Una Vita, Une Vie

Venerdì d'essai
27_10 ore 21:00




GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Stéphane Brizé
ATTORI: Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Swann Arlaud, Yolande Moreau, Olivier Perrier, Clotilde Hesme, Alain Beigel, Finnegan Oldfield
PAESE: Francia, Belgio
DURATA: 119 Min



TRAMA
Tratto dal primo romanzo di Guy de Maupassant, Una vita, Une Vie segue le vicende di una giovane aristocratica di nome Jeanne, nell’intero arco della sua esistenza. Appena uscita da un collegio religioso della Normandia nel 1819, Jeanne (Judith Chemla) riempie le sue giornate di sogni adolescenziali e innocue fantasie sul futuro, alimentando un’indole di per sé infantile e una visione del mondo pura e innocente. Più tardi, anche quello sbocciato come fragile amore platonico per l’affascinante Julien de Lamare (Swann Arlaud), visconte locale e abbiente proprietario terriero, si trasforma in una concreta promessa di matrimonio. Ma l’infedeltà incallita dell’uomo, e i modi gretti e meschini che rivolge alla moglie, condannano Jeanne a una realtà di miseria e infelicità, lontana dalle aspettative maturate durante la giovinezza normanna e con l’unica consolazione della compagnia del cagionevole figlio Paul a lenire la sofferenza delle giornate. Il rampollo di casa Lamare cresce circondato dalle attenzioni della madre finché, conosciuta l’indipendenza del collegio, non si lascia corrompere anche lui come il padre dalle tentazioni di una vita dissoluta, segnata da debiti di gioco e amori occasionali. Più interessato al denaro che ai rapporti affettivi, è l’ennesima delusione in una vita funestata dal dolore. Eppure, il temperamento spensierato di un tempo sembra essere ancora sepolto sotto la fredda disillusione degli anni, pronto a venir fuori al minimo accenno di gioia.

CRITICA
La legge del mercato ha ottenuto grandi riconoscimenti, ma Stéphane Brizé non ha certo pensato di continuare sulla stessa lunghezza d’onda, visto che Una vita ci porta indietro nel tempo di un paio di secoli e parecchi gradini più in alto dal punto di vista sociale con il racconto di una donna e della sua vita tormentata, fra amori infelici, lutti e impossibilità non solo di raggiungere, ma anche di cercare la felicità. Doloroso e claustrofobico, non si concede con facilità, ma entrati nella narrazione si rimane incantati dall’eleganza formale e dall’interpretazione eccellente di Judith Chemla. (Mauro Donzelli - comingsoon.it)