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Divine Comedy

Venerdì 15 Maggio ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Commedia Anno: 2025 Regia: Ali Asgari Attori: Bahram Ark, Sadaf Asgari, Amirreza Ranjbaran, Hossein Soleimani, Mohammad Soori Paese: Iran, Italia, Francia Durata: 98 min

TRAMA
Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.

CRITICA
Dopo Kafka a Teheran, Ali Asgari torna a raccontare l'incubo dell'Iran contemporaneo con toni satirici e paradossali, qui ancora più lievi e aerei poiché, oltre a raccontare un paese, Divine Comedy è un film che parla di cinema e del suo potere. Con un occhio al primo Woody Allen e un'altro al nostro Nanni Moretti, ma senza dimenticare la tradizione cinematografica del suo paese, Asgari racconta la storia di un regista determinato a fare una cosa molto semplice: mostrare il suo film a un pubblico. Lo fa lottando sì ma con garbo, dicendo come Bartleby "preferisco di no". Un film che parla del ruolo dell'arte, della resistenza al Potere, di un cinema che è prima di tutto una grande passione, un vero amore, ma che può forse anche intervenire nella realtà. Più grazie alla fiducia in sé e a una comicità surreale ma tagliente che coi toni tonitruanti e barricaderi. (Federico Gironi - comingsoon.it)

...Che Dio Perdona a Tutti

Giovedì 16 aprile ore 21:00
Sabato 18 aprile ore 21:00
Domenica 19 aprile ore 18:00
Domenica 19 aprile ore 21:00

Genere: Commedia Anno: 2026 Regia: Pif Attori: Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore Paese: Italia Durata: 113 min

TRAMA
Sicilia, oggi. Arturo è un agente immobiliare quasi infallibile nel suo lavoro, molto meno nella vita sentimentale. Vive da solo, è piuttosto sfiduciato e coltiva un’unica, incrollabile passione: i dolci. La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella. Flora è perfetta: bella, divertente, gentile, brillante… ed è pure pasticciera. Tra loro nasce un amore immediato e travolgente. A dividerli, però, c’è una presenza invisibile ma potentissima: Dio. Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e con la verità. Questa volta, però, non è solo: ad accompagnarlo c’è un complice davvero inatteso, il Papa.

CRITICA
Una commedia romantica solamente in superficie, ...Che Dio perdona a tutti passa per l’incontro fra Arturo e Flora e si infila con leggerezza in un terreno ben più scivoloso: fede, ipocrisie culturali e abitudini italiane. Pif mette in piedi un film dai modi semplici ma pungente nel tono. La leggerezza di fondo, però, nasconde una critica precisa e la storia d’amore serve soprattutto a raccontare fragilità, contraddizioni e certezze che funzionano finché qualcuno non prova davvero a metterle alla prova. (cinema.everyeye.it)


Ultimo schiaffo

Venerdì 10 Aprile ore 21:00
Venerdì d’essai

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Matteo Oleotto Attori: Adalgisa Manfrida, Massimiliano Motta, Giuseppe Battiston, Giovanni Ludeno, Davide Iacopini, Carla Manzon, Rossana Mortara Paese: Italia, Slovenia Durata: 100 min

TRAMA
C’è il Natale che tutti conosciamo, quello rassicurante, quello con il presepio, le lucine, l’abete, e poi c’è il Natale di Petra e Jure, decisamente lontano da ogni possibile forma di tepore (sentimentale, spirituale, meteorologico).I due fratelli vivono sottozero, ci sono abituati, ma la gelida temperatura del paesello e dei suoi pochi abitanti comincia a essere un problema: esiste una via di fuga per gente come loro? Esiste un’ipotesi di futuro per una coppia di giovani e scalcagnati tuttofare di montagna? Soldi. Servono soldi. E la provvidenziale scomparsa del cane Marlowe, con relativa garanzia di “lauta ricompensa”, pare promettere meglio dei tanti espedienti quotidiani. Leciti e meno leciti…

