26/05/14

Grace di Monaco


ven 30_5
ore 21.15
sab 31_5 ore 21.15
dom 1_6 ore 18.00 e 21.00


GENERE: Biografico, Drammatico
ANNO: 2014
REGIA: Olivier Dahan
SCENEGGIATURA: Arash Amel
ATTORI: Nicole Kidman, Paz Vega, Tim Roth, Milo Ventimiglia, Parker Posey, Frank Langella, Derek Jacobi, Geraldine Somerville, FOTOGRAFIA: Eric Gautier
MONTAGGIO: Oliver Gajan
PAESE: Francia
DURATA: 103 Min




Trama
Sposando nel 1956 il principe Ranieri di Monaco, la celebre star del cinema Grace Kelly abbandona una promettente e brillante carriera. Ambientato nel 1962, sei anni dopo la celebrazione del suo “matrimonio del secolo”, Grace di Monaco racconta un anno della vita della principessa più celebre del XX secolo, un anno durante il quale Grace Kelly si dibatte nel tentativo di conciliare passato e presente, il desiderio di tornare ad apparire sul grande schermo e il suo nuovo ruolo di madre di due bambini, regnante su un Principato europeo e moglie del Principe Ranieri III. Mentre riflette sull'offerta fattale da Alfred Hitchcock di tornare a lavorare ad Hollywood, Grace piomba in una fase di profonda crisi personale quando la modernizzazione del decadente Principato di Monaco voluta da Ranieri subisce un improvviso arresto per l'ingerenza del presidente francese Charles de Gaulle, che minaccia di imporre il sistema fiscale francese al Principato e di annettersi Monaco con l'uso della forza. L'esplosiva crisi internazionale che ne deriva e l'imminente invasione del Principato da parte della Francia rappresentano una minaccia non solo per la sua famiglia, il suo matrimonio e il suo Paese, ma anche per la vita privata di Grace. E' quello il momento in cui l'icona del cinema, l'americana lontana da casa, dovrà prendere una decisione difficile: tornare alla sua vita di star del cinema, universalmente ammirata e adorata; o assumere a pieno il suo nuovo ruolo e adempiere ai doveri assunti nei confronti del marito, dei figli e del secondo più piccolo principato del mondo, che è ora la sua nuova patria.

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21/05/14

A tempo debito




Venerdì 23 maggio, in occasione della chiusura della programmazione d'essai, l'Associazione Arte del Sogno ospita al Cinema Marconi di Piove di Sacco il progetto A Tempo Debito della casa di produzione padovana Jengafilm.

A seguire il film Locke.

A tempo debito"  racconta, a chi sta fuori, la storia vera di 15 detenuti in attesa di giudizio, di 7 nazionalità diverse, che hanno deciso di mettersi in gioco partecipando al nostro corso di cortometraggio. 
Abbiamo trascorso 5 mesi alla Casa Circondariale di Padova e li abbiamo filmati, abbiamo filmato le storie di vita dei detenuti, la loro testimonianza da attori e da uomini. 
E alla fine, solo alla fine, si scoprirà se e come la realizzazione del cortometraggio sarà stata possibile...
Qui trovate la descrizione completa del progetto e le modalità per sostenerlo.

19/05/14

Alabama Monroe - Una storia d'amore


sab 24_5 ore 21.00
dom 25_5 ore 18.00 e 21.00

GENERE: Drammatico, Sentimentale, Musicale
ANNO: 2013
REGIA: Felix van Groeningen
SCENEGGIATURA: Charlotte Vandermeersch
ATTORI: Johan Heldenbergh, Veerle Baetens, Nell Cattrysse, Geert Van Rampelberg, Nils De Caster, Robbie Cleiren, Bert Huysentruyt, Jan Bijvoet
FOTOGRAFIA: Ruben Impens
PAESE: Belgio
DURATA: 111 Min




