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Cosa dirà la gente

Ven 19_10 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Iram Haq
ATTORI: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha, Lalit Parimoo, Nokokure Dahl, Isak Lie Harr
PAESE: Norvegia, Germania, Svezia
DURATA: 106 Min

TRAMA
La sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, in famiglia, è la perfetta figlia pachistana, ma quando esce con gli amici è una normale adolescente norvegese.
Quando però il padre sorprende Nisha in intimità col suo ragazzo, i due mondi della ragazza entrano violentemente in collisione: i suoi stessi genitori la rapiscono per portarla a casa di alcuni parenti in Pakistan.
Lì, in un Paese in cui non è mai stata prima, Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura di suo padre e di sua madre.

CRITICA
Iram Haq, regista norvegese di origini pakistane, mette in scena una storia che è molto vicina a quella da lei realmente vissuta, e che parla di questioni scottanti, al giorno d'oggi, come quelle legate alle relazioni tra persone di culture (e fedi religiose) differenti. Rispetto alle retoriche usate dalla politica e dal giornalismo, qui si aprono praterie per un dibattito troppo spesso congelato dagli opposti estremismi. Se la "storia vera" è un vantaggio in termini d'intensità narrativa, è anche vero che non sempre la vita applicata al cinema funziona come si spera. Occhio al papà della protagonista, che è un personaggio chiave. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

L'isola dei cani

Ven 12_10 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Animazione, Avventura, Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Wes Anderson
ATTORI: Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Jeff Goldblum, Tilda Swinton, Edward Norton, Bill Murray, Bob Balaban, Greta Gerwig, Kunichi Nomura, Frances McDormand, Hakira Takayama, Harvey Keitel
PAESE: USA
DURATA: 101 Min

TRAMA
Ambientato in Giappone nel 2037, L'isola dei cani racconta la dolce epopea del dodicenne Atari Kobayashi alla ricerca del suo amato cane. Quando a causa di una contagiosa influenza canina, il governo decide di mandare in esilio tutti i cani di Megasaki City in una vasta discarica chiamata Trash Island, Atari parte da solo nel suo Junior-Turbo Prop e vola attraverso il fiume per ritrovare Spots, il suo cane da guardia. Una volta atterrato, con l'aiuto di un branco di nuovi amici, inizia un viaggio epico che deciderà il futuro dell'intera città.

CRITICA
Una favola, quella di Wes Anderson, dove il sottotesto politico c'è, volendo, ma che passa in secondo piano rispetto alla capacità di affabulare col racconto e con la messa in scena, attraverso una semplicità lineare solo apparente, e capace invece di svilupparsi nella profondità di una terza dimensione. Leggero ma non vacuo, divertente, perfino commovente, L'isola dei cani racconta personagg (cani, pupazzi) più umani degli umani, incrocia sentimenti e ed è sempre in movimento, regalando sempre sorprendenti nuovi scenari (anche emotivi) ogni volta che le coordinate verticali e orizzontali formano una nuova facciata di questo esaltante cubo di Rubick in versione cinema. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

In programmazione / Prossimamente

In Programmazione

A star is Born

Gio 18_10 ore 21:00 (in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Sab 20_10 ore 21:00
Dom 21_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00
Cosa dirà la gente
Venerdì d'essai
Ven 12_10 ore 21:00

Prossimamente

Klimt & Schiele. Eros e Psiche
Grande Arte
Mar 23_10 ore 21:00
Mer 24_10 ore 21:00

The Wife – Vivere nell'ombra
Gio 25_10 ore 21:00
Sab 27_10 ore 21:00
Dom 28_10  ore 21:00

Tito e gli Alieni
Ven 26_10 ore 21:00

Nureyev
Grande Arte
Lun 29_10 ore 21:00
Mar 30_10 ore 21:00

Il Verdetto
Gio 1_11 ore 21:00
Sab 3_11 ore 21:00
Dom 4_11 ore 18 e ore 21:00


Tutta la programmazione de la Grande Arte

Tutta la programmazione de il Venerdì d'essai





Klimt & Schiele – Eros e psiche

Mar 23_10 ore 21
Mer 24_10 ore 21
Grande Arte


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Michele Mally
ATTORI: Lorenzo Richelmy
PAESE: Italia


1918. Mentre i boati della prima guerra mondiale si vanno spegnendo, a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa, un’epoca dorata è ormai al tramonto. L’impero austro-ungarico comincia a disgregarsi. È il 31 ottobre. Quella notte, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime causate dall’influenza spagnola. Se ne va guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni. Solo pochi mesi prima, il salone principale del palazzo della Secessione si era aperto alle sue opere: 19 oli e 29 disegni. La sua unica mostra di successo, celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell’uomo. Qualche mese prima era morto il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall’inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell’arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione viennese. Oggi i suoi capolavori attirano visitatori da tutto il mondo o diventano star al cinema in film come Woman in Gold, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent’anni dopo, le opere di questi artisti visionari – tra Jugendstil ed espressionismo– tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca, insieme a quelle del designer e pittore Koloman Moser e dell’architetto Otto Wagner, morti in quello stesso 1918 nella stessa Vienna.

Nasce da qui, prendendo spunto da alcune delle numerose mostre organizzate in occasione del centenario, il film evento scritto da Arianna Marelli e diretto da Michele Mally, Klimt & Schiele. Eros e Psiche, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo e con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Richelmy.  Un appuntamento all’interno della Stagione della Grande Arte al Cinema, ideato per guidare lo spettatore tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum, ripercorrendo un periodo straordinario: un momento magico per arte, letteratura e musica, in cui circolano nuove idee, si scoprono con Freud i moti della psiche e le donne cominciano a rivendicare la loro indipendenza.

“A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. È il motto che campeggia a lettere d’oro sull’ingresso del palazzo della Secessione e inaugura un tempo nuovo. Proprio quest’epoca rivive in Klimt & Schiele. Eros e Pische, raccontata dalla voce dell’attore Lorenzo Richelmy: una città negli anni in cui per le strade o nei caffè si potevano incontrare Hugo von Hofmannsthal, il giovane Ludwig Wittgenstein, i futuri registi Fritz Lang e Erich von Stroheim, a teatro andavano in scena i drammi di Arthur Schnitzler e all’opera si assisteva alla prima de La vedova allegra come alla Salomè di Richard Strauss. Il documentario si arricchirà così di immagini di straordinaria forza, con le decorazioni ammalianti e avvolgenti proprie dei quadri di Klimt fino alle tormentate linee di Egon Schiele. Nei suoi nudi magnetici e nelle figure contorte esplode un erotismo invincibile eppure sofferto. Un tema-scandalo – proprio negli anni in cui si sviluppava la psicoanalisi – che causò al pittore un’incarcerazione e un processo nella cittadina di Neulengbach.

Proprio l’erotismo è il filo segreto di questa storia. Dal simbolico 1900 della pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, l’inconscio sale prepotentemente in superficie. La psicoanalisi, con le sue dirompenti teorie sulla sessualità infantile e le emozioni represse o rimosse, scuote una società benpensante che comincia ad aprire gli occhi sulla natura profonda dell’io. In letteratura la Traumnovelle (Doppio sogno) di Arthur Schnitzler – l’opera da cui Stanley Kubrick nel ‘99 ha tratto il suo film Eyes Wide Shut – descrive una Vienna notturna, fatta di perturbanti balli in maschera e di sogni intrisi di sessualità. Hermine Hug-Hellmuth, una delle prime donne ad essere ammessa alla Società Psicoanalitica di Vienna, pubblica il Diario di una giovinetta (1919) – scritto in realtà da lei stessa – sulla vita sessuale di una ragazzina: “un piccolo gioiello”, come lo definiva Freud. Una vicenda molto discussa, quella di Hermine Hug-Hellmuth, destinata a diventare anche caso di cronaca: nel 1924 la studiosa verrà trovata morta, uccisa proprio dal nipote Rolf che a lungo aveva non solo educato ma anche – queste le accuse di lui – psicoanalizzato. Le donne, del resto, sono sempre più al centro della vita pubblica: il salotto di Berta Zuckerkandl è un crocevia d’artisti, come lo studio di Dora Kallmus, la più famosa fotografa della capitale.