CRITICA
A più di dieci anni di distanza dal precedente Zoran - Il mio nipote scemo (ma in mezzo c'è stata tanta tv), Matteo Oleotto torna al cinema con un film che pare una cosa e diventa un’altra, che gioca coi cliché del Natale ma non con quelli del cinema italiano standard, finendo per assomigliare un sacco a certi film dei Coen se i Coen fossero stati friulani. L’inizio è da commedia, seppur ruvida, aspra e sboccata, e le peripezie dei protagonisti Petra e Jure fanno più ridere che altro; ma poi qualcosa cambia, e in maniera tanto studiata quanto apparentemente naturale, e quindi quasi impercettibile, seguendo i personaggi più che guidandoli, Oleotto finisce col cambiare di segno al suo film, che pur contrassegnato sempre dall’umorismo lo vede diventare sempre più nero, andando così incontro a un finale che si fa addirittura amaro, compostamente drammatico. Ultimo schiaffo un film sincero e con una sua chiara idea di libertà, che l’autore, gli autori, hanno governato senza (farsi) imbrigliare troppo da aspettative e pregiudizi. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Un bel giorno

Giovedì 19 Marzo ore 21:00
Sabato 21 Marzo ore 21:00
Domenica 22 Marzo ore 18:00
Domenica 22 Marzo ore 21:00

Genere: Commedia Anno: 2026 Regia: Fabio De Luigi Attori: Fabio De Luigi, Virginia Raffaele, Maria Gifuni, Alma Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Leon Castagno, Andrea Silvestrini, Nicola Mayer, Beatrice Schiros, Antonio Gerardi Paese: Italia Durata: 93 min


TRAMA
Tommaso ha cresciuto da solo quattro figlie, trasformando la sua vita in una caotica ma solida routine familiare e diventando un padre a tempo pieno e un uomo a tempo zero. Quando le ragazze decidono che è arrivato il momento per il padre di rimettersi in gioco, Tommaso incontra Lara, una donna brillante e affascinante. Un incontro inatteso che potrebbe cambiare tutto… se non fosse che entrambi nascondono qualcosa di decisamente ingombrante.

CRITICA
Fabio De Luigi e Virginia Raffaele confermano l’alchimia in una commedia familiare in equilibrio tra ironia e sentimento (cinematografo.it)

La gioia

Giovedì 12 Marzo ore 21:00
Sabato 14 Marzo ore 21:00
Domenica 15 Marzo ore 18:00
Domenica 15 Marzo ore 21:00

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Nicolangelo Gelormini Attori: Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella Paese: Italia

TRAMA
Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato.
Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.
Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che lo abbia mai amato.

CRITICA
Come già per l’esordio di Fortuna, Nicolangelo Gelormini parte da un caso di cronaca agghiacciante. Lì si trattava di Caivano e della bambina gettata da un balcone; qui, in La gioia (non nel senso di Nicola), l’omicidio di Gloria Rosboch, 49enne professoressa del torinese sedotta, abbandonata, derubata e infine uccisa da un suo giovane ex allievo di cui si era invaghita. Allegria. Però, come già aveva dimostrato e dichiarato nella sua opera prima, non è che il regista napoletano lavori su quei materiali nella direzione del true crime, o di un cinema ruvido e spietato fatto di brividi, lividi e denuncia: no, Gelormini trascende, elabora, vaporizza, e il suo racconto è un racconto che, se pure la punta di un piede nel realismo la mantiene, cerca di scavallare e di farsi non dico onirico, ma quanto più possibile astratto, anti-naturalista. Un racconto che la realtà la prende, la decostruisce, e la rimette assieme liberamente e con l’inserimento di tessere sparse di fantasia e surrealismo. (Federico Gironi - comingsoon.it)

Paternal Leave

Venerdì 27 Febbraio ore 21:00
Cineforum ‘26

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Alissa Jung Attori: Juli Grabenhenrich, Luca Marinelli, Arturo Gabbriellini, Gaia Rinaldi, Joy Falletti Cardillo Paese: Italia, Germania Durata: 113 min

TRAMA
Sola, arrabbiata e in cerca di risposte, una ragazza tedesca decide di intraprendere un viaggio nella riviera romagnola per incontrare il padre biologico che non ha mai conosciuto. Il loro primo incontro è un turbinio di emozioni, carico di domande irrisolte, desiderio di appartenenza e tensioni accumulate nel tempo.