Trama
Elise è una tatuatrice che ha inciso sul corpo la propria storia, cancellando via via i nomi degli uomini che ha amato per coprirli con nuovi tatuaggi. Didier è un cantante di musica bluegrass che suona il banjo in un gruppetto belga innamorato del mito dell'America rurale. Quando si incontrano, è amore a prima vista e il riconoscersi reciproco di due outsider nel Belgio conformista e ordinato. Ad unirli indissolubilmente, oltre all'attrazione profonda, è l'amore per la musica. E per la prima volta nella loro vita Elise e Didier, che si credevano destinati alla precarietà dei sentimenti, decidono di impegnarsi fino in fondo, mettendo al mondo la figlia Maybelle. Ma anche il più eterno dei vincoli può essere reversibile, e i due innamorati lo scopriranno a proprie spese.

Recensione

Felix Van Groeningen, il regista fiammingo di Alabama Monroe, sceglie inequivocabilmente la strada del melodramma e spinge la narrazione al di sopra delle righe, sia nel raccontare la storia d'amore assoluta e totalizzante fra i due protagonisti, sia nell'addentrarsi coraggiosamente nell'evoluzione tragica degli eventi. Perché come nelle canzoni bluegrass che Elise e Didier cantano insieme, il dolore va consumato fino in fondo, senza mai sottrarvisi. Alabama Monroe diventa dunque la storia di due esseri umani che maneggiano sentimenti forti e vivono fino all'estremo le proprie passioni, siano esse musicali, artistiche o sentimentali. Van Groeningen però ha l'accortezza di decostruire la narrazione in modo da inframmezzare il dolore del presente con il ricordo dolcissimo e straziante del passato, attraverso continui passaggi avanti e indietro nel tempo, fino alle ultime scene che invece procedono con la linearità inesorabile di una conclusione annunciata. Dunque vediamo Elise e Didier nei vari momenti della loro storia cogliendo l'intensità e l'immediatezza del loro rapporto tanto nella gioia quanto nel dolore. E riusciamo a gestire l'andamento melodrammatico grazie alle boccate d'ossigeno fornite dai momenti sereni ripercorsi dalla storia.
I due attori protagonisti diventano Elise e Didier con un livello di autenticità e identificazione raramente visti nel cinema recente. Johan Heldenbergh, che è anche autore della pièce teatrale da lui diretta in palcoscenico su cui si basa Alabama Monroe, interpreta Didier come una creatura primordiale con un'inesauribile energia vitale e una dirompente carica rabbiosa quando la vita gli riserva il suo lato più oscuro e le politiche degli uomini non fanno nulla per aiutarlo. Veerle Baetens, vincitrice dell'European film award per il ruolo di Elise, ha una recitazione epidermica perfettamente consona ad una donna che usa la propria pelle per esprimere ogni suo sentimento.
Pluripremiato in Europa e negli Stati Uniti, principale rivale de La grande bellezza ai premi Oscar, Alabama Monroe è un film quintessenzialmente europeo nell'impianto narrativo e nella recitazione (in fiammingo), ma ispirato alla cultura folk americana e agli stilemi del cinema indipendente d'oltreoceano. Il risultato non è un'ibridazione senza carattere ma, al contrario, una testimonianza di quanto le due culture cinematografiche possano rivelarsi profondamente complementari. Paola Casella

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18/05/14

Locke

ven 23_05 ore 21.15

GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA: Steven Knight
SCENEGGIATURA: Steven Knight
ATTORI: Tom Hardy, Ruth Wilson, Andrew Scott, Ben Daniels, Olivia Colman, Tom Holland, Bill Milner, Alice Lowe, Danny Webb, Lee Ross, Silas Carson
FOTOGRAFIA: Haris Zambarloukos
MUSICHE: Dickon Hinchliffe
PAESE: Gran Bretagna, USA
DURATA: 85 Min




Trama
Ivan Locke guida nella notte verso Londra. È un costruttore di edifici, ma questa notte si consuma la demolizione della sua vita. All'alba avrebbe dovuto presiedere alla più ingente colata di cemento di cui si sia mai dovuto occupare. Gli americani e i suoi capi hanno incaricato lui, perché per nove anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore: solido come il cemento, appunto. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan riscrive l'esistenza di Locke. Prima di quella telefonata, e del viaggio che ha deciso di intraprendere di conseguenza, aveva un lavoro, una moglie, una casa. Ora, nulla sarà più come prima.