Un mondo di voci inconfondibili, che entreranno nel documentario attraverso letture dell’attrice e modella Lily Cole e interviste internazionali: dal Nobel per la medicina e neuroscienziato Eric Kandel, che potrà svelarci le connessioni tra inconscio, mente e creatività, agli storici dell’arte Alfred Weidinger e Jane Kallir che racconteranno Klimt, Schiele e gli altri, e spiegheranno perché i loro quadri ci parlano ancora. E poi la Vienna della musica, tra il ritmo dei valzer degli Strauss padre e figlio che risuona nelle piazze e nei caffè e il ricordo dei giganti del passato, Mozart, Beethoven, Schubert e Brahms. Da questa tradizione parte il giovane Arnold Schönberg, destinato a sovvertire – proprio come i pittori del tempo – la propria arte con la dodecafonia, come ci potranno spiegare il musicologo Bryan Gilliam e il pianista Rudolf Buchbinder. Vienna, una città in cui rivive la storia, tra i mastri pasticcieri che si tramandano la ricetta della Sachertorte e i gioiellieri che riprendono il design liberty, tra i balli di società – come quelli di carnevale – in cui danzano oggi come allora i giovani delle famiglie viennesi e le marionette che a Schönbrunn incantano i bambini con Il Pipistrello di Strauss. Il bacio dell’arte che ha sfiorato un’intera città, senza più lasciarla, influenzando artisti di tutto il mondo. In Italia, Gaetano Previati partecipa alle atmosfere oniriche della nuova arte. È proprio di fronte alla sua Danza delle ore – realizzata nel 1899, appartenente alla Collezione Fondazione Cariplo ed esposta alle Gallerie d’Italia -Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano – che si chiude il film, scandendo il ritmo del tempo che passa, un’epoca che si chiude per volgere inesorabilmente verso il Novecento.

A star is born

Gio 11_10 ore 21:00
Sab 13_10 ore 21:00
Dom 14_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00

Gio 18_10 ore 21:00 (in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Sab 20_10 ore 21:00
Dom 21_10 ore 15:00, 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico, Musicale, Sentimentale
ANNO: 2018
REGIA: Bradley Cooper
ATTORI: Bradley Cooper, Lady Gaga, Michael Harney, Sam Elliott, Bonnie Somerville, Greg Grunberg, Dave Chappelle, Rafi Gavron, Andrew Dice Clay, Willam Belli, Eddie Griffin, Rebecca Field, Anthony Ramos, Michael D. Roberts
PAESE: USA
DURATA: 135 Min

TRAMA
Protagonista di “A Star is Born” è il quattro volte candidato al premio Oscar, Bradley Cooper (“American Sniper”, “American Hustle”, “Il Lato Positivo”) e la pluripremiata superstar della musica e candidata all’Oscar Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista in un film. Il film vede anche il debutto alla regia per Cooper.In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta il musicista di successo Jackson Maine che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally (Gaga). Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante… fin quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.



CRITICA
Ritorna un classico della commedia musicale a Hollywood, il sogno del successo in passato incarnato anche da Judy Garland e Barbra Streisand. La buona notizia è che Lady Gaga non sfigura, tutt'altro, dimostra come il suo carisma ben si presta anche al cinema, mentre sulle doti da cantante nessuno aveva dubbi. Meno scontata era la capacità di Bradley Cooper di essere all'altezza del suo ruolo anche dal punto di vista canoro. Un esordio alla regia, per lui, nobilitato dai due protagonisti, tanto da riuscire a coinvolgere più di quanto la sua storia convenzionale (e convenzionalmente girata) avrebbe potuto far immaginare. (Mauro Donzelli - Comingsoon.it)

La Ragazza dei Tulipani

Gio 27_09 ore 21:00
Ven 28_09 ore 21:00
Sab 29_09 ore 21:00
Dom 30_09 ore 18:00 e ore 21:00

GENERE: Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2017
REGIA: Justin Chadwick
ATTORI: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Jack O'Connell, Cara Delevingne, Zach Galifianakis, Holliday Grainger, Kevin McKidd, Tom Hollander, Matthew Morrison, Joanna Scanlan
PAESE: Gran Bretagna, USA
DURATA: 107 Min

TRAMA
La Ragazza dei Tulipani, il film diretto da Justin Chadwick, è ambientato ad Amsterdam nel 1636: la città è in pieno fermento. Il commercio prospera, le arti fioriscono. Sophia (Alicia Vikander), orfana cresciuta dalle suore, viene presa in sposa da un ricco mercante, Cornelis Sandvoort (Christoph Waltz), molto più vecchio di lei. Lui desidera ardentemente un figlio, ma lei non riesce a darglielo, mettendo così in pericolo il loro matrimonio. I due decidono di posare per un ritratto che li renderà immortali, ma Sophia inizia una relazione con il pittore, un giovane e talentuoso artista: Jan Van Loos (Dane DeHaan). Tutto questo mentre la cameriera di Sophia, Maria (Holliday Grainger), scopre di aspettare un figlio dal ragazzo di cui è innamorata, che per un equivoco è fuggito via. Per salvare la situazione, le due donne escogitano un piano, apparentemente comodo per entrambe. Ma, mentre l'Olanda è preda di una follia collettiva, la febbre di possedere i bulbi di tulipani, con pennellate intense di sensualità, irresistibile desiderio, inganno, sogni e illusioni, il ritratto prende tutt'altra forma, colorando passioni per cui daresti la vita.

CRITICA
Ben quattro anni dopo la sua realizzazione, arriva in sala un film che ha avuto parecchie vicissitudini nel corso della sua produzione e distribuzione, e il risultato, purtroppo, ne risente. Nonostante l'ambientazione curata, il cast di grossi nomi e la ricostruzione di una Amsterdam del 1636, preda della follia speculativa del mercato dei bulbi di tulipano, il film che il premio Oscar Tom Stoppard ha adattato da un bestseller di Deborah Moggach non decolla mai, indeciso com'è tra dramma, commedia e romance. Inerte come una bella natura morta, si lascia vedere, ma non appassiona. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Papa Francesco - Un uomo di parola

Gio 4_10 ore 21:00
Ven 5_10 ore 21:00
Sab 6_10 ore 21:00
Dom 7_10 ore 15:00, ore 18:00 e ore 21:00

Biglietti: intero 7 € - ridotto 5 €


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Wim Wenders
PAESE: USA
DURATA: 96 Min



SINOSSI

Il 13 Marzo 2013, il Cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, è diventato il 266° pontefice della Chiesa Cattolica. E’ stato il primo papa proveniente dalle Americhe e dall’emisfero sud, il primo gesuita in qualità di arcivescovo di Roma, ma prima di tutto il primo papa ad aver scelto il nome di Francesco, dopo San Francesco D’Assisi (1181-1226), uno dei più stimati santi fra i Cristiani e riformatori ad aver dedicato la propria vita alla “Sorella Povertà” e ad aver avuto un profondo amore per la natura e per tutti gli esseri viventi sulla “Sorella Madre Terra”.

PAPA FRANCESCO – UN UOMO DI PAROLA vuole essere un viaggio personale in compagnia di Papa Francesco, più che un documentario biografico relativo alla sua figura. Gli ideali del Papa ed il suo messaggio sono centrali in questo documentario, che si prefigge di presentare la sua opera di riforma e le sue risposte riguardanti alcune questioni di livello globale.

Il film si basa visivamente e narrativamente sull’interazione del pubblico face-to-face con il Papa, instaurando un dialogo tra lui e, letteralmente, con il mondo. Disponibile nel rispondere alle domande di persone provenienti da qualunque background, Papa Francesco risponde a contadini, lavoratori, rifugiati, bambini ed anziani, detenuti, a coloro che vivono nelle favelas e campi di rifugiati. Tutte queste voci e facce sono uno spaccato di umanità che partecipa ad una conversazione con Papa Francesco.