CRITICA
Un film quindi innanzitutto psicologico, che mette a confronto due personaggi e lo fa in modo ammirevole, sensibile, autentico e soprattutto approfondito già in fase di scrittura, sempre di Alissa Jung. E con due attori spettacolari: Luca Marinelli in stato di grazia dopo M – Il figlio del secolo e l’esordiente Juli Grabenhenrich, meravigliosa, capace di rendere tutte le sfumature del suo personaggio. (cineforum.it)

Father Mother Sister Brother

Giovedì 12 Febbraio ore 21:00
Sabato 14 Febbraio ore 21:00
Domenica 15 Febbraio ore 18:00
Domenica 15 Febbraio ore 21:00

Genere: Commedia, Drammatico Anno: 2025 Regia: Jim Jarmusch Attori: Tom Waits, Adam Driver, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Mayim Bialik, Sarah Greene, Indya Moore, Vicky Krieps, Luka Sabbat Paese: USA, Italia, Francia Durata: 110 min

TRAMA
Tre storie che raccontano le relazioni tra figli adulti, i loro genitori piuttosto distanti e tra fratelli. Ognuna delle tre parti è ambientata nel presente e ciascuna in un paese diverso. FATHER è ambientato nel Nord-Est degli Stati Uniti, MOTHER a Dublino, e SISTER BROTHER a Parigi. Una serie di ritratti intimi, osservati senza giudizio, in cui la commedia è attraversata da sottili momenti di malinconia.

CRITICA
Volti noti e amati che palesemente si sono divertiti nel prestarsi a questi racconti fra la commedia e la malinconia che solo anni di incomprensioni in famiglia possono generare. Lo stesso Jarmusch sembra voler mettere le mani avanti, spiegando nelle note di regia come sia una sorta “di anti film d’azione, dallo stile tranquillo, attentamente costruito per permettere a piccoli dettagli di accumularsi”. Non c’è dubbio che sia così, è uno di quei film silenti che danno il tempo alle frasi e agli sguardi di depositarsi nella stanza, riecheggiano il clima formale che si rinnova nelle famiglie quando si consolidano anni di incontri sporadici, fra compleanni e feste comandate. Se ritornano riferimenti a un Rolex “mitologico”, vero o meno che sia, e il modo di dire “Bob’s your uncle”, che oltremanica rimanda a qualcosa come “ecco fatto”, è il terzo e ultimo episodio a espandere l’universo emotivo della storia. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Per te

Venerdì 13 Febbraio ore 21:00
Cineforum '26

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Alessandro Aronadio Attori: Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni, Teresa Saponangelo, Guia Jelo, Giorgio Montanini, Eleonora Giovanardi, Daniele Parisi Paese: Italia Durata: 115 min

TRAMA
Per Te si ispira a una storia vera, quella di Mattia, che a soli 11 anni vive una quotidianità diversa da quella dei suoi coetanei e viene nominato Alfiere della Repubblica. Questo onore gli deriva per l’amore e la cura con cui ha seguito ogni giorno la malattia del padre e lo ha aiutato a contrastarla.

CRITICA
Non è facile fare film su argomenti drammatici come le malattie neurodegenerative incurabili senza correre il rischio del pietismo e della facile retorica. A Per te di Alessandro Aronadio va il merito di aver saputo raccontare una storia vera prendendosi le necessarie libertà narrative ma senza mancare di rispetto ai reali protagonisti. Merito delle scelte stilistiche operate ma anche di un cast capace di rendere tutte le sfumature di un evento che ti stravolge la vita ma che non può cancellare il bello che c'è stato prima. Un film che ci fa capire quanto sia importante vivere la vita e i rapporti famigliari senza darli per scontati e come anche nei momenti più bui il ricordo di quello che amavamo possa aiutarci ad andare avanti. (Daniela Catelli - comingsoon.it)

Lavoremo da grandi

Giovedì 5 Febbraio ore 21:00
Sabato 7 Febbraio ore 21:00
Domenica 8 Febbraio ore 18:00
Domenica 8 Febbraio ore 21:00

Genere: Commedia Anno: 2026 Regia: Antonio Albanese Attori: Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero Paese: Italia

