27/06/17

QUELLO CHE SO DI LEI

gio 29_6 ore 21.15

sab 01_7 ore 21.15

dom 02_7 ore 18.00 e 21.15


Quello che so di lei
GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Martin Provost
ATTORI: Catherine Deneuve, Catherine Frot, Olivier Gourmet, Quentin Dolmaire, Mylène Demongeot, Pauline Etienne, Marie Gili-Pierre, Audrey Dana, Karidja Touré, Ingrid Heiderscheidt
MUSICHE: Grégoire Hetzel
PAESE: Francia
DURATA: 117 Min




Trama
Il mestiere dell'ostetrica affascina per la portata simbolica del compito: di guidare la nascita, scortare alla vita. Quello che so di lei è il delicato omaggio, volutamente privo di derive autobiografiche, che Martin Provost dedica all'avvincente professione, attraverso il ritratto di una donna dall'etica ineccepibile e il suo rapporto in divenire con la stravagante matrigna. Conosciamo Claire (Catherine Frot) in una fase di grande cambiamento della sua vita. Vocata al lavoro come pochi ma legata ancora a un metodo che privilegia la cura premurosa e il rapporto empatico con le pazienti, l'infermiera specializzata inizia a mettere in discussione il suo ruolo quando il reparto maternità del piccolo ospedale dove lavora si prepara a chiudere i battenti. Claire cade vittima dei suoi stessi principi e valori stiracchiati, rifiutando di integrarsi in una moderna struttura ospedaliera che conta migliaia di nascite l'anno, una vera "fabbrica per bambini" che punta soltanto a efficienza e disumanizzazione. A scuotere la rigida visione delle cose, irrompe, come una bizzosa diva d'altri tempi più che un fantasma del passato, la vecchia amante di suo padre, l'eccentrica e frivola Béatrice (Catherine Deneuve). Dopo trent'anni di assenza, la donna cerca di riavvicinarsi alla figlioccia con schiettezza dirompente e battutine sul cattivo gusto, ma finisce per scontrarsi con le resistenze emotive di Claire, che preferisce invece trincerarsi dietro un giustificabile rancore. Pian piano però, l'opposizione si affievolisce e diventa motivo di scambio reciproco, consiglio, confidenza, ricordo di quell'umo che era padre per una e compagno per l'altra, scomparso prematuramente e in maniera brutale. Claire ritrova in Béatrice la seconda madre che ammirava da bambina, e Béatrice si spinge a considerare Claire la figlia che non ha mai avuto. 

Recensione
Catherine Deneuve con il passare degli anni ha reso sempre più impeccabili le sue scelte professionali. Invecchiare per lei sta diventando un’occasione per affrontare ruoli inediti, mettersi in gioco con coraggio in contesti meno glamour, ma sempre più convincenti. Come Quello che so di lei, dove interpreta il ruolo di una donna gaudente, amante della buona tavola, del gioco d’azzardo e dei soldi… da spendere. Si rimette in contatto con la figliastra che non vede da decenni (la brava Catherine Frot) per un rapporto inizialmente complicato, ma presto occasione per riavvicinare e cambiare per sempre due donne completamente diverse, ma unite da un grande amore per la vita. (Mauro Donzelli)

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ON THE MILKY ROAD - SULLA VIA LATTEA



Venerdì d'essai

ven 30_6 ore 21.15


On the Milky Road - Sulla Via Lattea
GENERE: Drammatico, Sentimentale, Guerra
ANNO: 2016
REGIA: Emir Kusturica
ATTORI: Monica Bellucci, Emir Kusturica, Sergej Trifunovic, Bajram Severdzan
SCENEGGIATURA: Emir Kusturica
FOTOGRAFIA: Martin Šec, Goran Volarević
MONTAGGIO: Svetolik Mica Zajc
MUSICHE: Stribor Kusturica
PAESE: Serbia, Gran Bretagna, USA
DURATA: 125 Min