Mentre questa vera e propria “Sinfonia di domande” fornisce il materiale per il film, allo stesso tempo mostra il Papa nel corso dei suoi numerosi viaggi per il mondo, con immagini che lo riprendono mentre parla alle Nazioni Unite, affrontando il Congresso degli Stati Uniti, mentre si unisce al lutto per tutte le vittime a Ground Zero e presso lo Yad Vashem, il monumento in memoria dell’Olocausto. Parla ai carcerati presso i penitenziari e ai rifugiati nei campi affacciati sul Mediterraneo. Lo vediamo viaggiare in Terra Santa (Palestina ed Israele) così come in Africa, Sud America ed Asia.

Per tutto il film, Papa Francesco condivide la sua visione della Chiesa e la sua profonda preoccupazione per la situazione dei poveri, il suo coinvolgimento nelle tematiche ambientali e di giustizia sociale, e la sua invocazione di pace nelle aree di conflitti e tra diversi mondi religiosi. Nel film viene richiamata anche la figura di San Francesco, alla quale si ricollega la scelta del nome del Papa, attraverso resoconti dei momenti leggendari nella vita privata del Santo, riformatore ed ecologista.

In un’epoca di profonda sfiducia nella politica e nel potere, nel momento in cui bugie e corruzione sono all’ordine del giorno, Papa Francesco – UN UOMO DI PAROLA mostra un uomo che vive esattamente nel modo che predica e che si è guadagnato la fiducia del popolo di tutte le fedi, tradizioni e culture del mondo.

Salvador Dalì. La ricerca dell'immortalità

Mar 25_09 ore 21:00
Mer 26_09 ore 21:00



REGISTA: David Pujol
GENERE: Documentario
PAESE: Spagna
ANNO: 2018


Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità propone un viaggio esaustivo attraverso la vita e l’opera di Salvador Dalí, e anche di Gala, sua musa e collaboratrice. Il regista David Pujol ci guida, assieme a Montse Aguer Teixidor, Direttrice del Museo Dalí, e Jordi Artigas, Coordinatore delle Case Museo Dalí, in un percorso che ha inizio nel 1929, anno cruciale per l’artista sia dal punto di vista professionale che personale, fino alla sua morte, nel 1989. È nel 1929, infatti, che l’artista si unisce al gruppo surrealista, suscitando le ire di un padre che non accetta un cambiamento così radicale e tenta di allontanarlo da Cadaqués, luogo dove Dalí trascorre le estati soleggiate con la famiglia prima della rottura. Nello stesso anno l’artista incontra Gala, l’amore intenso di una vita, una donna che comprende il suo talento e le sue ossessioni, una musa che lo ispira e con cui sperimenta piaceri e divertimenti, ma che allo stesso tempo sa riportarlo alla realtà e gli restituisce l’equilibrio necessario.

Percorrendo vicende non scontate, si attraversano intere geografie vitali: l’adorata casa a Portlligat, l’officina casalinga che, dalle finestre che si ingrandiscono con i progressivi ampliamenti dell’edificio, accoglie tutti i colori della Catalogna e i paesaggi tipici delle opere di Dalí. In origine una cella di soli 22 metri quadri, proprietà di Lidia, una figura paesana che con la sua “follia plastica” e “cerebro paranoica” influenzò spiritualmente l’artista: un piccolo nido appena sufficiente per due e che negli anni si trasforma in un’enorme casa studio circondata da uliveti, frequentata da artisti, personaggi pubblici e giornalisti.  In questo viaggio tra luoghi, emozioni e arte, non può mancare Figueres, la città natale dove l’artista crea il museo-teatro Dalí, il suo testamento artistico. Proprio qui, nella Torre Galatea, Dalí decide di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una dimensione più intima con studi volti a comprendere il caos e a carpire l’agognato segreto dell’immortalità.  Púbol rimane luogo immacolato per Dalí, castello donato all’amata Gala, simbolo di un amor cortese pensato per restituirle una desiderata dimensione intima che a Portlligat si era persa, tornando a un corteggiamento quasi antico. Un luogo dove l’artista accede solo su invito scritto della stessa Gala.

Ma sono anche la Parigi surrealista di Un Chien Andalou, prodotto e interpretato da Dalí e da Luis Buñuel, e la New York moderna e simbolo di speranza e risurrezione, ad essere protagoniste di Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità, un film evento capace di farci penetrare nell’animo creativo, geniale, tormentato, di colui che secondo il regista Alfred Hitchcock era “il miglior uomo in grado di rappresentare i sogni” e replicare il mondo del subconscio.

Un tour delle sue creazioni, la contemplazione della sua vita così intrecciata a quella di Gala, immagini e documenti, alcuni dei quali completamente inediti, avvicinano lo spettatore a un genio unico nella storia dell’arte. Un pittore che ha fatto di se stesso una straordinaria ed eccentrica opera, capace di assicurargli un posto tra i grandi maestri e nel mito e di regalargli quell’immortalità che ha cercato per tutta la vita. Messo allo specchio, appena nato, con la morte di un fratello che si è sempre sentito di dover riscattare e che lo ha spinto, così dichiara l’artista, a eccedere sempre nel corso della vita.

La Grande Arte al Cinema 2018-2019 Parte I


Mar 25_09, Mer 26_09 – Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità
Mar 23_10, Mer 24_10 – Klimt & Schiele. Eros e Psiche
Mar 27_11, Mer 28_11  – Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce
Mer 12_12  – L'uomo che rubò Banksy


Dogman

gio 7_6 ore 21:00,
ven 8_6 ore 21:00,
dom 10_6 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Matteo Garrone
ATTORI: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Calabria, Gianluca Gobbi
PAESE: Italia, Francia
DURATA: 102 Min

SINOSSI
In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l'unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l'amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l'intero quartiere. Dopo l'ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall'esito inaspettato.

CRITICA
Garrone azzecca tutto: la storia, le facce, gli attori, i luoghi, la fotografia. Fa una scelta intelligente e dribbla la truculenza delle sevizie per raccontare qualcosa di ancora più tremendo. Il suo è un film potente, che ti prende alla gola e allo stomaco e ti toglie il fiato per la violenza, l'abbandono, la solitudine e la mancanza di speranza che racconta. E riesce a tenerti con gli occhi incollati allo schermo anche quando vorresti girare lo sguardo, e scappare via. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Hotel Gagarin

gio 31_5 ore 21:00,
ven 1_6 ore 21:00,
sab 2_6 ore 21:00,
dom 3_6 ore 18:00 e 21:00


ANNO: 2018
REGIA: Simone Spada
ATTORI: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D'amico, Philippe Leroy, Caterina Shulha, Tommaso Ragno, Simone Colombari, Marco Todisco, Hovhannes Azoyan, Paolo De Vita, Marjan Avetisyan
PAESE: Italia
DURATA: 93 Min
TRAMA
I protagonisti della  storia sono cinque italiani squattrinati che, in cerca di successo, vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Purtroppo i loro sogni di gloria vengono infranti appena raggiungono il freddo e isolato Hotel Gagarin, quando scoppia una guerra e il produttore sparisce con tutti i soldi. Una situazione spiacevole e grottesca come questa si rivela, però, un'occasione di ritrovare la spensieratezza e la gioia perdute. Scegliendo di usare il cinema come motivo scatenante dell'intreccio narrativo e un gruppo di sventurati come eroi, Spada ricalca la commedia all'italiana di una volta con l'intento di far sorridere ed emozionare gli spettatori, racchiudendo il senso profondo dell'intero film e della vita stessa nella frase di Lev Tolstoj: "Se vuoi essere felice, comincia".