TRAMA

Tre amici, Beppe, Umberto e Gigi, attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. Umberto è un musicista fallito, ha mandato in malora l’azienda del padre e ha già due separazioni alle spalle. Gigi è stato appena diseredato dalla zia, è ubriaco e indossa una delle sue vecchie parrucche in segno di protesta. Beppe ha una madre molto ingombrante, fa l’idraulico e si dice non abbia mai avuto una ragazza. Toni, figlio di Umberto, è un ragazzo fin troppo sveglio che entra ed esce dal carcere per piccoli reati. In altre parole: la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore di un lago. Qualcosa però sta per accadere. Un cataclisma dalle conseguenze sconvolgenti ed esilaranti. Dopo una serata ad alto tasso alcolico nel bar del paese, l’auto sulla quale stanno per tornare a casa colpisce qualcosa. O meglio, qualcuno. Dando inizio ad una serie di inesorabili scelte sbagliate, i quattro fuggono e si rifugiano a casa di Umberto. Sarà una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole, incontri e scontri tra i protagonisti e altre figure improbabili che popolano quella interminabile giornata. Fino alla più inimmaginabile delle soluzioni, che arriverà alle prime luci dell’alba.

CRITICA

Antonio Albanese gira una commedia che si specchia nell’acqua dolce. Tre amici, tutto in una notte, le risate che si mescolano a toni più seri. Personaggi in cerca d’autore all’inseguimento di una rinascita ( Gian Luca Pisacane - cinematografo.it)

La Ragazza del Coro

Venerdì 30 Gennaio ore 21:00
Cineforum '26  - A seguire incontro con Arianna Prevedello. 

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Urska Djukic Attori: Vladimir Gojun, Jara Sofija Ostan, Mina Svajger, Sasa Tabakovic, Natasa Burger, Marko Mandic, Lotos Sparovec, Frlic Spela Paese: Slovenia, Italia, Croazia, Serbia Durata: 89 min

TRAMA
La sedicenne Lucia, timida e sensibile, frequenta il coro di una scuola cattolica: qui conosce Ana-Maria, forte e carismatica, e si trova ad affrontare i primi (grandi) turbamenti e i primi (grandi) interrogativi della vita. A chi appartiene il mio corpo? Come si gestiscono l’amicizia, la gelosia, l’attrazione? La regista slovena Urška Djukić, reduce da un corto pluridecorato come Granny’s Sexual Life, esplora il territorio dell’adolescenza, riflettendo sul tema della sessualità e sulle dinamiche delle regole sociali.

CRITICA
Un’opera prima che usa bene la giovani protagoniste per raccontare una storia di turbamento sentimentale, senza avanzare risposte tra desideri e impulsi irrefrenabili. (sentieriselvaggi.it)

La grazia

Giovedì 22 gennaio ore 21:00
Sabato 24 gennaio ore 21:00
Domenica 25 gennaio ore 18:00 e ore 21:00
Giovedì 29 gennaio ore 21:00
Sabato 31 gennaio ore 18:00
Domenica 1 febbraio ore 18:00


Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Paolo Sorrentino Attori: Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Vasco Mirandola, Linda Messerklinger, Rufin Doh Zeyenouin Paese: Italia Durata: 131 min

TRAMA
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.

CRITICA
Giocando con grande ironia e autoironia sui cosiddetti sorrentinismi, presentati però con una spontaneità esemplare nelle immagini e nelle parole che conferma come Sorrentino non sia solo grande regista, ma grande scrittore, La Grazia procede con un sorriso sardonico stampato sullo schermo che sta sempre lì a mascherare, sapendo di non poterlo fare, un abisso di dolore che Sorrentino - con la saggezza e la lucidità di un uomo ben più anziano di quanto lui non sia - sa benissimo siamo destinati a portarci sempre appresso. E siccome sa benissimo che "se guardi a lungo in un abisso, anche l'abisso guarda dentro di te", con La Grazia (la grazia dell’assenza di risposte, la grazia del coraggio, la grazia che deriva dalla consapevolezza che i nostri giorni sono nostri, la grazia del saper vivere) e con tutto il suo cinema invita a alzare lo sguardo, spostarlo da un’altra parte: sullo schermo, su una sigaretta, su una pizza, su qualcuno cui vogliamo bene e amiamo. Soprattutto verso il domani. (comingsoon.it - Federico Gironi)

Elisa

Venerdì 23 Gennaio ore 21:00
Cineforum ‘26

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Leonardo Di Costanzo Attori: Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino, Giorgio Montanini, Hippolyte Girardot, Monica Codena, Roberta Da Soller, Marco Brinzi, Nadia Kibout Paese: Italia, Svizzera

TRAMA
Elisa, 35 anni, è in carcere da dieci anni, condannata per avere, senza motivi apparenti, ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere. Sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato. Ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inesorabile i ricordi iniziano a prendere forma, e nel dolore di accettare fino in fondo la sua colpa Elisa intravede, forse, il primo passo di una possibile redenzione.

