loro insicurezze e dovranno resettare e ripartire.

CRITICA
Non è un film solamente sulla nomofobia e sulle nefaste conseguenze dell'ossessione per smartphone, Internet e social Sconnessi, ma un sincero ritratto della famiglia, luogo dove ricostruire rapporti sinceri, sani, reali e non virtuali. Quella descritta in una commedia che mescola bene il divertimento e il dramma non è mai caricaturale e si libera dai cliché con cui vengono rappresentati tanto i coatti quanto i radical chic per diventare autentica, con personaggi più a fuoco e altri meno approfonditi. Pur contenendo un messaggio di speranza, il film contempla l'alienazione a cui ci ha ridotto la rivoluzione digitale e punta su un terzetto comico d'eccezione, composto da Carolina Crescentini, Ricky Memphis e Stefano Fresi. Bentivoglio fa il suo e Antonia Liskova ci regala una governante russa in apparenza dura e un po' chiusa ma dal cuore inaspettatamente tenero. (Carola Proto - Comingsoon.it)

La casa sul mare

Ven 25_05 ore 21:00
Cineforum

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Robert Guédiguian
ATTORI: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin
PAESE: Francia
DURATA: 107 Min
TRAMA
In una pittoresca villa affacciata sul mare di Marsiglia tre fratelli si ritrovano attorno all’anziano padre: Angela fa l'attrice e si è trasferita a Parigi, Joseph è un aspirante scrittore innamorato di una ragazza che ha la metà dei suoi anni, e Armand, l’unico a vivere ancora in paese, gestisce il piccolo ristorante di famiglia. Il tempo passato insieme è l'occasione per fare un bilancio, tra ideali ed emozioni, aspirazioni e nostalgie. Finché un arrivo imprevisto, dal mare, porterà scompiglio nelle vite di tutti.

CRITICA
Con La casa sul mare Guédiguian fa il punto, torna ai suoi temi, alla sua gente, ai suoi luoghi e alla sua luce. Lo fa con nostalgia, che è una costante del suo cinema, ma senza paternalismi, senza retorica a buon mercato e costruendo un’opera tenace e rigorosa. Capace di sintetizzare con grande intelligenza il cinema privato di cui si diceva con uno sguardo politico centrato sul presente, per nulla passatista o malinconico (lorenzo rossi cineforum.it)

Loro 2

gio 15_5 ore 21:00
sab 19_5 ore 21:00
dom 20_5 ore 18:00 e 21:00

ANNO: 2018
REGIA: Paolo Sorrentino
ATTORI: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon, Roberto Herlitzka
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min
TRAMA
In questa seconda parte la crisi tra Silvio e Veronica (Elena Sofia Ricci) si fa ancora più profonda, e Berlusconi, rispolverando le sue vecchie ma immutate doti di straordinario venditore, le utilizza per manovre politiche che condurranno alla caduta del governo della sinistra e al suo ritorno sulla poltrona di Presidente del Consiglio. Ma la sua passione per le giovani donne, e per le "cene eleganti" lo condurranno inevitabilmente verso il baratro, rompendo l'incantesimo dell'innamoramento col quale aveva conquistato la moglie e gli italiani. E la caduta di Silvio va di pari passo con quella di un paese ridotto in macerie.

CRITICA
Dalla farsa venata di tragedia di Loro 1, alla tragedia che assume sfumature farsesche: perché qui c'è il crollo, la caduta, la disillusione di un uomo che non riesce più a vendere (né a vendersi) il suo sogno. Di un venditore che si tramuta in un piazzista, che lascia scendere in campo la tristezza e la solitudine, e non si accorge del patetismo del suo teatrino. Di un uomo che non capisce più, e davvero, perché quelli che si erano inopinatamente innamorati di lui (la moglie, ma anche gli italiani) ora non vogliano più avere a che fare con lui, recuperando una tardiva dignità. Sorrentino non giudica, né redime, né perdona, ma mostra - cerca di mostrare - quello che c'era e c'è sotto alla maschera, dietro la megalomania, quello che alimentava i complessi. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Oltre la notte

ven 18_5 ore 21:00
Cinema d'essai


GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Fatih Akin
ATTORI: Diane Kruger, Johannes Krisch, Numan Acar, Denis Moschitto, Ulrich Tukur, Samia Muriel Chancrin, Ulrich Brandhoff, Hanna Hilsdorf, Rafael Santana, Hartmut Loth, Ioannis Economides
PAESE: Germania, Francia
DURATA: 106 Min

TRAMA
La vita di Katja viene improvvisamente sconvolta dalla morte del marito Nuri e del figlioletto Rocco, rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba.
Grazie al sostegno di amici e familiari, Katja riesce ad affrontare il funerale e ad andare avanti. Ma la ricerca ossessiva degli assassini e delle ragioni di quelle morti insensate la tormenta, riaprendo ferite e sollevando dubbi. 
Danilo, avvocato e miglior amico di Nuri, rappresenta Katja nel processo finale contro i due sospetti: una giovane coppia appartenente a un’organizzazione neonazista. Il processo è un’esperienza durissima per Katja, che però non si arrende. Vuole giustizia.