Recensione
L'attesa opera seconda di Steven Knight non solo soddisfa ma supera piacevolmente le aspettative. Sceneggiatore talentuoso, per Frears e Cronenberg, con Locke eccelle nell'esercizio di scrittura, ideando un percorso di quasi novanta minuti nel quale il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono e non c'è altro luogo al di fuori dell'abitacolo della Bmw in movimento e nessun altro personaggio oltre a quello del titolo, impegnato in un dialogo telefonico pressoché ininterrotto con gli altri nomi del copione: Bethan, dall'ospedale di Londra, la moglie Katrina e i due figli da casa, Garreth, il capo furioso, e Donal, l'operaio polacco al quale Ivan Locke ha affidato la delicata gestione di ogni preparativo in sua assenza. A riscattare, però, Locke da una natura puramente letteraria (viene alla mente un altro portentoso viaggio in macchina su carta, "Wyoming", firmato da Barry Gifford) è la performance di Tom Hardy, per la prima volta spogliato delle maschere che l'hanno imposto all'attenzione internazionale e messo alla prova nei panni di un uomo medio, dall'aspetto medio, nell'attimo della sua esistenza che fa la differenza. Nel modo in cui Hardy increspa le onde del testo, suscitando tanto l'ironica commedia quanto l'umana tragedia, con poche battute e il proprio volto come unici strumenti, si conferma il bravo attore, ma nella scelta di adottare esclusivamente i toni bassi, impedendosi l'appiglio anche solo una volta alla scena urlata o al sussurro autocommiseratorio, sta il contributo d'eccezione.
Il resto è il documento di un circolo creativo e produttivo virtuoso, che conta una manciata di settimane di distanza tra la consegna della sceneggiatura e l'inizio della preparazione, e un tournage di sole otto notti, per un film che non porta con sé alcuna traccia di rinuncia o compromesso e parla nel momento giusto del tema del giusto, dell'assunzione di responsabilità, per scomoda e punitiva che sia, e dell'estrema fragilità degli edifici morali sui quali costruiamo le nostre famiglie e le nostre sicurezze. Marianna Cappi

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12/05/14

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

sab 17_5 ore 21.15
dom 18_5 ore 18.00 e 21.00

GENERE: Commedia, Drammatico, Avventura
ANNO: 2013
REGIA: Felix Herngren
SCENEGGIATURA: Felix Herngren, Hans Ingemansson
ATTORI: Robert Gustafsson, Alan Ford, Mia Skäringer, Iwar Wiklander, Miglen Mirtchev, Kerry Shale
FOTOGRAFIA: Goran Hallberg
MONTAGGIO: Henrik Källberg
DURATA: 114 Min




Trama
Dopo una vita lunga e piena di emozioni, Allan Karlsson finisce in una casa di riposo, credendo di essere ormai al capolinea. L'unico problema è che è ancora perfettamente sano e così arriva il giorno del suo centesimo compleanno. Gli stanno preparando una grande festa, ma ad Allan importa poco e decide invece di fuggire. Esce dalla finestra e si imbarca in un divertente ed inaspettato viaggio.

