19/10/17

ATTENZIONE!



Attenzione! La proiezione di stasera di Codice Criminale sarà in lingua italiana e non in lingua originale sottotitolata.
Codice Criminale
gio 19_10 ore 21.00
ven 20_10 ore 21.00
Ci scusiamo per il disguido, non dipeso dalla nostra volontà. 😐

15/10/17

Ammore e malavita

sab 21_10 ore 21.00
dom 22_10 ore 18.00 e 21.00

Ammore e malavita


GENERE: Commedia, Musicale, Noir
ANNO: 2017
REGIA: Marco Manetti, Antonio Manetti
ATTORI: Carlo Buccirosso, Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Raiz, Franco Ricciardi, Antonio Buonomo
PAESE: Italia
DURATA: 133 Min


TRAMA
Napoli. Ciro (Giampaolo Morelli) è un temuto killer. Insieme a Rosario (Raiz) è una delle due “tigri” al servizio di don Vincenzo (Carlo Buccirosso), "o' re do pesce", e della sua astuta moglie, donna Maria (Claudia Gerini). Fatima (Serena Rossi) è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi, di nuovo. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, l’uno nell’altra, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c'è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Nessuno può fermare l’amore. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

RECENSIONE
La sceneggiata napoletana, la commedia, l'immaginario (sovvertito) di Gomorra, John Woo, James Bond e le canzoni neomelodiche. Tutto insieme, tutto perfettamente frullato e amalgamato dai Manetti, che sanno sempre benissimo cosa fare e lo fanno con leggerezza, divertendosi, e non prendendosi mai troppo sul serio. Una delle più belle sorprese della stagione, divertente e scoppiettante, con trovate fulminanti e battute esilaranti. Alcuni brani della colonna sonora sono già di culto. (Federico Gironi - comingsoon.it)

14/10/17

Codice Criminale

gio 19_10 ore 21.00
ven 20_10 ore 21.00



GENERE: Azione, Drammatico, Thriller
ANNO: 2016
REGIA: Adam Smith
ATTORI: Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Sean Harris, Rory Kinnear, Lyndsey Marshal, George Smith, Kingsley Ben-Adir
PAESE: Gran Bretagna
DURATA: 99 Min



TRAMA
Criminali da generazioni, i Cutler vivono nella verde campagna del Gloucestershire, ricca contea nel sud-ovest della Gran Bretagna. Non riconoscono nessuna legge e vivono di rapine, corse d’auto ed inseguimenti con la polizia. Chad (Michael Fassbender) è tormentato tra il rispetto che nutre verso suo padre, il capobanda Colby (Brendan Gleeson), e il desiderio di dare una vita migliore a sua moglie Kelly e ai loro bambini. Quando Chad decide di abbandonare la sua vecchia vita e la banda per offrire un futuro diverso ai suoi figli, deve scontrarsi con la rabbia di Colby e con un sistema che non sembra permettere alcuna redenzione. Con la polizia sempre più alle calcagna e la presa di suo padre sempre più serrata, Chad inizia a realizzare che il suo destino potrebbe non essere più nelle sue mani e che salvare la sua famiglia potrebbe comportare un doloroso sacrificio. Michael Fassbender, perfetto nel ruolo da outsider maledetto, regala un’interpretazione magnetica in questo emozionante ed adrenalinico crime-drama tra Drive e Come un tuono. Colonna sonora originale di The Chemical Brothers.

CRITICA
Sotto la superficie da thriller criminale ambientato nel mondo dei Pavee, le famiglie nomadi anglosassoni, dietro alle rapine e agli spettacolari inseguimenti in automobile per strade e campi erbosi, il film diretto da Adam Smith parla prima di tutto di paternità. Di cosa significhi, cosa comporti, e quanto sia difficile essere un padre. E' un bene, perché fosse stato solo una storia di crimine, o perfino un tentativo di raccontare la sociologia del nomadismo, sarebbe stato troppo convenzionale. Bravi Michael Fassbender e Brendan Gleeson, che reggono tutta la storia sulle loro larghe spalle. (Federico Gironi - comingsoon.it)

12/10/17

Loving Vincent

La grande Arte
mar 17_10 ore 21.00
mer 18_10 ore 21.00

BIGLIETTI
intero € 10,00
 ridotto € 8,00 (oltre alle riduzioni già previste anche per prenotati alla mail info@cinemamarconi.com entro le 12:00 del giorno della proiezione)




GENERE: Animazione, Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Dorota Kobiela, Hugh Welchman
PAESE: Gran Bretagna, Polonia
DURATA: 95 Min






Il primo lungometraggio interamente dipinto su tela che racconta le opere e la vita di Vincent van Gogh. Un originale incontro tra arte e cinema vincitore del Premio del Pubblico al Festival d’Annecy

