15/03/17

Manchester by the sea


gio 16_3 ore 21.15
sab 18_3
ore 21.15
dom 19_3
ore 18.00 e 21.15

GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Kenneth Lonergan
ATTORI: Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Matthew Broderick, Gretchen Mol, Kara Hayward, Tate Donovan, Heather Burns, Josh Hamilton, Erica McDermott, Lucas Hedges
SCENEGGIATURA: Kenneth Lonergan
FOTOGRAFIA: Jody Lee Lipes
PAESE: USA
DURATA: 135 Min




Trama
Lee Chandler conduce una vita solitaria in un seminterrato di Boston, tormentato dal suo tragico passato. Quando suo fratello Joe muore, è costretto a tornare nella cittadina d'origine, sulla costa, e scopre di essere stato nominato tutore del nipote Patrick, il figlio adolescente di Joe. Mentre cerca di capire cosa fare con lui, e si occupa delle pratiche per la sepoltura, rientra in contatto con l'ex moglie Randy e con la vecchia comunità da cui era fuggito. Allontanare il ricordo della tragedia diventa sempre più difficile. 

Recensione
Non più la malinconia, ma la tragedia massima, il destino irreparabile, e la vita che, testarda, domanda comunque di essere vissuta, attraverso la gioventù di Patrick e la sua fame di esperienza, di calore umano, che incrinano il ghiaccio del dramma come piccole crepe a forma di sorriso.
È una maturità stilistica vera, quella del nuovo Lonergan, tangibile in ogni scelta di dialogo, stacco di montaggio, attacco musicale, e responsabile del respiro autentico e contemporaneamente quasi letterario del film. D'altronde, la parola - la sua insufficienza e la sua estrema, umanissima necessità- sono parte fondamentale dell'impasto di Manchester by the sea. È il silenzio di Lee, nella prima parte, a costruire il suo personaggio: un'assenza di espressione verbale che lascia il posto solo episodicamente alla fuoriuscita di un turpiloquio che è furia repressa, disperazione compressa sotto vuoto. La vicinanza col ragazzo, alla quale Lee non può e non si vuole sottrarre, lo costringe a ritrovare lentamente la pratica del dialogo, ad uscire dal proprio sepolcro ambulante per mettersi nuovamente in relazione con qualcuno.
L'incontro cruciale con Randy, e le parole di lei, bucheranno la protezione facendo saltare la tesa copertura. Ma Lonergan non è mai sbrigativo, mantiene saldo fino in fondo il passo del film e non apre mai del tutto, nemmeno in coda, all'ipotesi del superamento definitivo. Con grandissima finezza, accenna solo al fatto che qualcosa possa ripartire nella vita di Lee, qualcosa di diverso, che affonda solo una parte di radice nel passato, ma va verso un'altra direzione, cominciando in curva e leggermente in salita. Come il gioco con la pallina di Patrick, che parte in maniera stentata, che Lee vorrebbe subito lasciar perdere, ma che pian piano, proprio su quella curva leggermente in salita, comincia invece a funzionare. Marianna Cappi
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