The Artist



ven 23_3 ore 21.15
sab 24_3 ore 21.15
dom 25_3 ore 18.00 - 21.00


GENERE: Commedia, Drammatico, Sentimentale
REGIA: Michel Hazanavicius
ATTORI: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell
Ruoli ed Interpreti
PAESE: Francia 2011
DURATA: 100 Min
FORMATO: B/N
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il trionfatore agli Oscar 2012
(tra cui: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista)




La pellicola dell’anno sembra proprio essere “The Artist”, vincitrice di ben 5 tra gli Oscar più ambiti: Miglior Film, Miglior Regia (Michel Hazanavicius), Miglior Attore Protagonista (Jean Dujardin), Miglior Colonna sonora originale e Miglior Costumi.

Molto si è parlato di questo film in quanto “The Artist” è un lungometraggio muto, in bianco e nero. Già per questo deve essere dato merito al regista Michel Hazanavicius che si cimenta in un’impresa insolita, quanto coraggiosa, in un’ epoca di proiezioni in 3D e tecnologie audio sempre più sofisticate.

“The Artist” non deve però essere considerato un nostalgico amarcord di un cinema che non c’è più o un film di nicchia, solo per cinefili DOC, perché esso è molto di più, pur essendo stato distribuito prevalentemente nelle sale d’essai. Il film è infatti un omaggio, sincero e fatto con il cuore, al cinema come arte e ad una fase storica precisa, in particolare.

La pellicola è infatti ambientata in un momento cruciale, il 1927, anno in cui nell’industria hollywoodiana iniziano ad essere prodotti i film sonori.

Il distacco dal muto è repentino al punto da mettere in difficoltà molti attori, soprattutto coloro che non avevano saputo accettare l’arrivo di quell’innovazione che avrebbe portato delle modifiche sostanziali al modo stesso di recitare.

In “The Artist”, il protagonista George Valentin (il neo premio Oscar Jean Dujardin già vincitore del premio come Miglior attore al Festival di Cannes 2011) è una star del cinema muto che con l’avvento del sonoro viene tagliato fuori dall’industria cinematografica perché non crede in quella novità epocale, pur vedendola avanzare inesorabilmente sotto i suoi occhi. Il sonoro invece elegge a nuova celebrità Peppy Miller (interpretata da Bérénice Bejo) che da semplice comparsa, aiutata ad entrare nel giro giusto da George Valentin, diventa una delle attrici più in vista di Hollywood.

L’omaggio di Hazanavicius, che oltre ad essere regista è anche sceneggiatore di questo film, è ai registi del passato, a quella Hollywood che non c’è più e ad un ambiente che è scomparso, fagocitato dalla corsa alla novità, lasciando dietro di sé pezzi importanti della sua storia. Lo stesso cognome del protagonista, Valentin, è chiaramente un affettuoso omaggio ad uno dei più grandi attori dell’epoca del muto: Rodolfo Valentino.

Il film, pur servendosi di una tecnica non più praticata come quella del muto, riesce a far vivere allo spettatore un’esperienza unica, immergendolo in un’epoca ormai lontana, più dal punto di vista tecnologico che cronologico. Il bianco e nero e la sapiente cura della fotografia rendono il tutto più verosimile e vanno ad arricchire una regia già di per sé perfetta. Nel suo essere retrò “The Artist” si rivela in realtà un film straordinariamente contemporaneo, capace di emozionare e coinvolgere senza il bisogno di tante parole. Le stesse didascalie forse non sarebbero nemmeno necessarie grazie alla recitazione equilibrata ma espressiva degli attori, esse però danno un tocco raffinato ed elegante che completa la pellicola.

La pioggia di Oscar che senza tante sorprese ha investito “The Artist” può far davvero pensare che parlare di capolavoro, in questo caso, non è certo esagerato.

di Caterina Ferruzzi


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