25/10/16

Deepwater - Inferno sull'oceano


gio 27_10 ore 21.15
sab 29_10
ore 21.15
dom 30_10
ore 18.00 e 21.15


GENERE: Drammatico , Azione
ANNO: 2016
REGIA: Peter Berg
ATTORI: Mark Wahlberg, Kurt Russell, Kate Hudson, Dylan O'Brien, John Malkovich, Gina Rodriguez, Brad Leland, J.D. Evermore, Joe Chrest
SCENEGGIATURA: Matthew Michael Carnahan, Matthew Sand
FOTOGRAFIA: Enrique Chediak
MUSICHE: Steve Jablonsky
PAESE: USA
DURATA: 97 Min





Trama
Il 20 aprile 2010 sulla piattaforma trivellatrice semisommergibile Deepwater Horizon, situata al largo della costa della Lousiana, 126 lavoratori si sono trovati immersi nel peggior scenario possibile: una devastante esplosione, che ha causato un inferno di fuoco, undici vittime e uno sversamento di greggio nell'oceano riconosciuto come il più grave disastro ambientale della storia.
Mentre le televisioni di tutto il mondo si sono concentrate per mesi sulla portata del danno all'ecosistema, il film di Peter Berg torna sulla piattaforma nel Golfo del Messico (ricostruita, poiché la British Petroleum si è ben guardata dall'offrire supporto alla produzione) per raccontare la giornata degli uomini e dell'unica donna sulla Deepwater, la lotta strenua per la sopravvivenza e gli atti di estremo coraggio che si sono verificati in quell'occasione. Il risultato è un disaster movie avvincente e intelligente, che ha saputo indovinare la giusta dimensione, un equilibrio riuscito tra dramma umano e componente spettacolare, e nel quale non c'è spazio per la vaghezza tecnica e logistica che in molti blockbuster funziona da alibi e da riempitivo.

Recensione
Oggettivando il pericolo sempre in agguato su questo genere di impianti in una serie di piccoli contrattempi che si rivestono così, automaticamente, della suspence del presentimento, e presentando la forza d'animo dei personaggi che lavorano sulla piattaforma come una verosimile qualità di partenza, quasi una dote, che si portano dietro per necessità oltre che per virtù, Berg prepara con cura il terreno per l'esplodere dell'imprevisto come una catastrofe annunciata ma anche come un campo di guerra, dove regna il cameratismo e un senso di condivisione della sorte.
Deepwater non racconta, perciò, la vicenda di un uomo ordinario - Mike Williams, capo tecnico elettronico della Transocean - alle prese con una situazione straordinaria, o lo fa solo in apparenza, mentre racconta in realtà di un uomo e di un gruppo di persone dal coraggio quotidianamente straordinario, tali da meritare che le loro gesta riempiano un film e che tale film non sia frutto di un romanzo di fantasia sfrenata e catastrofica ma di una serie di dettagliate interviste ai protagonisti e contenga perciò una dimensione di realismo che si fa apprezzare.
Un buon disaster movie, dunque, che poggia su basi tragicamente reali, che non sbandiera istanze generiche né gronda retorica (eccezion fatta per il finalissimo, più a rischio in questo senso). E anche un film sulla responsabilità e le sue due facce: quella penale, di chi ha preso rischiose scorciatoie in nome del profitto, e quella morale, di chi, invece, non si è affrettato ad abbandonare gli altri alla comoda speranza di un colpo di fortuna. Marianna Cappi  

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