“Non possiamo che parlare con i nostri dipinti” – Vincent van Gogh

Nessun altro artista al mondo ha dato vita a così tante leggende quanto Vincent van Gogh (1853-1890).
Dopo il successo di “Van Gogh Alive – The Experience” (la mostra multimediale più visitata al mondo), arriva finalmente al cinema una nuova straordinaria esperienza visiva: un appuntamento nato dal connubio tra arte e tecnologia che segnerà una nuova frontiera per la Grande Arte al Cinema, offrendoci l’opportunità di conoscere in modo nuovo uno degli artisti più amati di sempre.
Definito come un martire, un satiro lussurioso, un folle, un genio e un fannullone, e spesso anche travisato e oscurato dal mito e dal tempo, il vero Vincent viene improvvisamente svelato dalle sue lettere. Ispirandosi al suo ultimo scritto, quello in cui annotava “Non possiamo che parlare con i nostri dipinti”, Loving Vincent ha scelto di partire dalle parole dell’artista, lasciando che fossero proprio i dipinti a raccontare la storia e l’opera del pittore olandese esposto nei più importanti musei del mondo, da Amsterdam a New York, da Londra a Mosca, da Parigi a Dallas.
Scritto e diretto da Dorota Kobiela & Hugh Welchman, Loving Vincent è infatti il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Realizzato elaborando i quadri dipinti del pittore, il film – che sarà nelle sale per tre giorni il 16, 17 e 18 ottobre – è composto da migliaia di immagini create nello stile di Vincent van Gogh realizzate da un team di 125 artisti che hanno lavorato anni per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto. Un lungometraggio poetico e seducente che mescola arte, tecnologia e pittura e si è aggiudicato il Premio del Pubblico all’ultimo Festival d’Annecy.
Del resto la forma d’arte di questo film è differente dalla pittura. Se la pittura fissa uno specifico momento della realtà, il film appare fluido, sembra muoversi tra lo spazio e il tempo. Per questo il Painting Design Team ha impiegato un anno per re-immaginare i quadri di van Gogh come se fossero un film. In Loving Vicent 94 quadri di van Gogh sono riprodotti in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente.
La narrazione – che riporta in vita opere come Caffè di notte, Campo di grano con volo di corvi, Notte stellata, ma anche ritratti e autoritratti di van Gogh- si apre in Francia, nell’estate del 1891. Armand Roulin, un giovane inconcludente e privo di aspirazioni, riceve da suo padre, il postino Joseph Roulin, una lettera da consegnare a mano a Parigi. Il destinatario è Théo van Gogh, fratello del pittore che si è da poco tolto la vita. Armand non è per nulla felice della missione affidatagli: è imbarazzato dall’amicizia che legava suo padre e Vincent, un pittore straniero che si è tagliato l’orecchio ed è stato internato in un manicomio locale. Ma a Parigi non c’è alcuna traccia di Théo. La ricerca condurrà Armand da Père Tanguy, commerciante di colori, e quindi nel tranquillo villaggio di Auvers-sur-Oise, a un’ora da Parigi, dal medico che si occupò di Vincent nelle sue ultime settimane di vita, il Dottor Paul Gachet. Conosceremo così la locanda dei Ravoux, dove Vincent soggiornò per le ultime dieci settimane e dove il 29 luglio 1890 morì per un proiettile nell’addome. Qui Armand incontrerà anche la figlia del proprietario, Adeline Ravoux, la domestica e la figlia del dottore e -presso il fiume dove Vincent trascorse i suoi giorni- anche il Barcaiolo che lo conobbe. Un viaggio attraverso strazianti rivelazioni per capire e apprezzare l’appassionante vita e la straordinaria opera di Vincent van Gogh.

08/10/17

L'ordine delle Cose

gio 12_10 ore 21.00
sab 14_10 ore 21.00
dom 15_10 ore 18.00 e 21.00



GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Andrea Segre
ATTORI: Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane, Roberto Citran, Fausto Russo Alesi, Hossein Taheri
PAESE: Italia
DURATA: 115 Min



TRAMA
Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia.
La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile.
Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione, mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa.
Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose.

RECENSIONE
Quando Andrea Segre ha cominciato a lavorare a questo film, e ce lo ricorda lui stesso nelle note di regia, non immaginava che gli scenari politici tra Italia e Libia relativi alla gestione del flusso dei migranti sarebbero diventati così simili a quelli da lui immaginati.
Perché di quello parla, ancora, Segre: dei migranti, del rapporto tra quel mondo e il nostro, e dell'assurdità dell'esistenza, nella mentalità comune, di una distinzione tra i due.
L'ordine delle cose non è però il film militante in senso aggressivo e tradizionale che ci si potrebbe forse aspettare.
Non è un film che declina, pur con gli strumenti del cinema, gli slogan da manifestazione o da assemblea studentesca, o che - peggio - ragiona su una delle questioni più scottanti e urgenti dei nostri tempi con quelle estremizzazioni facilone che dai social network si sono allargate in tempi rapidissimi ai talk show e ai giornali (anche se forse è più vero che la dinamica è andata al contrario). È un film migliore di questo, più intelligente, più aperto.

Con L'ordine delle cose Andrea Segre rifiuta di scendere nel campo della tifoseria politica spicciola, restituendo alla parola una dignità umana perduta: come perduta è la dignità dei migranti, come perduta è a volte quella dei tanti Corrado che lavorano con serietà e passione alla risoluzione di questi problemi, e che troppo spesso sono genericamente considerati "il nemico".
Quello di Segre è un film che racconta pratiche e funzionamenti troppo spesso dati per scontati, e che attraverso i dubbi e le azioni del suo protagonista spinge a ripesare a tutto quello che solitamente diamo per scontato o crediamo di sapere.
Sul tema dell'immigrazione, certo, ma anche su noi stessi, su come ci vediamo e su chi siamo davvero. (Federico Gironi - comingsoon.it)