CRITICA
Una donna è in carcere da dieci anni, ne dovrà scontare ancora molti. Ha ucciso la sorella e ha dato fuoco al cadavere. Barbara Ronchi interpreta con grande spirito di identificazione, per lo più in francese, il ruolo di un colpevole che ha compiuto un crimine terribile senza apparente ragione. Di Costanzo torna dopo Ariaferma a ragionare sulla reclusione e sul carcere, questa volta scava in profondità sulla colpa e sulla possibile redenzione, in un film intenso e un po' freddo, pieno di dialoghi in cui un criminologo cerca di far emergere l'umanità in lei. (comingsoon.it - Mauro Donzelli)

Primavera

Sabato 24 gennaio ore 18:00
Domenica 25 gennaio ore 15:00

Genere: Biografico, Storico, Musicale Anno: 2025 Regia: Damiano Michieletto Attori: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi Paese: Italia, Francia Durata: 110 min

TRAMA

Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.

CRITICA

Tutt'altro che film clone di Gloria!, nonostante le evidenti analogie, Primavera è un film dalla personalità molto diversa, testimonianza delle tante sfumature che la lingua del cinema può assumere. Niente pop, niente eversione gioiosa, ma un classicismo moderno declinato con eleganza allo scopo di raccontare una storia di patimenti e sofferenze, e della tiepida speranza in una felicità lontana che solo la musica aiuta a sentire più vicina.

Michieletto, che viene dalla lirica, sa come si usa la musica a scopo drammatico e drammaturgico, ma non ne abusa, e lavora con grande attenzione sulle immagini, con la fondamentale collaborazione di Daria d'Antonio alla fotografia e di Ludovica Rampoldi alla sceneggiatura. Elegante e composto, sì, ma anche passionale e commovente, Primavera è classico, nella stessa accezione di una musica che significa cultura, universalità e eternità. (comingsoon.it - Federico Gironi)




Proiezioni precedenti

Giovedì 15 gennaio ore 21:00
Sabato 17 gennaio ore 21:00
Domenica 18 gennaio ore 18:00 e ore 21:00


Buen Camino

Sabato 17 Gennaio ore 18:00
Domenica 18 Gennaio ore 15:00


Genere: Commedia Anno: 2025 Regia: Gennaro Nunziante Attori: Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari, Hossein Taheri, Alfonso Santagata Paese: Italia

TRAMA

Quella di Checco è una vita agiata e comodissima e non potrebbe essere altrimenti visto che è il figlio unico di Eugenio Zalone, un ricchissimo produttore di divani. Spiaggiato in piscina nelle sue ville lussuose, un numero imprecisato di filippini a servizio, una giovanissima modella messicana come fidanzata, vacanze sul suo yacht in compagnia di amici con i quali condivide la passione del non voler lavorare; si direbbe una vita davvero invidiabile visto che non gli manca niente ma proprio niente. Anzi no. Qualcosa gli manca. È la figlia minorenne Cristal, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi, scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Chiamato d’urgenza a Roma dalla ex moglie Linda si ritrova per la prima volta ad affrontare le responsabilità della sua paternità provando a cercare la ragazzina, compito parecchio complicato visto che di Cristal e della sua vita non sa assolutamente niente. In suo soccorso giunge però Corina, la migliore amica di Cristal, che Checco riesce a corrompere e farle confessare che la figlia è partita per la Spagna. Per fare cosa? Scoprirà raggiungendola che Cristal ha deciso di percorrere da pellegrina il cammino di Santiago di Compostela, 800 chilometri da camminare a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita, una distanza immensa da percorrere che Checco giudica folle ma che suo malgrado sarà costretto ad intraprendere. Per sentieri assolati, montagne fredde e piovose, passando per piccoli paesi sperduti, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini, Checco proverà a ricomporre la sua relazione con Cristal. L’impresa ha dell’impossibile ma un viaggio si sa può cambiare la vita e renderla ricca per davvero.