CRITICA
Confinando un pugno di sfortunati personaggi in un hotel di lusso fra le nevi dell'Armenia, Simone Spada si appoggia al sicuro potenziale drammatico dell'unità di luogo e delle dinamiche di gruppo, ma dopo una commedia dagli inizi tutto sommato prevedibili approda a qualcosa di nuovo, poetico, surreale, incantato: un film sul potere dei sogni, dell'immaginazione e sul sempiterno fascino del cinema. Con l'aiuto della bella fotografia di Maurizio Calvesi e la solida recitazione di Battiston, Argentero, Bobulova e Battiston, il neoregista gira un buon film, intriso anche di una malinconica nostalgia per un'Italia migliore di quella attuale, che non mantiene le promesse fatte e che e invita alla fuga. (Carola Proto - Comingsoon.it)

Sconnessi

gio 24_5 ore 21,00,
dom 27_5 ore 18,00 e 21,00

GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Christian Marazziti
ATTORI: Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Eugenio Franceschini, Antonia Liskova, Benedetta Porcaroli, Giulia Elettra Gorietti, Maurizio Mattioli, Lorenzo Zurzolo, Daniela Poggi
PAESE: Italia
DURATA: 90 Min

SINOSSI
Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, in occasione del suo compleanno porta tutta la famiglia nel suo chalet in montagna, e cerca di creare finalmente un legame tra i suoi due figli, Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso, con la sua seconda moglie, la bella, giovane e un po’ ‘naif’ Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore. Arrivati allo chalet, trovano Olga (Antonia Liskova), l’affidabilissima tata ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. A sorpresa arriva anche Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo.
Quando il gruppo rimane improvvisamente senza connessione internet, tutti entrano nel panico...e le conseguenze saranno rocambolesche. I segreti e le convinzioni dei protagonisti verranno presto ribaltate, la “sconnessione” li metterà di fronte a tutte le loro insicurezze e dovranno resettare e ripartire.

CRITICA
Non è un film solamente sulla nomofobia e sulle nefaste conseguenze dell'ossessione per smartphone, Internet e social Sconnessi, ma un sincero ritratto della famiglia, luogo dove ricostruire rapporti sinceri, sani, reali e non virtuali. Quella descritta in una commedia che mescola bene il divertimento e il dramma non è mai caricaturale e si libera dai cliché con cui vengono rappresentati tanto i coatti quanto i radical chic per diventare autentica, con personaggi più a fuoco e altri meno approfonditi. Pur contenendo un messaggio di speranza, il film contempla l'alienazione a cui ci ha ridotto la rivoluzione digitale e punta su un terzetto comico d'eccezione, composto da Carolina Crescentini, Ricky Memphis e Stefano Fresi. Bentivoglio fa il suo e Antonia Liskova ci regala una governante russa in apparenza dura e un po' chiusa ma dal cuore inaspettatamente tenero. (Carola Proto - Comingsoon.it)

La casa sul mare

Ven 25_05 ore 21:00
Cineforum

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Robert Guédiguian
ATTORI: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin
PAESE: Francia
DURATA: 107 Min
TRAMA
In una pittoresca villa affacciata sul mare di Marsiglia tre fratelli si ritrovano attorno all’anziano padre: Angela fa l'attrice e si è trasferita a Parigi, Joseph è un aspirante scrittore innamorato di una ragazza che ha la metà dei suoi anni, e Armand, l’unico a vivere ancora in paese, gestisce il piccolo ristorante di famiglia. Il tempo passato insieme è l'occasione per fare un bilancio, tra ideali ed emozioni, aspirazioni e nostalgie. Finché un arrivo imprevisto, dal mare, porterà scompiglio nelle vite di tutti.

CRITICA
Con La casa sul mare Guédiguian fa il punto, torna ai suoi temi, alla sua gente, ai suoi luoghi e alla sua luce. Lo fa con nostalgia, che è una costante del suo cinema, ma senza paternalismi, senza retorica a buon mercato e costruendo un’opera tenace e rigorosa. Capace di sintetizzare con grande intelligenza il cinema privato di cui si diceva con uno sguardo politico centrato sul presente, per nulla passatista o malinconico (lorenzo rossi cineforum.it)

Loro 2

gio 15_5 ore 21:00
sab 19_5 ore 21:00
dom 20_5 ore 18:00 e 21:00

ANNO: 2018
REGIA: Paolo Sorrentino
ATTORI: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon, Roberto Herlitzka
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min
TRAMA
In questa seconda parte la crisi tra Silvio e Veronica (Elena Sofia Ricci) si fa ancora più profonda, e Berlusconi, rispolverando le sue vecchie ma immutate doti di straordinario venditore, le utilizza per manovre politiche che condurranno alla caduta del governo della sinistra e al suo ritorno sulla poltrona di Presidente del Consiglio. Ma la sua passione per le giovani donne, e per le "cene eleganti" lo condurranno inevitabilmente verso il baratro, rompendo l'incantesimo dell'innamoramento col quale aveva conquistato la moglie e gli italiani. E la caduta di Silvio va di pari passo con quella di un paese ridotto in macerie.

CRITICA
Dalla farsa venata di tragedia di Loro 1, alla tragedia che assume sfumature farsesche: perché qui c'è il crollo, la caduta, la disillusione di un uomo che non riesce più a vendere (né a vendersi) il suo sogno. Di un venditore che si tramuta in un piazzista, che lascia scendere in campo la tristezza e la solitudine, e non si accorge del patetismo del suo teatrino. Di un uomo che non capisce più, e davvero, perché quelli che si erano inopinatamente innamorati di lui (la moglie, ma anche gli italiani) ora non vogliano più avere a che fare con lui, recuperando una tardiva dignità. Sorrentino non giudica, né redime, né perdona, ma mostra - cerca di mostrare - quello che c'era e c'è sotto alla maschera, dietro la megalomania, quello che alimentava i complessi. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Oltre la notte

ven 18_5 ore 21:00
Cinema d'essai


GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Fatih Akin
ATTORI: Diane Kruger, Johannes Krisch, Numan Acar, Denis Moschitto, Ulrich Tukur, Samia Muriel Chancrin, Ulrich Brandhoff, Hanna Hilsdorf, Rafael Santana, Hartmut Loth, Ioannis Economides
PAESE: Germania, Francia
DURATA: 106 Min

TRAMA
La vita di Katja viene improvvisamente sconvolta dalla morte del marito Nuri e del figlioletto Rocco, rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba.
Grazie al sostegno di amici e familiari, Katja riesce ad affrontare il funerale e ad andare avanti. Ma la ricerca ossessiva degli assassini e delle ragioni di quelle morti insensate la tormenta, riaprendo ferite e sollevando dubbi. 
Danilo, avvocato e miglior amico di Nuri, rappresenta Katja nel processo finale contro i due sospetti: una giovane coppia appartenente a un’organizzazione neonazista. Il processo è un’esperienza durissima per Katja, che però non si arrende. Vuole giustizia.

CRITICA
Il terrorismo viene raccontato da ogni punto di vista, in questi anni. Quello scelto da Fatih Akin è interno, bianco e para nazista, mettendo in scena una biondissima Diane Kruger, alla prima performance nella lingua madre, la cui vita è sconvolta dalla morte per bomba di marito di origine turca e figlio. Oltre la notte conferma le difficoltà del regista a rinnovare i fasti pieni d'energia dell'orso d'oro La sposa turca, mettendo in scena una vendetta brutale e costruita con l'intento di scioccare, eticamente discutibile e sbrigativa. Una delusione per stanchezza narrativa, con finale imperdonabile. (Mauro Donzelli)

Loro 1

gio 10_5 ore 21:00
sab 12_5 ore 21:00
dom 13_5 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Paolo Sorrentino
ATTORI: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Lorenzo Gioielli, Ricky Memphis, Alice Pagani, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Caroline Tillette, Roberto Herlitzka
PAESE: Italia
DURATA: 104 Min
TRAMA
Loro 1 è la prima parte del nuovo film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi.  Il film è un racconto di finzione, in costume, che narra di fatti verosimili o inventati, in Italia, tra il 2006 e il 2010. Attraverso una serie di personaggi, il film vuole tratteggiare un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale.