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11/05/14

Dallas Buyers Club

ven 16_5 ore 21.15

  GENERE: Drammatico
ANNO: 2013
REGIA: Jean-Marc Vallée
SCENEGGIATURA: Craig Borten, Melisa Wallack
ATTORI: Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Jared Leto, Steve Zahn, Dallas Roberts, Denis O'Hare, Griffin Dunne, Kevin Rankin, Jane McNeill, Lawrence Turner, Tony Bentley, James DuMont, Donna DuPlantier, Deneen Tyler
FOTOGRAFIA: Yves Bélanger
PAESE: USA
DURATA: 117 Min



Trama
Dallas Buyers Club racconta la storia vera di Ron Woodroof, un elettricista/cowboy ribelle del Texas al quale, nel 1986, viene diagnosticato l'AIDS, con una prognosi di pochi giorni di vita. Frustrato dalla mancanza di opzioni mediche disponibili e tutt’altro che rassegnato a questa sorta di condanna a morte, Ron trova un’ancora di salvezza nei farmaci alternativi e in un mix di vitamine di sua invenzione. Entra così in contatto con altri ammalati e familiarizza con loro, superando l'iniziale omofobia e ritrovandosi al centro di un cospicuo business di contrabbando. Inizia così una tesissima partita a scacchi con la legge che vieta i farmaci da lui usati e con la polizia.

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06/05/14

Gigolò per caso


sab 10_5 ore 21.15
dom 11_5 ore 18.00 e 21.00 


GENERE: Commedia
ANNO: 2013
REGIA: John Turturro
SCENEGGIATURA: John Turturro
ATTORI: Woody Allen, Vanessa Paradis, Sharon Stone, John Turturro, Sofia Vergara, Max Casella, Jill Scott, Tonya Pinkins, Allen Lewis Rickman, Liev Schreiber, Bob Balaban, Aida Turturro, David Margulies, Michael Badalucco
PAESE: USA
DURATA: 98 Min




Trama
Fioravante è un gentiluomo di mezza età che svolge svariate mansioni. Elettricista, idraulico, artista floreale e in tempi di magra gigolò, Fioravante attrae le donne con la sua dignità e la sua costanza. Factotum cortese passeggia tra i borough di New York in compagnia di Murray, amico di vecchia data che gli procura i contatti con donne in cerca di avventure erotiche o carezze amorevoli. Condiviso da due ricche signore di Park Avenue, Fioravante le ascolta e le celebra in lunghe sedute in cui sfoggia la naturale sensibilità, l'arte della danza e del massaggio. Se Murray tiene il conto degli affari, Fioravante non ha messo in conto di innamorarsi. Incontrata Avigal, giovane vedova di un Rabbino, il nostro cede armi e cuore. Contro di lui si solleva una comunità chassidica e Dovi, ebreo ortodosso invaghito da sempre di Avigal. Tra erotismo ed ebraismo, Fioravante muoverà nella vita e nei sentimenti con la delicatezza delle sue composizioni floreali.