Aldo Giovanni e Giacomo – Attitudini: Nessuna

Giovedì 4 Dicembre ore 21:00
Sabato 6 Dicembre ore 21:00
Domenica 7 Dicembre ore 18:00
Domenica 7 Dicembre ore 21:00
Sabato 13 Dicembre ore 18:00
Domenica 14 Dicembre ore 15:00

Genere: Documentario Anno: 2025 Regia: Sophie Chiarello Attori: Aldo, Giovanni, Giacomo Paese: Italia

TRAMA
Sophie Chiarello accompagna Aldo, Giovanni e Giacomo in un ritorno alle origini che diventa un racconto di amicizia, talento e del destino che li ha resi una leggenda della comicità italiana.

CRITICA
Quello che traspare dal film è un trio rimasto inseparabile, cresciuto passo dopo passo per il piacere di fare insieme. E sicuramente, anche se liberi, Aldo, Giovanni e Giacomo saranno sempre tre anime distinte che diventano una sola quando salgono sul palco. (hotcorn.com)

Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo

Martedì 2 Dicembre ore 21:00
Mercoledì 3 Dicembre ore 21:00
La Grande Arte al cinema

Genere: Documentario Anno: 2025 Regia: Giovanni Piscaglia Paese: Italia Durata: 75 min

I il documentario esplora la dimensione spirituale di Caravaggio nella Roma del Giubileo.  Un viaggio che dalla contemporaneità dei pellegrini di oggi ci porta al Seicento, dove si forma e si perde la vita di un genio inquieto.

Come spiega lo storico dell’arte Claudio Strinati: “Caravaggio è pittore del sentimento e il Giubileo è sentimento, non è ragionamento”. Per questo fu proprio durante l’Anno Santo del 1600 che Michelangelo Merisi (1571-1610) trovò la sua consacrazione, presentando due tele destinate a cambiare per sempre la storia dell’arte e la sua vita: la Vocazione e il Martirio di San Matteo. Da quel momento, la pittura di Caravaggio non fu più la stessa: abbandonò le scene quotidiane per dedicarsi interamente al sacro, trasformando l’arte in specchio di una fede intensa e tormentata, intrisa di misericordia e di un profondo bisogno di redenzione. Questa urgenza si fece ancora più intensa dopo la condanna a morte e l’esilio, quando le sue opere si fecero cupe e drammatiche. Con i suoi appelli al perdono rimasti inascoltati, Caravaggio morì infatti da peccatore, in viaggio verso Roma, alla ricerca di una grazia che non riuscì mai a ottenere. Tra luce e tenebra, colpa e perdono, il film restituisce il ritratto intimo e potente di un uomo capace di scorgere la bellezza persino nel peccato. Un artista fragile e universale, che nel Giubileo 2025 torna a commuovere con la forza senza tempo della sua pittura.

Tra gli interventi del film quelli di: Francesca Cappelletti, Direttrice Galleria Borghese, Roma; Franco Cardini, Storico; Antonio Ernesto Denunzio, Vicedirettore Gallerie d’Italia, Napoli; Jago, Scultore; Suor Maria Gloria Riva, Fondatrice del monastero delle Adoratrici Perpetue del SS Sacramento di Pietrarubbia – San Marino; Mons. Alberto Rocca, Direttore Pinacoteca Ambrosiana, Milano; Marco Roncalli, Saggista; Thomas Clement Salomon, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica Palazzo Barberini-Galleria Corsini, Roma; Antonella Scalessa, Archivio di Stato, Roma; Claudio Strinati, Storico dell’arte e divulgatore; Maria Cristina Terzaghi, Storica dell’arte; Mons. Timothy Verdon, Storico dell’arte e Direttore del Museo dell’Opera del Duomo, Firenze.