CRITICA
Una realtà alternativa, un universo parallelo, quello di Loro 1, dove ciò che è stato e ciò che poteva essere (ed è stato immaginato da Sorrentino) convivono spalla a spalla. Come convivono, spalla a spalla, il ritratto acidissimo e volgare del berlusconismo come quello morbido e quasi sentimentale dell'uomo Berlusconi così come il regista napoletano lo ha ritratto, colmando con la sua fantasia il buco nero di ciò che non sapremo mai. Come convivono il sesso e l'amore, e il Sorrentino più manierista, grottesco e stilizzato e uno inedito, più disteso, molle e perfino tenero. Un prologo, forse, ma più che intrigante, in attesa di vedere come verranno tirate le fila in Loro 2. (Federico Gironi - Comingsoon.it)

Foxtrot

ven 11_5 ore 21:00
Venerdì d'essai
GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Samuel Maoz
ATTORI: Lior Ashkenazi, Sarah Adler, Shira Hass, Yonatan Shiray
PAESE: Israele, Francia, Germania, Svizzera
DURATA: 113 Min



SINOSSI
FOXTROT, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Venezia, è scritto e diretto dall’israeliano Samuel Maoz, il regista di LEBANON Leone d’Oro a Venezia nel 2009.  Foxtrot è la danza di un uomo con il suo destino. È una parabola filosofica che analizza il concetto misterioso di fato attraverso la storia di un padre e di un figlio. Che sono fisicamente lontani ma che nonostante la distanza riusciranno a cambiare l’uno il destino dell’altro. Tre atti, come in una tragedia greca, per mettere in discussione un intero mondo, le sue convinzioni, i suoi sensi di colpa atavici.

Quando degli ufficiali dell’esercito si presentano alla porta di casa e annunciano la morte del figlio Jonathan, la vita di Michael e Dafna viene sconvolta. Tutto appare incredibile e forse lo è: qualcosa di terribile è accaduto nell’isolato posto di guardia in cui il ragazzo prestava servizio sotto le armi – ma cosa, come, quando e perché? Tre atti, fra squarci di rabbia e lampi di ironia surreale, in cui la verità si avvicina beffarda a passo di danza ma il destino conserva per ultimo il suo scherzo più crudele.

CRITICA
La guerra non si combatte solo sul campo di battaglia, ma anche tra le mura casalinghe, dove ogni genitore attende angosciato il ritorno del figlio. La morte è una presenza costante in Foxtrot, una tragedia in tre atti che unisce stili diversi in un tripudio di musiche e colori. Il regista Samuel Maoz gira un film coraggioso, intimista, che non ha paura di attaccare una società fondata sulla violenza. Lui è stato un carrista nel 1982, durante l’invasione del Libano da parte di Israele, come ci aveva raccontato con Lebanon. Questa esperienza di gioventù, l’ha reso un militante che usa la macchina da presa per denunciare l’assurdità di ogni conflitto. (cinematografo.it)

Cézanne - Ritratti di una vita

mer 09_05 ore 21:00
Grande Arte

BIGLIETTI
intero: 10,00 €
ridotto 8,00 €  per prenotati alla mail  info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


REGIA Phil Grabsky.
ANNO: 2017
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 85 minuti.
I volti delle persone che ha incontrato, l’inedito racconto dei momenti personali e delle confessioni più intime di uno dei giganti assoluti dell’arte moderna. Nei cinema italiani il tour nella grande mostra della National Portrait Gallery di Londra dedicata agli straordinari ritratti del pittore.
Ambientato a Londra, Parigi, Washington D.C. e in Provenza, quel sud della Francia in cui Cézanne nacque e si spense, il film ripercorre la vita di uno dei più grandi artisti mai esistiti. Un viaggio attraverso gli spazi e le lettere private che ne segnarono l’esistenza e che aiutano lo spettatore ad avvicinarsi ancor di più all’animo e al pensiero di colui che per Picasso e Matisse fu “il padre di noi tutti”.
La macchina da presa mostra così le immagini di “Cézanne’s portraits”, l’esposizione che raggruppa ben cinquanta ritratti del pittore di Aix-en-Provence: opere che hanno viaggiato dalla National Portrait Gallery di Londra, al MoMA di New York, alla National Gallery of Art a Washington DC, fino al Musée d’Orsay a Parigi. Curatori ed esperti legati a queste istituzioni hanno prestato il volto e la voce per arricchire i contenuti del film, guidando lo spettatore all’interno della mostra e della vita di Cézanne.
Oltre a quadri entrati nella leggenda, come quelli dedicati alla Montagna Sainte Victoire o alle sue amatissime mele, Cézanne ha realizzato circa 200 ritratti: le persone che fecero parte alla sua vita sono immortalate proprio lì, con il suo tratto e le sue pennellate, e molte di loro furono scelte come soggetto più di una volta, poiché condivisero con l’artista momenti diversi della sua esistenza. Assieme ai ritratti veri e propri, si contano poi una trentina di autoritratti: un numero davvero impressionante nella storia dell’arte. Anche il pronipote del pittore, Philippe Cézanne, ha preso parte al progetto rendendo unico questo contenuto cinematografico, costituito da opere, luoghi e voci di esperti e familiari.

io sono tempesta

gio 03_05 ore 21:00
sab 05_05 ore 21:00
dom 06_05 ore 18:00 e 21:00

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Daniele Luchetti
ATTORI: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Luciano Curreli
PAESE: Italia
DURATA: 97 Min


TRAMA
Marco Giallini è Numa Tempesta, un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro. Alla fine, come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

CRITICA
Daniele Luchetti racconta la realtà preferendo al cinema del dolore e al realismo e neorealismo l'opera buffa, la farsa, la tragicommedia. Citando Shining e ricordandosi di Bertolt Brecht, il regista non dichiara guerra ai suoi personaggi, ma in fondo - e moralmente - non salva nessuno. A non salvarsi, in primis da una grande confusione, è lo stesso film, che in un caleidoscopio di personaggi e situazioni (e di linguaggi e citazioni) dimentica di approfondire le psicologie e non rende giustizia ai suoi bravi interpreti. Laddove invece sorprende piacevolmente è nella regia e nei suoi luoghi, che la bella fotografia rende suggestivi, "sospesi". (Carola Proto - Comingsoon.it)

C’est la Vie

04_05 ore 21:00
Venerdì d'essai

GENERE: Commedia
ANNO: 2017
REGIA: Olivier Nakache, Eric Toledano
ATTORI: Jean-Pierre Bacri, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Vincent Macaigne, Suzanne Clément, Hélène Vincent, Benjamin Lavernhe, Eye Haidara
PAESE: Francia
DURATA: 115 Min
TRAMA
Nulla è più importante per due sposi del giorno del proprio matrimonio! Tutto deve essere semplicemente magico in ogni momento. E per organizzare la festa perfetta, Max ed il suo team sono i migliori in circolazione! Pierre ed Elena hanno deciso di sposarsi in un magnifico castello poco fuori Parigi e hanno scelto di affidarsi a loro per una serata meravigliosa. Seguiremo tutte le fasi, dall’organizzazione alla festa, attraverso gli occhi di quelli che lavorano per renderla speciale. Inutile dire che sarà una lunga giornata, ricca di sorprese, colpi di scena e grandi risate…Dopo il successo di Quasi Amici torna la coppia di registi più brillante del cinema francese con una commedia tutta da ridere!

