06/01/13

E SE VIVESSIMO TUTTI INSIEME?

ven 11_1 ore 21,15

primo appuntamento cineforum 2013


GENERE: Commedia
REGIA: Stéphane Robelin
SCENEGGIATURA: Stéphane Robelin
ATTORI: Geraldine Chaplin, Jane Fonda, Claude Rich, Pierre Richard, Camino Texeira, Guy Bedos, Bernard Malaka, Gustave de Kervern, Laurent Klug, Lionel Nakache, Philippe Chaine
FOTOGRAFIA: Dominique Colin
MONTAGGIO: Patrick Wilfert
MUSICHE: Jean-Philippe Verdin
PAESE: Germania, Francia 2011
DURATA: 96 Min





Trama
Annie, Jean, Claude, Albert e Jeanne sono amici da sempre, nonostante le differenze di abitudini e temperamento. Due coppie ben assortite - e molto diverse - e un single impenitente: a unirli, oltre all'amicizia (e in certi casi all'amore), il tempo che passa con i suoi "inconvenienti". Ma chi l'ha detto che a una certa età non resta che farsi da parte? I cinque non sono affatto d'accordo e decidono di sperimentare cosa vuol dire andare a vivere tutti insieme. La convivenza, però, nasconde sempre delle sorprese... anche per chi si conosce da una vita!

Recensione
Se c’è un pensiero che sale subito alla mente, durante la visione del film di Robelin, è che solo qualche decennio fa un soggetto del genere non sarebbe mai stato concepito o, se fosse stato concepito, non sarebbe stato prodotto, e, se al limite fosse stato prodotto, nessuno avrebbe mai pensato di farlo passare come una commedia, per quanto agrodolce. Il film affronta, infatti, con realismo e leggerezza una condizione sociale e antropologica tutta contemporanea, qual è il numero crescente di anziani che vivono in buone condizioni di salute, desiderosi di dire e fare (anche sesso) il più possibile e contrari all’idea di starsene a poltrire in una deprimente attesa della fine: una condizione, esplicita Jane Fonda, per la quale siamo a dir poco impreparati.
Attraverso il facile espediente dello studente con la videocamera, è in realtà la macchina da presa di Robelin a documentare l’esperienza, finzionale ma percorribile, fotografando di fatto il target a cui si rivolge il film, esattamente come avviene da sempre con la prima e la seconda età dell’homo cinematograficus.
E se vivessimo tutti insieme? è pudico come il suo titolo (“E se non morissimo in solitudine?” sarebbe stato più veritiero, anche se meno commerciale), ma c’è da credere che aprirà la pista a prodotti meno trattenuti e superficiali, perché in fondo i vecchi sono più simili ai bambini che non agli adulti in cerca di rispetto e affermazione, e il film lo dice in apertura di discorso, inquadrando lo sguardo affamato di gioco del vecchio Albert, la cui finestra dà su un asilo. Se Claude Riche aspira al ruolo di protagonista, perché il copione lo mette al centro delle geometrie amorose e il suo carisma pure, è però proprio Pierre Richard il migliore della partita, colui che incarna la condizione tragicomica di una mente sempre più leggera dentro un corpo sempre più ingombrante. Marianna Cappi

Approfondimenti
rassegna stampa
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