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La ragazza del mondo


Rassegna Cinema di Marzo
ven 24_3 ore 21.15
ospite della serata: Davide Vizzini, montatore


 GENERE: Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2016
REGIA: Marco Danieli
ATTORI: Sara Serraiocco, Michele Riondino, Giorgio Careccia, Pippo Delbono, Marco Leonardi
SCENEGGIATURA: Marco Danieli, Antonio Manca
MONTAGGIO: Alessio Franco, Davide Vizzini
MUSICHE: Umberto Smerilli
PAESE: Italia
DURATA: 101 Min





Trama
Giulia, con tutta la sua famiglia, fa parte dei Testimoni di Geova. Le regole che l'appartenenza a questo gruppo religioso le impone sono rigide e comportano una separazione nelle relazioni sentimentali con i non appartenenti alla comunità. Un giorno conosce, durante uno dei suoi impegni di proselitismo, Libero. È un ragazzo che la colpisce immediatamente e di cui si innamora ma la sorella, che li sorprende una sera, ne parla con i genitori e la comunità viene subito coinvolta. Giulia viene diffidata dal continuare a frequentarlo, pena l'allontanamento dalla Chiesa ma decide di non arrendersi.

Recensione
Ci sono film che meritano attenzione per ciò che raccontano e per come lo fanno. Altri hanno un valore aggiunto particolare. In questo caso il valore aggiunto ha origine nella modalità produttiva che vede nel Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma non solo un co-produttore ma anche, e soprattutto, come l'istituzione che ha formato gran parte di coloro che hanno contribuito alla realizzazione.
Il tema certo non era dei più semplici da affrontare anche perché sui Testimoni di Geova interviene un immaginario popolare che li identifica come quelli che suonano ai campanelli per cercare di portare nuovi adepti alla comunità. Il film di Danieli non manca loro di rispetto anche perché la documentazione che sta a monte della sceneggiatura è corposa. Non siamo dinanzi a una storia che li vede come i 'cattivi' perché anche Libero, che pure è lo strumento di una nuova e definitiva apertura al mondo da parte di Giulia, non è certo uno stinco di santo.
Quella che il film cerca di andare a proporre non è una vicenda alla Romeo e Giulietta ma piuttosto una lettura di come l'adesione all'ortodossia religiosa finisca con il trasformarsi in un abbraccio soffocante che, mentre cerca di proteggere ed elevare spiritualmente, rischia quotidianamente di non comprendere proprio quella realtà che vorrebbe trasformare con la forza della fede. La luce di Dio deve, per definizione, illuminare. Se la si propone in maniera accecante si può rischiare di vanificarne la funzione. Giancarlo Zappoli 

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Beata ignoranza



gio 23_3 ore 21.15
sab 25_3
ore 21.15
dom 26_3
ore 18.00 e 21.15

GENERE: Commedia
ANNO: 2017
REGIA: Massimiliano Bruno
ATTORI: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Valeria Bilello, Carolina Crescentini, Teresa Romagnoli, Guglielmo Poggi
SCENEGGIATURA: Massimiliano Bruno, Herbert Simone Paragnani, Gianni Corsi
FOTOGRAFIA: Alessandro Pesci
MONTAGGIO: Consuelo Catucci
PAESE: Italia
DURATA: 102 Min




Trama
Ernesto e Filippo si conoscono da una vita, ma non si rivedevano da 25 anni: a dividerli è stato l'amore per la stessa donna, Marianna, e la nascita di una figlia, Nina. Ora però si sono ritrovati ad insegnare nello stesso liceo, l'uno italiano, l'altro matematica, e a dividerli è subentrato il loro modo di gestire il rapporto con le alte tecnologie: Ernesto ha un Nokia del '95, non possiede un computer ed è orripilato davanti al dilagare dei social media; Filippo invece vive di selfie, chat e incontri in rete. Le rispettive preferenze non possono non influire sullo stile accademico dei due docenti nonché sulle loro relazioni personali, e l'attrito esplode proprio in classe, debitamente filmato e condiviso su Internet. Nina intercetta quel video virale e decide di girare un documentario creando un esperimento antropologico secondo cui Ernesto dovrà imparare ad utilizzare computer, smartphone e social, mentre Filippo dovrà disintossicarsi da qualsiasi comunicazione virtuale, con l'aiuto di un gruppo di sostegno per la dipendenza online. E poiché Nina ha una conoscenza personale di entrambe le sue cavie la situazione è destinata a complicarsi e ad assumere sfumature tragicomiche. 

Approfondimenti

Manchester by the sea


gio 16_3 ore 21.15
sab 18_3
ore 21.15
dom 19_3
ore 18.00 e 21.15

GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Kenneth Lonergan
ATTORI: Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Matthew Broderick, Gretchen Mol, Kara Hayward, Tate Donovan, Heather Burns, Josh Hamilton, Erica McDermott, Lucas Hedges
SCENEGGIATURA: Kenneth Lonergan
FOTOGRAFIA: Jody Lee Lipes
PAESE: USA
DURATA: 135 Min




Trama
Lee Chandler conduce una vita solitaria in un seminterrato di Boston, tormentato dal suo tragico passato. Quando suo fratello Joe muore, è costretto a tornare nella cittadina d'origine, sulla costa, e scopre di essere stato nominato tutore del nipote Patrick, il figlio adolescente di Joe. Mentre cerca di capire cosa fare con lui, e si occupa delle pratiche per la sepoltura, rientra in contatto con l'ex moglie Randy e con la vecchia comunità da cui era fuggito. Allontanare il ricordo della tragedia diventa sempre più difficile. 