CRITICA
La commedia corale è la nuova scommessa, come gli esordi, per la coppia d'oro del cinema francese Eric Toledano e Olivier Nakache, che abbandona solo in apparenza l'impegno sociale degli ultimi film per tornare a far ridere dopo il trionfo di Quasi amici. La novità è che ci riescono così bene, a equilibrare i toni, a far ridere, intenerire e riflettere, da fare un deciso salto di qualità. Dialoghi e ritmo a pieno regime, sorriso sempre in agguato per uno spettatore che avrà anche modo di emozionarsi per questa passerella di umanità che cerca di cavarsela, e di ricavare dalla forza del gruppo l'energia per farcela. Eccellenti i protagonisti, dal sornione capo dell'agenzia che organizza matrimoni Jean-Pierre Bacri a Gilles Lelouche. (Mauro Donzelli)

I segreti di Wind River

gio 26_04 ore 21:00
ven 27_04 ore 21:00
sab 28_04 ore 21:00
dom 29_04 ore 18:00 e 21:00

REGIA: Taylor Sheridan
ATTORI: Jeremy Renner, Elizabeth Olsen, Jon Bernthal, Kelsey Asbille, Julia Jones, Norman Lehnert, Martin Sensmeier, Gil Birmingham, Graham Greene, Ian Bohen, Eric Lange, Hugh Dillon, Tantoo Cardinal
PAESE: Gran Bretagna, Canada, USA
DURATA: 111 Min


TRAMA
Un cacciatore solitario (Jeremy Renner) ritrova durante un’escursione tra le nevi il corpo senza vita della figlia di un suo caro amico. Mosso da un passato personale misterioso decide di unirsi alla giovane agente FBI Jane Banner (Elizabeth Olsen) in una pericolosa caccia all’assassino. Nell’apparente silenzio dei ghiacci si nasconde una sconvolgente verità.
Acclamato dalla critica di tutto il mondo (vincitore della Miglior Regia all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard) Wind River, trascinato da un potente passaparola, si è rivelato anche un campione di incassi in USA, Regno Unito, Francia e Germania.

CRITICA
Attore, sceneggiatore di film di successo lodati dalla critica, Taylor Sheridan si afferma (o meglio ancora si conferma) come uno degli autori più originali del cinema americano, col primo film che ha scritto e diretto e che conclude la sua trilogia della Nuova Frontiera.
Dopo Sicario e Hell or High Water, stavolta il confine - morale e metaforico più che fisico - si sposta sulle innevate montagne del Wyoming, dove un cacciatore di predatori, imparentato con una famiglia di nativi americani si trova coinvolto nel drammatico caso dello stupro e dell'omicidio della figlia di un amico.
Senza moralismi, con grande senso scenico e una visione pessimista ma empatica del mondo e del paese in cui vive, Sheridan confeziona una storia realistica e metaforica che lascia senza fiato e che commuove più volte lo spettatore. Attingendo a personaggi e temi del western, con qualche sfumatura da noir e da thriller, l'autore, attraverso la storia di due padri che condividono un destino crudele, dipinge il ritratto impietoso di un mondo in cui le leggi della natura e del branco prevalgono su quelle degli uomini e un popolo un tempo libero e fiero è ridotto in cattività. Quella di Taylor Sheridan è una voce autoriale limpida e fuori dal coro, necessaria in un momento in cui il cinema sembra aver perso la capacità di toccarci nel profondo e farci riflettere. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Il sole a mezzanotte

gio 19_04 ore 21:00
sab 21_04 ore 21:00
dom 22_04 ore 18:00 e 21:00
GENERE: Sentimentale, Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Scott Speer
ATTORI: Bella Thorne, Patrick Schwarzenegger, Rob Riggle, Quinn Shephard, Ken Tremblett, Nicholas Coombe, Tiera Skovbye, Paul McGillion, Suleka Mathew, Jennifer Griffin, Alex Pangburn, Austin Obiajunwa

TRAMA
La diciassettenne Katie (Bella Thorne) è costretta fin da piccola a vivere nel buio della sua abitazione a causa di una rara malattia che rende per lei letale anche la minima esposizione alla luce solare. Il destino, però, porterà sulla sua strada Charlie (Patrick Schwarzenegger), quel bambino che osservava tutti i giorni dalla finestra e che, ormai adolescente, le permetterà di conoscere l’amore in un modo del tutto speciale.

CRITICA
Il sole a mezzanotte può introdurre con delicatezza il pubblico di adolescenti a delle tematiche più forti. Questo è anche l'obiettivo che si sono posti gli autori, come si evince guardando il film. Un motivo è traghettare i giovani fan di Bella Thorne, che si è formata con Disney Channel, verso la maturazione artistica dell'attrice, un altro motivo è la storia. Un amore nascente, una ragazza malata terminale, l'inevitabile tunnel di tristezza da imboccare, sono elementi trattati con i guanti che potrà far sembrare Il sole a mezzanotte superficiale agli occhi di un adulto, ma che per un teenager richiede la giusta dose di fazzoletti. (Antonio Bracco - Comingsoon.it)

Suburbicon

ven 20_04 ore 21:00
Cineforum
GENERE: Commedia
ANNO: 2017
REGIA: George Clooney
ATTORI: Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Glenn Fleshler, Alex Hassell, Gary Basaraba, Oscar Isaac, Jack Conley, Karimah Westbrook
PAESE: USA
DURATA: 105 Min

TRAMA
Suburbicon è lo specchio ideale di un gioioso sobborgo californiano degli anni ’50, dove il meglio e il peggio dell’umanità si riflettono nelle azioni della gente comune. Ma dopo un misterioso omicidio, una famiglia apparentemente perfetta è costretta a ricorrere al ricatto, alla vendetta e al tradimento per sopravvivere. Il film, una black comedy che nasconde sotto l’apparenza idilliaca un’implacabile ferocia, è diretto dal premio Oscar® George Clooney (Good Night and Good Luck) e scritto dai premi Oscar® Joel & Ethan Coen (Non è un paese per vecchi), da Clooney e da un altro premio Oscar®, Grant Heslov (Argo).

CRITICA
Un vecchio copione dei fratelli Coen e nuove ambizioni politiche (dentro e forse anche fuori dal cinema) per George Clooney. Che, con questa sua sesta regia, si riscatta dal pastrocchio combinato in precedenza con Monuments Men, ma solo in parte. Non è il peggior film del Clooney regista, questo, ma di certo non è nemmeno uno dei suoi migliori. L'impressione che la voglia di divertirsi e di giocare col grottesco già presente nel materiale originale sia stata smorzata e moderata dalle esigenze di una possibile futura campagna elettorale, dalla voglia di fare di Suburbicon un film chiaramente, e legittimamente, a tema, tutto proteso verso un messaggio di sacrosanta tolleranza prende pesantemente di mira la realtà sociale e politica dell'America di Trump. (Federico Gironi)

Contromano

gio 12_04 ore 21:00
sab 14_04 ore 21:00
dom 15_04 ore 15:00, 18:00 e 21:00


GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Antonio Albanese
ATTORI: Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone
PAESE: Italia
DURATA: 102 Min
TRAMA
Mario Cavallaro si sveglia tutte le mattine nello stesso modo, nella stessa casa, nello stesso quartiere, nella stessa città, Milano. Ha appena compiuto cinquant'anni. Mario ama l'ordine, la precisione, la puntualità, il rispetto, il decoro, la voce bassa, lo stare ognuno al proprio posto. La sua vita si divide tra il suo negozio di calze ereditato dal padre e un orto, unica passione conosciuta, messo in piedi sul terrazzo della sua abitazione. Ogni cambiamento gli fa paura, figuriamoci se il suo vecchio bar viene venduto ad un egiziano e se davanti alla sua bottega arriva Oba, baldo senegalese venditore di calzini. Quel che è troppo è troppo e per Mario la soluzione è semplice e folle allo stesso tempo: "rimettere le cose a posto". Così decide di rapire Oba per riportarlo semplicemente a casa sua, Milano-Senegal solo andata. In fondo, pensa, se tutti lo facessero il problema immigrazione sarebbe risolto, basta impostare il navigatore. Ma poi questo paradossale on the road si complicherà terribilmente. Anche perché Oba acconsentirà alla sua "deportazione" a patto che Mario riaccompagni a casa anche la sorella, Dalida. Saranno guai seri o l'inizio di una nuova imprevista armonia?

