8 ½

giovedì 22 ottobre ore 21:00
evento speciale

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 1963 Regia: Federico Fellini Attori: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Madeleine LeBeau, Mario Pisu, Barbara Steele, Neil Robinson, Mino Doro, Mario Tarchetti, Eugene Walter, Gilda Dahlberg, Caterina Boratto, Annie Gorassini, Ian Dallas, Bruno Agostini, Guido Alberti, Elisabetta Catalano, Rossella Como, Annibale Ninchi, Giuditta Rissone, Edy Vessel, Polidor, Rossella Falk, Eddra Gale, Giulio Calì, Yvonne Casadei, Elisabetta Cini, Dina De Santis, Sebastiano Di Leandro, Eva Gioia, Marisa Colomber, Mario Conocchia, Maria Rimondi, Cesarino Miceli Picardi, Francesco Rigamonti, Matilde Calnam, Jacqueline Bonbon, Mark Herron, Mary Indovino, Riccardo Guglielmi, John Karlsen, Alfredo De La Feld, Marco Gemini, Sonia Gessner, Antonio Acqua, Tito Masini, Palma Mangini, Roberto Nicolosi, Giulio Paradisi, Jean Rougeul, Frazier Rippy, Luciana Sanseverino, Hazel Rogers, Roberta Valli, Maria Tedeschi, Georgia Simmons, Nadine Sanders, Jean Rougel, John Stacy Paese: Italia, Francia Durata: 140 min


TRAMA
Un uomo sui quarantacinque anni trascorre un periodo di riposo in una stazione climatica di cura. La forzata pausa si risolve in una specie di bilancio generale della sua esistenza: un bilancio fatto di rapporti con personaggi reali, e di fantasticherie, ricordi, sogni, che si inseriscono all'improvviso negli avvenimenti concreti delle sue giornate e delle sue notti. Nei suoi sogni fanno parte i ricordi del padre e della madre, morti, con i quali egli discorre teneramente, come con persone vicine. La paura della vecchiaia e della morte, gli si rivelano attraverso immagini in cui egli vede se stesso morto, mentre intorno, la vita continua senza di lui. E tutto questo non fa che rendere consapevole quello smarrimento che egli si portava dietro da anni e che le cure della esistenza quotidiana e del lavoro avevano in parte mascherato.

CRITICA

Federico voleva Laurence Olivier, ma non ha rinunciato a Olivier perché gli aveva chiesto il copione, come è stato detto a suo tempo, bensì perché si è accorto che Olivier era un attore troppo grande per poterlo portare a quello che lui voleva, e anche troppo diverso da lui. Io gli somigliavo di più, cattolico, debole, antieroe. Per me 8½ è stato la chiarificazione di queste caratteristiche che c’erano nel mio privato ma che diventavano anche la cifra del mio personaggio. 8½ è un film che mi piace ancora moltissimo. Certo io ho avuto anche il privilegio di diventare amico di Federico […]. Grazie a questo, ho potuto trasferire sullo schermo piuttosto facilmente anche il Fellini autobiografico di 8½. Anzi con 8½ tutto andò ancora meglio. C’erano i suoi tic, le sue cose, le sue facce. Alzai persino il tono di voce, feci la voce un po’ di testa perché lui ce l’ha così mentre la mia è abbastanza grave, e questo gli dà anche un po’ fastidio” (Marcello Mastroianni).

Al suo ottavo film e mezzo, Fellini realizza un potente autoritratto, privo di reticenze, specchiandosi in un regista sorpreso da un’improvvisa crisi creativa, invaso dalle visioni fantasmatiche del passato e in balia dei rimorsi derivanti dalla sua contraddittoria vita privata. Uno degli emblemi del cinema moderno.




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