Recensione
Non più la malinconia, ma la tragedia massima, il destino irreparabile, e la vita che, testarda, domanda comunque di essere vissuta, attraverso la gioventù di Patrick e la sua fame di esperienza, di calore umano, che incrinano il ghiaccio del dramma come piccole crepe a forma di sorriso.
È una maturità stilistica vera, quella del nuovo Lonergan, tangibile in ogni scelta di dialogo, stacco di montaggio, attacco musicale, e responsabile del respiro autentico e contemporaneamente quasi letterario del film. D'altronde, la parola - la sua insufficienza e la sua estrema, umanissima necessità- sono parte fondamentale dell'impasto di Manchester by the sea. È il silenzio di Lee, nella prima parte, a costruire il suo personaggio: un'assenza di espressione verbale che lascia il posto solo episodicamente alla fuoriuscita di un turpiloquio che è furia repressa, disperazione compressa sotto vuoto. La vicinanza col ragazzo, alla quale Lee non può e non si vuole sottrarre, lo costringe a ritrovare lentamente la pratica del dialogo, ad uscire dal proprio sepolcro ambulante per mettersi nuovamente in relazione con qualcuno.
L'incontro cruciale con Randy, e le parole di lei, bucheranno la protezione facendo saltare la tesa copertura. Ma Lonergan non è mai sbrigativo, mantiene saldo fino in fondo il passo del film e non apre mai del tutto, nemmeno in coda, all'ipotesi del superamento definitivo. Con grandissima finezza, accenna solo al fatto che qualcosa possa ripartire nella vita di Lee, qualcosa di diverso, che affonda solo una parte di radice nel passato, ma va verso un'altra direzione, cominciando in curva e leggermente in salita. Come il gioco con la pallina di Patrick, che parte in maniera stentata, che Lee vorrebbe subito lasciar perdere, ma che pian piano, proprio su quella curva leggermente in salita, comincia invece a funzionare. Marianna Cappi
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Questi giorni


**Rassegna Cinema di Marzo
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ven 17_3
ore 21.15 ospite della serata: Maria Roveran, attrice

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Giuseppe Piccioni
ATTORI: Marta Gastini, Laura Adriani, Maria Roveran, Caterina Le Caselle, Margherita Buy, Filippo Timi, Sergio Rubini, Alessandro Averone
SCENEGGIATURA: Giuseppe Piccioni, Pierpaolo Pirone, Chiara Ridolfi
FOTOGRAFIA: Claudio Cofrancesco
PAESE: Italia
DURATA: 120 Min




Trama
Quattro amiche: Caterina, Liliana, Anna e Angela e una città di provincia. La prima ha ricevuto una proposta di lavoro in un hotel stellato a Belgrado e ha scelto di accettarla. Le altre decidono di accompagnarla portandosi dietro i loro problemi: una malattia, un innamoramento non convenzionale, una gravidanza agli inizi. Il viaggio costituirà per tutte un momento di svolta.

Recensione
Giuseppe Piccioni aveva lasciato un segno nel cinema italiano con il suo secondo film, un on the road che attraversava la penisola (Chiedi la luna) leggendone i mutamenti. Torna ora a percorrere strade che lo portano fuori dal nostro sempre meno rappresentabile Paese per concentrarsi su quattro giovani attrici che aderiscono totalmente al suo progetto. Lo si comprende da alcuni sguardi e gesti che sembrano quasi rubati dalla macchina da presa.
Ognuna di loro è alla ricerca di se stessa ma, al contempo, tutte sembrano voler fuggire da ciò che le agita nel profondo. Mostrano però, rispetto alle figure maschili che lasciano a casa o a quelle che incontrano sul cammino, uno scatto in più, una capacità di affrontare la vita senza quegli infantilismi che Piccioni dispensa a piene mani anche agli adulti Timi e Rubini.
Il suo è un cinema che ha sempre avuto un'attenzione particolare per il femminile ma la declinava su personaggi più maturi. Oggi invece, come faceva il troppo rapidamente dimenticato Eric Rohmer, prende dalle nuove generazioni non solo idee ma anche parole e atteggiamenti che traduce in emozioni.
Nel passato Piccioni esponeva la sua visione della vita affermando che viviamo tutti in accampamenti provvisori. Oggi sembra voler offrire alle sue protagoniste (a cui non manca il supporto di una sempre più partecipe Margherita Buy) un futuro un po' più stanziale. Lo dichiara con una molteplicità di finali che definiscono, almeno temporaneamente, alcune situazioni che sarebbe stato meglio affidare allo spettatore, lasciandolo di fronte a tante candele accese nei bicchieri, ognuna con una sua interpretazione possibile.  Giancarlo Zappoli

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L'esempio di Giorgio Perlasca | Lunedì 13 marzo 2017

L'esempio di Giorgio Perlasca, raccontato dal figlio Franco
Lunedì 13 marzo 2017 ore 20.45 al Cinema Marconi di Piove di Sacco (via Gauslino 7).
Incontro organizzato dall'Unità Pastorale di Piove di Sacco e dalla Fondazione Santa Capitanio.
Ingresso libero. 

"Ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa,
cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati
senza un motivo se non l'odio e la violenza?"

Giorgio Perlasca (Como, 31 gennaio 1910 – Padova, 15 agosto 1992) è stato un funzionario, filantropo e commerciante italiano. Nell'inverno del 1944, nel corso della seconda guerra mondiale, fingendosi Console generale spagnolo salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi strappandoli alla deportazione nazista e alla Shoah.

REVOLUTION – LA NUOVA ARTE PER UN MONDO NUOVO



Martedì 14 marzo ore 21.15


Revolution – La Nuova Arte per un Mondo Nuovo è un documentario audace e scrupoloso. Racchiude il racconto di anni cruciali della storia russa e delle avanguardie artistiche che ne hanno cambiato per sempre il volto e lo fa con l’eleganza e la cura tipiche di Margy Kinmonth, pluripremiata autrice della BBC, già regista del documentario dedicato all’Ermitage e nominato ai BATFA.
Grazie all’accesso privilegiato a collezioni di importanti istituzioni russe, Revolution – La Nuova Arte per un Mondo Nuovo, che arriverà nelle sale italiane solo il 14 e 15 marzo nell’ambito della stagione della grande arte al cinema, si snoda attraverso le vicende rivoluzionarie che prendono il via nel 1917, fondendo i contributi di artisti contemporanei e di esperti d’arte con le testimonianze dirette dei discendenti dei personaggi che della rivoluzione russa sono stati gli assoluti protagonisti. Con questo mix ponderato e attento Revolution – La Nuova Arte per un mondo nuovo riporta in vita gli artisti dell’avanguardia russa e narra le storie di pittori come Chagall, Kandinskij, Malevič e dei pionieri che con loro accolsero una sfida utopica e ambiziosa: quella di costruire una nuova arte per un nuovo mondo, un’arte e un mondo che solo pochi anni dopo sarebbero stati bruscamente disconosciuti e condannati.
Attraverso preziose immagini d’epoca e i contributi di esperti come direttore dell’Ermitage, Mikhail Piotrovsky e la direttrice della Galleria Tret’jakov (il museo moscovita che ospita una delle più grandi collezioni di belle arti russe al mondo), Zelfira Tregulova, il film indaga la storia e le opere delle principali correnti russe, dal  raggismo  al suprematismo, dal cubo-futurismo al costruttivismo e si interroga sul loro desiderio di liberarsi dal realismo per creare un’arte capace di recuperare l’originalità delle proprie radici. Un percorso artistico irrimediabilmente intrecciato alle vicende politiche della rivoluzione, che le avanguardie precedettero condividendone molte idee per finire poi perseguitate dopo la morte di Lenin. Grazie allo stile vivo e originale di questi artisti, la Russia divenne una punta di diamante dell’avanguardia europea, in ambito figurativo ma anche per quel che concerne la poesia, il cinema, il teatro.
Spiega Margy Kinmonth: “Perché la Russia? Come regista continuo a trovare tantissime storie da raccontare nel passato e nell’arte russa, storie che diventano per me fonte di ispirazione. In questo paese c’è una quantità enorme di arte, dipinti, romanzi, opere teatrali, balletti, opera, musica, architettura e soprattutto ci sono moltissime persone attraverso cui raccontare le storie stesse della Russia”.



Il risveglio di un gigante | Vita di Santa Veronica Giuliani


A grande richiesta, ecco le nuove proiezioni:
mar 7_3 ore15.30
mer 15_3 ore 20.30


Regia: Giovanni Ziberna Valeria Baldan
Cast: Diana Hobel, Abigail Pintar, Enrico Bergamasco,
Mandy Marzari, Stella Blasizza
Durata: 100'
Genere: Docu-filmNazione





 



In questo film-documentario si assiste alla straordinaria vita della mistica Santa Veronica Giuliani (1660-1727) è stata accompagnata fin dal suo inizio da segni soprannaturali, culminati con la stigmatizzazione a 33 anni, così grandi che Papa Leone XIII la considerò "l'anima più adornata di doni soprannaturali dopo la Madre di Dio". La sua incredibile esperienza di Dio, considerata da alcuni "unica e irripetibile", vissuta nel nascondimento all'interno del convento delle clarisse cappuccine a Città di Castello in Umbria, è arrivata fino a noi tramite un vastissimo diario di oltre 22.000 fogli manoscritti, che lei dovette scrivere per obbedienza e che è stato definito "un tesoro nascosto". Fino ad arrivare ai giorni quando questo tesoro va riscoperto e mostrato al mondo.