Il maestro

Mercoledì 26 Novembre ore 21:00
Sabato 29 Novembre ore 21:00
Domenica 30 Novembre ore 18:00
Domenica 30 Novembre ore 21:00

Genere: Drammatico, Commedia Anno: 2025 Regia: Andrea Di Stefano Attori: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Paolo Briguglia, Valentina Bellè, Carlo Gallo, Edwige Fenech Paese: Italia Durata: 125 min

TRAMA

Estate, fine anni Ottanta. Dopo anni di allenamenti duri e regole ferree, Felice, tredici anni e sulle spalle tutte le aspettative paterne, arriva finalmente ad affrontare i tornei nazionali di tennis. Per prepararlo al meglio, il padre lo affida al sedicente ex campione Raul Gatti, che vanta addirittura un ottavo di finale al Foro Italico. Di partita in partita, i due iniziano un viaggio lungo la costa italiana che, tra sconfitte, bugie e incontri bizzarri, porterà Felice a scoprire il sapore della libertà e Raul a intravedere la possibilità di un nuovo inizio. Tra i due nasce un legame inatteso, profondo, irripetibile. Come certe estati, che arrivano una volta sola e non tornano più.

CRITICA

Il maestro e il tennista. Un legame particolare per uno sport che mette a dura prova la testa, oltre al talento e al fisico, come pochi altri. Fine anni Ottanta, calippo al bar del circolo e un tredicenne che vuole fare il salto nei tornei nazionali. Quale peggiore allievo del maestro Gatti (Favino), cialtrone di rare proporzioni, faccia da schiaffi e rimorchiatore seriale, con in passato un'ottavo di finale agli Internazionali d'Italia. Si ride molto, nella prima parte, in questa commedia all'italiana in cui i caratteri sono ben delineati e si gioca sull'archetipo del mentore e dell'allievo. Ma c'è un vuoto, una fragilità che diventa terreno di avvicinamento fra i due. Da una parte la paura di buttarsi dell'adolescente, dall'altro un passato di rimpianti. Occasione per far emergere la malinconia di una vicenda personale che rispecchia un comune terrore nell'affrontare alcune fasi della vita, e nel rievocarle. La sorpresa Menichelli tiene testa a un ottimo Favino, per un film che scalda il cuore in maniera inattesa, oltre a divertire per l'abile tessitura di una commedia di situazioni. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

Divorzio all'Italiana

Venerdì 14 Novembre ore 21:00
Venerdì d'essai


Genere: Commedia, Drammatico Anno: 1961 Regia: Pietro Germi Attori: Marcello Mastroianni, Daniela Rocca, Stefania Sandrelli, Leopoldo Trieste, Umberto Spadaro, Angela Cardile, Margherita Girelli, Lando Buzzanca, Pietro Tordi, Laura Tomiselli, Ugo Torrente, Antonio Acqua, Renzo Marignano, Saro Arcidiacono, Bianca Castagnetta, Ignazio Roberto Daidone, Edy Nogara, Giovanni Fassiolo, Daniela Igliozzi Paese: Italia Durata: 101 min

TRAMA

Divorzio all'italiana, il film diretto da Pietro Germi, è ambientato nella Sicilia di inizio anni 60.
Il Barone siciliano Ferdinando Cefalù detto "Fefè" (Marcello Mastroianni) è sposato con Rosalia (Daniela Rocca), una donna tanto brutta quanto insopportabile, che lo opprime con le sue continue smancerie. Fefè è innamorato di sua cugina Angela (Stefania Sandrelli), una bellissima ragazza di 16 anni che ricambia il suo amore. Stanco di sua moglie, cerca in tutti i modi uno stratagemma per "liberarsi" di lei.
La legislazione dell'epoca non permette ancora il divorzio, ma è ancora previsto il delitto d'onore secondo l'articolo 587 del codice penale che cita: "Chiunque cagiona la morte del coniuge o della sorella nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dell'offesa recata all'onore suo o della famiglia è punito con la reclusione da 3 ai 7 anni...". L'occasione gli si presenta quando in città arriva il pittore Carmelo Patanè (Leopoldo Trieste), che è stato un vecchio amore di Rosalia. Fefè favorisce la relazione invitando Carmelo nel suo palazzo con la scusa di affidargli il restauro degli affreschi. Arriva il giorno in cui sembra realizzarsi il tradimento: dopo un litigio con il marito Rosalia, sentendosi sola e abbandonata, cerca conforto nelle braccia di Carmelo. Fefè scopre che si sono dati un appuntamento, così con la scusa che al cinema del paese è arrivato il film "La dolce vita " va a vederlo per poi a metà proiezione rincasare per sorprenderli in flagranza di reato e ucciderli...

CURIOSITÀ
Presentato al Festival di Cannes nel 1962, vinse il premio "miglior commedia", ottenne tre candidature all'Oscar vincendo la statuetta per la miglior sceneggiatura.