CRITICA
Antonio Albanese torna dietro la macchina da presa, 16 anni dopo la sua ultima regia, per affrontare un tema attuale che siamo abituati a vedere trattato al cinema con tono drammatico, vale a dire l'immigrazione.
Il tentativo di Albanese e dei suoi co-sceneggiatori è invece quello di farne oggetto di una commedia ironica che, partendo da un assunto realistico (l'ordinario razzismo dell'uomo comune che si sente minacciato da questi sconosciuti di colore che incontra ovunque, senza curarsi di conoscerli), diventa via via più surreale e fiabesca.
A tradire gli autori è forse l'ambizione di mettere il più possibile nella storia: l'accumulo di argomenti contenuto nel film è difficilmente gestibile - dal punto di vista artistico - con la scelta della leggerezza, e le dinamiche tra i personaggi nella durata di un road movie a tappe forzate hanno poca possibilità di sviluppo. Con l'eccezione di alcune parti prevedibili, non mancano perà sorprese e momenti toccanti e divertenti, dovuti soprattutto alla sincerità dell'ispirazione e alla bravura del protagonista, la cui alchimia con la partner femminile, la luminosa Aude Legastelois, è forse l'elemento più riuscito del film. (Daniela Catelli - Comingsoon.it)

Detroit

ven 13_04 ore 21:00

GENERE: Drammatico, Storico, Thriller
ANNO: 2017
REGIA: Kathryn Bigelow
ATTORI: John Boyega, Will Poulter, Anthony Mackie, Hannah Murray, Jack Reynor, John Krasinski, Kaitlyn Dever, Tyler James Williams, Jason Mitchell
PAESE: USA
DURATA: 143 Min
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures


TRAMA
La storia è ispirata alle sanguinose rivolte che sconvolsero Detroit nel 1967. Tra le strade della città si consumò un vero e proprio massacro ad pera della polizia, in cui persero la vita tre afroamericani e centinaia di persone restarono gravemente ferite. La rivolta successiva portò a disordini senza precendenti constringendo cosi', ad una presa di coscienza su quanto accaduto durante quell'ignobile giorno di cinquant'anni fa.

CRITICA
In anni in cui la questione razziale negli Stati Uniti è di stringente attualità, e in cui la letteratura e il cinema (afroamericani e non) l'hanno raccontata e sviscerata in tutta la sua complessità, Kathryn Bigelow sceglie di portare sul grande schermo le rivolte di Detroit del 1967 e un celebre caso di abusi da parte di poliziotti razzisti, ma lo fa con una semplificazione e uno schematismo forse eccessivi. Il suo è un film basato sul potere dell'adrenalina (che deriva dallo stile, energico come d'abitudine e ancora più sporco e documentaristico) e su quello dell'indignazione suscitata da un racconto per molti versi analogo a quello di Diaz di Vicari. E però, nel suo voler studiare la psicologia della violenza e delle sue vittime, più che la violenza in sé, quello della regista americana è un film spettacolare ma paradossalmente freddo, che non aggiunge molto al dibattito in atto sulle questioni che tratta. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Van Gogh - Tra il grano e il cielo

Mer 11_04 ore 21:00
Il genio olandese riletto attraverso gli occhi della sua più grande collezionista nella mostra di successo di Vicenza.
Con la partecipazione straordinaria di Valeria Bruni Tedeschi.

BIGLIETTI
intero: 10,00 € | ridotto 8,00 € per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com (la prenotazione deve essere fatta entro le ore 12.00 del giorno di proiezione)


GENERE: Documentario
ANNO: 2018
REGIA: Giovanni Piscaglia
ATTORI: Valeria Bruni Tedeschi
PAESE: Italia







Dopo il successo di Loving Vincent, che ha ormai portato nelle sale un totale di 240 mila spettatori, arriva al cinema il film evento che offre un nuovo sguardo su Van Gogh (1853-1890), attraverso il lascito della più grande collezionista privata di opere del pittore olandese: Helene Kröller-Müller (1869-1939), la donna che ai primi del Novecento, ammaliata da un viaggio tra Milano, Roma e Firenze, e sull’esempio del mecenatismo dei Medici, giunse ad acquistare quasi 300 suoi lavori, tra dipinti e disegni.
Così, proprio a partire dall’Italia tanto amata da Helene e da una mostra che sta raccogliendo un’affluenza eccezionale (sono già quasi 350.000 i visitatori a oggi, a un mese dalla chiusura), nasce Van Gogh. Tra il grano e il cielo. Il film evento, diretto da Giovanni Piscaglia e scritto da Matteo Moneta con la consulenza scientifica e la partecipazione di Marco Goldin, è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital e sarà nelle sale per raccontare l’unione spirituale di due persone che non si incontrarono mai durante la loro vita (Helene Kröller-Müller aveva 11 anni quando Van Gogh morì nel 1890), ma che condivisero la stessa tensione verso l’assoluto, la stessa ricerca di una dimensione religiosa e artistica pura, senza compromessi. Due universi interiori dominati dall’inquietudine e dal tormento, che entrambi hanno espresso attraverso una vera e propria mole di lettere: fonti storiche insostituibili ed elemento suggestivo che punteggia la narrazione del documentario. La colonna sonora originale del film è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino.
Ad accompagnare l’intero racconto è l’attrice Valeria Bruni Tedeschi, ripresa nella chiesa di Auvers-sur-Oise che Van Gogh dipinse qualche settimana prima di suicidarsi. L’occasione per raccontare l’intera parabola artistica di Van Gogh, e la collezione di Helene Kröller-Müller, è una mostra di eccezionale rilievo, Van Gogh. Tra il grano e il cielo, nella Basilica Palladiana di Vicenza, curata dallo storico dell’arte Marco Goldin, che raccoglie 40 dipinti e 85 disegni proventi dal Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda, dove oggi è custodita l’eredità di Helene. Al viaggio dentro la mostra, si affianca quello in alcuni dei luoghi più importanti per l’arte di Van Gogh: la chiesa di Nuenen (soggetto dei quadri e dei disegni degli anni olandesi che fanno da sfondo al capitolo dedicato all’ansia religiosa di Van Gogh, che trova un parallelo in quella di Helene), l’Accademia Reale di Belle arti di Bruxelles (nelle cui aule Vincent trascorse pochi mesi), le strade di Parigi (da Rue Lepic 54, dove Vincent visse per due anni a partire dal marzo 1886 con il fratello Theo, sino al Moulin de la Galette e alla vigna di Montmartre) e Auvers-sur-Oise (dove l’artista si recò negli ultimi settanta giorni della sua vita e fu accompagnato in questo percorso dal Dottor Gachet). Una serie di preziose riprese sono state realizzate a Otterlo nelle sale e nel parco del Kröller-Müller Museum, progettato da Henry van de Velde a poco più di un’ora di auto da Amsterdam.
Il documentario propone inoltre gli interventi di alcuni autorevoli esperti: la storica dell’arte Lisette Pelsers, direttrice del Kröller–Müller Museum di Otterlo in Olanda; Leo Jansen, studioso che ha curato l’edizione critica delle lettere di Van Gogh; Sjraar van Heugten, storico dell’arte tra le maggiori autorità mondiali sul lavoro di Vincent van Gogh; la scrittrice e storica della cultura, Eva Rovers, autrice della biografia di Helene; Georges Mayer, professore onorario di Storia dell’arte all’Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles; lo scrittore e docente di Storia dell’arte all’Università Paris 8 Pascal Bonafoux.