CRITICA
Il terrorismo viene raccontato da ogni punto di vista, in questi anni. Quello scelto da Fatih Akin è interno, bianco e para nazista, mettendo in scena una biondissima Diane Kruger, alla prima performance nella lingua madre, la cui vita è sconvolta dalla morte per bomba di marito di origine turca e figlio. Oltre la notte conferma le difficoltà del regista a rinnovare i fasti pieni d'energia dell'orso d'oro La sposa turca, mettendo in scena una vendetta brutale e costruita con l'intento di scioccare, eticamente discutibile e sbrigativa. Una delusione per stanchezza narrativa, con finale imperdonabile. (Mauro Donzelli)

Loro 1

gio 10_5 ore 21:00
sab 12_5 ore 21:00
dom 13_5 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Paolo Sorrentino
ATTORI: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Lorenzo Gioielli, Ricky Memphis, Alice Pagani, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Caroline Tillette, Roberto Herlitzka
PAESE: Italia
DURATA: 104 Min
TRAMA
Loro 1 è la prima parte del nuovo film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi.  Il film è un racconto di finzione, in costume, che narra di fatti verosimili o inventati, in Italia, tra il 2006 e il 2010. Attraverso una serie di personaggi, il film vuole tratteggiare un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale.

CRITICA
Una realtà alternativa, un universo parallelo, quello di Loro 1, dove ciò che è stato e ciò che poteva essere (ed è stato immaginato da Sorrentino) convivono spalla a spalla. Come convivono, spalla a spalla, il ritratto acidissimo e volgare del berlusconismo come quello morbido e quasi sentimentale dell'uomo Berlusconi così come il regista napoletano lo ha ritratto, colmando con la sua fantasia il buco nero di ciò che non sapremo mai. Come convivono il sesso e l'amore, e il Sorrentino più manierista, grottesco e stilizzato e uno inedito, più disteso, molle e perfino tenero. Un prologo, forse, ma più che intrigante, in attesa di vedere come verranno tirate le fila in Loro 2. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Foxtrot

ven 11_5 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Samuel Maoz
ATTORI: Lior Ashkenazi, Sarah Adler, Shira Hass, Yonatan Shiray
PAESE: Israele, Francia, Germania, Svizzera
DURATA: 113 Min



SINOSSI
FOXTROT, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Venezia, è scritto e diretto dall’israeliano Samuel Maoz, il regista di LEBANON Leone d’Oro a Venezia nel 2009.  Foxtrot è la danza di un uomo con il suo destino. È una parabola filosofica che analizza il concetto misterioso di fato attraverso la storia di un padre e di un figlio. Che sono fisicamente lontani ma che nonostante la distanza riusciranno a cambiare l’uno il destino dell’altro. Tre atti, come in una tragedia greca, per mettere in discussione un intero mondo, le sue convinzioni, i suoi sensi di colpa atavici.

Quando degli ufficiali dell’esercito si presentano alla porta di casa e annunciano la morte del figlio Jonathan, la vita di Michael e Dafna viene sconvolta. Tutto appare incredibile e forse lo è: qualcosa di terribile è accaduto nell’isolato posto di guardia in cui il ragazzo prestava servizio sotto le armi – ma cosa, come, quando e perché? Tre atti, fra squarci di rabbia e lampi di ironia surreale, in cui la verità si avvicina beffarda a passo di danza ma il destino conserva per ultimo il suo scherzo più crudele.

CRITICA
La guerra non si combatte solo sul campo di battaglia, ma anche tra le mura casalinghe, dove ogni genitore attende angosciato il ritorno del figlio. La morte è una presenza costante in Foxtrot, una tragedia in tre atti che unisce stili diversi in un tripudio di musiche e colori. Il regista Samuel Maoz gira un film coraggioso, intimista, che non ha paura di attaccare una società fondata sulla violenza. Lui è stato un carrista nel 1982, durante l’invasione del Libano da parte di Israele, come ci aveva raccontato con Lebanon. Questa esperienza di gioventù, l’ha reso un militante che usa la macchina da presa per denunciare l’assurdità di ogni conflitto. (cinematografo.it)