Nel film è inserita una breve sequenza di "La dolce vita " di Federico Fellini, con Anita Ekberg.

Nel film troviamo una satira feroce su due situazioni arretrate della legge italiana dell'epoca: l'assenza di una legge sul divorzio (che arriverà solo nel 1970) e soprattutto l'anacronistico articolo 587 del codice penale, che nel 1960 ancora prevedeva il delitto d'onore, abolito solo dopo vent'anni. (comingsoon.it)

Tre ciotole

Giovedì 6 Novembre ore 21:00
Sabato 8 Novembre ore 21:00
Domenica 9 Novembre ore 18:00
Domenica 9 Novembre ore 21:00

Genere: Drammatico Anno: 2025 Regia: Isabel Coixet Attori: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Francesco Carril, Giorgio Colangeli Paese: Italia, Spagna Durata: 120 min

TRAMA
 Dopo quello che sembrava un banale litigio, Marta e Antonio si lasciano. Marta reagisce alla rottura chiudendosi in sé stessa. L’unico sintomo che non può ignorare è la sua improvvisa mancanza di appetito. Antonio, chef in rampa di lancio, si butta sul lavoro. Eppure, sebbene sia stato lui a lasciare Marta, non riesce a dimenticarla. Quando Marta scopre che la mancanza di appetito ha più a che fare con la propria salute che con il dolore della separazione, tutto cambia: il sapore del cibo, la musica, il desiderio, la certezza delle scelte fatte.

CRITICA
Marta e Antonio si lasciano, dopo anni. Lui soffre e anche lei, ma la perdita di peso sembra nascondere altro, oltre al dolore per la separazione. Adattamento del libro di Michela Murgia coraggioso e intenso, che da una serie di racconti e protagonisti isola due personaggi e una coppia. Storia di presa di consapevolezza del sé oltre al noi, di come la malattia possa dare nuove prospettive di vita, portando ad aprirsi al mondo e agli altri. Regalare. insomma, anche qualche elemento arricchente, per paradossale che possa sembrare. Senza troppi svolazzi spirituali, con una dose di salvifica ironia e una storia appassionante e ben interpretata, anche al di là di qualche sbavatura estetica tipica dello stile indie di maniera della regista (Mauro Donzelli - comingsoon.it)

100 litri di birra

Venerdì 7 Novembre ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Commedia Anno: 2024 Regia: Teemu Nikki Attori: Elina Knihtila, Pirjo Lonka, Ville Tiihonen, Pekka Strang, Jari Virman, Hannamaija Nikander Paese: Finlandia, Italia Durata: 88 min

TRAMA
Taina e Pirkko, due sorelle stralunate, vivono alla giornata, con poche idee e poche prospettive, ma con un talento indiscutibile: il loro sahti – la tipica birra artigianale che in Finlandia, per tradizione, accompagna ogni festa, matrimonio o funerale – è spaziale.
Quando promettono di prepararne ben 100 litri per un matrimonio in famiglia, si superano e producono il lotto migliore di sempre, un sahti da 10, talmente buono che… finiscono per berselo tutto da sole! Alle prese con gli enormi postumi della sbornia, le due si troveranno coinvolte in una serie di esilaranti disavventure, mentre cercano disperatamente di procurarsi altra birra (con ogni mezzo necessario!), salvare il matrimonio e riconquistare la loro reputazione di migliori birraie del villaggio.

CRITICA
Teemu Nikki, il regista finlandese di La morte è un problema dei vivi, torna col suo cinema fatto da grana grossa, umorismo nero e una spiccata propensione per il grottesco che avvolge contenuti chiaramente malinconici.
Questa volta omaggia il sahti (una specie di tradizionale birra artigianale), e quindi le radici storiche e culturali del suo paese, ma racconta anche una storia di piccole e grandi ruggini familiari.
Viaggio perlopiù comico e paradossale lungo gli alti e i bassi dell’abuso di alcol, 100 litri di birra procede beffardo e grossolano verso l’inevitabile finale agrodolce (più agro che dolce).
La visione ingolfa, stordisce, solo a tratti più o meno diverte. Speriamo almeno dopo non ne derivino postumi troppo pesanti. (Federico Gironi - Comingsoon.it)