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Cos’è l’amore

Venerdì 6 novembre 2026 ore 21:00
Venerdì d'essai

Genere: Commedia Anno: 2026 Regia: Fabien Gorgeart Attori: Melanie Thierry, Laure Calamy, Vincent Macaigne, Grégoire Leprince-Ringuet, Céleste Brunnquell, Lyès Salem, Saul Benchetrit Paese: Francia Durata: 96 min

TRAMA
Marguerite e Sofiane sono una coppia felicemente sposata che cerca di sopravvivere al caos della figlia adolescente Raphaelle. Ma la loro routine viene sconvolta quando l’ex marito di Marguerite, Fred, si presenta con una richiesta assurda: devono divorziare di nuovo… questa volta per annullare il loro matrimonio cattolico! Marguerite acconsente, tuttavia non prende sul serio la procedura. Il suo atteggiamento superficiale finisce per innescare una reazione a catena di assurdità burocratiche. Prima di rendersene conto, tutti si imbarcano in un viaggio folle e anticonformista in Vaticano…

CRITICA
Il terzo film di Fabien Gorgeart è una commedia malinconica, ma leggera, capace di lanciare una forte provocazione sul senso della famiglia e sul rapporto con il passato (Federica Lonardoni - comingsoon.it)

Ladri di biciclette

giovedì 5 novembre ore 21:00

Genere: Drammatico Anno: 1948 Regia: Vittorio De Sica Attori: Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carell, Elena Altieri, Gino Saltamerenda, Vittorio Antonucci, Giulio Chiari, Mario Meniconi, Ida Bracci Dorati, Fausto Guerzoni, Carlo Jachino, Sergio Leone, Massimo Randisi, Checco Rissone, Michele Sakara, Peppino Spadaro, Nando Bruno, Eolo Capritti, Giovanni Corporale, Emma Druetti, Giulio Battiferri, Memmo Carotenuto Paese: Italia Durata: 93 min

TRAMA
Nel secondo dopoguerra, un padre di famiglia disperato ma fiducioso è al suo primo giorno di un nuovo lavoro, quando la sua bicicletta, essenziale per il lavoro, viene rubata. Con il figlio al seguito, parte alla ricerca del ladro. Un punto di riferimento nel movimento neorealista italiano.

CRITICA
"L'aneddoto è debole specie alla partenza: una bicicletta di terza mano non è poi difficile da ottenere in Italia. Superato il piccolo impaccio iniziale, il racconto corre via geniale e felice. E' un capolavoro fatto di nulla, tra il primo Clair e il secondo Chaplin, pieno di delicate osservazioni d'ambiente, di trovate d'atmosfera: un'elegia nata sotto il segno della grazia, e che sarà difficile ripetere [...]". (Piero Bianchi, "Filmcritica", 6/7, giugno/luglio 1951)