Recensione
Che cosa potrebbe mai accadere tra un uomo e una donna in un appartamento di New York dopo anni di sfruttamento di quella certa formula e di quel certo décor? Cosa di raccontabile potrebbe ancora accadere ce lo rivela John Turturro, alla sua quinta regia fuori standard e sommamente chic. Sguardi rapiti e solitudini sospese si incrociano dentro una commedia vaga e garbata conficcata nei molti cuori (etnici) di New York. Ventotto anni dopo Hannah e le sue sorelle spetta a John Turturro dirigere Woody Allen, che nella finzione lo inventa gigolò. Apprendista gigolò, perché il suo protagonista impara sul campo il 'mestiere più vecchio del mondo', per cui dimostra una straordinaria disposizione, valorizzando donne a cui qualcuno ha smesso di prestare attenzione. Fioravante, riservato e cortese tuttofare di origine italiana, parla poco e osserva molto catturando il nostro sguardo e quello delle sue signore, che avvicina con movimenti morbidi come pennellate.
Avvolgente e ipnotico, Gigolò per caso è una radiografia ravvicinata di una solitudine gravosa, interrotta dal delicato movimento romantico del Fioravante di Turturro, che pratica l'amore ai tempi della crisi, diluita in qualche bicchiere e in amplessi retribuiti. Amore che non significa stare insieme ma uno accanto all'altro, amore che osserva la bellezza irraggiungibile delle donne, quelle che il protagonista desidera, ama e lascia (andare) nel corso della sua vocazione. Un campionario femminile di rilievo, erotizzato da Sharon Stone e Sofía Vergara, 'incapricciato' da Vanessa Paradis e familiarizzato da Aida Turturro, in cui si inserisce senza deprezzarle l'attore autore, che lascia salire la temperatura emotiva della storia fino a concentrarsi ancora e sempre sul territorio dei sentimenti. Perché Fioravante alla fine cede alla tentazione di rompere il cerchio dell'isolamento, di far scorrere ancora la vita, di intrecciare una relazione, solo verbale, solo di sguardi, con la vedova ortodossa di Vanessa Paradis.
Non è un amore, è solo la promessa di un amore possibile ma sufficiente a scatenare un terremoto emozionale nell'ordinaria routine del protagonista, affiancato dal lenone di Woody Allen. E al 'venerabile maestro' Turturro non chiede di risplendere per le opere passate ma per la capacità di essere attore del presente, accordando le loro poetiche con parole, note e notazioni antropologiche. Come i suoi personaggi, il Murray di Allen cerca una soluzione alla propria crisi d'identità, lanciandosi (conto terzi) in un'avventura sessuale, sfuggendo alla propria ebraicità ma finendo giudicato da un tribunale chassidico e intrappolato in una concezione del mondo profondamente ebraica. Se per Allen la relazione sentimentale rappresenta la soluzione, per Turturro la soluzione elaborata è un congedo di irripetibile delicatezza.
Così in Gigolò per caso niente davvero accade perché il regista sa non farlo accadere nello stile stranito e lievemente livido che segna le migliori commedie sentimentali americane degli ultimi dieci anni. Lavorando sul filo dell'understatement solenne, John Turturro è la garanzia emotiva di un impalpabile romance, che sfuma le cigarettes, 'suona' la canzone popolare, consuma l'offerta di corpi, promesse e misteri. La ragione d'essere sono invece le protagoniste femminili che nei dialoghi con lui ricevono il doppio di tempo e di spazio. Perché a Fioravante, sovente in silenzio, spetta il compito equilibratore del testimone.
Marzia Gandolfi


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05/05/14

Prossima fermata Fruitvale Station


ven 9_5 ore 21.15
 GENERE: Drammatico
ANNO: 2013
REGIA: Ryan Coogler
SCENEGGIATURA: Ryan Coogler
ATTORI: Michael B. Jordan, Melonie Diaz, Kevin Durand, Chad Michael Murray, Ahna O'Reilly, Octavia Spencer
FOTOGRAFIA: Rachel Morrison
MUSICHE: Ludwig Goransson
PAESE: USA
DURATA: 85 Min
Recensione
Diretto da un regista esordiente di 27 anni e interpretato da un suo coetaneo di talento come Michael B. Jordan, Prossima fermata Fruitvale Station ha fatto incetta di premi in tutto il mondo. Film di denuncia dell'ennesima assurda tragedia americana, che vede una vittima innocente uccisa per troppo zelo da chi dovrebbe tutelare la legge, porta lo spettatore in modo toccante nelle ultime 24 ore di vita di un figlio, un padre e un ragazzo le cui potenzialità vengono cancellate per sempre con un colpo di pistola. E' un film che colpisce al cuore con la forza della sua sincerità e che ci comunica il dolore di chi resta, di fronte a una perdita immensa, senza spiegazioni, risposta e giustizia. (Daniela Catelli)

Approfondimenti



Al termine del film con l'iniziativa musicale di Mr. Baker, Andy Groove and Frankie Pawn Shop con American Ciacoe. Questa chiacchierata, forse meglio dire passeggiata, non vuole essere e non è la storia della letteratura e della musica americana, ma porta in scena autori e musicisti statunitensi di una porzione di ventesimo secolo. Una sorta di sogno che in qualche modo ha influenzato una fetta della nostra cultura e pure del nostro immaginario...