Trama
Primavera durante la Guerra. Ogni giorno un uomo trasporta il latte e attraversa il fronte a dorso di un asino, schivando pallottole, per portare la sua preziosa mercanzia ai soldati. Benedetto dalla fortuna nella sua missione, amato da una giovane donna del paese, tutto lascia pensare che un futuro di pace lo stia aspettando… fino a che l'arrivo di una misteriosa donna italiana sconvolgerà la sua vita completamente. Inizia così una storia di passione, di amore proibito, che farà precipitare i due protagonisti in una serie di fantastiche e pericolose avventure. Si sono uniti per caso e niente e nessuno sembra in grado di fermarli. 
La storia di On the Milky Road osserva da vicino l'amore tra due persone che non hanno più nulla da perdere. Il film è basato sul cortometraggio Our Life, scritto a quattro mani dal regista Emir Kusturica e da sua figlia Dunja. Il tema principale è la semplice storia d'amore tra un uomo (Emir Kusturica) e sua moglie (Monica Bellucci), che vivono in una zona montuosa della Serbia. Un film al contempo concettuale e violento. Un film d'amore e un film di guerra.

Recensione
Il cinema di Emir Kusturica è un caravanserraglio. Il cinema di Emir Kusturica è circo, teatro concerto, surralismo, provocazione, festa e superomismo. Il cinema di Emir Kusturica è terra e fuoco, maiali e oche, falchi e orsi, galline e serpenti, tromboni e pianoforti, chitarre e percussioni, bombe e fucili, carne e sangue, uomini e donne. E rakija, tantissima rakija. 
E, come in questo caso, guerra e amore. 

Assoluto, sfacciato, On the Milky Road si piazza davanti allo spettatore e non cede di un millimetro: anzi, avanza e aggiunge provocazione su provocazione (tanto sul piano del cinema che su quello della politica), accumula figure e situazioni e paradossi come vestiti su una poltrona che non hai mai voglia di mettere a posto nell'armadio, come le ciafrusaglie dentro quel cassetto nel quale nascondi le cose per dare una parvenza d'ordine. 

Dentro quel caos, che gestisce col piglio deciso e l'aria stropicciata del domatore di un circo scalcagnato, Kusturica sorprende: non solo evita che, tirato da mille parti, il film vada completamente fuori controllo e si chianti contro qualche roccia, su un albero o addosso a un mortaio, ma addirittura riesce a far emergere e distinguere come deve i due veri protagonisti della storia, il soldato-lattaio da lui stesso interpretato e la bella italiana che fa impazzire i maschi di Monica Bellucci. 

Mentre il caos gioioso del cinema e quello violento e spietato della guerra rischiano di renderli indistinguibili, il Lattaio e la Sposa trovano in un sentimento imprevisto e a suo modo disperato la forza di superare i traumi del loro passato, o almeno di tentare di farlo. 
Nel mondo di On the Milky Road, donne folli, uomini violenti e l'ingerenza delle grandi potenze straniere minano le aspirazioni alla tranquillità dell'uomo serbo, che vorrebbe vivere in comunione con una Natura che si rivelerà la sua salvezza, inseguendo al massimo l'aspirazione di un amore. 

La mano, ovviamente, è tutt'altro che fine. L'ideologia, se possibile, ancor meno. Il risultato, ambiguo e sbilenco. Esagerato soprattutto sul piano ideologico. Ma, detto questo, il barocchismo balcanico di Kusturica è così esagerato, il suo panteismo agreste così sfacciato e il suo surrealismo alcoolico così naif, che si finisce con l'essere trascinati - a tratti - dall'energia disordinata del film. Se solo Kusturica riuscisse a incanalarne meglio almeno una parte, come magari dimostrano un paio di immagini visivamente potenti e tutt'altro che arruffate che annegano nel film, e a potare un po' il cespuglio selvaggio del resto, chissà cosa potrebbe accadere. (Federico Gironi)

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18/06/17

LE COSE CHE VERRANNO

Venerdì d'essai

ven 23_6 ore 21.15


Risultati immagini per LE COSE CHE VERRANNO
GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Mia Hansen-Løve
ATTORI: Isabelle Huppert, André Marcon, Edith Scob, Sarah Le Picard, Yves Heck
SCENEGGIATURA: Mia Hansen-Løve
FOTOGRAFIA: Denis Lenoir
MONTAGGIO: Marion Monnier
PAESE: Francia, Germania
DURATA: 102 Min



