03/12/09

Planet 51

dom 06_12 ore 15.00
mar 08_12 ore 15.00


Regia: Javier Abad, Jorge Blanco
Sceneggiatura: Joe Stillman
Produzione: Ilion Animation, HandMade Films
Distribuzione: Moviemax
Paese: Spagna, Gran Bretagna 2008
Genere: Animazione
Durata: 106 Min








Di produzione anglo/ispanica, è un cartone animato che sembra fatto a Hollywood. La ragione? L'abilissima sceneggiatura dell'americano Joe Stillman, un tipo (è il creatore di Shrek) che adora ribaltare le carte. Anche se ogni cosa ha forma tondeggiante e gli abitanti sono verdi, gommosi e dotati di antennine, Planet 51 rappresenta un tipico spaccato Usa Anni '50, inclusa la diffusione di B movies e fumetti che alimentano il motivo del terrore degli alieni. Figuriamoci quando da un'astronave emerge, sulle note kubrickiane di Cosi parlò Zarathustra, uno spaventoso «humaniac» a stelle e strisce.
Capita l'antifona? Di qui una divertente avventura giocata su un susseguirsi di citazioni. Spiritosa la parodia, condivisibile il messaggio: ricorda che l'ignoto potremmo essere noi.
di Alessandra Levantesi
La Stampa, 20 novembre 2009

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E se gli alieni fossimo noi? Parte da questo sorprendente ribaltamento di prospettiva
Planet 51, divertente film d'animazione diretto da Jorge Blanco. Il remoto pianeta del titolo è abitato da ominidi verdi con le antenne, in tutto simili a noi in quanto ad abitudini di vita (l'unica differenza è che sono un po' indietro nel tempo, diciamo sul finire dei nostri anni 50). Proprio qui atterra un'astronave inviata negli spazi remoti dalla Nasa: a bordo c'è un aitante astronauta, alla ricerca, appunto, di possibili alieni... Già, ma anche gli abitanti del pianeta temono l'arrivo di possibili E.T. dallo spazio. E dunque, il gioco degli equivoci ha inizio: caccia grossa al nuovo arrivato che, per fortuna sua, trova dei ragazzini pronti ad aiutarlo. Il rovesciamento del celebre film di Spielberg è totale, e ha un effetto spesso esilarante. Un piccolo apologo sulla tolleranza, buono per educare i piccoli e far sorridere i grandi. Che, oltre tutto, si possono gustare una colonna sonora infarcita di fantastici "pezzi" della loro lontana gioventù.
di Luigi Paini
da Il Sole-24 Ore, 29 novembre 2009

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