Helene Kröller-Müller
Helene Müller fu nel suo tempo una delle donne più ricche d’Olanda. Figlia di industriali tedeschi, sposò Anton Kröller, con il quale si trasferì in Olanda e con cui ebbe 4 figli. Si avvicinò all’arte durante le lezioni di Henk Bremmer, pittore e divulgatore culturale, dal quale era solita accompagnare la figlia. Fu Bremmer a consigliarle i primi acquisti e a farle conoscere l’arte di Van Gogh. E nel 1909 Helene acquistò il primo quadro del pittore olandese. Negli anni della maturità, quando la sua collezione sarà la più importante dopo quella degli eredi di Van Gogh, Helene deciderà di fondare un museo per condividere con gli altri la serenità e il conforto che traeva dai quadri. L’ispirazione le verrà proprio da un viaggio in Italia, tra Milano, Roma e Firenze, dove l’esempio dei Medici e del loro mecenatismo fece su di lei una profonda impressione. Helene si ispirò a Van Gogh a tal punto da andare al fronte a curare i feriti durante la Prima guerra mondiale, spinta da quello stesso amore verso i sofferenti e gli umili che aveva portato Vincent a farsi predicatore laico tra i minatori della regione belga del Borinage, qualche tempo prima di decidere di diventare artista.

La mostra di Vicenza
Curata da Marco Goldin, la mostra Van Gogh. Tra il grano e il cielo (aperta sino all’8 aprile nella Basilica Palladiana di Vicenza) racconta l’arte e il genio di Van Gogh attraverso i principali periodi della sua attività: gli anni olandesi, dominati da scene di vita contadina e da colori terrosi, debitori della pittura di Jean-François Millet e della scuola realista francese di Barbizon, oltre che della scuola dell’Aia; il periodo parigino, quando Van Gogh trova la sua strada nell’esplosione del colore e nella pittura a piccoli tocchi degli impressionisti e soprattutto dei post impressionisti come Seurat; Arles, il momento più felice, quando il pittore si perde nella luce e nell’estasi della pittura en plein air, ma anche quando la tensione emotiva e il fallito tentativo di dare vita a una comunità artistica insieme all’amico Gauguin lo portano alla prima grave crisi, che lo conduce a recidersi parte dell’orecchio; il ricovero nella casa di cura per malattie mentali a Saint-Rémy e l’elaborazione di un segno stilizzato e vorticoso, forse il suo più caratteristico; infine le ultime dieci settimane a Auvers-sur-Oise, quando la sua pittura si fa un poco più distesa. Particolare rilievo la mostra dedica al disegno nella pratica dell’artista olandese. Le sue tele apparentemente istintive e realizzate in presa diretta si avvalevano talvolta di lunghi studi preparatori, non schizzi ma opere in sé compiute, dove già si trova la presenza della linea spezzata che caratterizza lo stile dei dipinti. Lavori delicati, i disegni, che soffrono la luce e che pertanto è molto raro vedere esposti.

Metti la nonna in freezer

gio 5_04 ore 21:00
sab 7_04 ore 21:00
dom 8_04 ore 15:00, 18:00 e 21:00

Risultati immagini
GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi
ATTORI: Fabio De Luigi, Miriam Leone, Barbara Bouchet, Maurizio Lombardi, Marina Rocco, Francesco Di Leva, Lucia Ocone, Eros Pagni, Carlo Luca De Ruggieri, Susy Laude
PAESE: Italia
DURATA: 100 Min










SINOSSI
Metti la nonna in freezer è l'irriverente e romantica commedia nera diretta da Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, una coppia di giovani registi e autori materani diventati famosi grazie ad alcuni video virali diffusi sul web e ai cortometraggi realizzati per Sky e Sabina Guzzanti. Ma è solo con questo film che debuttano sul grande schermo della sala cinematografica. 

CRITICA
Il nostro cinema si affaccia timidamente sul territorio del commedia nera di tanto in tanto, un genere da noi molto amato ma poco praticato forse per la manifesta superiorità degli inglese e di quello humour che hanno nel sangue. E forse perché a farci ridere amaramente ci pensano spesso le pagine politiche dei giornali. Bisogna riconoscere, e senza sforzo, che Metti la nonna in freezer si staglia su tutti i precedenti tentativi per: 1) saper offrire a Fabio De Luigi un diverso registro interpretativo; 2) rivelare Miriam Leone come un'attrice con la commedia sottoporre; 3) essere una rivisitazione ironica di un macabro e vero fatto di cronaca italiana; 4) aver avuto una sceneggiatura impeccabile di Fabio Bonifacci nella quale tutti i conti alla fine tornano; 5) dare la migliore chance possibile ai giovani registi esordienti Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi di mostrare gusto cinematografico e intelligenza narrativa. (Antonio Bracco - Comingsoon.it) 

L'insulto

Cineforum
Ven 06_04 ore 21:00

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Ziad Doueiri
ATTORI: Adel Karam, Kamel El Basha, Camille Salameh, Rita Hayek
PAESE: Libano
DURATA: 110 Min
DISTRIBUZIONE: Lucky Red

SINOSSI
Un litigio nato da un banale incidente porta in tribunale Toni e Yasser. La semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto di proporzioni incredibili, diventando a poco a poco un caso nazionale, un regolamento di conti tra culture e religioni diverse con colpi di scena inaspettati. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.

CRITICA
Beirut di oggi. Una piccola lite fra un operaio palestinese e un libanese cristiano assume proporzioni nazionali, diventando un caso processuale che coinvolge opinione pubblica e vertici politici. Quello di Ziad Doueiri è un dramma processuale che racchiude una storia infinita di incomprensione fra vicini, con ritmo incalzante e una schiettezza ammirevole nel raccontare i protagonisti (e rispettivi schieramenti), senza omettere colpe e ossessioni. Il Principio che in Medio oriente diventa un dramma dell'immobilismo, affrontato ne L'insulto con misura, alla ricerca dell'ascolto, più che della parola, affrontando il vero dramma di una realtà ormai così incancrenita: la pretesa del monopolio della sofferenza. Doueiri dimostra come si possa unire tensione narrativa e sintesi politico morale. (Mauro Donzelli)

Maria Maddalena

Gio 29_03 ore 21:00
Dom 01_04 ore 18:00 e 21:00
Lun 02_04 ore 18:00 e ore 21:00


GENERE: Drammatico, Storico, Religioso
ANNO: 2018
REGIA: Garth Davis
ATTORI: Rooney Mara, Joaquin Phoenix, Ariane Labed, Chiwetel Ejiofor, Ryan Corr, Lubna Azabal, Tahar Rahim, Shira Haas, Charles Babalola, Denis Ménochet, Hadas Yaron, Tawfeek Barhom, Zohar Shtrauss, Uri Gavriel, Michael Moshonov
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 120 Min


SINOSSI
MARIA MADDALENA è un ritratto autentico e umano di una delle più enigmatiche e incomprese figure spirituali della storia. Il film biblico racconta la storia di Maria (Rooney Mara), una giovane donna in cerca di una nuova vita. Forzata dalla società gerarchica del suo tempo, Maria sfida la sua famiglia per unirsi ad un nuovo movimento sociale guidato dal carismatico Gesù di Nazareth (Joaquin Phoenix). Trova presto un posto per sé nel movimento e nel cuore di un viaggio che la porterà a Gerusalemme.

CRITICA
E' un film coraggioso Maria Maddalena, perché riabilita una figura biblica troppo a lungo ignorata o rimasta sullo sfondo e perché, invece di ripercorrere ad una ad una le tappe della passione di Cristo, riassume in pochi minuti l'ultima giornata del Figlio di Dio, non indugiando su particolari cruenti. Contemplativo, volutamente "grave" e quasi sospeso, il film è soprattutto negli sguardi di Joaquin Phoenix/Gesù e Rooney Mara/Maria Maddalena, che non stanno sempre bene insieme ma che hanno decisamente più carisma dei dodici apostoli, fra i quali tuttavia spicca un Giuda "rivisitato" ben interpretato da Tahar Rahim. Curata, maestosa ma toppo patinata è la fotografia di Greig Fraser, che "rende giustizia" al bel viso di porcellana della protagonista, portatrice di un messaggio femminista che fa piacere accogliere in tempi di #Metoo. (Carola Proto - Comingsoon.it)