Trama
Nathalie insegna filosofia in un liceo di Parigi. Per lei la filosofia non è solo un lavoro, ma un vero e proprio stile di vita. Un tempo fervente sostenitrice di idee rivoluzionarie, ha convertito l’idealismo giovanile “nell’ambizione più modesta di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste” e non esita a proporre ai suoi studenti testi filosofici che stimolino il confronto e la discussione. Sposata, due figli, e una madre fragile che ha bisogno di continue attenzioni, Nathalie divide le sue giornate tra la famiglia e la sua dedizione al pensiero filosofico, in un contesto di apparente e rassicurante serenità. Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo viene completamente stravolto: suo marito le confessa di volerla lasciare per un’altra donna e Nathalie si ritrova, suo malgrado, a confrontarsi con un’inaspettata libertà. Con il pragmatismo che la contraddistingue, la complicità intellettuale di un ex studente e la compagnia di un gatto nero di nome Pandora, Nathalie deve ora reinventarsi una nuova vita.

Recensione
Identificata fino a questo momento come la cantrice della giovinezza e della sua energia, Mia Hansen-Løve ha spostato ora il suo sguardo e la sua attenzione verso una fascia anagrafica più alta, raccontando la storia di una donna matura che, improvvisamente, vede crollare tutte le sue certezze familiari e professionali sul suo futuro. Rimane immutata la capacità della regista francese di fare del suo cinema un linguaggio fresco e vitale, in connessione costante col tempo del racconto, e funziona molto bene il ritratto al femminile del personaggio di una Isabelle Huppert che, dopo Elle, regala un'altra interpretazione di altissimo livello. Peccato per una serie di piccoli vezzi intellettuali di troppo, peccato che il film tradisca, qui e lì, la voglia di affrancarsi dai modelli dell'ex compagno Olivier Assayas cercando di replicarli. 

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UN APPUNTAMENTO PER LA SPOSA

gio 22_6 ore 21.15

sab 24_6 ore 21.15

dom 25_6 ore 18.00 e 21.15



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GENERE: Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Rama Burshtein
ATTORI: Noa Koler, Amos Tamam, Oz Zehavi, Oded Leopold, Jonathan Rozen
SCENEGGIATURA: Rama Burshtein
FOTOGRAFIA: Amit Yasur
MONTAGGIO: Yael Hersonski
MUSICHE: Roy Edri
PAESE: Israele
DURATA: 110 Min



Trama
Un appuntamento per la sposa ruota intorno all'assurda vicenda di Michal (Noa Koler), piantata dal promesso sposo Gidi poche settimane prima delle nozze. Invece di annullare i preparativi per la cerimonia, la trentaduenne ebrea ortodossa reagisce confidando nella fede che ha abbracciato dodici anni prima, convinta di riuscire a trovare, per intercessione divina, un sostituto marito entro la data stabilita: "ho il luogo, il vestito, l'appartamento. Dio mi troverà sicuramente un marito!". Inizia così la folle ricerca del partner ideale (o da un altro punto di vista, la fuga dalla condizione di single) attraverso una serie di incontri fortuiti e appuntamenti combinati, diretti a incontrare il "vero" amore, senza accontentarsi di un signor qualsiasi che aspetti all'altare vestito di tutto punto. Michal riesce a circoscrivere la rosa dei candidati a una famosa rock star di nome Yos (Oz Zehavi), il quale però non ha alcuna intenzione di osservare lo Shabbat, e all'affascinante professore Assaf, conosciuto quando la data ormai si avvicina. C'è anche il religioso Shimi (Amos Tamam), il proprietario della location del matrimonio, che sin dall'inizio osserva impaziente e divertito gli sviluppi dei deliranti piani di Michal. Resta ancora da dire che seppure gli uomini coinvolti si dimostrino interessati a lei, non è detto che accettino di sposarla con un così breve preavviso. Michal scopirà a sue spese che interpretare la volontà divina non è poi così semplice come pensava.

Recensione
Dopo La sposa promessa, la regista israeliana Rama Burshtein racconta un altra storia tutta al femminile, e tutta dentro il mondo dell'ebraismo ortodosso, incurante dei confronti col mondo esterno e delle possibili e miopi polemiche femministe legate alla storia di una ragazza che vuole e deve trovare un marito in 22 giorni. Grazie a degli attori bravissimi, e alla capacità di gestire con grazia ed equilibrio l'alternarsi del registro leggero e di quello drammatico, il film della Burshtein finisce col raccontare una storia inebriante, e molto più complessa e universale di quanto si potrebbe superficialmente essere portati a pensare. (federico gironi) 

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